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ITALIA – REGIONE PUGLIA – SALENTO – PORTO CESAREO: L’ISOLA DEI CONIGLI – A.D.V.

DOVE SI TROVA. Isola si trova proprio difronte alla nota località balneare di  Porto Cesareo, a circa un centinaio di metri dalla costa. Di seguito la mappa interattiva di GOOGLE MAPS che vi consentirà di raggiungere questa meta utilizzando il vostro dispositivo come un navigatore GPS ovunque vi troviate. Per calcolare il percorso cliccate sulla freccia blu sulla mappa. Ricordate che nell’angolo sinistro in basso è presente la versione
“Earth”
della mappa.

 

IL PERIODO MIGLIORE. L’isola può essere essere visita durante tutto l’anno. Per godersi il mare il periodo migliore è quello che va da luglio a fine settembre.
LE PREVISIONI DEL TEMPO.  Di seguito troverete un box meteo con le previsioni del tempo riferite alla zona di Porto Cesareo su base settimanale, con fasce orarie,  aggiornate in tempo reale.  Potrete verificare con esattezza la situazione metereologica prevista nell’arco dell’intera giornata. Questo vi consentirà di organizzare la vostra giornata al mare con il tempo migliore.
SPIAGGE – CARATTERISTCHE. Sull’isola ci sono alcune spiagge. La più grande ha una forma a ferro di cavallo e guarda verso il mare aperto. È composto. Prevalentemente di sabbia. Ne è presente un’altra abbastanza grande, sabbiosa, riparata dal vento, che guarda verso la costa. 

 

COME RAGGIUNGERE L’ISOLA. Si trova molto vicino alla costa, praticamente a ridosso di San Cesareo (come si vede dall’immagine satellitare). Ci sono delle piccole imbarcazioni che effettuano un servizio di traghetto delle persone dalla costa. È a pagamento. Le corse sono molte ed in orari prefissati. In base alla stagione viene effettuata l‘ultima corsa verso la sera. Se la mancate, dovrete tornare a a nuoto o a piedi. L’isola infatti può essere raggiunta anche camminando. Bisogna però bagnarsi ben oltre la cintola. Altro problema è il fondale composto da alghe prevalentemente morte, in cui i piedi sprofondano. Il consiglio è è quello di usare le imbarcazioni, evitando di entrate nell’acqua. Comunque se siete “avventurosi” allora potete tentare la traversata a piedi. Evitatela però se non siete alti. L’acqua non è bassa. Inoltre sarete obbligati a portare la borsa per il mare ed altro sulla testa, per evitare di bagnare tutto. Una soluzione può essere un piccolo canotto in cui riporre tutto e trascinarlo verso l’isola. 
L’AFFOLLAMENTO. L’isola è molto conosciuta, ed essendo di fronte a Porto Cesareo, molto frequentata, soprattutto nei mesi centrali ed nei fine settimana della stagione estiva. 

 

IL VENTO. L’isola è battuta spesso dal vento. Può essere un vantaggio. Infatti il sole in Puglia può essere veramente molto forte durante la bella stagione estiva, soprattutto nelle ore centrali del giorno. Una buona ventilazione consente quindi di potersi godere anche quelle giornate in cui la temperatura esterna dell’aria può raggiungere e superare tranquillamente i 35 gradi. Fate però molta attenzione al fatto che, il vento, riduce la percezione di calore sulla pelle, e quindi potrebbe capitare che possiate prendere un’insolazione, o scottarvi, senza nemmeno rendermene conto.
L’OMBRELLONE. È assolutamente necessario portarlo con voi. In Puglia il sole non perdona, soprattutto durante i mesi estivi. Inoltre la zona è ventilata, per cui potreste non avvertire subito l’impatto dei raggi solari sull’epidermide. L’ombrellone può essere piantato nella sabbia, e lo spazio disponibile e abbastanza grande. Nel caso in cui vogliate però prendere il sole nella zona scogliosa, piantarlo sarà impossibile. E per non si trovano sassi o rocce per fare i cumuli per sostenerlo. Per cui potreste portare con voi una base di plastica da riempire con l’acqua di mare per sostenerlo. 
GLI OCCHIALI DA SOLE. Non dimenticate mai gli occhiali da sole. In queste zone, nel periodo estivo, e durante le belle giornate, la forza dei raggi solare può essere implacabile. I vostri occhi potrebbero essere sottoposti ad un forte stress, dovuto anche alla vento, che in pochi minuti li può asciugare. Per evitare problemi seguite questo consiglio. 
 
IL PARCHEGGIO. Sull’isola non è possibile arrivare con alcun tipo di veicolo. Non ci sono strade ne sentieri adatti, e nessun ponte dalla terraferma. I vostri mezzi devono essere lasciati nei parcheggi presenti a San Cesareo. Ci sono vari parcheggi, sia liberi che a pagamento. Durante la stagione estiva può diventare un impresa ardua, in quanto la cittadina è presa d’assalto dai turisti. Per cui le possibilità sono due: o arrivare presto al mattino per trovare parcheggio, o armarsi di pazienza e girare per trovare uno spazio.
NESSUN STABILIMENTO BALNEARE. L’Isola è selvaggia ed è una riserva naturale, per cui non troverete alcuna infrastruttura che somigli neanche lontanamente ad uno stabilimento balneare. Per cui se siete abituati a questo tipo di servizio, e a tutte le comodità ad esso connesse, allora questo posto non fa  per voi.
 
LA ZONA SCOGLIOSA DELL’ISOLA. Parte dell’isola e completamente scogliosa. Le rocce, basse al livello del mare, entrano direttamente nell’acqua. Il consiglio è di evitare di entrare da qui per fare il bagno, in quanto il fondale può essere pieno di rocce appuntite e taglienti. Per questa ragione preferite l’ingresso nell’acqua sempre dalle spiagge di sabbia. 
 
I BAMBINI. L’isola è adatta anche per bambini. Ci sono alcune spiagge grandi e una di queste ha l’acqua molto bassa. Buona parte della stessa è però composta da scogli, e per quelli più piccoli bisogna fare attenzione. 
 
I GIOCHI PER I BAMBINI. Le  spiagge consentono ai bambini di poter giocare anche con la sabbia. Potranno dedicarsi quindi alla costruzione dei castelli di sabbia, un passatempo molto amato, dato che e presente solo il mare e la natura incontaminata, senza altre distrazioni.
LE PERSONE ANZIANE. Non ci sono particolari problemi neanche per le persone anziane. Ovviamente bisogna sempre tenere bene in considerazione le condizioni personali di salute. Ricordate che non ci sono strutture e servizi, e nessuna forma di assistenza per i bagnanti. 
LE PERSONE DIVERSAMENTE ABILI. Per le persone diversamente abili andare sull’isola può presentare qualche difficoltà (ci si riferisce a quelle con problemi di deambulazione). Il servizio di traghetto è effettuato con imbarcazioni private, che in genere non sono attrezzate per il trasporto di carrozzelle. Il trasbordo può infatti presentare problemi. Come sempre però le cose possono cambiare, per cui conviene informarsi direttamente al porto per vedere se qualcuno offerte questo tipo di servizio. 
IL LETTINO. Per le persone più esigenti, che amano le comodità, può essere utile portare anche il lettino per prendere il sole. Le spiagge presenti sono comode. e la sabbia è soffice, ma se non amate sporcarvi, allora non potete farne a meno. Ovviamente devono essere leggeri, perché bisogna camminare per arrivare all’arenile. Non su tratta però di lunghe distanze. In alternativa va bene anche una sedia pieghevole o delle piccole sdraio. Altrimenti basta solo il telo da mare. Ricordate però che parte dell’isola è scogliosa, per cui se volete evitare la folla, e cercare un posto più appartato dovete fare i conti con gli scogli, per cui il lettino o un materassino diventano indispensabili. 
GLI SPORT ACQUATICI. Se amate gli sport acquatici (tipo banana boat o altro), dovete cambiare destinazione. Qui domina la natura, per cui non li troverete. Basterà scegliere un’altra spiaggia per trovare questi tipo di divertimento.
I SENTIERI.  l’isola non è grandissima, e può essere visitata quasi tutta a piedi. Potrete utilizzare i vari sentieri che si snodano sia nella parte scoperta della sua superfice, che all’interno della pineta. 
 
LE SCARPE. In genere andare al mare significa indossare un abbigliamento leggero e poco ingombrante. Le scarpe non fanno eccezione. Bisogna però ricordarsi da quest’isola deve essere un parte attraversata a piedi, ed inoltre buona parte è coperta da scogli. Per questo motivo se intendete visitarla, e fare una passeggiata sia nella pineta, che sulla parte meno frequentata dell’isola, composta da scoglie, il consiglio è quello di indossare delle scarpette da scoglio. Vi potranno essere utili non soltanto per camminare tra i sentieri dell’isola e sulla scogliera, ma anche per fare il bagno, in quanto in fondo nella spiaggia principale dell’isola stessa è composta da sassi e rocce, diversamente dalla spiaggia che invece è sabbiosa. Eviterete così di farvi male ai piedi.
NESSUN SERVIZIO DI SALVATAGGIO. Sull’isola non è presente alcun servizio di assistenza e salvataggio. Per cui se non sapete nuotate bene, e importante che non vi allontaniate dalla costa, e comunque non fate il bagno da soli.
NON FARE RUMORI. Questa isola è molto tranquilla, ed è adatta per chi vuole trascorrere una bella giornata al mare in completo relax. Non troverete quindi nessun divertimento tipico della spiagge affollate.  Se cercate la confusione, questo posto non fa per voi.
I CANI. Per gli amici a quattro zampe non ci sono problemi. Il posto non presenta particolari pericoli, e si possono portare a passeggiare intorno all’isola. Nei mesi estivi ci possono essere molte persone, per cui ricordate di portare sempre con voi la museruola e un guinzaglio adatto per poter legare in caso di necessità il vostro animale.
 
ACQUA PER I CANI. Sull’isola non ci sono fontane o fonti d’acqua dolce, per cui ricordatevi di portare da bere anche per il vostro amico a quattro zampe. Come sopra indicato, non essendoci bar o altro, nel cui l’abbiate dimenticata, la potrete comprare presso i barchini a motore che offrono un servizio di ristorazione periodico, approdando sulla spiaggia più grande dell’isola.
LA LAGUNA SALATA. Per coloro che amano le piante, di sicuro interesse è la laguna salata dove cresce un tipo di pianta, che pur non essendo un alga, è immersa nella acqua di mare. Quando la mare è bassa, queste piante sono ben visibili. Quando sale invece vengono letteralmente sommerse dall’acqua. Camminando sulla scogliera, le potrete vedere allineare nelle buche formate dalle rocce.

 

LA PINETA. La pineta copre parte della superficie dell’isola. Può essere tranquillamente visitata da tutti, senza correre pericoli. Offre un’ottima copertura dai raggi dal sole, grazie all’intreccio delle chiome delle piante. 

SPORT SULLA SPIAGGIA. L’isola non è adatta per fare sport sulla spiaggia. Le zone sabbiose non sono molto grandi, ed in genere sono, durante la bella stagione, tutte occupate. Dovete poi fare i conti con la presenza di ampie zone di scogli piatti, dove di può camminare, ma non giocare. Dimenticate quindi le partite a pallone o a pallavolo. Si può invece fare qualche scambio con i racchettoni. Anche nell’acqua non è possibile giocare, in quanto il fondale e composto prevalentemente di sassi e rocce. Sull’isola ci si va a godersi la natura e la tranquillità. Per il divertimento, è meglio scegliere altri arenili della zone. Ci sono infatti altre spiagge molto belle dove potrete giocare senza pericolo. 

 

LA TEMPERATURA DELL’ACQUA. In genere durante la bella stagione (da luglio a fine settembre) l’acqua del mare può essere molto calda. Ciò e dovuto soprattutto dal fondale basso che circonda l’isola, e alla sua vicinanza alla costa. 
NON ACCENDERE FUOCHI. Evitate di accendere fuochi di ogni genere. Questa isola è una riserva, per cui è severamente vietato. Inoltre ci sono molti alberi, e potrebbe essere molto pericoloso. 

 

LE PIANTE.  Sull’isola sono presenti le piante tipiche della macchia mediterranea. 

 

DOVE MANGIARE.  L’isola è una riserva, per cui non sono presenti strutture per la ristorazione. Non troverete quindi bar o ristoranti o chioschi. Potrete però comprare caffè, gelati dolci ed altro da alcune piccole imbarcazioni attrezzate come un chiosco bar, dove fare acquisti. Per questo motivo, portate con voi tutto quello che vi serve per pranzare o per fare la merenda. Portate anche con voi acqua o altre bevande. Non ci sono fontane sull’isola. Per le persone più esigenti esiste un’altra possibilità. Data la breve distanza che intercorre tra l’isola e la terraferma, ed il servizio di traghetti che può essere effettuato anche su chiamata, potete tornare a terra, a Porto Cesareo, e mangiare in uno dei ristoranti sul porto, o dentro la cittadina. La qualità e molto alta. 
 

IL TRAMONTO.  L’isola si trova sulla costa tirrenica del Mar Mediterraneo, quindi ad ovest. Se vi trattenete sull’isola fino a tardi (ricordate però bene gli orari di trasporto dei traghetti), potrete vedere il sole “scomparire dentro il mare. Questo suggestivo spettacolo si può osservare anche dalla banchina di Porto Cesareo. Il sole però (come si vede nell’immagine qui sopra) copre l’ultima parte del tramonto stesso, per cui non potrete assistere, da questa posizione, a questo evento. Comunque non resterete delusi. 

NON LASCIATE RIFIUTI. Questa raccomandazione per molti potrebbe sembrare inutile. Purtroppo però il mondo è pieno di “zozzoni”, che scambiano gli arenili per delle discariche a cielo aperto. Per cui ricordate bene di potare via con voi tutto quello che avete, spazzatura compresa.
 
Ai prossimi appunti di viaggio. 

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ITALIA – REGIONE UMBRIA: ROCCAPORENA – IL LUOGO NATALE DI SANTA RITA DA CASCIA

 

 

La frazione di Roccaporena dista circa 6 km dal comune di Cascia, in Umbria (provincia di Perugia).  Ha una storia antica, in quanto esisteva già nel medioevo. Fino al 1950 circa era una località molto isolata, ma a partire da quell’anno è stata inaugurata l’unica strada che attualmente conduce al Borgo, che di fatto a “rotto” questo secolare isolamento.

E’ una località ben conosciuta da molti secoli, poiché ha dato i natali a Santa Rita, nel cui nome, nell’anno 1939 è stata istituita l’Opera di Santa Rita, che ha contribuito a diffondere ulteriormente il rito della Santa, occupandosi al contempo ad opera di bene. Oltre ad essere un luogo di culto, è conosciuta anche per le escursioni che si possono fare nei suoi dintorni.

 

PREPARAZIONE FISICA. La visita è adatta a tutti, sia grandi che piccoli. Rocca Porena si trova a circa 700 metri s.l.m , ma il paesino e quasi del tutto pianeggiante, diversamente da altri borghi antichi, spesso aggrappati sulle rocce. Il solo problema è rappresentato dalla  salita verso lo SCOGLIO dove si recava Santa Rita per pregare. L’unico tragitto percorribile è quello del sentiero che si trova su un fianco della montagna. È tutto lastricato, con numerosi gradini. No ci sono però ascensori o altro per salire e non esiste alcuna strada per i veicoli. Per cui se non siete abituati a camminare, o se non siete in buone condizioni di salute, limitatevi a guardare lo scoglio dal basso, ma non vi arrampicate. Se non ne potete fare a meno, allora fate molte tappe e riposatevi all’ombra. 

DOVE SI TROVA. Di seguito la mappa interattiva di GOOGLE MAPS che vi consentirà di raggiungere la vostra meta utilizzando il vostro dispositivo come un navigatore GPS ovunque vi troviate. Per calcolare il percorso cliccate sulla freccia blu sulla mappa. Ricordate che nell’angolo sinistro in basso è presente la versione “Earth” della mappa.

LE PREVISIONI DEL TEMPO.  Di seguito troverete un box meteo con le previsioni del tempo riferite alla zona di CASCIA su base settimanale, aggiornate in tempo reale. Vi consentirà di organizzare la vostra escursione con il tempo migliore

LE PERSONE ANZIANE. la “scoperta” di Rocca Porena e certamente adatta alle persone anziane. Gli spostamenti all’interno dell’abitato e dei luoghi di Santa Rita sono facilmente raggiungibili. L’unico problema è la visita allo SCOGLIO. Come sopra indicato, la salita è molto ripida, ci sono molto gradini e nessun modo di raggiungere la vetta, se non a piedi. Per chi non ha particolari problemi, il consiglio e quello di prendersi tutto il tempo necessario, facendo molte soste per riprendere fiato. Evitate di fare “tutta una tirata”. Potrebbe essere pericoloso. 
 
LE PERSONE DIVERSAMENTE ABILI. Per queste persone vale quanto detto per le persone anziane, ma con ulteriori avvisi. Per coloro che non possono camminare, e che devono utilizzare la carrozzina, è possibile vedere quasi tutta Rocca Porena. Il Santuario, l’orto del miracolo posso essere raggiunti. Per la casa Natale di Rita e quella maritale stesso discorso. IL Lazzaretto si può osservare solo dall’esterno. Per lo SCOGLIO l’uso della carrozzina non è possibile. La salita è molto ripida, ci sono  tante scale, e non sono presenti vie alternative. Non si può arrivare con la macchina
 
DOVE MANGIARE. Per mangiare non ci sono problemi. Potete scegliere il ristorante o il bar dove acquistare panini o altro. Si possono anche trovare dei camioncini che offrono un servizio di ristorazione. Se optate per il ristorante, informatevi per tempo e prenotate. Nei fine settimana potreste non trovare posto. 
 
IL PARCHEGGIO. Per lasciare i vostri veicoli non ci sono particolari problemi. La piazza principale di Rocca Porena e grande ed è possibile parcheggiare nella parte più esterna. Troverete spazio anche nelle vie secondarie. Nei fine settimana potreste trovare qualche difficoltà nel trovare posto. 
 
L’ABBIGLIAMENTO.  Potete indossate quello che preferite per la visita. Ricordate però che in inverno in queste zone può fare molto freddo e nevicare , e in estate molto caldo. Alcuni dei posti che visiterete sono “sacri”, per cui adeguate il vestiario al rispetto che meritano. 
 
LE SCARPE.  Per visitare Roccaporena non avete bisogno di calzature particolari. Il consiglio però è quello di usarne di comode, come scarpe da ginnastica o trekking leggero. Il motivo sta soprattutto nella salita verso “lo scoglio” di Santa Rita, dove scarpe alte o eleganti potrebbe essere scomode. In estate quelle aperte possono andare bene. Per le donne e sconsigliato l’uso dei tacchi. 
 
LA CASA NATALE DI RITA.  E’ composta da più ambienti che si trovano su piani differenti. La manutenzione degli ambienti e evidente. Di particolare interesse sono la stanza da letto di Rita, ed io manto della Santa. In uno degli ambienti vi sono immagini e didascalie, è raccontata la storia di Roccaporena e la vita di Rita. Dedicate un po’ di tempo a leggere il contenuto e a guardare le immagini. Vi aiuteranno a capire meglio questo luogo e chi era la Santa. 
 
IL MANTO DI SANTA RITA.
UN POSTO ADATTO PER I BAMBINI.  La gita alla scoperta di Roccaporena è adatta ai più piccoli, soprattutto nella parte che riguarda i luoghi di interesse principale. I percorsi sono semplici e le distanze brevi farà un un punto e l’altro. Ci riferiamo ovviamente ai bambini che possono camminare da soli e che non fanno i capricci. Il discorso cambia completamente quando si tratta di salire sullo scoglio di Santa Rita. Come anticipato, la salita e molto ripida e con molti gradini. Non ci sono ascensori o mezzi di trasporto che vi possano giungere. Per cui potreste trovarvi nella necessità di prenderli in braccio. Per quelli più grandi sarà una vera avventura, e si divertiranno mentre salgono e poi scendono. 
IL PASSEGGINO. IL passeggino può essere utilizzato per visitare Rocca Porena e i luoghi della Santa. Nella casa natale però sarete comunque costretti a non utilizzarlo, in quando gli ambienti di snodano su più piani e con gradini tra una stanza e l’altra. Su può tranquillamente impiegarlo per visitare l’ORTO DEL MIRACOLO, dato che il sentiero e facilmente percorribile. Il discorso cambia completamente per la salita verso lo SCOGLIO. I tanti gradini e la forte pendenza sconsigliano di utilizzarlo. Per cui portate i bimbi in braccio. Ovviamente sarete voi ad effettuare la valutazione più opportuna, ma il fatto che non se ne vedono in giro, è un chiaro messaggio. 
LE FOTOGRAFIE DI ROCCA PORENA. All’interno della casa sono presenti degli spazi dove troverete una serie di pannelli sui cui sono presenti numerose fotografie che raccontano la storia si Rocca Porena e dei sui cittadini. Sono accompagnate da alcune didascalie che cattureranno la vostra attenzione. Passate qualche minute a leggerle e conoscerete meglio questi luoghi. 
 

 

Il “cartello” che vedete qui sopra si trova all’interno della casa natale di Santa Rita. Può sembrare incredibile, ma a causa dei comportamenti incivili di alcuni visitatori,  è stato necessario ammonire i turisti dall’evitare questo comportamento scellerato. Purtroppo è un brutto costume, che non risparmia nemmeno i luoghi sacri. 
 
 
L’ORTO DEL MIRACOLO. L’entrata è gratuita.  Raggiungerlo è molto semplice. Si trova all’interno del paese. Ci sono dei cartelli che vi ci porteranno facilmente. Bisogna percorrere un piccolo sentiero con l’entrata e l’uscita in due punti differenti, non molto distanti tra loro. In realtà non esiste un ingresso obbligatorio. Il consiglio però e quello di iniziare da quello che è considerato l’ingresso principale. Infatti il sentiero vede la presenza anche della via Crucis, che ha un ordine bel preciso. Se entrate dall’uscita, ovviamente le singole stazioni saranno nell’ordine inverso. 
Per seguire il verso giusto del sentiero dovrete lasciarvi la piazza principale del paese alle spalle e tenere il lato sinistro della strada, come se volesse andare via dal borgo. Ad un  certo punto vedrete il cartello che vi indica come arrivare al sentiero. Il cammino tende a salire, per arrivare al punto più alto, ovvero l’orto del miracolo. Poi scende per riportarvi verso la strada principale. 
Il sentiero che vi porta all’orto e composto da scale in pietra e tratti in terra battuta. Non è molto ripido, ma non è accessibile alle persone che abbiano difficoltà di deambulazione importanti o che usino la carrozzella. Non ci sono strade alternative per arrivare all’orto. 
E’ caratterizzato dalla presenza di una statua in bronzo che rappresenta Santa Rita malata che riceve una visita da una cugina. 
L’orto è ubicato a ridosso di una parete rocciosa. Da qui potrete inoltre vedere distintamente LO SCOGLIO

 

LA ROSA ED I FICHI. Rita era malata ed ormai alla fine dei suoi giorni. Una cugina era venuta nel monastero a Cascia per trovarla. La Santa (anche se all’epoca non lo era ancora) espresse il desiderio di poter mangiare dei fichi e di avere una rosa. Pur essendo pieno inverno, la parente si recò a Roccaporena per assecondarla, credendo c’è il desiderio fosse il frutto dei vaneggiamenti d una persona molto malata. Ma il suo desiderio si accerti. La cugina trovo infatti nell’orto del padre sia i fichi che la rosa, e lo porto a Rita. Questo avvenimento fu confermato molti secoli fa, durante il processo di beatificazione avvenuto nel 1626, da persone del luogo.
La statua che vedete nelle immagini è opera dello scultore romano Rodolfo Maleci,  realizzata nel 1949 in bronzo. Rappresenta il momento in cui Rita chiede alla cugina la Rosa ed i fichi. 
 

 

LA VIA CRUCIS. Durante la salita verso l’orto del miracolo potrete vedere le singole stazioni delle Via Crucis. Una parte si trovano sul percorso prima di arrivare nella zona dove si trova la stanza. Un’altra parte invece durante il cammino che porta verso l’uscita.
LA CASA MARITALE. Una volta entrati in questo edificio, non vi troverete in una casa vera e propria, ma in una cappella. Fu trasformata in un edificio di culto nel lontano 1629 per volere del del Cardinale Fausto Poli, che oltre a ciò, si prodigò per perorare la causa di beatificazione della Santa presso il Papa di allora URBANO VIII. L’ambiente non e molto grande. Ci sono alcune panche destinate alla preghiera per i fedeli un altare, ed un quadro che rappresenta la Santa nel momento in cui riceve la spina. La casa è uno tra i pochi edifici rimasti intatti dopo il terremoto che devastò Roccaporena nel 1599. Qui Santa Rita e vissuta dall’anno in cui si sposò, fino a quando non entrò in convento. Alle spalle della casa è presente un giardino ben curato, che si può vedere dalla strada. 
IL LAZZARETO.  La struttura risale al medioevo, e dei tre ambienti originali, ne sono rimasti solamente due. Era un luogo destinato ad ospitare i forestieri che si trovano in questa zona. Prende questo nome, in quanto venne utilizzato come luogo di ricovero per le persone che si ammalavano di peste (anticamente le epidemia erano frequenti), e Santa Rita vi si recava per prestare assistenza alle persone da assistere. 
 
LA GROTTA D’ORO. Si tratta di una spazio naturale di grandi dimensioni be visibile da quasi ogni punto di Roccaporena. Al suo interno è presente una grande croce. Può essere visitata utilizzando un apposito sentiero, ma alcuni luoghi, tra cui questo sono stati chiusi al pubblico, a causa del terremoto che ha colpito queste zone. Verificate  quindi di persona se possono essere visitate. 
 
 
LO SCOGLIO.  È uno dei luoghi simbolo di Roccaporena. La Santa si recava sulla sua sommità molto di frequente per pregare, sentendosi più vicino a Dio. Bisogna salire di circa 120 metri per raggiungere la suo sommità, ed arrivare agli 820 metri di altezza. Un tempo vi era un normale sentiero di montagna, sostituito poi da un percorso a gradini e lastricato molto agevole e sicuro

 

LA VIA CRUCIS. Troverete durante l’ascesa le varie stazioni della passione di Cristo. Le singole stazioni sono posizionate  nelle varie curve del cammino. Qui potete fermarvi a riflettere e riposarvi per riprendere fiato. 
GLI EX VOTO.  Una particolarità di questa salita sono gli ex voto posizionati sui muretti che delimitano la salita. Si tratta di lastre di pietra che fungono da “corrimano”. Iniziano dall’ingresso per arrivare alla sommità. Sono un chiaro segno della devozione dei fedeli che a migliaia ogni anno percorrono questa salita. 
 
LA STATUA DELLA SANTA. Una volta arrivati sulla sommità dello scoglio, vi troverete su uno spiazzo di medie dimensioni, dove si anche la statua di Santa Rita. È in bronzo, ed è circondata da una cancellata, che impedisce di toccarla. 

 

LA CHIESA SULLO SCOGLIO. Quella che vedete adesso è del è stata è una struttura che risale al 1979, costruita a seguito di un violento terremoto di quell’anno. La costruzione originale invece risale al 1919.
 

 

LA FONTE D’ACQUA. Una volta arrivati sulla sommità dello scoglio, troverete una fonte d’acqua. Si trova sul piazzale in cui sono presenti sia lo scoglio che la chiesa. La particolarità è che questa fonte di trova sul punto più alto di questa “grande roccia” e non in basso come in genere avviene in montagna. Per quanto è dato sapere questa acqua non si può bere. 
IL SANTUARIO DI SANTA RITA. 
 
E’ una delle strutture più recenti dell’antico borgo di Roccaporena. E stato aperto al culto dei fedeli nel 1948. La pianta e a tre navate. Nella parte esterna, davanti all’ingresso principale si trova una statua in bronzo che rappresenta la Santa in abiti da popolana
 
LA CHIESA DI SAN MONTANOE’ molto antica. Risale infatti medioevo ed è dedicata San Montano, un monaco proveniente dalla regione della Licia. Morì a Roccaporena. È il Santo protettore del borgo. La chiesa originariamente era ad un sola navata. Nel 300 fu poi aggiunta una ulteriore navata.
Per Santa Rita fu molto importante. Ricevette infatti qui la sua formazione religiosa e si sposò con Paolo di Ferdinando. 
 
IL PERCORSO DA SEGUIRE. La passeggiata alla scoperta di Roccaporena è rilassante e semplice. Conviene però lasciare la salita verso lo SCOGLIO per ultima, essendo faticosa. Così alla fine potrete riposarvi, visitando qualche negozio di souvenir o prendendo qualcosa al bar. Per gli altri luoghi non è previsto un ordine preciso per poterli vedere. 
 
I SOUVENIR. Prima di lasciare Roccaporena, potete visitare alcuni dei negozi di souvenir presenti nell’abitato. Sono ben forniti di oggetti sacri, dedicati soprattutto a Santa Rita. Potrete anche comprare una pianta di Rose vera (non di plastica), che ci ricorderà il miracolo. 
 
COSA VEDERE INTORNO.  Dopo aver visitato Roccaporena, una tappa “obbligata” è il Santuario dedicato a Santa Rita, a Cascia. Qui potrete vedere il corpo della Santa, esposto al Pubblico. Si trova a circa a 6 km da Roccaporena. Ricordatevi però che durante il settimana, Cascia è molto frequenta, per cui consiglio e quello di visitarlo dal lunedì al venerdì. 
 
 
IL CENTRO SPORTIVO. Una volta giunti sullo sommità dello scoglio di Santa Rita, potrete vedere dall’alto, oltre il bel panorama, anche un grande campo di calcio con annesso centro sportivo, presso il quale vengono effettuati i ritiri di importanti squadre di calcio. 
 
Ai prossimi appunti di viaggio. 
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ITALIA – REGIONE LAZIO – CITTA’ DI ROMA: IL LAGHETTO DELL’EUR

DOVE SI TROVA. Il laghetto  si trova in prossimità del quartiere romano dell’Eur. Di seguito la mappa interattiva di GOOGLE MAPS che vi consentirà di raggiungere la vostra meta utilizzando il vostro dispositivo come un navigatore GPS ovunque vi troviate. Per calcolare il percorso cliccate sulla freccia blu sulla mappa. Ricordate che nell’angolo
sinistro in basso è presente la versione “Earth” della mappa. 

CARATTERISTICHE. Laghetto ha una forma rettangolare, con una serie di rientranze che ne evidenziano la struttura totalmente artificiale. Ha una superficie notevole di circa 160.000 metri quadrati. La lunghezza (del lato maggiore) è di circa un km.  Arrivando dal centro di Roma, si può notare alle spalle del laghetto una costruzione molto nota, ovvero il Palazzetto dello Sport” adesso denominato Palalottomatica, che lo sovrasta sopra una collina. È un opera terminata nel 1960, in occasione delle Olimpiadi di Roma (dello stesso) anno, ideata dal famoso architetto Nervi. E presente anche una grande piscina nella sue vicinanze denominata “delle Rose”.  Il progetto originale prevedeva la costruzione  del lago artificiale a partire dall’anno 1936, ma la sua realizzazione è stata sospesa, a causa dello scoppio della seconda guerra mondiale.  

LE PREVISIONI DEL TEMPO.  Di seguito troverete un box meteo con le previsioni del tempo riferite alla zona di Roma su base settimanale, Potrete verificare con esattezza la situazione metereologica prevista nell’arco dell’intera giornata. Questo vi consentirà di organizzare la vostra passeggiata con il tempo migliore

IL METEO

 

I SENTIERI.  IL laghetto e circondato da una serie di sentieri asfaltati (non sono presenti quelli in terra battuta). Si tratta di un materiale di colore rosso. Come si può osservare dalle immagini sono ampi e ben mantenuti. Il più grande è quello che circonda l’intero specchio d’acqua. Altri invece congiungono il laghetto alla strada.  

 

DOVE MANGIARE.  Se volete mangiare qualcosa, prendere un caffè o un gelato, troverete direttamente vicino al laghetto bar dove fare i vostri acquisti. Allontanandovi invece, in zona Eur anche dei ristoranti ed altri bar. 
 

 

LE CASCATE
 
 
LE CASCATE.  Una parte del laghetto da vedere e quella dedicata alle “cascate”, che si trovano ubicate nello spazio compreso tra lo specchio d’acqua e il palazzetto “Lottomatica”. Sono artificiali, e creano giochi d’acqua molto piacevoli. Per accedervi bisogna attraversare un cancello (uno in entrata ed uno in uscita). Vengono aperti e chiusi in orari definiti, come si vede nei cartelli nelle immagini.  In genere la sera sono chiuse, salvo aperture in occasioni particolari.  
I BAMBINI. Il luogo è molto adatto per i più piccoli. Le stradine sono ben tenute, i prati sono ampi con erba sempre tagliata. E’ presente anche un area gioco attrezzata. Possono usare tranquillamente le biciclette e i pattini a rotelle e gli overboard ed il monopattino, sempre con le dovute cautele. Anche se sono presenti le recinzioni, bisogna sempre fare attenzione che i bambini non si tuffino in acqua. 
APERTURA SERALE DEL LAGHETTO.  Gli spazi intorno al laghetto possono essere frequentati in tutti giorni dell’anno e anche di sera e di notte. Infatti non ci sono cancelli di accesso, come avviene invece per altri parchi e giardini della città di Roma 
 
LE SCALE.  Per raggiungere il lago dalla strada si possono utilizzare anche una serie di scale. Alcune di queste sono composte da ampi gradini, altre scale di grandi dimensioni, con molti gradini. Queste si possono trovare sia in prossimità del ponte, che alcuni punti del lago. Le più lunghe e ripide si trovano nella zona del lato vicino al palazzetto dello sport, oggi denominato Palalottomatica 
 
 
WEBCAM – CONTROLLO SITUAZIONE. Oltre alle previsioni meteo, per verificare l’effettive condizioni del tempo, potete sempre controllare in rete la presente di postazioni “webcam”, che in tempo reale, vi faranno capire se sia o meno il caso di recarsi a visitare il laghetto. Inoltre potrete capire  se ci siano troppe persone in un dato orario. Così eviterete di fare un viaggio a vuoto o di trovarvi intorno la “folla”
 

 

I PONTI
 
I PONTI. Il laghetto è attraversato da due ponti principali che consentono il passaggio delle autovetture e delle persone. Esiste un ponte pedonale che si trova sul lato opposto rispetto al grattacielo della ENI.
LA TEMPERATURA ESTERNA E’ chiaramente condizionata dalla stagione in cui decidete di vistare il laghetto.  Gli ampi spazi aperti e la presenza dell’acqua e della vegetazione sono però un vantaggio durante la stagione estiva, in quanto il caldo sembra essere più sopportabile. I Romani infatti in estate lo frequentano regolarmente proprio per queste sue caratteristiche. In inverno però può fare davvero freddo a causa delle sua posizione al di sotto del livello stradale e della presenza della collina dove si trova il Palazzetto dello Sport, che tendono a far ristagnare l’aria fredda (in caso di assenza di ventilazione).  

 

I PALAZZI
IL PARCHEGGIO. Per lasciare i vostri veicoli non troverete molte difficoltà. I posti sono i generi numerosi sia intorno al lago che tra le vie della zona abitata vicina allo stesso. Verificate bene la presenza di eventuali parcheggi a pagamento, in quanto l’amministrazione comunale può modificare queste zone. Pagate l’eventuale sosta, perché i controlli vengono effettuati con regolarità. Durante i fine settimana il lago e molto frequentato, soprattutto durante la bella stagione, per cui trovare posto potrebbe essere un problema  
LA VENTILAZIONE.  Come potete vedere dalle immagini, gli spazi che circondano il laghetto sono molto ampi e privi di ostacoli artificiali e naturali. Per questa ragione la zone è sempre ben ventilata. In estate questo può essere un vantaggio per ridurre la sofferenza dovuta al caldo. In inverno invece il freddo può essere pungente.  

 

I MOLI DI ATTRACCO
 
I MOLI PER LE IMBARCAZIONI. Camminando potrete notare la presenza di alcuni piccoli moli per l’attracco delle imbarcazioni. In genere non sono utilizzati, soprattutto nella parte che si trova sotto il grattacielo della ENI. 
 
LE ATTIVITA’ CULTURALI.  i grandi spazi offerti dai giardini del laghetto sono utilizzati, soprattutto in estate, per promuovere eventi culturali. Si va dal cinema al teatro all’aperto. I programmi sono facilmente rintracciabili in rete o sui principali quotidiani o riviste specializzate nel campo.
 
L’UMIDITA’ E LA NEBBIA. E’ noto che vicino agli specchi d’acqua di grandi dimensioni, naturali ed artificiali, si possa formare della nebbia, anche molto densa. Per quanto è dato sapere questo fenomeno non riguarda però questo laghetto, in quanto si trova in una zone in genere ben ventilata sia in estate che in inverno.  
 

 

LE IMBARCAZIONI
 
IL CANOTTAGGIO. Camminando intorno al lago, noterete la presenza, sullo specchio d’acqua, di canoe e kajak. Da quello che è dato sapere l’accesso non è consentito a tutti, ma è regolamentato rigidamente. Se così non fosse il lago sarebbe “invaso” da ogni sorta di natante. In alcune occasioni potrete anche vedere delle persone che, a bordo di queste canoe, giocano ad uno sport simile al calcio. 
NOLEGGIO BARCHE PER GITE SUL LAGO. Esiste la possibilità di poter noleggiare  imbarcazioni  a remi o pedalò per girare sul lago. Verificate di persona direttamente  sul posto, oppure controllate in rete per informazioni  
 

 

AREA GIOCHI
 
GLI UCCELLI. Camminando  intorno allo specchio  d’acqua potrete notare la presenza di numerosi  uccelli acquatici. Alcuni esemplari formano dei gruppi. Sono abituati alla presenza delle persone, per cui non fuggono, ma non dovete disturbarli. Piacciono soprattutto  ai bambini che ne sono attratti. 
 
LE PIANTE
 
LE PIANTE E LA FIORIUTURA DEI CILIEGI. Il laghetto è immerso nel verde. Troverete piante e prati curati in tutti i periodi dell’anno. Fermatevi ad osservare con attenzione le varie essenze presenti lungo il bordo del lago. Prestate particolare attenzione alle piante di ciliegio che si trovano sul lato dello specchio d’acqua vicino al alle cascate e alla collinetta su cui si affaccia il Palazzetto dello Sport. Nel mese di maggio potrete osservare la fioritura dei ciliegi. I cittadini romani e i turisti vengono appositamente ad osservare questo spettacolo. È stata anche dedicata una scultura per celebrare questo avvenimento annuale.  
  
I PRATI. Il laghetto è  circondato di prati ampi e ben curati. Si possono frequentare, prestando la dovuta attenzione a non danneggiarli. Verificate sempre la presenza di eventuali  divieti a poterci camminare sopra  o ad effettuare altri giochi. Il rischio è  quello di poter essere multati.
LE ATTIVITÀ SPORTIVE. I sentieri del laghetto sono utilizzati sia per fare delle belle passeggiate che per alcune attività sportive. Molti lo impiegano per fare jogging, per la camminata veloce, per il pattinaggio e la bicicletta. I sentieri curati e ampi e quasi tutti in pianura vanno bene per coloro che non vogliono faticare troppo e non amano camminare sui terreni polverosi. 
I PRATI
 
 
I CANI. Il posto nel suo complesso è adatto anche per gli amici a quattro zampe. Non ci sono pericoli di nessun tipo. Le aree verdi sono molte ed le stradine facilmente percorribili. Per tale ragione cani di tutte le taglie, compresi quelli piccoli ed anziani, potranno divertirsi in compagnia dei loro padroni e dei loro simili. Ricordatevi però che siete in città, per cui qui valgono le regole stabilite anche dalle ordinanze del comune di Roma. Potreste essere obbligati quindi se usare il guinzaglio o la museruola. Rammentate inoltre che ci sono molti bambini, per cui dare molta attenzione. La presenza dell’acqua potrebbe attirare i vostri animali, che potrebbero tentare di gettarsi nel laghetto, anche se la recinzione che circonda lo specchio d’acqua può essere superata solo da cani di taglia medio-grande.

 

LA STATUA
 
LA STATUA DEDICATA AI CILIEGI. Si tratta di una statua dedicata alle piante di ciliegio che si trovano intorno al laghetto. 
BAR – RISTORANTE
 

 

L’ACQUARIO
 

L’ACQUARIO.  Da molti anni le amministrazioni comunali che si sono succedute nel tempo hanno curato la realizzazione di un grande acquario (di cui Roma è sprovvista) che doveva già essere aperto proprio negli spazi del laghetto. Non è ancora dato sapere quando (e se) verrà inaugurato. Attualmente sono visibili solo l’ingresso e l’uscita della struttura, come si vede nelle immagini che seguono.  

 
GLI UCCELLI
 
GLI UCCELLI Camminando  intorno allo specchio  d’acqua potrete notare la presenza di numerosi  uccelli acquatici. Alcuni esemplari formano dei gruppi. Sono abituati alla presenza delle persone, per cui non fuggono, ma non dovete disturbarli. Piacciono soprattutto  ai bambini che ne sono attratti. 
LA METROPOLITANA
LA METROPOLITANA. Potere anche raggiungere il laghetto utilizzando la metropolitana di Roma, fermata “EUR”. E’ molto comoda perchè ben collegata anche dal centro di Roma (da cui effettivamente è distante). l’uscita affaccia direttamente sul laghetto stesso. 
SICUREZZA DI NOTTE.  Durante la sera tardi e la notte questa zona è poco frequentata, in quanto il quartiere dell’EUR durante questa fascia orario, vede la presenza di poche persone, in quanto prevalentemente adibito ad uffici. Pertanto, per motivi di sicurezza, evitare di camminare dsoli nelle ore tarde. Eviterete brutti incontri.  

NESSUN POSTO DI POLIZIA.Non ci sono posti di polizia di Stato o delle altre Forze dell’Ordine sul laghetto. Per cui se per ragioni di sicurezza dovete rivolgervi a loro, dovete utilizzare il telefono, oppure presto qualche ufficio aperto al pubblico i cui indirizzi potrete trovare anche in rete. Comunque questo posto è sempre controllato, per la sicurezza e la tranquillità di chi frequenta il laghetto. 

Ai prossimi appunti di viaggio.

 

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ITALIA – REGIONE ABRUZZO – PARCO DELLA MAIELLA: L’ANELLO DEL VALLONE – A.D.V.

 

 

QUOTA INIZIALE –  650  mt s.l.m. circa
QUOTA FINALE – 600  mt. s.l.m. circa
DISLIVELLO TOTALE –  440 mt
LUNGHEZZA PERCORSO – 7,400  km circa
TEMPO NECESSARIO A/R – circa 3,30 ore circa. 
DIFFICOLTÀ: Facile
DOVE SI TROVA. Il sentiero si trova in prossimità del Borgo di Caramanico Terme. Di seguito la mappa interattiva di GOOGLE MAPS che vi consentirà di raggiungere la vostra meta utilizzando il vostro dispositivo come un navigatore GPS ovunque vi troviate. Per calcolare il percorso cliccate sulla freccia blu sulla mappa. Ricordate che nell’angolo sinistro in basso è presente la versione “Earth” della mappa.

Di seguito troverete l’immagine del percorso dell’anello del vallone evidenziata il colore viola chiaro. E’ ottenuta dall’interfaccia tra le immagini satellitari di Google Earth ed un famoso programma che traccia il percorso utilizzando sia le coordinate satellitari che la connessione internet. La sua osservazione consente di comprendere che tipo di percorso bisogna effettuare.

PERIODO MIGLIORE PER VISITA. La stagione migliore per effettuare questa escursione è certamente quella estiva. Le giornate sono lunghe, con molte ore di luce. La temperatura esterna è elevata, per cui non soffrirete il freddo. Durate il mese di agosto può  fare veramente troppo caldo, per cui evitate se potete, di camminare durante  le ore centrali della giornata.  Per cui i mesi di luglio e settembre sono quelli ideali. A giugno potrebbe fare freddo, mentre nel mese di ottobre le giornate diventano più corte, e questo vi obbligherà ad effettuare l’escursione durante la mattinata o il primo pomeriggio.  Nel periodo autunnale si può  effettuare  la passeggiata per poter osservare il bosco cambiare colore, e le foglie cadere, prima dell’inverno.
L’AFFOLLAMENTO. Il percorso è molto conosciuto e facile. Inoltre si trova molto vicino a Caramanico Terme, per cui è uno tra i più frequentati. Per tale ragione se potete, evitate affrontarlo durante il fine settimana. Potreste trovare molte persone, e perdereste così la tranquillità e la bellezza di questo luogo.  Dal lunedì al venerdì e consigliato. Durante la stagione estiva, soprattutto nei mesi di luglio ed agosto, potreste comunque trovare molte persone anche durante i giorni “lavorativi” della settimana. Cercate quindi di andare presto la mattina, oppure nel tado pomeriggio. 
PERCORSO “NON” AD ANELLO. Nonostante il nome di questo sentiero faccia pensare ad un percorso ad anello, bisogna mettere in evidenza che le cose non stanno così. Infatti quello proposto, inizia all’interno della località turistica nel borgo di Caramanico terme, per uscire sulla strada statale che si trova in prossimità dello stesso borgo, a circa 3 km di distanza. Ovviamente potete percorrerlo anche al contrario, entrando da quella che normalmente viene considerata l’uscita del sentiero per poi giungere a Caramanico terme. Se siete poi particolarmente robusti e avete voglia di camminare allora potete pensare di entrare da una parte delle due del sentiero, e tornare sui vostri passi. Dovete comunque fare i conti con la distanza ed il tempo e la fatica. Ma ricordate che si tratta comunque di un percorso semplice adatto a tutti.
IL PARCHEGGIO. Per parcheggiare i vostri veicoli potete utilizzare gli appositi spazi che si trovano nel borgo di Caramanico Terme sia nella zona centrale che nelle zone più esterne. Ricordate però che buona parte di questi parcheggi sono a pagamento, per cui se non volte spendere vi dovrete allontanare un po’ dalla zona centrale e andare verso l’esterno. Fate molta attenzione perché i controlli sono frequenti e non pagare il parcheggio potrebbe costare una bella multa. Controllate bene i divieti.
IL CAMPER. Potete raggiungere questo posto anche con il camper. In realtà non ci son aree dedicate alla sosta dei camper. Potete trovare parcheggio nelle vicinanze alle porte del Borgo di Caramanico Terme, e poi raggiungere l’inizio del sentiero a piedi. Comunque è sempre bene controllare in rete o contattare la proloco del posto per avere sempre delle informazioni per le necessità legale all’uso di questo mezzo davvero comodo, ma un pò ingombrante. Per sostare con il vostro camper di notte, potere farlo presso un’area privata che si trova all’ingresso del borgo di Caramanico Terme. Dovete ovviamente informarvi direttamente presso il titolare. Verificare comunque sempre in rete la disponibilità.
 
DIFFICOLTA’ ESCURSIONE: FACILE. Il percorso rientra tra quelli “facili”. Il sentiero infatti non si trova in alta quota, e il dislivello tra la parte iniziale e quella finale e minimo. Iniziando da Caramanico Terme il cammino è in discesa, e risale solo nella parte finale, prima di raggiungere la strada statale. Il fondo del percorso e in terra battuta e sassi. Ricordate però che nella parte finale le scale sono ripide e faticose. 
 
IL DISLIVELLO. Il percorso non presenta un grande dislivello tra la parte iniziale e finale. Se partite da Caramanico Terme, il tragitto è quasi tutto in piano fino a giungere al punto in cui si trova un ponticello in legno, sotto il quale scorre il fiume Orfento. Poi dovete scendere di livello di pochi metri, per iniziare la seconda parte dell’anello, che vi porterà verso la parte finale del tragitto. Poi vi sarà una salita repentina nella parte vicino alla zona da cui si lascia il fiume, e si esce dal bosco.
 
Il SENTIERO NEL BOSCO. Il percorso si snoda prevalentemente nel bosco, il che lo rende molto suggestivo. Gli alberi sono quelli tipici della zona (olmi – ontani – betulle – conifere). Questa caratteristica lo rende certamente meno faticoso, soprattutto durante la bella stagione, quando il sole diventa molto forte, e l’ombra offerta dalle fronde è davvero utile. Nelle giornate più fredde o con il cielo coperto invece, la mancanza del sole potrebbe farsi sentire. 
SENTIERO IN “OMBRA“.  Se decidete di effettuare la vostra escursione di pomeriggio (soprattutto nel pomeriggio tardi), rammentate che il sentiero sarà quasi del tutto in ombra, dato che si trova in un vallone (da cui prende il nome). In estate sentirete certamente meno caldo, ma potreste perdere lo spettacolo offerto all’alternarsi della luce e delle ombre offerto dal sole in alto nel cielo, e dai riflessi dello stesso sul corso d’acqua.
IL SENTIERO ALL’ APERTO. Il percorso non ha molte parti allo scoperto, dato che, come sopra indicato, il sentiero si snoda per la maggior parte all’interno del bosco. Nelle zone aperte avrete la possibilità di osservare alcuni punti panoramici. Nulla di veramente particolare, ma comunque belli, soprattutto nelle giornate in cui il sole splende ed il cielo è azzurro 
LA TEMPERATURA ESTERNA. È ovviamente condizionata dal periodo dell’anno in cui effettuerete l’escursione e dalle condizioni atmosferiche della giornata. Si può dire però che, anche nell’ giornate più calde, grazie alla presenza del bosco, la temperatura dell’aria non sale molto. Per tale ragione anche nelle ore centrali della giornata, potrete stare relativamente freschi. Ma cercate comunque di evitare le ore centrali della giornata, dove la temperatura può salire molto. Se invece la giornata fosse fredda, allora la situazione si capovolge completamente, e dalle 11 alle 15, e l’orario migliore per camminare. 
IL FIUME. Il sentiero si snoda intorno ad una parte del fiume Orfento. Partendo da Caramanico Terme lo troverete alla sinistra del sentiero. Poi una volta attraversato il primo ponte lo troverete sempre alla vostra sinistra, dato il percorso ad anello. Nella prima parte però lo potrete solo sentire ed intravederlo in alcuni tratti attraverso il bosco. Nella seconda parte del percorso lo potrete osservare molto da vicino e “toccarlo con mano”. Il fiume tende ad ampliarsi nella parte finale ed si insinua all’interno di una gola percorribile sempre a piedi. L’acqua è molto trasparente e pulita, ma molto fredda.
L’UMIDITA’. il sentiero attraverso il bosco per buona parte della lunghezza, ragione per la quale il sole filtra attraverso le foglie degli alberi non riscalda moltissimo l’ambiente circostante. Pertanto l’aria può risultare umida per buona parte del percorso, soprattutto in prossimità del fiume Ofento. La zona dove si percepisce maggiormente è nella parte finale del percorso, in prossimità della scale e del sentiero che conducono alla strada statale. Il sentiero qui è incassato fra le rocce ed il fiume si ingrandisce e la ventilazione tende stagnare
LA VENTILAZIONE. Il vento e praticamente assente. Il sentiero infatti è all’interno di una gola e prevalentemente nel bosco, per cui in genere non è presente una forte ventilazione. Ovviamente le condizioni meteo possono fare si che anche qui il vento possa farsi sentire. 
LE SCARPE. Il sentiero è semplice ed il fondo è buono, composto in terra battuta e sassi. Per cui per camminare potete usare scarpe da trekking leggero o buone scarpe da ginnastica. Evitate però quelle con fondo liscio tipo tennis. Non vanno bene. Evitate scarponi troppo tecnici o pesanti. Non servono. Ogni tanto potrete incontrare dei punti con del fango superficiale dovuto a fuoriuscite di acqua. Per cui attenzione a non scivolare. Evitate accuratamente scarpe aperte e infradito. Potreste avere qualche brutta sorpresa, soprattutto a causa del fango e dell’acqua.
L’ABBIGLIAMENTO. La scelta di cosa indossare per la effettuazione dell’escursione, deve tener conto di una serie di fattori. Primo fra tutti è la stagione in cui affronterete il percorso, è il clima. In genere durante la bella stagione, soprattutto nel periodo estivo, in questo sentiero può fare molto caldo. Questo è dovuto inizialmente ha fatto che non si trova in alta quota, e la presenza degli alberi, per quasi tutto il percorso e l’assenza di ventilazione, possono far salire la  temperatura e l’ umidità.  Per questo motivo indossate abbigliamento leggero, portando con voi comunque sempre qualcosa con cui proteggere ti in caso di cambiamento repentino del tempo. Ricordate sempre che in montagna, in caso di pioggia, le temperature possono crollare anche decine di gradi in pochi minuti. Comunque evitate di appesantire troppo e non soffrire il caldo.
 
I PONTI. Durante il tragitto attraverserete tre ponti. Nulla di particolare dal punto di vista costruttivo o storico, ma molto utili per superare il fiume Orfento. Dovete usarli obbligatoriamente, se non volete attraversare a nuoto il corso d’acqua, non consigliato a causa della corrente e della basa temperatura. Non è dato sapere se esistono punti di passaggio per raggiungere la sponda opposta senza usare i ponti. 
LA GIACCA IMPERMEABILE. Ricordatevi di portare con voi sempre, all’interno nello zainetto, oppure legato intorno ai fianchi, una giacca impermeabile. Vi aiuterà nel caso in cui dovesse eventualmente piovere, oppure in caso di abbassamento repentino della temperatura. In montagna può piovere improvvisamente in maniera veramente incredibile. La temperatura può scendere anche di molti gradi in pochissimi minuti. Per cui proteggetemi bene in caso di necessità. Fidatevi di chi ha vissuto questa esperienza direttamente. 
IL CAPPELLO. In genere in montagna il cappello è consigliato per proteggersi dal sole e dal vento, soprattutto durante la bella stagione. In questo caso particolare il sentiero è quasi tutto in ombra, coperto dagli alberi, per cui non serve contro i raggi solari, ed il vento e quasi sempre assente.
I BASTONI DA TREKKING. Quando si affronta la montagna, per aiutarsi, è sempre bene portarsi un bastone di legno o altro, oppure i bastoni da nordic walking. Bisogna però precisare che questo sentiero, è praticamente quasi tutto orizzontale, senza salite o discese particolari se non in alcuni punti. Per cui potrebbero esservi anche di impaccio, se non siete abituati utilizzarli. Possono tornarvi comunque comodi soprattutto nella parte finale del percorso, quando dovrete uscire dal Vallone per raggiungere la strada statale, salendo per le scale in terra battuta che concludono il vostro sentiero. Potrebbe essere comodo portare con voi i bastoni telescopici, che in caso di inutilizzo, possono essere tranquillamente riposi all’interno di uno zaino in spalla. Sono in alluminio e molto leggeri
GLI OCCHIALI DA SOLE. Gli occhiali da sole sono compagni inseparabili di chi affronta la montagna. Per questo sentiero non sono effettivamente necessari. I passaggi sono quasi tutti nel bosco, coperti dagli alberi. Per cui la luce non è molto forte.  Inoltre il sentiero è ben pulito, per cui non ci sono rami o piante che possono urtare il volto e ferire gli occhi. 
LA CASCATA. Verso al fine  del sentiero troverete una piccola cascata.  Nulla di particolare, ma suggestiva. Potrete osservarla da vicino, in quanto la massa d’acqua della sua portata non è tantissima, e non rischierete di bagnarvi. 
PANTALONI.  Durante la stagione estiva potete indossare sia i pantaloni corti che lunghi. Il percorso infatti non vede la presenza di piante basse o che posso pungere, come segnalato in altri appunti di viaggio, dove il rischio invece è concreto. Quindi non si corre il rischio di graffiarsi o di tagliarsi, a meno che non decidiate di lasciare il sentiero battuto. Ovviamente prestate sempre la massima attenzione, il quanto il sentiero non è oggetto di regolare manutenzione, e gli spazi liberi sono creati solo dal continuo passaggio delle persone che lo frequentano.  
I CANALI DI SCARICO. Durante la camminata, nella parte finale, dove si trova la zona più bella dell’alveo del fiume, noterete la presenza di alcuni canali, opera dell’uomo. Raccolgono le acque in caso di pioggia forte, ed impediscono così che il sentiero si allaghi. 
LA CREMA SOLARE.  In genere quando si cammina in montagna, soprattutto durante la bella stagione, è necessario proteggersi dai raggi solari. Il sole infatti, nelle ore centrali della giornata, può essere fortissimo, e scottarsi, o peggio, ustionarsi, può essere molto facile. Per questo percorso però non è strettamente necessario usare la crema protettiva. In sentiero e prevalentemente al coperto, per cui le fronde degli alberi saranno il vostro “scudo” contro i raggi solari. Se volete comunque usarla, preferite una protezione leggera.  Quella pesante, oltre a non servirvi è anche più grassa, e tende a far sudare di più.
PERCORSO ADATTO PER I BAMBINI. Una delle preoccupazioni principali quando si decide di passeggiare in montagna, e si hanno con sé dei bambini, è quello lì capire e soprattutto di sapere se il percorso sia adatto anche ai più piccoli. In questo caso non ci sono particolari problemi. Il percorso è considerato tra quelli facili, sia per il tempo necessario per percorrerlo tutto, sia per le caratteristiche del sentiero stesso, per non presenta particolari difficoltà tecniche. Bisogna però tenere ben presente alcune cose. ricordate infatti che la prima parte del percorso corre lungo un sentiero stretto con un dislivello notevole se partite dal borgo di Caramanico terme. Se i bambini camminano lungo il sentiero non ci sono problemi, ma devono fare molta attenzione a tenersi sempre sulla strada, perché in caso di scivolata rischierebbero di fare un bel volo. Bisogna pure tenere in considerazione la parte finale del sentiero, in quanto sono presenti numerose scale, di cui si è scritto all’interno di questi appunti di viaggio, che poi non essendo tecnicamente difficili, sono numerose e ripide, e tendono a stancare facilmente anche le persone più robuste, soprattutto se considerate che si trovano al proprio nella parte finale del sentiero, quindi da affrontare dopo aver camminato per qualche ora. Ricordate anche la presenza del fiume intorno al quale si snoda questo percorso, soprattutto nella sua seconda parte, una volta attraversato il primo ponte che si trova su questo corso d’acqua. Nulla di preoccupante, ma comunque anche in estate c’è sempre acqua abbondante. Questo ovviamente comporterà un maggior controllo nei confronti dei bambini che attirati dalla trasparenza delle acque e dal rumore, potrebbero provare ad entrarci dentro. A parte queste raccomandazioni, potete stare tranquilli.
IL PASSEGGINO PER I BAMBINI. Il percorso non è complesso, ma la larghezza del sentiero, in scale nella parte finale dello stesso, sconsigliano di portare con voi passeggini per i bambini, anche quelli tecnici che molti genitori utilizzano per praticare attività sportive. Per cui attrezzatevi per trasportare i bambini in braccio, soprattutto se molto piccoli o se tendono facilmente a stancarsi.
GLI ANZIANI CON DIFFICOLTA’ DI DEAMBULAZIONE. L’escursione in sé non è complicata. Presenta pochi dislivelli, se non nella parte finale dove sono ci sono le scale che segnano la fine del sentiero. La lunghezza di circa 7 km non eccessiva, la presenza del bosco che offre protezione dai raggi del solari, consente anche alle persone con qualche difficoltà di deambulazione, di potersi godere questo percorso. Ovviamente bisogna valutare con attenzione quali siano le proprie condizioni di salute. La cosa migliore sarebbe quella di essere accompagnati da qualcuno. Si pone però l’accento nuovamente sulla parte finale del percorso stesso, perchè come già segnalato, la salita per uscire dal sentiero e arrivare sulla strada è impegnativa, a causa della pendenza. Per cui è il caso di “armarsi di pazienza” e fare più soste per riposarsi.
LE SCALE.Il sentiero nella sua parte finale, è caratterizzato dalla presenza di numerose scale. Sono quelle che vi consentono di risalire dal fondo del Vallone, dove lascerete il fiume Ofento per raggiungere la strada statale dove di fatto terminerà la vostra escursione. Non sono particolarmente ripide e nel complesso sono ben mantenute, ma alla fine la fatica si farà sentire, considerato che avrete “nelle gambe” già tutto il percorso precedente. Per questa ragione salite con tranquillità, facendo qualche pausa di tanto in tanto. 
GLI ANZIANI.  Per le persone anziane, il percorso può essere effettuato senza particolari problemi. Ovviamente bisogna fare i conti con le proprie Condizione di salute. Così come sopra rappresentato per i bambini, camminare per questo percorso potrebbe presentare qualche difficoltà soprattutto nella parte finale, Dove sono presenti numerose scale in terra battuta che vi portano dal fiume fino alla strada statale che corre sopra il ponte in cemento armato. Pertanto, non è la distanza in sé ho le caratteristiche del fondo nel sentiero a venderlo più o meno adatto alle persone anziane, ma le condizioni personali di salute. Comunque in questo sentiero viene regolarmente percorso da persone di tutte le età, e anche molto in là negli anni punto un vantaggio è rappresentato dal fatto che il sentiero si snoda prevalentemente all’ombra, nel bosco. Per cui anche nelle giornate più calde durante la bella stagione, si può godere del refrigerio offerto dalle fronde degli alberi.
I DIVERSAMENTE ABILI.Le persone diversamente abili possono percorrere questo sentiero senza particolari problemi, grazie alle sue caratteristiche, che lo rendono adatto a tutti. Ovviamente bisogna sempre fare i conti con le proprie condizioni di salute. Per maggiori informazioni in tal senso, potete comunque chiedere al centro visite del parco della Maiella che si trova alle porte di Caramanico Terme.
LA CARROZZINA PER I DIVERSAMENTE  ABILI Alcuni sentieri di questa zona sono parzialmente percorribili anche con l’ausilio della carrozzina per i diversamente abili. In questo caso evitate accuratamente di utilizzare in simile strumento di locomozione. Il sentiero è semplice, ma soprattutto nella parte iniziale, e stretto e con alcuni strapiombi sul lato. Ci sono anche i cartelli che avvisano che in alcuni punti c’è il rischio di caduta.
DOVE MANGIARE. Il percorso proposto, non vede la presenza di alcun rifugio, bar o ristorante sul suo percorso. Per questa ragione, dovete necessariamente portare con voi tutto il necessario per poter mangiare e bere. Potrete acquistare i prodotti necessari direttamente nel borgo di Caramanico terme, o se presente in un chiosco sul bordo della strada che si trova in prossimità nella parte finale del l’anello del Vallone. ricordate però che questi chioschi non sempre sono presenti durante tutta la settimana punto per cui se volete andare a colpo sicuro vi conviene recarvi come sopra detto a Caramanico terme e acquistare gli alimenti e le bevande nei supermercati negli alimentari presenti.
IL PANORAMA. Durante il cammino troverete alcuni punti del sentiero da cui è possibile osservare il panorama. Si tratta solo di alcuni tratti, poiché questo percorso e quasi tutto all’interno del bosco e inserito nel vallone in cui scorre il fiume. Le immagini che seguono vi daranno un idea degli scorci che potrete vedere. 
I CANI. Il percorso è adatto anche per gli amici a quattro zampe. Non ci sono particolari pericoli ho passaggi difficoltosi, il sentiero è prevalentemente in terra battuta è quasi tutto pianeggiante, tranne l’ultima parte dove bisogna fare attenzione alle scale, non tanto per la loro complessità nel essere affrontate, quanto per la fatica che si potrebbe far sentire anche degli animali. Bisogna però prestare attenzione al fiume, intorno al quale il percorso si snoda. È noto infatti che i cani sono generalmente attratti dall’acqua. Il rischio quindi è quello che, girando liberi, possono improvvisamente tuffarsi nell’acqua gelata, correndo il rischio di essere trascinati via dalla corrente. Per cui se i vostri animali tendono ad essere disubbidienti agli ordini, può essere opportuno il caso di portarli al guinzaglio. Anche in questo caso è sconsigliato portare con voi cani troppo giovani o troppo anziani, ho animali che non sono abituati a passeggiare.
L’ACQUA DA BERE PER I CANI. Ricordate di portare con voi l’acqua da bere anche per i vostri cani. Come rappresentato, in questo percorso non troverete nei bar nei ristoranti, ME tantomeno Fontanelle, per cui se volete far visitare i vostri animali dovete necessariamente attrezzarmi. Una soluzione può essere anche quella di farli bere l’acqua del fiume, apparentemente pulita e molto trasparente, nell’unico. Dov’è è facile raggiungere il fiume senza correre rischi. Ovviamente non è garantito che si tratti di acqua potabile, ma ricordate che siamo in un parco naturale in una zona di montagna, per cui cerca la bontà della stessa non dovrebbe esserci alcun problema.
LA MUSERUOLA PER I CANI. In genere nei sentieri di montagna, si tende a portare i cani liberi, senza guinzaglio e senza museruola, approfittando del contesto in cui si trovano. Gli animali sono liberi e possono divertirsi a scorrazzare. Per quanto riguarda questo sentiero, il problema può essere rappresentato dal fatto che soprattutto nella prima parte, ovvero quella che dal borgo di Caramanico terme porta al ponte sul fiume, che poi fai iniziare la parte di ritorno verso l’uscita, il sentiero è abbastanza stretto. In pratica ci può camminare solo in fila indiana. Per cui i cani, liberi di muoversi, potrebbero trovarsi a stretto contatto con le persone che camminano sul sentiero. Per questo motivo, Pesa garantire la sicurezza ma eventuali incidenti, potrebbe essere opportuno far indossare ai vostri cani la museruola, soprattutto se di grossa taglia. Anche gli animali più buoni, in alcuni casi, possono diventare aggressivi. Come sempre oltre a regola di buon senso, fate anche riferimento a quanto indicato nei cartelli e nelle ordinanze comunali, proprio in relazione a questo aspetto.
LE PARETI DI ROCCIA. Camminando troverete alcune pareti di roccia che costeggiano il sentiero. Sono abbastanza alte e interessanti. Fermatevi ad osservarle soprattutto per alcune piante che si sono “agganciate” sulla roccia nuda. Sono dei miracoli della natura e sembra impossibile che possono sopravvivere in questo modo
LE BICICLETTE.Alcuni sentieri della Maiella possono essere percorsi sia a piedi che in Mountain bike. Purtroppo non è il caso di questo sentiero. Si potrebbero usare le due ruote (con molta attenzione), ma la presenza costante di tante persone e le dimensioni del sentiero in larghezza non consentono la presenza di entrambi. Per cui se volete provare ad attraversarlo con questo mezzo, lo dovete fare o molto presto la mattina o molto tardi. In ogni caso verificate sempre le disposizioni sull’ uso della bicicletta. In alcuni sentieri è vietato andare in bicicletta con cartelli molto chiari. I controlli ci sono e le multe vengono fatte. Per cui attenzione. 
LE CASCATE DI SASSIPotrete osservare anche alcune “cascate” composte di rocce e sassi. Sono stabili e apparentemente non pericolose. Evitate però accuratamente di tentare di salirci sopra. Potrebbe essere estremamente pericolose. Il materiale dall’alto potrebbe franare. 
LE CARTE GEOGRAFICHE PER NON PERDERSI.Quando si affronta un qualsiasi percorso i  montagna, sarebbe  buona norma dotarsi di una carta geografica  della zona, con i sentieri indicati, per seguire la strada in sicurezza, ed evitare di perdersi. Possono essere acquistate presso il centro informazioni di con una spesa modesta. Comunque il sentiero è  facile da seguire e perdersi è  molto difficile. I cartelli e i segnali vi aiuteranno. Il discorso cambia se decidete di seguire altri percorsi che si diramano del quello qui proposto. Anche se i sentieri sono segnati, le distanze aumentano, e il rischio di perdersi cresce,  portate la carta con i sentieri con voi. 
IL CENTRO INFORMAZIONI  PER LE ESCURSIONI. In prossimità del borgo di Caramanico Terme, in pratica a poche centinaia di metri dal centro, è presente un importante centro informazioni. Si tratta di una bella struttura dedicata all’assistenza per i visitatori della valle dell’Orfento. Qui potrete essere aiutati nel decidere quali escursioni effettuare in base ai vostri interessi e capacità. Vengono anche organizzare visite guidate quotidiane, adatte ai principianti quanto ai più esperti. 
LE PIANTE.Durante il cammino fate attenzione alle numerose specie di piante e fiori. Alcune possono passare inosservate, ma meritano uno sguardo la loro bellezza. Alcune sono piccole, altre di grandi dimensioni, e si sono adattate alle condizioni ambientali, di bassa luminosità ed elevata umidità. In inverno sopravvivono alle temperature  molto basse e alla neve.
IL CELLULARE  E LA CONNESSIONE INTERNET Il sentiero si trova in prossimità del borgo antico di Caramanico Terme, per cui le antenne che consentono la ricezione telefonica ed internet sono abbastanza vicine. In genere quindi si può comunicare con il portatile facilmente e collegarsi alla rete.  Eventuali difficoltà possono dipendere sia dal vostro apparecchio, sia dall’operatore telefonico con cui avete sottoscritto il contratto. 
I CARTELLI. Durante il percorso troverete un cartello esplicativo che vi illustrerà il percorso. Strada facendo noterete la presenza dei consueti segnali su rocce ed alberi che vi consentiranno di seguire il sentiero senza problemi. In genere questi ultimi sono fondamentali per non perdersi, ma in questi caso il percorso è estremamente semplice da verificare, per cui non sono indispensabili.
LA NEVE.In questa zona, durante la stagione invernale, la neve può cadere abbondante. Per cui se decidete di fare il percorso con il freddo, assicuratevi bene delle condizioni meteorologiche, per evitare brutte sorprese. Appoggiatevi comunque a guide esperte che conoscono le zona. La neve purtroppo copre tutto. Anche ciò che di pericoloso può esserci sotto i vostri piedi. 
NESSUNA FONTANA.una raccomandazione importante è quella di portare con voi l’acqua da bere o altre bevande. Infatti durante il tragitto non troverete alcuna fonte di acqua potabile, almeno che non decidiate di bere quella del fiume (ipotesi da scartare!). 
LA PREPARAZIONE FISICA. Per percorrere questo sentiero non è necessaria una preparazione fisica particolare. Il sentiero non presenta passaggi particolarmente difficili. L’unica problema può essere rappresentata dalla presenza delle scale che si trovano nella parte finale del tragitto. Se non siete molto abituati a camminare però, affrontate la risalita con tranquillità. 
COSA VEDERE INTORNO. Alla fine, o all’inizio del percorso, potrete visitare il borgo antico di Caramanico Terme, molto bello, ed inserito tra i borghi più belli d’Italia. Il consiglio è quello di visitarlo prima di iniziare la passeggiata, in quanto la fine del sentiero si trova a circa 3 km dal borgo antico, per cui potrete essere stanchi per passeggiare ancora. 
GLI ANIMALI PERICOLOSI – IL LUPO E L’ORSO. In questa zona protetta vivono due animali simbolo: il lupo e l’orso. In genere non si spingono a quote così basse e il percorso è molto frequentato per cui in genere si tengono lontani dagli esseri umani. Come sempre però fare attenzione soprattutto se camminate da soli. Possono essere attirati anche dal cibo che portate con voi. Nel centro informazioni di Caramanico Terme, troverete opuscoli e cartelli esplicativi su questi animali e sui lor comportamenti. Leggete con attenzione.
RACCOGLIERE I RIFIUTI.Ricordate sempre di non gettare i rifiuti in genere nell’ambiente. Può sembrare un suggerimento superfluo, ma non è infrequente trovate carte o buste di plastica durante il tragitto. E poi è comunque vietato.
NON ACCENDERE FUOCHI. Evitate assolutamente di accendere fuochi. Questa zona è una riserva protetta, per cui e vietato. Ricordate inoltre che ci trovate in una zona prevalentemente boscosa, per cui accendere fiamme può essere estremamente pericoloso. Inoltre è vietato. 
NON RACCOGLIERE LA FAUNA SPONTANEA.Bisogna accuratamente evitare di raccogliere piante, fiori o altre specie vegetali, non solo perché il sentiero si trova in una zona protetta, ma perché se ognuno di noi lo facesse, in breve tempo non resterebbe più nulla. Per cui osservare senza toccare.
Ai prossimi appunti di viaggio.

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ITALIA -REGIONE ABRUZZO – LAGO DI SCANNO: IL SENTIERO DEL CUORE – A.D.V.

QUOTA INIZIALE – 900 mt s.l.m

 

QUOTA FINALE  –  1.110 mt. s.l.m

 

DISLIVELLO TOTALE  – 210 mt circa

 

LUNGHEZZA PERCORSO – 3.3 km circa

 

TEMPO NECESSARIO A/R – circa 2 ore. 

 

DIFFICOLTÀ – Facile

DOVE SI TROVA. Il lago si trova in prossimità del Borgo di Scanno. Di seguito la mappa interattiva di GOOGLE MAPS che vi consentirà di raggiungere la vostra meta utilizzando il vostro dispositivo come un navigatore GPS ovunque vi troviate. Per calcolare il percorso cliccate sulla freccia blu sulla mappa. Ricordate che nell’angolo sinistro in basso è presente la versione “Earth” della mappa.

INTERFACCIA GOOGLE EARTH – SENTIERO PER IL LAGO VIVO. Di seguito troverete l’immagine del percorso per raggiungere l’eremo di San Egidio,  evidenziata il colore viola chiaro. E’ ottenuta dall’interfaccia tra le immagini satellitari di google earth ed un famoso programma che traccia il percorso utilizzando sia le coordinate satellitari che la connessione internet. La sua osservazione consente di comprendere che tipo di percorso bisogna effettuare. Nella parte alta potete notare il Lago di Scanno. 

PERIODO MIGLIORE PER EFFETTUARE LA VISITA. Il periodo migliore per effettuare l’escursione e certamente quello estivo, da luglio a settembre. Ricordate però di camminare durante la mattina o nel pomeriggio dopo le 16.00. Infatti nelle ore centrali della giornata può fare davvero molto caldo e umido. Le cose peggiorano nel caso in cui ci sia poco vento. Il percorso infatti è quasi tutto al coperto e l’aria può diventare soffocante.  
In primavera potete fare anche delle belle passeggiate, ma ricordate che il lago si trova a oltre i 922 MT S.L.M. per cui può fare freddo ed incontrare la neve. Camminare potrebbe essere un problema.
In autunno invece le giornate di accorciano e la temperatura scende. Avrete però la possibilità di vedere i boschi che cambiano colore. Davvero un bello spettacolo. 
LE DIFFICOLTA’ TECNICHE. Il sentiero non presenta difficoltà particolari. Non ci sono passaggi pericolosi, ma fate attenzione mentre camminate. Il sentiero è in genere stretto (soprattutto nella parte iniziale), e se vi distraete, potreste scivolare sul pendio del sentiero che guarda verso il lago. 
PERCORSO ANDATA E RITORNO. Il percorso è del tipo “andata e ritorno”, per ritornare da dove siete partiti, dovrete ripercorrere il medesimo sentiero. 
RICEZIONE CELLULARE E INTERNET. La connessione alla rete internet e quella telefonica non presentano particolari problemi. Il sentiero si trova a ridosso del paese di Scanno, per cui non avrete difficoltà per i contatti.
IL PARCHEGGIO.   È possibile parcheggiare vicino al lago. Ne esiste anche uno comunale. Valutate bene che durante la bella stagione, e nei fini settimana, il lago è molto frequentato, per cui potreste trovare qualche difficoltà nel lasciare i vostri veicoli. Se decidete di parcheggiare lungo le strade del lago, verificate sempre con attenzione la presenza di eventuali divieti di sosta. 

 

BOX METEO .
LE PREVISIONI DEL TEMPO.  Di seguito troverete un box meteo con le previsioni del tempo riferite alla zona del borgo di Scanno, poco distante dal lago. Questo vi consentirà di organizzare la vostra escursione con il tempo migliore. Prendete bene in considerazione questo strumento, perché in montagna con il meteo non si scherza. In caso di pioggia evitate le escursioni.
BOX METEOMeteo Roma
DIFFICOLTA’ ESCURSIONE: FACILEL’escursione Roberta tra quelle “facili”. Non è molto lunga (3,3 km circa) e il tempi necessario tra andata e ritorno la rendono adatta anche per coloro che non sono molto abituati a camminare in montagna su lunghi percorsi. Non ci sono passaggi particolarmente pericolosi. Ovviamente la prudenza deve sempre accompagnare il camminatore
LE CARATTERISTICHE DEL PERCORSO. Si tratta di un percorso che non presenta particolari problemi nell’essere affrontato. Il fondo e buono e non ci sono dislivelli significativi, o passaggi repentini ed insidiosi.
IL DISLIVELLO Il dislivello tra il punto di inizio e quello finale è di circa 200 metri,  per cui nulla di particolarmente difficile. Data la quota di arrivo non avrete nessun problema nel respirare. 
IL SENTIERO SCOPERTO.La parte del sentiero “aperta” del sentiero, ovvero non coperta dal bosco è la parte minore di tutto il tragitto. Si trova prevalentemente nella parte finale del sentiero, in prossimità dell’Eremo di San Egidio, ed in alcuni passaggi del percorso tra l’inizio e la fine. 
ALTEZZA SUL LIVELLO DEL MARE. La quota in cui si trova il punto di arrivo di questo percorso è  di circa 1110 metri sul livello del mare. La misura stata misurata con un altimetro professionale. Il punto di partenza è invece a circa 900 mt s.l.m. 
DISTANZA DA PERCORRERE  Come indicato, il percorso suggerito è  breve. Sono circa  3,3km tra andata e ritorno, distanza adatta anche per coloro che non sono abituati a camminare.
IL PANORAMA. L’escursione in se è semplice, ma vale la pena di essere effettuata per poter osservare il bel lago di Scanno da una posizione unica, che consente di poter vedere un particolare effetto ottico che  lo fa apparire con con una particolare forma “a cuore”. Questo è il motivo per cui il sentiero è chiamato così. 
LE CARTE GEOGRAFICHEIn genere è importante dotarsi di carte geografiche dei luoghi che si visitano con la mappatura dei sentieri da percorrere, per scegliere la strada migliore ed evitare di perdersi. In questo caso non è strettamente necessario, dato che il sentiero è uno solo (per l’Eremo di San Biagio) e per vedere il lago con la caratteristica forma a cuore. Inoltre i cartelli sono molto chiari. Comunque per sicurezza portatela con voi.
IL DISLIVELLO. Non è  molto. Si tratta di circa 200 metri tra il punto di partenza e quello di arrivo, dove si trova l’eremo di San Egidio.
DOVE ALLOGGIARE E PERNOTTARE.  Potete trovare alloggio in zona. Il lago di Scanno ed il borgo sono luoghi di villeggiatura molto conosciuti. Potrete facilmente trovare l’alloggio che fai per voi cercando in rete. Ricordate però di prenotare per tempo soprattutto durante la stagione estiva. Eviterete cos’ brutte soprese. 
SENTIERO ADATTO PER I BAMBINI. Il percorso può essere tranquillamente percorso anche dai bambini. Non ci sono infatti pericoli particolari. Bisogna fare solo attenzione in alcuni passaggi del sentiero in cui potrebbero scivolare nel bosco che guarda verso il lago. Questo vale ovviamente anche per gli adulti. 
IL SENTIERO NEL BOSCO. Ilsentiero nel bosco, rappresenta  la parte prevalente dell’intero tragitto. Sarete avvolti dalla tipica vegetazione di queste zone, ma non troverete una vera e propria foresta “ secolare”. Ci sono piante belle, ma nella norma per queste parti. Avrete comunque  la possibilità  di vedere il lago che si intravede tra il fogliame. E’ il vero obiettivo di questa escursione. 
LE PERSONE DIVERSAMENTE ABILI.L’escursione è adatta anche per le persone diversamente abili. Ovviamente bisogna tenere bene in conto le proprie difficoltà di natura fisica. Il sentiero non è particolarmente complesso ne lungo, né presenta passaggi pericolosi. Valutate comunque bene lo stato di salute personale prima di camminare.
GLI ANZIANI E PERSONE CON DIFFICOLTA’ DI DEAMBULAZIONE.  Il percorso può essere affrontato anche da persone anziane, dato che non presenta particolari difficoltà. La salita fino all’Eremo di San Egidio  è repentina (non ci sono tratti pianeggianti) per cui è importante avere un buon stato di salute. Non si tratta comunque di una semplice passeggiata. Non essendoci passaggi difficili ed essendo il fondo del sentiero buono, può essere affrontato anche da persone anziane con leggeri problemi di deambulazione. Il proprio stato di salute va pero valutato con attenzione. Non bisogna  correre rischi inutili. 
LA CARROZINE PER I DIVERSAMENTE ABILI.  Per questi tipo di sentiero è assolutamente sconsigliato l’uso della carrozzina. Le dimensioni del sentiero (in larghezza) e la pendenza  non sono adatte per il loro utilizzo. 
I CANI.  Il sentiero può essere percorso tranquillamente anche dagli amici a quattro zampe. Va bene anche per quelli di piccola taglia abituati a camminare. Lasciate a casa i vostri amici “da salotto” e quelli troppo anziani o i cuccioli
PORTARE L’ACQUA  PER I CANI.  Durante la camminata trovare una fontana solo nella zona vicina all’Eremo di San Biagio. Bisogna però fare attenzione a non confonderla con quella in ghisa che si trova accanto alla chiesa. È danneggiata e dismessa da tempo. Il consiglio è quello di portare da bere per gli amici a quattro zampe. Anche raggiungendo la fontana dovete valutare che si trova in pratica alla fine del sentiero. 
CANI AL GUINZAGLIO. In genere nei sentieri di montagna è possibile portare i cani sciolti. In questo caso il sentiero è stretto, per cui potreste incontrate altre persone. Potrebbe essere opportuno legare il cane al guinzaglio per evitare spiacevoli incidenti. Ovviamente dipende dall’indole del vostro cane. 
RICEZIONE CELLULARE E INTERNET. La connessione alla rete internet e quella telefonica non presentano particolari problemi. Il sentiero si trova a ridosso del paese di Scanno, per cui non avrete difficoltà per i contatti.
AREA PICNIC. Non è presente alcuna area picnic attrezzata durante il percorso. Per mangiare qualcosa un punto idoneo può essere lo spiazzo antistante l’Eremo di San Giacomo. La zona è ventilata, ma nessuna protezione contro i raggi del sole.
LE SCARPE CONSIGLIATE. Si tratta di un percorso semplice che non richiede calzature particolari. Potete indossare buone scarpe da ginnastica o da trekking leggero. Evitare scarponi pesanti o particolarmente tecnici. Non vi serviranno. 
IL CAPPELLO. La camminata è quasi tutta al coperto, grazie alla presenza degli alberi. Per questa ragione non sarà necessario portare con voi un copricapo. Comunque potrebbe tornarvi utile una volta arrivati all’Eremo di San Giacomo. Li lo spazio è aperto, per cui, soprattutto nelle belle giornate di sole potrebbe essere forte. Inoltre potrebbe tornarvi utile se decideste di continuare il sentiero che parte dall’Eremo e vi conduce intorno al lago (non descritto in questi appunti di viaggio). 
GLI OCCHIALI DA SOLE. Portate con voi anche un paio di occhiali da sole. Il percorso è quasi tutto coperto dagli alberi, ma quando il sole è alto nel cielo la luminosità può essere intensa, e dare molto fastidio agli occhi.  
I BASTONI DA TREKKING. Se siete soliti utilizzarli, potete portare con voi un bastone o quelli da nordic walking. Vi aiuteranno soprattutto nella salita. Ricordate però che si tratta di un percorso semplice, per cui potrebbero non essere necessari. 
I PANTALONI. Potete indossare pantaloni corti o lunghi. Sul sentiero non ci sono rami bassi o piante con spine che possano ferire le gambe, nè insetti nocivi.  
LA GIACCA IMPERMEABILE. Il percorso è breve, per cui potete valutare, in base alle condizioni del tempo, se portare con voi un capo di abbigliamento impermeabile. Ricordate sempre però che in montagna il tempo può cambiare rapidamente, anche nel giro di pochi minuti. Per cui se avete spazio nello zaino, portatelo con voi. 
LA CREMA SOLARE.  Il sentiero si sviluppa quasi tutto all’interno del bosco. Per cui il sole è filtrato dalla presenza del fogliame sugli alberi. Solo la parte dove si trova l’eremo di San Egidio è allo scoperto. Portatela con voi se necessario. Però potrebbe non servirvi. Inoltre in genere nel bosco non soffia mai un forte vento, per cui non serve nemmeno per evitare la disidratazione della pelle. 
L’EREMO DI SAN EGIDIO. Durante la camminata, uscendo dal bosco, incontrerete l’Eremo di Sant’Egidio, indicato su appositi cartelli posizionati sul sentiero. Si tratta di una struttura di piccole dimensioni, costruita nel 1657, come testimoniato dalla data riportata sul portale d’ingresso. Non è accessibile al pubblico, per cui la potrete osservare solo dall’esterno. Di fatto per quanto è dato sapere, non è abitualmente utilizzata per le funzioni religiose.
COORDINATE GPS – EREMO DI SAN EGIDIO: Se volete raggiungere l’eremo con il vostro navigatore, potete anche inserire le seguenti coordinate GPS. Non necessitano di connessione alla rete internet, ma solo alla rete satellitare GPS.
41°54’ 58″N –  13°52’ 13″E 
LA TEMPERATURA ESTERNA. È  influenzata certamente  dalla stagione in cui effettuate l escursione e dalle condizioni climatiche della giornata. Durante la bella stagione soprattutto nelle ore centrali della giornata, può fare molto caldo, a causa della scarsa ventilazione all’interno del bosco. È  meglio passeggiare la mattina o il pomeriggio.  
I CARTELLI ESPLICATIVI. All’inizio del percorso troverete due cartelli indicanti sia il sentiero del cuore e dell’erede di San Giacomo. Durante il cammino ne troverete altri che vi aiuteranno a non perdervi. Oltre sugli alberi sono presenti indicazioni verniciate bianche e rosse, tipiche dei sentieri di montagna. 
ATTENZIONE AI CARTELLI .Rispettate sempre le indicazioni riportate sui cartelli che descrivono il posto. In genere sono indicati una serie di divieti che devono essere presi seriamente in considerazione. Infatti in alcuni casi sono stabilite regole in merito all’utilizzo delle biciclette, il divieto di accendere fuochi, fino a giungere anche al senso di marcia da osservare. In pratica si può essere obbligati a procedere solo in un senso. Possono essere stabilite prescrizioni anche su come condurre i cani. 
LA LUMINOSITA’ DEL SENTIEROL’escursione di svolge prevalentemente all’interno del bosco. Gli alberi filtrano il sole, e nonostante la presenza del fogliame, l’illuminazione è molto buona. Per cui non camminerete in un luogo “buio e tetro”, ma in un ambiente piacevole. La luce diventa molto forte invece non appena arriverete nella parte aperta del sentiero, ovvero la zona che si trova intorno l’Eremo di San Egidio. 
LA VENTILAZIONE. La ventilazione dipende ovviamente dalle condizioni climatiche della stagione e della giornata. Considerate però che non è mai molto forte, poiché il percorso è quasi tutto all’interno del bosco e su uno ei pendii che racchiudono il lago. Per questa ragione, nelle giornate assolate, soprattutto durante la bella stagione, potreste sentire molto caldo
L’UMIDITA’. È  una condizione  climatica che dipende  ovviamente  dal meteo del giorno in cui effettuate la visita.  Ricordate però che l escursione si svolge quasi tutta al coperto, nel bosco. Per cui il vento può  essere ostacolato dalla presenza della vegetazione.  Nelle ore centrali della giornata, soprattutto in estate il tasso  di umidità  potrebbe  essere alto. In questo caso potreste  avere qualche difficoltà  nel respirare e potreste sudare molto. Cercate quindi di effettuare l’escursione durante la mattinata  o nel pomeriggio,  quando il sole inizia a calare. 
LA NEVE.In questa zona durante l’inverno può nevicare molto. Per cui se intendete percorrere questo sentiero fate comunque molta attenzione. Verificare prima se sia accessibile oppure no. In caso positivo fare molta attenzione. La neve potrebbe coprire punti pericolosi del sentiero. Il rischio di scivolare verso il basso è concreto. Potrete chiedere comunque presso il borgo di Scanno se vengono effettuate visite guidate invernali. In genere si possono fare con guide esperte, che conoscono passo passo il sentiero e gli eventuali pericoli.
DOVE MANGIARE. Durante il percorso non incontrerete alcun rifugio, ristorante o bar. Per cui dovete portare da mangiare e bere “da casa”. In realtà non è strettamente necessario, in quanto il percorso non è molto lungo e potete quindi mangiare al vostro ritorno. Comunque potrete acquistare le vettovaglie direttamente nel borgo di Scanno o presso i bar e ristoranti presenti sul lago. Li potrete anche sedervi comodamente e mangiare con una bella “vista lago”. Ricordate però di portare da bere. La sete si potrebbe far sentire.
DOVE ALLOGGIARE E PERNOTTARE. Potete trovare alloggio in zona. Il lago di Scanno ed il borgo sono luoghi di villeggiatura molto conosciuti. Potrete facilmente trovare l’alloggio che fai per voi cercando in rete.
I SERVIZI IGIENICI. Durante la camminata non incontrerete alcuna struttura dotata di servizi igienici. Per cui è necessario provvedere per tempo. Potrete recarvi presso quelli di qualche bar presso il borgo di Scanno, oppure presso quello delle strutture che si trovano vicino al lago. Potete comunque utilizzate i “bagni pubblici” che si trovano in prossimità dell’inizio del sentiero del cuore, vicino all’edicola dei giornali. 
QUANDO UTILIZZARE I SERVI IGIENICI.  Durante il cammino non troverete servizi igienici, per cui è necessario provvedere prima. Fortunatamente quelli pubblici sono presenti in prossimità dell’inizio del sentiero, accanto all’edicola. 
RACCOGLIERE I RIFIUTI.Portate via con voi i vostri rifiuti e non li abbandonate nel bosco o altrove. Non ci sono punti di raccolta o cassonetti, per cui li dovrete mettere nello zaino o sacco. Farete un favore all’ambiente. 
NON ACCENDERE FUOCHI. In questa zona non è possibile  accendere fuochi. Per cui evitate accuratamente di farlo. Oltre a non essere consentito, il rischio d incendio è  elevato, data la presenza del sottobosco, secco in estate. 
NON RACCOGLIERE LA FAUNA SPONTANEA.  È importante rispettare la natura che ospita gli escursionisti. Per cui la flora si può osservare, ma evitate di raccogliere piante e fiori. Se tutti facessero così i danni all’ambiente potrebbero essere ingenti. Per cui guardare ma non toccare. 
GLI INSETTI. Nonostante la presenza del bosco e del lago, non si segnala la presenza di particolari insetti fastidiosi o pericolosi. In alcuni periodi dell’anno bisogna fare attenzione ai tafani, insetti “assetati di sangue”, molto aggressivi, che possono provocare punture molto dolorose, e gravi crisi allergiche. In genere sono presenti nei luoghi dove si trovano animali da pascolo, cavalli o bovini. 
IL BAGNO NEL LAGO. Nel lago potrete fare tranquillamente il bagno. L’acqua è trasparente e fresca, e molto pulita. 
LA SPIAGGIA DEL LAGO. Intorno al lago sono presenti alcune spiagge. La principale è quella che si trova in prossimità del punto da cui parte il sentiero del cuore. 
LA TEMPERATURA DELL’ACQUA DEL LAGO. La temperatura del lago è bassa anche in estate, ma la presenza tra i bagnanti di bambini ed anziani è certamente un buon segnale per coloro che intendono fare il bagno. Ovviamente le regole sui rischi di congestione che si utilizzano al mare, qui devono essere applicate con maggior rigore. 
LE CORRENTI NEL LAGO.Il laghi possono essere molto pericolosi, a causa della presenza di correnti e gorghi. Per quanto e dato sapere il lago di Scanno non ha questo tipo di problematiche. Infatti durante la bella stagione vengono disputate gare di nuoto
IL NOLEGGIO IMBARCAZIONI. Se intendete recarvi al lago, e non avete una imbarcazione vostra, potete noleggiare un pedalò. Avrete così la possibilità di fare il bagno in vari punti dello specchio d’acqua, oppure osservare le sponde. 
IL CAMPER. Potete raggiungere il lago di Scanno anche con il camper. In zona sono presenti aree di sosta attrezzate e camping. Verificare in rete la disponibilità. Ricordatevi di prenotare soprattutto durante la bella stagione. Il luogo è molto conosciuto, per cui potreste non trovare posto per il vostro mezzo. 
I SOUVENIR.Alla fine della vostra escursione, o dopo un buon bagno nel lago, potete comprare qualche souvenir, da portare a casa come ricordo della giornata.  Li troverete presso l‘edicola ubicata accanto ai bagni pubblici  sopra descritti. 
Ai prossimi appunti di viaggio. 
Di seguito i link per visionare altri appunti di viaggio.

ITALIA – PAGINA GENERALE

 

       ITALIA – REGIONE ABRUZZO – P.G.

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Potete cercare gli argomenti che vi interessano nell’apposito  spazio “cerca”. Basta utilizzare una parola desiderata “chiave”. Se esiste si aprirà il post corrispondente. Ad esempio se digitate “rifugio”, o “orrido” o “chiesa” o “miniera” ecc., verranno visualizzati tutti i post che contengono questa parola. 
Nella parte finale di ogni post è presente la voce “TRADUTTORE”. Per scegliere la lingua desiderata (come nel caso vogliate mostrare il post ad una persone straniera che non parla la vostra), cliccate sul menù a tendina, dove la troverete. In pochi secondi il sistema provvederà alla traduzione. 
Conservate il link o la pagina di questo appunto di viaggio. Potrebbe tornarvi utile nel caso in cui decideste di visitare questo luogo. Potrete condividerlo anche con un amico.
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–.
ATTRAZIONE NATURALISTICA, ATTRAZIONE TURISTICA, EUROPA, FIUME CENTRO ITALIA, FIUME ITALIA, LAVATOIO, PARCO NATURALE CENTRO ITALIA, PARCO NATURALE ITALIA, REGIONE CENTRO ITALIA, REGIONE LAZIO, TREKKING, TREKKING CENTRO ITALIA, TREKKING ITALIA

ITALIA – REGIONE LAZIO: IL PARCO NATURALE DELLE VALLE DEL TREJA

 

IL BORGO DI MAZZANO ROMANO VISTO DAL SENTIERO



LUNGHEZZA PERCORSO: 11 km
circa

QUOTA: 200 M.T. circa s.l.m.

 
TEMPO NECESSARIO A/R –
circa 5 ore. 
 
DIFFICOLTÀ: Facile 
DOVE SI TROVA. Il sentiero qui proposto inizia partendo del borgo di Mazzano Romano, della città metropolitana di Roma, nella Regione Lazio. Di seguito la mappa interattiva di GOOGLE MAPS che vi consentirà di raggiungere la meta utilizzando il vostro dispositivo come un navigatore GPS ovunque vi troviate. Per calcolare il percorso cliccate sulla freccia blu sulla mappa. Per visualizzare versione Google Earth della mappa, basterà cliccare sulla finestrella nell’angolo in basso a sinistra. 

IL PERCORSO Di seguito troverete l’immagine del percorso ad anello descritto in questi appunti di viaggio, evidenziata il colore viola chiaro. E’ ottenuta dall’interfaccia tra le immagini satellitari di google Earth ed un famoso programma che traccia il percorso utilizzando sia le coordinate satellitari che la connessione internet. La sua osservazione consente di comprendere che tipo di percorso bisogna effettuare. Potete notare che comprende anche il passaggio per il Borgo di Calcata Vecchia.
 
INIZIO DEL PERCORSO. L’inizio del percorso si trova in prossimità dell’abitato del paese di Mazzano Romano. Non è difficile trovarlo, ma potere utilizzare le seguenti coordinate gps per poterlo raggiungere con il vostro navigatore.  Non necessitano di connessione alla rete internet, ma solo alla rete satellitare GPS.
Subito dopo le coordinate gps troverete l’immagine di Google Earth con il segnaposto di colore giallo che corrisponde al punto relativo alle coordinate GPS. Questa immagine vi renderà più semplice anche orientarvi per capire dove inizia il sentiero.
 
42°12’12.56″N  – 12°24’6.72″E
 
 

LE PREVISIONI DEL TEMPO.  Di seguito troverete un box meteo con le previsioni del tempo riferite alla zona di Mazzano Romano su base settimanale, con fasce orarie,  aggiornate in tempo reale.  Cliccando sul giorno della settimana in cui intendete effettuare l’escursione, potrete verificare con esattezza la situazione metereologica prevista nell’arco dell’intera giornata. Questo vi consentirà di organizzare la vostra escursione con il tempo migliore.

(Fate attenzione al menu del meteo. Cliccando sul giorno successivo a quello in cui visualizzare gli appunti di viaggio vi apparirà il giorno completo con le fasce orarie. Invece per il giorno corrente avrete solo le previsioni successive all’orario in cui visualizzate il box meteo. Per cui parte dello schermo del dispositivo che state utilizzando risulterà vuoto)

 

IL PERIODO MIGLIORE.  L’escursione può essere effettuata tutto l’anno. Ricordate però che la stagione in cui decidete di farla può condizionare non poco la vostra escursione. In primo luogo durante la stagione invernale il buio arriva presto, e se non partire di buon ora, potreste trovarvi all’interno del bosco di notte e senza luce. Inoltre parte della vegetazione presente, durante l’inverno perde le foglie, per cui il bosco che attraverserete potrebbe risultare spoglio. Inoltre dovete fare i conti con il freddo e l’umidità. Durante l’estate in questa zona il caldo può essere intenso, soprattutto nelle ore centrali della giornata, e l’umidità diventare veramente soffocante. Per cui la stagione migliore è certamente la primavera inoltrata, quando in genere il caldo non è molto forte e l’umidità non troppo alta. 
IL PARCHEGGIO DEI VEICOLI. Per parcheggiare non ci sono particolari problemi. E’ infatti possibile lasciare il vostro veicolo nell’area urbana del paese di Mazzano Romano. Il parcheggio è gratuito. Verificate sempre la presenza di are di parcheggio a pagamento. Ricordate però che nel fine settimane questa località è visita dai  turisti, per cui potreste trovare qualche difficoltà nel parcheggiare nella zona centrale del paese. Per comodità la mappa interattiva di google Earth che si trova all’inizio degli appunti d viaggio segnala come punto di arrivo un grande parcheggio a pagamento presente nel borgo. Starà poi a voi decidere dove lasciare i vostri mezzi. 
IL PERCORSO AD ANELLO. Il percorso proposto è ad “anello”. Questo significa che avrete seguendo la strada indicata nella mappa, ritornerete nel punto da
cui siete partiti
, ma senza camminare sul tracciato già percorso. Ciò vi consentirà di vedere luoghi differenti durante il tragitto. Ovviamente nulla vi impedisce di arrivare in un punto del percorso e tornare indietro sui vostri passi. Il consiglio è quello di fare il giro completo

 

IL LAVATOIO. Una volta lasciato l’abitato, dopo aver percorso poche decine di
metri, incontrerete un 
lavatoio di grandi dimensioni. Si tratta di una costruzione in buon stato di manutenzione. Da qui inizia il sentiero vero e proprio, con una bella discesa. Come si vede nell’immagine che segue, potrete notare la presenza di un fontanile con tre cannelle da cui fuoriesce acqua potabile e bella fresca. Il consiglio è di bere o di fare rifornimento d’acqua. Lungo la strada non ne troverete più, salvo che durante il percorso non ci fermiate presso la cittadina di Civita Castellana, dove sono presenti bar e ristoranti.

 IL LAVATOIO CON LA FONTANA CON TRE CANNELLE
 LA VASCA PER EFFETTUARE IL LAVAGGIO DEI PANNI
IL LAVATOIO – SULLO SFONDO IL BORGO DI MAZZANO ROMANO
IL SENTIERO NEL BOSCO. Se iniziate il percorso a piedi passando per Nazzano Romano, dopo aver un tratto aperto ed incontrato il lavatoio, vi troverete subito nel parte coperta del sentiero. Fate attenzione perché è presente subito una ripida discesa un po’ sconnessa. Poi il fondo ritornerà ad essere quasi pianeggiante.
Come si nota dalle immagini che seguono parte di questo sentiero presente anche delle protezioni (corrimani in legno)  nei punti più pericolosi. Servono a proteggere da eventuali cadute accidentali. Fate però attenzione che non sono presenti ovunque, e che alcuni di questi sono in cattivo stato di manutenzione.
IL SENTIERO: LE CARATTERISTICHE. Il sentiero preso in considerazione non presenta particolari difficoltà. E’ prevalentemente pianeggiante, salvo alcuni passaggi particolari, con salite e discese richiedono attenzione. Questi punti vanno affrontati con calma ed eventualmente con l’aiuto di qualcuno. 
LA PREPARAZIONE FISICA. Per affrontare i circa 11 km e le 5 ore  dei questo percorso ad anello, non è richiesta una preparazione fisica particolare. E un’escursione adatta a tutti, ma bisogna essere comunque essere abituati a camminare a lungo. Se non siete in buona salute o se siete tipi da “divano” allora valute bene se fare o meno questo “passeggiata”. Potreste non essere in grado di arrivare fino in fondo, ed essere obbligati a tornare  sui vostri passi a breve. In questo caso il consiglio è quello di prendere la gita con molta calma senza fare il percorso a “tappe obbligate”. 
L’AFFOLLAMENTO.  Il sentiero non è molto frequentato, ma è facile incontrare qualche camminatore solitario o piccoli gruppi di escursionisti. Ovviamente le presenze aumentano durante il sabato e la domenica

L’ABBIGLIAMENTO CONSIGLIATO. L’escursione non richiede l’uso di un abbigliamento tecnico. Ovviamente la stagione in cui effettuate l’escursione condiziona il tipo di abiti che indossate, ma evitate di esagerare. Vestitevi a “cipolla”, in modo tale da poter alleggerire o appesantire l’abbigliamento. In estate qui può fare molto caldo e umido, per cui vestitevi leggeri. 

LA RICEZIONE CELLULARE ED INTERNET. Per l’utilizzo del cellulare e della connessione ad internet non ci sono particolari difficoltà. La zona in cui si effettua l’escursione si trova in prossimità degli abitati di Mazzano Romano  e di Calcata Vecchia, che consentono una buona copertura del segnale. Valutate comunque che in alcuni punti la ricezione potrebbe essere momentaneamente assente. 

LE CALZATURE CONSIGLIATE. L’escursione non richiede l’utilizzo di calzature particolari. Potrete utilizzare delle scarpe da trekking “leggero” o anche delle buone scarpe da ginnastica. Se optate per il secondo tipo, evitate quello con il fondo liscio del tipo “da tennis”, perché potreste non avere la giusta aderenza in qualche passaggio sconnesso o sul fondo di terra battuta. Evitate anche di indossare scarponi da montagna, perché vi sarebbero solo d’intralcio. 

IL CAPPELLO. Come sopra indicato, il sentiero ha una parte rilevante al coperto, ed un’altra allo scoperto. Nella stagione fredda quindi potete indossare un cappello per proteggervi dal freddo e dall’umidità, mentre in quella estiva (o primaverile), potere utilizzarlo per proteggervi dal sole. In entrambi i casi e bene comunque portarlo con voi. 

I BASTONI DA TREKKING. Per effettuare la passeggiata potrete utilizzare come ausilio anche i bastoni da trekking, considerato che passaggi non sono complessi e quindi potete anche camminare tenendo un buon passo. Nei passaggi più impegnativi (anche se non molti), vi potranno aiutare a sostenervi.
IL SENTIERO ALL’APERTO. La seconda parte dell’escursione si effettua camminando per una serie di sentieri “aperti”. Sono caratterizzati da una maggiore illuminazione e ventilazionerispetto alla parte precedente. Anche il fondo sui cui camminerete è composto (come si vede dalle immagini) da terra battuta e pietrisco. Nelle giornate più assolate il terreno è molto asciutto, e di conseguenza, polveroso.
DOVE MANGIARE. Per mangiare le soluzioni possono essere le seguenti. La prima e la più ovvia è quella di portavi tutto da casa, bevande comprese. La seconda è quello di acquistare panini o altro a Nazzano Romano, borgo da cui inizia la vostra escursione, oppure fermarvi durante la passeggiata a Calcata Vecchia, borgo antico dove è possibile anche fermarsi in quale trattoria tipica. Qui sono presenti anche bar dove acquistare vivande o altro, o fermarsi per un caffè. 
GLI INSETTI.  La presenza degli insetti è chiaramente condizionata dalla stagione in cui effettuate l’escursione. Più vi avvicinate alla stagione estiva e maggiori sono le possibilità che si presenti qualche zanzara intorno a voi. Ogni tanto potrete notare la presenza di qualche nugolo di moscerini e qualche mosca o vespa, ma nulla di preoccupante. Per coloro che amano gli aracnidi (ragni per intenderci), è possibile notare qualche bella ragnatela con al centro il “padrone di casa”. Comunque per precauzione contro le zanzare portate con voi qualche prodotto repellente
ICANI.  L’escursione è certamente adatta per gli amici a quattro zampe, anche se di taglia piccola. Deve sempre però trattarsi di animali in buona salute e non anziani ed abituati a camminare. Il percorso non è breve e sono abituati al “salotto”, potrebbero incontrare qualche difficoltà. Ovviamente è sconsigliato anche per i cuccioli troppo piccoli.Ricordate di portare con voi l’acqua da bere per il vostro cane. Durante il cammino non ci sono fontane e l’unico corso d’acqua presente è il fiume Treja.  
AREA PICNIC. Durante il cammino troverete anche un paio di aree attrezzate dove potersi sedere per mangiare. La prima e più grande si trova in prossimità del fiume Treja. Basta attraversare il piccolo ponte sospeso, e li troverete un paio di panche con dei tavoli all’ombra degli alberi.
IL FIUME. Il Treja ha le sue sorgenti sul Monte Lagusiello, ad una quota di circa 250 mt s.l.m. Ha una lunghezza di circa 36 km e si getta nel fiume Tevere, di cui è uno dei principali affluenti. 
FARE IL BAGNO. Il fiume Treja, per quanto è dato sapere è balneabile. Il corso d’acqua non ha una corrente molto forte. L’acqua in alcuni punti è molto pulita, in altri meno. Durante la stagione estiva è facile imbattersi in alcune persone che in costume da bagno, si immergono nell’acqua. Fate comunque molta attenzione, ed evitate di entrarvi da soli. Il fondo presenza rocce e sassi
GLI OCCHIALI DA SOLE. E’ consigliato l’uso degli occhiali da sole per la parte all’aperto del sentiero. Nelle belle giornate il sole può essere veramente forte, soprattutto una volta che vi siete abituati a camminare nella penombra creata dal bosco nella parte coperta del sentiero stesso. 
I PONTI.  Durante il tragitto proposto incontrerete due ponti più grandi che attraversano il fiume Treja. Il primo è in legno e cemento, mentre il secondo è il legno e corda. Quest’ultimo è divertente da attraversare poichéoscilla quando ci camminate sopra. Porta inoltre ad un’area attrezzata con tavoli e panche dove potrete fermarvi per riposare o altro. 
GLI ANZIANI  E LE PERSONE CON DIFFICOLTA’ DI DEAMBULAZIONE. Il sentiero presenta alcuni passaggi più complessi, con alcune discese e salite che possono presentare delle difficoltà per essere affrontate da chi ha problemi di deambulazione o per persone diversamente abili. Come si vede dalle immagini la maggior parte del percorso è composto da un camminamento “semplice”, ma non si tratta comunque del parco sotto casa. Inoltre i chilometri da percorrere non sono pochi (11), per cui per coloro che hanno difficoltà nel camminare, è consigliato farsi accompagnare e non affrontare assolutamente da soli la gita. 
LA BICICLETTA. Il sentiero può essere percorso tutto in mountain bike. Non si consiglia l’uso delle due ruote da passeggio, perché comunque alcuni passaggi richiedonomezzi adattie una certa competenza tecnicaPer tale ragione se non siete preparati fisicamente o non avete la bicicletta adatta, evitare di fare questo percorso. In alcuni punti potreste essere obbligati a scendere a portala a piedi, data la presenza di alcuni punti ripidi con la presenza di rocce. Fate molta attenzione al fondo del sentiero, soprattutto dopo abbondanti piogge, che potrebbero creare delle insidie non visibili. Per raggiungere invece la necropoliinvece dovete usare obbligatoriamente la scala, per cui la bici dovrete lasciarla all’inizio della stessa oppure portarla con voi. 
IL PONTE IN LEGNO E CEMENTO SUL TREJA
I PONTICELLI. Il percorso è disseminato di piccoli ponti, che consentono di superare agevolmente piccoli corsi d’acqua o fossati senza pericolo. Considerato che parte di questo non sono in buono stato di conservazione, fate attenzione a dove mettere i piedi. Potreste trovare qualche asse sconnessa, marcia o qualche buco.
DIVERSAMENTE ABILI: LA CARROZZINA. Il percorso per coloro che si devono spostare con la carrozzina non è consigliato, in quanto si tratta di un percorso con passaggi non adatti per tale mezzo. Se però chi la deve usare è debitamente assistito, allora la cosa è fattibile. Ma fate molta attenzione
IL SENTIERO: LE RADURE NEL PERCORSO. Durante il cammino troverete alcuna radure dove potervi riposare. Si tratta di punti nel quali sono presenti alcune panche e tavoli dove potrete sedervi. La migliore è quello che si trova in prossimità del ponte di corda che attraverso il fiume. Qui l’ombra è ottima e durante la stagione estiva, vi riparerà dai raggi del sole.   
LE SCALE. Durante questo percorso incontrerete una serie di passaggi con della scale. Il primo è quello di che si trova subito all’inizio del percorso, scendendo da Mazzano Romano. 
Il secondo è quello che vi porta verso Calcata Vecchia. In realtà non si si tratta di una vera scala ma di una lunga salita. 
LA SALITA CHE DAL SENTIERO PORTA A CALCATA VECCHIA
Il terzo   è quello necessario per raggiungere la necropoli. E’ abbastanza impegnativo ma breve (come si vede nella immagini dedicate alla necropoli) . 

Il quarto e quello che vi riporta da dove siete venuti, ovvero Nazzano Romano. Per coloro che hanno difficoltà di deambulazione possono essere rappresentare un problema. 

Vi sono poi una serie di punti del sentiero nel bosco dove ci sono deipassaggi con scale di vario tipo. Come si vede dalle immagini non sono in buono stato di manutenzione per cui attenzione a dove mettete i piedi. 
I BAMBINI. L’escursione è adatta ai bambini più grandied in grado di muoversi in maniera autonoma. Per loro sarà certamente molto divertente. I sentieri nel bosco sono certamente un ottima attrattiva per i più piccoli, che vivranno una simpatica avventura. Comunque teneteli sempre sotto controllo. Alcuni passaggi del sentiero non sono semplicissimi, ed inoltre il fiume, anche se non molto grande e profondo, può rappresentare un pericolo da cui guardarsi. 
USO DEL PASSEGGINO PER I BAMBINI. Se dovete portare con voi bambini piccoli che non possono camminare o che comunque non possono percorrere a piedi lunghi tragitti, allora potete valutare la possibilità di utilizzare un passeggino
tecnico del tipo a tre ruote grandi
.
Quelli normali non vanno assolutamente bene a causa del fondo irregolare. Ricordate bene però che ci sono alcuni passaggi nei quali sarete comunque obbligati prendere in bambini in braccio, perché il rischio può essere quello di fare rovinose cadute se tentate di utilizzarlo con il bimbo all’interno.  
I SERVIZI IGIENICI. Durante il percorso non incontrerete bar o altro. Per cui se avete bisogno di utilizzare i servizi igienici, dovete necessariamente raggiungere o Mazzano Romano  o Calcata Vecchia che si trovano sul questo percorso. Altrimenti dovete provvedere diversamente. 
L’ILLUMINAZIONE. L’escursione si svolge prevalentemente nel bosco. Per questa ragione anche nelle giornate di pieno sole, gli alberi (nella bella stagione) offrono una bella copertura, per cui potrete godere di una piacevole ombra offerta dalle fronde delle piante. Il discorso è diverso nel momento in cui uscite allo scoperto. La luce può essere molto intensa (tempo permettendo), ed il sole diventare accecante. 
La scalinata di ritorno a Mazzano Romano
I MASSI SUL SENTIERO. Nel passeggiare incontrerete dei punti con alcuni massi e rocce di grandi dimensioni. Nulla di spettacolare o impressionante, ma hanno sempre il loro fascino. 
I CARTELLI ILLUSTRATIVI.Durante la passeggiata incontrerete sul vostro cammino numerosi cartelli esplicativi. Soffermatevi a leggerne il contenuto. Sono ricchi di informazioni sul luogo che state attraversando. Vi racconteranno soprattutto dettagli sugli aspetti naturalistici del posto.
L’UMIDITA’. E’ certamente condizionata dalle condizioni metereologiche della stagione e della giornata in cui decidete di effettuare questo escursione. Bisogna però ricordare che comunque vi trovate in prossimità di un fiume e la presenza del bosco, in assenza di vento, può elevare di molto il tasso di umidità, rendendo più faticosa la passeggiata. Nella parte aperta del sentiero invece le cosa cambiano completamente, grazie ad un maggiore ricambio di aria alla presenza del sole (nelle belle giornate). 
LA NECROPOLI. Durante la camminata potete fare una piccola deviazione per andare a vistare la necropoli del Cavone di Monte Li Santi. Basta salire delle scale (abbastanza ripide) per trovarvela difronte. E’ in buono stato di manutenzione. Si ritiene che sia stata usata sino alla metà del VII secolo A.C. Era un luogo importante di sepoltura per gli abitanti della antica città di Narce, un insediamento di una popolazione preromana che si trovava a circa 5 chilometri dalla borgo di Civita Castellana.
LA SCALA CHE PORTA ALLA NECROPOLI

Troverete altri luoghi di sepoltura durante il cammino, come si vede nelle immagini che seguono. Non sono il un’area specifica, ma dislocati lungo in piccola parte de sentiero. 

GLI ALBERI. Come già indicato il percorso prevede una parte nel bosco ed una parte scoperta. La prima vede la presenza di varietà botaniche tipiche dei boschi del centro Italia (tra cui anche noccioli e noci). Nella seconda invece potrete notare ampie aree dedicate alla coltivazione dell’olivo (come si vede nella immagini).  
LE PIANTE: IL FARFUGIUM JAPONICUM GIGANTEUM. Durante il cammino nella parte boscosa del sentiero, incontrerete una grande esemplare di Farfugium
japonicum ‘Giganteum’
. Si tratta di una pianta di una pianta proveniente dal Giappone appartenente alla famiglia delle Asteraceae. È una pianta erbacea sempreverde che cresce bene in ambenti umidi non molto soleggiati o a mezz’ombra. Le sue dimensioni sono notevoli, in quanto la sua altezza da terra
varia dai 90 ai 150 cm. Per capire quanto sia grande basterà avvicinarsi.
LE PIANTE – LE FELCI. Camminando nella parte coperta del sentiero, noterete la presenza di alcuni esemplari di felci. Si tratta di piante tipiche di queste zone. In genere si trovano in prossimità di grandi alberi(che offrono molta ombra), o in prossimità dei corsi d’acqua (in questo caso il Fiume Treja o i piccoli corsi d’acqua che attraversano il parco), o comunque in presenza di terreni molto umidi.Sono
piante che hanno bisogno di queste condizioni ambientali, poiché non sono in grado di vivere in terreni asciutti. Se vi avvicinate ad osservale, noterete che le foglie dal centro della pianta, dove le foglie più giovani crescono con unaforma caratteristica a spirale, chiamata “pastorale”, poiché ricordano molto la tipica forma dei bastoni dei vescovi. Le foglie più esterne, di colore marrone / verde sono quelle più vecchie e tendono con il tempo seccare e cadere

 

LE PIANTE – I MUSCHI.  Nella parte coperta del sentiero osserverete la presenza costante di muschi, aggrappati agli alberi e alle rocce. Di fatto tappezzano ampie superfici e danno un tipico colore verde al sottobosco. Non si trovano mai in zone soleggiate o secche. In caso di siccità tendono vanno in stasi vegetativa. Gli esemplari più rigogliosi sono quelli che si trovano in prossimità dei corsi d’acqua.
DOVE ALLOGGIARE E DORMIRE. Se desiderate pernottare in questa zona, potrete farlo senza problemi. Il percorso proposto inizia da Mazzano Romano ed attraversa la Calcata Vecchia, per cui basterà verificare la disponibilità presso le varie strutture alberghiere, b&b e agriturismi presenti nella zona. Ricordate comunque di farlo per tempo. Questa zona è molto frequentata dai turisti, per cui se decidete di alloggiare all’ultimo momento, potreste avere qualche difficoltà, soprattutto se siete in tante persone.

COSA VEDERE INTORNO. Durante l’escursione potrete anche visitare il borgo di Calcata Vecchia. È conosciuto come il paese degli artisti. Ricavatevi almeno un’ora di tempo per camminare tra i vicoli e visitare le botteghe artigiane. Molto bello è il panorama che si può osservare dal borgo stesso, che si affaccia sul Parco della Valle del Treja. Questo luogo può essere anche ottimo per pranzare o fare uno spuntino presso i bar presenti e i ristorante caratteristici. 

IL BORGO DI CALCATA VECCHIA VISTA DAL SENTIERO
IL BOSCO VISTO DAL BORGO DI CALCATA VECCHIA – IL PANORAMA

 

SE VOLETE VEDERE TUTTE LE IMMAGINI RELATIVE A QUESTA ESCURSIONE, POTETE CLICCARE SUL LINK CHE SEGUE, CHE VI INDIRIZZERA’ AL VIDEO PUBBLICATO SU YOU TUBE.

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ITALIA – PAGINA GENERALE

Ai prossimi appunti di viaggio. 

 

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Per poterne visionare dai vostri smartphone, potete anche cliccare la “versione web” che si trova al termine
del post. Vi apparirà come sul computer.


Potete cercare gli argomenti che vi interessano nell’apposito spazio “cerca”.  Basta utilizzare una parola desiderata “chiave”. Se esiste si aprirà il post corrispondente. Ad esempio se digitate
“rifugio”, o “orrido” o “chiesa” o “miniera” ecc., verranno visualizzati tutti i post che contengono questa parola. 

Nella parte finale di ogni post è presente la voce “TRADUTTORE”. Per scegliere la lingua desiderata (come nel caso vogliate mostrare il post ad una persone straniera che non parla la vostra), cliccate sul menù a tendina, dove la troverete. In pochi secondi il sistema provvederà alla traduzione.

Conservate il link o la pagina di questo appunto di viaggio. Potrebbe tornarvi utile nel caso in cui decideste di visitare questo luogo. Potrete condividerlo anche con un amico.

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che si trova nella pagina, e vi arriveranno le novità del blog ad ogni nuova pubblicazione. L’iscrizione è gratuita. Vi verrà solo richiesto di confermare il vostro indirizzo di posta, per essere sicuri che siate stati proprio voi ad iscrivervi.

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ATTRAZIONE TURISTICA, CITTA' DI LOURDES, FRANCIA, OCCITANIA, PIRENEI, Senza categoria

FRANCIA – OCCITANIA – LOURDES: IL PIC DU JER E LE GROTTE

L’ingresso del viale che porta alla funicolare

DOVE SI TROVA. Il picco si trova in prossimità della città di Lourdes, al numero 59 Avenue Francis Lagardère, 65100, Francia, nella regione dell’Occitania. Di seguito la mappa interattiva di GOOGLE MAPS che viconsentirà di raggiungere questa meta utilizzando il vostro dispositivo come un navigatore GPS ovunque vi troviate. Per calcolare il percorso cliccate sulla freccia blu sulla mappa. Potete anche visulizzare la versione “Google Earth”, cliccando nell’angolo in basso a sinistra della mappa.

 

COME RAGGIUNGERE LA FUNICOLARE. La stazione di partenza della funivia dista da centro di Lourdes circa 7 km, per cui potete raggiungerla sia a piedi che in macchina ocon altri mezzi, taxi compreso. Un modo divertente e diverso perarrivarci e quello di salire sul trenino che gira per la città per farla visitare ai turisti. Ferma anche davanti alla stazione di partenza, come si vede nell’immagine. Le fermate sono in orari prefissati, così potete riprenderlo per tornare indietro.
La mappa del sito del Pic du Jer

UN PO DI STORIA. Lourdes è una cittadina nota per la presenza del Santuario dedicato alla Madonna. E’ stato, ed è oggetto, di un grande flusso di turisti che la visitano per motivi religiosi. E’ però anche situata in luoghi di grande interesse naturalistico, per la presenza dei Monti Pireni. Per valorizzare questa sua caratteristica ulteriore, sul fini del 1900, un ingegnere francese (Alphonse Chambrelnt), pensò che fosse opportuno costruire una funicolare che potesse portare facilmente e velocemente i turisti sulla sommità del PIC DU JER, una delle montagne che si trovano intorno a Lourdes. I lavori si costruzione iniziarono nel 1898 efurono terminati in appena otto mesi, un tempo record per l’epoca, grazie a soluzioni di ingegneria innovative. Come si può notare dalle immagini che seguono,il lavoro è consistito nello scavare un solco ne fianco della montagna, ne quale sono state posizionate le rotaie sui cui corre il “trenino” sui salgono i visitatori, con tutto in sistema meccanico che consente alle cabine di cui è composto di “arrampicarsi” per la salita. Diversamente dalle normali funicolari, che sono appese ad un cavo di acciaio sostenuto da piloni, qui i lcavo è posizionato tra le rotaie, e “trascina” la funicolare.

PREVISIONI DEL TEMPO. Di seguito troverete un box meteo con le previsioni del tempo riferite alla zona di Lourdes su quattro giorni, aggiornate in tempo reale. Questo vi consentirà di organizzare la vostra escursione con il tempo migliore. In caso di pioggia evitate se possibile, di salire. In questa zona le piogge possono essere molto forti e le temperature scendere anche di molti gradi.

IL PARCHEGGIO. Per parcheggiare non ci sono problemi. Sono presenti ampi spazi dedicati alla sosta, che in genere è gratuita. Verificate con attenzione dove lasciate il mezzo, per essere sicuri che non si tratti di spazi a pagamento.
IL TRENINO CHE VIENE DA LOURDES. Un modo divertente ed originale per raggiungre la zona di partenza per il Picco è quello di utilizzare un trenino a motore su ruote in gomma (e non su rotaie), che da Lourdes porta in giro i turisti verso varie mete della città. E’ un servizio a pagamento.

IL trenino che da Lourdes porta alla stazione di partenza delle funicolare

LA STAZIONE PARTENZA DELLA FUNICOLARE. Si trova ad un’altezza di circa 400 metri s.l.m. (415 perl’esattezza), e al suo interno si trovano la biglietteria, e la stazione vera epropria, da cui si prende la funicolare. L’ambiente è ben illuminato, grazie alla presenza di ampie vetrate, ed è presente anche una grande sala d’aspetto.

IL TEMPO DI SALITA E DISCESA. Per salire servono circa 15 minuti e per scendere altrettanto.

LA BIGLIETTERIA. Per salire sul picco, utilizzando la teleferica è necessario pagare un biglietto. Il prezzo non è alto. Se invece non volete spendere e se voletè fare una passeggiata (tutta in salita) potete optare per il sentiero a piedi che vi condurrà in cima.

ORARI INGRESSO ED USCITA. Le visite sono previste per tutto l’anno, con orari di apertura differenti in base alla stagione.

L’AFFOLLAMENTO. E’ una meta molto richiesta, dato che si trova alle porte di Lourdes e consente di poter avere un’ottima visuale sulla città (santuario compreso) e sulle belle montagne che la circondanno. Per cui quando decidete di andare calcolate che potreste dover aspettare un po’ prima di poter raggiungere la cima con la teleferica.

LE CARATTERISTICHE TECNICHE DELL’IMPIANTO. Questa funicolare, per salire e scendere, utilizza un sistema di cavi. Si tratta in pratica di un piccolo treno, con una inclinazione predeterminata, che sale e scende utilizzando delle rotaie. La salita è effettuata attraverso un sistema di trazione meccanica che la stessa teleferica, e non un sistema di trazione autonoma come avviene per i treni. bisogna evidenziare che le cabine non sono certamente comodissime. Non serve una grande comodità, considerato che il tragitto per raggiungere la sua metà del Picco non è molto lungo. In compenso però durante la vostra ascesa o discesa, potrete vedere intorno a voi un bel panorama, grazie agli ampi finistrini del trenino.

L’ABBIGLIAMENTO CONSIGLIATO. Il picco si trova ad un’altezza di circa 1000 mt s.l.m. per cui l’abbigliamento deve essere adeguato alla stagione in cui si effettua la visita. Infatti la quota non è tale da dover indossare capi pesanti anche durante la bella stagione (come invece bisogna fare comunque in alta montagna). Durante l‘inverno copritevi bene. In questa zona può fare anche molto freddo.
Portate con voi una giacca a vento.


LE SCARPE DA INDOSSARE. Per effettuare questa escursione non è necessario indossare calzature particolari. Nella a stagione estiva anche quelle aperte vanno bene. Se però intendete effettuare anche la visita alle grotte, un paio di scarpe evitareranno di bagnarsi i piedi.

IL CAPPELLO. Vento e sole possono essere molto intesi. Se la luce vi dà fastidio allora è il caso di proteggersi dalla luce e calore con un cappello. Se dovesse fare molto freddo (nella stagione invernale) allora portate con voi uno di lana.

GLI OCCHIALI DA SOLE. È consigliato portare con voi sempre un paio di occhiali da sole, anche se la giornata può essere non bellissima. Il motivo il seguente. Nel caso in cui il tempo fosse bello, il sole può essere veramente forte ed accecante, soprattutto nelle belle giornate estive. Nel caso in cui invece il tempo non fosse bello, il riverbero della luce potrebbe essere molto forte, e le persone particolarmente sensibili potrebbero avere qualche fastidio. Inoltre gli occhiali vi aiuteranno anche a proteggervi dal vento, che in questa zona generalmente soffia abbastanza forte.

STAZIONE ARRIVO DELLA FUNICOLARE. Si trova ad un’altezza di circa 900 metri s.l.m. (889 per l’esattezza). E’ ubicata proprio sul grande piazzale principale del picco.

La Stazione di arrivo ed il piazzale antistante

DOVE MANGIARE. Per mangiare avete alcune soluzioni. La prima, la più economica, è quella di portare qualcosa con voi di pronto. La seconda invece è quella di rivolgervi al bar – ristorante presente sulla parte di arrivo del picco, poco distante da dove si trova la stazione di arrivo della funicolare. Potrete acquistare bevande e panini e piatti semplici espressi preparati sul posto. Nelle giornate di maggior affluenza, all’ora di pranzo, postreste avere qualche difficoltà a trovare un posto al tavolo seduto.

I SERVIZI IGIENICI. I servizi igienci li potete trovare sia nella stazione di partenza della funicolare che nel bar che si trova nella zona alta del picco. Se avete
necessità, utilizzate li prima di salire sulla teleferica. Durante il viaggio non li troverete. Per cui non rimandate.

Il bar – ristorante che si trova nella zona di arrivo della teleferica

I BAMBINI. La gita e certamente molto adatta ai bambini, perché non presenta alcun pericolo di sorta, ed è sicuramente divertente, grazie alla presenza della teleferica, che per loro rappresenta un’attrattiva irresistibile. Potete anche decidere riprendere il sentiero con i più piccoli, ma ricordatevi che per salire comunque è necessario camminare per più di un’ora, e il pendio non sempre è molto agevole. Se utilizzata teleferica, potete portare con voi anche il passeggino per i bambini più piccoli, che non possono camminare da soli e che si stancano facilmente.

LA MOUNTAIN BIKE. Il picco è famoso anche per gli appassionati della mountain bike, e soprattutto per coloro che praticano il “down hill”. Infatti, grazie alla teleferica e possibile salire facilmente e velocemente in cima, per poi scendere con le due ruote lungo i fianchi della.montagna. Quando arriverete in cima potrete notare la presenza di un vero e proprio punto di partenza da cui iniziare la discesa in sicurezza. Se vi fermate ed aspettate, potrete vedere qualcuno scendere su due ruote a tutta velocità.

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LE FOTOGRAFIE ANTICHE. Nel bar ristorante sul picco, troverete appese al muro alcune fotografie antiche che testimoniano la storia della costruzione della funicolare (riportate in seguito) e le “metamorfosi” del bar ristorante. Sono in bianco e nero. Si tratta di riproduzioni e non di originali.

I CANI. Per gli amici a quattro zampe non ci sono problemi. Posso tranquillamente salire con voi sulla funicolare oppure percorrere il sentirò a piedi. Considerato che l’escursione e adatta a tutti, potete portare con voi anche cani di piccola taglia e anziani. La strada da percorrere a piedi infatti non è molta. Se invece decidete di salire a piedi il discorso cambia. Il percorso è tutto in salita e può non adatto per animali non abituati a camminare.

IL VENTO. Il picco può essere esposto anche ad una ventilazione intensa, ovviamente condizionata dalle condizioni meteriologiche e dalla stagione. In inverno il freddo può essere pungente ed il vento insistente. In estate, quando fa molto caldo, invece può risultare piacevole.

I CARTELLI E DEPLIANT ESPLICATIVO. Una volta arrivati nella biglietteria potrete prendere un deplinat esplicativo che vi racconterà la storia della funicalore e del Pic du Jer. Si tratta di notizie essenziali che vi faranno conoscere le caratteristiche di questo posto particolare. Oltre a ciò, sono presenti anche alcuni cartelli esplicativi (in genere in francese ed inglese) che approfondiscono aspetti relativi alla funicolare stessa.
IL PANNELLO CON I RIFERIMENTI DELLE MONTAGNE. Interessante è la presenza di un pannello esplicativo, che consente di conoscere nel dettaglio, i nomi delle montagne che si vedono nella parte sommitale del Picco, altrimenti poco riconoscibili per coloro che non conoscono la zona.
LE CONDIZIONI DI LUMINOSITA’. Per quanto luminosità, dovete partire dal presupposto che tranne il momento in cui vi trovate all’interno nella funicolare, o eventualmente se doveste fare la visita alle grotte, tutta la gita si svolge all’aperto. Per tale ragione, sopratutto nelle belle giornate di sole, gli spazi sono “inondati” dalla luce del sole. Se ciò vi dà fastidio potete usare gli occhiali da sole per proteggervi, oppure scegliere una giornata coperta. Anche in questo caso il riverbero può essere molto intenso.

LA CONNESSIONE TELEFONICA ED INTERNET. Per quanto riguarda l’utilizzo dello smartphone, di un qualsiasi cellulare, e la connessione ad internet, non ci sono problemi di alcun tipo. Il picco i Infatti si trova praticamente a ridosso della cittadina di Lourdes, in una zona molto frequentata e ben connessa con le varie forme di comunicazione. Potrete quindi tranquillamente telefonare, ed utilizzare internet direttamente dal vostro cellulare.

LA CREMA SOLARE. Nelle belle giornate il sole può essere molto forte ed anche il vento può farsi sentire. Per cui se intendete trattenervi, e meglio proteggersi il volto e le parti del corpo scoperte con delle crema solare.
LA GRANDE CROCE DI FERRO. Una volta giunti nella parte alta del picco, dove si trova la stazione di arrivo della teleferica, potete salire ulteriormente solo a piedi, per arrivare nella parte più alta della montagna. Qui troverete una grande croce di ferro, costruita nello stesso perido in cui fu costruita la funicolare.

IL SENTIERO – CARATTERISTICHE. Una volta arrivati in cima con la teleferica, avete la possibilità di restare nella zona di arrivo e del bar, oppure continuare a salire verso la parte più alta del picco. Si tratta della zona dove si trova la grande croce di ferro che domina sulla città, e da dove si può godere della vista di un mangnifico panorama. Per fare questo però dovrete utilizzare le gambe, perchè non ci sono alternative. Dovrete necessariamente utilizzare una serie di sentieri e scale ben indicate, e che rappresentano un percorso obbligato. Come si vede dalle immagini sono ben asfaltati e facili da percorrere, anche per coloro che hanno
difficoltà di deambulazione.

IL PERIODO MIGLIORE PER LA VISITA. Il Picco può essere visitato tutto l’anno, sia con l’ultilizzo della funicolare che attraverso il sentiro che si percorre a piedi o in mountain bike. In inverno può fare anche molto freddo, ma se il tempo è bello, e siete ben coperti, la gita può essere molto interessante. Il periodo migliore e quello delle primavera ed esitvo, durante il quale le giornate si allungano e il tempo diventa stabile ed in genere soleggiato. Quando fa molto caldo, qui potrete approfittare si del vento che del fresco dovuto alla quota.

I DIVERSAMENTE ABILI E PERSONE CON DIFFICOLTA’ DI DEAMBULAZIONE. La visita, e certamente adatta anche per persone che abbiano disabilità fisica. Infatti per raggiungere il picco, non bisogna fare sforzi particolari, occorrere alcun tipo di rischio. Come sopra anticipato, per raggiungere
la sua meta si usa la teleferica, ed una volta arrivati troverete un grande spiazzo in cemento che vi consentirà di poter osservare il bel panorama che vi circonda, compresa la città di Lourdes stessa cosa però non si può dire per raggiungere la parte sommitale del piccolo, Dove si trova la croce in ferro. Qui Infatti bisogna percorrere dei Sentieri e dei passaggi obbligati.


LA NEVE. Durante la stagione invernale e possibile che in questa zona ci sia la neve. Per cui se salite sul picco potreste trovare una bella coltre bianca. Lourdes si trova infatti ai piedi dei Pireni, zona montusa importante delle Francia e delle Spagna), dove sono presenti importanti stazioni sciistiche.

SCALE C-1

Le scale che portano alla sommità del Pic du Jer

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LE GROTTE SUL PICCO

Le grotte di trovano ad una profondità di circa 40 metri rispetto alla parte più alta del Picco (dove si trova la grande croce di ferro). Sono in risultato dall’attività erosiva dell’acqua derivante dallo scioglimento di un ghiacciaio che esisteva in questa zona circa 40.000 anni fa. L’escursione di snoda attraverso gli undici ambientii cui le grotte sono stata suddivise.

INGRESSO ED USCITA IN POSTI DIVERSI. Un caratteristica di queste grotte è di avere ingresso ed uscita differenti. In pratica si entra da una lato, dove si trova il piazzale di arrivo della funicolare, e si esce dal lato opposto del picco, utilizzando un sentiero apposito.

LA TEMPERATURA DELLE GROTTE. Si aggira sugli 11 gradi costanti tutti l’anno.

DURATA DELLA VISITA . La visita non richiede molto tempo. Come indicato nel cartella (vedere foto) richidee circa 25 minuti.

INGRESSO A PAGAMENTO. Per poter effettuare la visita bisogna pagare un biglietto ulteriore rispetto a quella della teleferica. Può essere acquistato direttamente nella biglietteria che si trova nella stasione di partenza, oppure all’ingresso delle grotte. Il costo è modesto. Se non siete convinti di volerle visitarle allora il sistema migliore e il secondo.

I CARTELLI ESPLICATIVI SULLE GOTTE. Una volta entrati all’interno trovereto una sala dalla quale poi si accede materielmemte all’interno delle grotte. Qui sono presenti una serie di cartelli esplicativi che vi raccontano le caratterirstiche di questo luogo.

LA VISITA GUIDATA. La visita alle grotte non può essere effettuata in modo autonomono, ma con l’accompagnamento di una guida autorizzata, sia per motivi di sicurezza che per poter conoscere la.storia di questo posto. Le spiegazioni vengono data nelle lingue principali oltre il francese, tra cui anche l’italiano. Sono notizie molto interessanti che vi daranno uno sguardo diverso su questo posto così particolare.

Alcune gallerie interne alle grotte

L’ABBIGLIAMENTO CONSIGLIATO. La temperatura interna delle grotte si aggiura intorno agli 11 gradi costanti tutto l’anno. Si tratta di una temperatura non molto bassa durante la stagione invernale (qui può fare molto freddo), ma d’estate la differenza tra l’esterno l’interno può essere anche di molti gradi (in estata a Lourde la temperatura può superare i 27 gradi). Per tale ragione è il caso che portiare qualcosa con voi per coprirvi durante la vistita, soprattutto durante la bella stagione. Una felpa può fare al caso vostro, cosi come un giacca impermeabile. In inverno copritevi. Ricordate comunque che il termpo della visita è di circa 25 minuti, per cui non soffrirete il freddo per molto tempo.

LE SCARPE. Per la visita bisogna ricordasi che la temperatura interne è di circa 11 gradi e l’ambiente e comunque umido ed il fondo è i roccia e terra battuta. Non servono pertanto scarpe particolari, ma in estate ricordate che portate calzatura aperte, potreste sentire freddo ai piedi. Non sono consigliate scarpe con i tacchi.

IL CAPPELLO E FOLULARD. Le signore possono utilizzare un foulard o un cappello per potersi proteggere i capelli dall’umidità.

Alcune concrezioni sulle rocce interne alle grotte

L’ILLUMINAZIONE INTERNA DELLE GROTTE. Le grotte sono illuminate artificialmente. Infatti le uniche fonti di luce naturale sono quelle che provengono dall’ingresso della grotta stessa e dall’uscita, che come anticipato si trovano in posti
differenti. La luce naturale, riesce ad entrare solo per alcuni metri se non ci fosse quella artificiale, non sarebbe possibile effettuare la visita in alcun modo. Bisogna però precisare che come si vede dalle immagini, esistono alcuni passaggi tra la grotta e l’esterno, ma fornisco pochissima illuminazione.

I passaggi di luce ed aria tra le grotte e l’esterno

LA CLAUSTROFOBIA. Per coloro che soffrono di claustrofobia non ci sono particolari problemi. Gli spazi sono abbastanza ampi ed illuminati, ed i gruppi che effettuano la visita non sono mai mTo numerosi. Inoltre si sta all’interno solo per circa 30 minuti. Ovviamente valutate bene se siete in grado di sopportare simili condizione se avete questo tipo di problema.

Il sentiero che si trova all’uscita delle grotte
PANORAMA. Una volta arrivati in cima, potrete godere di un bel panorama sia dal piazzale antistante l’arrivo della funicolare che dalla parte più alta del picco, dove si trova la grande croce di ferro. Qui potrete vedere la cittadina di Lourdes, il lago, nonche le montagne circistanti ed il fiume che attraversa l’abitato.
COSA VEDERE INTERNO. Il picco si trova molto vicino alla cittadina di Lourdes, per cui potrete visitare il famoso Santuario dedicato alla Madonna, o visitare il castello o il lago, oppure optare per una gita tra i monti Pirenei.
IL LAGO. Dal monte e possibile vedere in lontananza il lago di Lourdes. Se vi trattenere nelle zona, merita una visita. Su può fare il bagno ed è un posto molto frequentato da persone di tutte le età.
DOVE ALLOGGIARE. Il picco si trova nella cittadina di Lourdes, per cui per alloggiare non ci sono problemi. Gli alberghi sono molti ed avete solo l’imbarazzo della scelta.
Ai prossimi appunti di viaggio.

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ITALIA – REGIONE PUGLIA – MONTE SANT’ANGELO: IL CASTELLO

 

L’ingresso principale del castello visto da una delle sue mura
DOVE SI TROVA. Il castello si trova in Puglia, nella zona del Gargano, nel borgo antico di Monte Sant’Angelo, molto famoso per la presenza del Santuario di San Michele Arcangelo.

Di seguito la mappa interattiva di GOOGLE MAPS che vi consentirà di raggiungere la vostra meta utilizzando il vostro dispositivo come un navigatore GPS ovunque vi troviate. Per calcolare il percorso cliccate sulla freccia blu sulla mappa. Potete anche visulizzare la versione “Google Earth”, cliccando nell’angolo in basso a sinistra della mappa.

PREVISIONI DEL TEMPO. Di seguito troverete un box meteo con le previsioni del tempo riferite alla zona di Monte Sant’Angelo, aggiornate in tempo reale. Questo vi consentirà di organizzare al meglio la vostro escursione con il tempo migliore.


LE MURA ESTERNE. Il castello ha una stuttura massiccia, caratterizzata da mura  costruite in blocchi di pietra squadrati. Ha una piante irregolare, ma sono comunque riconoscibili quattro torri principali, tutte diverse per forma. Una di queste la più grande, e la più grande e la famosa “Torre dei Giganti”. 
VISITE GUIDATE  . È possibile effettuare delle visite guidate del castello. In genere sono associate anche alla visita della cittadina e Della Grotta di San Michele Arcangelo. Potete trovare in rete agenzie specializzate a cui fare riferimento.

ORARI – GIORNI D’INGRESSO. Il castello è aperto dalle 9.00 alle 13.00 e dalle 14.40 alle 18.00, tutti i giorni.

LA PIANTA DEL CASTELLO. Una caratteristica di questo castello è quella di avere una pianta irregolare, con una struttura che vista dall’alto non ha la tipica forma quadrata o rettangolare dei castelli medioevali.

 

L’INGRESSO . Il castello ha solo un ingresso “ufficiale” per i visitatori. Come si vede dall’immagine che segue si raggiunge attraversando un ponte di pietra ad archi che collega il piazzale antistante al castello alla porta in legno e metallo.

L’ingresso principale del castello
Particolare della portone d’ingresso al casello

LA STORIA DEL CASTELLO. Il castello ha una storia antica. La sua edificazione risale a circa mille anni fa, intorno nella prima metà dell’anno 800,molto probabilmente su un’antica struttura difensiva Longobarda. La sua costruzione come fortezza fu voluta per opera di Orso I, all’epoca vescovo di Benevento. Aveva le caratteristiche di un castello fortificato, ed è stato nel corso dei secoli, anche un luogo di residenza, soprattutto durante la dominazione degli Angioni. Non aveva quindi solo funzioni di presidio militare e di difesa. I sotterranei sono stati adibiti anche a prigione. Durante il periodo in cui il castello fu sotto la dominazione di Federico II di Svezia, il castello fu oggetto di interventi importanti con ampliamento delle struttura e miglioramenti della stessa. Durante questo periodo qui abito’ l’amante dell’Imperatore Bianca Lancia con il quale ebbe due figli. Dal 1552 il castello passo nelle mani dei Principi Grimaldi di Gerace, che ne rimasero i proprietari per oltre due secoli. Nel1798 passo nella disponibilità del Regio Demanio. Diventò poi proprietà del Cardinale Ruffo, dopo il ritorno in Italia della famiglia dei Borboni, che lo ebbe come dono dello stesso Ferdinando IV per i servigi resi. Dal 1907 è di proprietà del Comune di Monte Sant’Angelo, che lo acquistò nello stesso anno da un erede dello stesso Cardinale Ruffo.

LA BIGLIETTERIA. Per  visitare il castello bisogna pagare un biglietto d’ingresso. Il prezzo non è elevato e sono previste sconti per determinate categorie di persone. Per cui quando entrare, se lo desiderate, potere chiedere quali siano le riduzioni sul prezzo del biglietto. La biglietteria si trova all’interno del castello stesso. Una volta superato il ponte, e attraversato il portone, alla vostra sinistra trovere una grande vetrata. La biglietteria è situata li.

 

 

La biglietteria interna al castello

I SOUVENIR. Se volete portare via con voi qualche ricordo della visita al castello, potere acquistarli nel piccolo negozio che si trova all’interno del maniero. Si trova nello stesso ambiente dove è  collocata la biglietteria
IL FOSSATO “ARAGONESE”. Come la maggior parte dei castelli antichi, anche questo è dotato di un ampio fossato difensivo. Lo spazio è grande, ma non è visitabile dai turisti, se non in occasioni particolari. Comunque una volta scesi nel fossato bisogna comunque seguire un percorso ben preciso, delimitato da una corda. Le mura non si possono avvicinare. Comunque scendervi all’interno non è necessario, in quanto è ben visibile camminando all’esterno del castello.



IL TEMPO NECESSARIO PER LA VISITA.  Se volete visitare il castello con attenzione, dovete necessariamente ritagliarmi uno spazio di tempo di almeno un’ora. Ovviamente ogni visita può essere personalizzata in base all’interesse che sia nella visita questo manufatto, ma il consiglio è quello di non andare di fretta, per poter godere di questo maniero antico che merita comunque l’effettuazione di un bel giro sia nella parte superiore che nella parte inferiore, nonché nella zona aperta. il tempo necessario si dilata nel momento in cui decidete di soffermarvi a leggere le varie didascalie presenti nel castello, che come sopra anticipato, sono davvero un’importante fonte di informazioni, per una conoscenza migliore di questa antica struttura.

IL PARCHEGGIO DEI VEICOLI.  Per lasciare i vostri veicoli non ci sono problemi. Una volta arrivati a Monte Sant’Angelo troverete un grande parcheggio per tutti i tipi di veicoli. È  però a pagamento,  con un biglietto orario. Se non volete spendere potete anche cercare parcheggio nelle zone più esterne di Monte Sant’Angelo. Fate comunque attenzione anon lasciare i vostri mezzi in sosta fuori dagli spazi consentiti. I controllo delle Forze dell’Ordine sono frequenti.

I CAMPER  E LE ROULOTTE.Se volete raggiungere Monte Sant’Angelo con il camper non ci sono particolari problemi. Bisogna fare però attenzione alla strada sia quando si sale che si scende. È tortuosa e con molte curve. Per il parcheggio potere utilizzare lo stesso previsto per le auto e moto (a pagamento).

L’ABBIGLIAMENTO DA INDOSSARE.  Per visitare il castello non è  richiesto un abbigliamento particolare. È certamente necessario fare riferimento alla stagione e alle condizioni climatiche in cui si effettua la visita. Ricordate però che gli spazi aperti sono molti, ed il vento di certo non manca. Nella stagione calda, è sopratutto a metà giornata (dalle 11 alle 15), il sole può essere molto forte

 

 

IL PONTE LEVATOIO.  Per ragioni difensive, il castello aveva un fossato e un  vero e proprio ponte levatoio, che impediva il passaggio del fossato, una volta sollevato, in caso di attacco da parte dei nemici. Venute meno le necessità difensiva, questotipo di ponte è stato sostituito con un fisso ad archi in pietra.

L’AFFOLLAMENTO DI VISITATORI. Il borgo di Monte Sant’Angelo è molto conosciuto e visitato, grazie sopratutto alla presenza delle famoso Santuario dedicato all’Arcangelo San Michele. Per questo ragione, sopratutto durante il fine settimanta e nei giorni di festa religiosi e non, potreste trovare il paese “invaso” dai visitatori. Il castello ovviamente non fa eccezione, ed è una metaturistica molto conosciuta ed apprezzata. Per cui se volete godere di una visita in piena tranquillità, cercate di effettuarla non nei periodi sopra citati, oppure non appena il castello apre ai visitatori.

LO STATO DI MANUTENZIONE. Del castello originario non è rimasto molto, e di fatto ciò che si vede oggi, sono solamente dei ruderi. Nei secoli infatti, venute meno le necessità difensive, la stuttura difensiva ha  perso progressivamente
importanza
, ed è caduto in stato di abbandono. Bisogna pensare inoltre che spesso questi manufatti abbandonati, diventavano delle vere e proprie “cave di pietra”, da cui trarre materiale da costruzione per altri edifici. Allo stato attuale, in quanto bene di proprietà del Comune di Monte Sant’Angelo e come attrazione turistica, è oggetto di una manutenzione costante. 

I PIAZZALI INTERNI. Una volta entrati all’interno del castello noterete la presenza di ampi spazi aperti al centro dello stesso. Le strutture antiche infatti si sviluppano prevalentemente nella zone delle mura di cinta, dove sono presenti le torri.

I SERVIZI IGIENICI. Nel castello sono presenti anche i servizi igienici. 

 

LE PERSONE DIVERSAMENTE ABILI. Per le persone disabili con problemi motori visitare il castello potrebbe essere un problema. Sono presenti scale e non tutti gli spazi sono raggiungibili per chi ha una limitata mobilità. Alcuni spazi, come i camminamenti in alto dove si vede il panorama non si raggiungono semplicemente. Per cui è necessario che siano accompagnati. Comunque per eventuali ulteriori chiarimenti e il caso di contattare la direzione del castello.

 

I DIVERSAMENTE ABILI – USO DELLA CARROZZINA. Per coloro che devono spostarsi con la carrozzella potrebbero esserci alcuni problemi nel visitare alcune parti del castello, così come indicato per coloro  che hanno problemi di deambulazione. Ci sono parti del castello, come.i corridoi sotterraniei, che non sono assolutamente raggiungibili. Altre parti si possono vedere. Comunque fate riferimento sempre alla direzione del castello inforeazioni ulteriori. 

Quando è stata effettauata questa visita non erano presenti ausili particolari per i diversamente abili (come montacarichi o ascensori). Per cui per sapere se siano presenti o meno, è sempre meglio fare riferimento alle informazioni della Direzione del castello.

La parte superiore della Torre dei Giganti con alcuni cannoni

 

 

LE TORRI DI AVVISTAMENTO.  Sono presenti quattro torri, massiccie, e ben visibili dall’esterno. Una di queste guarda sulla zona dedicata ai parcheggi del comune di Monte Sant’Angelo. Si tratta della “Torre dei Giganti” alta circa 18 metri e mura che hanno lo spessore di tre metri circa. 

La torre dei Giganti vista dal parcheggio principale

 


 

 

 

LE FINISTRE. Il castello è parzialmente diroccato, per cui molti degli ambienti interni originari non ci sono più. Da ciò ne deriva che trovere solo alcune finistre negli ambienti ancora chiusi che sono stati oggetto di restauto per tutelarli dall’incuria. Come si può osservare dalle immagini che seguono alcune finistre sono ben visibili anche dove gli ambienti non ci sono più, e sono tutte senza alcuna protezione (infissi o altro). Quelle al chiuso invece presentano tutte sistemi di chiusura (vetri ed infissi). Noterete che non si tratta di finistre molto grandi, in quanto nei castelli antichi con funzione difesiva, come questo, non avrebbero garantito la sicurezza. Potreste notare anche lo spessore dell mura, in quanto dove sono presenti le finestre, i muro stesso risulta “tagliato”.

 

 

 

 

 

 

LE FERITORIE. Come ogni castello antico che si rispetti, troverete, aggirandovi sul muro di cinta, una serie di feritoie ben conservate, che consentivano in passato di poter guardare intorno protetti dal muro stesso, senza necessità di affacciarsi dal bordo del muro. 

 

IL CAMMINAMENTO NELLA PARTE ALTA. Una delle parti più belle del castello è il camminamenti che si trova nella parte alta, vicino al muro di cinta. In passato consentiva di controllare il territorio circostante con facilità. Adesso offre invece la possibilità al visitatore di osservare il bel panorama circostante, soprattutto nelle belle giornate di sole. 

I MERLI. Come ogni castello che si rispetti, anche questo è dotato di merli, o per meglio dire quello che ne resta, dopo il lungo periodo di abbandono della struttura. Ne troverete alcuni camminando nella parte alta del castello, come si vede nelle immagini. Aveveno una importante funzione difensiva. Consentivano di guardare fuori dalle mura del castello, di proteggersi ed utilizzare le armi per la difesa e l’attacco. 

 

LA TORRE “CISTERNA”.  La funzione difensiva di questo castello, la posizione particolare, in una zona della Puglia dove l’acqua tutt’ora scarseggia, comportò la necessità di realizzare una torre cisterna, ovvero una struttura dove poter accumilare l’acqua necessaria per la vita delle persone. La torre aveva un effeciante sistema di raccolta delle acque piovane, che consetiva di usarle durante i lunghi periodi in cui l’acqua l’appriviggionamento dell’acqua poterva esssere un vero problema.

 

IL CAMMINAMENTO NELLA PARTE BASSA. Altra parte interessante è il camminamento interno più in basso rispetto a quello del muro di cinta. Si tratta di passaggi che mettono in collegamento le varie parti del castello, e gli ambienti non diroccati.

 

 

I CARTELLI. Durante la vostra passeggiata, sia negli ambienti aperti che in quelli chiusi, avrete la possibilità di consultare alcuni cartelli esplicativi, che vi racconteranno la storia di questo maniero. Conviene dedicare qualche minuto alla lettura si questi documenti, perchè vi daranno la possibilità di conoscere in maniera più approfonditi, aspetti particolari e curiosità di questo luogo. Oltre questi cartelli, vi sono poi delle targhe che ripostrano i nomi dei singoli luoghi (torri, sale ecc.) con le numerazioni, con cui potreste facilemente comprendere la loro esatta ubicazione sulla mappa.  

LE MAPPE. Sono dislocate in varie parti del castello e vi consentiranno di orientarvi all’interno dello stesso. Sono inoltre corredate di alcune didascalie con indicazioni storiche interessanti. 

 

LE TARGHE NUMERATE. Durante la visita incontrete, affisse sul muro, alcune targhe metalliche numerate che vi indicheranno l’edificio del castello indicato sulla mappa. Hanno uno stile “medioevale” e si integrano bene con lo stile del castello. Sono però sopratutto utili per orientarvi bene.

LE SALE INTERNE AL CASTELLO. Pur essendo parzialmente diroccato, nel castello sono presenti alcuni ambienti chiusi, dove sono le torri. Sono ambienti molto ben tenuti e restaurati, con una bella illuminazione. 



LE SCALE INTERNE. Nel castello sono presenti due tipi di scale: quelle esterne ed interne.  Le prime, quelle esterne permettono di raggiungere la parte più alta, dove si trova il camminamento che consente di vedere la parte esterna. Le seconde, quella interne invece consentono lo spostamento all’interno del maniero, ed il particolare il camminamento sotterraneo.

 

LA SALA DEL TESORO. Nella parte meglio conservata del castello e presente una sala dedicata dei blasoni . Le didascalie all’interni ne raccontano la storia.
Conviene soffermarsi non solo in questo ambiente, ma legger
e quanto
scritto nei vari cartelli.Vi racconteranno la storia di questo luogo. 

LE SCALE ESTERNE. Il castello presenta una serie di scale nella parte esterna, che consentono di passare rapidamente dalla parte più bassa della struttura, a quella più alta, altrimenti irragiungibile. Come si vede nelle immagini, si tratta di strutture antiche, abbastanza ripide, che possono mettere a dura prova coloro che hanno difficoltà di deambulazione. Per salire e scendere, usate i corrimani per stare più sicuri.

 


LA CREMA SOLARE.  Nelle belle giornate di sole, soprattutto nel periodo estivo, se non siete abbronzati o se avete la pelle delicata, è meglio proteggeri le parti scoperte con una buona crema.mCome sopra riportato il castello ha molte parti scoperte e girando potreste restare esposti al sole per un tempo relativamente lungo.
I BAMBINI. La visita e certamente adatta ai bambini, che restano sempre affascinati da questi luoghi così particolari. Bisogna però fare attenzione ai loro spostamenti. La presenza di scale spesso alte e ripide, di passaggi stretti ed altro, possono essere pericolosi per loro. Cadere può essere molto facile. Per cui teneteli sempre sotto controllo. 


I CORRIDOI INTERNI. Altra parte interessante sono i passaggi interni del castello. Consentivano lo spostamento protetto da un ambiente ad una altro dell’edificio. Sono comunque affascinanti perché “misteriosi” perché non si sa dove portano, è sono una scoperta continua. Fate comunque molta attenzione alla testa, soprattutto per coloro che sono molto alti. In passato uomini e donne erano più bassi.

LA CLAUSTROFOBIA. Per coloro che soffrono di claustrofobia non ci sono particolari problemi. Gli spazi aperti sono molti e la Torre dei Giganti e la sala del Tesoro sono ampie. Vi sono però dei passaggi (vedere foto) bassi e stretti e con poca luce che potrebbero creare qualche difficoltà. Per i più sensibili potrebbe essere meglio non entrare.

LE PERSONE CON DIFFICOLTA’ DI DEAMBULAZIONE. Il castello è adatto anche per le persone anziane. Un limite alla visita però potrebbe essere quello per coloro che hanno problemi di deambulazione.  Il fondo su cui camminare non è molto agevole e ci sono alcune scale ripide da fare. Bisogna poi considerare i cunicoli interni non propri comodissimi. Con un po’ di aiuto però i problemi si possono facilmente superare. Ma non bisogna mai sottovalutare dove vi trovate.

 

LE PIANTE. Nel castello non ci sono piante particolari o alberi, ne è presente un vero e proprio giardino, se non alcuni prati erbosi, che si sono formati spontaneamente nelle zone aperte interno al castello.  Meritano però attenzione alcune piccole piante che crescono spontanee tra rocce delle mura. Sfidano il freddo in inverno e il caldo e la siccità in estatè.

 


LA CONNESSIONE TELEFONICA ED INTERNET.  Per la ricezione del cellulare e la connessione ad internet non ci sono problemi. Il castello è di fatto alle porte della cittadina di Monte Dant’Angelo, per cui il collegamento e costante.
 

 

L’USO DEI PASSEGGINI PER I BAMBINI. Se avete con voi bambini molto piccoli, ricordatevi che non è possibile usare il passeggino, a causa delle caratteristiche strutturali del castello. Rischiate di portare con voi un peso inutile. Per cui lasciatelo in macchina. 
LE SCARPE
CONSIGLIATE
.  Per visitare il castello e meglio indossare scarpe comode, come quelle  da ginnastica o da trekking. Evitare accuratamente scarpe con i tacchi. Nella bella stagione le scarpe aperto vanno bene. Il motivo è dovuto di tale cautele alla presenza di scale e di un fondo irregolare.

LE FOTOGRAFIE. Per gli amanti delle fotografie non ci sono problemi. Non ci sono particolari problemi per cui tutti gli ambienti, sia interni che esterni possono essere immortalati con i vostri smartphone o macchine fotografiche. Può sembre una precisazione superflua, ma non sempre è consentito  effettuare riprese di immagini o video.






 

IL PERIODO MIGLIORE PER LA VISITA. Il castello è visitabile tutto l’anno, tranne in alcuni giorni particolari.  Bisogna considerare che la maggior parte della struttura è all’aperto, per cui bisognarende evitare le visite nelle stagione fredda o molto calda. Nelle giornate molto ventose, camminare sul muro di cinta potrebbe creare qualche problema, ma nulla di particolare. Evitare invece le giornate piovose proprio perché la parte più interessante del castello è  quella esterna.



IL PANORAMA. Il castello si trova nella parte più alta di Monte Sant’Angelo. Questa caratteristica in tempi passati offriva una ottima visuale e controllo del territorio dagli assalti di eventuali nemici. Venuta meno questo sua funzione difensiva, oggi consente di godere di un bel panorama a 360°. Potrete estendere il vostro sgurdo verso il promontorio del Gargano, o sui tetti del borgo. Nelle belle giornate di sole, quanto il cielo è sgombroda nuvole, èpossibile vedere il mare in lontanaza.  

I CANI. Se volete portare con voi i vostri amici a quattro zampe, non ci sonoproblemi. Non ci sono particolari divieti. Ricordatevi però di verificare eventuali divieti temporanei contattendo direttente la direzione del castello. La raccomanazione e però quella di far fare i bisogni per tempo, per evitare spiacevoli incidenti durante la visita.

COSA VEDERE INTORNO.   il castello non si trova in una zona isolata un remota, bensì praticamente a ridosso del borgo antico di Monte Sant’Angelo. Per cui una volta effettuata la visita al castello, potete tranquillamente uscire, e fareuna bella passeggiata tra i vicoli del paese stesso. Ha una storia antica, ed è certamente interessante da vedere. la parte Certamente Però più interessante e il santuario dedicata a San Michele Arcangelo, famoso per essere composto da due parti, ovvero il santuario in pietra costruito molto tempo fa, nonché La Grotta naturale dove L’Arcangelo stesso si è palesato. una raccomandazione, è proprio quella di non
saltare soprattutto la visita alla grotta. Bisogna però precisare che questo è un luogo di culto, Tra le altre cose molto frequentato, per cui rammentate, soprattutto nel periodo estivo, di indossare un abbigliamento consono alla situazione, evitando pantaloncini gonne troppo corte, e spalle scoperte.  è una regola di condotta che viene come noto applicata in tutti i luoghi di culto Cristiano del mondo, ed è anche una forma di rispetto certamente dovuta. Inoltre se non siete vestiti in maniera consona, Il rischio è quello che non vi facciano entrare all’interno del Santuario stesso.


DOVE ALLOGGIARE E DOMIRE . Se volete visitare il castello ed il borgo di Monte Sant’Angelo, o il doso Santuario dedicato all’Arcangelo Michele, e non avete fretta, potete alloggiare in uno degli alberghi o Bed e Breakfast presenti nell’abitato.

Ai prossimi appunti di viaggio.

LINK GENERALI. Di seguito troverete alcuni link che vi consentiranno di consultare delle pagine tematiche. Basta cliccarvi sopra.

ITALIA – PAGINA GENERALE

 

ITALIA – PUGLIA – PAGINA GENERALE 

 

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ATTRAZIONE NATURALISTICA, ATTRAZIONE TURISTICA, FRANCIA, FUNICOLARE, OCCITANIA, OSSERVATORIO ASTRONOMICO, PIRENEI

FRANCIA – OCCITANIA – PIRENEI: PIC DU MIDI DE BIGORRE E L’OSSERVATORIO ASTRONOMICO.

DOVE SI TROVA. Il Picco è ubicato nella regione dell’Occitania, nella località di Bagneres-de-Bigorre. Di seguito troverete la mappa interattiva di GOOGLE MAPS che vi consentirà di raggiungere la vostra meta utilizzando il vostro dispositivo come un navigatore GPS ovunque vi troviate. Per calcolare il percorso cliccate sulla freccia blu sulla mappa. Potete anche visualizzare la versione “Google Earth”, cliccando nell’angolo in basso a sinistra della mappa.

PREVISIONI DEL TEMPO. Di seguito troverete un box meteo con le previsioni del tempo riferite alla zona di Bagneres-de-Bigorre su base settimanale, aggiornate in tempo reale. Questo vi consentirà di organizzare al meglio la vostro escursione con il tempo migliore.

IL PARCHEGGIO. Per lasciare i vostri veicoli non ci sono problemi. Potete parcheggiarli tranquillamente, sia che si tratti di auto, moto o camper. Ricordate però di non lasciarli fuori dagli spazi delimitati. Nelle giornate di maggjor affluenza (fine settimana e feste), potreste trovare qualche difficoltà nel trovare posto libero. Sono presenti sia quelli gratuiti che a pagamento.

LA BIGLIETTERIA. Per salire sul Pic Du Midi utilizzando la funicolare bisogna pagare un biglietto. Il costo non è basso. La biglietteria si trova in una struttura separata, più a valle, rispetto a punto in cui si sale sulla funicolare.

LA FUNICOLARE. Per raggiungere il picco avete tre possibilità: con la teleferica o a
piedi, o con altri mezzi. In questo caso l’escursione è stata effettuata utilizzando la funicolare. È molto comoda e veloce.
La stazione di partenza della funicolare a valle del Pic du Midi. 
BISOGNA FARE LA FILA PER SALIRE SUL PICCO. La visita al picco è molto richiesta, per potreste dover fare anche una lunga fila prima di poter salire. Armatevi di pazienza. Nella stagione estiva inoltre, sopratutto durante le ore più calde della giornata, potreste restare esposti al sole anche molto forte.

 

LA FUNICOLARE – TEMPO NECESSARIO PER SALIRE. Per salire non ci vuole molto tempo, nonostante la distanza tra la stazione di partenza e quello di arrivo. Ci vogliono circa 20 minuti.

 

LE CABINE. Sono abbastanza comode, anche se in genere sono sempre molto affollate, proprio in ragione del successo che ha la visita al Picco.

L’ABBIGLIAMENTO. La scelta del vestiario da indossare dipende ovviamente dalla stagione in cui effettuate la visita. In inverno deve essere necessariamente adatto al freddo intenso, in quanto in questa zona nevica (e si scia). In estate deve essere necessariamente leggero quando siate nella zona di partenza della teleferica, in quanto può fare anche molti caldo, e più pesante una volta arrivati in cima al picco. L’escursione termica può essere significativa, per cui piatte con voi qualcosa per coprirsi bene. Una bella giacca a vento e quello che vi serve. Evitate di salire se non potete aggiungere qualcosa di pesante sul vostro abbigliamento.
LE SCARPE. Per effettuare questa escursione non sono richieste calzature particolari. Si cammina poco per cui non servono calzature tecniche. Ricordate però che sul picco potrebbe fare anche molto freddo, per cui le.scarpe aperte potrebbero essere inopportune. Per le signore il consiglio è quello di evitare i tacchi.
IL CAPPELLO. Portate con voi un cappello per proteggervi dal sole e dal vento.
GLI ANZIANI. La visita e adatta anche per le persone anzIane. Non devono fare sforzi particolari e non è richiesta nessuna preparazione fisica particolare. Inoltre gli spostamenti avvengono all’interno della parte che si trova sul Picco, attraverso ascensori e scale, e non richiedono comunque impegno fisico particolare.
I BAMBINI. La gita e certamente adatta ai bambini. I pericoli sono pochi e per loro è certamente interessante. Bisogna però fare attenzione a controllarli bene durante la salita è la discesa dalla teleferica. Il controllo deve essere maggiore durante la permanenza sul piazzale che si trova sopra il picco.
I DIVERSAMENTE ABILI. Anche per quanto concerne le persone diversamente abili, la visita può essere effettuata in tutta comodità e sicurezza. L’accesso alla teleferica E comunque semplice, così come movimenti negli spazi che si trovano nella zona costruita sul Picco, come sul piazzale che consente di vedere il meraviglioso panorama. Anche per coloro che si muovono con la sedia a rotelle, non ci sono particolari problemi.
DOVE MANGIARE. Per mangiare avete una serie di soluzioni. La più economica è quella di portarsi qualcosa di pronto “da casa”. Potete poi acquistante qualcosa nei vari bar e locali presenti nella zona di partenza della teleferica. Sono infatti presenti bar e piccoli ristoranti. Potete poi invece mangiare “in quota” al ristorante che si trova sulla cima del picco, dove arriva la teleferica. In genere i piatti proposti sono buoni, ma un po costosi. In genere bisogna fare un po di fila per acquistare i cibi. Qui si trova anche il bar, per prendere un caffè o altro.
IL MUSEO OSSERVATORIO . Una volta giunti sul Picco, troverete, tra le altre cose, anche un bel museo dedicato allo osservazione delle stelle, non grandissimo, ma molto interessante.
L’OSSERVATORIO ASTRONOMICO. Una volta giunti sulla cima non potete rnon notare la presenza dell’osservatorio astronomico. E una struttura molto importane e si grandi dimensioni. È una struttura non visitabile liberamente, ma è solo per gli addetti ai lavori o in occasioni particolari.

La costruzione dell’osservatorio risale alla fine del 1800, e da allora la struttura è andata crescedo per importanza, diventando uno degli osservatori di importanti della Francia. Vengono effettuate osservazioni sia di giorno che di notte. Si effettuano anche controlli atmosferici.

I CANI. Per quanto riguarda i vostri amici a quattro zampe, non ci sono particolari
divieti impedimenti. In Francia i cani sono sempre molto ben accettati. Verificate sempre però che per qualche motivo di sicurezza, non ci sia un impedimento a poter salire sulla funicolare per raggiungere il picco.

IL PANORAMA. Durante la vostra escursione sul picco, avrete la possibilità di osservare un bellissimo panorama in due occasioni. La prima è quella durante L’ascesa con la funicolare Dalla Valle fino al Picco, la seconda invece una volta arrivati sul piccolo stesso. Si tratta ovviamente di due prospettive totalmente diverse, ma comunque meritevoli di nota. Se potete Durante la salita sulla teleferica, cercate di mettervi più vicino possibile alle vetrate della cabina che sale o che scende. Potete affacciarmi ed osservare senza ostacoli il panorama che si staglia intorno a voi. Invece, una volta arrivati sul picco, avrete a disposizione un ampio spazio, dove poter girare a piedi, e poter osservare a 360° tutto quello che vi circonda.

Il lago che si può osservare mentre salite con la funicolare

La mappa sul piazzale del picco che indica le varie vette visibili

IL TRAMPOLINO IN VETRO E ACCIAIO. Una volta arrivati sul piazzale presente sul pIcco, dovete assolutamente camminare sul ‘trampolino” di acciaio e vetro che si sporge nel vuoto. Si tratta di una struttura abbastanza grande che consente di provare l’ebrezza di poter vedere sotto i vostri piedi i totale sicurezza. Sembra di fluttuare nel vuoto. È molto frequentata, per cui per spingervi nel vuoto dovrete aspettare il vostro turno o fare spintoni per arrivare nel punto più estremo del trampolino.
I SOUVENIR. Se volete acquistare un ricordo della vostra visita, o fare un regalo, potete farlo nel piccolo negozio che si trova all’uscita delle teleferica di ritorno. Si trova dalle parte opposta rispetto a quella della stazione di partenza. Ci sono oggetti per tutte le tasche. Qui inoltre è presente anche caffetteria, dove potrete gustare ottimi caffè di una nota marca.

L’UMIDITÀ. Dipende ovviamente dalla giornata in cui effettuate la visita, ma ricordate che improvvisamente potreste essere avvolti dalle nuvole, anche per parecchio tempo. La loro presenza vuole dire “vapore acqueo” e di conseguenza umidità molto forte.

IL VENTO. Il vento, può diventare un problema. Ricordatevi che il picco si trova ad un altezza di circa 2900 mt, e la possibilità che la giornata possa essere anche molto ventosa non è certamente remota. Inoltre in genere a queste quote, anche nel periodo più caldo della stagione estiva, Il vento può essere improvvisamente freddo. Per questa ragione, ricordate sempre di premunirsi dalla possibilità di prendere il raffreddore, portando con voi una bella giacca a vento. Il discorso ovviamente cambia completamente durante la stagione invernale. In questa zona si scia, e il vento oltre ad essere molto forte, potrebbe essere anche veramente freddo.

LE VERTIGINI. Se soffrite di vertigini, la salita è la discesa con la teleferica, potrebbe essere un problema. L’altezza dal suolo è notevole. Il consiglio per chi ha questo problema, e quello di non guardare fuori dalla cabina e di tenersi al centro della stessa. alcune persone molto sensibili tendono a chiudere gli occhi e addirittura si siedono sul pavimento stessa della cabina. IL PARAPENDIO. Nella zona, guardando verso il cielo, potrete vedere veleggiare anche qualche parapendio, attività sportiva molto seguita.

 

 

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Ai prossimi appunti di viaggio.

ATTRAZIONE NATURALISTICA, ATTRAZIONE TURISTICA, EREMO ITALIA, ITALIA, LAGO DI MONTAGNA, LAGO ITALIA, REGIONE ABRUZZO, REGIONE DEL CENTRO ITALIA, Senza categoria

ITALIA – REGIONE ABRUZZO – PARCO NAZIONALE D’ABRUZZO: L’EREMO DI SAN DOMENICO E IL LAGO DI SAN DOMENICO

L’Eremo di San Domenico visto dalla spiagga del Lago.
DOVE SI TROVA. L’Eremo di San Domenico ed il Lago omonimo si trovano nel Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise, a ridosso del borgo antico di Villago, in provincia dell’Aquila. Di seguito la mappa interattiva di GOOGLE MAPS che vi consentirà di
raggiungere la vostra meta utilizzando
il vostro dispositivo come un navigatore GPS ovunque vi troviate. Per
calcolare il percorso cliccate sulla freccia blu sulla mappa. Potete anche visulizzare la versione “Google Earth”, cliccando nell’angolo in basso a sinistra della mappa.

PREVISIONI DEL TEMPO. Di seguito troverete un box meteo con le previsioni del tempo riferite alla zona di Villago su base settimanale, aggiornate in tempo reale. Questo vi consentirà di organizzare al meglio la vostro escursione con il tempo migliore.

IL PONTE. Per raggiungere l’Eremo di San Domenico,  bisogna attraversare un bel ponte ad archi. Collega direttamente la strada allo stesso Eremo. Si può dire che di fatto il ponte termina davanti alla struttura,  o per meglio dire in un piccolo piazzale che gli si trova accanto.  
 
Il ponte visto dalla strada che costeggia il lago.
 Il ponte visto dal lato che da sulla spiaggia sul lago
 
 
Ingresso al ponte dalla strada 
La pavimentazione del ponte
LAGO DI SAN DOMENICO. Il lago di San Domenico non è naturale, ma si è formato successivamente alla costruzione della diga elettrica presente sullo stesso. Il suo affluente è il fiume Sagittario, che anche l’emissario dello stesso. Questo fiume scorre all’interno delle omonime Gole del Sagittario
Il lago si trova all’interno del Parco Nazionale d’Abruzzo, in quanto tale è sottoposto alle stesse tutele ambientali e tutto il parco. Per quanto riguarda l’apporto di acqua al lago, oltre che costituita dal summenzionato fiume Sagittario, potrete notare, affacciandomi dal ponte che porta all’Eremo di San Domenico, la presenza di una cascata che immette acqua costantemente nello stesso. 
 La cascata che si getta nel lago di San Domenico.

Non si tratta di una cascata di grandi dimensioni, ma L’apporto d’acqua e certamente consistente, anche se condizionato dalla stagione. Infatti durante quella estiva, questa cascata tende a ridurre la sua portata.

SPIAGGIA DEL LAGO. Sul lago, è presente una spiaggia medio/grande sulla quale potere sostare, è nella bella stagione, prendere il sole e rilassarvi. 
 
LA DIGA. Sul lago, è presente anche una centrale elettrica Si tratta di una struttura non di grandissime dimensioni, che però funge da sbarramento nell’acqua. La costruzione risale al 1929, allo scopo di poter generare energia elettrica da utilizzare per l’alimentazione della linea ferroviaria che portava fino a Sulmona. In questa zona, potete anche parcheggiare, facendo comunque molta attenzione, in quanto sui bordi della strada sono presenti alcuni rientranze, che vi consentiranno lasciare il vostro veicolo.

IL SENTIERO LUNGO IL LAGO.  Una volta attraversato  il ponte troverete  un sentiero che corre lungo una sponda del lago. Collega lo stesso ponte all’ingresso della chiesa che porta alla gotta di San Domenico,  per proseguire verso la spiaggia del lago ed la zona dove si trova il bar. Non è possibile girare intorno al lago, in quanto questo sentiero si interrompe ad un certo punto. 


BAR – RISTORANTE. Superato il ponte e l’Eremo, dovete percorrere pochi metri per raggiungere la zona della spiaggia. Dovete poi fare una piccola salita per raggiungere il chiosco del bar, che si trova in un ampio spiazzo che sovrasta la spiaggia.  Qui potrete acquistare caffè, gelati acqua ed altro  effettuano anche un servizio ristorante. Si tratta di una attività di ristorazione semplice, ma molto apprezzata, soprattutto perché qui si possono gustare i famosi ARROSTICINI di carne di pecora, tipici della Regione Abruzzo. 

 

 

BAR – AREA PICNIC. Per mangiare potere sedervi ai tavoli messi disposizione dal bar, oppure potete sedervi a a tavolini che si trovano nella zona della spiaggia, poco distante dal bar stesso (bisogna solo scendere Una piccola rampa).
CARTELLI ESPLICATIVI. Troverete anche un serie di cartelli esplicativi che vi spiegheranno in dettaglio questi luoghi. Soffermatevi a leggerli. Sono ricchi di  informazioni interessanti. Sono corredati di foto e mappe
EREMO. E’ caratterizzato da presenza di due ambienti principali: la chiesa e la grotta. La prima si trova praticamente sul lago. E di piccole dimensioni, ed entrando noterete che si tratta di una chiesa a navata unica. Sul fondo della stessa, sopra l’altare si distingue bene una statua lignea che rappresenta San Domenico Orante

  Altare interno alla Chiesa di San Domenico

La seconda invece alle spalle della chiesa. Per accedere alla  grotta bisogna attraversare la chiesa, e raggiungere un passaggio che si trova alla sinistra dell’altare. Dietro l’altare si trova una ripida scala che termina sull’ingresso della grotta. Per la scala bisogni prestare attenzione sia nel salire che nello scendere. All’andata troverete la salita,  al ritorno la discesa, essendo il passaggio obbligato.  Non è molto lunga, ma è ripida e le persone anziane, i diversamente abili ed i bambini, potrebbero trovare difficoltà nell’utilizzarla.

 Ingresso della chiesa di San Domenico che si affaccia sul lago
EREMO – QUADRI NELLA CHIESA. Osservando l’interno della chiesa, non potrete non notare la presenza di alcuni dipindi di grandi dimensioni che rappresentano episodi della vita di San Domenico. Sono stati realizzati nel 1938 dal un pittore del posto (Villago), Alfredo Gentile.

La finistra ad archi che dalla chiesa consente di affacciarsi sul lago

EREMO: LA GROTTA. Una volta arrivati in cima alle scale, troverete una grotta non molto grande, nella quale intorno all’anno 1000 ha vissuto San Domenico. Non si può entrare al suo interno, ma spostarvi davanti per osservarla o per ritirarsi in preghiera.  Ricordate che la chiesa è stata costruita successivamente, per cui questo ambiente era in origine aperto, senza protezione. In inverno fa molto freddo e nevica.  

 

DIVERSAMENTE ABILI – CARROZZINA. Per quanto riguarda le persone diversamente abili, i bambini, e le persone anziane, e comunque per tutti coloro che hanno problemi di deambulazione, la zona del Ponte, la spiaggia, e il bar, sono facilmente raggiungibili sia con l’ausilio di un accompagnatore, che in autonomia. Dipende dalle singole abilità. Per quanto riguarda invece la chiesa, bisogna partire dal presupposto che divisa in due parti, per cui mentre l’ambiente della chiesa stessa può essere visitato anche da queste persone, la parte della Grotta, dove dimorò San Benedetto presenta dei problemi, proprio come anticipato sopra in quanto si trova in un’area  sovrastante rispetto alla chiesa, è raggiungibile solo attraverso una scala. Non è presente alcun ascensore e ausilio alla salita

 

Le edicole della Via Crucis

 

QUANDO EFFETTUARE LA VISITA. La visita all’Eremo e al lago può essere effettuata in qualsiasi periodo dell’anno. E’ preferibile però programmarla nella bella stagione (da aprile a ottobre), considerato che in genere il tempo è migliore e il freddo lascia il passo a temperature più miti. Per fare il bagno invece luglio e agosto sono i mesi migliori, consederando però che l’acqua del lago è molto fredda.
FARE IL BAGNO NEL LAGO. Per coloro che amano fare il bagno ne laghi di montagna, anche questo posto può essere quello giusto. Bisogna però ricordarsi, che l’acqua uò essere molto fredda, Considerando che comunque siamo in montagna. Inoltre diventa molto  profonda, per cui è consigliata solo per coloro  che sanno nuotare bene.
NESSUN STABILIMENTO BALNEARE SUL LAGO. Sulla spiaggia non è presente alciun stabilimento balneare nel vero senso della parola, o per intenderci come al mare. Potete però noleggiare dei lettini presso il bar di cui che si trova presso il
Lago. 

La spiaggia vista dall’area di ristoro presente sul lago
LE ALGHE NEL LAGO. Nella parte iniziale della spiaggia crescono delle alghe. Per cui potreste aver qualche problema a nuotare. Ma se vi allontanate non ci sono problemi. 

 

IL PARCHEGGIO.  Per lasciare i vostri veicoli potreste incontrare dei problemi. Infatti in zona non sono previste aree di di parcheggio.  Le caratteristiche della strada poi, non consente di lasciare i veicoli sul ciglio della strada, per cui dovete cercare dei punti della stessa dove sono presenti delle rientranze dove potrete sostare.  Ricordate bene che la carreggiata della strada e stretta, per cui fate molta attenzione a scegliere bene il luogo. 
 La strada che costeggia il lago.

 

LA FAUNA. La fauna del lago di San Domenico è la stessa presente negli altri specchi d’acqua presenti nel Parco Nazionale d’Abruzzo. Per quanto concerne gli uccelli, basta affacciarsi nell’ago per poterli osservare. Quelli più comuni sono i Germani Per quanto riguarda invece i pesci, non facilmente visibili, la popolazione è composta prevalentemente da persici d’acqua dolce, da trote. La presenza di queste ultime “certifica” l’ottima qualità dell’acqua. 
SERVIZI IGIENICI. Se avete bisogno di utilizzare i servizi igienici, potete rivolgervi al bar. Si trovano nella stessa struttura.  Semplici ma ben tenuti. Sono gli unici nel raggio di chilometri, per cui se avete necessità utilizzateli. 

 

DIVING – IMMERSIONI CON LE BOMBOLE. Camminando sul ponte che porta verso l’Eremo di San Domenico, ed affacciandovi per osservare lo specchio d’acqua,
potreste notare la presenza di bolle d’aria che risalgono in superficie.
Evidenziano la presenza di persone che stanno facendo immersione con le
bombole. E’ un’attività occasionale e non sono presenti strutture organizzate per questa attività.
LA TEMPERATURA. E’ molto piacevole in estate , in quanto si trova in una zona interna, mentre in inverno fa molto freddo e nevica.
L’UMIDITÀ. La presenza del lago potrebbe fa pensare che qui vi possa essere un tasso di umidità elevato. Non è così.
LA VENTILAZIONE. È determinata dalle condizioni atmosferiche, ma  la zona è protetta dalle montagne per cui in genere il vento non è un problema.
LA STRADA PANORAMICA.  La strada che porta al l’Eremo è  veramente bella, in
quanto corre all’interno di una gola dove è presente il Lago di San
Domenico. 

VILLAGO PAESE. Di seguito l’immagine vista dalla strada che conduce all’Eremo di San Domenico, del borgo antigo di Villago. Da visitare.

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Per poterne visionare dai vostri smartphone, potete anche cliccare la “versione web” che si trova al termine del post. Vi apparirà come sul computer.

Potete cercare gli argomenti che vi interessano nell’apposito spazio “cerca”.  Basta utilizzare una parola desiderata “chiave”. Se esiste si aprirà il post corrispondente. Ad esempio se digitate “rifugio”, o “orrido” o “chiesa” o “miniera” ecc., verranno visualizzati tutti i post che contengono questa parola. 
Nella parte finale di ogni post è presente la voce “TRADUTTORE”. Per scegliere la lingua desiderata (come nel caso vogliate mostrare il post ad una persone straniera che non parla la vostra), cliccate sul menù a tendina, dove la troverete. In pochi secondi il sistema provvederà alla traduzione. 
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