ACQUARIO, ATTRAZIONE TURISTICA, CASCATA, CASCATA ITALIA, CASCATE ARTIFICIALI, CITTA' DI ROMA, EUROPA, ITALIA, REGIONE CENTRO ITALIA, REGIONE LAZIO

ITALIA – REGIONE LAZIO – CITTA’ DI ROMA: IL LAGHETTO DELL’EUR

DOVE SI TROVA. Il laghetto  si trova in prossimità del quartiere romano dell’Eur. Di seguito la mappa interattiva di GOOGLE MAPS che vi consentirà di raggiungere la vostra meta utilizzando il vostro dispositivo come un navigatore GPS ovunque vi troviate. Per calcolare il percorso cliccate sulla freccia blu sulla mappa. Ricordate che nell’angolo
sinistro in basso è presente la versione “Earth” della mappa. 

CARATTERISTICHE. Laghetto ha una forma rettangolare, con una serie di rientranze che ne evidenziano la struttura totalmente artificiale. Ha una superficie notevole di circa 160.000 metri quadrati. La lunghezza (del lato maggiore) è di circa un km.  Arrivando dal centro di Roma, si può notare alle spalle del laghetto una costruzione molto nota, ovvero il Palazzetto dello Sport” adesso denominato Palalottomatica, che lo sovrasta sopra una collina. È un opera terminata nel 1960, in occasione delle Olimpiadi di Roma (dello stesso) anno, ideata dal famoso architetto Nervi. E presente anche una grande piscina nella sue vicinanze denominata “delle Rose”.  Il progetto originale prevedeva la costruzione  del lago artificiale a partire dall’anno 1936, ma la sua realizzazione è stata sospesa, a causa dello scoppio della seconda guerra mondiale.  

LE PREVISIONI DEL TEMPO.  Di seguito troverete un box meteo con le previsioni del tempo riferite alla zona di Roma su base settimanale, Potrete verificare con esattezza la situazione metereologica prevista nell’arco dell’intera giornata. Questo vi consentirà di organizzare la vostra passeggiata con il tempo migliore

IL METEO

 

I SENTIERI.  IL laghetto e circondato da una serie di sentieri asfaltati (non sono presenti quelli in terra battuta). Si tratta di un materiale di colore rosso. Come si può osservare dalle immagini sono ampi e ben mantenuti. Il più grande è quello che circonda l’intero specchio d’acqua. Altri invece congiungono il laghetto alla strada.  

 

DOVE MANGIARE.  Se volete mangiare qualcosa, prendere un caffè o un gelato, troverete direttamente vicino al laghetto bar dove fare i vostri acquisti. Allontanandovi invece, in zona Eur anche dei ristoranti ed altri bar. 
 

 

LE CASCATE
 
 
LE CASCATE.  Una parte del laghetto da vedere e quella dedicata alle “cascate”, che si trovano ubicate nello spazio compreso tra lo specchio d’acqua e il palazzetto “Lottomatica”. Sono artificiali, e creano giochi d’acqua molto piacevoli. Per accedervi bisogna attraversare un cancello (uno in entrata ed uno in uscita). Vengono aperti e chiusi in orari definiti, come si vede nei cartelli nelle immagini.  In genere la sera sono chiuse, salvo aperture in occasioni particolari.  
I BAMBINI. Il luogo è molto adatto per i più piccoli. Le stradine sono ben tenute, i prati sono ampi con erba sempre tagliata. E’ presente anche un area gioco attrezzata. Possono usare tranquillamente le biciclette e i pattini a rotelle e gli overboard ed il monopattino, sempre con le dovute cautele. Anche se sono presenti le recinzioni, bisogna sempre fare attenzione che i bambini non si tuffino in acqua. 
APERTURA SERALE DEL LAGHETTO.  Gli spazi intorno al laghetto possono essere frequentati in tutti giorni dell’anno e anche di sera e di notte. Infatti non ci sono cancelli di accesso, come avviene invece per altri parchi e giardini della città di Roma 
 
LE SCALE.  Per raggiungere il lago dalla strada si possono utilizzare anche una serie di scale. Alcune di queste sono composte da ampi gradini, altre scale di grandi dimensioni, con molti gradini. Queste si possono trovare sia in prossimità del ponte, che alcuni punti del lago. Le più lunghe e ripide si trovano nella zona del lato vicino al palazzetto dello sport, oggi denominato Palalottomatica 
 
 
WEBCAM – CONTROLLO SITUAZIONE. Oltre alle previsioni meteo, per verificare l’effettive condizioni del tempo, potete sempre controllare in rete la presente di postazioni “webcam”, che in tempo reale, vi faranno capire se sia o meno il caso di recarsi a visitare il laghetto. Inoltre potrete capire  se ci siano troppe persone in un dato orario. Così eviterete di fare un viaggio a vuoto o di trovarvi intorno la “folla”
 

 

I PONTI
 
I PONTI. Il laghetto è attraversato da due ponti principali che consentono il passaggio delle autovetture e delle persone. Esiste un ponte pedonale che si trova sul lato opposto rispetto al grattacielo della ENI.
LA TEMPERATURA ESTERNA E’ chiaramente condizionata dalla stagione in cui decidete di vistare il laghetto.  Gli ampi spazi aperti e la presenza dell’acqua e della vegetazione sono però un vantaggio durante la stagione estiva, in quanto il caldo sembra essere più sopportabile. I Romani infatti in estate lo frequentano regolarmente proprio per queste sue caratteristiche. In inverno però può fare davvero freddo a causa delle sua posizione al di sotto del livello stradale e della presenza della collina dove si trova il Palazzetto dello Sport, che tendono a far ristagnare l’aria fredda (in caso di assenza di ventilazione).  

 

I PALAZZI
IL PARCHEGGIO. Per lasciare i vostri veicoli non troverete molte difficoltà. I posti sono i generi numerosi sia intorno al lago che tra le vie della zona abitata vicina allo stesso. Verificate bene la presenza di eventuali parcheggi a pagamento, in quanto l’amministrazione comunale può modificare queste zone. Pagate l’eventuale sosta, perché i controlli vengono effettuati con regolarità. Durante i fine settimana il lago e molto frequentato, soprattutto durante la bella stagione, per cui trovare posto potrebbe essere un problema  
LA VENTILAZIONE.  Come potete vedere dalle immagini, gli spazi che circondano il laghetto sono molto ampi e privi di ostacoli artificiali e naturali. Per questa ragione la zone è sempre ben ventilata. In estate questo può essere un vantaggio per ridurre la sofferenza dovuta al caldo. In inverno invece il freddo può essere pungente.  

 

I MOLI DI ATTRACCO
 
I MOLI PER LE IMBARCAZIONI. Camminando potrete notare la presenza di alcuni piccoli moli per l’attracco delle imbarcazioni. In genere non sono utilizzati, soprattutto nella parte che si trova sotto il grattacielo della ENI. 
 
LE ATTIVITA’ CULTURALI.  i grandi spazi offerti dai giardini del laghetto sono utilizzati, soprattutto in estate, per promuovere eventi culturali. Si va dal cinema al teatro all’aperto. I programmi sono facilmente rintracciabili in rete o sui principali quotidiani o riviste specializzate nel campo.
 
L’UMIDITA’ E LA NEBBIA. E’ noto che vicino agli specchi d’acqua di grandi dimensioni, naturali ed artificiali, si possa formare della nebbia, anche molto densa. Per quanto è dato sapere questo fenomeno non riguarda però questo laghetto, in quanto si trova in una zone in genere ben ventilata sia in estate che in inverno.  
 

 

LE IMBARCAZIONI
 
IL CANOTTAGGIO. Camminando intorno al lago, noterete la presenza, sullo specchio d’acqua, di canoe e kajak. Da quello che è dato sapere l’accesso non è consentito a tutti, ma è regolamentato rigidamente. Se così non fosse il lago sarebbe “invaso” da ogni sorta di natante. In alcune occasioni potrete anche vedere delle persone che, a bordo di queste canoe, giocano ad uno sport simile al calcio. 
NOLEGGIO BARCHE PER GITE SUL LAGO. Esiste la possibilità di poter noleggiare  imbarcazioni  a remi o pedalò per girare sul lago. Verificate di persona direttamente  sul posto, oppure controllate in rete per informazioni  
 

 

AREA GIOCHI
 
GLI UCCELLI. Camminando  intorno allo specchio  d’acqua potrete notare la presenza di numerosi  uccelli acquatici. Alcuni esemplari formano dei gruppi. Sono abituati alla presenza delle persone, per cui non fuggono, ma non dovete disturbarli. Piacciono soprattutto  ai bambini che ne sono attratti. 
 
LE PIANTE
 
LE PIANTE E LA FIORIUTURA DEI CILIEGI. Il laghetto è immerso nel verde. Troverete piante e prati curati in tutti i periodi dell’anno. Fermatevi ad osservare con attenzione le varie essenze presenti lungo il bordo del lago. Prestate particolare attenzione alle piante di ciliegio che si trovano sul lato dello specchio d’acqua vicino al alle cascate e alla collinetta su cui si affaccia il Palazzetto dello Sport. Nel mese di maggio potrete osservare la fioritura dei ciliegi. I cittadini romani e i turisti vengono appositamente ad osservare questo spettacolo. È stata anche dedicata una scultura per celebrare questo avvenimento annuale.  
  
I PRATI. Il laghetto è  circondato di prati ampi e ben curati. Si possono frequentare, prestando la dovuta attenzione a non danneggiarli. Verificate sempre la presenza di eventuali  divieti a poterci camminare sopra  o ad effettuare altri giochi. Il rischio è  quello di poter essere multati.
LE ATTIVITÀ SPORTIVE. I sentieri del laghetto sono utilizzati sia per fare delle belle passeggiate che per alcune attività sportive. Molti lo impiegano per fare jogging, per la camminata veloce, per il pattinaggio e la bicicletta. I sentieri curati e ampi e quasi tutti in pianura vanno bene per coloro che non vogliono faticare troppo e non amano camminare sui terreni polverosi. 
I PRATI
 
 
I CANI. Il posto nel suo complesso è adatto anche per gli amici a quattro zampe. Non ci sono pericoli di nessun tipo. Le aree verdi sono molte ed le stradine facilmente percorribili. Per tale ragione cani di tutte le taglie, compresi quelli piccoli ed anziani, potranno divertirsi in compagnia dei loro padroni e dei loro simili. Ricordatevi però che siete in città, per cui qui valgono le regole stabilite anche dalle ordinanze del comune di Roma. Potreste essere obbligati quindi se usare il guinzaglio o la museruola. Rammentate inoltre che ci sono molti bambini, per cui dare molta attenzione. La presenza dell’acqua potrebbe attirare i vostri animali, che potrebbero tentare di gettarsi nel laghetto, anche se la recinzione che circonda lo specchio d’acqua può essere superata solo da cani di taglia medio-grande.

 

LA STATUA
 
LA STATUA DEDICATA AI CILIEGI. Si tratta di una statua dedicata alle piante di ciliegio che si trovano intorno al laghetto. 
BAR – RISTORANTE
 

 

L’ACQUARIO
 

L’ACQUARIO.  Da molti anni le amministrazioni comunali che si sono succedute nel tempo hanno curato la realizzazione di un grande acquario (di cui Roma è sprovvista) che doveva già essere aperto proprio negli spazi del laghetto. Non è ancora dato sapere quando (e se) verrà inaugurato. Attualmente sono visibili solo l’ingresso e l’uscita della struttura, come si vede nelle immagini che seguono.  

 
GLI UCCELLI
 
GLI UCCELLI Camminando  intorno allo specchio  d’acqua potrete notare la presenza di numerosi  uccelli acquatici. Alcuni esemplari formano dei gruppi. Sono abituati alla presenza delle persone, per cui non fuggono, ma non dovete disturbarli. Piacciono soprattutto  ai bambini che ne sono attratti. 
LA METROPOLITANA
LA METROPOLITANA. Potere anche raggiungere il laghetto utilizzando la metropolitana di Roma, fermata “EUR”. E’ molto comoda perchè ben collegata anche dal centro di Roma (da cui effettivamente è distante). l’uscita affaccia direttamente sul laghetto stesso. 
SICUREZZA DI NOTTE.  Durante la sera tardi e la notte questa zona è poco frequentata, in quanto il quartiere dell’EUR durante questa fascia orario, vede la presenza di poche persone, in quanto prevalentemente adibito ad uffici. Pertanto, per motivi di sicurezza, evitare di camminare dsoli nelle ore tarde. Eviterete brutti incontri.  

NESSUN POSTO DI POLIZIA.Non ci sono posti di polizia di Stato o delle altre Forze dell’Ordine sul laghetto. Per cui se per ragioni di sicurezza dovete rivolgervi a loro, dovete utilizzare il telefono, oppure presto qualche ufficio aperto al pubblico i cui indirizzi potrete trovare anche in rete. Comunque questo posto è sempre controllato, per la sicurezza e la tranquillità di chi frequenta il laghetto. 

Ai prossimi appunti di viaggio.

 

ITALIA – PAGINA GENERALE – CLICCARE QUI

 

ITALIA – LAZIO – PAGINA GENERALE – CLICCARE QUI

 

========================================================

Per visionare gli altri appunti di viaggio dedicati ad un determinato argomento cliccare sulle categorie che interessano presenti sulla pagina. 


Per poterne visionare dai vostri smartphone, potete anche cliccare la “versione web” che si trova al termine del post. Vi apparirà come sul computer.

Potete cercare gli argomenti che vi interessano nell’apposito spazio “cerca”.  Basta utilizzare una parola desiderata “chiave”. Se esiste si aprirà il post corrispondente. Ad esempio se digitate “rifugio”, o “orrido” o “chiesa” o “miniera” ecc., verranno visualizzati tutti i post che contengono questa parola. 

Nella parte finale di ogni post è presente la voce “TRADUTTORE”. Per scegliere la lingua desiderata (come nel caso vogliate mostrare il post ad una persone straniera che non parla la vostra), cliccate sul menù a tendina, dove la troverete. In pochi secondi il sistema provvederà alla traduzione.

Conservate il link o la pagina di questo appunto di viaggio. Potrebbe tornarvi utile nel caso in cui decideste di visitare questo luogo. Potrete condividerlo anche con un amico.

Se siete interessati agli appunti di viaggio, inserite la vostra email nell’apposita
finestra “iscriviti alla newsletter” che si trova nella pagina, e vi arriveranno le novità del blog ad ogni nuova pubblicazione. L’iscrizione è gratuita. Vi verrà solo richiesto di confermare il vostro indirizzo di posta, per essere sicuri che siate stati proprio voi ad iscrivervi.

Nel caso in cui non doveste trovare l’email di conferma nella posta, controllate nella cartella spam. Se il link con fosse attivo, basta copiarlo nel barra di ricerca del vostro browser per e dare invio e apparirà un messaggio di conferma di avvenuta attivazione.

 

 
 
ATTRAZIONE NATURALISTICA, ATTRAZIONE TURISTICA, EUROPA, FIUME CENTRO ITALIA, FIUME ITALIA, LAVATOIO, PARCO NATURALE CENTRO ITALIA, PARCO NATURALE ITALIA, REGIONE CENTRO ITALIA, REGIONE LAZIO, TREKKING, TREKKING CENTRO ITALIA, TREKKING ITALIA

ITALIA – REGIONE LAZIO: IL PARCO NATURALE DELLE VALLE DEL TREJA

 

IL BORGO DI MAZZANO ROMANO VISTO DAL SENTIERO



LUNGHEZZA PERCORSO: 11 km
circa

QUOTA: 200 M.T. circa s.l.m.

 
TEMPO NECESSARIO A/R –
circa 5 ore. 
 
DIFFICOLTÀ: Facile 
DOVE SI TROVA. Il sentiero qui proposto inizia partendo del borgo di Mazzano Romano, della città metropolitana di Roma, nella Regione Lazio. Di seguito la mappa interattiva di GOOGLE MAPS che vi consentirà di raggiungere la meta utilizzando il vostro dispositivo come un navigatore GPS ovunque vi troviate. Per calcolare il percorso cliccate sulla freccia blu sulla mappa. Per visualizzare versione Google Earth della mappa, basterà cliccare sulla finestrella nell’angolo in basso a sinistra. 

IL PERCORSO Di seguito troverete l’immagine del percorso ad anello descritto in questi appunti di viaggio, evidenziata il colore viola chiaro. E’ ottenuta dall’interfaccia tra le immagini satellitari di google Earth ed un famoso programma che traccia il percorso utilizzando sia le coordinate satellitari che la connessione internet. La sua osservazione consente di comprendere che tipo di percorso bisogna effettuare. Potete notare che comprende anche il passaggio per il Borgo di Calcata Vecchia.
 
INIZIO DEL PERCORSO. L’inizio del percorso si trova in prossimità dell’abitato del paese di Mazzano Romano. Non è difficile trovarlo, ma potere utilizzare le seguenti coordinate gps per poterlo raggiungere con il vostro navigatore.  Non necessitano di connessione alla rete internet, ma solo alla rete satellitare GPS.
Subito dopo le coordinate gps troverete l’immagine di Google Earth con il segnaposto di colore giallo che corrisponde al punto relativo alle coordinate GPS. Questa immagine vi renderà più semplice anche orientarvi per capire dove inizia il sentiero.
 
42°12’12.56″N  – 12°24’6.72″E
 
 

LE PREVISIONI DEL TEMPO.  Di seguito troverete un box meteo con le previsioni del tempo riferite alla zona di Mazzano Romano su base settimanale, con fasce orarie,  aggiornate in tempo reale.  Cliccando sul giorno della settimana in cui intendete effettuare l’escursione, potrete verificare con esattezza la situazione metereologica prevista nell’arco dell’intera giornata. Questo vi consentirà di organizzare la vostra escursione con il tempo migliore.

(Fate attenzione al menu del meteo. Cliccando sul giorno successivo a quello in cui visualizzare gli appunti di viaggio vi apparirà il giorno completo con le fasce orarie. Invece per il giorno corrente avrete solo le previsioni successive all’orario in cui visualizzate il box meteo. Per cui parte dello schermo del dispositivo che state utilizzando risulterà vuoto)

 

IL PERIODO MIGLIORE.  L’escursione può essere effettuata tutto l’anno. Ricordate però che la stagione in cui decidete di farla può condizionare non poco la vostra escursione. In primo luogo durante la stagione invernale il buio arriva presto, e se non partire di buon ora, potreste trovarvi all’interno del bosco di notte e senza luce. Inoltre parte della vegetazione presente, durante l’inverno perde le foglie, per cui il bosco che attraverserete potrebbe risultare spoglio. Inoltre dovete fare i conti con il freddo e l’umidità. Durante l’estate in questa zona il caldo può essere intenso, soprattutto nelle ore centrali della giornata, e l’umidità diventare veramente soffocante. Per cui la stagione migliore è certamente la primavera inoltrata, quando in genere il caldo non è molto forte e l’umidità non troppo alta. 
IL PARCHEGGIO DEI VEICOLI. Per parcheggiare non ci sono particolari problemi. E’ infatti possibile lasciare il vostro veicolo nell’area urbana del paese di Mazzano Romano. Il parcheggio è gratuito. Verificate sempre la presenza di are di parcheggio a pagamento. Ricordate però che nel fine settimane questa località è visita dai  turisti, per cui potreste trovare qualche difficoltà nel parcheggiare nella zona centrale del paese. Per comodità la mappa interattiva di google Earth che si trova all’inizio degli appunti d viaggio segnala come punto di arrivo un grande parcheggio a pagamento presente nel borgo. Starà poi a voi decidere dove lasciare i vostri mezzi. 
IL PERCORSO AD ANELLO. Il percorso proposto è ad “anello”. Questo significa che avrete seguendo la strada indicata nella mappa, ritornerete nel punto da
cui siete partiti
, ma senza camminare sul tracciato già percorso. Ciò vi consentirà di vedere luoghi differenti durante il tragitto. Ovviamente nulla vi impedisce di arrivare in un punto del percorso e tornare indietro sui vostri passi. Il consiglio è quello di fare il giro completo

 

IL LAVATOIO. Una volta lasciato l’abitato, dopo aver percorso poche decine di
metri, incontrerete un 
lavatoio di grandi dimensioni. Si tratta di una costruzione in buon stato di manutenzione. Da qui inizia il sentiero vero e proprio, con una bella discesa. Come si vede nell’immagine che segue, potrete notare la presenza di un fontanile con tre cannelle da cui fuoriesce acqua potabile e bella fresca. Il consiglio è di bere o di fare rifornimento d’acqua. Lungo la strada non ne troverete più, salvo che durante il percorso non ci fermiate presso la cittadina di Civita Castellana, dove sono presenti bar e ristoranti.

 IL LAVATOIO CON LA FONTANA CON TRE CANNELLE
 LA VASCA PER EFFETTUARE IL LAVAGGIO DEI PANNI
IL LAVATOIO – SULLO SFONDO IL BORGO DI MAZZANO ROMANO
IL SENTIERO NEL BOSCO. Se iniziate il percorso a piedi passando per Nazzano Romano, dopo aver un tratto aperto ed incontrato il lavatoio, vi troverete subito nel parte coperta del sentiero. Fate attenzione perché è presente subito una ripida discesa un po’ sconnessa. Poi il fondo ritornerà ad essere quasi pianeggiante.
Come si nota dalle immagini che seguono parte di questo sentiero presente anche delle protezioni (corrimani in legno)  nei punti più pericolosi. Servono a proteggere da eventuali cadute accidentali. Fate però attenzione che non sono presenti ovunque, e che alcuni di questi sono in cattivo stato di manutenzione.
IL SENTIERO: LE CARATTERISTICHE. Il sentiero preso in considerazione non presenta particolari difficoltà. E’ prevalentemente pianeggiante, salvo alcuni passaggi particolari, con salite e discese richiedono attenzione. Questi punti vanno affrontati con calma ed eventualmente con l’aiuto di qualcuno. 
LA PREPARAZIONE FISICA. Per affrontare i circa 11 km e le 5 ore  dei questo percorso ad anello, non è richiesta una preparazione fisica particolare. E un’escursione adatta a tutti, ma bisogna essere comunque essere abituati a camminare a lungo. Se non siete in buona salute o se siete tipi da “divano” allora valute bene se fare o meno questo “passeggiata”. Potreste non essere in grado di arrivare fino in fondo, ed essere obbligati a tornare  sui vostri passi a breve. In questo caso il consiglio è quello di prendere la gita con molta calma senza fare il percorso a “tappe obbligate”. 
L’AFFOLLAMENTO.  Il sentiero non è molto frequentato, ma è facile incontrare qualche camminatore solitario o piccoli gruppi di escursionisti. Ovviamente le presenze aumentano durante il sabato e la domenica

L’ABBIGLIAMENTO CONSIGLIATO. L’escursione non richiede l’uso di un abbigliamento tecnico. Ovviamente la stagione in cui effettuate l’escursione condiziona il tipo di abiti che indossate, ma evitate di esagerare. Vestitevi a “cipolla”, in modo tale da poter alleggerire o appesantire l’abbigliamento. In estate qui può fare molto caldo e umido, per cui vestitevi leggeri. 

LA RICEZIONE CELLULARE ED INTERNET. Per l’utilizzo del cellulare e della connessione ad internet non ci sono particolari difficoltà. La zona in cui si effettua l’escursione si trova in prossimità degli abitati di Mazzano Romano  e di Calcata Vecchia, che consentono una buona copertura del segnale. Valutate comunque che in alcuni punti la ricezione potrebbe essere momentaneamente assente. 

LE CALZATURE CONSIGLIATE. L’escursione non richiede l’utilizzo di calzature particolari. Potrete utilizzare delle scarpe da trekking “leggero” o anche delle buone scarpe da ginnastica. Se optate per il secondo tipo, evitate quello con il fondo liscio del tipo “da tennis”, perché potreste non avere la giusta aderenza in qualche passaggio sconnesso o sul fondo di terra battuta. Evitate anche di indossare scarponi da montagna, perché vi sarebbero solo d’intralcio. 

IL CAPPELLO. Come sopra indicato, il sentiero ha una parte rilevante al coperto, ed un’altra allo scoperto. Nella stagione fredda quindi potete indossare un cappello per proteggervi dal freddo e dall’umidità, mentre in quella estiva (o primaverile), potere utilizzarlo per proteggervi dal sole. In entrambi i casi e bene comunque portarlo con voi. 

I BASTONI DA TREKKING. Per effettuare la passeggiata potrete utilizzare come ausilio anche i bastoni da trekking, considerato che passaggi non sono complessi e quindi potete anche camminare tenendo un buon passo. Nei passaggi più impegnativi (anche se non molti), vi potranno aiutare a sostenervi.
IL SENTIERO ALL’APERTO. La seconda parte dell’escursione si effettua camminando per una serie di sentieri “aperti”. Sono caratterizzati da una maggiore illuminazione e ventilazionerispetto alla parte precedente. Anche il fondo sui cui camminerete è composto (come si vede dalle immagini) da terra battuta e pietrisco. Nelle giornate più assolate il terreno è molto asciutto, e di conseguenza, polveroso.
DOVE MANGIARE. Per mangiare le soluzioni possono essere le seguenti. La prima e la più ovvia è quella di portavi tutto da casa, bevande comprese. La seconda è quello di acquistare panini o altro a Nazzano Romano, borgo da cui inizia la vostra escursione, oppure fermarvi durante la passeggiata a Calcata Vecchia, borgo antico dove è possibile anche fermarsi in quale trattoria tipica. Qui sono presenti anche bar dove acquistare vivande o altro, o fermarsi per un caffè. 
GLI INSETTI.  La presenza degli insetti è chiaramente condizionata dalla stagione in cui effettuate l’escursione. Più vi avvicinate alla stagione estiva e maggiori sono le possibilità che si presenti qualche zanzara intorno a voi. Ogni tanto potrete notare la presenza di qualche nugolo di moscerini e qualche mosca o vespa, ma nulla di preoccupante. Per coloro che amano gli aracnidi (ragni per intenderci), è possibile notare qualche bella ragnatela con al centro il “padrone di casa”. Comunque per precauzione contro le zanzare portate con voi qualche prodotto repellente
ICANI.  L’escursione è certamente adatta per gli amici a quattro zampe, anche se di taglia piccola. Deve sempre però trattarsi di animali in buona salute e non anziani ed abituati a camminare. Il percorso non è breve e sono abituati al “salotto”, potrebbero incontrare qualche difficoltà. Ovviamente è sconsigliato anche per i cuccioli troppo piccoli.Ricordate di portare con voi l’acqua da bere per il vostro cane. Durante il cammino non ci sono fontane e l’unico corso d’acqua presente è il fiume Treja.  
AREA PICNIC. Durante il cammino troverete anche un paio di aree attrezzate dove potersi sedere per mangiare. La prima e più grande si trova in prossimità del fiume Treja. Basta attraversare il piccolo ponte sospeso, e li troverete un paio di panche con dei tavoli all’ombra degli alberi.
IL FIUME. Il Treja ha le sue sorgenti sul Monte Lagusiello, ad una quota di circa 250 mt s.l.m. Ha una lunghezza di circa 36 km e si getta nel fiume Tevere, di cui è uno dei principali affluenti. 
FARE IL BAGNO. Il fiume Treja, per quanto è dato sapere è balneabile. Il corso d’acqua non ha una corrente molto forte. L’acqua in alcuni punti è molto pulita, in altri meno. Durante la stagione estiva è facile imbattersi in alcune persone che in costume da bagno, si immergono nell’acqua. Fate comunque molta attenzione, ed evitate di entrarvi da soli. Il fondo presenza rocce e sassi
GLI OCCHIALI DA SOLE. E’ consigliato l’uso degli occhiali da sole per la parte all’aperto del sentiero. Nelle belle giornate il sole può essere veramente forte, soprattutto una volta che vi siete abituati a camminare nella penombra creata dal bosco nella parte coperta del sentiero stesso. 
I PONTI.  Durante il tragitto proposto incontrerete due ponti più grandi che attraversano il fiume Treja. Il primo è in legno e cemento, mentre il secondo è il legno e corda. Quest’ultimo è divertente da attraversare poichéoscilla quando ci camminate sopra. Porta inoltre ad un’area attrezzata con tavoli e panche dove potrete fermarvi per riposare o altro. 
GLI ANZIANI  E LE PERSONE CON DIFFICOLTA’ DI DEAMBULAZIONE. Il sentiero presenta alcuni passaggi più complessi, con alcune discese e salite che possono presentare delle difficoltà per essere affrontate da chi ha problemi di deambulazione o per persone diversamente abili. Come si vede dalle immagini la maggior parte del percorso è composto da un camminamento “semplice”, ma non si tratta comunque del parco sotto casa. Inoltre i chilometri da percorrere non sono pochi (11), per cui per coloro che hanno difficoltà nel camminare, è consigliato farsi accompagnare e non affrontare assolutamente da soli la gita. 
LA BICICLETTA. Il sentiero può essere percorso tutto in mountain bike. Non si consiglia l’uso delle due ruote da passeggio, perché comunque alcuni passaggi richiedonomezzi adattie una certa competenza tecnicaPer tale ragione se non siete preparati fisicamente o non avete la bicicletta adatta, evitare di fare questo percorso. In alcuni punti potreste essere obbligati a scendere a portala a piedi, data la presenza di alcuni punti ripidi con la presenza di rocce. Fate molta attenzione al fondo del sentiero, soprattutto dopo abbondanti piogge, che potrebbero creare delle insidie non visibili. Per raggiungere invece la necropoliinvece dovete usare obbligatoriamente la scala, per cui la bici dovrete lasciarla all’inizio della stessa oppure portarla con voi. 
IL PONTE IN LEGNO E CEMENTO SUL TREJA
I PONTICELLI. Il percorso è disseminato di piccoli ponti, che consentono di superare agevolmente piccoli corsi d’acqua o fossati senza pericolo. Considerato che parte di questo non sono in buono stato di conservazione, fate attenzione a dove mettere i piedi. Potreste trovare qualche asse sconnessa, marcia o qualche buco.
DIVERSAMENTE ABILI: LA CARROZZINA. Il percorso per coloro che si devono spostare con la carrozzina non è consigliato, in quanto si tratta di un percorso con passaggi non adatti per tale mezzo. Se però chi la deve usare è debitamente assistito, allora la cosa è fattibile. Ma fate molta attenzione
IL SENTIERO: LE RADURE NEL PERCORSO. Durante il cammino troverete alcuna radure dove potervi riposare. Si tratta di punti nel quali sono presenti alcune panche e tavoli dove potrete sedervi. La migliore è quello che si trova in prossimità del ponte di corda che attraverso il fiume. Qui l’ombra è ottima e durante la stagione estiva, vi riparerà dai raggi del sole.   
LE SCALE. Durante questo percorso incontrerete una serie di passaggi con della scale. Il primo è quello di che si trova subito all’inizio del percorso, scendendo da Mazzano Romano. 
Il secondo è quello che vi porta verso Calcata Vecchia. In realtà non si si tratta di una vera scala ma di una lunga salita. 
LA SALITA CHE DAL SENTIERO PORTA A CALCATA VECCHIA
Il terzo   è quello necessario per raggiungere la necropoli. E’ abbastanza impegnativo ma breve (come si vede nella immagini dedicate alla necropoli) . 

Il quarto e quello che vi riporta da dove siete venuti, ovvero Nazzano Romano. Per coloro che hanno difficoltà di deambulazione possono essere rappresentare un problema. 

Vi sono poi una serie di punti del sentiero nel bosco dove ci sono deipassaggi con scale di vario tipo. Come si vede dalle immagini non sono in buono stato di manutenzione per cui attenzione a dove mettete i piedi. 
I BAMBINI. L’escursione è adatta ai bambini più grandied in grado di muoversi in maniera autonoma. Per loro sarà certamente molto divertente. I sentieri nel bosco sono certamente un ottima attrattiva per i più piccoli, che vivranno una simpatica avventura. Comunque teneteli sempre sotto controllo. Alcuni passaggi del sentiero non sono semplicissimi, ed inoltre il fiume, anche se non molto grande e profondo, può rappresentare un pericolo da cui guardarsi. 
USO DEL PASSEGGINO PER I BAMBINI. Se dovete portare con voi bambini piccoli che non possono camminare o che comunque non possono percorrere a piedi lunghi tragitti, allora potete valutare la possibilità di utilizzare un passeggino
tecnico del tipo a tre ruote grandi
.
Quelli normali non vanno assolutamente bene a causa del fondo irregolare. Ricordate bene però che ci sono alcuni passaggi nei quali sarete comunque obbligati prendere in bambini in braccio, perché il rischio può essere quello di fare rovinose cadute se tentate di utilizzarlo con il bimbo all’interno.  
I SERVIZI IGIENICI. Durante il percorso non incontrerete bar o altro. Per cui se avete bisogno di utilizzare i servizi igienici, dovete necessariamente raggiungere o Mazzano Romano  o Calcata Vecchia che si trovano sul questo percorso. Altrimenti dovete provvedere diversamente. 
L’ILLUMINAZIONE. L’escursione si svolge prevalentemente nel bosco. Per questa ragione anche nelle giornate di pieno sole, gli alberi (nella bella stagione) offrono una bella copertura, per cui potrete godere di una piacevole ombra offerta dalle fronde delle piante. Il discorso è diverso nel momento in cui uscite allo scoperto. La luce può essere molto intensa (tempo permettendo), ed il sole diventare accecante. 
La scalinata di ritorno a Mazzano Romano
I MASSI SUL SENTIERO. Nel passeggiare incontrerete dei punti con alcuni massi e rocce di grandi dimensioni. Nulla di spettacolare o impressionante, ma hanno sempre il loro fascino. 
I CARTELLI ILLUSTRATIVI.Durante la passeggiata incontrerete sul vostro cammino numerosi cartelli esplicativi. Soffermatevi a leggerne il contenuto. Sono ricchi di informazioni sul luogo che state attraversando. Vi racconteranno soprattutto dettagli sugli aspetti naturalistici del posto.
L’UMIDITA’. E’ certamente condizionata dalle condizioni metereologiche della stagione e della giornata in cui decidete di effettuare questo escursione. Bisogna però ricordare che comunque vi trovate in prossimità di un fiume e la presenza del bosco, in assenza di vento, può elevare di molto il tasso di umidità, rendendo più faticosa la passeggiata. Nella parte aperta del sentiero invece le cosa cambiano completamente, grazie ad un maggiore ricambio di aria alla presenza del sole (nelle belle giornate). 
LA NECROPOLI. Durante la camminata potete fare una piccola deviazione per andare a vistare la necropoli del Cavone di Monte Li Santi. Basta salire delle scale (abbastanza ripide) per trovarvela difronte. E’ in buono stato di manutenzione. Si ritiene che sia stata usata sino alla metà del VII secolo A.C. Era un luogo importante di sepoltura per gli abitanti della antica città di Narce, un insediamento di una popolazione preromana che si trovava a circa 5 chilometri dalla borgo di Civita Castellana.
LA SCALA CHE PORTA ALLA NECROPOLI

Troverete altri luoghi di sepoltura durante il cammino, come si vede nelle immagini che seguono. Non sono il un’area specifica, ma dislocati lungo in piccola parte de sentiero. 

GLI ALBERI. Come già indicato il percorso prevede una parte nel bosco ed una parte scoperta. La prima vede la presenza di varietà botaniche tipiche dei boschi del centro Italia (tra cui anche noccioli e noci). Nella seconda invece potrete notare ampie aree dedicate alla coltivazione dell’olivo (come si vede nella immagini).  
LE PIANTE: IL FARFUGIUM JAPONICUM GIGANTEUM. Durante il cammino nella parte boscosa del sentiero, incontrerete una grande esemplare di Farfugium
japonicum ‘Giganteum’
. Si tratta di una pianta di una pianta proveniente dal Giappone appartenente alla famiglia delle Asteraceae. È una pianta erbacea sempreverde che cresce bene in ambenti umidi non molto soleggiati o a mezz’ombra. Le sue dimensioni sono notevoli, in quanto la sua altezza da terra
varia dai 90 ai 150 cm. Per capire quanto sia grande basterà avvicinarsi.
LE PIANTE – LE FELCI. Camminando nella parte coperta del sentiero, noterete la presenza di alcuni esemplari di felci. Si tratta di piante tipiche di queste zone. In genere si trovano in prossimità di grandi alberi(che offrono molta ombra), o in prossimità dei corsi d’acqua (in questo caso il Fiume Treja o i piccoli corsi d’acqua che attraversano il parco), o comunque in presenza di terreni molto umidi.Sono
piante che hanno bisogno di queste condizioni ambientali, poiché non sono in grado di vivere in terreni asciutti. Se vi avvicinate ad osservale, noterete che le foglie dal centro della pianta, dove le foglie più giovani crescono con unaforma caratteristica a spirale, chiamata “pastorale”, poiché ricordano molto la tipica forma dei bastoni dei vescovi. Le foglie più esterne, di colore marrone / verde sono quelle più vecchie e tendono con il tempo seccare e cadere

 

LE PIANTE – I MUSCHI.  Nella parte coperta del sentiero osserverete la presenza costante di muschi, aggrappati agli alberi e alle rocce. Di fatto tappezzano ampie superfici e danno un tipico colore verde al sottobosco. Non si trovano mai in zone soleggiate o secche. In caso di siccità tendono vanno in stasi vegetativa. Gli esemplari più rigogliosi sono quelli che si trovano in prossimità dei corsi d’acqua.
DOVE ALLOGGIARE E DORMIRE. Se desiderate pernottare in questa zona, potrete farlo senza problemi. Il percorso proposto inizia da Mazzano Romano ed attraversa la Calcata Vecchia, per cui basterà verificare la disponibilità presso le varie strutture alberghiere, b&b e agriturismi presenti nella zona. Ricordate comunque di farlo per tempo. Questa zona è molto frequentata dai turisti, per cui se decidete di alloggiare all’ultimo momento, potreste avere qualche difficoltà, soprattutto se siete in tante persone.

COSA VEDERE INTORNO. Durante l’escursione potrete anche visitare il borgo di Calcata Vecchia. È conosciuto come il paese degli artisti. Ricavatevi almeno un’ora di tempo per camminare tra i vicoli e visitare le botteghe artigiane. Molto bello è il panorama che si può osservare dal borgo stesso, che si affaccia sul Parco della Valle del Treja. Questo luogo può essere anche ottimo per pranzare o fare uno spuntino presso i bar presenti e i ristorante caratteristici. 

IL BORGO DI CALCATA VECCHIA VISTA DAL SENTIERO
IL BOSCO VISTO DAL BORGO DI CALCATA VECCHIA – IL PANORAMA

 

SE VOLETE VEDERE TUTTE LE IMMAGINI RELATIVE A QUESTA ESCURSIONE, POTETE CLICCARE SUL LINK CHE SEGUE, CHE VI INDIRIZZERA’ AL VIDEO PUBBLICATO SU YOU TUBE.

Di seguito i link per visionare altri appunti di viaggio

ITALIA – PAGINA GENERALE

Ai prossimi appunti di viaggio. 

 

Per visionare gli altri appunti di viaggio dedicati ad un determinato argomento cliccare sulle categorie che interessano
presenti sulla pagina. 


Per poterne visionare dai vostri smartphone, potete anche cliccare la “versione web” che si trova al termine
del post. Vi apparirà come sul computer.


Potete cercare gli argomenti che vi interessano nell’apposito spazio “cerca”.  Basta utilizzare una parola desiderata “chiave”. Se esiste si aprirà il post corrispondente. Ad esempio se digitate
“rifugio”, o “orrido” o “chiesa” o “miniera” ecc., verranno visualizzati tutti i post che contengono questa parola. 

Nella parte finale di ogni post è presente la voce “TRADUTTORE”. Per scegliere la lingua desiderata (come nel caso vogliate mostrare il post ad una persone straniera che non parla la vostra), cliccate sul menù a tendina, dove la troverete. In pochi secondi il sistema provvederà alla traduzione.

Conservate il link o la pagina di questo appunto di viaggio. Potrebbe tornarvi utile nel caso in cui decideste di visitare questo luogo. Potrete condividerlo anche con un amico.

Se siete interessati agli appunti di viaggio, inserite la vostra email nell’apposita finestra “iscriviti alla newsletter”
che si trova nella pagina, e vi arriveranno le novità del blog ad ogni nuova pubblicazione. L’iscrizione è gratuita. Vi verrà solo richiesto di confermare il vostro indirizzo di posta, per essere sicuri che siate stati proprio voi ad iscrivervi.

Nel caso in cui non doveste trovare l’email di conferma nella posta, controllate nella cartella spam. Se il link con fosse attivo, basta copiarlo nel barra di ricerca del vostro browser per e dare invio e apparirà un messaggio di conferma di avvenutaattivazione.

 

 



 

ESCURSIONE IN MONTAGNA, ITALIA, LAGO ITALIA, MONTAGNA CENTRO ITALIA, PARCO NATURALE, PARCO NAZIONALE D'ABRUZZO, LAZIO E MOLISE, PARCO NAZIONALE ITALIA, REGIONE ABRUZZO, REGIONE DEL CENTRO ITALIA, REGIONE LAZIO, REGIONE MOLISE, TREKKING, TREKKING ITALIA

ITALIA – REGIONE ABRUZZO – PARCO NAZIONALE D’ABRUZZO, LAZIO E MOLISE: IL LAGO VIVO

 
LA VALLATA DEL LAGO VIVO 

 

QUOTA INIZIALE: 1.142 mt s.l.m
QUOTA FINALE    1.486 mt. s.l.m
DISLIVELLO TOTALE: 344 mt.
LUNGHEZZA PERCORSO: 8 km circa – andata e ritorno.
TEMPO NECESSARIO A/R – circa 4 ore
DIFFICOLTÀ: Media.
DOVE SI TROVA – LA MAPPA DI GOOGLE MAPS.   L’inizio del sentiero che porta al Lago Vivo si trova in prossimità della cittadina di Barrea, famosa anche per la presenza del lago omonimo. Di  seguito la mappa interattiva di GOOGLE MAPS,  che vi consentirà di raggiungere la vostra meta utilizzando il vostro dispositivo come un navigatore GPS ovunque vi troviate. Per calcolare il percorso cliccate sulla
freccia blu sulla mappa. Nell’angolo destro in basso invece troverete la versione in formato mappa reale.

  

COORDINATE GPS – GOOGLE EARTH. Di seguito troverete indicate le coordinate GPS sia del punto d’ingresso dove potete lasciare i vostri veicoli (dove inizia la strada bianca), sia del punto in cui si trova il lago Vivo.

 
PARCHEGGIO – INIZIO STRADA BIANCA


 41°44’36.36″N –  13°59’10.89″E
 Incrocio strada statale e inizio sentiero per il lago vivo

 

LAGO VIVO
 41°43’35.31″N –  13°57’8.83″E
 Vista satellitare dell’altopiano del lago Vivo

SENTIERO PER IL LAGO VIVO. Di seguito troverete l’immagine del percorso per raggiungere il Lago vivo evidenziata il colore viola chiaro. E’ ottenuta dall’interfaccia tra le immagini satellitari di google earth ed un famoso programma che traccia il percorso utilizzando sia le coordinate satellitari che la connessione internet. La sua osservazione consente di comprendere che tipo di percorso bisogna effettuare. Nella parte alta potete notare il Lago di Barrea.

 

CARATTERISTICHE DEL PERCORSO.  Diversamente da molti altri percorsi del Parco Nazionale, questo non è molto semplice. Per raggiungere infatti il vostro obiettivo non potrete avvalersi di un vero e proprio sentiero o di una strada, ma dovrete salire attraversando un bosco abbastanza fitto, con un fondo composto da massi e sassi, dove non è semplicissimo comprendere quale strada seguire.  Per capire dove andare con sicurezza, potete seguire sia le indicazioni segnate sulle rocce, che i segni lasciati sul fondo dai bastoni con punta metallica da chi è già stato qui. Inoltre osservate anche le foglie  degli alberi cadute in terra. Quelle del sentiero sono “macinate” da coloro che ci passano sopra, mentre quelle “fuori dal sentiero” sono intatte. L’osservazione di questi segni vi consentirà di non sbagliare strada. 

 

PREVISIONI DEL TEMPO. Di seguito troverete un box meteo con le previsioni del tempo riferite alla zona di Pescasseroli su base settimanale, aggiornate in tempo reale. Questo vi consentirà di organizzare al meglio la vostro escursione con il tempo migliore.



 

SENTIERO APERTO. Il sentiero è caratterizzato dalla presenza di una parte scoperta e da una coperta. La prima, inizia dal parcheggio per una lunghezza di circa 800 metri, per lasciare il passo a quella coperta, la più lunga.

 

 

La parte scoperta ricomincia poi una volta giunti in cima, in prossimità del pianoro in cui si trova il lago vivo dove in pratica spariscono gli alberi e lasciano spazio ad ampio avvallamento dove si raccoglie l’acqua.

 

I CARTELLI. All’inizio del percorso troverete una serie di cartelli esplicativi che vi illustreranno le caratteristiche della zona. Importante è quello che vi indica il sentiero che vi porterà verso il Lago Vivo. Non potrete non vederlo in quanto si trova sulla parte iniziale del sentiero stesso, sulla strada bianca. 

 

 

ATTENTI A NON PERDERVI. La mancanza di molti punti di riferimento, può facilmente confondere l’escursionista. Il rischio è quello di entrare in un punto del bosco, e di uscire in un altro, anche molto lontano. Per cui se potete prendete bene alcuni punti di riferimento, o usate dispositivi GPS che memorizzato un punto di partenza. 

 

 

IL SENTIERO – SEMPRE IN DUE O PIÙ.  Il sentiero non vede la presenza di rifugi, bar ristoranti, ed è poco frequentato. Per questa ragione e meglio evitare di camminare da soli. Potreste non incontrare nessuno per molte ore. Ed in caso di emergenza potreste trovarvi da soli. Per questa ragione affrontantelo sempre in compagnia.

 

IL SENTIERO – SEGUIRE I SEGNALI. E’ molto importante fare attenzione ai segnali presenti sulle rocce e sugli alberi. Sono strumenti molto semplici per orientarsi,  ma davvero efficaci se non avete un buon senso dell’orientamento o non potete o non volete usare la tecnologià GPS. 

 

IL PARCHEGGIO. Per lasciare i vostri veicoli, non esiste un vero e proprio parcheggio come in altri luoghi organizzati del parco nazionale. In pratica, una volta lasciata la strada principale, troverete una strada bianca che potrete percorrere con il vostro veicolo, interrotta però da un cartello che vieta il transito. Potete lasciare sul bordo della strada stessa la vostra macchina o altro, Ma non essendo la stessa molto ampia, dovete trovare i posti più adatti. Non è assolutamente consigliata per camper o furgoni di grandi dimensioni, poiché non è molto larga. Inoltre una volta entrati, potresti avere qualche problema nel fare eventuali manovre per poter tornare indietro. Attenzione però a non lasciare vostro veicolo sul bordo o ciglio della strada asfaltata, che vi consente di mettervi su questa strada sterrata. Le macchine, per quanto è dato sapere, non possono essere lasciare lì.

 

CELLULARE – INTERNET.  Le connessioni internet e telefoniche non funzionano bene, sopratutto quando vi allontanate dalla zona di parcheggio e entrate nel bosco. Il segnale può arrivare, ma non fateci comunque affidamento, perché in caso di necessità, potreste restare delusi. Non sottovalutare questa situazione, sopratutto se decidete di affrontare l’escursione da soli. In caso di necessità potreste non riuscire a connettervi con il telefono o la rete. Ovviamente provate lo stesso.  

 

NESSUN BAR – NESSUN RISTORANTE. Per mangiare dovete acquistare tutto prima dell’inizio dell’escursione, in quanto non sono presenti ne  bar o ristoranti durante il cammino,  diversamente da quanto avviene in altri sentieri.  Inoltre non ci sono nemmeno all’inizio ne all’arrivo ne alla partenza. 

SENTIERO NEL BOSCO. La maggior parte del percorso si svolge nel bosco.
Infatti, come sopra ricordato, la prima parte del sentire è allo scoperto, e poi in modo repentino inizia il percorso tra gli alberi. Vi troverete all’inizio in un sentiero facilmente riconoscibile, ma dopo poco sassi e massi anche di grandi dimensione vi circonderanno. E per circa 1.30 di cammino sarete all’ombra degli alberi. Nel salire troverete un molti passaggi stretti e un po’ faticosi,
che metteranno alla prova le vostre ginocchia e le gambe, nonché l’equilibrio. Alla fine il bosco improvvisamente si apre, per poi lasciare spazio alla parte aperta del percorso che porta al lago vivo. 

 

 

NESSUNA FONTANA. Ricordate di portate con voi acqua da bere. Non ci sono fontane o abbeveratoi.  

 

L’ABBIGLIAMENTO.  Non è richiesto un abbigliamento particolare per affrontare questo tipo di sentiero.  Vanno bene anche i pantaloncini corti se la stagione lo consente. Ricordate sempre però di vestirvi “a cipolla” in modo  da poter variare il vostro abbigliamento in base ai cambiamenti climatici. In montagna il tempo può variare repentinamente, ed anche una breve pioggia, può far precipitare la temperatura di molti gradi, così come un sole imprivisto può alzarla di molto. 

 

LE SCARPE. È consigliato l’uso di buone scarpe da trekking, considerata  la presenza di molti sassi e rocce e delle foglie degli alberi che possono rendere scivoloso il fono del sentiero. Inoltre quando si torna indietro il sentiero può essere, in alcuni punti, molto inclinato e si può perdere facilmente l’aderenza. Non esagerate però con calzature troppo professionali. Evitare accuratamente scarpe aperte, ciabatte o altro. Potreste rischiare di farvi male. 
IL CAPPELLO. Il sentiero è quasi tutto al coperto, per cui il cappello e necessario solo per proteggersi dal freddo,  ma non dal sole, che vedretè solo all’inzio del percorso, e alla fine, quando raggiungerete il Lago Vivo.

  

L’IMPERMEABILE. È importante portare con voi un abbigliamento impermeabile che vi posso proteggere dalla pioggia. I fenomeni possono essere amche molto intensi, con una calo repentino delle temperature. Restare bagnati, sopratutto se dovete camminare per ore non va bene. Il rischio è quello di prendere un colpo di freddo e di ammalarsi. 
L’OMBRELLO.  In alcuni sentieri è possibile utilizzare l’ombrello in caso di pioggia. In questo caso evitate di portarlo con voi (per non appesantire lo zaino), poiché non potrete utilizzarlo. Come sopra anticipato il sentiero è stretto e poco agevole, con alberi vicini ai passaggi,  per vi sarebbe solo d’intralcio.
  
I BASTONI. Per camminare portare con voi un bastone di legno o i più tecnologici bastoni telescopici in alluminio o altro. Vi aiuteranno durante la salita e la discesa, soprautto nei passaggi più difficile, dove è facile scivolare e perdere l’equilibrio
I BAMBINI. Il sentiero ha delle caratteristiche che non lo rendono adatto ai bambini, soprattutto se piccoli.  L’assenza di un vero e proprio  sentiero, la presenza di molti sassi e massi, di molti passaggi particolari, l’inclinazione delle salita e della salita, rendono questa escursione per loro non consigliabile.  Il rischio è quello di doverli portare in braccio dopo poche centinaia di metri.  Inoltre è una escursione “stancante”. E rammentare che non ci sono punti di ristoro.  Non possono essere nemmeno usati passeggini tecnici, utili in altri tipi di sentiero.
ANZIANI E DIVERSAMENTE ABILI. Sia per le persone anziane che gli diversamente abili, bisogna valutare nella maniera più assoluta quali siano le condizioni di salute personale. Così come anticipato per i bambini, bisogna comunque partire dal presupposto che si tratta di un sentiero con caratteristiche particolari, che possono mettere a dura prova la resistenza fisica. Ovviamente non stiamo parlando una cosa impossibile, ma comunque si  tratta di un percorso con caratteristiche molto diverse da tanti altri più semplici, per cui prima di decidere di raggiungere il lago vivo, è necessario essere sicuri di poter affrontare le difficoltà riportate sopra, che troverete nella voce caratteristica del percorso. Le stesse non sono confacenti con lo stato di salute è l’età di chi deve effettuare questo percorso, evitate accuratamente di raggiungere per questo sentiero il lago vivo. Ricordate infatti che il percorso è comunque difficoltoso sia all’andata che al ritorno. Nel caso in cui comunque decidiate di fare lo stesso e questa escursione, allora evitate nella maniera più assoluta di farla da soli, ma partite sempre in compagnia. Così in caso di necessità avete qualcuno che potrà aiutarvi.
La fine del sentiero nel bosco e l’arrivo nella zona del lago vivo
I CANI. la passeggiata è adatta agli amici a quattro zampe.  Ricordate però di portare l’acqua anche per loro, perché lungo il percorso non esistono fonti d’acqua di alcun genere, ne è certo di trovare acqua nel lago vivo (che potrebbe essere in secca). Inoltre ricordate che per le sua caratteristiche, questa escursione non è adatta a per i “cani da salotto” o animali troppo anziani e troppo giovani (no per i cuccioli). 

 

ANIMALI PERICOLOSI. Il Parco Nazionale è la casa dell’orso, del lupo e della lince. Si tratta animali non facili da incontrare, sopratutto nei sentieri più battuti.  In questo caso il sentiero è poco frequentato,  e la possibilità di incrociarli non è poi così remota. Durante l’escursione chi vi scrive ha trovato sul sentiero un grosso cervo maschio morto, di cui parte del corpo era stato mangiato in parte. Al ritrono, dopo alcune ore, una altra parte era stata mangiata. Ciò dimostra che all’arrivo delle persone i predatori tendono ad allontanarsi per poi tornare quando gli escursionisti si allontanano. 

 

ANIMALI – I MOSCARDINI. Durante il cammino noterete la presenza di piccoli roditori con il pelo di colore rosso-marrone. Sono animali schivi che tendono a nascondersi, ma se avete pazienza e vi fermate li potrete vedere muoversi numerosi.  Non si incontrano facilmente in altri sentieri. Ciò è dovuto al fatto che questi boschi sono poco frequentati. Non ci sono immagini perchè sono molto piccoli e veloci.

GLI ALBERI. Gli alberi sono tantissimi, visto che camminerete per alcune ore quasi sempre nel bosco.  So tratta prevalentemente di faggi, piante in alcuni casi veramente grandi e vecchie. Alcuni di queste invece sono morte, e coperte di funghi del legno.  

 

 
ALBERI MORTI. Nel folto del bosco incotrerete anche alcuni alberi morti. Sono pochi, segno che le piante, anche vecchie godono di buona salute, e che l’ambiente in cui vivono è salubre anche per loro.

 

 

PIANTE IN GENERALE. In questo bosco il sole filtra poco, per cui non troverete altre piante che quelle che vivono nel sottobosco con poca luce. Una volta usciti dal bosco ed arrivati nella zona in cui si trova il lago Vivo, incontrereta alcuni esemplari come quelli delle foto che seguono.

I FUNGHI DEL LEGNO. La presenza di un bosco molto vasto e il fianco della montagna sul quale salirete, la presenza di poca luce, di una bassa ventilazione e di un elevato tasso di umidità favorisce la proliferazione dei funghi che crescono sul legno degli alberi morti. Sono certamente molto belli da vedersi, ma evitate di toccarli se non siete esperti in micologia. Potreste avere brutte soprese se velenosi.

 

IL CORSO D’ACQUA. Nella parte iniziale del percorso, poco distante dal cartello che indica il sentiero che porta al Lago Vivo, è presente il corso d’acqua che vedete nelle immagini che seguono. E’ solo un tratto di un percorso molto più lungo, e segue una strada diversa del quella del sentiero. Ragione per cui non lo vedrete durante il vostro cammino.

 

Di seguito troverete i link ad altre pagine interessanti per visionare altri appunti di viaggio.

ITALIA – PAGINA GENERALE

 

ITALIA – REGIONE ABRUZZO – PAGINA GENERALE

 

Per visionare gli altri appunti di viaggio dedicati ad un determinato argomento cliccare sulle categorie che interessano presenti sulla pagina. 
Per poterne visionare dai vostri smartphone, potete anche cliccare la “versione web” che si trova al termine del post. Vi apparirà come sul computer. 

 

Potete cercare gli argomenti che vi interessano nell’apposito spazio “cerca”.Basta utilizzare una parola desiderata “chiave”. Se esiste si aprirà il post corrispondente. Ad esempio se digitate “rifugio”, o “orrido” o “chiesa” o “miniera” “sentiero” ecc., verranno visualizzati tutti i post che contengono questa parola. 

 

Nella parte finale di ogni post è presente la voce “TRADUTTORE”. Per scegliere la lingua desiderata (come nel caso vogliate mostrare il post ad una persone straniera che non parla la vostra), cliccate sul menù a tendina, dove la troverete. In pochi secondi il sistema provvederà alla traduzione. 

 

Conservate il link o la pagina di questo appunto di viaggio. Potrebbe tornarvi utile nel caso in cui decideste di visitare questo luogo. Potrete condividerlo anche con un amico.

 

Se siete interessati agli appunti di viaggio, inserite la vostra email nell’apposita finestra “iscriviti alla newsletter” che si trova nella pagina, e vi arriveranno lemnovità del blog ad ogni nuova pubblicazione. L’iscrizione è gratuita. Vi verrà solo richiesto di confermare il vostro indirizzo di posta, per essere sicuri che siate stati proprio voi ad iscrivervi. 

 

Nel caso in cui non doveste trovare l’email di conferma nella posta, controllate nella cartella spam. Se il link con fosse attivo, basta copiarlo nel barra di ricerca del vostro browser per e dare invio e apparirà un messaggio di conferma di avvenuta attivazione.

Ai prossimi appunti di viaggio.

 

 

 

 

 

 

ITALIA, PARCO NATURALE, PARCO NAZIONALE D'ABRUZZO, LAZIO E MOLISE, PARCO NAZIONALE ITALIA, REGIONE ABRUZZO, REGIONE DEL CENTRO ITALIA, REGIONE LAZIO, REGIONE MOLISE, TREKKING, TREKKING ITALIA

ITALIA – REGIONE ABRUZZO, LAZIO E MOLISE: IL PARCO NAZIONALE – LA CASCATA DELLE TRE CANNELLE E DELLE NINFEE.

 

Si trova nel Parco Nazionale d’Abruzzo, del Lazio e del Molise, nella RISERVA NATURALE DELLA CAMOSCIARA, che dista circa 13 km dalla famosa cittadina di Pescasseroli, nota meta turistica del centro italia, famosa per le sue stazioni invernali e per l’escursionismo estivo. 
GOOGLE MAPS. Di seguito trovere la mappa interattiva di google maps per raggiungere la Riserva della Camosciara, da cui parte il sentiero che conduce al questo sentiero. Potrete utilizzare i vostri dispositivi come navigatori GPS cliccando sulla freccia azzurra che si trova nell’angolo sinistro in alto a mappa stessa. Cliccando invece nell’angolo sinistro in basso, potrete vedere la mappa nella versione satellitare  “Google Earth”.

 

METEO  – PREVISIONI DEL TEMPO.  Di seguito troverete un box con le previsioni del tempo aggiornate su base quotidiana. Ciò vi consentirà di organizzare al meglio la vostra escursione e di evitate brutte soprese. 


LUNGHEZZA DEL PERCORSO. Circa 6,80 kilometri, misurati con un apposito programma di rilevazione delle distanze con sistema satellitare. la misura si intende andata e ritorno. Di seguito l’immagine con la traccia in coloro viola chiaro che evidenzia il sentiero da percorrere.

 

TEMPO NECESSARIO. La passeggiata per raggiungere le cascate non è molto lunga,  e tra andata e ritorno  ci vogliono circa due ore, sempre ché non vi fermiate per fare delle foto o ad osservare il paesaggio. Allora il tempo necessario sarà certamente maggiore.
 
QUOTA DI PARTENZA E ARRIVO.  La quota di partenza e di 902 metri s.l.m. e quella di arrivo e di 1020 metri s.l.m., nel punto in cui si trova la cascata delle Ninfee.
DISLIVELLO TOTALE. Circa 100 metri
PARCHEGGIO. Dovete lasciare i vostri veicoli nell’ apposito parcheggio. È però a pagamento,  ed il costo è per l’intera giornata. Si tratta di uno spazio veramente grande, che evidenzia una grande frequentazione di questa zona da parte degli escursionisti. Fate attenzione a non parcheggiare in luoghi non consentiti o in presenza di divieti. I controlli sono frequenti e le conseguenti
sanzioni.

 

 

PERCORSO ANDATA E RITORNO. Questo percorso, ed relativo sentiero nel bosco, per raggiungere le cascate, è del tipo andata e ritorno. Nel senso che il percorso che sarete all’andata, sarà lo stesso del ritorno. Ciò è dovuto al fatto che una volta arrivate alla seconda cascata, troverete il cartello indica la fine percorso, senza, per quanto è dato sapere invitare alternative. Per questo motivo
dovrebbe tornare indietro sui vostri passi. Può sembrare una precisazione inutile, ma in genere altri percorsi che prevedono una passeggiata di questo tipo, hanno spesso delle alternative e delle varianti che vi consentono di poter effettuare un percorso diverso per poter tornare da dove siete partiti. Si tratta spesso di percorsi con variazioni molto lunghe che richiedono molto tempo, ma nel caso di specie non avete altra scelta.

PERCORSO – CARATTERISTICHE. Il percorso presenza due parti. La prima è tutta asfaltata, ed è molto ampia, e praticamente tutta scoperta, nel senso gli alberi non uniscono le loro chiome e quindi non creano ombra con le foglie. La seconda parte invece è tutta di  bosco di faggi, completamente coperta dal fogliame degli alberi. Qui il sole diretto non entra mai. Alzando gli occhi resterete si sicuramente colpiti dal verde brillante delle foglie degli alberi. 

PERCORSO MOLTO FREQUENTATO. Una caratteristica di questo tipo di sentiero, è quella di vedere la presenza di molte persone di qualsiasi età che lo attraversano.  Infatti, diversamente da altri sentieri presenti nel Parco Nazionale d’Abruzzo Lazio e molise, molto meno frequentati, anche perché più difficili e lunghi da percorrere, questo è veramente adatto a tutti. Per questa ragione troverete a qualsiasi ora, e soprattutto nella stagione più bella un numero elevato di persone. Ovviamente non si tratta di una “folla da stadio”, ma di certo inconsueta punto bisogna Inoltre prendere in considerazione l’affollamento tende a crescere, soprattutto nella parte che si trova all’interno del bosco, dove sono presenti le cascate. Queste sono il vero obiettivo della passeggiata, per cui preparatevi a trovare anche molte persone che salgono e scendono per le scale ed i sentieri interni al bosco.
PERCORSO – DISLIVELLO. Come sopra riportato il dislivello tra l’inizio e la fine del percorso è di soli 100 metri. Di fatto quindi per raggingere la meta non dovete di certo arrampicarvi, ma solo camminare. Solo nella parte finale, quelle nel bosco, il dislivello è maggiore, ma nulla di veramento impegnativo.

DIFFICOLTÀ. Il percorso è molto semplice ed adatto per grandi e piccoli. È di facile. 
 
BAMBINI. L’escursione e molto adatta ai bambini, anche molto piccoli, in quanto una buona parte del tratto da percorrere è su un strada asfaltata.
Solo l’ulima parte, quella che entra nel bosco,  richiede un certo
sforzo con un percorso accidentito. Per cui preparate a prendere in
braccio quelli più piccoli. Nel tratto nel bosco è impossibile utilizzare il passeggino, anche molto tecnico. 
 
BICICLETTA. Come sopra descritto il percorso si divide in una parte asfaltata ed una nel bosco. La prima è ottima per andare in bicicletta, anche normali e non Mountain bike, menere la seconda non può essere percorsa se non a piedi, a causa delle caratteristiche del terreno, delle scale e delle radici degli alberi
 
ANZIANI. Il posto è adatto anche per le persone anziane che non abbiano però particolari difficoltà motorie. Infatti,  la parte finale del percorso richiede autonomia nel camminare.
 
DIVERSAMENTE ABILI. Il percorso è adatto anche per le persone disabili. Bisogna sempre però ricordare ci si può muovere bene nella prima parte del percoriso,  mentre la seconda necessita di una grande autonomia personale o di una buona assistenza

ABBIGLIAMENTO. L’escursione non richiede un vestiario particolare, ma e sempre meglio indossare abiti comodi. Ricordatevi comunque che si partenza circa 900 metri s.l.m. per cui le temperature possono cambiare rapidamente anche durante la bella stagione, o piovere improvvisamente. 

ABBIGLIAMENTO – LE SCARPE. Per la passeggiata non servono calzature particolari, dato che il percorso non è difficoltoso.  Per cui un paio di scarpe da ginnastica sono  sufficienti. Non esagerate quindi con scarpe troppo “tecniche”. Ricordate comunque, come si vede dalle immagini, che questa parte del sentiero presenta passaggi con scale e radici di alberi, per cui evitate scarpe aperte o con tacchi. Può sembrare una raccomandazione superflua, ma è facile vedere cose di questo genere. La montagna, anche quella più semplice, nasconde sempre
della insidie.

 

BAR RISTORANTE – DOVE MANGIARE.  Per mangiare, la soluzione più classica durante un’escursione, e quella di portare con sé qualcosa di preparato a casa o di acquistato prima. Nel caso in cui comunque non abbiate fatto nulla di tutto questo, per questo particolare sentiero non ci sono particolari problemi. Infatti all’arrivo nella zona del parcheggio, potrete notare sulla vostra sinistra, la presenza di alcuni bar che effettuano anche un servizio di ristorazione. Qui potrete comprare quello che vi serve, ed eventualmente pranzare. 
 
Esiste anche una seconda possibilità, che è quella di percorrere la prima parte del sentiero, quella asfaltata per intenderci, e raggiungere la parte finale dello stesso, prima che inizi il bosco dove ci sono le cascate. Qui in un  ampio spazio troverete sulla vostra destra, un bar, fornito di tutto quello che vi serve. Ovviamente per quanto è dato sapere, preparano panini ed altre cose, per il servizio di ristorazione dovete comunque chiedere direttamente Ai titolari che gestiscono questo locale. Qui ovviamente potete anche comprare delle bevande e l’acqua, per cui potrete anche affrontare la vostra escursione, senza dovere portare con voi necessariamente bottiglie o altro.

 

CARTELLI ESPLICATIVI. Durante la vostra passeggiata incontrerete sul percorso numerosi cartelli esplicativi. Si tratta in particolare di mappe o indicazioni di altro genere, che rendono sicuramente molto interessante il cammino. Da prendere in considerazione, se amate gli alberi, sono anche quelli che illustrano le singole specie di alberi presente nel parco, ed in particolare su questo percorso. Scoprirete così aspetti poco conosciuti di essenze vegetali li questi luoghi.

 

 

 

 

 

CASCATA DELLE TRE CANNELLE.  Si tratta di una cascata  piccola che si trova sulla vostra sinistra all’andata e sulla destra al ritorno. E’ cosi vicino al sentiero che quasi si può toccare, ma l’accesso è sbarrato dal una staccionata di legno che protegge i visitatori dalle cadute accidentali, ed impedisce di rovinare il sottobosco. 

 

 

 
CASCATA DI DELLE NINFEE. E’ la seconda cascata presente sul sentiero ed è anche quella in cui termina. Sul cartello indica inoltre che questa zona è una riserva integrale. Non è molto grande, ed è incastrata tra le rocce.  

 
TEMPERATURA ESTERNA. Dipendente ovviamente dalla stagione nella quale effettuate l’escursione. Anche in estate in genere la temperatura è adatta per camminare (intorno ai 24 / 26 gradi), ma basta qualche nuvola e la temperatura scende rapidamente.
 

UMIDITÀ. Il percorso è caratterizzato da una parte scoperta ed una nel bosco. Il tasso di umidità dipende ovviamente anche dalla stagione in cui effettuate la vostra escursione, ed anche dalle condizioni climatiche nella giornata in cui decidete di effettuarla. Però esiste una netta differenza di umidità proprio a causa delle caratteristiche del sentiero stesso. La prima parte infatti è aperta Riva ascoltata, una stessa non esistono alberi, per cui in genere è soleggiata ed asciutto. La seconda invece è molto più riparata, sulle pendici della montagna, è completamente coperta dal folto degli alberi. Inoltre qui è presente anche l’acqua che viene dalle 2 cascate. Per tale ragione, l’umidità qui è certamente molto più alta.

IL TRENINO. Per raggiungere le cascata potere anche utilizzare un trenino che parte dal piazzale del parcheggio dei veicoli e che raggiunge un altro piazzale, dove si trova un bar.  Qui dovete scendere per proseguire a piedi e raggiungere le due cascate, percorrendo un sentiero  nel bosco di faggi. Il trenino lo potete utilizzare sia per salire che per scendere, che anche per una sola delle tratte. Il costo è differente. Il costo è maggiore per la salita, è inferiore per la discesa. 

È consigliato utilizzarlo per tutti coloro che hanno problemi di deambulazione o altre patologie, e vogliono comunque vedere le cascate. È molto adatto per i bambini che così non si affaticheranno e al tempo stesso si divertiranno viaggiando sul trenino.


 

 

 

BICICLETTE. Potete raggiungere le cascate anche con la bicicletta. Non tutto il percorso, ma solo la parte asfaltata. Per la parte nel bosco invece, dovete lasciare le due ruote, è proseguire a piedi. Il sentiero infatti è quasi tutto a gradini e non sufficientemente largo per il transito a piedi e con la bicicletta. Inoltre e sempre molto frequetato, per cui, pur volendo, non riuscireste a muovervi con le due ruote.  
 
BICICLETTE- NOLEGGIO. Se non avete la vostra bicicletta, potete noleggiarne una o più nell’apposito noleggio presente nella zona del parcheggio.
 
I CAVALLI. Potete raggiungere  le cascate anche a cavallo, rivolgendovi per il noleggio presso il maneggio che si trova nella zona del parcheggio dei veicoli. Sono cavalli mansueti e molto adatti per i bambini.  Rammentare però che i cavalli posso arrivare solo a limitare bel bosco, dove inizia il sentiero che può essere solo percorso a piedi.  

 
CARROZZE.  Potete anche raggiungere le cascate in carrozza, con conducente. Per il noleggio dovete rivolgervi al maneggio dei cavalli, presente sul piazzale del parcheggio. Si tratta di una esperienza particolare, amata sopratutto dai più piccoli.

 

 




GLI ALBERI.  Nel Parco Nazionale sono presenti molte varietà di alberi, alcuni dei quali molto vecchi. Si va dalle conifere, come abeti, pini ecc. sempreverdi a quelli decidui. Nella parte iniziale sentiero troverete, sul bordo della stesso, alcuni di questi alberi, accompagnati da cartelli esplicativi che illustrano le caratteristiche delle piante

 

 

 

 

 

PIANTE.  Durante il cammino Incontrerete piante  tipiche di queste zone. Alcune di queste sono segnalate con cartelli esplicativi, che ne illustrano le caratteristiche botaniche. Altre invece non sono segnalate, è meritano comunque attenzione.


 


 

 

 



SENTIERO APERTO. la parte iniziale del sentiero è praticamente tutta all’aperto, grazie alla dimensione della strada, che non consente agli alberi di chiudere le chiome come della volte. Il fondo è ottimo e facile da percorrere.

 

 

SENTIERO NEL BOSCO.  La parte del sentiero nel bosco e la parte minore dell’intero percorso, ma certamente la più bella ed interessante.  Il passaggio tra questa è quella scoperta è repentina, ed inizia subito dopo il piazzale dove si trovail secondo bar. Attraversato un ponticello vi troverete subito nel “folto del bosco” con un camminamento tutto in salita. 

 

TEMPERATURA AMBIENTALE. È certamente condizionata dalla stagione nella quale effettuate lavostra escursione. Durante quella estiva noterete una grande differenzatra il tratto scoperto e quello nel bosco, dove può scendere rapidamente. 

LA CREMA SOLARE. Nelle giornate belle, quando il sole è forte, ricordate di utilizzare una crema protettiva. Come sopra ricordato il percorso è in parte allo
scoperto senza copertura delle piante

 

SENTIERO NEL BOSCO – LE RADICI ESPOSTE. Una raccomandazione importante, è quella di fare molta attenzione quando camminate nella parte del sentiero che si trova all’interno del bosco. Infatti per terra potrete notare una fitta ramificazione di radici degli alberi presenti. Come si vede dalle immagini, l’effetto ottico è molto bello, ma bisogna prestare estrema attenzione a dove si mettono i piedi, Inciampare, o prendere una storta può risultare estremamente semplice, soprattutto se non state attenti, o se indossate le scarpe sbagliate

 

IL SENTIERO NEL BOSCO – LE SCALE. Il sentiero, all’interno del bosco presenta oltre alle radici degli alberi, anche dei viali protetti da delle staccionate in legno, e delle scale. Sono ben mantenute, ma rappresentano Comunque come sempre Un pericolo. sia quando si sale che quando si scende dalle stesse, bisogna fare attenzione a dove si mettono i piedi, complice l’ombra creata dalle foglie degli alberi, e dal colore scuro del terreno, Il rischio è quello di mettere un piede in fallo. si tratta di piccole regole di prudenza che comunque sono importanti per godere al meglio la vostra escursione.

 

 

 

 


IL CORSO D’ACQUA.Salendo verso la parte alta del sentiero, incontrerete, non subito, un corso d’acqua che proviene dalla montanga. Durante la salita sarà alla vostra sinistra, e al ritorno a destra. Nulla di particolarmente imponente, sopratutto durante la stagione estiva, ma suggestivo, in quanto la copertura offerta dalle fornde degli alberi, crea dei bei giochi di luce.


 

 

 

ANIMALI PERICOLOSI. L’orso, il lupo e la Lince sono di casa in questo Parco Nazionale. Segno che hanno ancora spazi adatti per vivere e riprodursi. Sono animali non facili da vedere, ma la loro presenza è certa. Per questa ragione quando passeggiate non vi allontanate dai sentieri battuti ed evitare di camminare da soli.È molto facile spostarsi per ore e nonincontrare nessuno. Questo è il loro “regno” e noi siamo solo di passaggio.  Fate anche attenzione ai cinghiali, molto comuni e aggressivi. Questo sentiero comunque è uno di quelli che
vede la presenza di tante persone ogni giormo, è non si addentra molto
all’interno delle montagne, per cui e più sicuro. 

 

Per visionare gli altri appunti di viaggio dedicati ad un determinato argomento cliccare sulle categorie che interessano presenti sulla pagina. 

Per poterne visionare dai vostri smartphone, potete anche cliccare la “versione web” che si trova al termine del post. Vi apparirà come sul computer. 

Potete cercare gli argomenti che vi interessano nell’apposito spazio “cerca”. Basta utilizzare una parola desiderata “chiave”. Se esiste si aprirà il post corrispondente. Ad esempio se digitate “rifugio”, o “orrido” o “chiesa” o “miniera” ecc., verranno visualizzati tutti i
post che contengono questa parola. 
Nella parte finale di ogni post è presente la voce “TRADUTTORE”. Per   scegliere la lingua desiderata (come nel caso vogliate mostrare il post ad una persone straniera che non parla la vostra), cliccate sul menù a tendina, dove la troverete. In pochi secondi il sistema provvederà alla traduzione. 
Conservate il link o la pagina di questo appunto di viaggio. Potrebbe tornarvi utile nel caso in cui decideste di visitare questo luogo. Potrete condividerlo anche con un amico.
Se siete interessati agli appunti di viaggio, inserite la vostra email nell’apposita finestra “iscriviti alla newsletter” che si trova nella pagina, e vi arriveranno le novità del blog ad ogni nuova pubblicazione. L’iscrizione è gratuita. Vi verrà solo richiesto di confermare il vostro indirizzo di posta, per essere sicuri che siate stati proprio voi ad iscrivervi. 
Nel caso in cui non doveste trovare l’email di conferma nella posta, controllate nella cartella spam. Se il link con fosse attivo, basta copiarlo nel barra di ricerca del vostro browser per e dare invio e apparirà un messaggio di conferma di avvenuta attivazione.
Ai prossimi appunti di viaggio



 

ATTRAZIONE NATURALISTICA, ITALIA, MOUNTAIN BIKE, PARCO NATURALE, PARCO NAZIONALE D'ABRUZZO, LAZIO E MOLISE, PARCO NAZIONALE ITALIA, REGIONE ABRUZZO, REGIONE LAZIO, REGIONE MOLISE, TREKKING, TREKKING ITALIA

ITALIA – REGIONE ABRUZZO: PARCO NAZIONALE D’ABRUZZO, LAZIO E MOLISE: IL MONTE TRANQUILLO E IL SANTUARIO DELLA MADONNA NERA

  

QUOTA INIZIALE: 1.160 mt s.l.

QUOTA FINALE:  1.600 mt. s.l.m

DISLIVELLO TOTALE: 440 mt

LUNGHEZZA PERCORSO: 17 km circa

TEMPO NECESSARIO A/R: circa 6 ore. 

DIFFICOLTÀ: Facile

DOVE SI TROVA. Il sentiero inizia in prossimità del paese di Pescasseroli, nel cuore del Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise. Di seguito la mappa interattiva di GOOGLE MAPS che vi consentirà di raggiungere la vostra meta utilizzando il vostro dispositivo come un navigatore GPS ovunque vi troviate. Per calcolare il percorso cliccate sulla freccia blu sulla mappa. Il riferimento è quello per raggiungere il MANEGGIO DI VALLECUPA, da cui unizia il la strada che poi porta al sentiero. 

COORDINATE GPS – IL MANEGGIO DI VALLECUPA: Se volete raggiungere il maneggio di Vallecupa con il vostro navigatore, potete anche inserire le seguenti coordinate GPS. Non necessitano di connessione alla rete internet, ma solo alla rete satellitare GPS.

41°47’50.14″N  –   13°47’2.89″E

COORDINATE GPS – IL SANTUARIO DELLA MADONNA NERA SUL MONTE TRANQUILLO: Se volete raggiungere il maneggio di Vallecupa con il vostro navigatore, potete anche inserire le seguenti coordinate GPS. Non necessitano di connessione alla rete internet, ma solo alla rete satellitare GPS.

41°45’52.55″N –  13°45’36.41″E

IL SENTIERO DA SEGUIRE. Di seguito la traccia del sentiero, segnata sul GOOGLE EARTH, ricavata dall’interfaccia tra un noto programma che calcola il percorso effettuato tramite GPS e RETE INTERNET



IL PARCHEGGIO. Il sentiero che porta al Monte Tranquillo inizia nelle vicinanze del maneggio di Vallecupa che si trova a ridosso di Pescasseroli.  Se alloggiate in paese potete raggiungerlo direttamente a piedi, altrimenti potete parcheggiare in prossimità del maneggio stesso. Potete anche prendere la strada sterrata che dal maneggio porta all’inizio delsentiero, dove l’accesso ai veicoli è consentito solo a quelli autorizzati. Così risparmierete circa 800 metri. Non superate il cartello di divieto di transito, se non siete autorizzati.

PREVISIONI DEL TEMPO. Di seguito troverete un box meteo con le previsioni del tempo riferite alla zona di Pescasseroli su base settimanale, aggiornate in tempo reale. Questo vi consentirà di organizzare al meglio la vostro escursione con il  tempo migliore.

BOX METEO PESCASSEROLI

IL PERCORSO ANDATA E RITORNO.  Il sentiero è del tipo ad “andata e ritorno” che comporta di dover fare lo stesso percorso dell’andata quando tornate indietro. Non ci sono alternative che vi consentano di seguire un tragitto ad anello. Inoltre è consigliato ripercorrere la stessa strada, considerata la sua lunghezza.
IL MANEGGIO DI VALLE CUPA
BAR – RISTORANTE: NESSUNO. Per mangiare qualcosa, ricordate di portare qualcosa con voi, perché durante il tragitto, molto lungo, non troverete nessun bar e nessun rifugio dove poter acquistare generi prima necessità, bevande l’altro.Il percorso e, come solo anticipato, inizia infattidalla cittadina di Pescasseroli, per cui non avrete alcuna difficoltà adacquistare qualcosa di utile. Inoltre nel maneggio che si trova all’inizio del percorso, è presente sia un bar che è un ristorante, ben fornito dove potete fare i vostri acquisti. Fate bene attenzione a questa raccomandazione, perché per quanto è dato sapere, non sono presenti neanche fonti d’acqua naturali potabili durante la vostra strada. Le ore di cammino sono molte sia all’andata che al ritorno.
CARTELLO VALLECUPA
I CARTELLI. All’inizio del percorso, in prossimità dell’abbeveratoio, troverete una serie di cartelli esplicativi del percorso. Il consiglio è quello di leggere quello dedicato ad ERMINIO SIPARI, colui il quale ha dato vita con il suo impegno alla nascita del PARCO NAZIONALE in cui vi trovate. Andando avanti incontrerete anche le indicazioni per raggiungere altre località, i cui sentieri iniziano da quello principale che porta la monte Tranquillo.
CARTELLO M. T.
Un cartello importante è quello che si trova nel bosco, sempre sul sentiero, dove sono indicate due direzioni. Una, a sinistra, vi conduce a Pescasseroli (da dove siete partiti), senza però arrivare a Santuario della Madonna Nera, l’altro, a destra, invece vi condurrà alla vostra meta.
CARTELLO BIVIO
L’ABBEVERATOIO. All’inizio del sentiero vero e proprio, ovvero una volta che avete superato la parte transitabile con i veicoli, incontrerete un grande abbeveratoio per gli animali. E tutt’ora in funzione e l’acqua è gelata. Non è però dato sapere se l’acqua sia potabile o meno.
IL SENTIERO SCOPERTO. La passeggiata verso il monte tranquillo, è caratterizzata, come spesso avviene in queste zone, da una parte il tratto del sentiero scoperta, ed un’altra nel bosco. In questo caso, si può tranquillamente dire che solo il 10% di tutta la camminata viene effettuata allo scoperto, mentre il restante 90% è tutta quanta nel bosco, per poi giungere la parte aperta dove si trova il santuario. Il sentiero scoperto parte praticamente da Pescasseroli, ed in particolare dal grande maneggio. Bisogna percorre a piedi circa 1 km, per poi giungere alla base del monte dove inizia la parte coperta dal bosco. E’ un percorso estremamente semplice, e quindi non presenza difficoltà tecniche di alcun tipo. Il problema e che questa parte del sentiero è consentito anche al transito delle autovetture, per cui potreste trovarvi improvvisamente coperti dalla polvere sollevata dalle ruote delle auto che vanno verso il parcheggio, dove bisogna necessariamente lasciare i propri
veicoli e proseguire a piedi.

 
INIZIO SENTIERO. Nella parte iniziale il sentiero ha due percorsi differenti. Il primo è quello che si percorre utilizzando la scala che si vede nelle immagini che seguono. La troverete sulla vostra sinistra e non potrete non vederla. La seconda invece e quello della strada sterrara. Entrambe vi poteranno comunque verso l’unico percorso che arriva al Santuario della Madonna Nera del Monte Tranquillo.  

IL RIFUGIO DEL CORPO FORESTALE DELLO STATO. Subito dopo la scala di cui sopra, trovere un’ampia radura con una costruzione del Corpo Forestale dello Stato. Lasciatelo sulla vostra sinitra e proseguite verso il sentiero. Vi porterà in breve verso la stada sterrata principale verso il Monte Tranquillo. 
 
 
 

IL CELLULARE – LA CONNESSIONE INTERNET.  Per quanto riguarda la connessione telefonica con il cellulare, non che quella ad internet, durante il cammino, non sono state osservate i particolari i problemi di ricezione. Ricordate comunque che siete sempre in montagna e non potete certo fare affidamento su un collegamento stabile.

LE CARATTERISTICHE DEL FONDO DEL SENTIERO.  Il fondo del sentiero sul quale camminerete è composto di terra battuta e sassi, molto compatto e ben assestato, senza asperità di rilievo. Non  presenta difficoltà alcuna o passaggi pericolosi.  E molto ampio, adatto anche al passaggio di veicoli di grandi dimensioni, come auto e piccoli camion, il transito deve essere però autorizzato.

I BAMBINI. Il percorso è certamente adatto ai bambini, dato che non presenta pericoli particolari. Bisogna però considerare la distanza da percorrere, che potrebbe essere eccessivo per i più piccoli. Per quelli che non camminano, potete usare in passeggini tecnici (usati per portare i piccoli durante il footing) ma non quelli classici. Altrimenti portateli con il trasporto in spalla. 

S3

DISABILI – ANZIANI.  La passeggiata è certamente adatta sia per gli anziani che per le persone disabili, dati che non presenta difficoltà particolari, considerate le caratteristiche del sentiero. Il problema però la distanza di circa 17 km tra andata e ritorno che di certo non è alla portata di tutti. Per cui bisogna valutare bene le proprie condizioni fisiche, prima di affrontare l’escursione.
IL SENTIERO NEL BOSCO. Come anticipato, circa il 90% del sentiero che conduce al Monte tranquillo si trova nel bosco. Questa caratteristica è utile, soprattutto nelle giornate molto calde e soleggiate, grazie alla offerta dalle fronde degli alberi. Inoltre il bosco è composto prevalentemente da faggi e da piante a foglia decidua, che nella bella stagione, offre uno spettacolo magnifico, grazie ai giochi di luci creati dalle foglie verdi illuminate dal sole. Inoltre il sentiero del bosco è molto ampio, ed ha le caratteristiche vere proprio di una strada che consente il transito dei veicoli autorizzati fino a raggiungere il santuario della Madonna Nera.
LA TEMPERATURA. La temperatura è chiaramente condizionata dal periodo dell’anno in cui decidete di effettuare questa escursione. Nella stagione più calda, tra luglio ed agosto, conviene partire presto, con il fresco. Verso l’una del pomeriggio infatti, può fare anche molto caldo, anche se il bosco offre comunque una bella protezione dai raggi solari.
SENTIERO 1
L’ABBIGLIAMENTO. Il sentiero è semplice, per cui non è necessario indossare un abbigliamento “tecnico”. Ricordatevi però di vestirvi a “cipolla”. Vi permetterà di variare il vestiario in base alle condizioni climatiche del momento. È necessario precisare che, essendo quasi tutto il percorso al coperto, in mezzo in un bellissimo bosco, anche nelle giornate più calde, i più sensibili potrebbero sentire freddo o essereinfastiditi dall’umidità. Ovviamente più ci si avvicina alla stagione invernale, più le temperature possono scendere. Per tale motivo in questo caso portare con voi qualcosa di caldo da poter indossare in caso di necessità. La mattina infatti, il pomeriggio, sono i momenti più freddi della giornata e, soprattutto se la giornata stessa non molto soleggiata. In particolare ricordatevi se la temperatura tende a scendere rapidamente con l’approssimarsi del tramonto.
 
 
GLI OCCHIALI DA SOLE. Considerato che il sentiero è quasi tutto al coperto, non c’è un particolare bisogno di proteggere gli occhi dai raggi del sole. Possono essere necessari solo nella parte iniziale del sentiero, quella scoperta, e nella parte finale, dove si trova il Santuario della Madonna Nera, dove non ci sono alberi.
IL CAPPELLO. Non è necessario l’utilizzo di un cappello per proteggersi dalla luce del sole, poiché come sopra anticipato, il percorso è quasi tutto all’interno de bosco,  a meno che non decidiate di effettuare la passeggiata nel periodo invernale e comunque quanto il bosco è spoglio. In questo caso vi proteggerà sia della luce che dal freddo. 
L’ABBIGLIAMENTO IMPERMEABILE.  In montagna le condizioni atmosferiche possono mutare improvvisamente. Il sole può cedere il passo rapidamente alla pioggia o alla grandine (e alla neve), anche in pochi minuti, con il “crollo” verticale delle temperature. Per cui portate con voi sempre un capo di abbigliamento impermeabile che possa proteggere dall’acqua. In questo percorso non ci sono posti dove potersi riparare, se non una volta arrivati al santuario della Madonna nera, e solo sotto gli archi dell’ingresso, in quanto è generalmente chiusa.
LE SCARPE.  Le caratteristiche del fondo del sentiero non richiedono l’uso di scarpe tecniche. Anche un buon paio da ginnastica possono andare bene. Evitate però scarpe aperte o scomode, visto i 17 km da percorrere.

  

L’ILLUMINAZIONE. Come sopra ricordato, il sentiero da percorrere è quasi tutto al coperto, per cui anche nel caso di belle giornate di sole, la luce viene filtra dalle foglie degli alberi. Ovviamente questo avviene nella bella stagione. Durante l’inverno invece il bosco si spoglia, per cui la copertura viene meno, ed i raggi del sole arrivano ovunque.

LA CREMA SOLARE. Nelle belle giornate di sole, in montagna, è sempre consigliato  proteggere la pelle con uno buona crema solare. Nel caso di specie però non è necessaria, proprio perché il percorso è quasi tutto al coperto, nel bosco.

 

ESCURSIONE A CAVALLO. E’ possibile percorrere l’intero sentiero a cavallo, arrivando fino al santuario.  Se lo possedete potete utilizzare il vostro, oppure rivolgersi al maneggio che si trova alle porte di Pescasseroli, e all’inizio del sentiero che porta al monte Tranquillo.   

LA BICICLETTA. Il sentiero può essere facilmente percorso in bicicletta, anche per quelle Mountain bike “meno tecniche” e professionali, grazie al fondo compatto e privo di ostacoli e pericoli. Meglio se si tratta di una con la pedalata assistita, visto che la salita è 8 km, con un dislivello di 450 mt circa. In discesa è tutto riposo. Considerata comunque la distanza, e l’assenza di rifugi durante il percorso, ed il fatto che si può camminare o pedalare per ore senza incontrare nessuno, il consiglio e quello di andare almeno in due. Così in caso di necessità per una ragione qualsiasi, non vi troverete soli. Purtroppo questa semplice regola di buon senso non sempre viene rispettata.
GLI ANIMALI. Durante il cammino potreste incontrare mucche e cavalli liberi al pascolo, senza recinto, anche sul sentiero. Sono animali mansueti ed abituati al contatto con l’uomo, ma evitate di avvicinarvi e di toccarli, soprattutto se con loro ci sono i piccoli. Possono diventare estremamente pericolosi.  
L’UMIDITA’. Come avviene per la temperatura, anche l’umidità è condizionata dalla stagione e dalla situazione metereologica nella quale effettuata la vostra escursione. In questo caso, essendo il tragitto quasi tutto al coperto, nel bosco, tale tasso di umidità potrebbe risultare elevato, soprattutto nel caso in cui durante la notte precedente sia piovuto. Il bosco infatti non si asciuga cosi rapidamente come avviene negli spazi aperti. Potreste quindi avvertire una certa “pesantezza” dell’aria durante la respirazione.
RADURE. Durante il percorso nel bosco, incontrerete alcune grandi radure. Si tratta di ampi spazi privi di alberi, con ampi prati. In una di queste e presente un
grande crocifisso.

I CROCIFISSI. Durante il tragitto noterete la presenza di alcuni crocifissi sul bordo del sentiero. Si tratta di una particolarità di questo percorso, dovuta proprio alla frequentazione di questi luoghi per raggiungere il Santuario della Madonna Nera. 

GLI ALBERI. I boschi che attraverserete sono composti principalmente composti di faggi molti vecchi. La presenza costante dell’ombra durante la stagione estiva, non consente però lo sviluppo di piante fiorite, se non nelle radure presenti sulla strada che seguirete. il consiglio comunque è quello di soffermarsi ad osservare alcuni magnifici esemplari gli alberi molto vecchi, ma in buona salute. alcuni di questi li troverete sui bordi del sentiero da percorrere, altri più nel folto del bosco.
LE ESCURSIONI ORGANIZZATE. Esiste anche la possibilità di partecipare anche organizzate da agenzie specializzate. Delle guide professionali vi accompagneranno alla scoperta di questo sentiero, e di altri nel parco. Dovete cercare in rete. A Pescasseroli è presente un centro specializzati. Per potere essere indirizzati facilmente, basta chiedere non uno dei tanti bar home negozi presenti nella zona centrale. Vi sapranno facilmente indirizzare. 
 
L’EDICOLA VOTIVA. Durante il traghitto, incotrerete anche un’edicola votiva, che si troverà alla vostra sinistra all’andata. E’ dedicata alla Madonna.
 
IL SANTUARIO DELLA MADONNA NERA. È considerato il “traguardo” di questa bella escursione tra i monti del Parco Nazionale d’Abruzzo. Ha una storia antica, in quanto le prime notizie sulla sua presenza, risalgono al XII secolo. Durante la secondaguerra mondiale fu gravemente danneggiato dai bombardamenti, e fu restaurata sul finire degli anni 50, grazie ai sacrifici personali ed economici della popolazione di Pescasseroli. L’immagine della Madonna Nera presente all’interno del Santuario è una copia del 1979, in quanto nello stesso anno, è stata trafugata, e non è mai stata ritrovata. Il Santuario è aperto solo durante i festeggiamenti in onore della Madonna. Per cui una volta arrivati, potrete osservarlo solo da fuori, e dentro, solo attraverso delle grate presenti sulla facciata dell’ingresso principale.
LA PROCESSIONE AL SANTUARIO. L’ultima domenica di luglio di ogni anno, viene organizzata una processione in onore della Madonna Nera. Si parte la mattina presto (alle 7.30) da Pescasseroli per giungere dopo molte ore di cammino, al Santuario. La statua della Madonna  portata a spalla. Durante il cammino i fedeli recitano preghiere ed il Rosario. Il ritorno e nel pomeriggio tardi. È ovviamente aperta a tutti coloro che vogliono partecipare.
IL PANORAMA – LA VISTA DAL SANTUARIO. Il santuario si trova in uno spazio aperto molto ampio. La posizione contente di poter godere di un bel panorama su alcuni boschi e montagne del Parco Nazionale d’Abruzzo.

LA NEVE. Nel Parco Nazionale d’Abruzzo la neve è un presenza costante, durante la stagione invernale. Questo sentiero, grazie alle sue caratteristiche, può essere percorso anche con la presenza della neve, con la giusta attrezzatura. E’ consigliato però affidarsi a guide esperte per evitare brutte soprese. Loro conoscono bene il territorio. La neve rendete certamente bello il paesaggio, ma nasconde anche eventuali insidie.

I CANI.IL percorso è adatto per gli amici a quattro zampe, ma non per quelli non
abituati a camminare poco, visti i 17 km da percorrere. Ricordate di portare con voi anche l’acqua per il vostro cane. Durante il percorso non sono visibili fontane o corsi d’acqua dove far bene il vostro animale. L’abbeveratoio che vedete nelle immagini, si trova all’inizio del sentiero, per cui i restanti altri 8 chilometri a piedi, prima di giungere al santuario, il rischio è quello che il vostro cane possa restare con la bocca asciutta.
ANIMALI PERICOLOSI. Nel Parco Nazionale d’Abruzzo sono presenti lupi, orsi e linci.  Non interagiscono con l’uomo e vederli non è molto facile.  È meglio però evitare di allontanarsi dal sentiero battuto. Eviterete brutti incontri. Ricordiamoci che questo è il loro ambiente e noi siamo gli ospiti.

I CERVI. Durante la camminata fate bene attenzione anche ai suoni che sentite. Se siete fortunati, e non fate rumore, potreste incontrate anche dei cervi o altri animali di questo tipo. L’immagine che segue, putroppo non molto nitida, si riferisce ad una femmina di cervo, con il suo piccolo, non ben visibile. 

LASCIATE DETTO DOVE ANDATE. Una buona regola da seguire , soprattutto quando si cammina in montagna, e quando si preferisce farlo da solo, e quello di lasciare detto dove si intende andare,  e a che ora presumibilmente si ritiene di tornare. Potete lasciarlo detto ad un amico, oppure direttamente alla reception degli alberghi o alle direzioni degli agriturismi. Potrebbe tornare utile in caso di necessità.
 

Per visionare gli altri appunti di viaggio dedicati ad un determinato argomento cliccare sulle categorie che interessano presenti sulla pagina. 
Per poterne visionare dai vostri smartphone, potete anche cliccare la “versione web” che si trova al termine del post. Vi apparirà come sul computer.
Potete cercare gli argomenti che vi interessano nell’apposito spazio “cerca”. Basta utilizzare una parola desiderata “chiave”. Se esiste si aprirà il post corrispondente. Ad esempio se digitate “rifugio”, o “orrido” o “chiesa” o “miniera” ecc., verranno visualizzati tutti i post che contengono questa parola. 
Nella parte finale di ogni post è presente la voce “TRADUTTORE”. Per scegliere la lingua desiderata (come nel caso vogliate mostrare il post ad una persone straniera che non parla la vostra), cliccate sul menù a tendina, dove la troverete. In pochi secondi il sistema provvederà alla traduzione.
Conservate il link o la pagina di questo appunto di viaggio. Potrebbe tornarvi utile nel caso in cui decideste di visitare questo luogo. Potrete condividerlo anche con un amico.
Se siete interessati agli appunti di viaggio, inserite la vostra email nell’apposita finestra “iscriviti alla newsletter” che si trova nella pagina, e vi arriveranno le novità del blog ad ogni nuova pubblicazione. L’iscrizione è gratuita. Vi verrà solo richiesto di confermare il vostro indirizzo di posta, per essere sicuri che siate stati proprio voi ad iscrivervi.
Nel caso in cui non doveste trovare l’email di conferma nella posta, controllate nella cartella spam. Se il link con fosse attivo, basta copiarlo nel barra di ricerca del vostro browser per e dare invio e apparirà un messaggio di conferma di avvenuta attivazione.

AI PROSSIMI APPUNTI DI VIAGGIO.

Di seguito i link delle pagine per visionare altri appunti di viaggio.

ITALIA – PAGINA GENERALE – CLICCARE QUI

ITALIA – SANTUARI – P.G. – CLICCARE QUI

REGIONE ABRUZZO – P.G. – CLICCARE QUI

 

BORGO ANTICO ITALIA, ITALIA, REGIONE DEL CENTRO ITALIA, REGIONE LAZIO, SANTUARIO ITALIA

ITALIA – REGIONE LAZIO: IL BORGO DI GRECCIO E L’EREMO DI SAN FRANCESCO

IL SANTURIO DI GRECCIO SULLA PARETE DI ROCCIA

STORIA DEL SANTUARIO. Il Santuario di Greccio, o anche Eremo di Greccio, fa parte dei quattro santuari edificati da San Francesco, nella zona conosciuta come la Valle Santa. Si trova ad una quota di circa 600 mt s.l.m. Sulla sua costruzione la storia ufficiale racconta che il luogo sia stato scelto direttamente da San Francesco attraverso il lancio di un tizzone di brace sulla parete di roccia, nell’anno 1224, dove attualmente sorge lo stesso santuario. Proprio in quella punto venne costruita la struttura originaria. Quella zona all’epoca era di proprietà feudale, di un certo Giovanni Velita, il quale autorizzò la costruzione. Questo episodio, sulla nascita del santuario, è raccontato in maniera molto chiara nella manifestazione relativa al presepe vivente, di cui troverete scritto in seguito.

DOVE SI TROVA – GOOGLE MAPS. Per raggiungere il Santuario potete utilizzare la mappa interattiva di qui di seguito di google maps. I vostri dispositivi diventeranno navigatori gps. Per fare la rotta cliccate sulla freccia azzurra nell’angolo a sinistra in alto della mappa.

 
 
IL METEO. Di seguito troverete un box meteo con le previsioni del tempo riferito al Borgo si Greccio su base settimanale. Questo vi consentirà di organizzare al meglio la vostro escursione con il tempo migliore.
 
 
 
ESTERNO SANTUARIO. Arrivando dalla Valle santa, e quindi dalla pianura rispetto la posizione in cui si trova greccio, troverete il santuario sulla vostra destra. La struttura si presenta, come chiaramente si vede dall’immagine all’inizio degli appunti di viaggio, in pratica aggrappata alla montagna. Una volta parcheggiato, per raggiungerlo dovete salire una scalinata. Non si tratta di una grande salita, ma può presentare qualche problema per bambini anziani, ed in genere persone che hanno problemi di deambulazione.

LA SCALINATA CHE PORTA AL SANTUARIO

Fatte queste rampe di scale, vi troverete su un ampio piazzale, anche se non grandissimo, dove sarà possibile entrare all’interno del Santuario o della chiesa stessa, anche per visitare la mostra dei presepi di cui si descrive in seguito. Come facile immaginare trattandosi di una struttura antica, l’edificio è tutto in pietra. L’impressione comunque è veramente particolare e sembra quasi un miracolo che possa restare così agganciato alla roccia. Il santuario, può essere raggiunto  anche da una diversa posizione, in pratica dall’alto. Il percorso da seguire è molto semplice o con la macchina o a piedi, percorrendo qualche centinaio di metri, troverete sulla vostra destra andando verso Greccio, una strada. Percorrete qualche decina di metri, e ritroverete in una zona dove si può parcheggiare la macchina o altri veicoli. È importante però evidenziare che, proprio a causa dell’ampio afflusso di persone, trovare un posto libero non è facile. Potete però lasciare il vostro mezzo sul ciglio della strada, proseguirà a piedi, e poi scendere da questa, per raggiungere il santuario dall’alto.

 
 
 
INGRESSO NEGOZIO RICORDI

L’AFFRESCO NELLA CAPPELLA.

 

Una volta entrati all’interno del santuario, subito alla sinistra noterete una zona di preghiera con una bella “Cappella del Presepio”. Per coloro che conoscono la Basilica di Assisi, sarà facile riconoscere la scena che vi dipinse Giotto. Si può notare, sul lato sinistro dello stesso affresco, San Francesco in ginocchio in adorazione del bambino, con la Madonna, mentre sul lato destro un sacerdote mentre celebra la messa. Tornando sempre sul lato sinistro, alle spalle di San Francesco in ginocchio è possibile vedere una serie di personaggi che partecipano a questo evento il primo, ovvero l’uomo che indossa una tunica rossa e, secondo la tradizione è Giovanni Velita, il nobile, come riportato sopra sul cui terreno, o per meglio dire sul cui fianco della montagna di sua proprietà è stato edificato lo stesso santuario, e che strinse con lo stesso Santo una profonda amicizia. La donna invece che si vede alla sinistra nello stesso Giovanni Velita è sua moglie, e indietro, alcune presenze che simboleggiano il popolo di Greccio che assiste all’evento.

 

LUOGO DI PREGHIERA DEI MONACI. Percorrendo l’interno del monastero, nella parte finale, prima dell’uscita, vi troverete in due ambienti collegati tra loro, che sono luoghi di preghiera dei monaci. Noterete la presenza di scranni in legno di colore scuro, alcuni affreschi e un altare.

 

 

LA CHIESA DEL SANTUARIO. Una volta salita la scala che porta al Santuario, sarete su un ampio piazzale. Sul lato sinistro è presente l’ingresso della chiesa annessa al santuario. Si tratta di una costruzione più recente rispetto a del Santuario voluto da San Francesco. Una volta entrati vi troverete in una ampio spazio con l’altare alla vostra destra.

 
 
 

 

LE CELLE DEI MONACI. Il monastero aperto alla visita dei turisti, non è di grandi dimensioni. Il percorso si snoda attraverso una serie di corridoi e di sale per giungere poi nei luoghi di preghiera riservati ai monaci. Una particolarità di questo convento sono le celle dei monaci. Normalmente e molti altri monasteri, sono strutture in pietra con delle piccole porte di legno. In questo caso invece in un ampio corridoio noterete la presenza di strutture in legno con delle porte. In pratica ogni singola stanza dei monaci è ricavata proprio utilizzando questo modo di suddividere gli ambienti. Le foto che seguono chiariscono bene di cosa si tratti.

 

 

GLI AFFRESCHI. All’interno del Santuario, durante il percorso, troverete alcuni affreschi a carattere religioso.

 
DOVE AQUISTARE I RICORDI. Se volete compare qualche souvenir, potete farlo nel negozio di ricordi che si trova proprio nel Santuario stesso, nei locali sotto il porticato, accanto all’ingresso per vedere la mostra dei presepi. Qui troverete oggetti religiosi, accessori per i presepi ed altro.
 
 
L’ORARIO MIGLIORE PER LA VISITA. Per poter visualizzare il santuario di Greccio ed il paese, è meglio scegliere la mattina per il primo pomeriggio, soprattutto se intendete farlo durante la stagione invernale. In particolare, durante il mese di dicembre, in cui l’afflusso al paese è molto alto, a causa sia della presenza dei mercatini di Natale che della rappresentazione sulla nascita del presepe ad opera di San francesco, il sole tramonto dietro la montagna intorno alle 16:30. La posizione del santuario,  che è normalmente la prima tappa della visita a Greccio, è tale per cui nel giro di pochi minuti passa dall’essere illuminato dal forte sole nelle giornate più belle, ad un ombra piuttosto marcata. Per cui il consiglio è quello di non attardarsi nelle visitare il santuario, perché praticamente dovresti trovare una situazione tale da non farvi godere appieno della bellezza di un simile luogo.

IL PANORAMA. Il santuario si affaccia sulla CONCA REATINA, come si vede bene dalla foto che segue.
 
 

IL PRESEPE VIVENTE. Una delle principali attrazioni a Greccio è il famoso “Presepe Vivente”. Si tratta di una vera rappresentazione teatrale all’aperto, sulla nascita del presepe ad opera di San Francesco. Non troverete un presepe animato, come da altri parti, ma la storia molto chiara proprio sulla genesi di questa antica tradizione. La leggenda vuole che durante una rievocazione, se la nascita del presepe, il bambinello, l’unico personaggio nella rappresentazione non vivente, prese improvvisamente vita, per poi tornare ad essere una icona inanimata. Per entrare si paga un biglietto, dal costo basso. Allo stesso e associata una LOTTERIA, che mette in palio bei premi. La durata complessiva è di circa un’ora. Assistere allo spettacolo seduti su degli spalti metallici con panche in legno. Una RACCOMANAZIONE IMPORTANTE è di vestirsi pesanti con abiti caldi. Il motivo è molto semplice. Lo spettacolo è all’aperto e nel mese di dicembre e gennaio. L’altezza è poi all’incirca di 600 metri s.m.

CALENDARIO RAPPRESENTAZIONI. Lo spettacolo viene effettuato secondo un calendario preciso stabilito di anno in anno. Per informazioni precise fate riferimento sempre al sito ufficiale del comune di Greccio.

 
TEMPERATURA ED UMIDITÀ. Come è logico che sia, la temperatura è l’umidità di questi luoghi, è fortemente condizionata sia dalla stagione in cui effettuare la visita, sia dalle condizioni metereologiche della giornata scelta. Nel caso in cui decidiate di andare a Greccio nel periodo invernale, soprattutto nel mese di dicembre, ricordate che qui con il clima non si scherza. Come già ricordato, la quota in cui si trova il santuario di circa 600 metri. Questo significa che nelle giornate più fredda la temperatura può essere anche molto vicino allo zero, e puo anche nevicare.
 

LA MOSTRA DEI PRESEPI AL SANTUARIO. Per coloro che amano i presepi, o per chi è semplicemente curioso, nel Santuario è presente una mostra, con dei bellissimi presepi. Si va da quelli più classici a quelli moderni o etnici. Si tratta di lavori di ottima fattura realizzati con grande cura. L’ambientazione è suggestiva, con queste “opere” valorizzate da una bella illuminazione. Inoltre la visita consente di vedere la chiesa dall’alto, dal ballatoio.

 
 
DISTANZA TRA IL SANTUARIO E GRECCIO. Il Santuario e il borgo di Greccio distano circa 3 km. In genere si vista prima il Santuario e poi il borgo. Potere quindi parcheggiare negli spazi presenti sotto il santuario e poi fare un passeggiata sulla strada che li collega, per raggiungere il borgo. Ricordate però che la strada non è illuminata, ed inverno il buio arriva abbastanza presto. Non ci sono marciapiedi e la strada è frequentata da pullman e auto. Per cui fate molta attenzione.
 
IL PARCHEGGIO. Bisogna considerare che Greccio e il suo Santuario sono mete turistiche molto richieste dai turisti, soprattutto nel fine settima, e nel periodo natalizio, grazie alle manifestazioni del “Presepe vivente” e dei “Mercatini di Natale”. Per questo parcheggiare i propri veicoli può presentare qualche difficoltà, proprio in queste giornate. In prossimità del Santuario troverete una serie di piazzole per lasciare le auto, potete amiche utilizzare della aree che si trovano ai bordi della strada che porta al paese. Se invece vi recate a Greccio, troverete dei veri e propri parcheggi. Anche in questo caso però potreste dover aspettare prima di poter lasciare l’auto.
 
AREA CAMPER. Per coloro che viaggiano usando il camper, è presente in prossimità del santuario un’area di sosta attrezzata.
 
RAGGIUNGERE GRECCIO CON IL PULMAN – VISITE ORGANIZZATE.
Per raggiungere Greccio e il suo Santuario è possibile anche utilizzare pullman turistici che vi porteranno comodamente in questi luoghi senza avere anche il problema del parcheggio. Per questo servizio fate riferimento direttamente ad una ricerca su internet o presso le agenzie di viaggio.
 
DOVE MANGIARE. Per fare uno spuntino o se amate andare al ristorante, non ci sono particolari problemi. Nel primo caso, in prossimità del Santuario troverete un bar e dei chioschi dove acquistare panini e dolci, come torroni, mandorle ecc. Se invece volete volete pranzare o cenare in modo completo, dovete recarvi al Greccio, dove sono presenti alcuni ristoranti che affacciano sulla piazza principale. In questo caso però è sempre il caso di prenotare, soprattutto che andate il sabato e la domenica. Tre inoltre, sempre nel borgo di Greccio, potrete mangiare acquistando prodotti locali tipici direttamente in alcune tensostrutture dove viene effettuata la vendita al dettaglio.
 
IL MUSEO INTERNAZIONALE DEL PRESEPE DI GRECCIO. Una meta da non mancare per tutti coloro che amano i presepe in tutte le sue forme, è certamente il Museo del Presepe di Greccio. Si tratta di una mostra espositiva con tanti presepi provenienti da tutto il mondo, di pregevole fattura, alcuni dei quali veramente originali. La mostra si snoda tra corridoi e sale. Per entrare di paga un biglietto con imposto basso. Si trova a ridosso del borgo, a circa cento metri dal centro. Gli orari di apertura sono dalle ore 10.00 alle 13.00 e 15.00 alle 17.00. Per ulteriori informazioni potete fare riferimento alla pagina ufficiale del comune di Greccio http://www.comune.greccio.it oppure contattare il numero 0746-740028 oppure l’email info@comune.greccio.it o museopresepi@comune.greccio.it.
Di seguito, oltre ad alcune immagini relative alla esposizione dei presepi, troverete la mappa di google maps per raggiungere il museo.

 

I MERCATINI DI NATALE. Nel periodo natalizio, nella piazza principale del paese, vengono allestite una serie di strutture in legno dove vengono esposti e messi in vendita prodotti tipici delle feste natalizie e della zona, oltre a prodotti alimentari. I chioschi sono posizionati in modo circolare, seguendo la forma della piazza centrale. Per conoscere con esattezza il calendario di apertura e chiusura dei mercatini, potete fare riferimento agli indirizzi utili, nella parte finale degli appunti di viaggio.

 

LA CHIESA DI SAN MICHELE ARCANGELO. Una volta entrati nel Borgo di greccio, non potrete non notare, arrivando nella piazza centrale dove si svolgono i mercatini di Natale durante l’inverno, la chiesa di San Michele arcangelo, o meglio conosciuta anche come la Collegiata di San Michele Arcangelo. Come si capisce bene, Questa chiesa parrocchiale è dedicata proprio a San Michele, e risale al XVI secolo appunto la caratteristica propria di questa struttura e di essere praticamente è una cosa unica con il castello. La Torre dello stesso Infatti è anche il campanile della chiesa. Una volta entrati all’interno noterete che la stessa è veramente ben tenuta, ed è ad una navata unica, con delle absidi laterali punto questa chiesa così come si vede oggi è più recente rispetto alla sua originaria costruzione, in quanto nel corso dei secoli è stata più volte oggetto di ricostruzione a causa della sua distruzione. Le cappelle laterali, sono dedicate da una parte alla Madonna immacolata, e dall’altra a Sant’Antonio da Padova.

 

NUMERI ED INDIRIZZI UTILI . Per tutte le informazioni visitare il sito ufficiale del Comune di Greccio. http://www.comune.greccio.ri.it/

Per visionare gli altri appunti di viaggio dedicati ad un determinato argomento cliccare sulle categorie che interessano presenti sulla pagina.
 
Potete cercare gli argomenti che vi interessano nell’apposito spazio “cerca”. Basta utilizzare una parola desiderata “chiave”. Se esiste si aprirà il post corrispondente. Ad esempio se digitate “rifugio”, o “orrido” o “chiesa” o “miniera” ecc.,verranno visualizzati tutti i post che contengono questa parola.
 
Nella parte finale di ogni post è presente la voce “TRADUTTORE”. Per scegliere la lingua desiderata (come nel caso vogliate mostrare il post ad una persone straniera che non parla la vostra), cliccate sul menù a tendina, dove la troverete. In pochi secondi il sistema provvederà alla traduzione.
 

Conservate il link o la pagina di questo appunto di viaggio. Potrebbe tornarvi utile nel caso in cui decideste di visitare questo luogo.

Se siete interessati agli appunti di viaggio, inserite la vostra email nell’apposita finestra “iscriviti alla newsletter” che si trova nella pagina, e vi arriveranno le novità del blog ad ogni nuova pubblicazione. L’iscrizione è gratuita. Vi verrà solo richiesto di confermare il vostro indirizzo di posta, per essere sicuri che siate stati proprio voi ad iscrivervi.

Nel caso in cui non doveste trovare l’email di conferma nella posta, controllate nella cartella spam. Se il link con fosse attivo, basta copiarlo nel barra di ricerca del vostro browser per e dare invio e apparirà un messaggio di conferma di avvenuta attivazione.

Per visionare altri altri appunti altri appuntiti viaggio cliccare sui link che seguono.

ITALIA – PAGINA GENERALE

 

ITALIA – REGIONE LAZIO – PAGINA GENERALE

 

ITALIA – SANTUARI – PAGINA GENERALE

ITALIA, REGIONE DEL CENTRO ITALIA, REGIONE LAZIO, SPIAGGIA ITALIA

ITALIA – LAZIO – SABAUDIA: LA SPIAGGIA DEL CIRCEO

La spiaggia di Sabaudia. Sullo sfondo il promontorio del Circeo
DOVE SI TROVA. Il tratto di mare preso in cosiderazione è quello compreso tra la città di Sabaudia e il promontorio del Circeo, per l’esattezza fino al canale romano di Torre Paola. Si tratta di circa 7 km di litoranea ed arenile. In pratica una volta superato il ponte che consente l’attraversamento delle grandi Lagune di acqua salmastra, lasciando se la città le spalle e guardando il mare, sulla sinistra. E’ possibile anche usufruire della spiaggia che si trova sul lato destro rispetto a quella descritta di seguito. Ha praticamente le stesse caratteristiche, ma l’arenile è leggermente più stretto e andando verso la città di Roma, cambia la sua conformazione.
Di seguito la mappa interattiva di Google Maps per utilizzare i vostri dispositivi come navigatori GPS.
BOX METEO. Di seguito il box meteo con le previsioni metro per 7 giorni con fasce orarie, con il riferimento con la data odierna, per programmare con tranquillità la vostra giornata al mare.
LA SPIAGGIA. E composta da sabbia con grana media e fine, di color marrone molto chiaro. E molto profonda, nel senso che la distanza tra le dune ed il bagnasciuga è notevole, come si vede nelle foto. .

GIOCHI DA SPIAGGIA. È il posto ideale per fare i tipici giochi da.spiaggia, come pallone, beach volley, sia fuori che dentro l’acqua, grazie sia alla profondità della spiaggia che al tipo di sabbia fine e soffice. Inoltre tra uno stabilimento e l’altro, ci sono anche ampi spazi vuoti nei quali è possibile giocare senza dare particolare fastidio a nessuno. Ovviamente in piena stagione estiva può diventare un po’ più complesso giocare liberamente, ma in genere ognuno trova spazio sufficiente per dedicarsi alle attività sportive preferite.

IL MARE. L’acqua è generlmente pulita e trasparente. Ovviamente dipende anche dal tempo e dalla.stagione. Nel periodo estivo però non ci sono particolari correnti, per cun farsi il bagno e piacevole.
TEMPERATURA DEL MARE. il fondale non è particolarmente profondo, è per avere l’acqua al collo, bisogna allontanarsi abbastanza dalla riva. Quindi, nelle giornate con poco vento, e con poche onde è poca corrente, l’acqua del mare può diventare molto calda. Farsi il bagno può diventare quindi estremamente piacevole. Ma se cercate l’acqua fresca, non ci sono problemi. Basta allontanarsi un po’ dalla riva per trovare refrigerio.
GLI STABILIMENTI BALNEARI. Il litorale vede la presenza di numerosi stabilimenti balneari. Si va da quelli più grandi e famosi, a quelli più piccoli e recenti. I prezzi per lettino obrellone e sdraio varia in base al tipo di stabilimento. Dutante la stagione estiva, e sopratutto durante il fine settimana e sempre bene informarsi per conoscere la disponibilità dei posti e prenotare. Potreste non trovare posto.
SPIAGGIA LIBERA. Per coloro i quali non volessero usare gli stabilimenti balneari presenti sul litorale, o nel caso in cui non dovreste trovare posto, allora potete utilizzare tranquillamente la spiaggia libera. Gli spazi dedicati sono molteplici, Grazie anche al fatto che il litorale è veramente molto lungo.
ACCESSO AL MARE. Per raggiungere il litorale, o per meglio dire proprio l’arenile, dovete necessariamente utilizzare i vari passaggi presenti tra le dune. Infatti, il piano stradale, ovvero la litoranea, è molto più in alto rispetto alla spiaggia e al mare. Per questa ragione, una volta trovato parcheggio, dovrete camminare per trovare uno dei tanti accessi. Si tratta di passaggi normalmente realizzati con passerelle in legno composte di gradini o passatoie.
PERSONE CON DIFFICOLTÀ MOTORIE. La spiaggia, e certamente molto adatta anche per coloro che hanno difficoltà di deambulazione o motorie in generale, grazie proprio alla presenza della sabbia morbida di ampi spazi, e di un facile accesso al mare. Il problema però si presenta proprio in relazione al raggiungimento dell’arenile stesso, in quanto nella parte centrale del litorale, tale accesso è consentito solo per mezzo delle passerelle in legno di cui sopra. Complice il sole il caldo, e la ripida pendenza, salire e scendere per queste passerelle può diventare molto difficoltoso. A tale proposito, si consiglia quindi di scegliere la parte della spiaggia che si trova ho molte in prossimità della città di Sabaudia, oppure nella parte molto vicina al promontorio del circeo. Qui infatti l’accesso al mare è molto più semplice, in quanto la strada è praticamente a livello degli stabilimenti balneari.
BAMBINI. la spiaggia è molto adatta per i bambini. La sabbia e fine, per cui per i più piccoli portate palette e secchielli. Il mare, nella parte iniziale non è profondo per cui possono fare il bagno senza particolari problemi.
IL PARCHEGGIO. Potite lasciare i vostri veicoli sia sul ciglio della strada litoranea che nei parcheggi privati. Nel primo caso su tratta prevalentemente di parcheggi blu, con pagamento con ticket. Nel secondo di soste on aree coperte con un costo giornaliero. È necessario arrivare presto. Nel fine settima della stagione estiva potreste non trovare parcheggio. Per le aree di sosta privata potete telefonare per prenotare la sosta, ai numeri che troverete sul web.
CONTROLLI POLIZIA LOCALE. Si raccomanda di non lasciare l’auto fuori dagli spazi consentiti. Potreste rischiare una contravvenzione. I controlli sono molto puntuali. Evitate di non pagare la soste nelle zone blu. Anche in questo caso l’attenzione e massima.
DOVE MANGIARE. Per mangiare, non ci sono particolari problemi. Come sopra riportato, lungo il litorale tra Sabaudia e il promontorio del circeo, sono presenti numerosi stabilimenti, La maggior parte dei quali dotati sia di bar che di ristorante. Qui potrete acquistare dal gelato ad un pasto completo, seduti comodamente con la bella vista del mare di fronte a voi. E’ anche possibile usufruire dei servizi igienici.
LE VILLE.
Una caratteristica di questa spiaggia, è quella di vedere che tra le dune che separano l’arenile dalla strada litoranea, sono presenti molte ville. Oltre ad essere molto grandi, ed ovviamente di notevole valore economico, sono note per appartenere a personaggi del mondo dello spettacolo e della finanza. Quella che si vede di seguito, è probabilmente la più famosa di tutte queste ville, ed è conosciuta con il nome di Villa volpe. Ciò che colpisce è la forma inconfondibile, molto simile ad un tempio dell’antica Roma.
Per visionare gli altri appunti di viaggio cliccare sulle categorie che interessano presenti sulla pagina.
Potete cercare gli argomenti che vi interessano nell’apposito spazio “cerca”.
Conservate il link o la pagina di questo appunto di viaggio. Potrebbe tornarvi utile nel caso in cui decideste di visitare la città di Roma.
Se siete interessati agli appunti di viaggio, inserite la vostra email nell’apposita finestra “iscriviti alla newsletter” che si trova nella pagina, e vi arriveranno le novità del blog ad ogni nuova pubblicazione. L’iscrizione è gratuita. Vi verrà solo richiesto di confermare il vostro indirizzo di posta, per essere sicuri che siate stati proprio voi ad iscrivervi. Se l’email non vi dovesse arrivare, controllate anche negli spam.

ITALIA – LE SPIAGGE – PAGINA GENERALE

BORGO ANTICO ITALIA, ITALIA, REGIONE LAZIO

ITALIA – LAZIO: CIVITA DI BAGNOREGIO – A.D.V.

CIVITA DI BAGNOREGIO

DOVE SI TROVA. Il borgo si trova nel centro Italia, in provincia della città di Viterbo, ed è una frazione della cittadina di Bagnoregio

GOOGLE MAPS

UN PO’ DI STORIA. Il borgo ha una storia molto antiche che risale ad oltre 2.500 anni. È stata abitata sia dagli Etruschi che dai Romani, che sono intervenuti nel tempo nel tentativo di risolvere il problema dello sfaldamento della collina su cui si trova. Nel tempo poi ha subito un progressivo abbandono, in ragione del rischio del crollo. Inoltre è stato colpito nei secoli da vari terremoti, che ne hanno certamente minato la stabilità. Attualmente il borgo ha una vocazione prettamente turistica, e si studiano sistemi per mantenere integre le rocce sui cui è stata edificata.

Di seguito il meteo per programmare al meglio la vostra passeggiata, calcolata a sette giorni orari del giorno. 

 

IL PONTE.

Il paese è di fatto isolato dalla normale circolazione stradale. Per poterlo raggiungere è necessario percorrere un ponte in ferro e cemento, percorribile a piedi, con lo scooter e con speciali mezzi appositi. Si tratta di quod delle Forze dell’ordine, della croce rosse, o per il trasporto di merci o altro. Non è assolutamente possibile utilizzare la propria autovettura, che deve essere lasciata nella zona parcheggio. I veicoli che entrano all’interno di Civita hanno tutti una specifica autorizzazione.

INGRESSO AL BORGO.

INGRESSO CIVITA DI BAGNOREGGIO
L’ingresso principale al Borgo

IL PANORAMA.

Uno degli elementi principali che giustifica una visita al Borgo, non sono solo le sue costruzioni, ma il magnifico panorama che di cui si può godere. Anzi per essere più precisi di deve parlare di “panorami”. Il primo è quello del borgo in sé, chi può vedere in tutta la sua bellezza dalla “terrazza panoramica”. Il secondo è quello invece di quello che si può osservare una volta giunti dentro il borgo.

P1

La “terrazza panoramica” si trova subito dopo la spiazzo che da accesso alle scale che vi portano poi alla biglietteria e poi al ponte di collegamento. Si tratta di un passaggio obbligato, in quanto è il luogo da cui si può ammirare tutto il borgo nella sua bellezza e soprattutto per intero.

L’Altro panorama è invece quello a 360 gradi che si può osservare dalla mura che girano introno al borgo stesso. Alcuni vicoli infatti non hanno sbocco, e terminano come puniti di osservazione per vedere le bellezze intorno.

IL PARCHEGGIO. Non è possibile parcheggiare all’interno del borgo, per cui è necessario lasciare i vostri veicoli molto prima della vostra meta. Si può parcheggiare nel paese Bagnoregio di oppure in alcune aree che si trovano in prossimità della zona da cui poi si deve proseguire a piedi. I parcheggi sono tutti a pagamento, salvo che in alcuni posti distanti dall’inizio del ponte che porta a Civita di Bagnoregio. Il costo non è certamente a buon mercato, e per evitare di trovarsi “scoperti” con il pagamento, la formula migliore è quella dell’intera giornata. Infatti 5 ore di sosta costano come le 24 ore.

Il parcheggio antistante il belvedere si Civita di Bagnoregio

LE SCALE. Per passare dal belvedere che consente di osservare il borgo, e per raggiungere l’abitato, prima di attraversare il ponte, è necessario scendere una scalinata. Si tratta di una scale ben costruita.

20180426_141552

LA BIGLIETTERIA. Per accedere alla cittadina si deve pagare un biglietto. Di fatto pur essendo un comune a tutti gli effetti, siamo in presenza di un’attrazione turistica di primo piano.

20180426_143845

I RESIDENTI. Il borgo è molto frequentato di giorno da turisti e dai gestori e dal personale delle varie attività e solo da alcuni residenti stanziali tutto l’anno.

IL BORGO. È in ottime condizioni di manutenzione, nonostante i secoli che “porta sulle spalle” ed il costante pericolo di crollo delle rocce su cui è stato costruito. La passeggiata si snoda tra le stradine e vicoli e la piazza principale e la bella Chiesa di San Donato.

F1
Antico Palazzo del Comune

PALIO DELLA TONNA.

20180426_164643

Piazza centrale di Civita di Bagnoregio

Un appuntamento interessante è quello celebrato presso la piazza principale del borgo. Si tratta del “Palio della Tonna”, ovvero di una corsa di asini con fantino. La corsa ha origini antiche, e nasce dalla volontà di “celebrare” questi animali, principale mezzo di trasporto per persone e cose per raggiungere il centro abitato, prima della costruzione del ponte in ferro e cemento e dell’arrivo dei mezzi a motore. Questi animali erano capaci di salire tra i sentieri che portavano fino a Civita. Per questa ragione, come sopra ricordato, la piazza è in terra battuta, proprio per consentire questo tipo di gara. La gara in se vede l’obbligo di compiere tre giri della piazza stessa, girando in tondo, da cui deriva, dal dialetto locale il temine “tonna”. Gli asini come è noto sono animali testardi e non propri adatti a questo tipo di competizioni, per cui i fantini devono adoperarsi non poco per farli correre ed arrivare in fondo al traguardo. Come in tutte le gare, al vincitore viene assegnato un premio, che consiste in uno stendardo, il “Palio”, che con effige del Santo Patrono.

F2
Edificio che si trova i prossimità della piazza principale

I CALANCHI

p1

Affacciandovi dai punti panoramici del borgo, non potrete non notare un vero spettacolo della natura, che non si incontra tutti i giorni. Si tratta dei “Calanchi”, ovvero di rocce sedimentarie scavate, nel corso dei secoli, dalle piogge. Sono composti di argille sedentarie che formavano il fondale di antichi oceani milioni di anni fa. La peculiarità è quella di essere ben visibili grazie al loro colore quasi bianco, che diventa molto acceso, soprattutto nelle tarde ore del pomeriggio. Si può notare che in parte sono coperti da vegetazione tipica di questi luoghi, che contribuisce a ridurre e rallentare il fenomeno erosivo, ma non a bloccarlo.

I FIANCHI DEL BORGO.

20180426_144547

Civita di Bagnoregio è di fatto appoggiate su un grande sperone di roccia. Si vede benissimo da lontano, e si percepisce ancora meglio quando vi avvicinate all’ingresso del borgo. Le pareti di roccia sono quasi verticali con una evidente conformazione a strati, tipiche delle rocce sedimentarie.

FOTO DIVERTENTI CIVITA TRA DUE DITA. Civita di Bagnoregio, si presta Certamente alle fotografie. Non appena la vedrete, e ci passeggere te dentro, non potrete non effettuare tante fotografie, vista l’originalità del posto. Tra le foto che si possono fare, un classico, è quella di Civita di Bagnoregio chiusa tra due dita. Grazie al gioco di prospettiva che dovuto la distanza che intercorre tra la terrazza panoramica ed il borgo stesso, è possibile allargando indice e pollice stringere tra queste dita l’intero borgo. Ovviamente si tratta di una illusione ottica, Ma come avviene in tanti altri posti del mondo, Questa è una foto che certamente non potrà mancare al vostro album di ricordi.

IL GIARDINO DEL POETA.

P1

Un luogo da visitare all’interno del Borgo e certamente il giardino segreto. Si trova verso la fine del paese stesso, praticamente all’opposto della porta principale di ingresso. Si tratta di una area privata, che è in effetti una bellissima terrazza sulla valle dei calanchi. L’ingresso è libero, ed i proprietari molto simpatici, effettuano la vendita di prodotti tipici della zona e di manufatti. Nel giardino sono presenti molti fiori, e soprattutto all’ingresso un grande glicine, che nel periodo della fioritura è un vero spettacolo per gli occhi punto nel giardino avete la possibilità di fare una passeggiata, anche se l’aria non è molto grande, e salendo nella parte superiore, anche di fare delle foto molto suggestive con i Calanchi alle vostre spalle. Andando via, anche se non è obbligatorio, potrete fare un salto nel piccolo negozio messo a disposizione dei visitatori, per poter acquistare qualcosa come ricordo.

LA CHIESA DI SAN DONATO CIVITA .

Da non mancare è la visita alla chiesa di San Donato Civita. Non potete non vederla, in quanto si trova nella piazza principale, di fronte all’antico palazzo del comune del borgo.

F1-2.jpg
La Chiesa di San Donato Civita

L’aspetto e semplice, ma ben conservata. La pianta è a tre navate con una facciata di tipo rinascimentale. La torre campanaria ha invece una pianta a base quadrata. Anche l’interno è altrettanto semplice, ma molto interessante. Al suo interno coesistono più stili e sono presenti reliquie interessanti. Nella navata centrale e presente l’altare, mentre nella navata di destra è si trovano le spoglie di San Ildebrando, mentre in quella di sinistra quelle di Santa Agata.

f1

Per quanto riguarda il Santo, si racconta che alla sua morte ci furono due resurrezione di persone morte da poco. Di particolare pregio e il crocifisso che si trova sopra le spoglie del Santo.

20180426_150148
Il crocifisso ligneo con le spoglie di San Ildebrando

20180426_152021

È attribuito alla scuola di Donatello è in legno e ha due particolarità. La prima è quella di avere l’espressione del volto che cambia in base alla posizione dalla quale si osserva, come si vede dalle immagini che seguono. La seconda è quella di aver le braccia removibili, che ne consente più facilmente lo spostamento dalla chissà per essere portato in processione . Molto importante e l’affresco della Madonna con il bambino. La storia racconta che Civita di Bagnoregio nel 1700 circa, fu Colpita da un grave devastante terremoto.

20180426_151205

L’affresco della Madonna era stato nascosto precedentemente a seguito di una modifica dell’interno della Chiesa in stile barocco durante il terremoto la copertura che nascondeva l’affresco cadde e la Madonna Si scoprì completamente. Non appena l’immagine può nuovamente visibile il terremoto si fermò immediatamente e Civita di Bagnoregio venne risparmiata dalla distruzione. Da notare, e anche la fonte battesimale che si vede entrando sulla sinistra della chiesa, proprio accanto alla porta d’ingresso principale. Risale al cinquecento, ed è quindi molto antica ed è veramente un pezzo di pregio, soprattutto per gli intenditori.

20180426_150252
Organo a canne nella navata laterale destra

20180426_151312
Fonte battesimale del 500 all’ingresso della Chiesa – lato sinistro

LE MADONNE IN CERAMICA.

20180426_164319

Come sopra rappresentato, gli abitanti del borgo, fin dai tempi passati sono sempre stati molto devoti alla madonna, in quanto ritenuta colei che ha impedito nel 1700 circa, la distruzione di Civita di Bagnoregio. Per questa ragione molto probabilmente, è invalsa la tradizione, di mettere sparsa nei vari punti della cittadina, ed in particolare Accanto agli ingressi delle case, delle effige della Madonna in ceramica smaltata. Non si tratta di opere di particolare pregio, e dimensioni, ma sono comunque molto belle, e si notano subito, in quanto i colori sgargianti, risaltano sul fondo di color marrone delle costruzioni. Per questa ragione, qualora lo vogliate, alcuni negozi presente all’interno del Borgo ne vendono riprodotte da maestri ceramisti. Noterete inoltre che sono tutti manufatti recenti, in quanto quelle originali sono state tutte rubate quando il borgo era stato completamente abbandonato, prima del suo recupero.

DOVE MANGIARE. Per mangiare, avete le seguenti soluzioni. La prima, la più semplice ed agevole, è quella di portarsi qualcosa da casa, da consumare Ovviamente con molta discrezione, direttamente all’interno del borgo, Magari godendosi il magnifico panorama, e gettando tutti quanti i rifiuti dentro gli appositi contenitori. Un’altra soluzione, è quella di comprare qualcosa direttamente in alcuni bar o piccoli alimentari presenti all’interno dello stesso borgo. Si tratta di una soluzione economica, che non vi obbligherà ovviamente a portargli nulla dietro con voi. Altra soluzione, ovviamente più costosa, è quella di andare direttamente al ristorante. Se decidete per l’ultima soluzione, Ricordatevi sempre che Civita di Bagnoregio è molto apprezzata come metà turistica, soprattutto durante il fine settimana. Per cui nel caso in cui vogliate sedervi al ristorante, per gustare gli ottimi piatti della cucina locale, allora conviene comunque contattare direttamente le trattorie e ristoranti.

20180426_150439

ANZIANI E DIVERSAMENTE ABILI. Per quanto riguarda le persone diversamente abili, quelle anziane con difficoltà di deambulazione, e tutti coloro che hanno comunque problemi di salute, bisogna sempre Ricordarsi che per arrivare al Borgo è necessario percorrere un tratto di strada a piedi dal parcheggio fino al ponte, e poi dal ponte fino al Borgo stesso. Esiste comunque un servizio di trasporto che viene effettuato attraverso mezzi appositi, proprio in ausilio per coloro che hanno questo tipo di problemi. In questo caso comunque è necessario informarsi direttamente presso da inserire. Ricordatevi comunque che una volta giunti al borgo, nel cui interno non ci si può spostare a piedi, bisognerà comunque affrontare delle salite e delle discese. Nulla di particolarmente impegnativo, ma bisogna sempre valutare con attenzione le proprie condizioni fisiche Comunque il borgo non è molto grande, per cui, salvo casi particolari, non ci sono vere e proprie emergenze da dover affrontare.

CHIESA DELLA MODONNA IN CARCERE.

Dopo aver attraversato il paese, e raggiunto la zona dove si trova il “Giardino del Poeta”, basca continuare a scendere per pochi metri per trovarsi sotto uno dei fianchi del borgo. Qui si trova una chiesa molto particolare chiamata della “Madonna delle Carceri”. E’ veramente unica nel suo genere. Di fatto è una piccola caverna, chiusa con una grata al cui interno si trova un piccolo altare. Il luogo, prima di essere adibito alla sua funzione attuale, è stato quello di abitazione e stalla. Ha origini etrusche e doveva essere anticamente una tomba. Se guardate attraverso le sbarre di ferro, sulla sinistra, potrete vedere bene sul pavimento i resti di antiche sepolture scavate nella pietra.

BAMBINI. La passeggiata è adatta ai bambini. Il posto è bello, l’aria è pulita, e per loro e certamente un luogo molto divertente. L’aspetto antico, i veicoli dell’intero borgo, nonché anche la posizione particolare in cui si trova, costituisce Certamente Un attrattiva irresistibile. Non ci sono pericoli particolari cui possono andare incontro, ma comunque è bene controllare quelli più indisciplinati, quando si avvicinano ai muri perimetrali della cittadina.

CANI Se volete portare con voi i vostri amici a 4 zampe, Potete farlo tranquillamente. non esistono divieti specifiche al transito degli animali punto ovviamente come sempre, ricordatevi di rispettare tutte le norme igieniche atte ad evitare che gli stessi sporchino.

IL MONITORAGGIO DEGLI SPOSTAMENTI DEL BORGO. Come è stato rappresentato in precedenza, Civita di Bagnoregio è sottoposto ad un lento, ma inesorabile crollo. per verificare effettivamente le condizioni degli spostamenti del terreno, vengono utilizzati una serie di strumenti di misurazione, tra cui uno visibile è una parte dello stesso paese. Trovarlo non è difficile punto Si tratta di una sorta di sbarra graduata con un misuratore che consente di verificare lo sfaldamento del terreno. Come si vede chiaramente nella foto che segue.

RICORDI E REGALI. Civita di Bagnoregio è un borgo a vocazione prettamente turistica. Intorno alla piazza principale, troverete una serie di esercizi commerciali, dove potrete acquistare oggetti e manufatti attinenti a questo bel posto. Potrebbe anche acquistare generi alimentari, come se formaggi, particolarmente buoni. Potete anche fare acquisti nei negozi che vendono questo genere di articoli che si trova direttamente nella zona antistante la terrazza da cui si vede Civita di Bagnoregio nella sua interezza.

Negozi di ricordi e regali

Di seguito troverete, in formato “slides” altre fotografie oltre quelle inserite direttamente in questo appunto di viaggio. Ciò vi consentirà di conoscere questo luogo in modo più approfondito. Lo scorrimento è automatico, cliccando sulle due frecce laterali, sarete voi a cambiare le immagini. Potete anche mettere in pausa lo scorrimento delle fotografie. Buona visione .

RACCOLTA FOTO DEL BORGO

Questo slideshow richiede JavaScript.

RACCOLTA FOTO SUI “CALANCHI”

Questo slideshow richiede JavaScript.

RACCOLTA FOTO “CHIESA DI SAN DONATO CIVITA

Questo slideshow richiede JavaScript.

RACCOLTA FOTO “FIANCHI DEL BORGO”

Questo slideshow richiede JavaScript.

Per visionare gli altri appunti di viaggio cliccare sui link qui seguito, oppure sulle categorie che interessano indicate in alto, subito sotto la fotografia principale.

ITALIA – PAGINA GENERALE

ITALIA – LAZIO – PAGINA GENERALE

Conservate il link o la pagina di questo appunto di viaggio. Potrebbe tornarvi utile nel caso in cui decideste di visitare il borgo di Civita di Bagnoregio.

Se siete interessati agli appunti di viaggio, inserite la vostra email nell’apposita finestra “iscriviti alla newsletter” che si trova nella pagina, e vi arriveranno le novità del blog ad ogni nuova pubblicazione. L’iscrizione è gratuita. Vi verrà solo richiesto di confermare il vostro indirizzo di posta, per essere sicuri che siate stati proprio voi ad iscrivervi.

Ai prossimi appunti di viaggio.

CITTA' DI ROMA, ITALIA, REGIONE LAZIO

ITALIA – LAZIO – ROMA: IL GIARDINO DEGLI ARANCI – A.D.V.

IL GIARDINO.

20180424_173712

Si sviluppa su una superficie piana, con due ingressi. Uno sul piano stradale che affaccia su piazza Pietro D’Illiria, dove si trovano la Chiesa di Santa Sabina, e la Fontana del Mascherone. L’altro invece tramite i due accessi pedonali che partono dal Lungotevere Aventino. L’area verde è bel curata, e vede la presenza di viali e prato recintato. In quest’ultima sono presenti le piante di arancio. In queste aree non bisognerebbe entrare, a tutela del prato e delle piante, ma i cartelli di divieto ben visibili non scoraggiano i più maleducati a stendersi sul prato, a mangiarci e bere.

OTTIMO PUNTO DI VISTA SU ROMA. La città di Roma è costruita su sette colli. I punti buoni per vederla dall’alto non sono molti. I più belli e conosciuti sono Monte Mario, il Gianicolo, la Terrazza del Pincio, e il Giardino degli Aranci sul Colle Aventino. Quest’ultimo è certamente uno dei migliori, sia per l’altezza che per la posizione, molto vicina alla zona del centro.

COME ARRIVARE. Per raggiungere il giardino degli Aranci, e per vedere le altre attrazioni li vicino, esistono due modi. Il primo utilizzando una serie di strade, che vi consentiranno di utilizzare i vostri veicoli, o a piedi. Il secondo esclusivamente a piedi, salendo per due scalinate che si trovano sul lungotevere Aventino.

20180424_171947
Salita pedonale al Giardino degli Aranci dal Lungotevere Aventino

Di seguito le mappa interattiva che vi consentirà di raggiungere il giardino utilizzando i vostri dispositivi come navigatori GPS. Per la salita a piedi gli ingressi sono presenti alla base della terrazza panoramica.

20180424_172410
Una delle due salite pedonali al Giardino degli Aranci dal Lungotevere Aventino

IL PARCHEGGIO. Se utilizzate un veicolo (auto – moto o altro), per raggiungere il giardino, in prossimità dello stesso troverete i parcheggi. La maggior parte però sono “blu” ovvero a pagamento con sosta oraria. Per le moto e per gli scooter ci sono parcheggi appositi non a pagamento. Non lasciate i mezzi in posti improbabili. La zona è sempre ben controllata dalla Polizia Locale di Roma Capitale.

Alcuni passaggi del sentiero pedonale che porta al Giardino degli Aranci

IN BICICLETTA. Per arrivare in “cima” potete utilizzare la bicicletta, anche a noleggio. Bisogna però ricordarsi che la strada è in salita. Non si tratta certo di una “scalata” ma se non siete allenati, potreste avere qualche difficoltà.

20180424_190640
Una delle strade che portano al Giardino degli Aranci

UN PO’ DI STORIA. Si tratta un’area costruita su quella che resta di una antica fortezza appartenuta alla famiglia Savelli, nel 1200 circa, su precedente castello appartenuto alla famiglia Crescenti. Il giardino è stato realizzato negli anni 30 del 1900. In realtà il Giardino degli Aranci porta il loro nome del Savelli, appunto il Parco Savello.

20180424_172200

20180424_172320
Il Giardino degli Aranci visto dalla salita pedonale dal Lungotevere Aventino

DIVERSAMENTE ABILI. Per i diversamente abili con difficoltà di deambulazione non ci sono problemi di accesso al giardino. Si consiglia però di utilizzare la strada per raggiungere l’ingresso del giardino, in quanto la strada pedonale che, come sopra rappresentato porta da Lungotevere Aventino fino al giardino stesso, non è certamente adatta a chi ha problemi nel camminare, essendo presenti molti gradini, e nessun sistema di ausilio

LE MURA DEL GIARDINO

20180424_174246
Uno dei lati del giardino

Passeggiando per il giardino si nota subito che è chiuso su tre lati e aperto solo su quello della terrazza. Il motivo sta nel fatto che prima della creazione del giardino, lo spazio era era dedicato ad orto da parte dei monaci Domenicani, di cui non è rimasta traccia.

20180424_19033420180424_190412

20180424_190419
Lati esterni al Giardino degli Aranci

LA TERRAZZA

20180424_173837

È una delle parti più importanti del giardino, in quanto consente di osservare Roma dall’alto. Si tratta un punto di osservazione privilegiato, tra i più belli della città eterna. Le foto che seguono non lasciano dubbi. La vista è comunque ottima non sono dalla terrazza, ma anche dal lato del giardino da cui questa si affaccia. In particolare si possono vedere la Cupola di San Pietro, la Sinagoga, la due cupole della chiesa di Santa Maria in Montesanto e Santa Maria dei Miracoli in Piazza del Popolo e l’Altare della Patria.

20180424_173134
L’Altare della Patria

Le chiese Gemelle La Sinagoga

20180424_172855

La Cupola di San Pietro

QUANDO VISITARE IL GIARDINO.

L’area verde e praticamente aperta in tutti mesi dell’anno, per cui si può scegliere di visitarlo quando si vuole. Il consiglio però è quello di farlo nel mese di aprile, quando i fiori di arancio sono aperti, ed il loro profumo è veramente inebriante

20180424_174343
Il cancello d’ingresso dalla Piazza di Pietro d’Illiria

IL TRAMONTO. Se aspettate l’ora del tramonto, potrete vedere la città sotto una luce particolare.

20180424_174510
La fontana del Mascherone accanto alla porta d’ingresso al Giardino degli Aranci

COSA VEDERE INTORNO. Se avete tempo (se non lo avete trovatelo), una volta finita la passeggiata al giardino, uscendo dal cancello d’ingresso che da su Piazza Pietro D’Illiria avrete la possibilità di visitate alcune tra le più belle chiese di Roma. Si tratta di Santa Sabina, di San Alessio e di San Anselmo, che si trovano proprio nelle immediate vicinanze del giardino, e tutte a poca distanza l’una dall’altra. Non potete poi mancare la vista alla Porta dei Cavalieri di Malta, dal cui buco della serratura è possibile vedere distintamente la Cupola di San Pietro. Armatevi di pazienza, in quanto in genere c’è sempre una bella fila di persone che vogliono provare questa esperienza.

Il buco nella serratura nella porta dei Cavalieri di Malta

Il giardino si trova in una zona centrale di Roma dal punto di vista storico. A poco centinaia di metri si trova il Circo Massimo, il Colle Paladino ed Roseto Comunale. Allontanandosi un po’ si possono raggiungere le Terme di Caracalla ed il Colosseo.

Per visionare gli altri appunti di viaggio cliccare sui link qui seguito, oppure sulle categorie che interessano indicate in alto, subito sotto la fotografia principale.

Conservate il link o la pagina di questo appunto di viaggio. Potrebbe tornarvi utile nel caso in cui decideste di visitare la città di Roma.

Se siete interessati agli appunti di viaggio, inserite la vostra email nell’apposita finestra “iscriviti alla newsletter” che si trova nella pagina, e vi arriveranno le novità del blog ad ogni nuova pubblicazione. L’iscrizione è gratuita. Vi verrà solo richiesto di confermare il vostro indirizzo di posta, per essere sicuri che siate stati proprio voi ad iscrivervi.

ITALIA – LAZIO – PAGINA GENERALE

ITALIA – LAZIO – ROMA – LA CITTA’ ETERNA – PAGINA GENERALE

ITALIA – PAGINA GENERALE

ITALIA, REGIONE LAZIO, SANTUARIO ITALIA, SANTUARIO MARIANO, Senza categoria

ITALIA – LAZIO – SANTUARIO DELLA MADONNA DELLA MENTORELLA

DOVE SI TROVA. Il Santuario si trova nell’Italia centrale, nella regione Lazio, in proprossimità dei pasi di Capranica Prenestina, Ciciciliano, Cerreto Laziale e Poli, e distamte circa 23 km da Tivoli e 53 km da Roma. E’ sulle pendici del monte Guadagnolo a circa 1.018 mt di altezza, e la sua parte a strapiombo, si affaccia sulla Valle del Giovenzano.

LA NATURA. Il santuario della Mentorella, oltre ad essere molto apprezzato in quanto importante luogo di preghiera e, come sopra anticipato tra più importanti santuari mariani, è anche un luogo molto conosciuto per la bellezza della natura che lo circonda. Come sopra detto, si trova arroccato sopra uno sperone di roccia, che affaccia su una profonda Vallata che guarda verso l’abruzzo, mentre per quanto riguarda l’arrivo, la strada da percorrere è circondata da tutta una serie di Prati e dei boschi.

20180325_132258

SCEGLIERE LA GIORNATA GIUSTA. È importante scegliere la giornata migliore dal punto di vista climatico, con il tempo bello, o almeno discreto. Infatti non si tratta solo di visitare il Santuario, ma un luogo dove la natura è protagonista. Di seguito troverete il box meteo con le previsioni del tempo a sette giorni con fasce orarie. Molto utili.

 

PRATI ED ALBERI. 

20180325_13072220180325_131752

LA NEVE. Durante la stagione invernale, complice l’altezza, che si ricorda essere a circa 1200 mt sul livello del mare, è facile che si possa incontrare la neve punto. In questa zona, può nevicare anche molto forte, e diventare molto alta. Per tale motivo, quando decidete di andare a visitare il Santuario, ricordatevi sempre di controllare bene le condizioni meteo, in quanto potreste trovare la brutta sorpresa di non poter passare a causa della neve. Comunque portate sempre con voi in macchina le catene. Se invece decidete di andare con un mezzo a due ruote, la raccomandazione diventa ancora più importante, in quanto il fondo stradale potrebbe essere reso molto scivoloso e di conseguenza pericoloso non solo dalla neve, ma anche da ghiaccio.

IL PANORAMA. Una delle caratteristiche del Santuario della Mentorella, è quella del panorama. La sua posizione particolare, che come anticipato si trova sopra uno sperone di roccia, offre una visuale unica. Una volta saliti sulla Scala Santa, per raggiungere la parte più alta del Santuario, vi troverete di fronte ad un vero spettacolo. Tanto per cominciare, il santuario, proprio per il fatto di trovarsi su uno sperone di roccia, ha ai propri piedi un grande strapiombo. Da qui è possibile vedere una immensa vallata, è di fronte a voi la catena degli Appennini.

20180325_144705
Il panorama che si vede dal Santuario

UN PO’ DI STORIAIl Santuario ha una storia molto antica. Non si conoscono bene le origini della sua nascita. Seconda la tradizione è stata edificato dove avrebbe avuto luogo la conversione di San Eustachio, un ufficiale dell’esercito romano di nome Placido, sotto l’Imperatore Traiano, al quale durante una caccia al cervo apparve Cristo, che gli chiese di abbracciare al fede cristiana. Il Santuario passo sotto i Benedettini, per poi venire lentamente dimenticato, per essere poi essere abbandonato per molto tempo. La rinascita del Santuario avviene grazie ai Gesuiti,  ed in particolare a padre Athanasius Kircher,  il quale molto devoto alla Madonna, non risparmio’ risorse per la ricostruzione  della chiesa e dell’annesso convento, oltre tutta una serie di interventi importanti. Il Santuario è attualmente amministrato dell’ordine dei Resurrezionistiche lo acquistarono dallo Stato Italiano nel 1883. 

LA CHIESA DEL SANTUARIO.

20180325_175740

20180325_154520

La struttura è a tre navate, con quella centrale più grande e di maggior altezza.

20180325_151000
Ingresso al Santuario

 

 

IL SOFFITTO DELLA CHIESA. Il soffitto di tutte e tre le navate è in legno, sorretto da travi in sempre in legno a vista.

GLI AFFRESCHI.

20180325_151315

Si vedono bene gli parte degli affreschi originali che coprivano la navata centrale e quelle laterali, la cui realizzazione risale ad un periodo vicino a quello della ristrutturazione del 1700.

LA MADONNA CON IL BAMBINO.

20180325_151601

Il cuore del santuario, è certamente la statua della Madonna con il bambino,La Madonna della Grazie. Come si vede bene, e un opera realizzata in legno. Si ritenere che risalga al 13 secolo. Una caratteristica fondamentale è la posizione del bambino Gesù. Diversamente da altre, il fanciullo guarda verso il volto della madre, e porta il braccio sinistro verso il suo viso, invece di dispensare la benedizione, come avviene in altre opere con lo stesso soggetto. La statue e abbastanza grande, in quanto alta 130 cm. È stata oggetto di un restauro nel 1967, ed i tale occasione è stata “ripulita” da una serie di antiestetici rivestimenti che risaliamo alla fine del 1800. Sul capo indossa una grande corona e sul corpo sono presenti numerose pietre di colore blu e di perle, con una lavorazione tondeggiante chiamata “caboshon”. Anche il bambino Gesù indossa sul capo grande corona con delle pietre.


ALTARE DELLA CHIESA

LA VIA CRUCIS
Sui lati delle navate laterali della Chiesa, troverete le scene della passione di Cristo, lavorate in legno.


LE VETRATE COLORATE

LA GROTTA DI SAN BENEDETTO.