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ITALIA – REGIONE PUGLIA – SALENTO – PORTO CESAREO: L’ISOLA DEI CONIGLI – A.D.V.

DOVE SI TROVA. Isola si trova proprio difronte alla nota località balneare di  Porto Cesareo, a circa un centinaio di metri dalla costa. Di seguito la mappa interattiva di GOOGLE MAPS che vi consentirà di raggiungere questa meta utilizzando il vostro dispositivo come un navigatore GPS ovunque vi troviate. Per calcolare il percorso cliccate sulla freccia blu sulla mappa. Ricordate che nell’angolo sinistro in basso è presente la versione
“Earth”
della mappa.

 

IL PERIODO MIGLIORE. L’isola può essere essere visita durante tutto l’anno. Per godersi il mare il periodo migliore è quello che va da luglio a fine settembre.
LE PREVISIONI DEL TEMPO.  Di seguito troverete un box meteo con le previsioni del tempo riferite alla zona di Porto Cesareo su base settimanale, con fasce orarie,  aggiornate in tempo reale.  Potrete verificare con esattezza la situazione metereologica prevista nell’arco dell’intera giornata. Questo vi consentirà di organizzare la vostra giornata al mare con il tempo migliore.
SPIAGGE – CARATTERISTCHE. Sull’isola ci sono alcune spiagge. La più grande ha una forma a ferro di cavallo e guarda verso il mare aperto. È composto. Prevalentemente di sabbia. Ne è presente un’altra abbastanza grande, sabbiosa, riparata dal vento, che guarda verso la costa. 

 

COME RAGGIUNGERE L’ISOLA. Si trova molto vicino alla costa, praticamente a ridosso di San Cesareo (come si vede dall’immagine satellitare). Ci sono delle piccole imbarcazioni che effettuano un servizio di traghetto delle persone dalla costa. È a pagamento. Le corse sono molte ed in orari prefissati. In base alla stagione viene effettuata l‘ultima corsa verso la sera. Se la mancate, dovrete tornare a a nuoto o a piedi. L’isola infatti può essere raggiunta anche camminando. Bisogna però bagnarsi ben oltre la cintola. Altro problema è il fondale composto da alghe prevalentemente morte, in cui i piedi sprofondano. Il consiglio è è quello di usare le imbarcazioni, evitando di entrate nell’acqua. Comunque se siete “avventurosi” allora potete tentare la traversata a piedi. Evitatela però se non siete alti. L’acqua non è bassa. Inoltre sarete obbligati a portare la borsa per il mare ed altro sulla testa, per evitare di bagnare tutto. Una soluzione può essere un piccolo canotto in cui riporre tutto e trascinarlo verso l’isola. 
L’AFFOLLAMENTO. L’isola è molto conosciuta, ed essendo di fronte a Porto Cesareo, molto frequentata, soprattutto nei mesi centrali ed nei fine settimana della stagione estiva. 

 

IL VENTO. L’isola è battuta spesso dal vento. Può essere un vantaggio. Infatti il sole in Puglia può essere veramente molto forte durante la bella stagione estiva, soprattutto nelle ore centrali del giorno. Una buona ventilazione consente quindi di potersi godere anche quelle giornate in cui la temperatura esterna dell’aria può raggiungere e superare tranquillamente i 35 gradi. Fate però molta attenzione al fatto che, il vento, riduce la percezione di calore sulla pelle, e quindi potrebbe capitare che possiate prendere un’insolazione, o scottarvi, senza nemmeno rendermene conto.
L’OMBRELLONE. È assolutamente necessario portarlo con voi. In Puglia il sole non perdona, soprattutto durante i mesi estivi. Inoltre la zona è ventilata, per cui potreste non avvertire subito l’impatto dei raggi solari sull’epidermide. L’ombrellone può essere piantato nella sabbia, e lo spazio disponibile e abbastanza grande. Nel caso in cui vogliate però prendere il sole nella zona scogliosa, piantarlo sarà impossibile. E per non si trovano sassi o rocce per fare i cumuli per sostenerlo. Per cui potreste portare con voi una base di plastica da riempire con l’acqua di mare per sostenerlo. 
GLI OCCHIALI DA SOLE. Non dimenticate mai gli occhiali da sole. In queste zone, nel periodo estivo, e durante le belle giornate, la forza dei raggi solare può essere implacabile. I vostri occhi potrebbero essere sottoposti ad un forte stress, dovuto anche alla vento, che in pochi minuti li può asciugare. Per evitare problemi seguite questo consiglio. 
 
IL PARCHEGGIO. Sull’isola non è possibile arrivare con alcun tipo di veicolo. Non ci sono strade ne sentieri adatti, e nessun ponte dalla terraferma. I vostri mezzi devono essere lasciati nei parcheggi presenti a San Cesareo. Ci sono vari parcheggi, sia liberi che a pagamento. Durante la stagione estiva può diventare un impresa ardua, in quanto la cittadina è presa d’assalto dai turisti. Per cui le possibilità sono due: o arrivare presto al mattino per trovare parcheggio, o armarsi di pazienza e girare per trovare uno spazio.
NESSUN STABILIMENTO BALNEARE. L’Isola è selvaggia ed è una riserva naturale, per cui non troverete alcuna infrastruttura che somigli neanche lontanamente ad uno stabilimento balneare. Per cui se siete abituati a questo tipo di servizio, e a tutte le comodità ad esso connesse, allora questo posto non fa  per voi.
 
LA ZONA SCOGLIOSA DELL’ISOLA. Parte dell’isola e completamente scogliosa. Le rocce, basse al livello del mare, entrano direttamente nell’acqua. Il consiglio è di evitare di entrare da qui per fare il bagno, in quanto il fondale può essere pieno di rocce appuntite e taglienti. Per questa ragione preferite l’ingresso nell’acqua sempre dalle spiagge di sabbia. 
 
I BAMBINI. L’isola è adatta anche per bambini. Ci sono alcune spiagge grandi e una di queste ha l’acqua molto bassa. Buona parte della stessa è però composta da scogli, e per quelli più piccoli bisogna fare attenzione. 
 
I GIOCHI PER I BAMBINI. Le  spiagge consentono ai bambini di poter giocare anche con la sabbia. Potranno dedicarsi quindi alla costruzione dei castelli di sabbia, un passatempo molto amato, dato che e presente solo il mare e la natura incontaminata, senza altre distrazioni.
LE PERSONE ANZIANE. Non ci sono particolari problemi neanche per le persone anziane. Ovviamente bisogna sempre tenere bene in considerazione le condizioni personali di salute. Ricordate che non ci sono strutture e servizi, e nessuna forma di assistenza per i bagnanti. 
LE PERSONE DIVERSAMENTE ABILI. Per le persone diversamente abili andare sull’isola può presentare qualche difficoltà (ci si riferisce a quelle con problemi di deambulazione). Il servizio di traghetto è effettuato con imbarcazioni private, che in genere non sono attrezzate per il trasporto di carrozzelle. Il trasbordo può infatti presentare problemi. Come sempre però le cose possono cambiare, per cui conviene informarsi direttamente al porto per vedere se qualcuno offerte questo tipo di servizio. 
IL LETTINO. Per le persone più esigenti, che amano le comodità, può essere utile portare anche il lettino per prendere il sole. Le spiagge presenti sono comode. e la sabbia è soffice, ma se non amate sporcarvi, allora non potete farne a meno. Ovviamente devono essere leggeri, perché bisogna camminare per arrivare all’arenile. Non su tratta però di lunghe distanze. In alternativa va bene anche una sedia pieghevole o delle piccole sdraio. Altrimenti basta solo il telo da mare. Ricordate però che parte dell’isola è scogliosa, per cui se volete evitare la folla, e cercare un posto più appartato dovete fare i conti con gli scogli, per cui il lettino o un materassino diventano indispensabili. 
GLI SPORT ACQUATICI. Se amate gli sport acquatici (tipo banana boat o altro), dovete cambiare destinazione. Qui domina la natura, per cui non li troverete. Basterà scegliere un’altra spiaggia per trovare questi tipo di divertimento.
I SENTIERI.  l’isola non è grandissima, e può essere visitata quasi tutta a piedi. Potrete utilizzare i vari sentieri che si snodano sia nella parte scoperta della sua superfice, che all’interno della pineta. 
 
LE SCARPE. In genere andare al mare significa indossare un abbigliamento leggero e poco ingombrante. Le scarpe non fanno eccezione. Bisogna però ricordarsi da quest’isola deve essere un parte attraversata a piedi, ed inoltre buona parte è coperta da scogli. Per questo motivo se intendete visitarla, e fare una passeggiata sia nella pineta, che sulla parte meno frequentata dell’isola, composta da scoglie, il consiglio è quello di indossare delle scarpette da scoglio. Vi potranno essere utili non soltanto per camminare tra i sentieri dell’isola e sulla scogliera, ma anche per fare il bagno, in quanto in fondo nella spiaggia principale dell’isola stessa è composta da sassi e rocce, diversamente dalla spiaggia che invece è sabbiosa. Eviterete così di farvi male ai piedi.
NESSUN SERVIZIO DI SALVATAGGIO. Sull’isola non è presente alcun servizio di assistenza e salvataggio. Per cui se non sapete nuotate bene, e importante che non vi allontaniate dalla costa, e comunque non fate il bagno da soli.
NON FARE RUMORI. Questa isola è molto tranquilla, ed è adatta per chi vuole trascorrere una bella giornata al mare in completo relax. Non troverete quindi nessun divertimento tipico della spiagge affollate.  Se cercate la confusione, questo posto non fa per voi.
I CANI. Per gli amici a quattro zampe non ci sono problemi. Il posto non presenta particolari pericoli, e si possono portare a passeggiare intorno all’isola. Nei mesi estivi ci possono essere molte persone, per cui ricordate di portare sempre con voi la museruola e un guinzaglio adatto per poter legare in caso di necessità il vostro animale.
 
ACQUA PER I CANI. Sull’isola non ci sono fontane o fonti d’acqua dolce, per cui ricordatevi di portare da bere anche per il vostro amico a quattro zampe. Come sopra indicato, non essendoci bar o altro, nel cui l’abbiate dimenticata, la potrete comprare presso i barchini a motore che offrono un servizio di ristorazione periodico, approdando sulla spiaggia più grande dell’isola.
LA LAGUNA SALATA. Per coloro che amano le piante, di sicuro interesse è la laguna salata dove cresce un tipo di pianta, che pur non essendo un alga, è immersa nella acqua di mare. Quando la mare è bassa, queste piante sono ben visibili. Quando sale invece vengono letteralmente sommerse dall’acqua. Camminando sulla scogliera, le potrete vedere allineare nelle buche formate dalle rocce.

 

LA PINETA. La pineta copre parte della superficie dell’isola. Può essere tranquillamente visitata da tutti, senza correre pericoli. Offre un’ottima copertura dai raggi dal sole, grazie all’intreccio delle chiome delle piante. 

SPORT SULLA SPIAGGIA. L’isola non è adatta per fare sport sulla spiaggia. Le zone sabbiose non sono molto grandi, ed in genere sono, durante la bella stagione, tutte occupate. Dovete poi fare i conti con la presenza di ampie zone di scogli piatti, dove di può camminare, ma non giocare. Dimenticate quindi le partite a pallone o a pallavolo. Si può invece fare qualche scambio con i racchettoni. Anche nell’acqua non è possibile giocare, in quanto il fondale e composto prevalentemente di sassi e rocce. Sull’isola ci si va a godersi la natura e la tranquillità. Per il divertimento, è meglio scegliere altri arenili della zone. Ci sono infatti altre spiagge molto belle dove potrete giocare senza pericolo. 

 

LA TEMPERATURA DELL’ACQUA. In genere durante la bella stagione (da luglio a fine settembre) l’acqua del mare può essere molto calda. Ciò e dovuto soprattutto dal fondale basso che circonda l’isola, e alla sua vicinanza alla costa. 
NON ACCENDERE FUOCHI. Evitate di accendere fuochi di ogni genere. Questa isola è una riserva, per cui è severamente vietato. Inoltre ci sono molti alberi, e potrebbe essere molto pericoloso. 

 

LE PIANTE.  Sull’isola sono presenti le piante tipiche della macchia mediterranea. 

 

DOVE MANGIARE.  L’isola è una riserva, per cui non sono presenti strutture per la ristorazione. Non troverete quindi bar o ristoranti o chioschi. Potrete però comprare caffè, gelati dolci ed altro da alcune piccole imbarcazioni attrezzate come un chiosco bar, dove fare acquisti. Per questo motivo, portate con voi tutto quello che vi serve per pranzare o per fare la merenda. Portate anche con voi acqua o altre bevande. Non ci sono fontane sull’isola. Per le persone più esigenti esiste un’altra possibilità. Data la breve distanza che intercorre tra l’isola e la terraferma, ed il servizio di traghetti che può essere effettuato anche su chiamata, potete tornare a terra, a Porto Cesareo, e mangiare in uno dei ristoranti sul porto, o dentro la cittadina. La qualità e molto alta. 
 

IL TRAMONTO.  L’isola si trova sulla costa tirrenica del Mar Mediterraneo, quindi ad ovest. Se vi trattenete sull’isola fino a tardi (ricordate però bene gli orari di trasporto dei traghetti), potrete vedere il sole “scomparire dentro il mare. Questo suggestivo spettacolo si può osservare anche dalla banchina di Porto Cesareo. Il sole però (come si vede nell’immagine qui sopra) copre l’ultima parte del tramonto stesso, per cui non potrete assistere, da questa posizione, a questo evento. Comunque non resterete delusi. 

NON LASCIATE RIFIUTI. Questa raccomandazione per molti potrebbe sembrare inutile. Purtroppo però il mondo è pieno di “zozzoni”, che scambiano gli arenili per delle discariche a cielo aperto. Per cui ricordate bene di potare via con voi tutto quello che avete, spazzatura compresa.
 
Ai prossimi appunti di viaggio. 

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ITALIA – REGIONE ABRUZZO – PARCO DELLA MAIELLA: L’ANELLO DEL VALLONE – A.D.V.

 

 

QUOTA INIZIALE –  650  mt s.l.m. circa
QUOTA FINALE – 600  mt. s.l.m. circa
DISLIVELLO TOTALE –  440 mt
LUNGHEZZA PERCORSO – 7,400  km circa
TEMPO NECESSARIO A/R – circa 3,30 ore circa. 
DIFFICOLTÀ: Facile
DOVE SI TROVA. Il sentiero si trova in prossimità del Borgo di Caramanico Terme. Di seguito la mappa interattiva di GOOGLE MAPS che vi consentirà di raggiungere la vostra meta utilizzando il vostro dispositivo come un navigatore GPS ovunque vi troviate. Per calcolare il percorso cliccate sulla freccia blu sulla mappa. Ricordate che nell’angolo sinistro in basso è presente la versione “Earth” della mappa.

Di seguito troverete l’immagine del percorso dell’anello del vallone evidenziata il colore viola chiaro. E’ ottenuta dall’interfaccia tra le immagini satellitari di Google Earth ed un famoso programma che traccia il percorso utilizzando sia le coordinate satellitari che la connessione internet. La sua osservazione consente di comprendere che tipo di percorso bisogna effettuare.

PERIODO MIGLIORE PER VISITA. La stagione migliore per effettuare questa escursione è certamente quella estiva. Le giornate sono lunghe, con molte ore di luce. La temperatura esterna è elevata, per cui non soffrirete il freddo. Durate il mese di agosto può  fare veramente troppo caldo, per cui evitate se potete, di camminare durante  le ore centrali della giornata.  Per cui i mesi di luglio e settembre sono quelli ideali. A giugno potrebbe fare freddo, mentre nel mese di ottobre le giornate diventano più corte, e questo vi obbligherà ad effettuare l’escursione durante la mattinata o il primo pomeriggio.  Nel periodo autunnale si può  effettuare  la passeggiata per poter osservare il bosco cambiare colore, e le foglie cadere, prima dell’inverno.
L’AFFOLLAMENTO. Il percorso è molto conosciuto e facile. Inoltre si trova molto vicino a Caramanico Terme, per cui è uno tra i più frequentati. Per tale ragione se potete, evitate affrontarlo durante il fine settimana. Potreste trovare molte persone, e perdereste così la tranquillità e la bellezza di questo luogo.  Dal lunedì al venerdì e consigliato. Durante la stagione estiva, soprattutto nei mesi di luglio ed agosto, potreste comunque trovare molte persone anche durante i giorni “lavorativi” della settimana. Cercate quindi di andare presto la mattina, oppure nel tado pomeriggio. 
PERCORSO “NON” AD ANELLO. Nonostante il nome di questo sentiero faccia pensare ad un percorso ad anello, bisogna mettere in evidenza che le cose non stanno così. Infatti quello proposto, inizia all’interno della località turistica nel borgo di Caramanico terme, per uscire sulla strada statale che si trova in prossimità dello stesso borgo, a circa 3 km di distanza. Ovviamente potete percorrerlo anche al contrario, entrando da quella che normalmente viene considerata l’uscita del sentiero per poi giungere a Caramanico terme. Se siete poi particolarmente robusti e avete voglia di camminare allora potete pensare di entrare da una parte delle due del sentiero, e tornare sui vostri passi. Dovete comunque fare i conti con la distanza ed il tempo e la fatica. Ma ricordate che si tratta comunque di un percorso semplice adatto a tutti.
IL PARCHEGGIO. Per parcheggiare i vostri veicoli potete utilizzare gli appositi spazi che si trovano nel borgo di Caramanico Terme sia nella zona centrale che nelle zone più esterne. Ricordate però che buona parte di questi parcheggi sono a pagamento, per cui se non volte spendere vi dovrete allontanare un po’ dalla zona centrale e andare verso l’esterno. Fate molta attenzione perché i controlli sono frequenti e non pagare il parcheggio potrebbe costare una bella multa. Controllate bene i divieti.
IL CAMPER. Potete raggiungere questo posto anche con il camper. In realtà non ci son aree dedicate alla sosta dei camper. Potete trovare parcheggio nelle vicinanze alle porte del Borgo di Caramanico Terme, e poi raggiungere l’inizio del sentiero a piedi. Comunque è sempre bene controllare in rete o contattare la proloco del posto per avere sempre delle informazioni per le necessità legale all’uso di questo mezzo davvero comodo, ma un pò ingombrante. Per sostare con il vostro camper di notte, potere farlo presso un’area privata che si trova all’ingresso del borgo di Caramanico Terme. Dovete ovviamente informarvi direttamente presso il titolare. Verificare comunque sempre in rete la disponibilità.
 
DIFFICOLTA’ ESCURSIONE: FACILE. Il percorso rientra tra quelli “facili”. Il sentiero infatti non si trova in alta quota, e il dislivello tra la parte iniziale e quella finale e minimo. Iniziando da Caramanico Terme il cammino è in discesa, e risale solo nella parte finale, prima di raggiungere la strada statale. Il fondo del percorso e in terra battuta e sassi. Ricordate però che nella parte finale le scale sono ripide e faticose. 
 
IL DISLIVELLO. Il percorso non presenta un grande dislivello tra la parte iniziale e finale. Se partite da Caramanico Terme, il tragitto è quasi tutto in piano fino a giungere al punto in cui si trova un ponticello in legno, sotto il quale scorre il fiume Orfento. Poi dovete scendere di livello di pochi metri, per iniziare la seconda parte dell’anello, che vi porterà verso la parte finale del tragitto. Poi vi sarà una salita repentina nella parte vicino alla zona da cui si lascia il fiume, e si esce dal bosco.
 
Il SENTIERO NEL BOSCO. Il percorso si snoda prevalentemente nel bosco, il che lo rende molto suggestivo. Gli alberi sono quelli tipici della zona (olmi – ontani – betulle – conifere). Questa caratteristica lo rende certamente meno faticoso, soprattutto durante la bella stagione, quando il sole diventa molto forte, e l’ombra offerta dalle fronde è davvero utile. Nelle giornate più fredde o con il cielo coperto invece, la mancanza del sole potrebbe farsi sentire. 
SENTIERO IN “OMBRA“.  Se decidete di effettuare la vostra escursione di pomeriggio (soprattutto nel pomeriggio tardi), rammentate che il sentiero sarà quasi del tutto in ombra, dato che si trova in un vallone (da cui prende il nome). In estate sentirete certamente meno caldo, ma potreste perdere lo spettacolo offerto all’alternarsi della luce e delle ombre offerto dal sole in alto nel cielo, e dai riflessi dello stesso sul corso d’acqua.
IL SENTIERO ALL’ APERTO. Il percorso non ha molte parti allo scoperto, dato che, come sopra indicato, il sentiero si snoda per la maggior parte all’interno del bosco. Nelle zone aperte avrete la possibilità di osservare alcuni punti panoramici. Nulla di veramente particolare, ma comunque belli, soprattutto nelle giornate in cui il sole splende ed il cielo è azzurro 
LA TEMPERATURA ESTERNA. È ovviamente condizionata dal periodo dell’anno in cui effettuerete l’escursione e dalle condizioni atmosferiche della giornata. Si può dire però che, anche nell’ giornate più calde, grazie alla presenza del bosco, la temperatura dell’aria non sale molto. Per tale ragione anche nelle ore centrali della giornata, potrete stare relativamente freschi. Ma cercate comunque di evitare le ore centrali della giornata, dove la temperatura può salire molto. Se invece la giornata fosse fredda, allora la situazione si capovolge completamente, e dalle 11 alle 15, e l’orario migliore per camminare. 
IL FIUME. Il sentiero si snoda intorno ad una parte del fiume Orfento. Partendo da Caramanico Terme lo troverete alla sinistra del sentiero. Poi una volta attraversato il primo ponte lo troverete sempre alla vostra sinistra, dato il percorso ad anello. Nella prima parte però lo potrete solo sentire ed intravederlo in alcuni tratti attraverso il bosco. Nella seconda parte del percorso lo potrete osservare molto da vicino e “toccarlo con mano”. Il fiume tende ad ampliarsi nella parte finale ed si insinua all’interno di una gola percorribile sempre a piedi. L’acqua è molto trasparente e pulita, ma molto fredda.
L’UMIDITA’. il sentiero attraverso il bosco per buona parte della lunghezza, ragione per la quale il sole filtra attraverso le foglie degli alberi non riscalda moltissimo l’ambiente circostante. Pertanto l’aria può risultare umida per buona parte del percorso, soprattutto in prossimità del fiume Ofento. La zona dove si percepisce maggiormente è nella parte finale del percorso, in prossimità della scale e del sentiero che conducono alla strada statale. Il sentiero qui è incassato fra le rocce ed il fiume si ingrandisce e la ventilazione tende stagnare
LA VENTILAZIONE. Il vento e praticamente assente. Il sentiero infatti è all’interno di una gola e prevalentemente nel bosco, per cui in genere non è presente una forte ventilazione. Ovviamente le condizioni meteo possono fare si che anche qui il vento possa farsi sentire. 
LE SCARPE. Il sentiero è semplice ed il fondo è buono, composto in terra battuta e sassi. Per cui per camminare potete usare scarpe da trekking leggero o buone scarpe da ginnastica. Evitate però quelle con fondo liscio tipo tennis. Non vanno bene. Evitate scarponi troppo tecnici o pesanti. Non servono. Ogni tanto potrete incontrare dei punti con del fango superficiale dovuto a fuoriuscite di acqua. Per cui attenzione a non scivolare. Evitate accuratamente scarpe aperte e infradito. Potreste avere qualche brutta sorpresa, soprattutto a causa del fango e dell’acqua.
L’ABBIGLIAMENTO. La scelta di cosa indossare per la effettuazione dell’escursione, deve tener conto di una serie di fattori. Primo fra tutti è la stagione in cui affronterete il percorso, è il clima. In genere durante la bella stagione, soprattutto nel periodo estivo, in questo sentiero può fare molto caldo. Questo è dovuto inizialmente ha fatto che non si trova in alta quota, e la presenza degli alberi, per quasi tutto il percorso e l’assenza di ventilazione, possono far salire la  temperatura e l’ umidità.  Per questo motivo indossate abbigliamento leggero, portando con voi comunque sempre qualcosa con cui proteggere ti in caso di cambiamento repentino del tempo. Ricordate sempre che in montagna, in caso di pioggia, le temperature possono crollare anche decine di gradi in pochi minuti. Comunque evitate di appesantire troppo e non soffrire il caldo.
 
I PONTI. Durante il tragitto attraverserete tre ponti. Nulla di particolare dal punto di vista costruttivo o storico, ma molto utili per superare il fiume Orfento. Dovete usarli obbligatoriamente, se non volete attraversare a nuoto il corso d’acqua, non consigliato a causa della corrente e della basa temperatura. Non è dato sapere se esistono punti di passaggio per raggiungere la sponda opposta senza usare i ponti. 
LA GIACCA IMPERMEABILE. Ricordatevi di portare con voi sempre, all’interno nello zainetto, oppure legato intorno ai fianchi, una giacca impermeabile. Vi aiuterà nel caso in cui dovesse eventualmente piovere, oppure in caso di abbassamento repentino della temperatura. In montagna può piovere improvvisamente in maniera veramente incredibile. La temperatura può scendere anche di molti gradi in pochissimi minuti. Per cui proteggetemi bene in caso di necessità. Fidatevi di chi ha vissuto questa esperienza direttamente. 
IL CAPPELLO. In genere in montagna il cappello è consigliato per proteggersi dal sole e dal vento, soprattutto durante la bella stagione. In questo caso particolare il sentiero è quasi tutto in ombra, coperto dagli alberi, per cui non serve contro i raggi solari, ed il vento e quasi sempre assente.
I BASTONI DA TREKKING. Quando si affronta la montagna, per aiutarsi, è sempre bene portarsi un bastone di legno o altro, oppure i bastoni da nordic walking. Bisogna però precisare che questo sentiero, è praticamente quasi tutto orizzontale, senza salite o discese particolari se non in alcuni punti. Per cui potrebbero esservi anche di impaccio, se non siete abituati utilizzarli. Possono tornarvi comunque comodi soprattutto nella parte finale del percorso, quando dovrete uscire dal Vallone per raggiungere la strada statale, salendo per le scale in terra battuta che concludono il vostro sentiero. Potrebbe essere comodo portare con voi i bastoni telescopici, che in caso di inutilizzo, possono essere tranquillamente riposi all’interno di uno zaino in spalla. Sono in alluminio e molto leggeri
GLI OCCHIALI DA SOLE. Gli occhiali da sole sono compagni inseparabili di chi affronta la montagna. Per questo sentiero non sono effettivamente necessari. I passaggi sono quasi tutti nel bosco, coperti dagli alberi. Per cui la luce non è molto forte.  Inoltre il sentiero è ben pulito, per cui non ci sono rami o piante che possono urtare il volto e ferire gli occhi. 
LA CASCATA. Verso al fine  del sentiero troverete una piccola cascata.  Nulla di particolare, ma suggestiva. Potrete osservarla da vicino, in quanto la massa d’acqua della sua portata non è tantissima, e non rischierete di bagnarvi. 
PANTALONI.  Durante la stagione estiva potete indossare sia i pantaloni corti che lunghi. Il percorso infatti non vede la presenza di piante basse o che posso pungere, come segnalato in altri appunti di viaggio, dove il rischio invece è concreto. Quindi non si corre il rischio di graffiarsi o di tagliarsi, a meno che non decidiate di lasciare il sentiero battuto. Ovviamente prestate sempre la massima attenzione, il quanto il sentiero non è oggetto di regolare manutenzione, e gli spazi liberi sono creati solo dal continuo passaggio delle persone che lo frequentano.  
I CANALI DI SCARICO. Durante la camminata, nella parte finale, dove si trova la zona più bella dell’alveo del fiume, noterete la presenza di alcuni canali, opera dell’uomo. Raccolgono le acque in caso di pioggia forte, ed impediscono così che il sentiero si allaghi. 
LA CREMA SOLARE.  In genere quando si cammina in montagna, soprattutto durante la bella stagione, è necessario proteggersi dai raggi solari. Il sole infatti, nelle ore centrali della giornata, può essere fortissimo, e scottarsi, o peggio, ustionarsi, può essere molto facile. Per questo percorso però non è strettamente necessario usare la crema protettiva. In sentiero e prevalentemente al coperto, per cui le fronde degli alberi saranno il vostro “scudo” contro i raggi solari. Se volete comunque usarla, preferite una protezione leggera.  Quella pesante, oltre a non servirvi è anche più grassa, e tende a far sudare di più.
PERCORSO ADATTO PER I BAMBINI. Una delle preoccupazioni principali quando si decide di passeggiare in montagna, e si hanno con sé dei bambini, è quello lì capire e soprattutto di sapere se il percorso sia adatto anche ai più piccoli. In questo caso non ci sono particolari problemi. Il percorso è considerato tra quelli facili, sia per il tempo necessario per percorrerlo tutto, sia per le caratteristiche del sentiero stesso, per non presenta particolari difficoltà tecniche. Bisogna però tenere ben presente alcune cose. ricordate infatti che la prima parte del percorso corre lungo un sentiero stretto con un dislivello notevole se partite dal borgo di Caramanico terme. Se i bambini camminano lungo il sentiero non ci sono problemi, ma devono fare molta attenzione a tenersi sempre sulla strada, perché in caso di scivolata rischierebbero di fare un bel volo. Bisogna pure tenere in considerazione la parte finale del sentiero, in quanto sono presenti numerose scale, di cui si è scritto all’interno di questi appunti di viaggio, che poi non essendo tecnicamente difficili, sono numerose e ripide, e tendono a stancare facilmente anche le persone più robuste, soprattutto se considerate che si trovano al proprio nella parte finale del sentiero, quindi da affrontare dopo aver camminato per qualche ora. Ricordate anche la presenza del fiume intorno al quale si snoda questo percorso, soprattutto nella sua seconda parte, una volta attraversato il primo ponte che si trova su questo corso d’acqua. Nulla di preoccupante, ma comunque anche in estate c’è sempre acqua abbondante. Questo ovviamente comporterà un maggior controllo nei confronti dei bambini che attirati dalla trasparenza delle acque e dal rumore, potrebbero provare ad entrarci dentro. A parte queste raccomandazioni, potete stare tranquilli.
IL PASSEGGINO PER I BAMBINI. Il percorso non è complesso, ma la larghezza del sentiero, in scale nella parte finale dello stesso, sconsigliano di portare con voi passeggini per i bambini, anche quelli tecnici che molti genitori utilizzano per praticare attività sportive. Per cui attrezzatevi per trasportare i bambini in braccio, soprattutto se molto piccoli o se tendono facilmente a stancarsi.
GLI ANZIANI CON DIFFICOLTA’ DI DEAMBULAZIONE. L’escursione in sé non è complicata. Presenta pochi dislivelli, se non nella parte finale dove sono ci sono le scale che segnano la fine del sentiero. La lunghezza di circa 7 km non eccessiva, la presenza del bosco che offre protezione dai raggi del solari, consente anche alle persone con qualche difficoltà di deambulazione, di potersi godere questo percorso. Ovviamente bisogna valutare con attenzione quali siano le proprie condizioni di salute. La cosa migliore sarebbe quella di essere accompagnati da qualcuno. Si pone però l’accento nuovamente sulla parte finale del percorso stesso, perchè come già segnalato, la salita per uscire dal sentiero e arrivare sulla strada è impegnativa, a causa della pendenza. Per cui è il caso di “armarsi di pazienza” e fare più soste per riposarsi.
LE SCALE.Il sentiero nella sua parte finale, è caratterizzato dalla presenza di numerose scale. Sono quelle che vi consentono di risalire dal fondo del Vallone, dove lascerete il fiume Ofento per raggiungere la strada statale dove di fatto terminerà la vostra escursione. Non sono particolarmente ripide e nel complesso sono ben mantenute, ma alla fine la fatica si farà sentire, considerato che avrete “nelle gambe” già tutto il percorso precedente. Per questa ragione salite con tranquillità, facendo qualche pausa di tanto in tanto. 
GLI ANZIANI.  Per le persone anziane, il percorso può essere effettuato senza particolari problemi. Ovviamente bisogna fare i conti con le proprie Condizione di salute. Così come sopra rappresentato per i bambini, camminare per questo percorso potrebbe presentare qualche difficoltà soprattutto nella parte finale, Dove sono presenti numerose scale in terra battuta che vi portano dal fiume fino alla strada statale che corre sopra il ponte in cemento armato. Pertanto, non è la distanza in sé ho le caratteristiche del fondo nel sentiero a venderlo più o meno adatto alle persone anziane, ma le condizioni personali di salute. Comunque in questo sentiero viene regolarmente percorso da persone di tutte le età, e anche molto in là negli anni punto un vantaggio è rappresentato dal fatto che il sentiero si snoda prevalentemente all’ombra, nel bosco. Per cui anche nelle giornate più calde durante la bella stagione, si può godere del refrigerio offerto dalle fronde degli alberi.
I DIVERSAMENTE ABILI.Le persone diversamente abili possono percorrere questo sentiero senza particolari problemi, grazie alle sue caratteristiche, che lo rendono adatto a tutti. Ovviamente bisogna sempre fare i conti con le proprie condizioni di salute. Per maggiori informazioni in tal senso, potete comunque chiedere al centro visite del parco della Maiella che si trova alle porte di Caramanico Terme.
LA CARROZZINA PER I DIVERSAMENTE  ABILI Alcuni sentieri di questa zona sono parzialmente percorribili anche con l’ausilio della carrozzina per i diversamente abili. In questo caso evitate accuratamente di utilizzare in simile strumento di locomozione. Il sentiero è semplice, ma soprattutto nella parte iniziale, e stretto e con alcuni strapiombi sul lato. Ci sono anche i cartelli che avvisano che in alcuni punti c’è il rischio di caduta.
DOVE MANGIARE. Il percorso proposto, non vede la presenza di alcun rifugio, bar o ristorante sul suo percorso. Per questa ragione, dovete necessariamente portare con voi tutto il necessario per poter mangiare e bere. Potrete acquistare i prodotti necessari direttamente nel borgo di Caramanico terme, o se presente in un chiosco sul bordo della strada che si trova in prossimità nella parte finale del l’anello del Vallone. ricordate però che questi chioschi non sempre sono presenti durante tutta la settimana punto per cui se volete andare a colpo sicuro vi conviene recarvi come sopra detto a Caramanico terme e acquistare gli alimenti e le bevande nei supermercati negli alimentari presenti.
IL PANORAMA. Durante il cammino troverete alcuni punti del sentiero da cui è possibile osservare il panorama. Si tratta solo di alcuni tratti, poiché questo percorso e quasi tutto all’interno del bosco e inserito nel vallone in cui scorre il fiume. Le immagini che seguono vi daranno un idea degli scorci che potrete vedere. 
I CANI. Il percorso è adatto anche per gli amici a quattro zampe. Non ci sono particolari pericoli ho passaggi difficoltosi, il sentiero è prevalentemente in terra battuta è quasi tutto pianeggiante, tranne l’ultima parte dove bisogna fare attenzione alle scale, non tanto per la loro complessità nel essere affrontate, quanto per la fatica che si potrebbe far sentire anche degli animali. Bisogna però prestare attenzione al fiume, intorno al quale il percorso si snoda. È noto infatti che i cani sono generalmente attratti dall’acqua. Il rischio quindi è quello che, girando liberi, possono improvvisamente tuffarsi nell’acqua gelata, correndo il rischio di essere trascinati via dalla corrente. Per cui se i vostri animali tendono ad essere disubbidienti agli ordini, può essere opportuno il caso di portarli al guinzaglio. Anche in questo caso è sconsigliato portare con voi cani troppo giovani o troppo anziani, ho animali che non sono abituati a passeggiare.
L’ACQUA DA BERE PER I CANI. Ricordate di portare con voi l’acqua da bere anche per i vostri cani. Come rappresentato, in questo percorso non troverete nei bar nei ristoranti, ME tantomeno Fontanelle, per cui se volete far visitare i vostri animali dovete necessariamente attrezzarmi. Una soluzione può essere anche quella di farli bere l’acqua del fiume, apparentemente pulita e molto trasparente, nell’unico. Dov’è è facile raggiungere il fiume senza correre rischi. Ovviamente non è garantito che si tratti di acqua potabile, ma ricordate che siamo in un parco naturale in una zona di montagna, per cui cerca la bontà della stessa non dovrebbe esserci alcun problema.
LA MUSERUOLA PER I CANI. In genere nei sentieri di montagna, si tende a portare i cani liberi, senza guinzaglio e senza museruola, approfittando del contesto in cui si trovano. Gli animali sono liberi e possono divertirsi a scorrazzare. Per quanto riguarda questo sentiero, il problema può essere rappresentato dal fatto che soprattutto nella prima parte, ovvero quella che dal borgo di Caramanico terme porta al ponte sul fiume, che poi fai iniziare la parte di ritorno verso l’uscita, il sentiero è abbastanza stretto. In pratica ci può camminare solo in fila indiana. Per cui i cani, liberi di muoversi, potrebbero trovarsi a stretto contatto con le persone che camminano sul sentiero. Per questo motivo, Pesa garantire la sicurezza ma eventuali incidenti, potrebbe essere opportuno far indossare ai vostri cani la museruola, soprattutto se di grossa taglia. Anche gli animali più buoni, in alcuni casi, possono diventare aggressivi. Come sempre oltre a regola di buon senso, fate anche riferimento a quanto indicato nei cartelli e nelle ordinanze comunali, proprio in relazione a questo aspetto.
LE PARETI DI ROCCIA. Camminando troverete alcune pareti di roccia che costeggiano il sentiero. Sono abbastanza alte e interessanti. Fermatevi ad osservarle soprattutto per alcune piante che si sono “agganciate” sulla roccia nuda. Sono dei miracoli della natura e sembra impossibile che possono sopravvivere in questo modo
LE BICICLETTE.Alcuni sentieri della Maiella possono essere percorsi sia a piedi che in Mountain bike. Purtroppo non è il caso di questo sentiero. Si potrebbero usare le due ruote (con molta attenzione), ma la presenza costante di tante persone e le dimensioni del sentiero in larghezza non consentono la presenza di entrambi. Per cui se volete provare ad attraversarlo con questo mezzo, lo dovete fare o molto presto la mattina o molto tardi. In ogni caso verificate sempre le disposizioni sull’ uso della bicicletta. In alcuni sentieri è vietato andare in bicicletta con cartelli molto chiari. I controlli ci sono e le multe vengono fatte. Per cui attenzione. 
LE CASCATE DI SASSIPotrete osservare anche alcune “cascate” composte di rocce e sassi. Sono stabili e apparentemente non pericolose. Evitate però accuratamente di tentare di salirci sopra. Potrebbe essere estremamente pericolose. Il materiale dall’alto potrebbe franare. 
LE CARTE GEOGRAFICHE PER NON PERDERSI.Quando si affronta un qualsiasi percorso i  montagna, sarebbe  buona norma dotarsi di una carta geografica  della zona, con i sentieri indicati, per seguire la strada in sicurezza, ed evitare di perdersi. Possono essere acquistate presso il centro informazioni di con una spesa modesta. Comunque il sentiero è  facile da seguire e perdersi è  molto difficile. I cartelli e i segnali vi aiuteranno. Il discorso cambia se decidete di seguire altri percorsi che si diramano del quello qui proposto. Anche se i sentieri sono segnati, le distanze aumentano, e il rischio di perdersi cresce,  portate la carta con i sentieri con voi. 
IL CENTRO INFORMAZIONI  PER LE ESCURSIONI. In prossimità del borgo di Caramanico Terme, in pratica a poche centinaia di metri dal centro, è presente un importante centro informazioni. Si tratta di una bella struttura dedicata all’assistenza per i visitatori della valle dell’Orfento. Qui potrete essere aiutati nel decidere quali escursioni effettuare in base ai vostri interessi e capacità. Vengono anche organizzare visite guidate quotidiane, adatte ai principianti quanto ai più esperti. 
LE PIANTE.Durante il cammino fate attenzione alle numerose specie di piante e fiori. Alcune possono passare inosservate, ma meritano uno sguardo la loro bellezza. Alcune sono piccole, altre di grandi dimensioni, e si sono adattate alle condizioni ambientali, di bassa luminosità ed elevata umidità. In inverno sopravvivono alle temperature  molto basse e alla neve.
IL CELLULARE  E LA CONNESSIONE INTERNET Il sentiero si trova in prossimità del borgo antico di Caramanico Terme, per cui le antenne che consentono la ricezione telefonica ed internet sono abbastanza vicine. In genere quindi si può comunicare con il portatile facilmente e collegarsi alla rete.  Eventuali difficoltà possono dipendere sia dal vostro apparecchio, sia dall’operatore telefonico con cui avete sottoscritto il contratto. 
I CARTELLI. Durante il percorso troverete un cartello esplicativo che vi illustrerà il percorso. Strada facendo noterete la presenza dei consueti segnali su rocce ed alberi che vi consentiranno di seguire il sentiero senza problemi. In genere questi ultimi sono fondamentali per non perdersi, ma in questi caso il percorso è estremamente semplice da verificare, per cui non sono indispensabili.
LA NEVE.In questa zona, durante la stagione invernale, la neve può cadere abbondante. Per cui se decidete di fare il percorso con il freddo, assicuratevi bene delle condizioni meteorologiche, per evitare brutte sorprese. Appoggiatevi comunque a guide esperte che conoscono le zona. La neve purtroppo copre tutto. Anche ciò che di pericoloso può esserci sotto i vostri piedi. 
NESSUNA FONTANA.una raccomandazione importante è quella di portare con voi l’acqua da bere o altre bevande. Infatti durante il tragitto non troverete alcuna fonte di acqua potabile, almeno che non decidiate di bere quella del fiume (ipotesi da scartare!). 
LA PREPARAZIONE FISICA. Per percorrere questo sentiero non è necessaria una preparazione fisica particolare. Il sentiero non presenta passaggi particolarmente difficili. L’unica problema può essere rappresentata dalla presenza delle scale che si trovano nella parte finale del tragitto. Se non siete molto abituati a camminare però, affrontate la risalita con tranquillità. 
COSA VEDERE INTORNO. Alla fine, o all’inizio del percorso, potrete visitare il borgo antico di Caramanico Terme, molto bello, ed inserito tra i borghi più belli d’Italia. Il consiglio è quello di visitarlo prima di iniziare la passeggiata, in quanto la fine del sentiero si trova a circa 3 km dal borgo antico, per cui potrete essere stanchi per passeggiare ancora. 
GLI ANIMALI PERICOLOSI – IL LUPO E L’ORSO. In questa zona protetta vivono due animali simbolo: il lupo e l’orso. In genere non si spingono a quote così basse e il percorso è molto frequentato per cui in genere si tengono lontani dagli esseri umani. Come sempre però fare attenzione soprattutto se camminate da soli. Possono essere attirati anche dal cibo che portate con voi. Nel centro informazioni di Caramanico Terme, troverete opuscoli e cartelli esplicativi su questi animali e sui lor comportamenti. Leggete con attenzione.
RACCOGLIERE I RIFIUTI.Ricordate sempre di non gettare i rifiuti in genere nell’ambiente. Può sembrare un suggerimento superfluo, ma non è infrequente trovate carte o buste di plastica durante il tragitto. E poi è comunque vietato.
NON ACCENDERE FUOCHI. Evitate assolutamente di accendere fuochi. Questa zona è una riserva protetta, per cui e vietato. Ricordate inoltre che ci trovate in una zona prevalentemente boscosa, per cui accendere fiamme può essere estremamente pericoloso. Inoltre è vietato. 
NON RACCOGLIERE LA FAUNA SPONTANEA.Bisogna accuratamente evitare di raccogliere piante, fiori o altre specie vegetali, non solo perché il sentiero si trova in una zona protetta, ma perché se ognuno di noi lo facesse, in breve tempo non resterebbe più nulla. Per cui osservare senza toccare.
Ai prossimi appunti di viaggio.

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ITALIA -REGIONE ABRUZZO – LAGO DI SCANNO: IL SENTIERO DEL CUORE – A.D.V.

QUOTA INIZIALE – 900 mt s.l.m

 

QUOTA FINALE  –  1.110 mt. s.l.m

 

DISLIVELLO TOTALE  – 210 mt circa

 

LUNGHEZZA PERCORSO – 3.3 km circa

 

TEMPO NECESSARIO A/R – circa 2 ore. 

 

DIFFICOLTÀ – Facile

DOVE SI TROVA. Il lago si trova in prossimità del Borgo di Scanno. Di seguito la mappa interattiva di GOOGLE MAPS che vi consentirà di raggiungere la vostra meta utilizzando il vostro dispositivo come un navigatore GPS ovunque vi troviate. Per calcolare il percorso cliccate sulla freccia blu sulla mappa. Ricordate che nell’angolo sinistro in basso è presente la versione “Earth” della mappa.

INTERFACCIA GOOGLE EARTH – SENTIERO PER IL LAGO VIVO. Di seguito troverete l’immagine del percorso per raggiungere l’eremo di San Egidio,  evidenziata il colore viola chiaro. E’ ottenuta dall’interfaccia tra le immagini satellitari di google earth ed un famoso programma che traccia il percorso utilizzando sia le coordinate satellitari che la connessione internet. La sua osservazione consente di comprendere che tipo di percorso bisogna effettuare. Nella parte alta potete notare il Lago di Scanno. 

PERIODO MIGLIORE PER EFFETTUARE LA VISITA. Il periodo migliore per effettuare l’escursione e certamente quello estivo, da luglio a settembre. Ricordate però di camminare durante la mattina o nel pomeriggio dopo le 16.00. Infatti nelle ore centrali della giornata può fare davvero molto caldo e umido. Le cose peggiorano nel caso in cui ci sia poco vento. Il percorso infatti è quasi tutto al coperto e l’aria può diventare soffocante.  
In primavera potete fare anche delle belle passeggiate, ma ricordate che il lago si trova a oltre i 922 MT S.L.M. per cui può fare freddo ed incontrare la neve. Camminare potrebbe essere un problema.
In autunno invece le giornate di accorciano e la temperatura scende. Avrete però la possibilità di vedere i boschi che cambiano colore. Davvero un bello spettacolo. 
LE DIFFICOLTA’ TECNICHE. Il sentiero non presenta difficoltà particolari. Non ci sono passaggi pericolosi, ma fate attenzione mentre camminate. Il sentiero è in genere stretto (soprattutto nella parte iniziale), e se vi distraete, potreste scivolare sul pendio del sentiero che guarda verso il lago. 
PERCORSO ANDATA E RITORNO. Il percorso è del tipo “andata e ritorno”, per ritornare da dove siete partiti, dovrete ripercorrere il medesimo sentiero. 
RICEZIONE CELLULARE E INTERNET. La connessione alla rete internet e quella telefonica non presentano particolari problemi. Il sentiero si trova a ridosso del paese di Scanno, per cui non avrete difficoltà per i contatti.
IL PARCHEGGIO.   È possibile parcheggiare vicino al lago. Ne esiste anche uno comunale. Valutate bene che durante la bella stagione, e nei fini settimana, il lago è molto frequentato, per cui potreste trovare qualche difficoltà nel lasciare i vostri veicoli. Se decidete di parcheggiare lungo le strade del lago, verificate sempre con attenzione la presenza di eventuali divieti di sosta. 

 

BOX METEO .
LE PREVISIONI DEL TEMPO.  Di seguito troverete un box meteo con le previsioni del tempo riferite alla zona del borgo di Scanno, poco distante dal lago. Questo vi consentirà di organizzare la vostra escursione con il tempo migliore. Prendete bene in considerazione questo strumento, perché in montagna con il meteo non si scherza. In caso di pioggia evitate le escursioni.
BOX METEOMeteo Roma
DIFFICOLTA’ ESCURSIONE: FACILEL’escursione Roberta tra quelle “facili”. Non è molto lunga (3,3 km circa) e il tempi necessario tra andata e ritorno la rendono adatta anche per coloro che non sono molto abituati a camminare in montagna su lunghi percorsi. Non ci sono passaggi particolarmente pericolosi. Ovviamente la prudenza deve sempre accompagnare il camminatore
LE CARATTERISTICHE DEL PERCORSO. Si tratta di un percorso che non presenta particolari problemi nell’essere affrontato. Il fondo e buono e non ci sono dislivelli significativi, o passaggi repentini ed insidiosi.
IL DISLIVELLO Il dislivello tra il punto di inizio e quello finale è di circa 200 metri,  per cui nulla di particolarmente difficile. Data la quota di arrivo non avrete nessun problema nel respirare. 
IL SENTIERO SCOPERTO.La parte del sentiero “aperta” del sentiero, ovvero non coperta dal bosco è la parte minore di tutto il tragitto. Si trova prevalentemente nella parte finale del sentiero, in prossimità dell’Eremo di San Egidio, ed in alcuni passaggi del percorso tra l’inizio e la fine. 
ALTEZZA SUL LIVELLO DEL MARE. La quota in cui si trova il punto di arrivo di questo percorso è  di circa 1110 metri sul livello del mare. La misura stata misurata con un altimetro professionale. Il punto di partenza è invece a circa 900 mt s.l.m. 
DISTANZA DA PERCORRERE  Come indicato, il percorso suggerito è  breve. Sono circa  3,3km tra andata e ritorno, distanza adatta anche per coloro che non sono abituati a camminare.
IL PANORAMA. L’escursione in se è semplice, ma vale la pena di essere effettuata per poter osservare il bel lago di Scanno da una posizione unica, che consente di poter vedere un particolare effetto ottico che  lo fa apparire con con una particolare forma “a cuore”. Questo è il motivo per cui il sentiero è chiamato così. 
LE CARTE GEOGRAFICHEIn genere è importante dotarsi di carte geografiche dei luoghi che si visitano con la mappatura dei sentieri da percorrere, per scegliere la strada migliore ed evitare di perdersi. In questo caso non è strettamente necessario, dato che il sentiero è uno solo (per l’Eremo di San Biagio) e per vedere il lago con la caratteristica forma a cuore. Inoltre i cartelli sono molto chiari. Comunque per sicurezza portatela con voi.
IL DISLIVELLO. Non è  molto. Si tratta di circa 200 metri tra il punto di partenza e quello di arrivo, dove si trova l’eremo di San Egidio.
DOVE ALLOGGIARE E PERNOTTARE.  Potete trovare alloggio in zona. Il lago di Scanno ed il borgo sono luoghi di villeggiatura molto conosciuti. Potrete facilmente trovare l’alloggio che fai per voi cercando in rete. Ricordate però di prenotare per tempo soprattutto durante la stagione estiva. Eviterete cos’ brutte soprese. 
SENTIERO ADATTO PER I BAMBINI. Il percorso può essere tranquillamente percorso anche dai bambini. Non ci sono infatti pericoli particolari. Bisogna fare solo attenzione in alcuni passaggi del sentiero in cui potrebbero scivolare nel bosco che guarda verso il lago. Questo vale ovviamente anche per gli adulti. 
IL SENTIERO NEL BOSCO. Ilsentiero nel bosco, rappresenta  la parte prevalente dell’intero tragitto. Sarete avvolti dalla tipica vegetazione di queste zone, ma non troverete una vera e propria foresta “ secolare”. Ci sono piante belle, ma nella norma per queste parti. Avrete comunque  la possibilità  di vedere il lago che si intravede tra il fogliame. E’ il vero obiettivo di questa escursione. 
LE PERSONE DIVERSAMENTE ABILI.L’escursione è adatta anche per le persone diversamente abili. Ovviamente bisogna tenere bene in conto le proprie difficoltà di natura fisica. Il sentiero non è particolarmente complesso ne lungo, né presenta passaggi pericolosi. Valutate comunque bene lo stato di salute personale prima di camminare.
GLI ANZIANI E PERSONE CON DIFFICOLTA’ DI DEAMBULAZIONE.  Il percorso può essere affrontato anche da persone anziane, dato che non presenta particolari difficoltà. La salita fino all’Eremo di San Egidio  è repentina (non ci sono tratti pianeggianti) per cui è importante avere un buon stato di salute. Non si tratta comunque di una semplice passeggiata. Non essendoci passaggi difficili ed essendo il fondo del sentiero buono, può essere affrontato anche da persone anziane con leggeri problemi di deambulazione. Il proprio stato di salute va pero valutato con attenzione. Non bisogna  correre rischi inutili. 
LA CARROZINE PER I DIVERSAMENTE ABILI.  Per questi tipo di sentiero è assolutamente sconsigliato l’uso della carrozzina. Le dimensioni del sentiero (in larghezza) e la pendenza  non sono adatte per il loro utilizzo. 
I CANI.  Il sentiero può essere percorso tranquillamente anche dagli amici a quattro zampe. Va bene anche per quelli di piccola taglia abituati a camminare. Lasciate a casa i vostri amici “da salotto” e quelli troppo anziani o i cuccioli
PORTARE L’ACQUA  PER I CANI.  Durante la camminata trovare una fontana solo nella zona vicina all’Eremo di San Biagio. Bisogna però fare attenzione a non confonderla con quella in ghisa che si trova accanto alla chiesa. È danneggiata e dismessa da tempo. Il consiglio è quello di portare da bere per gli amici a quattro zampe. Anche raggiungendo la fontana dovete valutare che si trova in pratica alla fine del sentiero. 
CANI AL GUINZAGLIO. In genere nei sentieri di montagna è possibile portare i cani sciolti. In questo caso il sentiero è stretto, per cui potreste incontrate altre persone. Potrebbe essere opportuno legare il cane al guinzaglio per evitare spiacevoli incidenti. Ovviamente dipende dall’indole del vostro cane. 
RICEZIONE CELLULARE E INTERNET. La connessione alla rete internet e quella telefonica non presentano particolari problemi. Il sentiero si trova a ridosso del paese di Scanno, per cui non avrete difficoltà per i contatti.
AREA PICNIC. Non è presente alcuna area picnic attrezzata durante il percorso. Per mangiare qualcosa un punto idoneo può essere lo spiazzo antistante l’Eremo di San Giacomo. La zona è ventilata, ma nessuna protezione contro i raggi del sole.
LE SCARPE CONSIGLIATE. Si tratta di un percorso semplice che non richiede calzature particolari. Potete indossare buone scarpe da ginnastica o da trekking leggero. Evitare scarponi pesanti o particolarmente tecnici. Non vi serviranno. 
IL CAPPELLO. La camminata è quasi tutta al coperto, grazie alla presenza degli alberi. Per questa ragione non sarà necessario portare con voi un copricapo. Comunque potrebbe tornarvi utile una volta arrivati all’Eremo di San Giacomo. Li lo spazio è aperto, per cui, soprattutto nelle belle giornate di sole potrebbe essere forte. Inoltre potrebbe tornarvi utile se decideste di continuare il sentiero che parte dall’Eremo e vi conduce intorno al lago (non descritto in questi appunti di viaggio). 
GLI OCCHIALI DA SOLE. Portate con voi anche un paio di occhiali da sole. Il percorso è quasi tutto coperto dagli alberi, ma quando il sole è alto nel cielo la luminosità può essere intensa, e dare molto fastidio agli occhi.  
I BASTONI DA TREKKING. Se siete soliti utilizzarli, potete portare con voi un bastone o quelli da nordic walking. Vi aiuteranno soprattutto nella salita. Ricordate però che si tratta di un percorso semplice, per cui potrebbero non essere necessari. 
I PANTALONI. Potete indossare pantaloni corti o lunghi. Sul sentiero non ci sono rami bassi o piante con spine che possano ferire le gambe, nè insetti nocivi.  
LA GIACCA IMPERMEABILE. Il percorso è breve, per cui potete valutare, in base alle condizioni del tempo, se portare con voi un capo di abbigliamento impermeabile. Ricordate sempre però che in montagna il tempo può cambiare rapidamente, anche nel giro di pochi minuti. Per cui se avete spazio nello zaino, portatelo con voi. 
LA CREMA SOLARE.  Il sentiero si sviluppa quasi tutto all’interno del bosco. Per cui il sole è filtrato dalla presenza del fogliame sugli alberi. Solo la parte dove si trova l’eremo di San Egidio è allo scoperto. Portatela con voi se necessario. Però potrebbe non servirvi. Inoltre in genere nel bosco non soffia mai un forte vento, per cui non serve nemmeno per evitare la disidratazione della pelle. 
L’EREMO DI SAN EGIDIO. Durante la camminata, uscendo dal bosco, incontrerete l’Eremo di Sant’Egidio, indicato su appositi cartelli posizionati sul sentiero. Si tratta di una struttura di piccole dimensioni, costruita nel 1657, come testimoniato dalla data riportata sul portale d’ingresso. Non è accessibile al pubblico, per cui la potrete osservare solo dall’esterno. Di fatto per quanto è dato sapere, non è abitualmente utilizzata per le funzioni religiose.
COORDINATE GPS – EREMO DI SAN EGIDIO: Se volete raggiungere l’eremo con il vostro navigatore, potete anche inserire le seguenti coordinate GPS. Non necessitano di connessione alla rete internet, ma solo alla rete satellitare GPS.
41°54’ 58″N –  13°52’ 13″E 
LA TEMPERATURA ESTERNA. È  influenzata certamente  dalla stagione in cui effettuate l escursione e dalle condizioni climatiche della giornata. Durante la bella stagione soprattutto nelle ore centrali della giornata, può fare molto caldo, a causa della scarsa ventilazione all’interno del bosco. È  meglio passeggiare la mattina o il pomeriggio.  
I CARTELLI ESPLICATIVI. All’inizio del percorso troverete due cartelli indicanti sia il sentiero del cuore e dell’erede di San Giacomo. Durante il cammino ne troverete altri che vi aiuteranno a non perdervi. Oltre sugli alberi sono presenti indicazioni verniciate bianche e rosse, tipiche dei sentieri di montagna. 
ATTENZIONE AI CARTELLI .Rispettate sempre le indicazioni riportate sui cartelli che descrivono il posto. In genere sono indicati una serie di divieti che devono essere presi seriamente in considerazione. Infatti in alcuni casi sono stabilite regole in merito all’utilizzo delle biciclette, il divieto di accendere fuochi, fino a giungere anche al senso di marcia da osservare. In pratica si può essere obbligati a procedere solo in un senso. Possono essere stabilite prescrizioni anche su come condurre i cani. 
LA LUMINOSITA’ DEL SENTIEROL’escursione di svolge prevalentemente all’interno del bosco. Gli alberi filtrano il sole, e nonostante la presenza del fogliame, l’illuminazione è molto buona. Per cui non camminerete in un luogo “buio e tetro”, ma in un ambiente piacevole. La luce diventa molto forte invece non appena arriverete nella parte aperta del sentiero, ovvero la zona che si trova intorno l’Eremo di San Egidio. 
LA VENTILAZIONE. La ventilazione dipende ovviamente dalle condizioni climatiche della stagione e della giornata. Considerate però che non è mai molto forte, poiché il percorso è quasi tutto all’interno del bosco e su uno ei pendii che racchiudono il lago. Per questa ragione, nelle giornate assolate, soprattutto durante la bella stagione, potreste sentire molto caldo
L’UMIDITA’. È  una condizione  climatica che dipende  ovviamente  dal meteo del giorno in cui effettuate la visita.  Ricordate però che l escursione si svolge quasi tutta al coperto, nel bosco. Per cui il vento può  essere ostacolato dalla presenza della vegetazione.  Nelle ore centrali della giornata, soprattutto in estate il tasso  di umidità  potrebbe  essere alto. In questo caso potreste  avere qualche difficoltà  nel respirare e potreste sudare molto. Cercate quindi di effettuare l’escursione durante la mattinata  o nel pomeriggio,  quando il sole inizia a calare. 
LA NEVE.In questa zona durante l’inverno può nevicare molto. Per cui se intendete percorrere questo sentiero fate comunque molta attenzione. Verificare prima se sia accessibile oppure no. In caso positivo fare molta attenzione. La neve potrebbe coprire punti pericolosi del sentiero. Il rischio di scivolare verso il basso è concreto. Potrete chiedere comunque presso il borgo di Scanno se vengono effettuate visite guidate invernali. In genere si possono fare con guide esperte, che conoscono passo passo il sentiero e gli eventuali pericoli.
DOVE MANGIARE. Durante il percorso non incontrerete alcun rifugio, ristorante o bar. Per cui dovete portare da mangiare e bere “da casa”. In realtà non è strettamente necessario, in quanto il percorso non è molto lungo e potete quindi mangiare al vostro ritorno. Comunque potrete acquistare le vettovaglie direttamente nel borgo di Scanno o presso i bar e ristoranti presenti sul lago. Li potrete anche sedervi comodamente e mangiare con una bella “vista lago”. Ricordate però di portare da bere. La sete si potrebbe far sentire.
DOVE ALLOGGIARE E PERNOTTARE. Potete trovare alloggio in zona. Il lago di Scanno ed il borgo sono luoghi di villeggiatura molto conosciuti. Potrete facilmente trovare l’alloggio che fai per voi cercando in rete.
I SERVIZI IGIENICI. Durante la camminata non incontrerete alcuna struttura dotata di servizi igienici. Per cui è necessario provvedere per tempo. Potrete recarvi presso quelli di qualche bar presso il borgo di Scanno, oppure presso quello delle strutture che si trovano vicino al lago. Potete comunque utilizzate i “bagni pubblici” che si trovano in prossimità dell’inizio del sentiero del cuore, vicino all’edicola dei giornali. 
QUANDO UTILIZZARE I SERVI IGIENICI.  Durante il cammino non troverete servizi igienici, per cui è necessario provvedere prima. Fortunatamente quelli pubblici sono presenti in prossimità dell’inizio del sentiero, accanto all’edicola. 
RACCOGLIERE I RIFIUTI.Portate via con voi i vostri rifiuti e non li abbandonate nel bosco o altrove. Non ci sono punti di raccolta o cassonetti, per cui li dovrete mettere nello zaino o sacco. Farete un favore all’ambiente. 
NON ACCENDERE FUOCHI. In questa zona non è possibile  accendere fuochi. Per cui evitate accuratamente di farlo. Oltre a non essere consentito, il rischio d incendio è  elevato, data la presenza del sottobosco, secco in estate. 
NON RACCOGLIERE LA FAUNA SPONTANEA.  È importante rispettare la natura che ospita gli escursionisti. Per cui la flora si può osservare, ma evitate di raccogliere piante e fiori. Se tutti facessero così i danni all’ambiente potrebbero essere ingenti. Per cui guardare ma non toccare. 
GLI INSETTI. Nonostante la presenza del bosco e del lago, non si segnala la presenza di particolari insetti fastidiosi o pericolosi. In alcuni periodi dell’anno bisogna fare attenzione ai tafani, insetti “assetati di sangue”, molto aggressivi, che possono provocare punture molto dolorose, e gravi crisi allergiche. In genere sono presenti nei luoghi dove si trovano animali da pascolo, cavalli o bovini. 
IL BAGNO NEL LAGO. Nel lago potrete fare tranquillamente il bagno. L’acqua è trasparente e fresca, e molto pulita. 
LA SPIAGGIA DEL LAGO. Intorno al lago sono presenti alcune spiagge. La principale è quella che si trova in prossimità del punto da cui parte il sentiero del cuore. 
LA TEMPERATURA DELL’ACQUA DEL LAGO. La temperatura del lago è bassa anche in estate, ma la presenza tra i bagnanti di bambini ed anziani è certamente un buon segnale per coloro che intendono fare il bagno. Ovviamente le regole sui rischi di congestione che si utilizzano al mare, qui devono essere applicate con maggior rigore. 
LE CORRENTI NEL LAGO.Il laghi possono essere molto pericolosi, a causa della presenza di correnti e gorghi. Per quanto e dato sapere il lago di Scanno non ha questo tipo di problematiche. Infatti durante la bella stagione vengono disputate gare di nuoto
IL NOLEGGIO IMBARCAZIONI. Se intendete recarvi al lago, e non avete una imbarcazione vostra, potete noleggiare un pedalò. Avrete così la possibilità di fare il bagno in vari punti dello specchio d’acqua, oppure osservare le sponde. 
IL CAMPER. Potete raggiungere il lago di Scanno anche con il camper. In zona sono presenti aree di sosta attrezzate e camping. Verificare in rete la disponibilità. Ricordatevi di prenotare soprattutto durante la bella stagione. Il luogo è molto conosciuto, per cui potreste non trovare posto per il vostro mezzo. 
I SOUVENIR.Alla fine della vostra escursione, o dopo un buon bagno nel lago, potete comprare qualche souvenir, da portare a casa come ricordo della giornata.  Li troverete presso l‘edicola ubicata accanto ai bagni pubblici  sopra descritti. 
Ai prossimi appunti di viaggio. 
Di seguito i link per visionare altri appunti di viaggio.

ITALIA – PAGINA GENERALE

 

       ITALIA – REGIONE ABRUZZO – P.G.

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Nella parte finale di ogni post è presente la voce “TRADUTTORE”. Per scegliere la lingua desiderata (come nel caso vogliate mostrare il post ad una persone straniera che non parla la vostra), cliccate sul menù a tendina, dove la troverete. In pochi secondi il sistema provvederà alla traduzione. 
Conservate il link o la pagina di questo appunto di viaggio. Potrebbe tornarvi utile nel caso in cui decideste di visitare questo luogo. Potrete condividerlo anche con un amico.
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–.
ATTRAZIONE NATURALISTICA, ATTRAZIONE TURISTICA, EUROPA, FIUME CENTRO ITALIA, FIUME ITALIA, LAVATOIO, PARCO NATURALE CENTRO ITALIA, PARCO NATURALE ITALIA, REGIONE CENTRO ITALIA, REGIONE LAZIO, TREKKING, TREKKING CENTRO ITALIA, TREKKING ITALIA

ITALIA – REGIONE LAZIO: IL PARCO NATURALE DELLE VALLE DEL TREJA

 

IL BORGO DI MAZZANO ROMANO VISTO DAL SENTIERO



LUNGHEZZA PERCORSO: 11 km
circa

QUOTA: 200 M.T. circa s.l.m.

 
TEMPO NECESSARIO A/R –
circa 5 ore. 
 
DIFFICOLTÀ: Facile 
DOVE SI TROVA. Il sentiero qui proposto inizia partendo del borgo di Mazzano Romano, della città metropolitana di Roma, nella Regione Lazio. Di seguito la mappa interattiva di GOOGLE MAPS che vi consentirà di raggiungere la meta utilizzando il vostro dispositivo come un navigatore GPS ovunque vi troviate. Per calcolare il percorso cliccate sulla freccia blu sulla mappa. Per visualizzare versione Google Earth della mappa, basterà cliccare sulla finestrella nell’angolo in basso a sinistra. 

IL PERCORSO Di seguito troverete l’immagine del percorso ad anello descritto in questi appunti di viaggio, evidenziata il colore viola chiaro. E’ ottenuta dall’interfaccia tra le immagini satellitari di google Earth ed un famoso programma che traccia il percorso utilizzando sia le coordinate satellitari che la connessione internet. La sua osservazione consente di comprendere che tipo di percorso bisogna effettuare. Potete notare che comprende anche il passaggio per il Borgo di Calcata Vecchia.
 
INIZIO DEL PERCORSO. L’inizio del percorso si trova in prossimità dell’abitato del paese di Mazzano Romano. Non è difficile trovarlo, ma potere utilizzare le seguenti coordinate gps per poterlo raggiungere con il vostro navigatore.  Non necessitano di connessione alla rete internet, ma solo alla rete satellitare GPS.
Subito dopo le coordinate gps troverete l’immagine di Google Earth con il segnaposto di colore giallo che corrisponde al punto relativo alle coordinate GPS. Questa immagine vi renderà più semplice anche orientarvi per capire dove inizia il sentiero.
 
42°12’12.56″N  – 12°24’6.72″E
 
 

LE PREVISIONI DEL TEMPO.  Di seguito troverete un box meteo con le previsioni del tempo riferite alla zona di Mazzano Romano su base settimanale, con fasce orarie,  aggiornate in tempo reale.  Cliccando sul giorno della settimana in cui intendete effettuare l’escursione, potrete verificare con esattezza la situazione metereologica prevista nell’arco dell’intera giornata. Questo vi consentirà di organizzare la vostra escursione con il tempo migliore.

(Fate attenzione al menu del meteo. Cliccando sul giorno successivo a quello in cui visualizzare gli appunti di viaggio vi apparirà il giorno completo con le fasce orarie. Invece per il giorno corrente avrete solo le previsioni successive all’orario in cui visualizzate il box meteo. Per cui parte dello schermo del dispositivo che state utilizzando risulterà vuoto)

 

IL PERIODO MIGLIORE.  L’escursione può essere effettuata tutto l’anno. Ricordate però che la stagione in cui decidete di farla può condizionare non poco la vostra escursione. In primo luogo durante la stagione invernale il buio arriva presto, e se non partire di buon ora, potreste trovarvi all’interno del bosco di notte e senza luce. Inoltre parte della vegetazione presente, durante l’inverno perde le foglie, per cui il bosco che attraverserete potrebbe risultare spoglio. Inoltre dovete fare i conti con il freddo e l’umidità. Durante l’estate in questa zona il caldo può essere intenso, soprattutto nelle ore centrali della giornata, e l’umidità diventare veramente soffocante. Per cui la stagione migliore è certamente la primavera inoltrata, quando in genere il caldo non è molto forte e l’umidità non troppo alta. 
IL PARCHEGGIO DEI VEICOLI. Per parcheggiare non ci sono particolari problemi. E’ infatti possibile lasciare il vostro veicolo nell’area urbana del paese di Mazzano Romano. Il parcheggio è gratuito. Verificate sempre la presenza di are di parcheggio a pagamento. Ricordate però che nel fine settimane questa località è visita dai  turisti, per cui potreste trovare qualche difficoltà nel parcheggiare nella zona centrale del paese. Per comodità la mappa interattiva di google Earth che si trova all’inizio degli appunti d viaggio segnala come punto di arrivo un grande parcheggio a pagamento presente nel borgo. Starà poi a voi decidere dove lasciare i vostri mezzi. 
IL PERCORSO AD ANELLO. Il percorso proposto è ad “anello”. Questo significa che avrete seguendo la strada indicata nella mappa, ritornerete nel punto da
cui siete partiti
, ma senza camminare sul tracciato già percorso. Ciò vi consentirà di vedere luoghi differenti durante il tragitto. Ovviamente nulla vi impedisce di arrivare in un punto del percorso e tornare indietro sui vostri passi. Il consiglio è quello di fare il giro completo

 

IL LAVATOIO. Una volta lasciato l’abitato, dopo aver percorso poche decine di
metri, incontrerete un 
lavatoio di grandi dimensioni. Si tratta di una costruzione in buon stato di manutenzione. Da qui inizia il sentiero vero e proprio, con una bella discesa. Come si vede nell’immagine che segue, potrete notare la presenza di un fontanile con tre cannelle da cui fuoriesce acqua potabile e bella fresca. Il consiglio è di bere o di fare rifornimento d’acqua. Lungo la strada non ne troverete più, salvo che durante il percorso non ci fermiate presso la cittadina di Civita Castellana, dove sono presenti bar e ristoranti.

 IL LAVATOIO CON LA FONTANA CON TRE CANNELLE
 LA VASCA PER EFFETTUARE IL LAVAGGIO DEI PANNI
IL LAVATOIO – SULLO SFONDO IL BORGO DI MAZZANO ROMANO
IL SENTIERO NEL BOSCO. Se iniziate il percorso a piedi passando per Nazzano Romano, dopo aver un tratto aperto ed incontrato il lavatoio, vi troverete subito nel parte coperta del sentiero. Fate attenzione perché è presente subito una ripida discesa un po’ sconnessa. Poi il fondo ritornerà ad essere quasi pianeggiante.
Come si nota dalle immagini che seguono parte di questo sentiero presente anche delle protezioni (corrimani in legno)  nei punti più pericolosi. Servono a proteggere da eventuali cadute accidentali. Fate però attenzione che non sono presenti ovunque, e che alcuni di questi sono in cattivo stato di manutenzione.
IL SENTIERO: LE CARATTERISTICHE. Il sentiero preso in considerazione non presenta particolari difficoltà. E’ prevalentemente pianeggiante, salvo alcuni passaggi particolari, con salite e discese richiedono attenzione. Questi punti vanno affrontati con calma ed eventualmente con l’aiuto di qualcuno. 
LA PREPARAZIONE FISICA. Per affrontare i circa 11 km e le 5 ore  dei questo percorso ad anello, non è richiesta una preparazione fisica particolare. E un’escursione adatta a tutti, ma bisogna essere comunque essere abituati a camminare a lungo. Se non siete in buona salute o se siete tipi da “divano” allora valute bene se fare o meno questo “passeggiata”. Potreste non essere in grado di arrivare fino in fondo, ed essere obbligati a tornare  sui vostri passi a breve. In questo caso il consiglio è quello di prendere la gita con molta calma senza fare il percorso a “tappe obbligate”. 
L’AFFOLLAMENTO.  Il sentiero non è molto frequentato, ma è facile incontrare qualche camminatore solitario o piccoli gruppi di escursionisti. Ovviamente le presenze aumentano durante il sabato e la domenica

L’ABBIGLIAMENTO CONSIGLIATO. L’escursione non richiede l’uso di un abbigliamento tecnico. Ovviamente la stagione in cui effettuate l’escursione condiziona il tipo di abiti che indossate, ma evitate di esagerare. Vestitevi a “cipolla”, in modo tale da poter alleggerire o appesantire l’abbigliamento. In estate qui può fare molto caldo e umido, per cui vestitevi leggeri. 

LA RICEZIONE CELLULARE ED INTERNET. Per l’utilizzo del cellulare e della connessione ad internet non ci sono particolari difficoltà. La zona in cui si effettua l’escursione si trova in prossimità degli abitati di Mazzano Romano  e di Calcata Vecchia, che consentono una buona copertura del segnale. Valutate comunque che in alcuni punti la ricezione potrebbe essere momentaneamente assente. 

LE CALZATURE CONSIGLIATE. L’escursione non richiede l’utilizzo di calzature particolari. Potrete utilizzare delle scarpe da trekking “leggero” o anche delle buone scarpe da ginnastica. Se optate per il secondo tipo, evitate quello con il fondo liscio del tipo “da tennis”, perché potreste non avere la giusta aderenza in qualche passaggio sconnesso o sul fondo di terra battuta. Evitate anche di indossare scarponi da montagna, perché vi sarebbero solo d’intralcio. 

IL CAPPELLO. Come sopra indicato, il sentiero ha una parte rilevante al coperto, ed un’altra allo scoperto. Nella stagione fredda quindi potete indossare un cappello per proteggervi dal freddo e dall’umidità, mentre in quella estiva (o primaverile), potere utilizzarlo per proteggervi dal sole. In entrambi i casi e bene comunque portarlo con voi. 

I BASTONI DA TREKKING. Per effettuare la passeggiata potrete utilizzare come ausilio anche i bastoni da trekking, considerato che passaggi non sono complessi e quindi potete anche camminare tenendo un buon passo. Nei passaggi più impegnativi (anche se non molti), vi potranno aiutare a sostenervi.
IL SENTIERO ALL’APERTO. La seconda parte dell’escursione si effettua camminando per una serie di sentieri “aperti”. Sono caratterizzati da una maggiore illuminazione e ventilazionerispetto alla parte precedente. Anche il fondo sui cui camminerete è composto (come si vede dalle immagini) da terra battuta e pietrisco. Nelle giornate più assolate il terreno è molto asciutto, e di conseguenza, polveroso.
DOVE MANGIARE. Per mangiare le soluzioni possono essere le seguenti. La prima e la più ovvia è quella di portavi tutto da casa, bevande comprese. La seconda è quello di acquistare panini o altro a Nazzano Romano, borgo da cui inizia la vostra escursione, oppure fermarvi durante la passeggiata a Calcata Vecchia, borgo antico dove è possibile anche fermarsi in quale trattoria tipica. Qui sono presenti anche bar dove acquistare vivande o altro, o fermarsi per un caffè. 
GLI INSETTI.  La presenza degli insetti è chiaramente condizionata dalla stagione in cui effettuate l’escursione. Più vi avvicinate alla stagione estiva e maggiori sono le possibilità che si presenti qualche zanzara intorno a voi. Ogni tanto potrete notare la presenza di qualche nugolo di moscerini e qualche mosca o vespa, ma nulla di preoccupante. Per coloro che amano gli aracnidi (ragni per intenderci), è possibile notare qualche bella ragnatela con al centro il “padrone di casa”. Comunque per precauzione contro le zanzare portate con voi qualche prodotto repellente
ICANI.  L’escursione è certamente adatta per gli amici a quattro zampe, anche se di taglia piccola. Deve sempre però trattarsi di animali in buona salute e non anziani ed abituati a camminare. Il percorso non è breve e sono abituati al “salotto”, potrebbero incontrare qualche difficoltà. Ovviamente è sconsigliato anche per i cuccioli troppo piccoli.Ricordate di portare con voi l’acqua da bere per il vostro cane. Durante il cammino non ci sono fontane e l’unico corso d’acqua presente è il fiume Treja.  
AREA PICNIC. Durante il cammino troverete anche un paio di aree attrezzate dove potersi sedere per mangiare. La prima e più grande si trova in prossimità del fiume Treja. Basta attraversare il piccolo ponte sospeso, e li troverete un paio di panche con dei tavoli all’ombra degli alberi.
IL FIUME. Il Treja ha le sue sorgenti sul Monte Lagusiello, ad una quota di circa 250 mt s.l.m. Ha una lunghezza di circa 36 km e si getta nel fiume Tevere, di cui è uno dei principali affluenti. 
FARE IL BAGNO. Il fiume Treja, per quanto è dato sapere è balneabile. Il corso d’acqua non ha una corrente molto forte. L’acqua in alcuni punti è molto pulita, in altri meno. Durante la stagione estiva è facile imbattersi in alcune persone che in costume da bagno, si immergono nell’acqua. Fate comunque molta attenzione, ed evitate di entrarvi da soli. Il fondo presenza rocce e sassi
GLI OCCHIALI DA SOLE. E’ consigliato l’uso degli occhiali da sole per la parte all’aperto del sentiero. Nelle belle giornate il sole può essere veramente forte, soprattutto una volta che vi siete abituati a camminare nella penombra creata dal bosco nella parte coperta del sentiero stesso. 
I PONTI.  Durante il tragitto proposto incontrerete due ponti più grandi che attraversano il fiume Treja. Il primo è in legno e cemento, mentre il secondo è il legno e corda. Quest’ultimo è divertente da attraversare poichéoscilla quando ci camminate sopra. Porta inoltre ad un’area attrezzata con tavoli e panche dove potrete fermarvi per riposare o altro. 
GLI ANZIANI  E LE PERSONE CON DIFFICOLTA’ DI DEAMBULAZIONE. Il sentiero presenta alcuni passaggi più complessi, con alcune discese e salite che possono presentare delle difficoltà per essere affrontate da chi ha problemi di deambulazione o per persone diversamente abili. Come si vede dalle immagini la maggior parte del percorso è composto da un camminamento “semplice”, ma non si tratta comunque del parco sotto casa. Inoltre i chilometri da percorrere non sono pochi (11), per cui per coloro che hanno difficoltà nel camminare, è consigliato farsi accompagnare e non affrontare assolutamente da soli la gita. 
LA BICICLETTA. Il sentiero può essere percorso tutto in mountain bike. Non si consiglia l’uso delle due ruote da passeggio, perché comunque alcuni passaggi richiedonomezzi adattie una certa competenza tecnicaPer tale ragione se non siete preparati fisicamente o non avete la bicicletta adatta, evitare di fare questo percorso. In alcuni punti potreste essere obbligati a scendere a portala a piedi, data la presenza di alcuni punti ripidi con la presenza di rocce. Fate molta attenzione al fondo del sentiero, soprattutto dopo abbondanti piogge, che potrebbero creare delle insidie non visibili. Per raggiungere invece la necropoliinvece dovete usare obbligatoriamente la scala, per cui la bici dovrete lasciarla all’inizio della stessa oppure portarla con voi. 
IL PONTE IN LEGNO E CEMENTO SUL TREJA
I PONTICELLI. Il percorso è disseminato di piccoli ponti, che consentono di superare agevolmente piccoli corsi d’acqua o fossati senza pericolo. Considerato che parte di questo non sono in buono stato di conservazione, fate attenzione a dove mettere i piedi. Potreste trovare qualche asse sconnessa, marcia o qualche buco.
DIVERSAMENTE ABILI: LA CARROZZINA. Il percorso per coloro che si devono spostare con la carrozzina non è consigliato, in quanto si tratta di un percorso con passaggi non adatti per tale mezzo. Se però chi la deve usare è debitamente assistito, allora la cosa è fattibile. Ma fate molta attenzione
IL SENTIERO: LE RADURE NEL PERCORSO. Durante il cammino troverete alcuna radure dove potervi riposare. Si tratta di punti nel quali sono presenti alcune panche e tavoli dove potrete sedervi. La migliore è quello che si trova in prossimità del ponte di corda che attraverso il fiume. Qui l’ombra è ottima e durante la stagione estiva, vi riparerà dai raggi del sole.   
LE SCALE. Durante questo percorso incontrerete una serie di passaggi con della scale. Il primo è quello di che si trova subito all’inizio del percorso, scendendo da Mazzano Romano. 
Il secondo è quello che vi porta verso Calcata Vecchia. In realtà non si si tratta di una vera scala ma di una lunga salita. 
LA SALITA CHE DAL SENTIERO PORTA A CALCATA VECCHIA
Il terzo   è quello necessario per raggiungere la necropoli. E’ abbastanza impegnativo ma breve (come si vede nella immagini dedicate alla necropoli) . 

Il quarto e quello che vi riporta da dove siete venuti, ovvero Nazzano Romano. Per coloro che hanno difficoltà di deambulazione possono essere rappresentare un problema. 

Vi sono poi una serie di punti del sentiero nel bosco dove ci sono deipassaggi con scale di vario tipo. Come si vede dalle immagini non sono in buono stato di manutenzione per cui attenzione a dove mettete i piedi. 
I BAMBINI. L’escursione è adatta ai bambini più grandied in grado di muoversi in maniera autonoma. Per loro sarà certamente molto divertente. I sentieri nel bosco sono certamente un ottima attrattiva per i più piccoli, che vivranno una simpatica avventura. Comunque teneteli sempre sotto controllo. Alcuni passaggi del sentiero non sono semplicissimi, ed inoltre il fiume, anche se non molto grande e profondo, può rappresentare un pericolo da cui guardarsi. 
USO DEL PASSEGGINO PER I BAMBINI. Se dovete portare con voi bambini piccoli che non possono camminare o che comunque non possono percorrere a piedi lunghi tragitti, allora potete valutare la possibilità di utilizzare un passeggino
tecnico del tipo a tre ruote grandi
.
Quelli normali non vanno assolutamente bene a causa del fondo irregolare. Ricordate bene però che ci sono alcuni passaggi nei quali sarete comunque obbligati prendere in bambini in braccio, perché il rischio può essere quello di fare rovinose cadute se tentate di utilizzarlo con il bimbo all’interno.  
I SERVIZI IGIENICI. Durante il percorso non incontrerete bar o altro. Per cui se avete bisogno di utilizzare i servizi igienici, dovete necessariamente raggiungere o Mazzano Romano  o Calcata Vecchia che si trovano sul questo percorso. Altrimenti dovete provvedere diversamente. 
L’ILLUMINAZIONE. L’escursione si svolge prevalentemente nel bosco. Per questa ragione anche nelle giornate di pieno sole, gli alberi (nella bella stagione) offrono una bella copertura, per cui potrete godere di una piacevole ombra offerta dalle fronde delle piante. Il discorso è diverso nel momento in cui uscite allo scoperto. La luce può essere molto intensa (tempo permettendo), ed il sole diventare accecante. 
La scalinata di ritorno a Mazzano Romano
I MASSI SUL SENTIERO. Nel passeggiare incontrerete dei punti con alcuni massi e rocce di grandi dimensioni. Nulla di spettacolare o impressionante, ma hanno sempre il loro fascino. 
I CARTELLI ILLUSTRATIVI.Durante la passeggiata incontrerete sul vostro cammino numerosi cartelli esplicativi. Soffermatevi a leggerne il contenuto. Sono ricchi di informazioni sul luogo che state attraversando. Vi racconteranno soprattutto dettagli sugli aspetti naturalistici del posto.
L’UMIDITA’. E’ certamente condizionata dalle condizioni metereologiche della stagione e della giornata in cui decidete di effettuare questo escursione. Bisogna però ricordare che comunque vi trovate in prossimità di un fiume e la presenza del bosco, in assenza di vento, può elevare di molto il tasso di umidità, rendendo più faticosa la passeggiata. Nella parte aperta del sentiero invece le cosa cambiano completamente, grazie ad un maggiore ricambio di aria alla presenza del sole (nelle belle giornate). 
LA NECROPOLI. Durante la camminata potete fare una piccola deviazione per andare a vistare la necropoli del Cavone di Monte Li Santi. Basta salire delle scale (abbastanza ripide) per trovarvela difronte. E’ in buono stato di manutenzione. Si ritiene che sia stata usata sino alla metà del VII secolo A.C. Era un luogo importante di sepoltura per gli abitanti della antica città di Narce, un insediamento di una popolazione preromana che si trovava a circa 5 chilometri dalla borgo di Civita Castellana.
LA SCALA CHE PORTA ALLA NECROPOLI

Troverete altri luoghi di sepoltura durante il cammino, come si vede nelle immagini che seguono. Non sono il un’area specifica, ma dislocati lungo in piccola parte de sentiero. 

GLI ALBERI. Come già indicato il percorso prevede una parte nel bosco ed una parte scoperta. La prima vede la presenza di varietà botaniche tipiche dei boschi del centro Italia (tra cui anche noccioli e noci). Nella seconda invece potrete notare ampie aree dedicate alla coltivazione dell’olivo (come si vede nella immagini).  
LE PIANTE: IL FARFUGIUM JAPONICUM GIGANTEUM. Durante il cammino nella parte boscosa del sentiero, incontrerete una grande esemplare di Farfugium
japonicum ‘Giganteum’
. Si tratta di una pianta di una pianta proveniente dal Giappone appartenente alla famiglia delle Asteraceae. È una pianta erbacea sempreverde che cresce bene in ambenti umidi non molto soleggiati o a mezz’ombra. Le sue dimensioni sono notevoli, in quanto la sua altezza da terra
varia dai 90 ai 150 cm. Per capire quanto sia grande basterà avvicinarsi.
LE PIANTE – LE FELCI. Camminando nella parte coperta del sentiero, noterete la presenza di alcuni esemplari di felci. Si tratta di piante tipiche di queste zone. In genere si trovano in prossimità di grandi alberi(che offrono molta ombra), o in prossimità dei corsi d’acqua (in questo caso il Fiume Treja o i piccoli corsi d’acqua che attraversano il parco), o comunque in presenza di terreni molto umidi.Sono
piante che hanno bisogno di queste condizioni ambientali, poiché non sono in grado di vivere in terreni asciutti. Se vi avvicinate ad osservale, noterete che le foglie dal centro della pianta, dove le foglie più giovani crescono con unaforma caratteristica a spirale, chiamata “pastorale”, poiché ricordano molto la tipica forma dei bastoni dei vescovi. Le foglie più esterne, di colore marrone / verde sono quelle più vecchie e tendono con il tempo seccare e cadere

 

LE PIANTE – I MUSCHI.  Nella parte coperta del sentiero osserverete la presenza costante di muschi, aggrappati agli alberi e alle rocce. Di fatto tappezzano ampie superfici e danno un tipico colore verde al sottobosco. Non si trovano mai in zone soleggiate o secche. In caso di siccità tendono vanno in stasi vegetativa. Gli esemplari più rigogliosi sono quelli che si trovano in prossimità dei corsi d’acqua.
DOVE ALLOGGIARE E DORMIRE. Se desiderate pernottare in questa zona, potrete farlo senza problemi. Il percorso proposto inizia da Mazzano Romano ed attraversa la Calcata Vecchia, per cui basterà verificare la disponibilità presso le varie strutture alberghiere, b&b e agriturismi presenti nella zona. Ricordate comunque di farlo per tempo. Questa zona è molto frequentata dai turisti, per cui se decidete di alloggiare all’ultimo momento, potreste avere qualche difficoltà, soprattutto se siete in tante persone.

COSA VEDERE INTORNO. Durante l’escursione potrete anche visitare il borgo di Calcata Vecchia. È conosciuto come il paese degli artisti. Ricavatevi almeno un’ora di tempo per camminare tra i vicoli e visitare le botteghe artigiane. Molto bello è il panorama che si può osservare dal borgo stesso, che si affaccia sul Parco della Valle del Treja. Questo luogo può essere anche ottimo per pranzare o fare uno spuntino presso i bar presenti e i ristorante caratteristici. 

IL BORGO DI CALCATA VECCHIA VISTA DAL SENTIERO
IL BOSCO VISTO DAL BORGO DI CALCATA VECCHIA – IL PANORAMA

 

SE VOLETE VEDERE TUTTE LE IMMAGINI RELATIVE A QUESTA ESCURSIONE, POTETE CLICCARE SUL LINK CHE SEGUE, CHE VI INDIRIZZERA’ AL VIDEO PUBBLICATO SU YOU TUBE.

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ITALIA – PAGINA GENERALE

Ai prossimi appunti di viaggio. 

 

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Per poterne visionare dai vostri smartphone, potete anche cliccare la “versione web” che si trova al termine
del post. Vi apparirà come sul computer.


Potete cercare gli argomenti che vi interessano nell’apposito spazio “cerca”.  Basta utilizzare una parola desiderata “chiave”. Se esiste si aprirà il post corrispondente. Ad esempio se digitate
“rifugio”, o “orrido” o “chiesa” o “miniera” ecc., verranno visualizzati tutti i post che contengono questa parola. 

Nella parte finale di ogni post è presente la voce “TRADUTTORE”. Per scegliere la lingua desiderata (come nel caso vogliate mostrare il post ad una persone straniera che non parla la vostra), cliccate sul menù a tendina, dove la troverete. In pochi secondi il sistema provvederà alla traduzione.

Conservate il link o la pagina di questo appunto di viaggio. Potrebbe tornarvi utile nel caso in cui decideste di visitare questo luogo. Potrete condividerlo anche con un amico.

Se siete interessati agli appunti di viaggio, inserite la vostra email nell’apposita finestra “iscriviti alla newsletter”
che si trova nella pagina, e vi arriveranno le novità del blog ad ogni nuova pubblicazione. L’iscrizione è gratuita. Vi verrà solo richiesto di confermare il vostro indirizzo di posta, per essere sicuri che siate stati proprio voi ad iscrivervi.

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ATTRAZIONE NATURALISTICA, ATTRAZIONE TURISTICA, FRANCIA, FUNICOLARE, OCCITANIA, OSSERVATORIO ASTRONOMICO, PIRENEI

FRANCIA – OCCITANIA – PIRENEI: PIC DU MIDI DE BIGORRE E L’OSSERVATORIO ASTRONOMICO.

DOVE SI TROVA. Il Picco è ubicato nella regione dell’Occitania, nella località di Bagneres-de-Bigorre. Di seguito troverete la mappa interattiva di GOOGLE MAPS che vi consentirà di raggiungere la vostra meta utilizzando il vostro dispositivo come un navigatore GPS ovunque vi troviate. Per calcolare il percorso cliccate sulla freccia blu sulla mappa. Potete anche visualizzare la versione “Google Earth”, cliccando nell’angolo in basso a sinistra della mappa.

PREVISIONI DEL TEMPO. Di seguito troverete un box meteo con le previsioni del tempo riferite alla zona di Bagneres-de-Bigorre su base settimanale, aggiornate in tempo reale. Questo vi consentirà di organizzare al meglio la vostro escursione con il tempo migliore.

IL PARCHEGGIO. Per lasciare i vostri veicoli non ci sono problemi. Potete parcheggiarli tranquillamente, sia che si tratti di auto, moto o camper. Ricordate però di non lasciarli fuori dagli spazi delimitati. Nelle giornate di maggjor affluenza (fine settimana e feste), potreste trovare qualche difficoltà nel trovare posto libero. Sono presenti sia quelli gratuiti che a pagamento.

LA BIGLIETTERIA. Per salire sul Pic Du Midi utilizzando la funicolare bisogna pagare un biglietto. Il costo non è basso. La biglietteria si trova in una struttura separata, più a valle, rispetto a punto in cui si sale sulla funicolare.

LA FUNICOLARE. Per raggiungere il picco avete tre possibilità: con la teleferica o a
piedi, o con altri mezzi. In questo caso l’escursione è stata effettuata utilizzando la funicolare. È molto comoda e veloce.
La stazione di partenza della funicolare a valle del Pic du Midi. 
BISOGNA FARE LA FILA PER SALIRE SUL PICCO. La visita al picco è molto richiesta, per potreste dover fare anche una lunga fila prima di poter salire. Armatevi di pazienza. Nella stagione estiva inoltre, sopratutto durante le ore più calde della giornata, potreste restare esposti al sole anche molto forte.

 

LA FUNICOLARE – TEMPO NECESSARIO PER SALIRE. Per salire non ci vuole molto tempo, nonostante la distanza tra la stazione di partenza e quello di arrivo. Ci vogliono circa 20 minuti.

 

LE CABINE. Sono abbastanza comode, anche se in genere sono sempre molto affollate, proprio in ragione del successo che ha la visita al Picco.

L’ABBIGLIAMENTO. La scelta del vestiario da indossare dipende ovviamente dalla stagione in cui effettuate la visita. In inverno deve essere necessariamente adatto al freddo intenso, in quanto in questa zona nevica (e si scia). In estate deve essere necessariamente leggero quando siate nella zona di partenza della teleferica, in quanto può fare anche molti caldo, e più pesante una volta arrivati in cima al picco. L’escursione termica può essere significativa, per cui piatte con voi qualcosa per coprirsi bene. Una bella giacca a vento e quello che vi serve. Evitate di salire se non potete aggiungere qualcosa di pesante sul vostro abbigliamento.
LE SCARPE. Per effettuare questa escursione non sono richieste calzature particolari. Si cammina poco per cui non servono calzature tecniche. Ricordate però che sul picco potrebbe fare anche molto freddo, per cui le.scarpe aperte potrebbero essere inopportune. Per le signore il consiglio è quello di evitare i tacchi.
IL CAPPELLO. Portate con voi un cappello per proteggervi dal sole e dal vento.
GLI ANZIANI. La visita e adatta anche per le persone anzIane. Non devono fare sforzi particolari e non è richiesta nessuna preparazione fisica particolare. Inoltre gli spostamenti avvengono all’interno della parte che si trova sul Picco, attraverso ascensori e scale, e non richiedono comunque impegno fisico particolare.
I BAMBINI. La gita e certamente adatta ai bambini. I pericoli sono pochi e per loro è certamente interessante. Bisogna però fare attenzione a controllarli bene durante la salita è la discesa dalla teleferica. Il controllo deve essere maggiore durante la permanenza sul piazzale che si trova sopra il picco.
I DIVERSAMENTE ABILI. Anche per quanto concerne le persone diversamente abili, la visita può essere effettuata in tutta comodità e sicurezza. L’accesso alla teleferica E comunque semplice, così come movimenti negli spazi che si trovano nella zona costruita sul Picco, come sul piazzale che consente di vedere il meraviglioso panorama. Anche per coloro che si muovono con la sedia a rotelle, non ci sono particolari problemi.
DOVE MANGIARE. Per mangiare avete una serie di soluzioni. La più economica è quella di portarsi qualcosa di pronto “da casa”. Potete poi acquistante qualcosa nei vari bar e locali presenti nella zona di partenza della teleferica. Sono infatti presenti bar e piccoli ristoranti. Potete poi invece mangiare “in quota” al ristorante che si trova sulla cima del picco, dove arriva la teleferica. In genere i piatti proposti sono buoni, ma un po costosi. In genere bisogna fare un po di fila per acquistare i cibi. Qui si trova anche il bar, per prendere un caffè o altro.
IL MUSEO OSSERVATORIO . Una volta giunti sul Picco, troverete, tra le altre cose, anche un bel museo dedicato allo osservazione delle stelle, non grandissimo, ma molto interessante.
L’OSSERVATORIO ASTRONOMICO. Una volta giunti sulla cima non potete rnon notare la presenza dell’osservatorio astronomico. E una struttura molto importane e si grandi dimensioni. È una struttura non visitabile liberamente, ma è solo per gli addetti ai lavori o in occasioni particolari.

La costruzione dell’osservatorio risale alla fine del 1800, e da allora la struttura è andata crescedo per importanza, diventando uno degli osservatori di importanti della Francia. Vengono effettuate osservazioni sia di giorno che di notte. Si effettuano anche controlli atmosferici.

I CANI. Per quanto riguarda i vostri amici a quattro zampe, non ci sono particolari
divieti impedimenti. In Francia i cani sono sempre molto ben accettati. Verificate sempre però che per qualche motivo di sicurezza, non ci sia un impedimento a poter salire sulla funicolare per raggiungere il picco.

IL PANORAMA. Durante la vostra escursione sul picco, avrete la possibilità di osservare un bellissimo panorama in due occasioni. La prima è quella durante L’ascesa con la funicolare Dalla Valle fino al Picco, la seconda invece una volta arrivati sul piccolo stesso. Si tratta ovviamente di due prospettive totalmente diverse, ma comunque meritevoli di nota. Se potete Durante la salita sulla teleferica, cercate di mettervi più vicino possibile alle vetrate della cabina che sale o che scende. Potete affacciarmi ed osservare senza ostacoli il panorama che si staglia intorno a voi. Invece, una volta arrivati sul picco, avrete a disposizione un ampio spazio, dove poter girare a piedi, e poter osservare a 360° tutto quello che vi circonda.

Il lago che si può osservare mentre salite con la funicolare

La mappa sul piazzale del picco che indica le varie vette visibili

IL TRAMPOLINO IN VETRO E ACCIAIO. Una volta arrivati sul piazzale presente sul pIcco, dovete assolutamente camminare sul ‘trampolino” di acciaio e vetro che si sporge nel vuoto. Si tratta di una struttura abbastanza grande che consente di provare l’ebrezza di poter vedere sotto i vostri piedi i totale sicurezza. Sembra di fluttuare nel vuoto. È molto frequentata, per cui per spingervi nel vuoto dovrete aspettare il vostro turno o fare spintoni per arrivare nel punto più estremo del trampolino.
I SOUVENIR. Se volete acquistare un ricordo della vostra visita, o fare un regalo, potete farlo nel piccolo negozio che si trova all’uscita delle teleferica di ritorno. Si trova dalle parte opposta rispetto a quella della stazione di partenza. Ci sono oggetti per tutte le tasche. Qui inoltre è presente anche caffetteria, dove potrete gustare ottimi caffè di una nota marca.

L’UMIDITÀ. Dipende ovviamente dalla giornata in cui effettuate la visita, ma ricordate che improvvisamente potreste essere avvolti dalle nuvole, anche per parecchio tempo. La loro presenza vuole dire “vapore acqueo” e di conseguenza umidità molto forte.

IL VENTO. Il vento, può diventare un problema. Ricordatevi che il picco si trova ad un altezza di circa 2900 mt, e la possibilità che la giornata possa essere anche molto ventosa non è certamente remota. Inoltre in genere a queste quote, anche nel periodo più caldo della stagione estiva, Il vento può essere improvvisamente freddo. Per questa ragione, ricordate sempre di premunirsi dalla possibilità di prendere il raffreddore, portando con voi una bella giacca a vento. Il discorso ovviamente cambia completamente durante la stagione invernale. In questa zona si scia, e il vento oltre ad essere molto forte, potrebbe essere anche veramente freddo.

LE VERTIGINI. Se soffrite di vertigini, la salita è la discesa con la teleferica, potrebbe essere un problema. L’altezza dal suolo è notevole. Il consiglio per chi ha questo problema, e quello di non guardare fuori dalla cabina e di tenersi al centro della stessa. alcune persone molto sensibili tendono a chiudere gli occhi e addirittura si siedono sul pavimento stessa della cabina. IL PARAPENDIO. Nella zona, guardando verso il cielo, potrete vedere veleggiare anche qualche parapendio, attività sportiva molto seguita.

 

 

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Ai prossimi appunti di viaggio.

ATTRAZIONE NATURALISTICA, ATTRAZIONE TURISTICA, EREMO ITALIA, ITALIA, LAGO DI MONTAGNA, LAGO ITALIA, REGIONE ABRUZZO, REGIONE DEL CENTRO ITALIA, Senza categoria

ITALIA – REGIONE ABRUZZO – PARCO NAZIONALE D’ABRUZZO: L’EREMO DI SAN DOMENICO E IL LAGO DI SAN DOMENICO

L’Eremo di San Domenico visto dalla spiagga del Lago.
DOVE SI TROVA. L’Eremo di San Domenico ed il Lago omonimo si trovano nel Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise, a ridosso del borgo antico di Villago, in provincia dell’Aquila. Di seguito la mappa interattiva di GOOGLE MAPS che vi consentirà di
raggiungere la vostra meta utilizzando
il vostro dispositivo come un navigatore GPS ovunque vi troviate. Per
calcolare il percorso cliccate sulla freccia blu sulla mappa. Potete anche visulizzare la versione “Google Earth”, cliccando nell’angolo in basso a sinistra della mappa.

PREVISIONI DEL TEMPO. Di seguito troverete un box meteo con le previsioni del tempo riferite alla zona di Villago su base settimanale, aggiornate in tempo reale. Questo vi consentirà di organizzare al meglio la vostro escursione con il tempo migliore.

IL PONTE. Per raggiungere l’Eremo di San Domenico,  bisogna attraversare un bel ponte ad archi. Collega direttamente la strada allo stesso Eremo. Si può dire che di fatto il ponte termina davanti alla struttura,  o per meglio dire in un piccolo piazzale che gli si trova accanto.  
 
Il ponte visto dalla strada che costeggia il lago.
 Il ponte visto dal lato che da sulla spiaggia sul lago
 
 
Ingresso al ponte dalla strada 
La pavimentazione del ponte
LAGO DI SAN DOMENICO. Il lago di San Domenico non è naturale, ma si è formato successivamente alla costruzione della diga elettrica presente sullo stesso. Il suo affluente è il fiume Sagittario, che anche l’emissario dello stesso. Questo fiume scorre all’interno delle omonime Gole del Sagittario
Il lago si trova all’interno del Parco Nazionale d’Abruzzo, in quanto tale è sottoposto alle stesse tutele ambientali e tutto il parco. Per quanto riguarda l’apporto di acqua al lago, oltre che costituita dal summenzionato fiume Sagittario, potrete notare, affacciandomi dal ponte che porta all’Eremo di San Domenico, la presenza di una cascata che immette acqua costantemente nello stesso. 
 La cascata che si getta nel lago di San Domenico.

Non si tratta di una cascata di grandi dimensioni, ma L’apporto d’acqua e certamente consistente, anche se condizionato dalla stagione. Infatti durante quella estiva, questa cascata tende a ridurre la sua portata.

SPIAGGIA DEL LAGO. Sul lago, è presente una spiaggia medio/grande sulla quale potere sostare, è nella bella stagione, prendere il sole e rilassarvi. 
 
LA DIGA. Sul lago, è presente anche una centrale elettrica Si tratta di una struttura non di grandissime dimensioni, che però funge da sbarramento nell’acqua. La costruzione risale al 1929, allo scopo di poter generare energia elettrica da utilizzare per l’alimentazione della linea ferroviaria che portava fino a Sulmona. In questa zona, potete anche parcheggiare, facendo comunque molta attenzione, in quanto sui bordi della strada sono presenti alcuni rientranze, che vi consentiranno lasciare il vostro veicolo.

IL SENTIERO LUNGO IL LAGO.  Una volta attraversato  il ponte troverete  un sentiero che corre lungo una sponda del lago. Collega lo stesso ponte all’ingresso della chiesa che porta alla gotta di San Domenico,  per proseguire verso la spiaggia del lago ed la zona dove si trova il bar. Non è possibile girare intorno al lago, in quanto questo sentiero si interrompe ad un certo punto. 


BAR – RISTORANTE. Superato il ponte e l’Eremo, dovete percorrere pochi metri per raggiungere la zona della spiaggia. Dovete poi fare una piccola salita per raggiungere il chiosco del bar, che si trova in un ampio spiazzo che sovrasta la spiaggia.  Qui potrete acquistare caffè, gelati acqua ed altro  effettuano anche un servizio ristorante. Si tratta di una attività di ristorazione semplice, ma molto apprezzata, soprattutto perché qui si possono gustare i famosi ARROSTICINI di carne di pecora, tipici della Regione Abruzzo. 

 

 

BAR – AREA PICNIC. Per mangiare potere sedervi ai tavoli messi disposizione dal bar, oppure potete sedervi a a tavolini che si trovano nella zona della spiaggia, poco distante dal bar stesso (bisogna solo scendere Una piccola rampa).
CARTELLI ESPLICATIVI. Troverete anche un serie di cartelli esplicativi che vi spiegheranno in dettaglio questi luoghi. Soffermatevi a leggerli. Sono ricchi di  informazioni interessanti. Sono corredati di foto e mappe
EREMO. E’ caratterizzato da presenza di due ambienti principali: la chiesa e la grotta. La prima si trova praticamente sul lago. E di piccole dimensioni, ed entrando noterete che si tratta di una chiesa a navata unica. Sul fondo della stessa, sopra l’altare si distingue bene una statua lignea che rappresenta San Domenico Orante

  Altare interno alla Chiesa di San Domenico

La seconda invece alle spalle della chiesa. Per accedere alla  grotta bisogna attraversare la chiesa, e raggiungere un passaggio che si trova alla sinistra dell’altare. Dietro l’altare si trova una ripida scala che termina sull’ingresso della grotta. Per la scala bisogni prestare attenzione sia nel salire che nello scendere. All’andata troverete la salita,  al ritorno la discesa, essendo il passaggio obbligato.  Non è molto lunga, ma è ripida e le persone anziane, i diversamente abili ed i bambini, potrebbero trovare difficoltà nell’utilizzarla.

 Ingresso della chiesa di San Domenico che si affaccia sul lago
EREMO – QUADRI NELLA CHIESA. Osservando l’interno della chiesa, non potrete non notare la presenza di alcuni dipindi di grandi dimensioni che rappresentano episodi della vita di San Domenico. Sono stati realizzati nel 1938 dal un pittore del posto (Villago), Alfredo Gentile.

La finistra ad archi che dalla chiesa consente di affacciarsi sul lago

EREMO: LA GROTTA. Una volta arrivati in cima alle scale, troverete una grotta non molto grande, nella quale intorno all’anno 1000 ha vissuto San Domenico. Non si può entrare al suo interno, ma spostarvi davanti per osservarla o per ritirarsi in preghiera.  Ricordate che la chiesa è stata costruita successivamente, per cui questo ambiente era in origine aperto, senza protezione. In inverno fa molto freddo e nevica.  

 

DIVERSAMENTE ABILI – CARROZZINA. Per quanto riguarda le persone diversamente abili, i bambini, e le persone anziane, e comunque per tutti coloro che hanno problemi di deambulazione, la zona del Ponte, la spiaggia, e il bar, sono facilmente raggiungibili sia con l’ausilio di un accompagnatore, che in autonomia. Dipende dalle singole abilità. Per quanto riguarda invece la chiesa, bisogna partire dal presupposto che divisa in due parti, per cui mentre l’ambiente della chiesa stessa può essere visitato anche da queste persone, la parte della Grotta, dove dimorò San Benedetto presenta dei problemi, proprio come anticipato sopra in quanto si trova in un’area  sovrastante rispetto alla chiesa, è raggiungibile solo attraverso una scala. Non è presente alcun ascensore e ausilio alla salita

 

Le edicole della Via Crucis

 

QUANDO EFFETTUARE LA VISITA. La visita all’Eremo e al lago può essere effettuata in qualsiasi periodo dell’anno. E’ preferibile però programmarla nella bella stagione (da aprile a ottobre), considerato che in genere il tempo è migliore e il freddo lascia il passo a temperature più miti. Per fare il bagno invece luglio e agosto sono i mesi migliori, consederando però che l’acqua del lago è molto fredda.
FARE IL BAGNO NEL LAGO. Per coloro che amano fare il bagno ne laghi di montagna, anche questo posto può essere quello giusto. Bisogna però ricordarsi, che l’acqua uò essere molto fredda, Considerando che comunque siamo in montagna. Inoltre diventa molto  profonda, per cui è consigliata solo per coloro  che sanno nuotare bene.
NESSUN STABILIMENTO BALNEARE SUL LAGO. Sulla spiaggia non è presente alciun stabilimento balneare nel vero senso della parola, o per intenderci come al mare. Potete però noleggiare dei lettini presso il bar di cui che si trova presso il
Lago. 

La spiaggia vista dall’area di ristoro presente sul lago
LE ALGHE NEL LAGO. Nella parte iniziale della spiaggia crescono delle alghe. Per cui potreste aver qualche problema a nuotare. Ma se vi allontanate non ci sono problemi. 

 

IL PARCHEGGIO.  Per lasciare i vostri veicoli potreste incontrare dei problemi. Infatti in zona non sono previste aree di di parcheggio.  Le caratteristiche della strada poi, non consente di lasciare i veicoli sul ciglio della strada, per cui dovete cercare dei punti della stessa dove sono presenti delle rientranze dove potrete sostare.  Ricordate bene che la carreggiata della strada e stretta, per cui fate molta attenzione a scegliere bene il luogo. 
 La strada che costeggia il lago.

 

LA FAUNA. La fauna del lago di San Domenico è la stessa presente negli altri specchi d’acqua presenti nel Parco Nazionale d’Abruzzo. Per quanto concerne gli uccelli, basta affacciarsi nell’ago per poterli osservare. Quelli più comuni sono i Germani Per quanto riguarda invece i pesci, non facilmente visibili, la popolazione è composta prevalentemente da persici d’acqua dolce, da trote. La presenza di queste ultime “certifica” l’ottima qualità dell’acqua. 
SERVIZI IGIENICI. Se avete bisogno di utilizzare i servizi igienici, potete rivolgervi al bar. Si trovano nella stessa struttura.  Semplici ma ben tenuti. Sono gli unici nel raggio di chilometri, per cui se avete necessità utilizzateli. 

 

DIVING – IMMERSIONI CON LE BOMBOLE. Camminando sul ponte che porta verso l’Eremo di San Domenico, ed affacciandovi per osservare lo specchio d’acqua,
potreste notare la presenza di bolle d’aria che risalgono in superficie.
Evidenziano la presenza di persone che stanno facendo immersione con le
bombole. E’ un’attività occasionale e non sono presenti strutture organizzate per questa attività.
LA TEMPERATURA. E’ molto piacevole in estate , in quanto si trova in una zona interna, mentre in inverno fa molto freddo e nevica.
L’UMIDITÀ. La presenza del lago potrebbe fa pensare che qui vi possa essere un tasso di umidità elevato. Non è così.
LA VENTILAZIONE. È determinata dalle condizioni atmosferiche, ma  la zona è protetta dalle montagne per cui in genere il vento non è un problema.
LA STRADA PANORAMICA.  La strada che porta al l’Eremo è  veramente bella, in
quanto corre all’interno di una gola dove è presente il Lago di San
Domenico. 

VILLAGO PAESE. Di seguito l’immagine vista dalla strada che conduce all’Eremo di San Domenico, del borgo antigo di Villago. Da visitare.

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ITALIA – REGIONE ABRUZZO: PARCO NAZIONALE D’ABRUZZO, LAZIO E MOLISE: IL MONTE TRANQUILLO E IL SANTUARIO DELLA MADONNA NERA

  

QUOTA INIZIALE: 1.160 mt s.l.

QUOTA FINALE:  1.600 mt. s.l.m

DISLIVELLO TOTALE: 440 mt

LUNGHEZZA PERCORSO: 17 km circa

TEMPO NECESSARIO A/R: circa 6 ore. 

DIFFICOLTÀ: Facile

DOVE SI TROVA. Il sentiero inizia in prossimità del paese di Pescasseroli, nel cuore del Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise. Di seguito la mappa interattiva di GOOGLE MAPS che vi consentirà di raggiungere la vostra meta utilizzando il vostro dispositivo come un navigatore GPS ovunque vi troviate. Per calcolare il percorso cliccate sulla freccia blu sulla mappa. Il riferimento è quello per raggiungere il MANEGGIO DI VALLECUPA, da cui unizia il la strada che poi porta al sentiero. 

COORDINATE GPS – IL MANEGGIO DI VALLECUPA: Se volete raggiungere il maneggio di Vallecupa con il vostro navigatore, potete anche inserire le seguenti coordinate GPS. Non necessitano di connessione alla rete internet, ma solo alla rete satellitare GPS.

41°47’50.14″N  –   13°47’2.89″E

COORDINATE GPS – IL SANTUARIO DELLA MADONNA NERA SUL MONTE TRANQUILLO: Se volete raggiungere il maneggio di Vallecupa con il vostro navigatore, potete anche inserire le seguenti coordinate GPS. Non necessitano di connessione alla rete internet, ma solo alla rete satellitare GPS.

41°45’52.55″N –  13°45’36.41″E

IL SENTIERO DA SEGUIRE. Di seguito la traccia del sentiero, segnata sul GOOGLE EARTH, ricavata dall’interfaccia tra un noto programma che calcola il percorso effettuato tramite GPS e RETE INTERNET



IL PARCHEGGIO. Il sentiero che porta al Monte Tranquillo inizia nelle vicinanze del maneggio di Vallecupa che si trova a ridosso di Pescasseroli.  Se alloggiate in paese potete raggiungerlo direttamente a piedi, altrimenti potete parcheggiare in prossimità del maneggio stesso. Potete anche prendere la strada sterrata che dal maneggio porta all’inizio delsentiero, dove l’accesso ai veicoli è consentito solo a quelli autorizzati. Così risparmierete circa 800 metri. Non superate il cartello di divieto di transito, se non siete autorizzati.

PREVISIONI DEL TEMPO. Di seguito troverete un box meteo con le previsioni del tempo riferite alla zona di Pescasseroli su base settimanale, aggiornate in tempo reale. Questo vi consentirà di organizzare al meglio la vostro escursione con il  tempo migliore.

BOX METEO PESCASSEROLI

IL PERCORSO ANDATA E RITORNO.  Il sentiero è del tipo ad “andata e ritorno” che comporta di dover fare lo stesso percorso dell’andata quando tornate indietro. Non ci sono alternative che vi consentano di seguire un tragitto ad anello. Inoltre è consigliato ripercorrere la stessa strada, considerata la sua lunghezza.
IL MANEGGIO DI VALLE CUPA
BAR – RISTORANTE: NESSUNO. Per mangiare qualcosa, ricordate di portare qualcosa con voi, perché durante il tragitto, molto lungo, non troverete nessun bar e nessun rifugio dove poter acquistare generi prima necessità, bevande l’altro.Il percorso e, come solo anticipato, inizia infattidalla cittadina di Pescasseroli, per cui non avrete alcuna difficoltà adacquistare qualcosa di utile. Inoltre nel maneggio che si trova all’inizio del percorso, è presente sia un bar che è un ristorante, ben fornito dove potete fare i vostri acquisti. Fate bene attenzione a questa raccomandazione, perché per quanto è dato sapere, non sono presenti neanche fonti d’acqua naturali potabili durante la vostra strada. Le ore di cammino sono molte sia all’andata che al ritorno.
CARTELLO VALLECUPA
I CARTELLI. All’inizio del percorso, in prossimità dell’abbeveratoio, troverete una serie di cartelli esplicativi del percorso. Il consiglio è quello di leggere quello dedicato ad ERMINIO SIPARI, colui il quale ha dato vita con il suo impegno alla nascita del PARCO NAZIONALE in cui vi trovate. Andando avanti incontrerete anche le indicazioni per raggiungere altre località, i cui sentieri iniziano da quello principale che porta la monte Tranquillo.
CARTELLO M. T.
Un cartello importante è quello che si trova nel bosco, sempre sul sentiero, dove sono indicate due direzioni. Una, a sinistra, vi conduce a Pescasseroli (da dove siete partiti), senza però arrivare a Santuario della Madonna Nera, l’altro, a destra, invece vi condurrà alla vostra meta.
CARTELLO BIVIO
L’ABBEVERATOIO. All’inizio del sentiero vero e proprio, ovvero una volta che avete superato la parte transitabile con i veicoli, incontrerete un grande abbeveratoio per gli animali. E tutt’ora in funzione e l’acqua è gelata. Non è però dato sapere se l’acqua sia potabile o meno.
IL SENTIERO SCOPERTO. La passeggiata verso il monte tranquillo, è caratterizzata, come spesso avviene in queste zone, da una parte il tratto del sentiero scoperta, ed un’altra nel bosco. In questo caso, si può tranquillamente dire che solo il 10% di tutta la camminata viene effettuata allo scoperto, mentre il restante 90% è tutta quanta nel bosco, per poi giungere la parte aperta dove si trova il santuario. Il sentiero scoperto parte praticamente da Pescasseroli, ed in particolare dal grande maneggio. Bisogna percorre a piedi circa 1 km, per poi giungere alla base del monte dove inizia la parte coperta dal bosco. E’ un percorso estremamente semplice, e quindi non presenza difficoltà tecniche di alcun tipo. Il problema e che questa parte del sentiero è consentito anche al transito delle autovetture, per cui potreste trovarvi improvvisamente coperti dalla polvere sollevata dalle ruote delle auto che vanno verso il parcheggio, dove bisogna necessariamente lasciare i propri
veicoli e proseguire a piedi.

 
INIZIO SENTIERO. Nella parte iniziale il sentiero ha due percorsi differenti. Il primo è quello che si percorre utilizzando la scala che si vede nelle immagini che seguono. La troverete sulla vostra sinistra e non potrete non vederla. La seconda invece e quello della strada sterrara. Entrambe vi poteranno comunque verso l’unico percorso che arriva al Santuario della Madonna Nera del Monte Tranquillo.  

IL RIFUGIO DEL CORPO FORESTALE DELLO STATO. Subito dopo la scala di cui sopra, trovere un’ampia radura con una costruzione del Corpo Forestale dello Stato. Lasciatelo sulla vostra sinitra e proseguite verso il sentiero. Vi porterà in breve verso la stada sterrata principale verso il Monte Tranquillo. 
 
 
 

IL CELLULARE – LA CONNESSIONE INTERNET.  Per quanto riguarda la connessione telefonica con il cellulare, non che quella ad internet, durante il cammino, non sono state osservate i particolari i problemi di ricezione. Ricordate comunque che siete sempre in montagna e non potete certo fare affidamento su un collegamento stabile.

LE CARATTERISTICHE DEL FONDO DEL SENTIERO.  Il fondo del sentiero sul quale camminerete è composto di terra battuta e sassi, molto compatto e ben assestato, senza asperità di rilievo. Non  presenta difficoltà alcuna o passaggi pericolosi.  E molto ampio, adatto anche al passaggio di veicoli di grandi dimensioni, come auto e piccoli camion, il transito deve essere però autorizzato.

I BAMBINI. Il percorso è certamente adatto ai bambini, dato che non presenta pericoli particolari. Bisogna però considerare la distanza da percorrere, che potrebbe essere eccessivo per i più piccoli. Per quelli che non camminano, potete usare in passeggini tecnici (usati per portare i piccoli durante il footing) ma non quelli classici. Altrimenti portateli con il trasporto in spalla. 

S3

DISABILI – ANZIANI.  La passeggiata è certamente adatta sia per gli anziani che per le persone disabili, dati che non presenta difficoltà particolari, considerate le caratteristiche del sentiero. Il problema però la distanza di circa 17 km tra andata e ritorno che di certo non è alla portata di tutti. Per cui bisogna valutare bene le proprie condizioni fisiche, prima di affrontare l’escursione.
IL SENTIERO NEL BOSCO. Come anticipato, circa il 90% del sentiero che conduce al Monte tranquillo si trova nel bosco. Questa caratteristica è utile, soprattutto nelle giornate molto calde e soleggiate, grazie alla offerta dalle fronde degli alberi. Inoltre il bosco è composto prevalentemente da faggi e da piante a foglia decidua, che nella bella stagione, offre uno spettacolo magnifico, grazie ai giochi di luci creati dalle foglie verdi illuminate dal sole. Inoltre il sentiero del bosco è molto ampio, ed ha le caratteristiche vere proprio di una strada che consente il transito dei veicoli autorizzati fino a raggiungere il santuario della Madonna Nera.
LA TEMPERATURA. La temperatura è chiaramente condizionata dal periodo dell’anno in cui decidete di effettuare questa escursione. Nella stagione più calda, tra luglio ed agosto, conviene partire presto, con il fresco. Verso l’una del pomeriggio infatti, può fare anche molto caldo, anche se il bosco offre comunque una bella protezione dai raggi solari.
SENTIERO 1
L’ABBIGLIAMENTO. Il sentiero è semplice, per cui non è necessario indossare un abbigliamento “tecnico”. Ricordatevi però di vestirvi a “cipolla”. Vi permetterà di variare il vestiario in base alle condizioni climatiche del momento. È necessario precisare che, essendo quasi tutto il percorso al coperto, in mezzo in un bellissimo bosco, anche nelle giornate più calde, i più sensibili potrebbero sentire freddo o essereinfastiditi dall’umidità. Ovviamente più ci si avvicina alla stagione invernale, più le temperature possono scendere. Per tale motivo in questo caso portare con voi qualcosa di caldo da poter indossare in caso di necessità. La mattina infatti, il pomeriggio, sono i momenti più freddi della giornata e, soprattutto se la giornata stessa non molto soleggiata. In particolare ricordatevi se la temperatura tende a scendere rapidamente con l’approssimarsi del tramonto.
 
 
GLI OCCHIALI DA SOLE. Considerato che il sentiero è quasi tutto al coperto, non c’è un particolare bisogno di proteggere gli occhi dai raggi del sole. Possono essere necessari solo nella parte iniziale del sentiero, quella scoperta, e nella parte finale, dove si trova il Santuario della Madonna Nera, dove non ci sono alberi.
IL CAPPELLO. Non è necessario l’utilizzo di un cappello per proteggersi dalla luce del sole, poiché come sopra anticipato, il percorso è quasi tutto all’interno de bosco,  a meno che non decidiate di effettuare la passeggiata nel periodo invernale e comunque quanto il bosco è spoglio. In questo caso vi proteggerà sia della luce che dal freddo. 
L’ABBIGLIAMENTO IMPERMEABILE.  In montagna le condizioni atmosferiche possono mutare improvvisamente. Il sole può cedere il passo rapidamente alla pioggia o alla grandine (e alla neve), anche in pochi minuti, con il “crollo” verticale delle temperature. Per cui portate con voi sempre un capo di abbigliamento impermeabile che possa proteggere dall’acqua. In questo percorso non ci sono posti dove potersi riparare, se non una volta arrivati al santuario della Madonna nera, e solo sotto gli archi dell’ingresso, in quanto è generalmente chiusa.
LE SCARPE.  Le caratteristiche del fondo del sentiero non richiedono l’uso di scarpe tecniche. Anche un buon paio da ginnastica possono andare bene. Evitate però scarpe aperte o scomode, visto i 17 km da percorrere.

  

L’ILLUMINAZIONE. Come sopra ricordato, il sentiero da percorrere è quasi tutto al coperto, per cui anche nel caso di belle giornate di sole, la luce viene filtra dalle foglie degli alberi. Ovviamente questo avviene nella bella stagione. Durante l’inverno invece il bosco si spoglia, per cui la copertura viene meno, ed i raggi del sole arrivano ovunque.

LA CREMA SOLARE. Nelle belle giornate di sole, in montagna, è sempre consigliato  proteggere la pelle con uno buona crema solare. Nel caso di specie però non è necessaria, proprio perché il percorso è quasi tutto al coperto, nel bosco.

 

ESCURSIONE A CAVALLO. E’ possibile percorrere l’intero sentiero a cavallo, arrivando fino al santuario.  Se lo possedete potete utilizzare il vostro, oppure rivolgersi al maneggio che si trova alle porte di Pescasseroli, e all’inizio del sentiero che porta al monte Tranquillo.   

LA BICICLETTA. Il sentiero può essere facilmente percorso in bicicletta, anche per quelle Mountain bike “meno tecniche” e professionali, grazie al fondo compatto e privo di ostacoli e pericoli. Meglio se si tratta di una con la pedalata assistita, visto che la salita è 8 km, con un dislivello di 450 mt circa. In discesa è tutto riposo. Considerata comunque la distanza, e l’assenza di rifugi durante il percorso, ed il fatto che si può camminare o pedalare per ore senza incontrare nessuno, il consiglio e quello di andare almeno in due. Così in caso di necessità per una ragione qualsiasi, non vi troverete soli. Purtroppo questa semplice regola di buon senso non sempre viene rispettata.
GLI ANIMALI. Durante il cammino potreste incontrare mucche e cavalli liberi al pascolo, senza recinto, anche sul sentiero. Sono animali mansueti ed abituati al contatto con l’uomo, ma evitate di avvicinarvi e di toccarli, soprattutto se con loro ci sono i piccoli. Possono diventare estremamente pericolosi.  
L’UMIDITA’. Come avviene per la temperatura, anche l’umidità è condizionata dalla stagione e dalla situazione metereologica nella quale effettuata la vostra escursione. In questo caso, essendo il tragitto quasi tutto al coperto, nel bosco, tale tasso di umidità potrebbe risultare elevato, soprattutto nel caso in cui durante la notte precedente sia piovuto. Il bosco infatti non si asciuga cosi rapidamente come avviene negli spazi aperti. Potreste quindi avvertire una certa “pesantezza” dell’aria durante la respirazione.
RADURE. Durante il percorso nel bosco, incontrerete alcune grandi radure. Si tratta di ampi spazi privi di alberi, con ampi prati. In una di queste e presente un
grande crocifisso.

I CROCIFISSI. Durante il tragitto noterete la presenza di alcuni crocifissi sul bordo del sentiero. Si tratta di una particolarità di questo percorso, dovuta proprio alla frequentazione di questi luoghi per raggiungere il Santuario della Madonna Nera. 

GLI ALBERI. I boschi che attraverserete sono composti principalmente composti di faggi molti vecchi. La presenza costante dell’ombra durante la stagione estiva, non consente però lo sviluppo di piante fiorite, se non nelle radure presenti sulla strada che seguirete. il consiglio comunque è quello di soffermarsi ad osservare alcuni magnifici esemplari gli alberi molto vecchi, ma in buona salute. alcuni di questi li troverete sui bordi del sentiero da percorrere, altri più nel folto del bosco.
LE ESCURSIONI ORGANIZZATE. Esiste anche la possibilità di partecipare anche organizzate da agenzie specializzate. Delle guide professionali vi accompagneranno alla scoperta di questo sentiero, e di altri nel parco. Dovete cercare in rete. A Pescasseroli è presente un centro specializzati. Per potere essere indirizzati facilmente, basta chiedere non uno dei tanti bar home negozi presenti nella zona centrale. Vi sapranno facilmente indirizzare. 
 
L’EDICOLA VOTIVA. Durante il traghitto, incotrerete anche un’edicola votiva, che si troverà alla vostra sinistra all’andata. E’ dedicata alla Madonna.
 
IL SANTUARIO DELLA MADONNA NERA. È considerato il “traguardo” di questa bella escursione tra i monti del Parco Nazionale d’Abruzzo. Ha una storia antica, in quanto le prime notizie sulla sua presenza, risalgono al XII secolo. Durante la secondaguerra mondiale fu gravemente danneggiato dai bombardamenti, e fu restaurata sul finire degli anni 50, grazie ai sacrifici personali ed economici della popolazione di Pescasseroli. L’immagine della Madonna Nera presente all’interno del Santuario è una copia del 1979, in quanto nello stesso anno, è stata trafugata, e non è mai stata ritrovata. Il Santuario è aperto solo durante i festeggiamenti in onore della Madonna. Per cui una volta arrivati, potrete osservarlo solo da fuori, e dentro, solo attraverso delle grate presenti sulla facciata dell’ingresso principale.
LA PROCESSIONE AL SANTUARIO. L’ultima domenica di luglio di ogni anno, viene organizzata una processione in onore della Madonna Nera. Si parte la mattina presto (alle 7.30) da Pescasseroli per giungere dopo molte ore di cammino, al Santuario. La statua della Madonna  portata a spalla. Durante il cammino i fedeli recitano preghiere ed il Rosario. Il ritorno e nel pomeriggio tardi. È ovviamente aperta a tutti coloro che vogliono partecipare.
IL PANORAMA – LA VISTA DAL SANTUARIO. Il santuario si trova in uno spazio aperto molto ampio. La posizione contente di poter godere di un bel panorama su alcuni boschi e montagne del Parco Nazionale d’Abruzzo.

LA NEVE. Nel Parco Nazionale d’Abruzzo la neve è un presenza costante, durante la stagione invernale. Questo sentiero, grazie alle sue caratteristiche, può essere percorso anche con la presenza della neve, con la giusta attrezzatura. E’ consigliato però affidarsi a guide esperte per evitare brutte soprese. Loro conoscono bene il territorio. La neve rendete certamente bello il paesaggio, ma nasconde anche eventuali insidie.

I CANI.IL percorso è adatto per gli amici a quattro zampe, ma non per quelli non
abituati a camminare poco, visti i 17 km da percorrere. Ricordate di portare con voi anche l’acqua per il vostro cane. Durante il percorso non sono visibili fontane o corsi d’acqua dove far bene il vostro animale. L’abbeveratoio che vedete nelle immagini, si trova all’inizio del sentiero, per cui i restanti altri 8 chilometri a piedi, prima di giungere al santuario, il rischio è quello che il vostro cane possa restare con la bocca asciutta.
ANIMALI PERICOLOSI. Nel Parco Nazionale d’Abruzzo sono presenti lupi, orsi e linci.  Non interagiscono con l’uomo e vederli non è molto facile.  È meglio però evitare di allontanarsi dal sentiero battuto. Eviterete brutti incontri. Ricordiamoci che questo è il loro ambiente e noi siamo gli ospiti.

I CERVI. Durante la camminata fate bene attenzione anche ai suoni che sentite. Se siete fortunati, e non fate rumore, potreste incontrate anche dei cervi o altri animali di questo tipo. L’immagine che segue, putroppo non molto nitida, si riferisce ad una femmina di cervo, con il suo piccolo, non ben visibile. 

LASCIATE DETTO DOVE ANDATE. Una buona regola da seguire , soprattutto quando si cammina in montagna, e quando si preferisce farlo da solo, e quello di lasciare detto dove si intende andare,  e a che ora presumibilmente si ritiene di tornare. Potete lasciarlo detto ad un amico, oppure direttamente alla reception degli alberghi o alle direzioni degli agriturismi. Potrebbe tornare utile in caso di necessità.
 

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ITALIA – PAGINA GENERALE – CLICCARE QUI

ITALIA – SANTUARI – P.G. – CLICCARE QUI

REGIONE ABRUZZO – P.G. – CLICCARE QUI

 

ATTRAZIONE NATURALISTICA, ESCURSIONE IN MONTAGNA, ITALIA, REGIONE ABRUZZO, REGIONE DEL CENTRO ITALIA, Senza categoria, TREKKING, TREKKING ITALIA

ITALIA – ABRUZZO: PARCO NAZIONALE D’ABRUZZO: LA GROTTA DELLE FATE

CARTELLI 3

QUOTA PARTENZA. 900 metri circa
QUOTA ARRIVO. 1250 metri circa
DISLIVELLO. 350 metri circa
DIFFICOLTA’. Media.
SEGNAVIA. F2

TEMPO ESCURSIONE. Bisogna camminare, tra andata e ritorno circa 4,40 ore. La salita richiede un tempo maggiore, e meno per discesa.

DISTANZA TOTALE. La distanza totale da percorrere è di circa 13.00 km andata e ritorno (la sola andata è di circa 6,5 km). La precisazione sulla sola andata è dovuta al fatto che non si tratta di un percorso ad anello, ma perchè il sentiero di andata è lo stesso del ritorno). La distanza è stata calcolata di persona, con un noto progamma che calcola tempo è distanza percorsi tramite GPS.

DOVE SI TROVA. La grotta delle Fate si trova nellaVALFONDILLO, nel Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise, non molto distante dalla cittadina di PESCASSEROLI, nota stazione sciistica durante la stagione invernale. Di seguito la mappa interattiva per utilizzare il vostro dispositivo come navigatore GPS per raggiungere il punto in cui parte il sentiero ovunque voi siate. Basta cliccare sulla freccia blu a sinistra sulla mappa.

METEO.Di seguito il box interattivo per organizzare la vostra escursione con il tempo migliore. Consultatelo. In montagna scegliere al giornata migliore è molto importante. Evitate escursioni con il tempo incerto o brutto.

I CARTELLI. Le caratteristiche del sentiero (e dei sentieri che partono dallo stesso punto in cui inizia quello che porta alla grotta dellafate), sono ben rappresentate da una serie di cartelli e cartine affisse in apposite bacheche. Inoltre anche durante il cammino troverete altre indicazioni – cartelli in legno con il numero del sentiero – che vi consentiranno di non smarrire il sentiero. E’ molto importate fare attenzione a queste indicazioni, perché prendere il bivio sbagliato, vuole dire cambiare completamente direzioneed andare da un’altra parte. Per cui non vi distraete.

CARTELLI 1

CARTELLI 4

IL PANORAMA. Camminando nella parte iniziale del sentiero, ovvero in quella aperta non coperta del bosco, potrete godere di un bel panorama, offerto dalle bellecime delle montagne del Parco Nazionale.

PANORAMA 1

PANORAMA 2

CARATTERISTICHE DEL PERCORSO. Il sentiero non presenta particolari difficoltà, sia per il tipo di fondo che per la pendenza, che aumenta sensibilmente nell’ultima parte (circa nel 20 % del tragitto).

CARTELLO INIZIO SENTIERO F2

IL FONDO DEL SENTIERO. Il fondo del sentiero è caratterizzato dalla presenza di terra e piccoli sassi nella parte iniziale (circa il 30%), per diventare poi di sassi nella parte restante. Questo sentiero. Non ha uno sbocco in uno spazio aperto, ma si conclude all’interno del bosco stesso, diversamente da altri percorsi che terminano cima di una montagna o di uno spazio aperto. Ma qui potrete vedere la Grotta delle Fate da cui sgorga un’acqua trasparente e fresca.

IL CORSO D’ACQUA. La passeggiata è caratterizzata dalla presenza di un bel corso d’acqua che all’andata si troverà alla vostra sinistra, ed al ritorno a destra. E’ originato dalla Grotte delle Fate.

ANDATA E RITORNO. Il percorso da fare e del tipo andata e ritorno, ovvero dovete necessariamente percorrere la strada di andata per poter tornare al punto di partenza punto posso sembrare una progettazione inutile, ma nel Parco Nazionale d’Abruzzo sono numerosi i cosiddetti percorsi ad anello, ovvero quelli in cui la partenza anzi, il tragitto da fare all’andata non è lo stesso che deve essere percorso al ritorno. Ovviamente il percorso di ritorno è più semplice, perché è tutto in discesa, ma complice la fatica, è circa i 13 km da percorrere a piedi, potrebbe non risultare agevole quanto sembra. Comunque grazie al fondo del percorso semplice, non dovrete fare particolare fatica per frenare durante il vostro cammino.

TRATTO SCOPERTO. Il sentiero è caratterizzato da una parte scoperta senza alberi (40 % circa), dove, nella belle giornate, e durante la stagione estiva, il sole è molto forte.

RIFUGIO 1

RIFUGIO 2

 

 

 

 

TRATTO NEL BOSCO. IL 60% circa del tragitto è al coperto, nel bosco il sole non passa, ma illumina le foglie degli alberi che brillano di un bel verde chiaro.

 

 

 

 

L’ABBEVERATOIO. Lo troverete dopo circa40 minuti di cammino. Salendo è alla vostra destra. Non potrete non notarlo, sia per le dimensioni, si per il rumore prodotto dall’acqua che lo attraversa.

 

 

L’ORARIO MIGLIORE. La mattina e certamente il periodo migliore da scegliere per effettuare la passeggiata (se la fate durante la stagione estiva), poiché verso mezzogiorno inizia a fare molto caldo, anche in genere la temperatura non è altissima. Il bosco offre poi un bel riparo, è di alza anche un venticello fresco.

CAVALLI 1

LA VENTILAZIONE. Il tragitto èabbastanza ventilato, con un aumento dalle 12 alle 17 del pomeriggio. È un aiuto importate se effettuate la passeggiata in questo orario.

UMIDITA’. E’ certamente legata alle condizioni meteo della giornata in cui decidete di fare l’escursione, e tende ad aumentare quando vi addentrate nel bosco.

IL PARCHEGGIO DEI VEICOLI. lasciare i veicoli non è un problema. Troverete un ampio parcheggio per auto moto, camper e moto. Lo spazio e abbondante, ma non è gratuito e bisogna pagare un biglietto. L’importo è unico, e va dal mattino al tramonto. Il prezzo non è alto.

 

 

DOVE MANGIARE. Se non avete portato nulla con voi per il pranzo o per la merenda, potete acquistare generi alimentari presso i due bar presenti in prossimità del parcheggio. Qui viene effettuato anche un servizio ristorante. Ricordatevi che durante il percorso non incontrerete nessun punto di ristoro, per cui se dovete acquistare qualcosa fatelo alla partenza o al ritorno.

 

 

SERVIZI IGIENICI. Presso i bar presenti nel parcheggio, troverete anche i servizi igienici. Usateli perché durante il vostro cammino non troverete altro boschi.

BAMBINI. Il percorso è adatto anche ai più piccoli, ma la strada da percorrere a piedi è tanta.Evitate di portare con voi passeggini, poche il fondo è adatto alle ruote piccole. Se invece avete quello “tecnici” con ruote grandi potete usarli, ma non per raggiungere la grotta. troppo ripida e scoscesa e piene di radici degli alberi.

IL CELLULARE E LA RETE INTERNET. Una volta preso il sentiero, dopo alcune centinaia di metri, il vostro cellulare diventerà inutilizzabile. In alcuni rari casi avrete al connessione, ma no ci fate affidamento. Può sembrare una indicazione superflua, ma ci sono sentieri dove il cellulare prende benissimo anche in posti dove sembra impossibile (provato direttamente da chi vi scrive).

 

 

ANZIANI. Il Percorso può essere effettuato anche dalle persone anziane, ma con le dovute cautele, dato che la distanza non e breve e parte del percorso può risultare impegnativa. Devono essere persone abituate a camminare e fare questo tipo di escursioni, altrimenti potrebbe risultare dannoso per la salute.

DIVERSAMENTE ABILI. Per le persone con disabilità il percorso è accessibile, non presentando particolari difficoltà, se non nell’ultima decina di metri, dove si trova la Grotta delle Fate.

L’ABBIGLIAMENTO – CAPPELLO. Come anticipato, il percorso è in parte allo scoperto ed in parte nel bosco. Il tratto scoperto non è breve, e soprattutto nelle ore più calde della giornata e sole si fa sentire. Per cui ricordate di portare con voi sempre un cappello, in maniera tale che possiate proteggere la testa e gli occhi dal sole se non usate gli occhiali.

LE SCARPE. Il percorso non richiedere calzature “tecniche” dato che il fondo non è particolarmente sconnesso, per cui vanno bene anche delle buone scarpe da ginnastica, o scarpette da trekking leggere.

 

 

IMPERMEABILE. Portate sempre con voi un capo d’abbigliamento impermeabile. Ricordate sempre che in montagna il tempo può cambiare rapidamente, anche in brevissimo tempo, e la temperatura scendere repentinamente anche di molti gradi.

I BASTONI. La camminata non è breve, per cui sarebbe buona norma per aiutarsi, portare con voi i bastoni, del tipo telescopico, e potervi aiutare soprattutto nella parte finale dell’esplorazione, che è diciamo la più impervia. Nulla di particolare, ma effettivamente sono di grande aiuto, anche se non strettamente necessari.

PROTEZIONE SOLARE. Nelle ore più calde della giornata, il sole si fa sentire e non poco. Per cui portate con voi la crema solare e Protegge dai raggi del sole. Come sopra Però precisato, il tragitto è solo in parte allo scoperto, e la maggior parte di esso è invece al coperto nel bosco. Per cui se non soffrite il sole, o se siete già abbronzati, la crema solare potrebbe non essere necessaria. Potete optare anche per una protezione leggera, dato che il percorso come sopra già detto è solo in parte allo scoperto.

IL CREPUSCOLO ED IL BUIO. Evitate di tornare con il buio o di partire nel pomeriggio tardi. In montagna, quando il sole tramonta dietro qualche cima, le condizioni di luce possono cambiare repentinamente, e in un attimo potreste non vedere più nulla. Inoltre di sera gli animali tendono ad uscire, ed incontrare orsi e lupi (e ci sono!) potrebbe essere molto pericoloso.

LA GROTTA DELLE FATE

CARTELLI 2

La metà dell’esclusione è la GROTTA DELLE FATE, un cavità in una parete di roccia da cui sgorga un’acqua molto trasparente e molto fredda. Per trovarla bisogna lasciare il percorso principale e scendere per qualche decina di metri lungo una parete. La discesa e ripida, con la presenza di molte radici di alberi, che vi faranno da “scalini” durante la discesa e la risalita. Trovare questa discesa è semplice, dato che è ben segnalato da un cartello con una freccia.

GROTTA DELLE FATE

IL TRATTO FINALE. Si tratta degli ultime poche decine di metri, necessari per raggiungere la Grotta delle Fate. Bisogna camminare sulle radici degli alberi, ed il terreno è molto scosceso. Per cui attenzione a non scivolare, sia quando scendete che quando risalite.

CORSO D'ACQUA CON ALBERI

CORSO D'ACQUA

 

 

IL CORSO D’ACQUA. Durante la salita vedrete alla vostra salita un bel corso d’acqua. Corre accanto al sentiero per la prima parte, e poi si allontana, ma non vi abbandonerà, poiché potrete intravederlo attraverso gli alberi e sentire scorrere l’acqua. Nella parte iniziale potrete anche entrare nell’acqua per bagnarvi i piedi, o tentare di fare un bagno, ma questo dipende dalla quantità dell’acqua presente.

CORSO D'ACQUA

CAMMINARE IN GRUPPO. Una caratteristica delle escursioni in queste zone è quella di poter cambiare per ore senza incontrare nessuno. Da una parte questo può essere un vantaggio perché ci si può rilassare, Dall’altra pero In caso di necessita, potrebbe essere un problema. se decidete di camminare da soli o in coppia,lasciate detto a qualcuno quale sarà la vostra escursione è l’ora presumibile del ritorno.

 

 

LA FAUNA LOCALE. Nella zone boscose potrete incontrate anche dei piccoli roditori simili a topolini, con il pelo rosso – marrone. Si chiamano moscardini, e pur essendo molto timidi, in alcuni casi si lasciano osservare anche molto da vicino.

ANIMALI PERICOLOSI. Il Parco Nazionale d’Abruzzo è famoso per la presenza di due grandi predatori, quali l’orso e il lupo, oltre che la lince. In genere evitano il contatto con l’uomo, ma durante le escursioni più lunghe e lontano dai centri abitati potreste incontrarli. Può essere un’ottima occasione per poterli vedere nel loro ambiente naturale, ma restate sempre lontani, per non correre rischi.

IL BOSCO. La camminata è in parte allo scoperto ed in parte nel bosco, che vi proteggerà dal sole e dal caldo, se la effettuerete nella bella stagione. Si tratta principalmente di faggi e conifere.

CARTELLO ESPLICATIVO 1

CARTELLO ESPLICATIVO 2

GLI ANIMALI. Potrete incontrare mucche e cavalli, lasciati liberi al pascolo. Sono animali mansueti, ma comunque non vi avvicinate troppo, sopratutto se hanno i piccoli con loro.

LE PIANTE. Durante il tragitto, incontrerete fiori e piante tipiche di queste zone e altezze. Il consiglio è di soffermarsi a dare loro un sguardo. Se amate il verde, vi piaceranno. Molto belli sono alcuni alberi secolari che potete osservare sul ciglio del sentiero.

PIANTE 4

PIANTE 5

 

 

MOUNTAI BIKE. Il fondo di questo sentiero consente si essere percorso anche in mountain bike. Tecnicamente è semplice, e non prevede passaggi difficili o ostacoli particolari.

I CARTELLI ESPLICATIVI DEGLI ANIMALI PRESENTI. Se siete curiosi di conoscere la fauna e la flora che vive in questi boschi, troverete utili una serie di cartelli illustrativi degli animali e delle piante che vivono in queste zone. Sono ubicati all’inizio del sentiero, nella zona dell’area di parcheggio e del bar – ristorante.

 

 

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GROTTA DELLE FATE – VIDEO YOUTUBE

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Ai prossimi appaunti di viaggio.