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ITALIA – REGIONE ABRUZZO – PARCO DELLA MAIELLA: L’EREMO DI SAN BARTOLOMEO IN LEGIO.

QUOTA INIZIALE  – 800 mt s.l.m

QUOTA FINALE    800 mt. s.l.m

DISLIVELLO TOTALE 70 mt. s.l.m. nel vallone 

LUNGHEZZA PERCORSO: 9 km circa

TEMPO NECESSARIO A/R – circa 4 ore. 

DIFFICOLTÀ: Facile

COORDINATE GPS – EREMO DI SAN BARTOLOMEOSe volete raggiungere l’eremo con il vostro navigatore, potete anche inserire le seguenti coordinate GPS. Non necessitano di connessione alla rete internet, ma solo alla rete satellitare GPS. 

42°10’54″N  –   14°02’20,33″E

DOVE SI TROVA – GOOGLE MAPS – L’Eremo si trova in Abruzzo, nel Parco Nazionale della Majella, nella zona del comune di Roccamorice. Di seguito la mappa interattiva di GOOGLE MAPS che vi consentirà di raggiungere la vostra meta utilizzando il vostro dispositivo come un navigatore GPSovunque vi troviate. Per calcolare il percorso cliccate sulla freccia blu sulla mappa. Ricordate che nell’angolo sinistro in basso è presente la versione “Earth” della mappa. In questo caso le indicazioni di riferiscono alla frazione di Decontra, da cui inizia il sentiero che vi condurrà all’Eremo.

Di seguito l’immagine risultante tra la sovrapposizione della traccia gps del percorso e Google Earth, che vi daranno subito l’idea della zona in cui effettuerete l’escursione. 

Qui sotto troverete il link del percorso consultabile ed utilizzabile su “Mymaps” di Google e sulla relativa app. Cliccate e verrete indirizzati sulla pagina specifica. 

MY MAPS – MAPPA PERCORSO EREMO DI SAN BARTOLOMEO IN LEGIO 

IL PANORAMA. La vostra escursione ha inizio avendo la possibilità di osserva un panorama di tutto rispetto. Ricordatevi che camminerete ai piedi del massiccio della Maiella

 

 

LA DIFFICOLTA’ DELL’ESCURSIONE. Rientra tra quelle considerate facili. Non ci sono problemi particolari nel percorso proposto, in quanto si effettua prevalentemente su sentieri abbastanza larghi, con un fondo in pietra e terra. Le difficoltà invece sono presenti solo in una parte nel suddetto percorso, quando si arriva alla gola dove è presente l’eremo di San Bartolomeo. Qui c’è un tratto da percorrere in discesa all’andata e in salita al ritorno, poiché si tratta di un percorso ad anello, dov’è bisogna fare attenzione a non scivolare e cadere. Non ci sono quindi oltre questo passaggi particolari io horischi di sorta. Ovviamente come sempre la difficoltà di un percorso è calcolata anche sull’esperienza e sulle condizioni personali. In genere è facile vedere intere famiglie che lo effettuano, per cui evidentemente è adatto un po’ per tutti. 

LA DISTANZA DA PERCORRERE.  E’ di circa 9,100 km , calcolata tramite il navigatore gps. 

IL DISLIVELLO. l’escursione si svolge prevalentemente in una zona pianeggiante, a circa 800 mt sl.m., per cui non dovrete fare una grande fatica nel camminare. L’unica parte del percorso dove invece il dislivello è più  marcato, è quello che riguarda la discesa e la risalita (che vi porterà al’Eremo) nella grande frattura nella roccia. Qui passere dai circa 800 dell’inizio della discesa, ai 730  mt. s.l.m.del fondo del burrone. Nulla però di veramente impegnativo.  L’escursione infatti è adatta anche per i bambini.

 

 

 
 

LE PREVISIONI METEREOLOGICHE.  Di seguito troverete un box meteo con le previsioni del tempo riferite alla zona di Caramanico Terme  su base settimanale, con fasce orarie,  aggiornate in tempo reale.  Cliccando sul giorno della settimana in cui intendete effettuare l’escursione, potrete verificare con esattezza la situazione metereologica prevista nell’arco dell’intera giornata. Questo vi consentirà di organizzare la vostra escursione con il tempo migliore. Prendete bene in considerazione questo strumento, perché in montagna con il meteo non si scherza. In caso di pioggia evitate le escursioni. 

IL PERIODO MIGLIORE PER EFFETTUARE LA VISITA .  Per effettuare la visita all’Eremo, il periodo migliore è quello che va del mese di maggio a ottobre. Durante l’inverno in questa zone va molto freddo e può nevicare anche copiosamente. Durante i mesi più caldi dell’anno (luglio e agosto) può fare molto caldo soprattutto durante le ore centrali della giornata.  Nelle ore centrali la temperatura dell’aria può arrivare anche a 30 gradi e il sole è implacabile. Ricordare inoltre che la passeggiate è praticamente tutta su sentieri scoperti e pochissimo bosco.

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LA FRAZIONE DI DECONTRA

IL PARCHEGGIO DEI VEICOLI. Non avrete particolari problemi per parcheggiare i vostri mezzi a motore. Nella frazione di Decontra troverete numerosi spazi per le due e quattro ruote. Sono tutti gratuiti. Non si tratta di aree dedicate, ma dei bordi della strada o spiazzi allo scoperto. Nei periodo maggior affluenza
di turisti, potreste avere qualche difficoltà nel trovare parcheggio. 

IL CAMPER. Se vi spostate in camper, non ci sono problemi. Il sentiero proposto inizia dalla frazione di Decontra, che può essere facilmente raggiunta anche con questi mezzi grandi e qualche volta ingombranti. Qui infatti sono presenti vari spazi dove è possibile lasciarli. Non si tratta di veri e propri parcheggi, ma di aree libere dove poter fermarsi. Se vi spostate in tanti, tipo carovana, allora potresti avere qualche difficoltà per poter lasciare il vostro veicolo. Ricordatevi però che non ci sono a Decontra aree sosta o altro
attrezzate, per cui dovete fare tutto in autonomia se decidete di restare con il vostro camper. Qualora invece vogliate cercare un posto attrezzato, potete recarvi presso il vicino borgo di Caramanico Terme. 

LA RICEZIONE TELEFONICA ED INTERNET.  La zona in cui si trova l’Eremo e abbastanza
distante dai principali centri abitati, per cui la ricezione telefonica e internet potrebbe non essere ottimale. Dipende anche dal vostro operatore telefonico. Per questo motivo partite dal presupposto che potreste non potere usare il telefono per alcune ore, oppure in alcuni tratti del percorso.  

DOVE MANGIARE. Per mangiare, bere o altro,  dovete necessariamente organizzarvi
da soli
.
In questa zona infatti non sono presenti rifugi chioschi o altro dove poter acquistare generi alimenta ri caffè gelati e così via. Per questa ragione ricordatevi devo portare qualcosa con voi almeno di energetico, per poter affrontare la fatica. Potete eventualmente vedere se sulle vie principali che portano in questa zona sono presenti furgoncini che vendono questo tipo di prodotto. Ma una volta giunti a Decontra, ricordatevi che non poter acquistare nulla, se non prendere l’acqua alla grande fontana presente all’inizio di questa frazione.

DOVE ALLOGGIARE. Se volete soggiornare qualche notte in questa zona, un centro abitato ben organizzato, potete recarvi Caramanico Terme, uno dei borghi più belli d’Italia, dove sono presenti molte strutture alberghiere e bed & breakfast, con prezzi per tutte le tasche. Si trova praticamente a ridosso del centro visite del parco della Maiella. 

I SERVIZI IGIENICI. Ricordatevi che non incontrerete alcun servizio igienico durante il percorso, per cui in caso di necessità, dovrete affidarvi alla natura che vi circonda. Per questa ragione prima di partire provvedete alle vostre necessità fisiologiche. Particolare attenzione ai bambini, e agli anziani e a tutti coloro per ragione di salute devono recarsi al bagno di frequente. 

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IL SENTIERO SCOPERTO

IL SENTIERO ALL’APERTO. Il percorso è prevalentemente su un terreno scoperto. In pratica circa il 90% di tutta la strada che percorrerete non è protetta da vegetazione o alberi. Questa è una caratteristica della zona. Gli alberi si trovano in genere a quote superiori.

ATTENTI A NON PERDERVI . Il sentiero è ben segnalato, per cui per perdevi dovete metterci impegno. Essendo quasi tutto all’aperto, e su passaggi che sono in pratica della strade, non  perderete facilmente l’orientamento (come può invece avvenire all’interno di unbosco). Nella peggiore delle ipotesi potete anche chiedere informazioni ad altri escursionisti. Potreste anche caricare sul telefono delle mappe offline della zona. Usando il segnale gps dello smartphone raggiungere l’eremo non sarà complicato. 

LE CARTE GEOGRAFICHE. Una buona regola da seguire, è quello di dotarsi sempre e comunque di una carta geografica della zona, al cui interno devono essere segnalati tutti isentieri che vengono percorsi in quella determinata zona. In caso di difficoltà, la consultazione è una mappa del genere, mi consentirà facilmenteil poter utilizzare le indicazioni dei cartelli posti lungo il sentiero, potendo facilmente tracciare il percorso da seguire per raggiungere il nostro obiettivo o per tornare al punto in cui siete partiti. Questa mappe è in generepossono essere acquistare direttamente il principale centri abitati della zona, oppure presso il centro informazioni del Parco della Majella che si trova nel centro abitato di Caramanico Terme, un borgo molto antico nella zona della Maiella.

IL TEMPO NECESSARIO ESCURSIONE. Camminando tranquillamente e visitando con tutta
calma l’Eremo, avrete bisogno di circa 4 ore per completare il percorso proposto. Per cui se decidete di iniziare la passeggiata nel primo pomeriggio, calcolate bene l’orario del tramonto, per evitare di trovarvi per strada di notte. Non esiste alcuna illuminazione le tenebre possonofavorire l’incontro con animali quali lupo ed orso. Per cui attenzione.

LA PREPARAZIONE FISICA. Il sentiero è semplice da percorrere, per cui non richiede una particolare preparazione fisica. Ricordate comunque che si cammina per circa 9 km, è che nella bella stagione può fare anche molte caldo. Il sole poi non perdona. Per cui se siete “amanti del divano”, allora valutate bene se affrontare questa escursione o meno. Potreste trovarvi in difficoltà, soprattutto nella parte in cui si scende e si sale nella spaccatura porte poi all’Eremo stesso. 

LA CREMA SOLARE. Durante la vostra escursione, è molto importante che portiate con voi della buona crema solare. Infatti durante la bella stagione, il cielo è libero dalle nuvole,  e l’irraggiamento solare è notevole. Scottarsi anche in maniera seria può essere molto facile, soprattutto perché nelle giornate più fresche e ventilate, potreste non percepire immediatamente il calore sulla pelle. Questa raccomandazione importante degli adulti, e soprattutto indicata per la tutela della salute dei bambini. Sempre nel vostro zaino.

 
GLI OCCHIALI DA SOLE. Quando effettuare l’escursione, ricordare di portare con voi sempre un buon paio di occhiali da sole. La motivazione è semplice. Questo percorso si svolge prevalentemente su un sentiero scoperto. Nelle giornate di sole, il riverbero dei raggi può essere davvero forte e dannoso per gli occhi. Nelle giornate ventose, non essendoci praticamente protezione offerta dagli alberi, l’aria potrebbe asciugarmi rapidamente agli occhi. Tornano particolarmente utili nella parte del sentiero coperta, quella che si trova in prossimità della gola dove è presente l’eremo. Sono presenti molti arbusti e piante alte ed alberi. È facile che qualche ramo e foglia possono raggiungere gli occhi. Per cui se non amate portarli, almeno mettete all’interno dello zaino, o in tasca.
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IL SENTIERO AL COPERTO. 
 
IL SENTIERO NEL BOSCO. La parte del sentiero coperta della vegetazione è modesta. Si tratta di circa un 10% dell’intero percorso. Si trova nella zona iniziale della passeggiata, nella parte della spaccatura in cui è ubicato l’Eremo, e nella parte finale, in pratica in prossimità del punto di ritorno.
 

LE CARATTERISTICHE DEL FONDO DEL SENTIERO. Il fondo dei sentieri sono tutti in terra battuta, con la presenza di pietre e sassi. Camminarci sopra non presenza particolari problemi. L’unica parte a cui fare attenzione è quello della discesa e della risalita della spaccatura in cui si trova l’Eremo. Qui il sentiero può essere scivoloso a causa della presenza del ristagno di umidità dovuto alla presenza delle piante o di eventuali piogge. Per cui attenzione soprattutto quando affrontate la discesa e la risalita. Per il resto non incontrerete problemi. 

L’AFFOLLAMENTO. Il sentiero è molto conosciuto, ed è un classico della zona del parco della Maiella. Per questo motivo potreste incontrare durante il vostro cammino gruppi nutriti di persone, soprattutto nella zona dove si trova l’eremo di San Bartolomeo. Comunque in genere l’affollamento è anche condizionato da l‘orario in cui effettuate la vostra escursione e la stagione. In genere durante la mattina il sentiero è più battuto.

IL BASTONE. in genere per effettuare le escursioni in montagna, sarebbe buona norma portare con sé un bastone in legno o in metallo, nonché eventualmente anche i bastoncini utilizzati per il nordic walking. Questo tipo di escursione però non presenta particolari problemi. Per questa ragione se non siete propensi a portarli con voi, potreste anche lasciarli a casa. Eventualmente  potreste mettere nello zaino quelli telescopici o montabili, da tirare fuori all’occorrenza. Vi tornerebbero utili nel unico passaggio, abbastanza lungo, del sentiero che si insinua all’interno della gola che vi consente poi di raggiungere l’eremo di San Bartolomeo. Il sentiero è però molto stretto e circondato da piante. Utilizzare i bastoni in questo caso potrebbe non essere molto agevole. Incontrando anche altri escursionisti, potrete notare che praticamente quasi nessuno li utilizza. Ovviamente però dipende dalle vostre abitudini. Meno peso portate con voi e migliore sarà la vostra passeggiata.

IL CAPPELLO. Ricordate di portare sempre con voi un copricapo. Durante la stagione invernale il freddo è molto intenso, ed il vento si fa sentire. Durante quella estiva invece il sole è implacabile, e nelle ore centrali della giornata, è davvero fortissimo. Considerate che questo tipo di escursione si effettua quasi del tutto sul terreno scoperto, senza la protezione degli alberi se non in un breve tratto ti all’andata che al ritorno. Per cui portate con voi qualcosa per evitare colpi di calore. un buon consiglio è quello di portare anche un foulard da poter mettere sotto il cappello, per potervi il collo dai forti raggi solari. Ovviamente degli uomini privi di capelli, questo consiglio è praticamente obbligatorio. Le ustioni sono dietro l’angolo. 

IL FOULARD. Quando si cammina in montagna, è buona norma portare con sé sempre un fazzoletto o un foulard, per proteggersi il collo sia dal sole cocente che eventualmente dal freddo e dal vento. Il fazzoletto di cotone poi può essere anche utile per asciugare il sudore, durante le passeggiate impegnative, e nelle escursioni effettuate durante giornate particolarmente calde.

LA GIACCA A VENTO. Portate con voi nello zaino sempre questo capo di abbigliamento, oppure per una giacca a vento leggera. Nella stagione estiva, non vi serviranno certamente per proteggervi dal freddo, visto che questa escursione si svolge a quote relativamente basse. Ma nel caso in cui dovesse piove, è d’obbligo ricordare che il tempo può cambiare improvvisamente, e le piogge anche molto forti possono essere dietro l’angolo. In questo caso inoltre le temperature possono crollare anche di decine di gradi in pochi minuti. Per tale ragione portate sempre qualcosa che vi consenta di proteggere sia dalla pioggia, che dal freddo.

LE SCARPE. Per l’effettuazione dell’escursione, non sono necessarie calzature particolari. I sentieri da percorrere sono agevoli, per cui andranno bene scarpe da trekking leggere e, oppure un buon paio di scarpe da ginnastica, tipo running. Evitate scarponi da montagna, che in questo tipo di passeggiata mi sarebbero solamente d’intralcio, e francamente del tutto inutili. Se decidete però di utilizzare le scarpe da ginnastica, evitati accuratamente quelle che hanno il fondo liscio (come quelle da tennis). Il motivo è semplice. Nel sentiero proposto, è presente un passaggio abbastanza lungo, in discesa all’andata, e poi in salita al ritorno, tra le piante. Qui il terreno grazie all’ombra offerta dalla posizione e dalle
piante, tende a trattenere l’umidità, soprattutto dopo la pioggia, e il terreno può essere leggermente fangoso. Con le scarpe che hanno poca resistenza all’attrito sul terreno, potresti rischiare di scivolare e di cadere.

I PANTALONI. L’abbigliamento è legato certamente alla stagione nella quale effettuate questo l’escursione. Ricordatevi però che durante la stagione invernale in questi luoghi fa veramente freddo, ed inoltre è facile che sia presente la neve. In estate invece, o comunque durante la bella stagione, le temperature possono diventare veramente alte, per cui potreste optare per un pantalone corto, invece di quelli lunghi, che proteggono di più, ma sono certamente molto più caldi. Il sentiero però si snoda in alcuni punti tra le piante basse, per cui con le gambe nude e con le calze corte, è facile potersi graffiare. Per questa ragione, se decidete di utilizzare i pantaloni corti, potreste valutare anche l’idea di portarvi nello zaino un paio di pantaloni lunghi leggeri, nel caso in cui nel camminare trovaste problemi con le piante basse e spinose. Chi vi scrive in genere utilizza pantaloni lunghi, di tipo tecnico, proprio per evitare questo problema.

I CANI. La passeggiata è adatta anche agli amici a quattro zampe. ricordatevi però che si tratta sempre di coprire una distanza di circa 10 km, con un percorso praticamente tutto al sole durante la stagione estiva, e con un fondo in pietre e sassi, con la presenza in alcuni passaggi tra piante basse e spinose. Evitate di portare con voi animali molto giovani, troppo anziani, o comunque da salotto, cioè praticamente abituati a stare sul divano. Potrebbero incontrare problemi nel seguirvi.

PORTARE ACQUA PER I CANI. Ricordate di portare con voi l’acqua anche per il vostro amico a quattro zampe. Durante l’escursione non troverete fontane né per le persone né degli animali. In realtà durante il percorso proposto è presente un fontanile in pietra utilizzato per far bere i cavalli le pecore ed altri animali, ma l’acqua è piena di insetti, di girini, in qualche caso anche di piccoli serpenti. Per questo motivo è meglio che portiate con voi comunque l’acqua per il vostro animale. Avete anche la possibilità di poter riempire le bottiglie per il cane, anche con l’acqua fresca presente all’inizio di questo percorso che si trova nella frazione di Decontra, da cui partirete, e dove lascerete i vostri veicoli. Si tratta di acqua potabile anche per le persone.

I CANI AL GUINZAGLIODurante l’escursione potreste incontrare molte persone o gruppi, che come voi camminano per il sentiero. Per questo motivo controllate bene il vostro cane, per evitare che possa creare problemi ad altri escursionisti. Questa regola è fondamentale soprattutto una volta giunti all’Eremo, dove la presenza di altre persone può essere elevata. Qui usate il guinzaglio per il vostro animale, ed in particolare all’interno della struttura sacra. 

L’UMIDITA’. L’umidità ambientale è legata alle condizioni climatiche. In genere però la zona non è molto umida grazie alla presenza costante del vento dalla quasi totale assenza di vegetazioni o boschi durante il percorso. Non troverete quindi l’effetto “cappa” generato dalle presenza di acqua nell’aria. Non faticherete quindi a respirare.

 

LE PERSONE DIVERSAMENTE ABILI. Per quanto concerne le persone con diversa abilità, al fine di poter valutare se questa escursione sia adatta a un loro, bisogna considerare quali siano le effettive condizioni fisiche delle stesse. Il percorso si snoda per circa 9 km, allo scoperto, tranne una piccola parte. Nonostante sia prevalentemente pianeggiante, alcuni passaggi richiedono molta attenzione, e condizioni fisica normali. Per questa ragione prima gli affrontare un simile percorso, è necessario prendere in considerazione questi aspetti. Evitare accuratamente comunque di avventurarvi la soli, e fatevi accompagnare da chi eventualmente vi può prestare assistenza in caso di necessità.

GLI INSETTI PERICOLOSI – I TAFANI. Durante la passeggiata troverete come sempre qualche insetto fastidioso
che vi raggiungerà intorno. Veri e propri insetti pericolosi non ne incontrerete,
salvo qualche raro caso. Il problema vero e proprio è dato dalla presenza di molti tafani, molto aggressivi, che notoriamente succhiano il sangue da animali quali cavalli pecore capre e così via. Nelle zone aperte praticamente non si vedono, ma come attraverso rete qualche spazio nel bosco, o in mezzo comunque alle piante, si faranno vedere. Fate molta attenzione a queste “mosche giganti”, perché la loro puntura è davvero dolorosa e in alcuni casi può creare anche problemi di shock anafilattico. Se prendete un fazzoletto, un cappello, ho un altro panno qualsiasi, muovetelo intorno a voi in continuazione, così come fanno gli
animali qual i cavalli che hanno la coda, per scacciarli. Controllate sempre le gambe se indossate pantaloncini corti, perché lì che tendono a colpire maggiormente. Per le persone particolarmente sensibili che hanno problemi con le bolle provocate dalle zanzare, portate che voi qualche crema a base di cortisone la mettere su un eventuale puntura ricevuta. Potete provare anche a coprire le parti scoperte con repellenti antizanzare. Particolare attenzione ai bambini.

 

GLI INSETTI PERICOLOSI  – LE VESPE. Quando vi avvicinate le fonti d’acqua, soprattutto quelle artificiali, come quella che si trova all’inizio dell’abitato di Decontra, o il fontanile durante il cammino, fate molta attenzione alle vespe. Questi imenotteri sono soliti raggrupparsi in questi punti per potersi dissetare. Ricordare bene che sono insetti molto aggressivi, i quali però se non molestati, non vi daranno fastidio. Particolare attenzione quando dovessero essere presenti in gruppo. Non li provocate nella maniera più assoluta, poiché la loro reazione è fulminea e non si intimidiscono facilmente. Ovviamente l’attenzione deve salire in caso di presenza di bambini, i quali potrebbero non percepire immediatamente il pericolo.

IL REPELLENTE PROTETTIVO CONTRO GLI INSETTI. Durante l’escursione potreste incontrare qualche zanzara. Si possono trovare più facilmente nella parte coperta del sentiero, in particolare in quella parte che consente di attraversare la spaccatura che poi porta all’Eremo di San Bartolomeo. Per cui se siete particolarmente sensibili a questi insetti, il consiglio è quello di portare con voi un prodotto repellente per prevenire le punture. per i soggetti più sensibili, e forse il caso anche di portare un prodotto tipo crema, per lenire il dolore di eventuali punture.

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LE CAPANNE DI PIETRA

LE CAPANNE DI PIETRA. Durante la vostra escursione passerete in prossimità una serie di “capanne di pietra”, di cui è di fatto disseminata questa zona. Queste costruzioni, alcune delle quali molto antiche, sono la testimonianza dell’attività dei pastori in queste zone, e alla loro vita (spesso durissima) passata tra queste montagne. Sono il frutto dello “spostamento” con la sola forza delle braccia di centinaia di migliaia di pietre, per ripulire il terreno per consentire sia il pascolo degli animali che le attività agricole. Questo tipo di strutture sono chiamate a “tholos” e nella loro struttura originaria, ricordano molto i più famosi “trulli” presenti in Puglia. Ritornando al punto di partenza di questo percorso (Decontra), incontrerete “l’Ecomuseo”,(vedere le foto di seguito), un testimonianza a cielo aperto di come dovevano apparire in passato queste capanne di pietra. Si tratta di ricostruzioni di un passato oramai scomparso, utilissime a comprendere il contesto antropologico di questa zona.

LA VISITA GUIDATA. L’escursione può essere effettuata anche l’ausilio dei guide autorizzate. Può essere molto utile rivolgersi a questi professionisti, per una serie di motivi.
L’ottima conoscenza del territorio e dei sentieri da seguire. L’assistenza in caso di necessità. Divulgazione di aspetti storici e naturalistici dei luoghi che attraverserete. Queste visite però vengono effettuate in gruppi abbastanza numerosi. Per cui se amate la compagnia sarà una buona occasione per fare nuove conoscenze. Sono a pagamento

Interno di una capanna di pietra
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I CARTELLI E SEGNALI SU PIETRA

I CARTELLI E LA SEGNALETICA SUL PERCORSO. Incontrerete numerosi cartelli che vi indicheranno la strada da seguire. Sono molto importanti, perché oltre ad evitare di perdervi, indicheranno anche il tempo necessario per raggiungere il vostro obiettivo. Ricordate sempre che su questi cartelli non troverete mai i chilometri che vi separano dalla meta, ma solo il tempo necessario. il motivo sta nel fatto che la conformazione del terreno, le variazioni di quota, ed altri fattori, influiscono non poco sul tempo necessario per percorrere un certo tratto. Per questo motivo, anche pochi chilometri potrebbero essere percorsi in molto tempo o viceversa. Una raccomandazione fondamentale, è quello di tenere da conto solo le indicazioni ufficiali indicate sui cartelli stessi. Diffidate sempre di eventuali ulteriori sovrapposizioni scritte a amano, perché potrebbero essere fuorvianti e pericolose. Inoltre ricordate sempre bene il numero del sentiero che state percorrendo. Nel caso particolare l’eremo di San Bartolomeo è ben indicato per cui quando avrete nessun problema a raggiungerlo.

 

CARTELLO ESPILICATIVO ALL’EREMO. Una volta arrivati all’Eremo, troverete nella zona antistante alla costruzione, un cartello metallico, che vi illustrerà alcuni aspetti fondamentali nella storia dell’Eremo stesso.

 

 

 

LE BICICLETTE. Per quanto riguarda l’utilizzo delle biciclette, parte di questo sentiero può essere percorso anche con una buona bicicletta da mountain bike, evitando però l’utilizzo di biciclette da passeggio. Sarete però comunque obbligati ad un certo punto a lasciare il vostro mezzo, per raggiungere l’eremo di San Bartolomeo, in quanto una parte del sentiero, come già specificato, è molto stretto tra le piante con una discesa ed una salita molto ripide. Anche per coloro che sono più esperti nell’utilizzo delle due ruote, questo sentiero
diventerebbe impraticabile. Ci sono sempre molte persone, per cui il rischio è quello di provocare un incidente. Se siete disposti a lasciare la vostra bicicletta all’inizio della parte del sentiero che porta direttamente all’Eremo, allora potrete tranquillamente utilizzarla per percorrere il resto del tragitto.

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IL VALLONE CHE PORTA ALL’EREMO

NESSUN PASSAGGIO PERICOLOSO. In questo percorso non ci sono passaggi particolarmente impegnativi, tranne la discesa e la risalita nella profonda spaccatura in cui si trova l’Eremo di San Bartolomeo. Qui anche in caso di caduta dal sentiero non di rischia di “finire di sotto”, ma di potrete fare qualche bello scivolone su fondo umido tra le piante o scendendo o salendo su qualche gradino. Nulla di particolare, ma prestate sempre molta attenzione, soprattutto ai bambini.

IL VENTO. Il percorso è praticamente tutto allo scoperto, in una zona prevalentemente pianeggiate, chenon offre molti ripari. Il vento in queste zone può soffiare anche con violenza, e nei mesi invernali può essere molto freddo. Durante la bella
stagione
la sua presenza può essere una vera e propria benedizione, poiché le temperature possono diventare molto alte, superando anche i 30 gradi.In caso di assenza di ventilazione, il caldo può diventare insopportabile, ed in certi casi, anche pericoloso. Il
consiglio è quello di muovervi in estate nelle giornate ventilate, per evitare di sentirvi male. Ovviamente queste valutazioni devono essere effettuate anche in relazioni alle condizioni di salute personali. 

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L’EREMO DI SAN BARTOLOMEO 
NESSUNA DIFFICOLTA’ PER RAGGIUNGERE L’EREMO. Raggiungere l’Eremo non e’ difficile (nel percorso proposto). Come si vede nelle immagini si trova all’interno di una grande spaccatura naturale del terreno, circa a metà tra il fondo dove scorre l’acqua e la parte pianeggiante. Bisogna scendere attraverso un tratto coperto (non si tratta di un bosco pero’), per poi risalire attraverso un breve sentiero che porta poi alla scala in pietra che consente l’accesso all’Eremo. 

LE PERSONE CON DIFFICOLTA’ DI DEAMBULAZIONE. L’escursione è adatta anche alle persone con problemi di deambulazione. valutate bene le condizioni di salute personali. Il percorso infatti per buona parte si svolge su sentieri ampi e battuti, ma una parte di esso, quella necessaria a raggiungere l’eremo di San Bartolomeo, presenta problemi che potrebbero essere insormontabili per chi non può camminare agevolmente. Per questo motivo, è possibile percorrere una parte del tragitto fermandoci alla gola dove si trova l’eremo, e qui fermarsi per vedere l’eremo più da vicino, ma senza scendere all’interno della gola. Qualora decidiate comunque di fare questo tipo di percorso, e avete problemi di deambulazione particolari, fatevi accompagnare da persone esperteche vi possano assistere in caso di necessità.

I BAMBINI. L’escursione qui proposta, è adatta anche ai bambini Più grandicelli, almeno dai 10 anni in su . Il motivo sta nel fatto che l’anello del sentiero da percorrere è agevole, tranne per la parte relativa a raggiungimento dell’ Eremo di San Bartolomeo. Considerate valutate che, il percorso è quasi tutto all’aperto, senza protezione alcuna dai raggi solari durante la stagione estiva e dal vento. Inoltre una parte del sentiero su una strada stradina strettissima in mezzo a piante ed arbusti, che se non rappresentano un
problema per le persone adulte, possono diventarlo invece per i più piccoli. Calcolate che il percorso è di circa 10 kmper cui bisogna essere sicuri che i bambini siano in grado di poter sopportare questo tipo di fatica. Comunque viene normalmente percorso da famiglie numerose con bambini, per cui se i vostri figli sono abituati a questo tipo di attività, il divertimento è assicurato.

USO DEL PASSEGGINO PER I BAMBINI.  Se avete bambini piccoli, evitate ti portare con voi passeggini di ogni tipo. il fondo del percorso è pietroso, ed anche quelli più “tecnici” non sono adatti a questo si
percorso. Ci sono poi dei tratti dove sarebbero solo d’intralcio e pericolosi. La raccomandazione può sembrare superflua, ma in montagna di vede di tutto, anche persone che tentano di trasportare i propri figli su sentieri impraticabili per questi “mezzi”. Per cui se necessario li dovrete portare in braccio o sulle spalle

L’Eremo visto dal fondo del vallone

AMBIENTE NATURALE. L’eremo si trova completamente immerso in un ambiente naturale. Infatti nei secoli, lo scopo nello stesso era isolamento dal mondo, per dedicarsi in maniera completa alla preghiera. Come potrete osservare di persona, attualmente è abbastanza distante dai principali centri abitati. Potete quindi immaginare quanto fosse lontano nei paesi e nelle città nei secoli scorsi.

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IL CORSO D’ACQUA

IL CORSO D’ACQUA. Sul fondo della spaccatura in cui si trova un corso d’acqua d’acqua che in estate è in genere in secca. Durante l’inverno o anche durante la bella stagione, in caso di forte pioggia, l’acqua può scendere anche copiosamente, per cui fate molta attenzione ad attraversarlo, nel caso in cui dovesse piovere. 

 

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L’ACCESSO ALL’EREMO
LE SCALE  PER RAGGIUNGERE L’EREMO. Una volta scesi nella spaccatura che vi porterà poi all’Eremo di San Bartolomeo, per accedere allo stesso eremo, dovrete salire una scalinata, poiché la costruzione si trova all’interno di una spaccatura nella roccia. Non si tratta di moltiscalini, sono infatti nel complesso circa una ventina, ma sono molto ripidiè nella parte iniziale privi di corrimano. Per cui quando salite fate molta attenzione a non perdere l’equilibrio. Una caduta sarebbe veramente pericolosa. Stesso discorso vale poi quando lascerete l’eremo per ritornare sullo stesso sentiero e il quale siete arrivati. Qui troverete la stessa scalinata che si presenterà in tutta la sua ripidità. Anche qui fate molta attenzione nello scendere, soprattutto nelle evitare di scivolare sui gradini. Se del caso, aiutatevi con un bastone, oppure affrontati grandini con molta tranquillitàe senza correre. per quanto riguarda ibambini,massima attenzione durante la salita e la discesa. Anche per loro una caduta potrebbe essere veramente pericolosa. Se necessario, soprattutto per quelli più piccoli prendeteli per mano. Aiutate anche le persone che hanno difficoltà di deambulazione.

LE CARATTERISTICHE COSTRUTTIVE. L’Eremo non è di grandi dimensioni. Appena arrivati sul piano della ansa del costone di roccia che lo ospita, noterete la presenze di una porta d’ingresso e di un piccolo campanile. Si tratta dell’unico ingresso presente.
Una volta entrati, vi troverete l’ambiente principale, nel qual si trova un altare su cui è allocata la statua lignea di San Bartolomeo. Alla vostra sinistra vedrete poi l’ingresso di uno stretto corridoio, che vi porterà ad affacciarvi all’interno di una stanza più piccola con delle finestre che guardano nel vuoto. Alla fine di corridoio incontrerete uno spazio
aperto, che affaccia nel vuoto anch’esso. La caratteristica fondamentale è che uno dei lati della costruzione non è in muratura, ma vede la presenza della nuda roccia del costone. 

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L’EREMO – INTERNO
INGRESSO GRATUITO. Per accedere all’Eremo non dovrete pagare nulla. L’ingresso e totalmente gratuito e non viene richiesta alcuna offerta personale. Per cui in caso di istanze in questo senso, diffidate e prendere bene informazioni. Il mondo è pieno di furbi. 
EVITARE RUMORI MOLESTI. Una volta che sarete arrivati all’Eremo, ricordatevi che non si tratta di un luogo normale dove potersi scatenare facendo rumore di ogni tipo. Questo è un luogo sacro, tenuto in grande considerazione dalle persone di fede cattolica, ed ha anche unagrande importanza storica, proprio legata al personaggio di Pietro da Morrone, già Papa Celestino Quinto. Per cui quando sarete arrivati in questo posto, osservate la bellezza e la sobrietà dell’Eremo stesso, cercando di rispettare questi luoghi, e le persone che come voi ci sono arrivate fin qui per i più svariati motivi. Può sembrare una raccomandazione superflua, ma purtroppo, soprattutto i ragazzi e i bambiniscambiano questi ambienti spesso per un area giochi. Spetterà soprattutto ai genitori e agli adulti essere di esempio.
La statua lignea di San Bartolomeo

UNA PARTICOLARITA’ DA VEDERE. E’ la presenza di una fonte d’acqua che scorre
nell’ambiente principale
, dove si trova la statua lignea dedicata a San Bartolomeo. Individuarla e semplice. Basta metterci con le spalle rivolte alla porta ed il viso che guarda alla statua, e sulla sinistra troverete la presenza di un punto ove, infilando la mano, potere toccare dell’acqua. Non pensiate di trovare una vera e propria sorgente, ma comunque l’acqua si sente facilmente, anche perché fredda.

LE SCRITTE SUI MURI. Un comportamento assolutamente da evitare, è quello di incidere delle scritte sia all’interno della zona rocciosa che ospita l’eremo, sia all’interno dello stesso. Purtroppo molte persone reputano opportuno incidere nome cognome e date, nonché altre frasi,pensando di fare chissà quale cosa intelligente o importante. Nulla di tutto questo. Questo è un luogo storico di grande importanza anche religiosa, per cui evitiamo comportamenti idioti. Se qualcuno dovesse farlo in vostra presenza, impeditelo (un esempio di questa pessima usanza la potete osservare nella foto che precede nella parte alta della stanza) . 
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ECOMUSEO ALL’APERTO

IL MUSEO ALL’APERTO. Durante il cammino, durante il ritorno (o all’andata se preferite eseguire il percorso il senso contrario), vi imbatterete in museo all’aperto, che potrete visitare, oppure osservare dall’esterno. Si tratta di una ricostruzione degli insediamenti umani che insistevano in questa zona, e che sono stati oggetto di studi approfonditi per anni da parte gruppi di antropologi ed archeologi italiani e stranieri. 

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LE PIANTE

LA FLORA. Durante il vostro cammino incontrerete vari tipi di piante. Oltre a quelle ad alto fusto, fate attenzione anche  quello che si trova più in basso. Alcune di questo sono davvero particolari. In alcuni punti più umidi troverete anche delle bellissime felci di grandi dimensioni. 
NON RACCOGLIERE LA FAUNA SPONTANEA. Non raccogliete fiori o piante o altro. Osservate con attenzione le bellezze naturali, ma evitate di portare con voi qualche “ricordo”. Le cose devono essere lasciate dove si trovano. Ricordate comunque che vi trovate all’interno di un parco naturale protetto. Rammentate che se ognuno di noi raccogliesse un fiore durante l’escursione, vista la presenza di centinaia di persone durante ogni singola giornata, nel corso di poco tempo questi sentieri si trasformerebbero in deserti senza piante.
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GLI ANIMALI

I SERPENTI. In questi percorsi sono presenti degli fontanili dedicati appositamente all’abbeveramento degli animali. All’interno però si crea tutta una microfauna fatta di girini rane di insetti. Questo è il uno dei luoghi di caccia delle piccole bisce, un tipo di serpente acquatico,  tipiche di queste zone, che in pratica stazionano all’interno di questi fontanili in attesa di qualche buon pasto. Si tratta di animali di taglia ridotta ed assolutamente innocui. Se li volete vedere, osservate bene i bordi dei fontanili. In genere ne troverete semi arrotolate o distese proprio in questi punti. Non fate movimenti bruschise le individuate, altrimenti si nasconderannonegli anfratti del fontanile o tra le alghe che vivono nell’acqua.

L’ORSO. L’Abruzzo è una regione che vede una presenza significativa dell’orso. Si tratta di un vero simbolo di queste zone e dei parchi naturali che insistono sul suo territorio. Incontrarlo durante una escursione non è facile, ma nemmeno impossibile, per cui potreste anche imbattervi in questo plantigrado. Si tratta di un animale di grandi dimensioni che non si spaventa facilmente. Può essere attirato dall’odore del cibo. Evitate quindi zone lontane dai sentieri più battuti.

IL LUPO. Altro animale simbolo di queste zone è il lupo. Gira in branco e come per l’orso, non è molto facile incontrarli. La loro presenza anche a basse quote ed in zone frequentate dagli uomini è testimoniato dai loro escrementi, in chiamati “fatta di lupo”. Nella foto che segue ne potrete osservare una. Di certo non è un bello spettacolo, ma potrà esservi utile per capire se nella zona in cui camminate i lupi sono di casa oppure no. Evitate comunque di addentravi in zone troppo isolati e da soli. Meglio essere prudenti.  

LE PECORE E LE CAPRE. Durante il vostro cammino mi potrà capitare di incontrare delle pecorecon delle capre. Questa zona infatti dell’Abruzzo è nota per essere stata una delle sedi più importanti nell’attività di pastorizia in Italia. Nonostantestia lentamente sparendo, avrete la possibilità di vedere questa antica attività di allevamento effettuata dell’uomo. Nel caso in cui vi trovaste in prossimità di una strada dove sono presenti gli ovini, fermatevi, e lasciate che vi passino accanto. Non vi toccheranno nella maniera più assoluta e sarà un’esperienza divertente. Scattate delle fotografie o realizzate un bel video. In mezzo al branco noterete la presenza di cani pastori. In genere appartengono alla famosa razza di cane da pastore abruzzese, cani di grande mole e di colore bianco.

 

RACCOGLIERE I RIFIUTI. Non lasciate assolutamente alcun rifiuto durante la
vostra escursione. Siete in una zona protetta e parco naturale.  

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ITALIA, LUOGO DI INTERESSE STORICO, REGIONE DEL CENTRO ITALIA, REGIONE UMBRIA

ITALIA – UMBRIA – MONTEGABBIONE: LA SCARZUOLA





DOVE SI TROVA. La Scarzuola si trova in Umbria (Italia centrale), in provincia di Terni, nel comune di Montegabbione.

GOOGLE MAPS. Di seguito la mappa interattiva di GOOGLE MAPS che vi consentirà di raggiungere la vostra meta utilizzando il vostro dispositivo come un navigatore GPS ovunque vi troviate. Per calcolare il percorso cliccate sulla freccia blu sulla mappa “indicazioni”. 
 

SCEGLIERE LA GIORNATA GIUSTA. La visita si effettua all’aperto, per cui bisogna scegliere con cura il giorno giusto, per evitare che la pioggia o il freddo o l’eccessivo caldo la possano rovinare.
IL METEO. Di seguito troverete un box meteo con le previsioni del tempo riferito alla città di Terni su base settimanale. Questo vi consentirà di organizzare al meglio la vostro escursione con il tempo migliore. 

 

 

STORIA. In questo luogo nel 1957 l’architetto milanese Tommaso Buzzi decise di costruire la “città ideale”. Si tratta di una “città teatro” Dove le strutture presenti si susseguono proprio come le scene di un teatro . La costruzione è  stata terminata nel 1981 dall’erede di Buzzi, morto qualche anno prima.
La Scarzuola è inoltre conosciuta per la presenza di un antico monastero in cui avrebbe dimorato per un certo periodo San Francesco.


 

BIGLIETTO D’INGRESSO. Per visitare questo luogo bisogna pagare un biglietto d’ingresso.

 

ORARI E PERIODI DI APERTURA. Per conoscere gli orari e i periodi di apertura.si consiglia di fare sempre riferimento al sito ufficiale della Scarzuola. (http://www.lascarzuola.com/) per poter essere sicuri di non fare un viaggio inutile, trovando il posto chiuso. Inoltre è necessario prenotare la visita telefonando oppure all’indirizzo di posta elettronica indicato sul sito ufficiale. 
 
 

 

LA VISITA GUIDATA. La visita alla città ideale viene effettuata in parte con l’ausilio di una guida ed in parte in maniera del tutto autonoma. In quella guidata viene raccontata la storia del luogo e della realizzazione del posto.  Nella seconda i visitatori possono camminare liberamente alla scoperta delle opere architettoniche presenti. 





TEMPO NECESSARIO PER LA VISITA. Per vistare la Scarzuola è sufficiente circa un’ora. Ovviamente la durata della stessa dipendente dall’interesse personale per il luogo. Il consiglio è quello di soffermarsi ad osservare con attenzione tutti quei particolari che sfuggirebbero ad una passeggiata frettolosa. 



ANZIANI – BAMBINI – DIVERSAMENTE ABILI. Il luogo è facilmente fruibile a tutti. Per cui con le dovute precauzioni non ci sono problemi per queste categorie di persone. 

 

Di seguito troverete una serie di fotografie di vari luoghi della “città ideale”.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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