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ITALIA – REGIONE CAMPANIA: IL VULCANO DEL VESUVIO

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IL VESUVIO VISTO DAL LUNGOMARE DELLA CITTA’ DI NAPOLI

CARATTERISTICHE. Il vulcano ha un altezza di circa 1280 metri. Si tratta di un altezza variabile nel corso degli anni, proprio a causa dei mutamenti dovuti alle eruzioni che si susseguono nel tempo. Ha un diametro alla base di circa 20 km, ed ha una caldera, ovvero la zona del cono caratterizzata da una forma cosiddetta a recinto. Il Vesuvio si trova nella zona sud orientale della città di napoli. Il vulcano è considerato attualmente un vulcano attivo, anche se con caratteristiche molto diverse da quello siciliano dell’Etna. Nella sua lunga storia però non è sempre stato un vulcano attivo. Nel passato, prima della grande eruzione che distrusse la città di Pompei, le fonti storiche ed iconografiche, lo rappresentavano come una vera e propria montagna coperta di vegetazione È coltivato a vigneto. Se vi recate presso il museo archeologico della città di Napoli, potrete vedere questa raffigurazione in un famoso mosaico della città di Pompei prima della sua distruzione. Nella sua storia passata, per giungere fino a quella più recente, Il Vesuvio ha eruttato numerose volte a partire proprio dalla famosa eruzione che sconvolse la città di Pompei. Le più recenti, sono quelle del 1906, è quella del 1944. La prima distrusse completamente Ottaviano, con elevato numero di morti, mentre invece quella nel 1944, causo la morte ricerca una trentina di persone. La salita verso il cono del Vesuvio è una attività praticata da molto tempo, e viene descritta dai tanti viaggiatori che nei secoli si sono avvicendati per esplorane la sommità. Ciò che comunque colpisce, e che il Vesuvio, apparentemente immobile ha in realtà cambiato nel corso del tempo la sua conformazione, soprattutto nella parte sommitale, proprio a causa delle frequenti eruzioni. Viene considerato un tipo di Vulcano esplosivo, rispetto al Etna che invece di tipo effusivo. La differenza sostanziale sta nel fatto che le eruzioni nel primo si verificano ad un intervallo di tempo non sempre regolari, con conseguenze però spesso catastrofiche, ed associati anche a forti terremoti.

LA BOCCA INTERNA DEL VULCANO

Il secondo tipo invece prevede una attività vulcanica costante e continua, anche molto importanti per dimensioni, ma senza fenomeni particolarmente violenti essenza conseguenze devastanti Per quanto riguarda i terremoti conseguenti alle eruzioni stessa. ll vulcano è inserito dal 1995 all’interno di un’area a parco, che prende proprio il nome di Parco Nazionale del Vesuvio, creata proprio a tutela del vulcano stesso e del suo territorio, ed in ragione dell’ interesse dal punto di vista storico geologico e biologico di questa area, certamente unica nel suo genere.

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LA STRADA ASFALTATA CHE PORTA VERSO IL VESUVIO

GOOGLE MAPS. Di seguito troverete la mappa interattiva di GOOGLE MAPS che vi consentirà di raggiungere la vostra meta utilizzando il vostro dispositivo come un navigatore GPS ovunque vi troviate. Per attivare il navigatore cliccare sulla freccia blu presente sulla mappa.

IL METEO. Di seguito troverete un box meteo con le previsioni del tempo riferito alla zona  su base settimanale. Questo vi consentirà di organizzare al meglio la vostro escursione con le condizioni metereologiche migliori. 

IL PARGHEGGIO. Non è possibile raggiungere il monte del Vesuvio con i veicoli a motore. Infatti, durante la vostra ascesa lungo una delle strade che porte verso il cono del vulcano verrete immancabilmente fermati un veicolo delle forze dell’ordine.

L’INCROCIO DOVE SI FERMANO LE AUTO E INIZIA IL PARCHEGGIO

Sarete quindi obbligati a lasciare la vostra autovettura direttamente in una strada laterale nelle aree delimitate una linea blu come avviene normalmente nei parcheggi a pagamento delle città. Non troverete una vera e propria area di parcheggio tipo spiazzo, ma dovete mettere i vostri veicoli in fila indiana.

UNA DELLE STRADE DI ACCESSO AL VESUVIO DEDICATA AL PARCHEGGIO

Questa precisazione potrebbe sembrare inutile, ma in realtà bisogna prendere in considerazione che la fila indiana comporta un allontanamento dal punto in cui si comincia a salire a piedi per raggiungere il cono del vulcano. Per tale ragione, se volete evitare di fare anche molta strada a piedi lasciate il vostro veicolo, il consiglio è sempre quello di giungere presso il vulcano nelle prime ore del mattino, o eventualmente anche nel pomeriggio tardi, quando gli altri visitatori cominciano ad andare via. Può capitare infatti che se si arriva molto tardi, potreste lasciare la vostra vettura anche ben oltre un km di distanza rispetto al punto in cui si inizia a salire a piedi. Per quanto riguarda invece i motocicli, o comunque i veicoli a motore a due ruote, chiedendo alle forze dell’ordine che sbarrano il passo, potrete salire verso il vulcano percorrendo alcuni km sulla sulla strada asfaltata, fino a giungere al punto in cui non si potrà più assolutamente salire con nessun veicolo, e dove inizia il vero e proprio parco del vulcano.

IL PARCHEGGIO ALTO. Per i veicoli autorizzati a raggingere la parte alta del Vesuvio, è presente un’area di parcheggio in un’area sterrata, prima dell’ingresso al percorso a piedi. Si tratta però di accessi consentiti a pochi fortunati o a veicoli di soccorso o delle Forze dell’Ordine e a coloro che lavorano nel Parco.

IL SERVIZIO NAVETTA. Come già spiegato, una volta lasciata la vostra autovettura o il vostro veicolo a motore al parcheggio, dovrete necessariamente raggiungere la parte iniziale del Parco del vesuvio, o a piedi, o usufruendo anche di un servizio navetta messo a disposizione da alcuni privati. In pratica, per percorre gli ultimi chilometri di asfalto interdetti al pubblico a bordo di questi mezzi ovviamente si tratta di un servizio a pagamento, ma l’importo richiesto è basso per il vantaggio è quello di non dover fare un bel pezzo di strada a piedi. Servizio navetta è continuo, adesso trovato in maniera tale da potervi accompagnare sia all’andata che al ritorno. Siete chiaramente liberi scegliere utilizzare il servizio navetta sia per l’andata che per il ritorno o anche soltanto per una delle due tratte.

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LA TARGA CHE INDICA L’INIZIO DEL PERCORSO CHE PORTA ALLA BOCCA DEL VESUVIO

LE BICICLETTE. Durante la vostra salita in macchina verso il vulcano, noterete la presenza di numerosi ciclisti. La strada è bella ed il panorama magnifico. Si puo arrivare fino alla seconda area di parcheggio con la bicicletta, ma non salieri per i sentieri che portano fino alla parte sommitale del cono. Qui si devono usare i piedi.

LA BIGLIETTERIA.

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Accesso al vulcano non è gratuito, è necessario pagare un biglietto. Bisogna precisare è l’importo che viene richiesto, certamente non è ecomico per una famiglia di quattro persone, che potrebbe spendere anche una bella cifra per godere di questa visita. Sono soldi ben spesi, perché avrete la possibilità si può visitare un luogo unico, e salire uno dei vulcani più famosi del mondo.

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La biglietteria si trova non dove è presente la zona parcheggio, ma nella parte intermedia parcheggio stesso l’inizio del Parco del Vesuvio . Come si può vedere dalle immagini mentre camminate a piedi o salite con una delle navette di cui sopra, notere sulla sinistra una struttura rettangolare legno e metallo, a cui interno troverete gli appositi sportelli per poter effettuare il pagamento del biglietto. Ricordate che potete pagare sia in contanti e con il bancomat.

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Per quanto riguarda i sistemi di pagamento elettronici, potrebbero però esserci dei problemi, in quanto non sempre la linea telefonica funzione come dovrebbe e potreste quindi essere costretti ad aspettare anche molto tempo prima che questa connessione venga ripristinata. Ricordate quindi sempre di portare con voi del denaro contante, in maniera tale da evitare perdite di tempo, e chiaramente si traducono in una minor permanenza sul vulcano, di dover effettuare tale escursione con la tranquillità che merita. Una volta acquistato il biglietto, conservatelo con cura, perché dovrà essere esibito all’ingresso del parco del Vesuvio.

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ABBIGLIAMENTO. Per quanto riguarda l’abbigliamento, bisogna seguire stesse regole quando si sale in montagna. Il Vesuvio arriva ad un’altezza massima di circa 1.280 metri Per questa ragione, quindi portare con voi qualcosa che vi consenta di vestirvi con la tecnica a cipolla in maniera tale da poter aggiungere o togliere capi d’abbigliamento, in base alle variazioni del clima. Nella stagione invernale, nella parte sommitale del Vesuvio a fare veramente freddo, così come durante quella estiva, il caldo può essere veramente intenso.

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LE CALZATURE. Per quanto riguarda le scarpe da indossare, anche in questo caso la regola da seguire è quella della escursione in montagna. Non si tratta di una arrampicata in alta montagna, ma è bene indossare comunque un buon paio di scarpe da ginnastica o delle scarpe da trekking, senza ovviamente esagerare con calzature particolarmente tecniche. Il consiglio è quello di evitare scarpe aperte sandali ciabatte e tutto ciò, che non vi protegga i piedi adeguatamente. La ragione di ciò sta soprattutto per quanto riguarda l’ultima parte del percorso, circa un chilometro e 700 metri, con un fondo di cenere vulcanica e piccole pietre. Questi riescono ad entrare con facilità nelle scarpe aperte, ed il rischio è quello di trovarvi alla fine della camminata con i piedi scorticati. Inoltre eviterete così anche pericolose scivolate con scarpe che non hanno la giusta aderenza.

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UNA IMMAGINE DALL’ALTO DEL VESUVIO PRESENTE NELLA BIGLIETTERIA

PROTEZIONE DAL SOLE – LA CREMA SOLARE. L’escursione al Vesuvio viene effettuata in un ambiente totalmente privo di alberi. Non che questi non ci siano, ma l’accesso la bosco è interdetto ai visitatori. Per questo motivo vi troverete a camminare in un ambiente costantemente illuminato dal sole, sempre che ovviamente il cielo non sia coperto. Per questo motivo, sia d’inverno che d’estate è molto importante che vi proteggiate dal sole, applicando sulle parti scoperte del corpo una crema solare con filtro. Il motivo è molto semplice. Come anticipato, l’escursione non è breve, e pertanto potreste trascorrere molte ore sotto un forte sole. Anche nel caso in cui il tempo fosse nuvoloso coperto, Ricordatevi sempre che comunque il sole fa abbronzare.

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OCCHIALI DA SOLE . E’ molto importante portare con voi gli occhiali da sole, sia d’inverno che d’estate. La ragione è dovuta alla forte insolazione, anche nelle giornate coperte. La vosta escursione è tutta allo scoperto, e non ci sono posti dove proteggervi. Bisogna poi fare i conti anche con il vento che tende ad asciugare rapidamente gli occhi, per cui non dimenticateli. E questo ovviamente vale anche per i piu piccoli.

COPRICAPO. Per proteggervi dal sole ed anche dal vento, potete portare con voi anche un copricapo. Nel periodo invernale, vi proteggerà anche dal vento.

I BAMBINI. Come si può facilmente immaginare, il vulcano esercita sui bambini, anche su quelli più piccoli, un fascino irresistibile proprio per la sua particolarità. Bisogna però ricordarsi, che la camminata, soprattutto nella parte non asfaltata, ovvero quella che va dall’ingresso del parco del vesuvio, fino alla sua sommità, è piuttosto impegnativa per chi ha “le gambe corte”. Per questo motivo ricordatevi che potreste essere obbligati a dover prendere in braccio i bambini. Il consiglio e quindi quello di effettuare ogni tanto delle soste per farli riposare, anche con la scusa di fargli raccogliere qualche pezzetto di lava, o di fargli ammirare il bellissimo panorama. Lasciateli liberi di muoversi, ma vigilate sempre con la massima attenzione.

IL CONO DEL VULCANO. Il naturale “epilogo” delle ascesa sul Vesuvio è quella di potersi affacciare sul ciglio della sua enorme bocca. Ovviamente del basso non ci può rendere conto di quale dimensioni possa avere, ma una volta raggiunti i 1.200 metri circa, vedrete uno spettacolo unico. Ciò che colpisce è l’altezza delle pareti verticali del cono, e la sua profondità. Cercate i punti migliori dove affacciarvi. Non sarà difficile trovarli. E’ recintato solo nella parte visitabile per i “normali” escursionisti. Non vi arrampicate sulle palizzate di legno, e se comunque volete farlo per fare qualche bello “scatto”, fate comunque molta attezione. Non oltrepassate mai la recizione. Il rischio è quello di fare un bel salto nel vuoto.

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LE FUMAROLE. Una volta arrivati sulla sommità del vulcano, noterete la presenza delle c.d. “fumarole”. Si tratta di gas di risalita che provengono dalle profondita della terra. La loro presenza evidenzia con chiarezza l’attività vulcanica costante del Vesuvio, e per tale motivo sono un indice importate per capire che cosa accade al suo interno. Gli studiosi le considerano campanelli d’allarme per comprendere le modificazioni dell’attività del vulcano nel corso del tempo. L’analisi della composizione dei fumi, può far capire se il Vesuvio abbia o meno iniziato un ciclo che lo porterà ad una eruzione. Per gli escurzionisti invece sono molto belle.

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LE COLATE DI LAVA. Un caratteritica tipica di ogni vulcano è presenze delle colate di lava, e sul vesuvio sono ben visibili, anche se in maniera più “discreta”, rispetto a grandi vulcani come l’Etna. Durante il vostro cammino non solo le incontrerete, ma senza saperlo di ci camminerete sopra. Di seguito alcune immagini delle colate.

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IL PANORAMA. Escursione sul Vesuvio è veramente suggestiva per due ordini di motivi. Il primo è che vi trovate comunque sulle pendici e sulla bocca di un vulcano, il secondo perché godrete di un panorama veramente unico nel suo genere. Guardando verso il mare, e lasciandovi quindi il cono del vulcano alle spalle, potete vedere alla vostra destra la città di Napoli, al centro sotto di voi altre località limitrofe, tra cui la famosa Pompei e i suoi scavi nonché la città moderna, è sulla sinistra la stupenda quanto unica Costiera amalfitana. Di fronte a voi Inoltre potete osservare, anche nelle giornate con una visuale più ridotta la sagoma dell’isola di Capri. In pochi posti al mondo avrete la possibilità di vedere tante meraviglie tutte insieme.

LA CITTA’ DI NAPOLI VISTA DAL SENTIERO CHE COSTEGGIA IL VESUVIO

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I SENTIERI. La parte più alta del Vesuvio si raggiunge percorrendo una serie di sentieri sterrati, composti prevalentemente da cenere vulcanica. Hanno un andamento univoco, nel senso che il percorso da seguire è uno soltanto per raggiungere la sommità, dove si trova la bocca del vulcano. In realtà quindi non bisognerebbe parlare di sentieri, ma bensì di un unico percorso da effettuare sia all’andata che al ritorno. Ricordatevi che questo sentiero termina in prossimità di un rifugio all’altezza di circa 1200 metri, dove non è più possibile andare avanti, a meno che non abbiate un’autorizzazione speciale. Infatti lì, come vedrete nella foto, è presente un cartello che proibisce l’accesso al sentiero successivo, salvo per coloro che hanno particolari tipi di autorizzazione. Per questo motivo, a meno che siate tra i pochi fortunati che possono accedere a questa sentiero, ulteriore, non potete altro che tornare indietro sui vostri passi per ripercorrere lo stesso identico percorso, che avete fatto all’andata. Ricordatevi che il fondo è composto di cenere vulcanica, non di certo pericolosa, ma scivolosa in alcuni punti, per questo motivo, quando scendete, soprattutto nei punti più ripidi, fate attenzione a dove mettete i piedi. In questo modo eviterete qualche spiacevole ed imprevista caduta. Una raccomandazione è quella di fare attenzione ai bambini. Il percorso è tutto recintato con palizzate di legno, ma i più piccoli potrebbero passarci attraverso.

UNA DELLE SCALINATE PRESENTI SUL SENTIERO SULLA BOCCA DEL VULCANO

IL LIMITE DEL SENTIERO DA POTER PERCORRE SENZA AUTORIZZAZIONI SPECIALI

ESCURSIONISTI CHE OSSERVANO LA BOCCA DEL VULCANO DAL SENTIERO ALTO

DOVE MANGIARE. Per poter pranzare, ed eventualmente cenare, potete seguire le seguenti indicazioni. Trattandosi di una escursione il sistema più semplice ed economico per mangiare è quello di portare con voi dei panini ed eventualmente delle bibite, insomma qualcosa portato da casa. Se invece volete viaggiare leggeri, potete acquistare il cibo direttamente nei vari punti di ristoro presenti durante il percorso Ovviamente non parliamo in questo caso di ristoranti o trattorie, ma di bar dove troverete qualcosa di leggero ed in genere già confezionato. Qui potete acquistare bevande di ogni genere a prezzi ragionevoli. Il consiglio è quello di fermarvi a mangiare qualcosa all’ultimo rifugio che si trova nella parte più alta del Vesuvio dove termina il percorso a piedi. Sono presenti tavoli e panchine, dove potete mangiare qualcosa acquistato direttamente presso il locale bar. Il consiglio di fermarvi qui, soprattutto in ragione della visuale fantastica e del meraviglioso panorama che si vede da questo punto di osservazione privilegiato.

I RIFUGI. Durante l’ascesa sul Vesuvio incontrete alcuni piccoli “rifugi”, dove poter sostare e riposarvi e fare piccoli acquisti, nonchè mangiare. Non si tratta di strutture come quelle che si trovano in montangna, ma sono comunque molto comodi in caso di necessità.

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Uno dei più suggestivi, grazie alla sua magnifica posizione, e quello più in alto, e che si trova al termine del sentiero accessibile ai normali escursionisti. Qui il panorama è unico.

IL RIFUGIO PIU’ IN ALTO ALLA FINE DEL SENTIERO SULLA BOCCA DEL VULCANO

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I SERVIZI IGIENICI. Una raccomandazione importante è quella di usufruire dei bagno prima di afforntare la salita. Oltre a viaggiare “più leggeri”, durante la salite e la discesa non ne trovere altri. E sul cono del Vesuvio non ci sono boschi o altro dove poter andare. I Serivizi igienici sono presenti nel piazzale antistante l’ingresso al Parco, dove dovrete esibire i biglietti precedentemento acquistati. E’ necessario spirito di adattamento. Si tratta di bagni chimici caldi d’este e freddi d’inverno.

LA NEVE. Come sopra ricordato il Vesuvio sfiore i 1.300 metri di altezza s.l.m., per cui in inverno fa freddo e può anche nevicare. Nel caso in cui decideste di salire con queste condizioni meteo, verificate sempre prima che il parco sia aperto, per evitere un viaggio a vuoto. Infatti per motivi di sicurezza, in caso di condizioni meteo avverse, l’accesso al pubblico può essere interedetto.

LA VEGETAZIONE. Il Vesuvio è coperto di vegetazione nella parte più bassa. Noterete subito la presenza di molte piante già percorrendo la strada che dalla parte più bassa riporta fino a parcheggio.

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La vegetazione, tende poi a diradarsi mano a mano che si sale verso la parte più alta, dove si trova il cono per diventare quasi del tutto assente quando si arriva sulla somma dello stesso vulcano. È presente anche una bella pineta, parzialmente distrutta da alcuni devastanti incendi, che con preoccupante sistematicità si ripetono sulla cima del Vesuvio. In queste aree verdi non è possibile entrare, e ciò viene chiaramente indicato anche da alcuni cartelli di colore giallo che non potete non notare.

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IL VIDEO DELL’ESCURSIONE. Di seguito è presente un video che raccoglie tutte le foto presenti sugli appunti di viaggio ed altre non inserite. Vi consentirà di rissumemere l’escursione senza tante parole. Ai prossimi appaunti di viaggio.

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ITALIA, REGIONE CAMPANIA, Senza categoria, SPIAGGIA CAMPANIA, SPIAGGIA ITALIA, TERME ITALIA

ITALIA – CAMPANIA – ISOLA D’ISCHIA : LA BAIA DEL SORGETO – LE TERME

LE VASCHE TERMALI NATURALI NEL MARE
COME RAGGIUNGERLO. Per raggiungere il Sorgeto, avete una serie di possibilità. La prima è quella di utilizzare i vostri veicoli privati, autovetture, motociclette e motorini e biciclette, oppure di affidarvi al servizio di trasporto pubblico che effettua delle fermate proprio in prossimità della strada che porta verso il Sorgeto sulla strada principale. Qualora nessuna di queste soluzioni sia per voi ottimale, esiste anche la possibilità di raggiungerlo per mezzo di un servizio di trasporto via mare, una vera e propria navetta, che in genere parte dal porto di SantAngelo, lì vicino. È un trasporto ovviamente a pagamento, ma molto comodo, proprio perché raggiungere molto Sant’Angelo è molto più semplice che via terra. Ovviamente tutto ciò deve essere fatto quando il mare è calmo. Il servizio di navetta poi vi comunicherà anche gli orari di rientro, per cui potrete organizzarvi di conseguenza e decidere quanto tempo rimanere nella baia. Come sempre comunque, di seguito troverete la mappa interattiva di Google Maps, che vi consentirà di raggiungere ovunque voi siate, via terra La Baia del Sorgeto, sia a piedi che con qualsiasi veicolo, utilizzando il vostro dispositivo smartphone tablet ed altro come se fossero navigatori gps. Inoltre, cliccando sulla mappa nell’angolo sinistro in basso, potrete visualizzare la Baia del sorgeto come in modalità con Google Earth.

LA SCALA CHE PORTA ALLA BAIA DEL SORGETO.
UN TRATTO DELLA SCALITA CHE PORTA AL SORGETO
La baia del Sorgeto si trova molto più in basso rispetto alla strada, per cui per raggiungere il mare e le acque termali è necessario scendere (e poi risalire), un lunga scalinatacomposta da molti gradini. Scendere può sembrare non molto impegnativo, ma tornare indietro è  faticoso, soprattutto dopo essere stati una giornata al mare , immersi nell’acqua calda. Ricordate che non ci sono ascensori o strade che portino alla baia, per cui evitate di portare con voi troppe cose.
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QUANDO ANDARE – IL PERIODO MIGLIORE DELL’ANNO.  Il Sorgeto è molto frequentato durante il periodo estivo, ma è una meta gettonata  anche in pieno inverno, grazie alla presenza costante delle acque termali.  Ovviamente bisogna sempre fare molta attenzione alle condizioni del mare, in quanto in inverno nella Baia il mare può essere molto agitato, e le piscine sono separate dall’acqua fonda solo da una linea di scogli. 
PREVISIONI DEL TEMPO. Di seguito troverete un box meteo con le previsioni del tempo a sette giorni con fasce orarie,  riferito a Sant’Angelo, i borgo più vicino alla baia del Sorgeto. Questo vi consentirà di organizzare al meglio la vostra escursione con il tempo migliore.
AL SORGETO DI NOTTE.

Il Sorgeto è frequentato sia di giorno che di sera, ed anche di notte, grazie alla presenza delle acque calde. Alcuni trascorrono tutta notte riposando nelle piscine, approfittando della minore presenza di persone. 



I BAMBINI. Per i bambini, il Sorgeto rappresenta un posto molto divertente. La presenza dell’acqua calda direttamente nel mare, la scogliera, la possibilità di poter fare lunghe nuotate nell’insenatura, la presenza di un trampolino davanti al ristorante, sono elementi di sicura attrazione per i più piccoli. Bisogna però ricordarsi la presenza di alcuni elementi che in qualche modo possono risultare per loro ostici. Prima di tutto ricordatevi, come sopra anticipato, che per raggiungere il Sorgeto bisogna scendere una lunga scala composta da centinaia di gradini. Inoltre questa è l’unica via per risalire al piano stradale, per cui per i più piccoli, soprattutto durante una giornata sotto il sole potrebbe risultare molto faticosa, sempre che ovviamente non vi vogliate servire del servizio di navetta barca che vi porta a Sant’Angelo. Inoltre dovete ricordarvi che l’acqua calda, in cui i più piccoli adorano sguazzare abbassa notevolmente la pressione, per cui dopo poco potrebbero sentirsi molto affaticati. Inoltre, quando volete far fare loro il bagno oltre la scogliera che delimita le acque calde del Sorgeto, rammentate che il mare diventa subito molto profondo, e non si tocca nella maniera più assoluta. Poi ricordatevi, come sopra sempre anticipato, che non è presente sabbia di alcun tipo, ma solo scogli e ciottoli. Per cui evitate di far portare loro secchielli e palette. Risulterebbero inutilizzate e voi avreste appresso un peso del tutto inutile.
 
ANZIANI E DIVERSAMENTE ABILI. Per queste persone il Sorgeto non è la spiaggia più adatta. Le ragioni sono dovute ai motivi di cui sopra. Tante scale a scendere e salire, nessun ascensore o strada, spiaggia molto ridotta e senza sabbia ed il mare subito profondo. Una raccomandazione è di  fare attenzione e per coloro che soffrono di pressione bassa e di cuore.  Entrare nell’acqua calda e starci a lungo può essere molto rischioso. 

LA SPIAGGIA.Il Sorgeto, si trova incastonato in una baia. Le pareti di roccia sono verticali, è la spiaggia pur essendo abbastanza lunga, è molto stretta. La caratteristica principale è la totale assenza di sabbia, e la presenza di scogli e di rocce e ciottoli. Quindi quando decidete andare al Sorgeto, ricordatevi che lo spazio a disposizione per poter posizionare i vostri asciugamani, è molto limitato. In questo caso dovete ricordarvi di evitare di portare con voi ombrelloni che in ogni caso non riuscireste a piantare, data l’impossibilità materiale di procedere a tale operazione. Portare con voi invece qualche materassino di gomma, qualche tappetino, certamente vi renderà più piacevole e semplice stendervi sul fondo sassoso.

LO STABILIMENTO ANNESSO AL BAR RISTORANTE. Come sopra indicato, il Sorgeto non ha una vera e propria spiaggia, per cui gli spazi dove potersi stendere non sono molti. Se avete comunque la necessità di rilassarvi al sole, potete noleggiare un lettino ed ombrellone presso l’unico bar / ristorante presente nella baia. Il consiglio è quello di prenotare o arrivare presto, dato che i posti disponibili sono pochi e molto richiesti. 

 

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IL BAR – RISTORANTE – STABILIMENTO DEL SORGETO VISTO DAL MARE
LA BAIA DEL SORGETO VISTA DALL’ALTO DELLA PIAZZETTA DI AFFACCIO

IL PORTO NATURALE. Come si può vedere dalle immagini, il sorgeto, è un porto naturale. La sua insenatura, rispetto alla costa, è molto profonda. Ciò, oltre a essere molto suggestivo, rende questo luogo anche un porto naturale riparato dal mare. Per questa ragione, per tutti coloro che posseggono imbarcazione, o che comunque amano spostarsi in barca, il consiglio è quello di approfittare e questo luogo, per ormeggiare la propria imbarcazione. Ovviamente gli spazi non sono tantissimi, soprattutto nella stagione estiva,  per cui dovete sempre fare i conti con la presenza di altre imbarcazioni. La sosta generalmente consigliata e quella durante la giornata, ma se vi recate al Sorgeto di sera, o di notte, noterete che più di una imbarcazione, soprattutto nei mesi dell’anno più belli dell’anno, resta ormeggiata in questo specchio d’acqua anche per più giorni. Anche per quanto riguarda la profondità, l’acqua rispetto alla spiaggia, per meglio dire alla costa, diventa subito alta. Per cui è molto adatta anche per le imbarcazioni a vela con il bulbo sotto la chiglia.

IL FONDALE MARINO. Andare al Sorgeto, non significa soltanto fare il bagno delle vasche naturali termali calde, ma approfittare anche di fare una bella nuotata nelle insenatura del Sorgeto. Ricordatevi bene però che bisogna saper nuotare, in quanto superato da barriera di scogli che delimita le suddette vasche, una volta entrati in acqua dalla spiaggia di ciottoli che si trova alla vostra destra guardando il mare, l’acqua diventa immediatamente profonda. Portate con voi Comunque maschera e boccaglio è tutto il necessario per fare snorkeling. L’acqua è normalmente molto trasparente e la fauna marina tipica del Mediterraneo piuttosto ricca.

 

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IL FONDO DEL MARE DOVE SGORGANO LE ACQUE TERMALI
IL PARCHEGGIO. Il Sorgeto è un luogo molto frequentato sia durante la stagione estiva sia durante quella invernale, ovviamente con le dovute differenze in termini di afflusso di persone. Parcheggiare la macchina, può diventare, soprattutto nei periodi più gettonati, ovvero in quello estivo, è nei fine settimana, un vero e proprio problema. Comunque per parcheggiare avete due possibilità, o per meglio dire tre. La prima è quello lungo la strada in prossimità dello stesso Sorgeto, dove sono presenti negli spazi dove è possibile lasciare la vostra autovettura. La seconda possibilità è quella invece di recarvi al parcheggio che si trova nel piazzale superiore che da è che guarda verso il soggetto. La terza possibilità invece è quella di recarvi presso il ristorante che si trova proprio in prossimità della parte superiore della baia, per intenderci quella da cui poi si scende per raggiungere il Sorgeto, dove a pagamento potete lasciare i vostri veicoli. Fate molta attenzione però a non arrivare troppo tardi, in quanto parcheggiare potrebbe essere veramente molto difficile. Qualora, dovesse malauguratamente non trovare posto in queste aree, una soluzione può essere quella di lasciarli sulla strada principale da cui poi si imbocca quella che vi porta a Sorgeto e lasciare lì la vostra autovettura. La distanza non è breve, per cui potreste rischiare di dover di fare una bella camminata.  Una soluzione che molti adottano, soprattutto se si è in gruppo, è quello che il guidatore arrivi  in prossimità della discesa alla Baia del Sorgeto, lasci gli occupanti dell’autovettura o del veicolo stesso, e poi torni verso la strada principale per lasciare il veicolo. Questo eviterà di far fare una lunga camminata a tante persone, al posto di una sola.
BAIA SORGETO VISTA
TEMPERATURA DELL’ACQUA.  La caratteristica del Sorgeto, ed il motivo per cui è così famose frequentato, è proprio la presenza delle acque termali. La temperatura delle stesse è veramente molto elevata, ma grazie al fatto che entra nell’acqua marina e con questa si mescola, è molto più bassa. In pratica viene proprio miscelata dal combinarsi delle due acqua fredda e calda. La raccomandazione è comunque quella di fare molta attenzione, soprattutto nella zona dove l’acqua esce dalle rocce. Nei giorni di bassa marea l’acqua del mare non effettua un grande ricambio, per cui la temperatura può essere veramente alta, ed il rischio di scottarsi è altamente probabile. Comunque con un po’ di attenzione si possono evitare spiacevoli sorprese.
LE ACQUE TERMALI. Ischia è un’isola a vocazione termale punto ovunque voi andiate, troverete le famose acque calde che rendono unico questo luogo meraviglioso. Anche per il Sorgeto la cosa non cambia. La volta che vi sarete immersi, non vorrete più uscire, mi sentirete coccolati dall’acqua calda.
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LA MAREA. Una caratteristica della Baia del Sorgeto, è quella del cambio di marea. In pratica durante la giornata, soprattutto nel pomeriggio l’acqua del mare tende a salire, o comunque a diventare più agitata. Questo comporta un maggior scambio di acqua calda e acqua fredda, per cui mentre la mattina le vasche sono molto più tranquille ma molto più calde, nel pomeriggio sono più agitata, ma molto più fredde.
I FANGHI IN BARATTOLO. Se amate cospargere il vostro corpo di fango termale, qui avrete la possibilità di farlo. Non si tratta di grandi quantità, ma sufficiente comunque a poter ricoprire principali del corpo. Se non volete perdere tempo, e desiderate portare con voi del fango termale da poter utilizzare a casa, potete farlo, comprando dei barattoli da alcuni improvvisati venditori. Nulla di ufficiale, ma con una spesa modesta, potrete tranquillamente portare con voi una discreta quantità. Alcuni, su questi fanghi, dicono che abbiano proprietà benefiche. Provare per credere. Comunque potete andare tranquilli, male non vi faranno.
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LE VASCHE IN PROSSIMITA’ DELLA SORGENTE BOLLENTE

LA COTTURA DEI CIBI. La temperatura dell’acqua, in alcuni punti è talmente tanto alta, circa 90 gradi, che se portate con voi uova e patate, potete tranquillamente cuocerle in una delle piccole pozze che si trovano a ridosso della parete verticale. Bisogna però fare molta attenzione alle mani sì, ed anche i piedi, ed evitare di raccogliere cibi una volta cotti con le mani nude. Rischiereste delle severe ustioni. Per questo motivo, se volete provare questa simpatica esperienza, portate con voi una posata o comunque qualcosa per raccogliere queste pietanze. Trovare i punti dove poter effettuare questo tipo di cottura, è estremamente semplice. Una volta giunti sulla spiaggia, guardando il mare, subito dopo la barriera di cemento, giratevi alla vostra sinistra. Noterete certamente qualcuno che sta cucinando qualcosa.

 

LA BAIA DEL SORGETO IN UNA GIORNATA DI MARE MOSSO CON LE PISCINE CALDE SOMMERSE
LE SCARPE. Un particolare da non sottovalutare, una volta che decidete di andare Sorgeto, è quella di scegliere le calzature adatte. In genere si indossano  ciabatte o scarpette leggere. In questo caso particolare dovete tenere ben conto sì la zona sottostante ha praticamente poca spiaggia, composta tutta da massi e roccia e in alcuni punti da alcune spianate di cemento armato. Dovete poi pensare comunque di entrare nell’acqua calda, confondo composto di rocce e sassolini. Per questo motivo tranne che non siate abituati comunque a camminare sui sassi a piedi nudi, è meglio indossare delle scarpe che potete avere con voi sia fuori dall’acqua, che all’interno del mare. In pratica le cosiddette scarpette da scoglio. Questo vi consentirà di non ferirvi i piedi, di camminare sui massi sul cemento, e di non scivolare sulle rocce quando vi  calate nelle piscine con l’acqua calda.

IN COSTUMI DA SCEGLIERE. Un consiglio che dovete seguire, è quello di scegliere il costume adatto da indossare. Come sapete, l’acqua calda non fa bene ai costumi da mare, soprattutto agli elastici. Inoltre la combinazione tra il sale marino e l’acqua calda tende a decolorare questi indumenti. Per questa ragione il consiglio è quello di portare con voi costume a cui non teniate particolarmente. Ovviamente è solo un suggerimento che potrete seguire un meno. Comunque è sempre meglio evitare di indossare capi particolarmente costosi e di buona qualità.

IL TRAMONTO.  Per coloro che amano i bei tramonti, il soggetto e certamente il posto adatto per poterne osservare uno tra i più belli di Ischia. Per  poter vedere questo spettacolo della natura bisogna salire nella parte alta  della baia, ovvero da dove inizia la scala che porta giù alla spiaggia.  Una volta in alto, guardando verso il mare, alla vostra sinistra potrete osservare il promontorio di Sant’Angelo che si staglia dentro un bel tramonto.  Le foto che segue parla da sola.

 

IL BORGO DI SANT’ANGELO AL TRAMONTO

DOVE MANGIARE.



Per mangiare, non ci sono particolari problemi. Le soluzioni possono essere due. la prima come al solito più economica è molto veloce e quella di portare qualcosa con voi da casa. La seconda ovviamente più costosa, è quella direcarvi al bar ristorante che si trova proprio nella Baia del Sorgeto. È una struttura molto semplice e gradevole, famosa in tutto il mondo, è frequentata spesso da personaggi dello spettacolo che si recano in questo famosa insenatura. Qui potrete acquistare cibi pronti, oppure sedervi al ristorante, gustando specialità di pesce. Si mangia veramente bene. Un’altra soluzione meno pratica ma da prendere in considerazione, è quella di recarsi nella parte alta della scogliera,  e pranzare o cenare presso un famoso ristorante. Il luogo è molto semplice e la vista spettacolare, e i titolari del locale sono persone molto simpatiche ed accoglienti. Senza spendere una fortuna potrete mangiare piatti di mare veramente gustosi, come si vede dalla foto che segue. tenete. Però che per raggiungere questo ristorante, se vi siete già recati al Sorgeto, dovrete ovviamente salire nuovamente la scalinata. Il consiglio comunque è di andare in questo posto anche la sera, dove potete godere e un’atmosfera molto romantica. 

 



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ITALIA – LE SPIAGGE – P.G.




REGIONE CAMPANIA, Senza categoria, SPIAGGIA CILENTO, SPIAGGIA ITALIANA

ITALIA – CAMPANIA – CILENTO: SPIAGGIA CALANCA – A.D.V.

DOVE SI TROVA
La spiaggia della Calanca si trova nel Cilento, molto vicina alla nota località estiva di Mariana di Camerota, ed è uno delle spiagge più conosciuta.

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(Utilizzate il vostro dispositivo come navigatore gps calcolando la rotta con la Google maps)

CARATTERISTICHE DELLA SPIAGGIA

La sua caratteristica è quella di avere un arenile composto da sabbia fine. La spiaggia è molto lunga, ed abbastanza profonda. Alle spalle della stessa, si trova la scogliera, da cui si deve scendere per arrivare al mare.

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BOX METEO

FONDALE MARINO – CARATTERISTICHE

Il fondale marino, ha le stesse caratteristiche dell’arenile, essendo composto prevalentemente di sabbia. Per cui, quando decidete di andare a fare il bagno, non troverete sorprese particolari, e non dovrete indossare scarpette per evitare di farmi male ai piedi. Il fondale è soffice. La situazione cambia se vi avvicinate agli scogli che si trovano sul lato destro della spiaggia guardando il mare. Niente di particolare, ma dovete comunque prestare attenzione a dove mettete i piedi.

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LA SPIAGGIA VISTA DAL MARE

MASCHERA E TUBO

Normalmente, fondali marini di questo tipo, sabbiosi ed uniformi, non sono molto interessanti per utilizzare la maschera ed il tubo per fare le esplorazioni. Bisogna però dire, che la spiaggia è incastonata in una scogliera rocciosa, per cui se amate guardare il fondale marino soprattutto in prossimità degli scogli, non c’è problema alcuno. Guardando il mare, sia la vostra destra, che alla vostra sinistra, sono presenti pareti rocciose, dove non mancano la flora e la fauna marina. La nuotata diventa così molto piacevole, ed è un’occasione anche per allontanarsi dalla spiaggia, senza correre particolari rischi, tenendosi sottocosta. Indossando anche una muta leggera, per esplorare la costa rocciosa, soprattutto alla vostra destra, guardando il mare, potresti stare ore in acqua senza accorgermene. La parte sinistra è bella da visitare ma è meno interessante.

 

 

LA GROTTA

Nella parte sinistra della costa, allontandosi di poco dalla riva, troverete una grande grotta. Ha una volta molto ampia, ma non è molto profonda. Soprattutto nel pomeriggio diventa buia.

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IL VENTO

la spiaggia, come si vede dalle fotografie, e dalla mappa interattiva di Google Maps, è protetta ai lati dalla scogliera, il che la rende di conseguenza protetta anche dal vento, in genere non molto forte e gradevole soprattutto nelle giornate molto assolate. Ovviamente il vento può essere condizionato dalla giornata, per cui, se non e di vostro gradimento, fate riferimento al box meteo presente per scegliere la giornata giusta.

STABILIMENTO BALNEARE

La spiaggia, è attrezzata anche con uno stabilimento balnearo, dove potrete noleggiare ombrelloni, lettini, e sdraio. Ovviamente, è presente anche una parte di spiaggia libera, se non volete usufruire dello stabilimento balneare. La parte libera si trova soprattutto nel lato sinistro della stessa, guardando il mare.

DOVE MANGIARE

Per mangiare, non ci sono particolari problemi. Infatti, la presenza degli stabilimenti balneari, garantisce, in caso di necessità, di potersi recare presso il bar ristorante, presente nello stabilimento balneare. Qui, potrete prendere caffè, gelati, e altri spuntini vari. Se invece desiderate mangiare non ci sono problemi. E’ infatti presente un bel ristorante, dove potrete mangiare quello che desiderate. Il consiglio è quello di prenotare, soprattutto nei mesi di luglio ed agosto, notoriamente i più frequentati dai bagnanti.

I BAMBINI

la spiaggia è certamente molto adatta per i bambini. Le caratteristiche dell’arenile, e quelle del mare, consentiranno loro, di trascorrere una giornata di sicuro divertimento. In particolare, sulla spiaggia potranno fare tutti i tipici giochi che a loro piacciono, come i classici castelli di sabbia, o le buche sul bagnasciuga. Inoltre, il mare soprattutto nella parte iniziale, non è molto profondo, è questo, garantisce una certa sicurezza, anche nel caso in cui il mare fosse agitato.

 

 


CANI
anche per gli amici a quattro zampe, non ci sono particolari problemi. Le caratteristiche della spiaggia consentiranno loro di poterci godere una bella giornata di mare.

NOLEGGIO IMBARCAZIONI

Sulla spiaggia è possibile noleggiare diverse tipologie di imbarcazione punto potrete affittare quindi il classico pedalò con scivolo incorporato per fare i tuffi in mare, gommoni di varie misure, ed imbarcazioni a chiglia rigida virgola medio-grandi. Ovviamente, soprattutto nei mesi di luglio agosto, i più frequentati, conviene informarsi per tempo per il noleggio, per evitare li trovarsi senza disponibilità per tutta la giornata. Per il noleggio dovete rivolgervi allo stabilimento presente sulla spiaggia stessa, con annesso bar e ristorante.

LA SCOGLIERA MARINA

 

 

 

 

ISOLETTA IN MEZZO AL MARE

Di fronte alla spiaggia, e’ ben visibile un grande isolotto. Apparentemente, sembra vicino alla costa, ma in realtà è abbastanza distante. Se decidete di raggiungerlo, fatelo solo con una imbarcazione. A nuoto, potrebbe essere pericoloso anche per i nuotatori più esperti, considerato che si trova in mare aperto, e la presenza di correnti marine potrebbe non solo impedirvi di arrivare, ma anche di tornare sulla terraferma.

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LA TORRE DI AVVISTAMENTO

Guardando il mare, sulla sinistra è possibile vedere una costruzione dalla forma tipica e presente in molti  di mare, la torre Saracena. Può essere raggiunta dalla terra ferma attraverso un sentiero che parte proprio dalla spiaggia. Può essere anche vista dal mare, ma salire dalla scogliera è estremamente complicato. 

 

 

 

PUNTO PANORAMICO

la spiaggia, oltre a essere bella vista dall’arenile e’ anche molto bella vista dall’alto. Per questo motivo virgola si consiglia di fermarvi in due punti della scogliera, dove potrete ammirare la bellezza della stessa spiaggia, e scattare qualche bella foto ricordo.  Per poter visualizzare Google Earth sulla mappa, cliccare il rettangolo nell’angolo sinistro in basso.

DOVE PARCHEGGIARE

lasciare i vostri veicoli, autovetture motociclette eccetera, dovete parcheggiare lungo la strada che costeggia la spiaggia virgola e che vi porta verso Marina di camerota. Non ci sono aree di parcheggio in prossimità della spiaggia stessa per cui l’unica soluzione è quella di lasciarla lungo il ciglio della strada. Bisogna però specificare che gli ingressi principali alla spiaggia sono due. Uno dalla suddetta strada, e che troverete segnalato qui, e l’altro che si trova invece dal punto panoramico a sinistra della spiaggia stessa, e che troverete indicato sempre all’interno di questo appunto di viaggio. Nel primo caso, se lasciate la macchina lungo il ciglio della strada, dovrete poi fare un bel pezzo di strada a piedi prima in discesa, ed ovviamente poi in salita. Se invece riuscite a parcheggiare nell’aria del punto panoramica indicato, allora basterà fare un breve tratto di strada per raggiungere il lato sinistro dell’arenile guardando il mare. Arriverete subito nella parte libera della spiaggia, dove non sono presenti stabilimenti balneari. Ricordatevi, come sempre, che nel periodo estivo più intenso, ovvero i mesi di luglio ed agosto, trovare un parcheggio potrebbe essere una vera e propria impresa, vista la grande frequentazione della spiaggia. Per questo motivo, il consiglio è come sempre di arrivare sul presto, non solo per trovare parcheggio, ma per godervi anche la spiaggia non troppo affollata.

Ai prossimi appunti di viaggio. 

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LA SPIAGGIA AL TRAMONTO
ATTRAZIONE TURISTICA, CITTA' DI NAPOLI, ITALIA, PRESEPE, REGIONE CAMPANIA, REGIONE DEL CENTRO ITALIA

ITALIA – CAMPANIA – NAPOLI: VIA SAN GREGORIO ARMENO – LA VIA DEI PRESEPI – A.D.V.

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(cliccate sulla mappa di Google Maps per attivare il navigatore GPS del vostro Smartphone per raggiungere Via di San Gregorio Armeno – premere sulla mappa il tasto indicazioni per attivare la funzione di navigazione).

FERMATA METROPOLITANA – PIAZZA DANTE. Se utilizzate la metropolitana di Napoli, per raggiungere Via di San Gregorio Armeno, potere scendere alla fermata “DANTE“, ovvero quella situata nella omonima piazza. Perdorrendo via dei Tribubanali per circa 800 mt, arriverete a destinazione. Il percorso è indicato nella seguente immagine tratta dal GOOGLE MAPS.

METRO DANTE A SAN GREGORIO ARMENO

UN PO’ DI STORIA. La tradizione del presepe a Napoli è certamente molto antica. Risulta infatti che nella zona dove si trova l’attuale Via di San Gregorio Armeno fosse presente un tempio dedicato alla Dea Cerere, alla quale gli abitanti erano soliti offrire delle statuette in terracotta come omaggio alla divinità, e che venivano fabbricate nelle botteghe vicine, come oggi avviene per quelle del presepe. Il passaggio vero e proprio alla “specializzazione” delle statuette del presepe, avviene con la nascita nel ‘700 del famoso e tutt’ora molto apprezzato in tutto il mondo “presepe napoletano”.

CARATTERISTICA DELLA STRADA – IL CARDO.  Se osservate la pianta della città vista dall’alto (utilizzate quella interattiva presente qui), noterete che la via di San Gregorio Armento collega Via dei Tribunali e la “spaccanapoli”, ovvero i decumani maggiore ed inferiore di Napoli. Si tratta della tipica struttura delle antiche città greche.

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TEMPO NECESSARIO PER EFFETTUARE LA VISITA. La via è lunga solo 100 mt circa, ma ricca di negozi dedicati ai presepi. Se effettuate qui la vostra passeggiata come semplici curiosi, allora il tempo necessario per visita può essere molto breve. Se invece volete soffermare ad osservare le singole botteghe artistiche, allora il tempo necessario potrebbe essere lungo. Il consiglio è comunque quello, appassionati o no, di avere a disposizione almeno un’ora, per godere di qualcosa che troverete solo qui.

PERIODO MIGLIORE PER LA VISITA. La passeggiata nella Via dei Presepi può essere effettuata in ogni periodo dell’anno. Le botteghe artigiane infatti lavorano sempre per la realizzazione dei loro manufatti. Certamente nel periodo natalizio questa via è la vera protagonista della città, ma ogni giorno può essere quello buono.

GIORNI ED ORARI MIGLIORI PER LA VISITA. Napoli è una città molto frequentata dai turisti, che si aggiungono ai cittadini che ogni giorno vivono e lavorano utilizzando le sue vie. San Gregorio è certamente una tra le strade più affollate in qualsiasi ora del giorno. Bisogna però dire che il “traffico” aumenta nelle ore più tarde del mattino e in quello del pomeriggio sera. Se volete camminare e effettuare la visita con un certa calma, provare durante l’ora di pranzo. Troverete una “concentrazione” minore e potrete osservare con la dovuta calma i negozi che espongono le loro opere.

PERSONE ANZIANE CON DIFFICOLTA DI DEAMBULAZIONE – DIVERSAMENTE ABILI. La visita è certamente adatta sia per le persone anziane e in generale per coloro che hanno difficoltà di deambulazione. Bisogna però ricordarsi che la strada è stretta e sempre molto affollata, per cui muoversi agevolmente può diventare un problema, soprattutto se si devono utilizzare sedie a rotelle. Comunque basta fare attenzione ed avere un po’ di pazienza per godersi la passeggiata.

I BAMBINI. La passeggiata è certamente adatta ai bambini, che sono certamente attratti da tutto quello che ha che fare con il Natale. Bisogna però ricordarsi che la strada è stretta è molto affollata, per cui, soprattutto per quelli più piccoli, può essere necessario prenderli in braccio. Se poi dovete usare il passeggino, allora potreste avere qualche difficoltà di spostamento. Ma nulla di particolarmente problematico.

BOTTEGHE ARTIGIANE – LAVORAZIONE DIRETTA. Camminare per la via di San Gregorio Armeno non è solo “andare per vetrine”, ma offre la possibilità di poter vedere all’opera dei veri artisti nel loro campo. Alcune botteghe sono antiche, e si tramandano questa tradizione di padre in figlio. Per cui, se vi interessa, potete fermarvi ed osservare come nascono le famose statuine del presepe napoletano. Esiste anche la possibilità di poter richiedere la fabbricazione di pezzi unici su ordinazione. Alcune persone infatti fanno realizzare statuine con le loro fattezze, o dei loro familiari.

REGALI E SOUVENIRS. La via è tutta un negozio, ed è obbligatorio non solo guardare, ma anche acquistare almeno un pezzo che abbia a che fare con il presepe. Qui potete ovviamente scegliere in base sia ai vostri gusti che disponibilità economica. Potete spendere una fortuna per portarvi via veri capolavori, oppure pochi euro per qualcosa di semplice. Ricordate però che andare via senza nulla sarebbe un “delitto”.

CORTILI INTERNI – ACCESSO AI PALAZZI. Passeggiando per San Gregorio Armeno avrete la possibilità anche di “affacciarvi” nei cortili di alcuni antichi condomini. A Napoli in genere è infatti abitudine lasciare libero l’accesso a queste aree, consentendo così ai turisti ed ai curiosi di poter osservare le bellezze di queste costruzioni. Qui troverete anche alcune botteghe artigiane.

Di seguito il video con le foto di San Gregorio Armeno

Altri appunti di viaggio sulla città di Napoli – cliccare su questo link.

ITALIA – CAMPANIA – LA CITTA’ DI NAPOLI – PAGINA GENERALE

ITALIA – PAGINA GENERALE

Ai prossimi appunti di viaggio.

CATACOMBA, CATACOMBA ITALIA, CITTA' DI NAPOLI, REGIONE CAMPANIA, SAN GENNARO

ITALIA – CAMPANIA – NAPOLI – LE CATACOMBE DI SAN GENNARO – A.D.V.

Il viaggio continua alla volta di “Napoli sotterranea”. Oggi Siamo nella antiche ed uniche “Catacombe di San Gennaro”.
DOVE SI TROVANO- Le catacombe si trovano NAPOLI, Via Tondo di Capodimonte n. 13. Sono facilmente individuabili in quanto sono accanto alla Basilica del Buon Consiglio. Comunque, come sempre di seguito troverete il link a GOOGLE MAPS, che vi consentirà di utilizzare il vostro smartphone come un navigatore.
ORARI DI INGRESSO – LUNEDI’ – SABATO – dalle ore 10.00 alle ore 17.00 – ultimo ingresso ore 17.00 – la domenica dalle ore 10.00 alle ore 14.00 – ultimo ingresso ore 14.00
NUMERI UTILI : UFFICIO TEL. +390817443714 – EMAIL INFORMAZIONI : info@catacombedinapoli.it
BIGLIETTERIA. Si trova, guardando la facciata d’ingresso della Basilica alla vostra sinistra,
superando un cancello. La struttura prima di questo passaggio non è addetta alla biglietteria,
ma la maggior parte delle persone si avvicina al “gabbiotto” per richiedere informazioni. Un
signore molto gentile vi indirizza verso la “vera” biglietteria”. Una volta superata la porta
d’ingresso, basta fare pochi passi per entrare in un ampio locale dove troverete, oltre la
biglietteria, un bar ben fornito e dove, potrete anche mangiare dei panini e dei dolci, ed uno
spazio per la vendita di souvenir di vario genere. Potete anche sedervi per attendere il
momento di entrare nelle catacombe.
VISITA GUIDATA OBBLIGATORIA A TURNI – ITALIANO – INGLESE. Visitare le catacombe non è come fare una passeggiata al parco o andare al museo. Si tratta di luoghi molto particolari, che necessitano della presenza di una guida per essere scoperti. Inoltre, la presenza di un esperto è molto utile anche per comprendere la storia di questa interessante sito. Senza le indicazioni di chi vi porta in questo mondo sotterraneo, non riuscireste a comprendere di quanto successo nel corso dei secoli.
TEMPERATURA: La guida nel corso della visita ha spiegato che all’interno delle catacombe la temperatura oscilla tra i 15 gradi circa e i 22.
UMIDITA’. L’ambiente è completamente scavato nel tufo, in genere umido in quanto pietra porosa. In questo caso però tutti gli spazi risultano essere asciutti e camminando non si percepisce la sensazione tipica che si avverte nell’aria in presenza di un elevato indice di umidità. Segno evidente di ciò è che dopo circa un’ora e mezza sotto i capelli risultano non essere bagnati o appiccicosi.
ABBIGLIAMENTO. Per visitare le catacombe si consiglia un abbigliamento sportivo ed informale. Bisogna considerare che si tratta di un ambiente sotterraneo, per cui, anche nei periodi più caldi, si consiglia di do portare con se qualcosa per coprirsi. L’ambiente comunque non è ne particolarmente freddo né umido, per cui non esagerate con coperture particolarmente pesanti, semprechè non effettuiate la visita in pieno inverno. In quel caso bisogna comunque coprirsi bene, in quanto l’ambiente non è riscaldato e non si può beneficiare della luce del sole.
SCARPE. Anche per le calzature il consiglio è quello di indossarne delle comode, senza però esagerare. Il camminamento delle catacombe è ben curato e facilmente accessibile a tutti, per cui non è necessario usare scarpe “tecniche” per la visita. Ovviamente alle signore si consiglia di evitare l’uso dei tacchi e delle scarpe aperte, per non sporcarsi i piedi con la polvere del pavimento.
DISABILI ED ANZIANI. Il sito è facilmente visitabile anche da persone disabili ed anziani, in quanto la fruizione è stata studiata con attenzione anche per loro. Gli spazi interni sono ampi e senza impedimenti particolari. La visita per queste persone è su prenotazione, contattando direttamente la biglietteria ai numeri sopra riportati e all’indirizzo di posta elettronica indicato . L’ingresso per disabili è in Vicoletto S. Gennaro dei Poveri, 22
CLAUSTROFOBIA. Per molte persone scendere nelle catacombe equivale ad addentrarsi in luoghi stretti e bui. Per coloro che soffrono di claustrofobia niente di peggiore. Nel caso di quelle di San Gennaro nulla di tutto questo. Gli spazi ampi, ben illuminati ed arieggiaticonsentiranno a tutti di poter effettuare la visita in tutta tranquillità.
CATACOMBA DIVISA IN DUE LIVELLI. Il sito si sviluppa su due livelli, uno superiore, più
antico, ed uno inferiore, scavato successivamente. I due piani non sono sovrapposti.
ILLUMINAZIONE. L’illuminazione è molto suggestiva, e come ci ha spiegato la guida, effettuata con un sistema di luci a LED che possono essere accese all’occorrenza durante la visita. Questo ingegnoso sistema ha due vantaggi. Da un lato un evidente risparmio energetico e dall’alto preserva il sito dai danni provocati dalla luce soprattutto agli affreschi presenti.
GLI AFFRESCHI SUI SOFFITTI. Meritano attenzione gli affreschi presenti all’interno della catacomba. La loro presenza è una particolarità, non comune, ma si spiega con il fatto che questo luogo era anche una chiesa cristiana, dove sono frequenti. Nonostante il tempo, sono comunque i buono stato di conservazione.
FOTOGRAFIE. Per coloro che amano fotografare non ci sono limitazioni particolari (abbiamo chiesto alla guida). L’unica accortezza è quella di evitare l’uso del flash per non danneggiare gli affreschi presenti in vari punti.
LA TOMBA AFFRESCATA CON IL PAVONE
LA TOMBA DI SAN GENNARO
Nel corso della visita incontriamo il luogo dove fu sepolto SAN GENNARO, dal V° secolo D.C. , all’anno 831 circa, quando i resti del Santo furono trafugati dal Sicone I, un re longobardo, per essere portato poi nella città di Benevento. Tornarono a Napoli nel 1497, dopo essere state custoditi presso il convento di Montevergine, per quasi 200 anni. La presenza delle ossa del Santo e della sua tomba fecero aumentare in modo considerevole l’importanza delle catacombe, che diventarono un importantissimo luogo di pellegrinaggio. Attualmente le reliquie, si trovano nella Basilica a lui dedicata, e sono oggetto, da parte dei napoletani, di una vera e propria venerazione.
LA TOMBA DELLA FAMIGLIA THEOTECNUS
Nel corso della visita, nella parte superiore della catacomba, è presente una tomba molto interessante, detta della “Famiglia di Theotecnus”. Nella parte superiore del sepolcro, è presente un bellissimo affresco in ottimo stato di conservazione, dove sono raffigurati i tre membri della famiglia, madre padre e figlia. Se vi posizionare di fronte all’affresco noterete sulla sinistra una figura femminile in abiti scuri – la madre, al centro una bambina, e a sinistra una figura maschile – il padre. Il nome della famiglia è scritto sullo stesso affresco. Si doveva trattare di persone di alto rango sociale, e questo dato si ricava, ci dice la guida, sia dal tipo di tomba (con affresco, non alla portata di tutti) sia dalle vesti e dai gioielli indossati dalla bambina. La tomba è stata utilizzata in tempi differenti, dovuta alla morte – non simultanea -dei suoi membri. Questo dato si ricava dalla presenza di differenti strati di intonaco apposti in tempi successivi, che testimoniano che le aggiunte delle figure dei defunti nel tempo, legate al decesso dei membri. Altro particolare e che sullo stesso affresco sono ancora visibili i nomi dei tre membri della famiglia. Non è stato però possibile stabilire in che ordine siamo morti, ma si presume che sia morta prima la bambina, poi la madre, ed in ultimo il padre.
RUOLO DELLA DONNA NELLA CHIESA (AFFRESCHI). Nella parte superiore delle catacombe sono presenti anche due affreschi che rappresentano rispettivamente una donna con le mani aperte in segno di preghiera. La guida spiega che si tratta di due figure che dovevano aver rivestito un ruolo importante nella chiesa del passato, desumibile sia dalle vesti indossate che dalle mani aperte in segno di preghiera (nella chiesa antica questo era il modo di pregare).


IL PIANO INFERIORE DELLA CATACOMBA

IL PASSAGGIO DALLA PARTE SUPERIORE ALLA PARTE INFERIORE DELLA CATACOMBA
L’INGRESSO DELLA PARTE INFERIORE
IL LUNGO CORRIDOIO PRINCIPALE DELLA PARTE INFERIORE

FONTE BATTESIMALE


PARTICOLARE DELLA VASCA DELLA FORNTE BATTESIMALE

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Una volta lasciata la parte superiore della catacomba, ci si trova uno spazio aperto non molto grande, chiuso dalle rocce di tufo. Da qui inizia la seconda parte della visita, che porta nella parte più recente della stessa catacomba. Una volta entrati si rimane colpiti dalla grandezza della parte iniziale della catacomba, dove non si può non notare la presenza di una grande fonte battesimale di epoca cristiana. Ci viene spiegato che, nonostante abbia l’aspetto simile a quello di una piccola piscina, il battesimo non avveniva per immersione totale come si potrebbe pensare, bensì in piedi facendo scorrere l’acqua benedetta dalla testa ai piedi. Il manufatto è in ottime condizioni ed è unico nel suo genere, e difficilmente ne troverete altri di questo tipo in altri parti del mondo.
UN CORRIDOIO INTERNO CON I LOCULI
CHIESA SCONSACRATA – PIANO INFERIORE. La visita si conclude con la visita in una chiesa sconsacrata, a cui si accede da un ingresso laterale della stessa presente nello spazio antistante che consente l’accesso alla parte inferiore della catacomba. La guida spiega che la stessa attualmente utilizzata per come luogo per convegni , spettacoli ed eventi culturali.


USCITA – RIONE SANITA’ – IN BASSO CHIESA SCONSACRATA. Per uscire dalle catacombe ci vengono proposte due alternativa. La prima è quello di tornare sui nostri passi, attraversando la parte superiore della catacomba, per giungere da dove eravamo entrati. La seconda è quella di attraversare la porta principale della chiesa sconsacrata che affaccia sul “Rione Sanità”.
L’USCITA PER IL RIONE SANITA’
VALIDITA’ BIGLIETTO ALTRE VISITE. Conservate il biglietto d’ingresso. È infatti valido per un
anno dalla data di emissione per effettuare una visita presso le CATACOMBE DI SAN
GAUDIOSO a Napoli.
VIDEO CON TUTTE LE FOTO DEL BLOG:
per la versione del blog sul computer è disponibile il video che trovate qui sotto con TUTTE LE FOTOGRAFIE effettuate nel corso della visita. Oppure potete cliccare sul link sottostante a YOUTUBE. Buona visione. YOUTUBE – LE CATACOMBE DI SAN GENNARO
Ai prossimi appunti di viaggio.
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REGIONE CAMPANIA, SPIAGGIA CAMPANIA, SPIAGGIA CILENTO, SPIAGGIA ITALIANA

ITALIA – CAMPANIA – IL CILENTO – BAIA INFRESCHI – GITA IN BARCA – A.D.V.

Se volete una conferma della bellezza del mare del Cilento, basta fare una bella gita in barca. Non serve averne una propria.
Si può facilmente noleggiarne una presso i porti delle località di mare.
La soluzione piu semplice e economica è  quella prendere posto su una delle imbarcazioni delle gite organizzate. Noi siamo partiti dal porto di Marina di Camerota, uno delle località di mare più famosi della costa Cilentana.
La nostra gita e’ iniziata con comodo alle 10.30 e si è conclusa alle 17.00.
Spesso queste gite sono offerte dagli alberghi, quindi comprese nel prezzo, ma il costo non supera i 15 euro a persona.
Andiamo per tappe.
La gita parte da Mariana di Camerota a Baia degli Infreschi dove poi si può sostare per fare il bagno e prendere il sole.
La costa tra questi due punti presenta una scogliera molto alta, dove sono presenti profonde insenature con alcune spiagge molto belle. Tra queste la famosa “Cala Bianca”, considerata una delle più belle del mondo.
                             CALA BIANCA
Putroppo nel giorno in cui siamo andati noi il mare formava una forte risacca per cui non si poteva attaccare con la barca.
Normalmente viene effettuata una sosta per poterla visitare e fare un bagno.
La gita prosegue lungo la costa alla quale però non ci si può avvicinare oltre le boe gialle di segnalazione in quanto “parco marino”. La vista comunque è  veramente bella e con uno smartphone si fanno delle ottime foto.
                  LA GROTTA AZZURRA

 

Durante il tragitto si incontra la “grotta azzurra”, un esempio unico di quali meraviglie possa fare la natura.
Più delle parole possono fare le immagini. (foto)
Il blu elettrico che si vede non è effetto di qualche illuminazione artificiale, ma delle luce del sole che filtra da un altra apertura della grotta.
                   LA GROTTA DEL PIRATA
 
un’altra grotta particolare e’ quella del “pirata”. La foto fa immediatamente comprendere perché abbia questo nome. Si notano infatti il cappello fatto dall’arcata della grotta, i due grandi occhi scuri sotto il cappello stesso, ed infine il naso tra gli occhi. Sembra che emerga dalla sabbia della spiaggia.
                     LA GROTTA DEL TESCHIO
 
Durante il tragitto si incontra la “grotta del teschio” chiamata così per la presenza al suo interno di una stalattite   la cui conformazione ricorda proprio la forma di un teschio.  Preciso altresi che l’llumonazione non è naturale ma effettuata tramite una lampada a bordo dell’imbarcazione. La grotta infatti è completamente buia. Una debole luce proviene solo dall’ingresso della stessa.

                    BAIA DEGLI INFRESCHI.

Dopo circa un’ora di navigazione osservando la bella costa, si arriva alla ultima tappa del viaggio: BAIA DEGLI INFRESCHI.
Il colpo d’occhio è magnifico. Una profonda insenatura appare ai nostri occhi, ed il mare, prima agitato, diventa calmissimo, grazie alla protezione offerta da questo porto naturale.

L’acqua è di un azzurro abbagliante

       ACQUA AZZURRA DI BAIA INFRESCHI
Il capitano ci invita a guardare in basso verso il mare per farci vedere la moltitudine di pesci che si è raccolta intorno all’imbarcazione. Non hanno paura di noi, in quanto, facendo parte del l’area marina protetta, il divieto di pesca è assoluto. Ragione per la quale si avvicinano in attesa che qualcuno getti loro un pezzo di pane o altro.
A prua, sulla parete a picco, si vede l’entrata di una grotta che da il nome alla baia, ovvero la “Grotta degli infreschi”. Il nome deriva da fatto che all’interno della stessa la temperatura è bassa e costante, grazie alla presenza di acqua dolce fredda che proviene dalla terra ferma, ed in passato, la tonnara abbandonata  da anni utilizzava questo spazio per mettere i tonni pescati a freddo prima della lavorazione.
                 TONNARA ABBANDONATA
Dopo una sosta di alcuni minuti nel blu, la barca ci porta verso la piccola spiaggia incastonata tra le rocce.
A settembre non c’è mai molta gente e lo spazio per  stendere il telo da mare è assicurato, ma ad agosto il gestore del piccolo bar presente mi dice che la situazione è ben diversa. Addirittura l’affollamento ad agosto è  tale da obbligare le autorità a consentire l’accesso giornaliero solo a numero chiuso. Per loro va bene in quanto gli affari vanno a gonfie vele ma per i turisti è una caccia all’ultimo posto senza esclusione di colpi.
               SPIAGGIA DEGLI INFRESCHI
La bella giornata di sole ed un leggero vento, rendono la permanenza sulla spiaggia molto piacevole. Nonostante lo spazio sia limitato, la presenza di pochi bagnanti lascia tutto lo spazio che si vuole.
Il bagno è ovviamente inevitabile.  Indossate maschere e scarpe da scoglio, iniziamo la nostra nuotata, che da breve si trasforma in lunga (circa un’ora). L’acqua è proprio bella, trasparente e piena di pesci, e sopratutto con pochissime persone intorno.
Nuotiamo fino ad avvicinarsi alla “Grotta degli Infreschi”. Qui la situazione cambia. La temperatura dell’acqua si abbassa drasticamente, è sembra di essersi tuffati in un lago di montagna.  Ma la sensazione di freschezza ci risveglia dal torpore tipico di chi è in vacanza rilassato.
Scattiamo alcune foto con la nostra macchina subacquea che ci consente di immortalare la costa mentre nuotiamo, e poi si torna verso la spiaggia per stenderci al sole e mangiare qualcosa.
Alle 17.00 la barca che ci aveva accompagnato torna a prenderci e si fa rotta verso casa.
Nel lasciare la spiaggia salutiamo un simpatico gatto che ci ha tenuto compagnia durante la nostra sosta.
PERCORSO DA TERRA PER RAGGIUNGERE “BAIA DEGLI INFRESCHI”.

Per raggiungere Baia degli Infreschi esiste anche un altro sistema, ovvero quello via terra. Noi non lo abbiamo fatto, ma sulla spiaggia abbiamo incontrato delle persone che lo hanno fatto. Le abbiamo incontrate appena arrivati, e dall’aspetto sembravano molto affaticato.  Nei mesi più caldi e’ vivamente sconsigliato affrontare una simile impresa, a meno che non si parta molto presto la mattina. Altro consiglio e’ quello di non tornare indietro via terra, ma di prendere una delle imbarcazioni che da Baia degli Infreschi torna verso Marina di Camerota.

(Cliccata su questo link se volete raggiungere a piedi la cala degli Infreschi. Si attiverà il navigatore GPS sul vostro smartphone – di seguito la foto che illustra il percorso da seguire ed il tempo necessario)

 

Di seguito troverete altre fotografie delle bellezze naturali che si incontrano durante il tragitto 

 

UNA DELLE GROTTE SULLA COSTA

 

SPIAGGIA DI SASSI
ARCO NATURALE

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