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ITALIA – REGIONE UMBRIA: ROCCAPORENA – IL LUOGO NATALE DI SANTA RITA DA CASCIA

 

 

La frazione di Roccaporena dista circa 6 km dal comune di Cascia, in Umbria (provincia di Perugia).  Ha una storia antica, in quanto esisteva già nel medioevo. Fino al 1950 circa era una località molto isolata, ma a partire da quell’anno è stata inaugurata l’unica strada che attualmente conduce al Borgo, che di fatto a “rotto” questo secolare isolamento.

E’ una località ben conosciuta da molti secoli, poiché ha dato i natali a Santa Rita, nel cui nome, nell’anno 1939 è stata istituita l’Opera di Santa Rita, che ha contribuito a diffondere ulteriormente il rito della Santa, occupandosi al contempo ad opera di bene. Oltre ad essere un luogo di culto, è conosciuta anche per le escursioni che si possono fare nei suoi dintorni.

 

PREPARAZIONE FISICA. La visita è adatta a tutti, sia grandi che piccoli. Rocca Porena si trova a circa 700 metri s.l.m , ma il paesino e quasi del tutto pianeggiante, diversamente da altri borghi antichi, spesso aggrappati sulle rocce. Il solo problema è rappresentato dalla  salita verso lo SCOGLIO dove si recava Santa Rita per pregare. L’unico tragitto percorribile è quello del sentiero che si trova su un fianco della montagna. È tutto lastricato, con numerosi gradini. No ci sono però ascensori o altro per salire e non esiste alcuna strada per i veicoli. Per cui se non siete abituati a camminare, o se non siete in buone condizioni di salute, limitatevi a guardare lo scoglio dal basso, ma non vi arrampicate. Se non ne potete fare a meno, allora fate molte tappe e riposatevi all’ombra. 

DOVE SI TROVA. Di seguito la mappa interattiva di GOOGLE MAPS che vi consentirà di raggiungere la vostra meta utilizzando il vostro dispositivo come un navigatore GPS ovunque vi troviate. Per calcolare il percorso cliccate sulla freccia blu sulla mappa. Ricordate che nell’angolo sinistro in basso è presente la versione “Earth” della mappa.

LE PREVISIONI DEL TEMPO.  Di seguito troverete un box meteo con le previsioni del tempo riferite alla zona di CASCIA su base settimanale, aggiornate in tempo reale. Vi consentirà di organizzare la vostra escursione con il tempo migliore

LE PERSONE ANZIANE. la “scoperta” di Rocca Porena e certamente adatta alle persone anziane. Gli spostamenti all’interno dell’abitato e dei luoghi di Santa Rita sono facilmente raggiungibili. L’unico problema è la visita allo SCOGLIO. Come sopra indicato, la salita è molto ripida, ci sono molto gradini e nessun modo di raggiungere la vetta, se non a piedi. Per chi non ha particolari problemi, il consiglio e quello di prendersi tutto il tempo necessario, facendo molte soste per riprendere fiato. Evitate di fare “tutta una tirata”. Potrebbe essere pericoloso. 
 
LE PERSONE DIVERSAMENTE ABILI. Per queste persone vale quanto detto per le persone anziane, ma con ulteriori avvisi. Per coloro che non possono camminare, e che devono utilizzare la carrozzina, è possibile vedere quasi tutta Rocca Porena. Il Santuario, l’orto del miracolo posso essere raggiunti. Per la casa Natale di Rita e quella maritale stesso discorso. IL Lazzaretto si può osservare solo dall’esterno. Per lo SCOGLIO l’uso della carrozzina non è possibile. La salita è molto ripida, ci sono  tante scale, e non sono presenti vie alternative. Non si può arrivare con la macchina
 
DOVE MANGIARE. Per mangiare non ci sono problemi. Potete scegliere il ristorante o il bar dove acquistare panini o altro. Si possono anche trovare dei camioncini che offrono un servizio di ristorazione. Se optate per il ristorante, informatevi per tempo e prenotate. Nei fine settimana potreste non trovare posto. 
 
IL PARCHEGGIO. Per lasciare i vostri veicoli non ci sono particolari problemi. La piazza principale di Rocca Porena e grande ed è possibile parcheggiare nella parte più esterna. Troverete spazio anche nelle vie secondarie. Nei fine settimana potreste trovare qualche difficoltà nel trovare posto. 
 
L’ABBIGLIAMENTO.  Potete indossate quello che preferite per la visita. Ricordate però che in inverno in queste zone può fare molto freddo e nevicare , e in estate molto caldo. Alcuni dei posti che visiterete sono “sacri”, per cui adeguate il vestiario al rispetto che meritano. 
 
LE SCARPE.  Per visitare Roccaporena non avete bisogno di calzature particolari. Il consiglio però è quello di usarne di comode, come scarpe da ginnastica o trekking leggero. Il motivo sta soprattutto nella salita verso “lo scoglio” di Santa Rita, dove scarpe alte o eleganti potrebbe essere scomode. In estate quelle aperte possono andare bene. Per le donne e sconsigliato l’uso dei tacchi. 
 
LA CASA NATALE DI RITA.  E’ composta da più ambienti che si trovano su piani differenti. La manutenzione degli ambienti e evidente. Di particolare interesse sono la stanza da letto di Rita, ed io manto della Santa. In uno degli ambienti vi sono immagini e didascalie, è raccontata la storia di Roccaporena e la vita di Rita. Dedicate un po’ di tempo a leggere il contenuto e a guardare le immagini. Vi aiuteranno a capire meglio questo luogo e chi era la Santa. 
 
IL MANTO DI SANTA RITA.
UN POSTO ADATTO PER I BAMBINI.  La gita alla scoperta di Roccaporena è adatta ai più piccoli, soprattutto nella parte che riguarda i luoghi di interesse principale. I percorsi sono semplici e le distanze brevi farà un un punto e l’altro. Ci riferiamo ovviamente ai bambini che possono camminare da soli e che non fanno i capricci. Il discorso cambia completamente quando si tratta di salire sullo scoglio di Santa Rita. Come anticipato, la salita e molto ripida e con molti gradini. Non ci sono ascensori o mezzi di trasporto che vi possano giungere. Per cui potreste trovarvi nella necessità di prenderli in braccio. Per quelli più grandi sarà una vera avventura, e si divertiranno mentre salgono e poi scendono. 
IL PASSEGGINO. IL passeggino può essere utilizzato per visitare Rocca Porena e i luoghi della Santa. Nella casa natale però sarete comunque costretti a non utilizzarlo, in quando gli ambienti di snodano su più piani e con gradini tra una stanza e l’altra. Su può tranquillamente impiegarlo per visitare l’ORTO DEL MIRACOLO, dato che il sentiero e facilmente percorribile. Il discorso cambia completamente per la salita verso lo SCOGLIO. I tanti gradini e la forte pendenza sconsigliano di utilizzarlo. Per cui portate i bimbi in braccio. Ovviamente sarete voi ad effettuare la valutazione più opportuna, ma il fatto che non se ne vedono in giro, è un chiaro messaggio. 
LE FOTOGRAFIE DI ROCCA PORENA. All’interno della casa sono presenti degli spazi dove troverete una serie di pannelli sui cui sono presenti numerose fotografie che raccontano la storia si Rocca Porena e dei sui cittadini. Sono accompagnate da alcune didascalie che cattureranno la vostra attenzione. Passate qualche minute a leggerle e conoscerete meglio questi luoghi. 
 

 

Il “cartello” che vedete qui sopra si trova all’interno della casa natale di Santa Rita. Può sembrare incredibile, ma a causa dei comportamenti incivili di alcuni visitatori,  è stato necessario ammonire i turisti dall’evitare questo comportamento scellerato. Purtroppo è un brutto costume, che non risparmia nemmeno i luoghi sacri. 
 
 
L’ORTO DEL MIRACOLO. L’entrata è gratuita.  Raggiungerlo è molto semplice. Si trova all’interno del paese. Ci sono dei cartelli che vi ci porteranno facilmente. Bisogna percorrere un piccolo sentiero con l’entrata e l’uscita in due punti differenti, non molto distanti tra loro. In realtà non esiste un ingresso obbligatorio. Il consiglio però e quello di iniziare da quello che è considerato l’ingresso principale. Infatti il sentiero vede la presenza anche della via Crucis, che ha un ordine bel preciso. Se entrate dall’uscita, ovviamente le singole stazioni saranno nell’ordine inverso. 
Per seguire il verso giusto del sentiero dovrete lasciarvi la piazza principale del paese alle spalle e tenere il lato sinistro della strada, come se volesse andare via dal borgo. Ad un  certo punto vedrete il cartello che vi indica come arrivare al sentiero. Il cammino tende a salire, per arrivare al punto più alto, ovvero l’orto del miracolo. Poi scende per riportarvi verso la strada principale. 
Il sentiero che vi porta all’orto e composto da scale in pietra e tratti in terra battuta. Non è molto ripido, ma non è accessibile alle persone che abbiano difficoltà di deambulazione importanti o che usino la carrozzella. Non ci sono strade alternative per arrivare all’orto. 
E’ caratterizzato dalla presenza di una statua in bronzo che rappresenta Santa Rita malata che riceve una visita da una cugina. 
L’orto è ubicato a ridosso di una parete rocciosa. Da qui potrete inoltre vedere distintamente LO SCOGLIO

 

LA ROSA ED I FICHI. Rita era malata ed ormai alla fine dei suoi giorni. Una cugina era venuta nel monastero a Cascia per trovarla. La Santa (anche se all’epoca non lo era ancora) espresse il desiderio di poter mangiare dei fichi e di avere una rosa. Pur essendo pieno inverno, la parente si recò a Roccaporena per assecondarla, credendo c’è il desiderio fosse il frutto dei vaneggiamenti d una persona molto malata. Ma il suo desiderio si accerti. La cugina trovo infatti nell’orto del padre sia i fichi che la rosa, e lo porto a Rita. Questo avvenimento fu confermato molti secoli fa, durante il processo di beatificazione avvenuto nel 1626, da persone del luogo.
La statua che vedete nelle immagini è opera dello scultore romano Rodolfo Maleci,  realizzata nel 1949 in bronzo. Rappresenta il momento in cui Rita chiede alla cugina la Rosa ed i fichi. 
 

 

LA VIA CRUCIS. Durante la salita verso l’orto del miracolo potrete vedere le singole stazioni delle Via Crucis. Una parte si trovano sul percorso prima di arrivare nella zona dove si trova la stanza. Un’altra parte invece durante il cammino che porta verso l’uscita.
LA CASA MARITALE. Una volta entrati in questo edificio, non vi troverete in una casa vera e propria, ma in una cappella. Fu trasformata in un edificio di culto nel lontano 1629 per volere del del Cardinale Fausto Poli, che oltre a ciò, si prodigò per perorare la causa di beatificazione della Santa presso il Papa di allora URBANO VIII. L’ambiente non e molto grande. Ci sono alcune panche destinate alla preghiera per i fedeli un altare, ed un quadro che rappresenta la Santa nel momento in cui riceve la spina. La casa è uno tra i pochi edifici rimasti intatti dopo il terremoto che devastò Roccaporena nel 1599. Qui Santa Rita e vissuta dall’anno in cui si sposò, fino a quando non entrò in convento. Alle spalle della casa è presente un giardino ben curato, che si può vedere dalla strada. 
IL LAZZARETO.  La struttura risale al medioevo, e dei tre ambienti originali, ne sono rimasti solamente due. Era un luogo destinato ad ospitare i forestieri che si trovano in questa zona. Prende questo nome, in quanto venne utilizzato come luogo di ricovero per le persone che si ammalavano di peste (anticamente le epidemia erano frequenti), e Santa Rita vi si recava per prestare assistenza alle persone da assistere. 
 
LA GROTTA D’ORO. Si tratta di una spazio naturale di grandi dimensioni be visibile da quasi ogni punto di Roccaporena. Al suo interno è presente una grande croce. Può essere visitata utilizzando un apposito sentiero, ma alcuni luoghi, tra cui questo sono stati chiusi al pubblico, a causa del terremoto che ha colpito queste zone. Verificate  quindi di persona se possono essere visitate. 
 
 
LO SCOGLIO.  È uno dei luoghi simbolo di Roccaporena. La Santa si recava sulla sua sommità molto di frequente per pregare, sentendosi più vicino a Dio. Bisogna salire di circa 120 metri per raggiungere la suo sommità, ed arrivare agli 820 metri di altezza. Un tempo vi era un normale sentiero di montagna, sostituito poi da un percorso a gradini e lastricato molto agevole e sicuro

 

LA VIA CRUCIS. Troverete durante l’ascesa le varie stazioni della passione di Cristo. Le singole stazioni sono posizionate  nelle varie curve del cammino. Qui potete fermarvi a riflettere e riposarvi per riprendere fiato. 
GLI EX VOTO.  Una particolarità di questa salita sono gli ex voto posizionati sui muretti che delimitano la salita. Si tratta di lastre di pietra che fungono da “corrimano”. Iniziano dall’ingresso per arrivare alla sommità. Sono un chiaro segno della devozione dei fedeli che a migliaia ogni anno percorrono questa salita. 
 
LA STATUA DELLA SANTA. Una volta arrivati sulla sommità dello scoglio, vi troverete su uno spiazzo di medie dimensioni, dove si anche la statua di Santa Rita. È in bronzo, ed è circondata da una cancellata, che impedisce di toccarla. 

 

LA CHIESA SULLO SCOGLIO. Quella che vedete adesso è del è stata è una struttura che risale al 1979, costruita a seguito di un violento terremoto di quell’anno. La costruzione originale invece risale al 1919.
 

 

LA FONTE D’ACQUA. Una volta arrivati sulla sommità dello scoglio, troverete una fonte d’acqua. Si trova sul piazzale in cui sono presenti sia lo scoglio che la chiesa. La particolarità è che questa fonte di trova sul punto più alto di questa “grande roccia” e non in basso come in genere avviene in montagna. Per quanto è dato sapere questa acqua non si può bere. 
IL SANTUARIO DI SANTA RITA. 
 
E’ una delle strutture più recenti dell’antico borgo di Roccaporena. E stato aperto al culto dei fedeli nel 1948. La pianta e a tre navate. Nella parte esterna, davanti all’ingresso principale si trova una statua in bronzo che rappresenta la Santa in abiti da popolana
 
LA CHIESA DI SAN MONTANOE’ molto antica. Risale infatti medioevo ed è dedicata San Montano, un monaco proveniente dalla regione della Licia. Morì a Roccaporena. È il Santo protettore del borgo. La chiesa originariamente era ad un sola navata. Nel 300 fu poi aggiunta una ulteriore navata.
Per Santa Rita fu molto importante. Ricevette infatti qui la sua formazione religiosa e si sposò con Paolo di Ferdinando. 
 
IL PERCORSO DA SEGUIRE. La passeggiata alla scoperta di Roccaporena è rilassante e semplice. Conviene però lasciare la salita verso lo SCOGLIO per ultima, essendo faticosa. Così alla fine potrete riposarvi, visitando qualche negozio di souvenir o prendendo qualcosa al bar. Per gli altri luoghi non è previsto un ordine preciso per poterli vedere. 
 
I SOUVENIR. Prima di lasciare Roccaporena, potete visitare alcuni dei negozi di souvenir presenti nell’abitato. Sono ben forniti di oggetti sacri, dedicati soprattutto a Santa Rita. Potrete anche comprare una pianta di Rose vera (non di plastica), che ci ricorderà il miracolo. 
 
COSA VEDERE INTORNO.  Dopo aver visitato Roccaporena, una tappa “obbligata” è il Santuario dedicato a Santa Rita, a Cascia. Qui potrete vedere il corpo della Santa, esposto al Pubblico. Si trova a circa a 6 km da Roccaporena. Ricordatevi però che durante il settimana, Cascia è molto frequenta, per cui consiglio e quello di visitarlo dal lunedì al venerdì. 
 
 
IL CENTRO SPORTIVO. Una volta giunti sullo sommità dello scoglio di Santa Rita, potrete vedere dall’alto, oltre il bel panorama, anche un grande campo di calcio con annesso centro sportivo, presso il quale vengono effettuati i ritiri di importanti squadre di calcio. 
 
Ai prossimi appunti di viaggio. 
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ITALIA – REGIONE CAMPANIA: IL VULCANO DEL VESUVIO

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IL VESUVIO VISTO DAL LUNGOMARE DELLA CITTA’ DI NAPOLI

CARATTERISTICHE. Il vulcano ha un altezza di circa 1280 metri. Si tratta di un altezza variabile nel corso degli anni, proprio a causa dei mutamenti dovuti alle eruzioni che si susseguono nel tempo. Ha un diametro alla base di circa 20 km, ed ha una caldera, ovvero la zona del cono caratterizzata da una forma cosiddetta a recinto. Il Vesuvio si trova nella zona sud orientale della città di napoli. Il vulcano è considerato attualmente un vulcano attivo, anche se con caratteristiche molto diverse da quello siciliano dell’Etna. Nella sua lunga storia però non è sempre stato un vulcano attivo. Nel passato, prima della grande eruzione che distrusse la città di Pompei, le fonti storiche ed iconografiche, lo rappresentavano come una vera e propria montagna coperta di vegetazione È coltivato a vigneto. Se vi recate presso il museo archeologico della città di Napoli, potrete vedere questa raffigurazione in un famoso mosaico della città di Pompei prima della sua distruzione. Nella sua storia passata, per giungere fino a quella più recente, Il Vesuvio ha eruttato numerose volte a partire proprio dalla famosa eruzione che sconvolse la città di Pompei. Le più recenti, sono quelle del 1906, è quella del 1944. La prima distrusse completamente Ottaviano, con elevato numero di morti, mentre invece quella nel 1944, causo la morte ricerca una trentina di persone. La salita verso il cono del Vesuvio è una attività praticata da molto tempo, e viene descritta dai tanti viaggiatori che nei secoli si sono avvicendati per esplorane la sommità. Ciò che comunque colpisce, e che il Vesuvio, apparentemente immobile ha in realtà cambiato nel corso del tempo la sua conformazione, soprattutto nella parte sommitale, proprio a causa delle frequenti eruzioni. Viene considerato un tipo di Vulcano esplosivo, rispetto al Etna che invece di tipo effusivo. La differenza sostanziale sta nel fatto che le eruzioni nel primo si verificano ad un intervallo di tempo non sempre regolari, con conseguenze però spesso catastrofiche, ed associati anche a forti terremoti.

LA BOCCA INTERNA DEL VULCANO

Il secondo tipo invece prevede una attività vulcanica costante e continua, anche molto importanti per dimensioni, ma senza fenomeni particolarmente violenti essenza conseguenze devastanti Per quanto riguarda i terremoti conseguenti alle eruzioni stessa. ll vulcano è inserito dal 1995 all’interno di un’area a parco, che prende proprio il nome di Parco Nazionale del Vesuvio, creata proprio a tutela del vulcano stesso e del suo territorio, ed in ragione dell’ interesse dal punto di vista storico geologico e biologico di questa area, certamente unica nel suo genere.

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LA STRADA ASFALTATA CHE PORTA VERSO IL VESUVIO

GOOGLE MAPS. Di seguito troverete la mappa interattiva di GOOGLE MAPS che vi consentirà di raggiungere la vostra meta utilizzando il vostro dispositivo come un navigatore GPS ovunque vi troviate. Per attivare il navigatore cliccare sulla freccia blu presente sulla mappa.

IL METEO. Di seguito troverete un box meteo con le previsioni del tempo riferito alla zona  su base settimanale. Questo vi consentirà di organizzare al meglio la vostro escursione con le condizioni metereologiche migliori. 

IL PARGHEGGIO. Non è possibile raggiungere il monte del Vesuvio con i veicoli a motore. Infatti, durante la vostra ascesa lungo una delle strade che porte verso il cono del vulcano verrete immancabilmente fermati un veicolo delle forze dell’ordine.

L’INCROCIO DOVE SI FERMANO LE AUTO E INIZIA IL PARCHEGGIO

Sarete quindi obbligati a lasciare la vostra autovettura direttamente in una strada laterale nelle aree delimitate una linea blu come avviene normalmente nei parcheggi a pagamento delle città. Non troverete una vera e propria area di parcheggio tipo spiazzo, ma dovete mettere i vostri veicoli in fila indiana.

UNA DELLE STRADE DI ACCESSO AL VESUVIO DEDICATA AL PARCHEGGIO

Questa precisazione potrebbe sembrare inutile, ma in realtà bisogna prendere in considerazione che la fila indiana comporta un allontanamento dal punto in cui si comincia a salire a piedi per raggiungere il cono del vulcano. Per tale ragione, se volete evitare di fare anche molta strada a piedi lasciate il vostro veicolo, il consiglio è sempre quello di giungere presso il vulcano nelle prime ore del mattino, o eventualmente anche nel pomeriggio tardi, quando gli altri visitatori cominciano ad andare via. Può capitare infatti che se si arriva molto tardi, potreste lasciare la vostra vettura anche ben oltre un km di distanza rispetto al punto in cui si inizia a salire a piedi. Per quanto riguarda invece i motocicli, o comunque i veicoli a motore a due ruote, chiedendo alle forze dell’ordine che sbarrano il passo, potrete salire verso il vulcano percorrendo alcuni km sulla sulla strada asfaltata, fino a giungere al punto in cui non si potrà più assolutamente salire con nessun veicolo, e dove inizia il vero e proprio parco del vulcano.

IL PARCHEGGIO ALTO. Per i veicoli autorizzati a raggingere la parte alta del Vesuvio, è presente un’area di parcheggio in un’area sterrata, prima dell’ingresso al percorso a piedi. Si tratta però di accessi consentiti a pochi fortunati o a veicoli di soccorso o delle Forze dell’Ordine e a coloro che lavorano nel Parco.

IL SERVIZIO NAVETTA. Come già spiegato, una volta lasciata la vostra autovettura o il vostro veicolo a motore al parcheggio, dovrete necessariamente raggiungere la parte iniziale del Parco del vesuvio, o a piedi, o usufruendo anche di un servizio navetta messo a disposizione da alcuni privati. In pratica, per percorre gli ultimi chilometri di asfalto interdetti al pubblico a bordo di questi mezzi ovviamente si tratta di un servizio a pagamento, ma l’importo richiesto è basso per il vantaggio è quello di non dover fare un bel pezzo di strada a piedi. Servizio navetta è continuo, adesso trovato in maniera tale da potervi accompagnare sia all’andata che al ritorno. Siete chiaramente liberi scegliere utilizzare il servizio navetta sia per l’andata che per il ritorno o anche soltanto per una delle due tratte.

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LA TARGA CHE INDICA L’INIZIO DEL PERCORSO CHE PORTA ALLA BOCCA DEL VESUVIO

LE BICICLETTE. Durante la vostra salita in macchina verso il vulcano, noterete la presenza di numerosi ciclisti. La strada è bella ed il panorama magnifico. Si puo arrivare fino alla seconda area di parcheggio con la bicicletta, ma non salieri per i sentieri che portano fino alla parte sommitale del cono. Qui si devono usare i piedi.

LA BIGLIETTERIA.

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Accesso al vulcano non è gratuito, è necessario pagare un biglietto. Bisogna precisare è l’importo che viene richiesto, certamente non è ecomico per una famiglia di quattro persone, che potrebbe spendere anche una bella cifra per godere di questa visita. Sono soldi ben spesi, perché avrete la possibilità si può visitare un luogo unico, e salire uno dei vulcani più famosi del mondo.

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La biglietteria si trova non dove è presente la zona parcheggio, ma nella parte intermedia parcheggio stesso l’inizio del Parco del Vesuvio . Come si può vedere dalle immagini mentre camminate a piedi o salite con una delle navette di cui sopra, notere sulla sinistra una struttura rettangolare legno e metallo, a cui interno troverete gli appositi sportelli per poter effettuare il pagamento del biglietto. Ricordate che potete pagare sia in contanti e con il bancomat.

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Per quanto riguarda i sistemi di pagamento elettronici, potrebbero però esserci dei problemi, in quanto non sempre la linea telefonica funzione come dovrebbe e potreste quindi essere costretti ad aspettare anche molto tempo prima che questa connessione venga ripristinata. Ricordate quindi sempre di portare con voi del denaro contante, in maniera tale da evitare perdite di tempo, e chiaramente si traducono in una minor permanenza sul vulcano, di dover effettuare tale escursione con la tranquillità che merita. Una volta acquistato il biglietto, conservatelo con cura, perché dovrà essere esibito all’ingresso del parco del Vesuvio.

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ABBIGLIAMENTO. Per quanto riguarda l’abbigliamento, bisogna seguire stesse regole quando si sale in montagna. Il Vesuvio arriva ad un’altezza massima di circa 1.280 metri Per questa ragione, quindi portare con voi qualcosa che vi consenta di vestirvi con la tecnica a cipolla in maniera tale da poter aggiungere o togliere capi d’abbigliamento, in base alle variazioni del clima. Nella stagione invernale, nella parte sommitale del Vesuvio a fare veramente freddo, così come durante quella estiva, il caldo può essere veramente intenso.

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LE CALZATURE. Per quanto riguarda le scarpe da indossare, anche in questo caso la regola da seguire è quella della escursione in montagna. Non si tratta di una arrampicata in alta montagna, ma è bene indossare comunque un buon paio di scarpe da ginnastica o delle scarpe da trekking, senza ovviamente esagerare con calzature particolarmente tecniche. Il consiglio è quello di evitare scarpe aperte sandali ciabatte e tutto ciò, che non vi protegga i piedi adeguatamente. La ragione di ciò sta soprattutto per quanto riguarda l’ultima parte del percorso, circa un chilometro e 700 metri, con un fondo di cenere vulcanica e piccole pietre. Questi riescono ad entrare con facilità nelle scarpe aperte, ed il rischio è quello di trovarvi alla fine della camminata con i piedi scorticati. Inoltre eviterete così anche pericolose scivolate con scarpe che non hanno la giusta aderenza.

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UNA IMMAGINE DALL’ALTO DEL VESUVIO PRESENTE NELLA BIGLIETTERIA

PROTEZIONE DAL SOLE – LA CREMA SOLARE. L’escursione al Vesuvio viene effettuata in un ambiente totalmente privo di alberi. Non che questi non ci siano, ma l’accesso la bosco è interdetto ai visitatori. Per questo motivo vi troverete a camminare in un ambiente costantemente illuminato dal sole, sempre che ovviamente il cielo non sia coperto. Per questo motivo, sia d’inverno che d’estate è molto importante che vi proteggiate dal sole, applicando sulle parti scoperte del corpo una crema solare con filtro. Il motivo è molto semplice. Come anticipato, l’escursione non è breve, e pertanto potreste trascorrere molte ore sotto un forte sole. Anche nel caso in cui il tempo fosse nuvoloso coperto, Ricordatevi sempre che comunque il sole fa abbronzare.

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OCCHIALI DA SOLE . E’ molto importante portare con voi gli occhiali da sole, sia d’inverno che d’estate. La ragione è dovuta alla forte insolazione, anche nelle giornate coperte. La vosta escursione è tutta allo scoperto, e non ci sono posti dove proteggervi. Bisogna poi fare i conti anche con il vento che tende ad asciugare rapidamente gli occhi, per cui non dimenticateli. E questo ovviamente vale anche per i piu piccoli.

COPRICAPO. Per proteggervi dal sole ed anche dal vento, potete portare con voi anche un copricapo. Nel periodo invernale, vi proteggerà anche dal vento.

I BAMBINI. Come si può facilmente immaginare, il vulcano esercita sui bambini, anche su quelli più piccoli, un fascino irresistibile proprio per la sua particolarità. Bisogna però ricordarsi, che la camminata, soprattutto nella parte non asfaltata, ovvero quella che va dall’ingresso del parco del vesuvio, fino alla sua sommità, è piuttosto impegnativa per chi ha “le gambe corte”. Per questo motivo ricordatevi che potreste essere obbligati a dover prendere in braccio i bambini. Il consiglio e quindi quello di effettuare ogni tanto delle soste per farli riposare, anche con la scusa di fargli raccogliere qualche pezzetto di lava, o di fargli ammirare il bellissimo panorama. Lasciateli liberi di muoversi, ma vigilate sempre con la massima attenzione.

IL CONO DEL VULCANO. Il naturale “epilogo” delle ascesa sul Vesuvio è quella di potersi affacciare sul ciglio della sua enorme bocca. Ovviamente del basso non ci può rendere conto di quale dimensioni possa avere, ma una volta raggiunti i 1.200 metri circa, vedrete uno spettacolo unico. Ciò che colpisce è l’altezza delle pareti verticali del cono, e la sua profondità. Cercate i punti migliori dove affacciarvi. Non sarà difficile trovarli. E’ recintato solo nella parte visitabile per i “normali” escursionisti. Non vi arrampicate sulle palizzate di legno, e se comunque volete farlo per fare qualche bello “scatto”, fate comunque molta attezione. Non oltrepassate mai la recizione. Il rischio è quello di fare un bel salto nel vuoto.

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LE FUMAROLE. Una volta arrivati sulla sommità del vulcano, noterete la presenza delle c.d. “fumarole”. Si tratta di gas di risalita che provengono dalle profondita della terra. La loro presenza evidenzia con chiarezza l’attività vulcanica costante del Vesuvio, e per tale motivo sono un indice importate per capire che cosa accade al suo interno. Gli studiosi le considerano campanelli d’allarme per comprendere le modificazioni dell’attività del vulcano nel corso del tempo. L’analisi della composizione dei fumi, può far capire se il Vesuvio abbia o meno iniziato un ciclo che lo porterà ad una eruzione. Per gli escurzionisti invece sono molto belle.

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LE COLATE DI LAVA. Un caratteritica tipica di ogni vulcano è presenze delle colate di lava, e sul vesuvio sono ben visibili, anche se in maniera più “discreta”, rispetto a grandi vulcani come l’Etna. Durante il vostro cammino non solo le incontrerete, ma senza saperlo di ci camminerete sopra. Di seguito alcune immagini delle colate.

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IL PANORAMA. Escursione sul Vesuvio è veramente suggestiva per due ordini di motivi. Il primo è che vi trovate comunque sulle pendici e sulla bocca di un vulcano, il secondo perché godrete di un panorama veramente unico nel suo genere. Guardando verso il mare, e lasciandovi quindi il cono del vulcano alle spalle, potete vedere alla vostra destra la città di Napoli, al centro sotto di voi altre località limitrofe, tra cui la famosa Pompei e i suoi scavi nonché la città moderna, è sulla sinistra la stupenda quanto unica Costiera amalfitana. Di fronte a voi Inoltre potete osservare, anche nelle giornate con una visuale più ridotta la sagoma dell’isola di Capri. In pochi posti al mondo avrete la possibilità di vedere tante meraviglie tutte insieme.

LA CITTA’ DI NAPOLI VISTA DAL SENTIERO CHE COSTEGGIA IL VESUVIO

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I SENTIERI. La parte più alta del Vesuvio si raggiunge percorrendo una serie di sentieri sterrati, composti prevalentemente da cenere vulcanica. Hanno un andamento univoco, nel senso che il percorso da seguire è uno soltanto per raggiungere la sommità, dove si trova la bocca del vulcano. In realtà quindi non bisognerebbe parlare di sentieri, ma bensì di un unico percorso da effettuare sia all’andata che al ritorno. Ricordatevi che questo sentiero termina in prossimità di un rifugio all’altezza di circa 1200 metri, dove non è più possibile andare avanti, a meno che non abbiate un’autorizzazione speciale. Infatti lì, come vedrete nella foto, è presente un cartello che proibisce l’accesso al sentiero successivo, salvo per coloro che hanno particolari tipi di autorizzazione. Per questo motivo, a meno che siate tra i pochi fortunati che possono accedere a questa sentiero, ulteriore, non potete altro che tornare indietro sui vostri passi per ripercorrere lo stesso identico percorso, che avete fatto all’andata. Ricordatevi che il fondo è composto di cenere vulcanica, non di certo pericolosa, ma scivolosa in alcuni punti, per questo motivo, quando scendete, soprattutto nei punti più ripidi, fate attenzione a dove mettete i piedi. In questo modo eviterete qualche spiacevole ed imprevista caduta. Una raccomandazione è quella di fare attenzione ai bambini. Il percorso è tutto recintato con palizzate di legno, ma i più piccoli potrebbero passarci attraverso.

UNA DELLE SCALINATE PRESENTI SUL SENTIERO SULLA BOCCA DEL VULCANO

IL LIMITE DEL SENTIERO DA POTER PERCORRE SENZA AUTORIZZAZIONI SPECIALI

ESCURSIONISTI CHE OSSERVANO LA BOCCA DEL VULCANO DAL SENTIERO ALTO

DOVE MANGIARE. Per poter pranzare, ed eventualmente cenare, potete seguire le seguenti indicazioni. Trattandosi di una escursione il sistema più semplice ed economico per mangiare è quello di portare con voi dei panini ed eventualmente delle bibite, insomma qualcosa portato da casa. Se invece volete viaggiare leggeri, potete acquistare il cibo direttamente nei vari punti di ristoro presenti durante il percorso Ovviamente non parliamo in questo caso di ristoranti o trattorie, ma di bar dove troverete qualcosa di leggero ed in genere già confezionato. Qui potete acquistare bevande di ogni genere a prezzi ragionevoli. Il consiglio è quello di fermarvi a mangiare qualcosa all’ultimo rifugio che si trova nella parte più alta del Vesuvio dove termina il percorso a piedi. Sono presenti tavoli e panchine, dove potete mangiare qualcosa acquistato direttamente presso il locale bar. Il consiglio di fermarvi qui, soprattutto in ragione della visuale fantastica e del meraviglioso panorama che si vede da questo punto di osservazione privilegiato.

I RIFUGI. Durante l’ascesa sul Vesuvio incontrete alcuni piccoli “rifugi”, dove poter sostare e riposarvi e fare piccoli acquisti, nonchè mangiare. Non si tratta di strutture come quelle che si trovano in montangna, ma sono comunque molto comodi in caso di necessità.

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Uno dei più suggestivi, grazie alla sua magnifica posizione, e quello più in alto, e che si trova al termine del sentiero accessibile ai normali escursionisti. Qui il panorama è unico.

IL RIFUGIO PIU’ IN ALTO ALLA FINE DEL SENTIERO SULLA BOCCA DEL VULCANO

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I SERVIZI IGIENICI. Una raccomandazione importante è quella di usufruire dei bagno prima di afforntare la salita. Oltre a viaggiare “più leggeri”, durante la salite e la discesa non ne trovere altri. E sul cono del Vesuvio non ci sono boschi o altro dove poter andare. I Serivizi igienici sono presenti nel piazzale antistante l’ingresso al Parco, dove dovrete esibire i biglietti precedentemento acquistati. E’ necessario spirito di adattamento. Si tratta di bagni chimici caldi d’este e freddi d’inverno.

LA NEVE. Come sopra ricordato il Vesuvio sfiore i 1.300 metri di altezza s.l.m., per cui in inverno fa freddo e può anche nevicare. Nel caso in cui decideste di salire con queste condizioni meteo, verificate sempre prima che il parco sia aperto, per evitere un viaggio a vuoto. Infatti per motivi di sicurezza, in caso di condizioni meteo avverse, l’accesso al pubblico può essere interedetto.

LA VEGETAZIONE. Il Vesuvio è coperto di vegetazione nella parte più bassa. Noterete subito la presenza di molte piante già percorrendo la strada che dalla parte più bassa riporta fino a parcheggio.

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La vegetazione, tende poi a diradarsi mano a mano che si sale verso la parte più alta, dove si trova il cono per diventare quasi del tutto assente quando si arriva sulla somma dello stesso vulcano. È presente anche una bella pineta, parzialmente distrutta da alcuni devastanti incendi, che con preoccupante sistematicità si ripetono sulla cima del Vesuvio. In queste aree verdi non è possibile entrare, e ciò viene chiaramente indicato anche da alcuni cartelli di colore giallo che non potete non notare.

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IL VIDEO DELL’ESCURSIONE. Di seguito è presente un video che raccoglie tutte le foto presenti sugli appunti di viaggio ed altre non inserite. Vi consentirà di rissumemere l’escursione senza tante parole. Ai prossimi appaunti di viaggio.

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Ai prossimi appunti di viaggio.