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ITALIA – REGIONE VALLE D’AOSTA: IL CASTELLO DI SARRE – A.D.V.

 

 

STORIA DEL CASTELLO. Il Castello di Sarre ha una storia relativamente lunga, tra i castelli presenti nel territorio della Valle d’Aosta. l’impianto strutturale attualmente visibile è quello risalente al 1700 circa, quando venne acquistato da un importante uomo d’affari francese,  il quale, in pratica lo ricostruì totalmente, lasciando però dell’originaria struttura in piedi soltanto la torre attualmente visibile. Tempo dopo, ovvero nel 1869, il castello venne acquistato dalla famiglia reale dei Savoia, quando l’Italia era ancora una monarchia, e su richiesta dello stesso Vittorio Emanuele II, Re d’Italia il castello Subì ulteriori modificazioni rispetto all’impianto del 1700. Venne trasformato in una residenza dedicata alle attività venatorie, che venivano effettuate stagionalmente, nelle valli intorno allo stesso Castello, ovvero la valle di Valsavaranche, quella Valle di Cogne, che all’epoca facevano parte della riserva personale di caccia della famiglia reale. Successivamente sono entrate a far parte il Parco Nazionale del Gran paradiso. Come verrà spiegato in seguito, testimonianza del fatto che questo castello venisse utilizzato per lo scopo di cui sopra, è dato dalla presenza di numerosi trofei di caccia nella cosiddetta “stanza delle corna”

Il castello fu poi frequentato dai successori il re Vittorio Emanuele II, ovvero il Re Umberto I, che commissiono interventi al suo interno per abbellirlo. Come poi è possibile vedere dalle numerose fotografie presenti all’interno del castello, questo fu frequentato stabilmente anche da Umberto II e da Maria José, i quali provvederanno ad una sua ristrutturazione a partire dal 1935. Il castello venne principalmente utilizzato come punto di partenza per escursioni in montagna che videro protagonista la stessa Maria Josè.  Divenne anche poi rifugio per quest’ultima e per i propri figli durante il secondo conflitto mondiale. Per un lungo periodo questa struttura rimase di proprietà degli stessi Savoia, i quali lo cedettero solo nel 1989 alla regione Valle d’Aosta, che dopo aver provveduto ad un suo restauro integrale, lo rese fruibile al pubblico come museo. 

 

Come si può vedere camminando al suo interno, questo castello è uno tra più importanti come testimonianza della presenza famiglia reale nella Valle d’Aosta. Come sopra indicato, il Castello ha però una storia più antica di quella che parte dalla 1700, e prende questo nome dalla famiglia Sarre la cui dinastia si è però estinta nel lontano 1300.


  DOVE SI TROVA. Il castello di Sarre si trova nella località di Lalex. Di seguito la mappa interattiva di GOOGLE MAPS, che vi consentirà di raggiungere la vostra meta utilizzando il vostro dispositivo come un navigatore GPS ovunque vi troviate. Per calcolare il percorso cliccate sulla freccia blu sulla mappa. Ricordate di attivare l’antenna gps.

PREVISIONI DEL TEMPO. Di seguito troverete un box meteo con le previsioni del tempo riferite alla zona di Aosta  su base settimanale, aggiornate in tempo reale. Questo vi consentirà di organizzare al meglio la vostro escursione con il tempo migliore.





STATO DI MANUTENZIONE. Il castello è in ottimo stato di manutenzione, sia all’esterno che all’interno. L’impressione che si ha non appena lo si vede quella di trovarsi in un luogo normalmente abitato.

 

CARATTERISTICHE DELLA STUTTURA.  Il castello ha una struttura massiccia, ed d è realizzato in pratica tutto in pietra. La sua pianta è a base rettangolare, che si sviluppa longitudinalmente sulla collina sulla quale è stato è stato costruito. La torre, ben visibile, ha una caratteristica pianta a base quadrata con la parte finale con una struttura a merli. Si sviluppa su tre piani, raggiungibili tutti attraverso una serie di scale e corridoi presenti all’interno del castello stesso.

IL PLASTICO DEL CASTELLO E LA COLLINA SU CUI E’ COSTRUITO
ORARI INGRESSO. Il Castello di Sarre o Selva questo tipo di orari. dal mese di ottobre a marzo L’ingresso è consentito dalle ore 10:00 alle ore 13:00 e poi dalle ore14:00 alle ore 17:00. Con la chiusura settimanale prevista per il giorno di lunedì. Durante le feste natalizie, è prevista una chiusura per il giorno del 25 dicembre e del 1 gennaio. L’orario cambia poi dal mese di aprile fino a settembre. L’orario in questo caso va dalle 9:00 del mattino alle 19:00 della sera, tutti i giorni, lunedì incluso. Comunque è sempre bene contattare il castello e, per accertarsi che gli orari siano quelli indicati, è che non vi siano motivi particolari per eventuali chiusure straordinarie.

INGRESSO DEL CASTELLO CHE PORTA ALLA BIGLIETTERIA 

PARCHEGGIO VEICOLI.  Per parcheggiare i vostri veicoli non ci sono particolari problemi. Una volta arrivati in prossimità del castello, troverete sulla sinistra (guardando il castello), un ampio parcheggio. È possibile lasciare anche i camper. Ovviamente bisogna sempre fare i conti con il numero dei visitatori presenti. Durante il fine settimana potrebbe essere infatti difficoltoso trovare parcheggio, soprattutto se arrivate sul tardi.

 
LA VISITA GUIDATA. Il castello non può essere visitato  in modo autonomo, ma solo con l’accompagnamento di una guida autorizzata. Il vantaggio è quello che  vi verrà spiegato, in circa 45 minuti, la storia del castello e di coloro che lo hanno abitato. La guida inoltre tutela ciò che si trova all”interno  dell’edificio, ovvero arredi, quadri e fotografie, ricordando che si può guardare ma non toccare nulla. Ricordate inoltre che proprio per la durata della visita, la passeggiata all’interno del Castello viene effettuta in orari ben precisi, e con un numero massimo di persone per ogni turno. Per cui una volta arrivati al castello, recatevi subito presso la biglietteria, ed informatevi quando partirà il prossimo turno di visite. Così potete prenotarvi. Ovviamente se non volete aspettare troppo, il consiglio è quello di recarsi all’apertura nel castello negli orari indicati. Sarete così tra i primi, e non dovete aspettare il turno precedente per poter passeggiare all’interno del maniero.

VISITA GUIDATA AUTORIZZATA. La visita guidata sopra indicata, è quella che si trova direttamente all’interno dello stesso castello, presso la biglietteria. Esiste anche la possibilità di poter effettuare la visita guidata con delle guide autorizzate dalla regione Valle d’aosta,come normalmente avviene anche in altre parti l’Italia. Qualora desideriate quindi avvalermi di questo tipo di servizio, che segue un canale differente ed ha anche un altro tipo di costo, conviene cercare direttamente in rete, per trovare il servizio più utile alle vostre esigenze.

BIGLIETTO D’INGRESSO La visita al castello ha un costo molto basso, e comprende anche l’accompagnameno guidato alla scoperte del castello. Come normalmente avviene anche in altri luoghi di questo genere, il costo del biglietto prevede, per quello intero un importo pari a €5 e, con riduzioni per comitive e particolari soggetti, quali studenti universitari o coloro che godono di particolari convenzioni. Per quanto riguarda i minori, ovvero coloro che hanno un’età che va tra i 6 e i 18 anni, nonché le scolaresche, L’importo da corrispondere è pari a €2. Per i soggetti più piccoli, ovvero per i bambini che non abbiano ancora compiuto i sei anni, Non che per coloro che sono diversamente abili e che siano anche in possesso di una certificazione di invalidità ai sensi della legge 104/1992, l’ingresso è gratuito. Ed è prevista tale gratuità anche per insegnanti e coloro che accompagnano le scolaresche e gli accompagnatori anche delle persone diversamente abili di cui sopra. Ovviamente per conoscere i prezzi aggiornati per l’ingresso al castello, conviene comunque informarsi.  
LA GRANDE MERIDIANA

 

 

I BAMBINI. i castelli in genere affascinano i bambini, perché sono luoghi che evocano situazioni legate alle storie di cavalieri e di dame, anche se in questo caso siamo presenti ad un tipo di castello più moderno e un po’ lontano da quel mondo fantastico. In ogni caso è adatto ai più piccoli perché i vari ambienti si visitano agevolmente e non presentano alcun tipo di pericolo. Bisogna fare solo attenzione alle scale che portano da un piano all’altro.

DIVERSAMENTE ABILI. Il castello è attrezzato per consentire la visita anche per coloro con difficoltà motorie.

ABBIGLIAMENTO CONSIGLIATO. Visitare un castello così ben mantenuto, e facile da raggiungere, non richiede un abbigliamento particolare. Per cui indossate quello che la stagione consiglia, e la giornata in cui effettuate la visita. La distanza tra il parcheggio e l’ingresso dell’edificio è di un centinaio di metri, per cui non è necessario un “abbigliamento tecnico” come può avvenire quanto si esplorano castelli abbandonati o che si raggiungono dopo una bella camminata.

IL GIARDINO. E’ presente anche un ampio giardino che prosegue lungo la linea longitudinale del castello. Si tratta di un ampio “rettangolo verde” a cui si accede attraverso delle scale. E’ più in basso rispetto al piano della costruzione. Lateralmente si possono notare anche due pergolati. 




 I CORRIDOI E LE SCALE . Il castello è articolato su tre piani raggiungibili attraverso numerose scale. I vari ambienti invece sono collegati da vari corridoi. 

 

 

LA SALA O SALONE DELLE CORNA. 

Il castello, come sopra anticipato, è veramente in un ottimo stato di manutenzione, e tutti gli ambienti sembrano abitati di recente. La vera particolarità però di questo maniero, è la famosa sala delle corna, ed un corridoio prospiciente, che vi dà accesso. 

La particolarità in questa sala e del suddetto corridoio, è la presenza abbondanti e numerose decorazioni, realizzate interamente con corna di animali, principalmente stambecchi. Guardando bene verso l’alto, non noterete anche la presenza di teste precedette animali di cui si vede il cranio e le corna. Nonostante possa sembrare macabro, l’effetto è veramente particolare, per non dire incredibile anche perché la stessa sala e decorata, oltre che con quanto sopra, anche con motivi floreali, che rendono l’ambiente particolarmente luminoso ed accogliente. Ovviamente come facile pensare, questo è il retaggio di un gusto che apparteneva al passato, che probabilmente oggi non troverebbe spazio nelle moderne abitazioni di questo livello, ma bisogna sempre ricordare, come sopra indicato, che l’attività venatoria e la caccia a questi animali, era una pratica comune in certi ambienti. 


Si può tranquillamente dire che la sola visione di questa stanza e del corridoio, meritano da soli una visita al castello di Sarre. Questa sala comunque è stata realizzata durante il regno di Re Umberto Primo d’italia, che la volle così come oggi, e quindi ovviamente non appartiene alla tradizione secolare di questo castello.

LE CAMERE DA LETTO. Interessante è la visita alle camere da letto del castello, dove l’arredamento è conservato in ottimo stato. Il letto matrimoniale che vedete nella foto che segue è stato realizzato in legno di rose, ed è un pezzo unico. 


LA RACCOLTA FOTOGRAFICA. Interessante, all’interno del castello, è la raccolta di immagini fotografiche d’epoca. Si tratta fotografie riguardanti momenti della vita al Castello della famiglia reale, nonché delle attività sportive in montagna effettuati dagli stessi sovrani. Si può vedere il tipo particolare di abbigliamento che indossavano all’epoca, molto diverso da quello attuale, e certamente meno tecnico di quello ora disponibile.

 

LA RACCOLTA DI QUADRI. Insieme alla raccolta di fotografie, è presente anche una raccolta di quadri, aventi principalmente a tema la vita bella famiglia reale dell’epoca, se immortalano vendita appartenenti allo stesso punto una particolarità di uno dei quadri, è quello relativo al matrimonio di Umberto II di Savoia e Maria Jose, dove in basso, nel particolare che si vede nell’immagine, si distingue bene la figura di Benito Mussolini, che vi aveva partecipato.


SCATTARE FOTOGRAFIE SI / NO  . Per scattare fotografie non ci sono problemi. Ricordate però di non usare il flash per immortalare i quadri o le fotografie. La luce può infatti rovinarli.

 

RACCOLTA DELLE FOTOGRAFIE. Di seguito troverte una raccolta di fotografie in formato “slides” a scorrimento automatico, con tutte le immagini degli appunti di viaggio e altre. Potrete così osservare questo castello con attenzione, e scoprirne particolari che vi potrebbero essere sfuggiti. Se lo desiderate lo scorrimento può essere bloccato e messo in pausa.  Sono quattro gruppi tematici. Possono essere consultati separatemente.

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Per poterne visionare dai vostri smartphone, potete anche cliccare la “versione web” che si trova al termine del post. Vi apparirà come sul computer. 

Potete cercare gli argomenti che vi interessano nell’apposito spazio “cerca”.Basta utilizzare una parola desiderata “chiave”. Se esiste si aprirà il post corrispondente. Ad esempio se digitate “rifugio”, o “orrido” o “chiesa” o “miniera” ecc., verranno visualizzati tutti i post che contengono
questa parola. 
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ITALIA, REGIONE NORD ITALIA, REGIONE VALLE D'AOSTA, TERME ITALIA

ITALIA – VALLE D’AOSTA – PRE’ SAINT DIDIER: LE TERME.

DOVE SI TROVA. Se amate la montagna, e volete frequentare anche le terme, il posto migliore per voi in Valle d’Aosta è certamente la località di Pré Saint didier. Si tratta di un piccolo paese molto vicino alla più nota località di Courmayeur, non molto distante dal Monte Bianco, o per meglio dire dal punto di partenza della nuova teleferica skyway (troverete il post nella pagina generale sulla Valle D’Aosta in fondo nell’apposito link).

Di seguito la mappa interattiva di GOOGLE MAPS che vi consentirà di raggiungere la vostra meta utilizzando il vostro dispositivo come un navigatore GPS ovunque vi troviate.


METEO PRE’ SAINT DIDIER.

LE TERME. Si trovano proprio all’interno del paese di Pré Saint Didier. Sono ubicate sotto l’orrido di Pré-saint-didier, che si affaccia sia sul paese, che sulle terme stesse. Sempre su questo sito, troverete alla fine un link di collegamento al suddetto orrido nella pagina generale sulla Valle D’Aosta, passeggiata interessante da non mancare.

UN PO’ DI STORIA. Le terme sono conosciute fin dal passato. Gli antichi romani, notoriamente amanti delle terme, utilizzavano le sue acque. Il vero sfruttamento di questa risorsa in modo continuativo ed in epoca moderna, risale all’incirca a metà del 1600.

La nascita dello stabilimento termale invece risale al 1834 diventando per oltre un secolo uno dei luoghi turistici più importanti della Valle d’Aosta per persone abbienti e personaggi famosi. Lo stabilimento poi è stato ristrutturato dopo una lunga chiusura, e pur ammodernato per fare fronte alla richiesta, ha comunque mantenuto il suo impianto originale.

IL PARCHEGGIO. Se dovete lasciare la vostra autovettura per raggiungere le terme, non ci sono assolutamente problemi. Infatti potrete lasciare il vostro mezzo sia nel parcheggio all’aperto che si trova in prossimità dello stabilimento termale, sia in quello coperto che si trova praticamente a ridosso dello stesso stabilimento. In entrambi i casi, i parcheggi sono però a pagamento. Qualora voleste risparmiare qualcosa, allora potrete farvi un giro nella cittadina di Pré Saint Didier, dove potrete lasciare il veicolo in uno dei parcheggi liberi disponibili per i cittadini e per visitatori. Ovviamente come sempre fate molta attenzione a dove parcheggiate, in quanto la polizia locale è sempre molto attenta al rispetto delle regole. Di seguito troverete la mappa di Google Maps dove poter lasciare il vostro mezzo di trasporto

LO STABILIMENTO TERMALE. Lo stabilimento termale, è veramente molto curato. Si tratta di una struttura elegante, immersa nel verde, che offre veramente tutti i conforti. Ci tratta di un edificio a pianta rettangolare, con due strutture laterali più alte ed un corpo centrale più basso. Nella parte centrale, si trovano la biglietteria, nonché parte delle piscine coperte. Il tetto, è ricoperto in ardesia.

LA BIGLIETTERIA. Per entrare, è necessario pagare un biglietto. La spesa non è altissima, soprattutto se consideriamo il luogo in cui si trova, e i confort che vengono offerti. Inoltre, la gestione offre anche la possibilità di mangiare ad un ricco buffet, compreso nel prezzo (informarsi comunque presso la struttura). Chi vi scrive l’ha provato personalmente, e di questo si descriverà in seguito. Compreso nel prezzo, avrete la possibilità di utilizzare dei lettini o delle sdraio, nonché un accappatoio che dovrete però riconsegnare, al termine della vostra permanenza oltre l’accappatoio e verranno fornite anche delle ciabatte per poter girare liberamente all’interno della struttura.

Per evitare di confondervi i vostri accappatoi, si può acquistare per pochi euro, una particolare spilla, da poter applicare proprio a questo indumento. Questo vi consentirà di riconoscere l’accappatoio, può sembrarvi una cosa superflua, Ma essendo gli accappatoi tutti dello stesso colore, confondervi potrebbe essere abbastanza semplice.

LE VASCHE TERMALI.

Le terme offrono una serie di vasche termali a differenti temperature, sia all’esterno dell’edificio che all’interno. Quello più belle sono certamente quelle all’esterno, complice anche il panorama tutt’intorno. È presente una piscina più grande, collegata tramite un camminatoio immerso nell’acqua ad una più piccola. E poi presente un’altra piscina, di forma circolare, poco distante da quella principale, che si raggiunge dopo aver percorso un breve tratto a piedi.

IL PRATO. L’area delle piscine, è circondata da un prato verde molto curato. Bisogna però precisare che il prato, soprattutto nella zona antistante le vicine, è normalmente coperto dalle numerose sdraio e lettini messe a disposizione dei clienti.

QUANDO FREQUENTARE LE TERME. Sono praticamente aperte tutto l’anno. Potrete quindi godere dei benefici di queste acque termali, sia nella bella stagione che in quella invernale. In particolare, durante i mesi freddi, le terme acquistano un fascino del tutto particolare, sia per la presenza della neve, che delle basse temperature. La prima, Ovvero la neve, rende certamente molto suggestivo il panorama intorno, che, complice anche la magnifica vista sul Monte Bianco, è uno dei più belli della Valle d’aosta. La seconda, ovvero la temperatura, molto fredda durante l’inverno, vi farà certamente assaporare ancora di più il piacere di immergersi nell’acqua calda.

LA ZONA RELAX. Oltre le vasche troverete anche delle zone riscaldate dove potervi rilassare in tutta tranquillità (gli edifici in legno nella sinistra dell’immagine).

DOVE MANGIARE. Se dovete mangiare, potete farlo direttamente presso il ristorante delle terme. Per le caratteristiche del menu, e per ogni vostra esigenza, conviene fare riferimento sempre al sito ufficiale delle terme, anche perché per poter pranzare o cenare, è sempre bene prenotare. Bisogna però aggiungere che, se vi trattenete alle terme nel pomeriggio, in genere viene offerta un aperitivo agli ospiti. Più che aperitivo, si può tranquillamente parlare di una vera e propria cena, con pietanze di elevata qualità ed abbondanti, che vi assicuro non rendono necessario poi cenare la sera. Ovviamente, si tratta di una cucina molto salutare, che richiama i sapori della Valle d’aosta. Questo aperitivo, è compreso nel prezzo del biglietto (comunque e sempre bene informarsi sull’offerta presso la stessa struttura).

Per visionare gli altri appunti di viaggio cliccare sui link qui seguito, oppure sulle categorie che interessano indicate in alto, subito sotto la fotografia principale.

ITALIA – VALLE D’AOSTA – P.G.

ITALIA – PAGINA GENERALE

Conservate il link o la pagina di questo appunto di viaggio. Potrebbe tornarvi utile nel caso in cui decideste di visitare le Terme di Prè Saint Didier.

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Ai prossimi appunti di viaggio.

REGIONE VALLE D'AOSTA, Senza categoria

ITALIA – VALLE D’AOSTA: ORRIDO DI PRE SAINT DIDIER – A.D.V.

COME RAGGIUNGERLO. Per raggiungere l’orrido, esistono due alternative. La prima è quella con partenza da Pré-Saint-Didier, è la seconda direttamente dal “parco avventura”. Tra i due punti di partenza vi è una differenza notevole, in quanto il primo si deve fare a piedi, ed il secondo si raggiunge direttamente in macchina. Ma andiamo per ordine. Se decidete di partire da Pré-Saint-Didier, in prossimità delle terme del paese, ed in particolare all’altezza del ponte di pietra, troverete un sentiero abbastanza ripido che vi porterà attraverso un percorso tutto in salita, proprio nella zona in cui si trova l’orrido. Il percorso, è molto semplice da fare, in quanto in terra battuta, e non presenta particolari difficoltà, salvo il fatto che si tratta comunque di una salita è molto repentina, che potrebbe creare qualche difficoltà alle persone meno allenate. La cosa bella e che è tutto nel bosco. Ovviamente, questa soluzione non comporta l’utilizzo di alcun veicolo.

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La seconda scelta invece è quella come anticipato con la partenza dal “parco avventura“. Per fare ciò, bisogna utilizzare l’autovettura, ho un altro mezzo, e percorrendo la Statale numero 26 verso la località della Thuile, si arriva in un luogo denominato Plan de Bois, dove ha inizio il parco avventura. Come sempre di seguito troverete le indicazioni di Google Maps. Troverete così la strada senza problemi.

LA GIORNATA GIUSTA. Per visitare l’orrido, bisogna come sempre scegliere la giornata giusta. Ricordiamoci che siamo in montagna, è che anche in questa semplice passeggiata dicono le stesse regole di quando si va ad esempio a visitare un rifugio. Per cui, evitate accuratamente giornate troppo ventose, troppo fredde, piovose o particolarmente nevose. L’orrido sui trova in un posto molto esposto agli agenti atmosferici, per cui potresti avere serie difficoltà a godervi una così bella gita con condizioni climatiche avverse. Di seguito, troverete una box meteo, con le previsioni del tempo a 7 giorni con fasce orarie, che vi consentiranno di poter organizzare la vostra gita al meglio.

BOX METEO

DOVE PARCHEGGIARE. Per parcheggiare, non ci sono problemi, sia che partiate dalla località di pré-saint-didier, sia che decidiate invece di partire dal parco avventura. Nel primo caso, potrete Infatti utilizzare i parcheggi che sono presenti in prossimità delle Terme di Pre San Didier. Ci sono quelli all’aperto pubblici, alcuni dei quali a pagamento altri no, nonché quello coperto delle terme, che però esclusivamente a pagamento. Se invece decidete di partire dal parco avventura, poco prima di arrivare presso lo stesso, troverete un ampio spazio in terra battuta, dove potrete lasciare tranquillamente la vostra macchina senza pagare nulla. Questo è Infatti in pratica il parcheggio dello stesso parco avventura.

LA PASSERELLA METALLICA. Si tratta, di un opera dell’uomo veramente suggestiva. È una struttura metallica, a sbalzo, sulla gola dell’orrido di pré-saint-didier. Tra la stessa, ed il fiume sottostante, vi è un altezza di circa senza 160 m. La caratteristica fondamentale nell’opera e di essere, nonostante la grande massa di metallo utilizzato, estremamente leggera, e di consentire una visuale altrimenti impossibile se non per scalatori esperti arrampicati sui bordi della montagna. La sua forma è quella ad anello, per cui si entra da una parte, e si esce dall’ alta, come se il sentiero naturale si spingesse nel vuoto per poi rientrare nel bosco. Dal punto di vista tecnico, si tratta di una struttura in metallo ancorata ad una fondazione in cemento armata bloccata sulla stessa roccia del pendio con dei pali. Sono poi presenti delle travi di acciaio tubolare molto grandi, di supporto nonché dei pilastri sempre in acciaio, nonché dei tiranti che sorreggono l’intera struttura. Le foto parlano da sole.

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La grande struttura metallica che affaccia sull’orrido

LE VERTIGINI nonostante il fatto che la struttura metallica sia certamente estremamente sicura, bisogna sempre fare i conti con coloro che soffrono di vertigini. Infatti, oltre ad essere sospesa nel vuoto, La passerella è caratterizzata da un pavimento a griglia, il che di fatto consente oltre al passaggio dell’aria della luce e del vento, anche di avere la netta sensazione di non avere i piedi su un pavimento solido, e di essere sospesi nel vuoto. A ragione, per le persone che soffrono di vertigini, potrebbero essere estremamente difficile, in alcuni casi è impossibile, camminarci sopra, proprio per la unicità della posizione in cui si trova, è per le caratteristiche costruttive.

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Particolare della griglia del pavimento

IL PANORAMA. La struttura metallica offre il vantaggio di vedere uno spettacolo naturale magnifico. Infatti, da questa terrazza, è possibile osservare la catena del Monte bianco, nonché tutta la parte sottostante, dove si trova Pre San Didier con le sue Terme nonché le località intorno.

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La struttura metallica vista dal ponte di pietra

ABBIGLIAMENTO come sempre, l’abbigliamento da scegliere è influenzato fortemente dalla stagione nella quale si effettua la visita dell’orrido. Ricordate però, che si tratta di un posto ad una notevole altezza, sospeso nel vuoto, ed esposto al passaggio del vento, senza alcun tipo di protezione. Per questa ragione, sempre che la giornata non sia particolarmente calda e priva di vento, è buona norma portare con voi qualcosa per coprirsi come ad esempio una semplice felpa o un keeway punto questo vi consentirà, di poter sostare affacciati all’orrido senza essere obbligati ad andare via, a causa delle folate di vento.

LE SCARPE. La passeggiata non richiede calzature particolari. Un buon paio di scarpe da ginnastica, o da trekking, sono più che sufficienti, sia che decidiate di salire per il sentiero che da Pre San Didier che collega la zona in alto dove si trova l’orrido, sia che decidiate di andare con la macchina e di partire dal parcheggio del parco avventura. Ovviamente, evitate comunque di indossare scarpe non adatte a terreni sterrati, in quanto potreste avere una brutta esperienza. Come sempre, questo consiglio è dettato dall’esperienza. Ci sono persone, che indossano i piedi in montagna le stesse scarpe che porterebbero in una giornata al mare, e la cosa non va certamente bene.

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Panorama. Sullo sfondo il Monte Bianco

DOVE MANGIARE. Per mangiare, avete le seguenti soluzioni. La prima, in genere la più economica, veloce e pratica, è certamente quella di portare qualcosa con voi preparato da casa, o acquistato in qualche negozio. Ricordatevi di riportare comunque sempre qualcosa da bere, soprattutto nelle giornate più calde. Un’altra soluzione, è quella di recarvi presso il parco avventura, e di rivolgervi al ristorante lì presente. Come sempre ricordatevi di dover prenotare, soprattutto nei periodi di festa, o in quelli di vacanza più gettonati. Un’altra soluzione, è quella di pranzare o di cenare, presso uno dei locali di pre San didier, ai piedi dell’orrido.

I BAMBINI Per i bambini, questa è certamente una passeggiata entusiasmante. Se venite dal paese di pré-saint-didier, offre il vantaggio di fare anche una bella passeggiata nel bosco. Il vero obiettivo per loro è quello di salire sulla struttura metallica. Alcuni inizialmente sono timorosi, ma poi presa la mano con la novità, si divertono moltissimo. Ovviamente fate sempre molta attenzione al loro comportamento, in quanto nonostante la protezione alta in metallo, bisogna fare comunque attenzione, a che non si possano arrampicare sul bordo. E’ molto pericoloso. Se venite dal parcheggio che poi dà accesso al parco avventura, anche qui i più piccoli potranno fare la divertente scoperta di passeggiare in un tratto boscoso. Valutate anche il fatto di portarli poi a giocare al vicino parco avventura.

LE PIANTE. Durante la passeggia nel sentiero, incontrerete alcune varietà di piante tipiche di questi luoghi. Semplici ma belle.

IL FIUME- LA DOREA BALTEA. L’orrido sì a faccia sulla gola dove passa il fiume dora. Si vede benissimo dalla struttura metallica, e comunque se ne percepisce chiaramente il suono. Il consiglio comunque è quello di scendere giù a valle e di andare a vederlo direttamente. È uno spettacolo. Bisogna però Ricordarsi che se Siete saliti dalla parte superiore, ovvero dove si trova il parco avventura, una volta visto il fiume ed il relativo ponte, dovrete poi risalire. Mettetelo in conto. Comunque non si tratta di una grande fatica, perché la passeggiata è veramente gradevole. Un suggerimento, è quello di salire sulle rocce che si trovano sul bordo fiume. Alcune persone, si portano da mangiare, e dopo si rilassano al sole stesi sui grandi massi che si trovano in prossimità del ponte.

IL PONTE. Una volta scesi a valle, troverete un bel ponte in pietra antico, a campata unica, che vi consentirà di attraversare il corso d’acqua. In realtà questa attraversamento non vi porta da nessuna parte, se non ad una vecchia struttura abbandonata in pietra fatiscente, nella quale consiglio vivamente di non entrare, per il rischio di crolli o cadute.

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Il ponte di pietra


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Buon Viaggio.

ITALIA – VALLE D’AOSTA – PAGINA GENERALE

ITALIA – PAGINA GENERALE

ITALIA, REGIONE VALLE D'AOSTA, RIFUGIO DI MONTAGNA, VAL FERRET

ITALIA – VALLE D’AOSTA – COURMAYER: IL RIFUGIO BONATTI – A.D.V.

DOVE SI TROVA

Il Rifugio di montagna dedicato a Walter Bonatti, si trova in Valle D’Aosta, poco distante da Courmayer, in Val Ferret.Di seguito la mappa interattiva di Google Maps, per localizzarlo senza problemi.

IL SENTIERO

Per raggiungere il rifugio Bonatti, bisogna fare un po’ di strada. Non si tratta di una passeggiata particolarmente pesante o difficoltosa, ma certamente non adatta a tutti. La prima parte del sentiero è caratterizzata dalla presenza di un percorso tortuoso immerso nel verde dei boschi, con passaggi stretti sulla sentiero roccioso. Nulla di particolarmente impegnativo, ma che potrebbe mettere alla prova i meno allenati.

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IL PUNTO DI PARTENZA

Si parte dalla posizione indicata nella mappa interattiva qui sotto di Google Maps, dopo le immagini che illustrano il punto da dove si parte, e che potrete utilizzare come navigatore GPS con i vostri dispositivi. Inoltre cliccando nell’angolo sinistro in basso, potrete vedere la versione di “Google Earth”, che vi darà un idea “reale” del territorio.

La mappa successiva indica il percorso che da Courmayer porta al luogo dove parte il sentiero e dove potete lasciare la vostra autovettura, sempreché troviate parcheggio. Si tratta di una piccola area, dopo il ponte, ma in genere c’è spazio per tutti. In ogni caso potete raggiungere questo luogo utilizzando il punto di arrivo segnalato ovunque vi troviate, cliccando sulla dicitura “altre opzioni” per arrivare il sistema di navigazione del vostro dispositivo smartphone, tablet o computer portatile.

PARCHEGGIO

Per parcheggiare, oltre a quanto sopra indicato, esiste un altro punto dove lasciare il vostro veicolo, più distante da quello vicino all’inizio del sentiero. Da qui dovrete poi fare un po di cammino per raggiungerlo. di seguito la mappa di GOOGLE MAPS per raggiungere il parcheggio libero.

MAPPA GOOGLE

SCEGLIERE LA GIORNATA GIUSTA

Quando decidete di effettuare la vostra passeggiata presso il rifugio Bonatti, assicuratevi di scegliere la giornata giusta. Con la montagna, come sanno soprattutto le persone più esperte, non si scherza. Per tale ragione, nel caso in cui il tempo non fosse bello, e minacciasse pioggia, evitate accuratamente di affrontare questa passeggiata. In primo luogo, non vi godete Le meraviglie che vi circondano, in secondo luogo, potresti rischiare di trovarvi sotto un acquazzone molto forte ed in presenza di fulmini, molto pericolosi soprattutto a quote più elevate. Per tale motivo, di seguito troverete incluso un box meteo, con la previsione del tempo a 7 giorni per fasce orarie.

BOX METEO

TEMPERATURA ESTERNA
La temperatura è ovviamente condizionata dalla stagione, ma in quella primaverile ed estiva, soprattutto nelle giornate più belle, e nelle ore centrali della giornata potrebbe essere anche molto alta, nonostante la quota.

I MIRTILLI

Una piacevole sorpresa durante la passeggiata è la presenza di cespugli di mirtilli. Nel periodo estivo sono così tanti che sopratutto i ragazzi salgono sulla parte iniziale del sentiero per raccoglierli con le bottigliette di plastica. Se vi piacciono potreste fare lo stesso per una piacevole merenda con frutti di bosco a kilometri zero.

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GLI ALBERI

La vegetazione nella prima parte del sentiero è abbastanza fitta. Durante il vostro cammino incontrerete, proprio sul sentiero, alcuni esemplari molto belli di alberi, dalla forma contorta. Si tratta di piante con molti anni, che crescono in condizioni climatiche dure, soprattutto nella stagione invernale. Soffermati ad osservarli e fotografarli. Ne vale la pena.

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I FIORI

Durante la passeggiata, incontrerete sul vostro cammino anche piante fiorite. Sono veramente belle e non le troverete a quote inferiori.

GLI INSETTI

Durante la camminata sarete accompagnati anche da numeroso insetti e FARFALLE che sono veramente numerose. Per gli insetti nessun problema. Non danno fastidio e sono piacevoli da osservare.

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LE FOTOGRAFIE

Portare con voi un buon apparecchio fotografico è d’obbligo, visto lo spettacolo naturale che vi circonda. Non esagerate però con cose molto ingombranti e pesanti, perché dovrete camminare per un po’. Se non siete proprio dei patiti della fotografia, allo un ottimo smartphone di ultima generazione sarà più che sufficiente.

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LA CASCATA ED IL PONTE

Dopo aver lascito il bosco, il sentiero è tutto allo scoperto. Ad un c’ero punto vedrete una cascata, ed un ruscello, che si attraversa con solido ponte di legno.

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L’ALPEGGIO

Durante il vostro cammino, poco prima di incontrare il torrente che scende dalla montagna ed il ponte in legno con le bandiere, troverete un alpeggio semiabbandonato. È molto suggestivo, e può essere un buon punto per effettuare una breve sosta. La struttura è particolarmente danneggiata, ma è ben visibile la sua struttura originaria. Guardando di fronte a voi vedrete l’imponente montagna del GRAN JORASSES.

IL RIFUGIO BONATTI

Si tratta di una struttura ben integrata nell’ambiente circostante, che guarda verso il Gran Jorass. E’ tutta in pietra e legno, con un ampio piazzale dove troverete panche e tavoli in legno dove mangiare all’aperto.

DOVE MANGIARE

Per mangiare avete tre soluzioni. La prima è mangiare prima di affrontare la salita. Soluzione pratica ma non molto salutare, visto lo sforzo fisico. La seconda è quella di portarvi qualcosa da mangiare durante la salita. La terza, più pratica, è quella di mangiare direttamente al rifugio. Qui potete acquistare panini, o mangiare seduti ai tavoli interni ed esterni. Se arrivate però tardi, intorno alle 14/15 vi dovrete accontentare dei panini. E poi presente un Bar fornito dove prendere un bel caffè.

DOVE DORMIRE

Presso il rifugio è possibile anche dormire, ma bisogna contattare direttamente la struttura per le informazioni.

SERVIZI IGIENICI

Presso i il rifugio, sono presenti dei comodi servizi igienici. Come avviene la maggior parte dei rifugi di montagna, esiste anche la possibilità di potersi fare una doccia.

ABBIGLIAMENTO

Per quanto riguarda i capi di abbigliamento da indossare per affrontare la salita, bisogna ovviamente fare riferimento alla stagione in cui si intende Salire al rifugio bonatti, e comunque anche in quella più favorevole, Ovvero quella estiva, alla giornata in cui salite. L’abbigliamento, soprattutto nelle giornate più calde, deve essere a cipolla, nel senso di partire con qualcosa di leggero, per poi eventualmente coprirsi, nel caso in cui con l’aumento dell’altezza, doveste sentire freddo. Ricordate, che soprattutto in estate, anche a quote rilevanti, può fare molto caldo, per cui, evitate di salire, con un abbigliamento troppo pesante. È meglio aggiungere, piuttosto che togliere. Ovviamente il consiglio solido è quello di portare con voi una felpa, ho un kway, che vi consentirà di proteggervi anche nel caso in cui dovesse Improvvisamente piovere. E di montagna avviene spesso.

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I cartelli che indicano i vari altri percorsi per raggiungere altri rifugi e passi.

LE SCARPE

Per quanto riguarda le calzature, bisogna partire dal presupposto che si tratta di una passeggiata abbastanza semplice, con un sentiero ben definito punto per questo motivo, è meglio evitare di esagerare con scarpe troppo pesanti e troppo tecniche. Potete tranquillamente indossare delle buone scarpe da trekking, oppure optare, per delle scarpe da ginnastica di qualità, certamente molto comode, e sicuramente adatte al tipo di salita e di discesa. Evitate accuratamente altri tipi di calzature. La raccomandazione può sembrare superflua, ma l’esperienza insegna che ci sono alcune persone, non avvezzo a questo tipo di escursioni, che si presentano con delle scarpe veramente improbabili, complice anche la bella stagione. Non è un fatto raro incrociare qualcuno, che indossa scarpe di tela, e addirittura le infradito. Affrontare la salita in queste condizioni, significa veramente andare incontro a situazioni anche pericolose.

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Un muro dell’alpeggio in stato di abbandono

CREMA SOLARE Una raccomandazione molto importante, è quella di portare con voi la crema solare, e comunque di spalmarle la sulle parti scoperte prima di affrontare la salita e la discesa. Potrebbe sembrare una raccomandazione superflua, ma, nelle giornate assolate, soprattutto nel periodo estivo, il sole può essere molto forte. Non proteggere la pelle adeguatamente, potrebbe comportare danni anche seri all’epidermide. Per cui, per evitare sorprese, adottate una buona protezione con un grado non eccessivamente alto. Questo vi eviterà di tornare a casa rossi come un peperone!

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Il cartello di benvenuto che si trova accanto al Rifugio Bonatti

OCCHIALI DA SOLE

Un altra importante raccomandazione, è quella di portare con voi gli occhiali da sole, ed indossarli. In montagna infatti, come sopra scritto, il sole delle belle giornate può essere veramente intenso, ed il vento, può disidratare facilmente le mucose ed irritare gli occhi. Per cui, ricordatevi di portare con voi questo importante strumento di protezione. Salva guarderà gli occhi da brutti sorprese e vi permetterà di goderti appieno la passeggiata.

IL RITORNO

Così come per l’andata, per il ritorno esiste la possibilità di seguire strade alternative. Ovviamente bisogna ricordare che una strada diversa porta a un punto di ritorno differente, per cui il consiglio è quello di seguire la strada da cui siete venuti, per tornare a prendere il vostro veicolo, dove l’avete lasciato. Infatti, prendere un sentiero diverso, potrebbe portarvi molto lontano dal punto di partenza, Con la conseguenza di dover fare molta strada a piedi per tornare a prendere il vostro mezzo. Il ritorno dal sentiero descritto in questi appunti di viaggio, è ovviamente molto più veloce della salita, ma ricordate sempre di calcolare almeno un’ora per tornare in tranquillità, per evitare di farvi cogliere dalla notte, qualora decidesse di fermarvi presso il rifugio Bonatti fino a tardi.

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BAMBINI

Per quanto riguarda i bambini, come sopra riportato, Bisogna ricordare che per raggiungere il rifugio Bonatti, bisogna percorrere un sentiero tutto in salita con le caratteristiche sopra descritte. È una passeggiata sicuramente adatta ai bambini più grandi, anche se Certamente dovranno camminare, ma per quanto riguarda quelli più piccoli, si sconsiglia di fargliela fare, Se non siete poi in grado di portarli in braccio con voi. Ovviamente, di passeggini o altri attrezzi per portare i bambini non se ne parla assolutamente.

La parte alta del sentiero che conduce al Rifugio Bonatti

PERSONE ANZIANE

Per quanto riguarda le persone anziane, la passeggiata in se non è certamente un problema, sempre considerando le caratteristiche del sentiero sopra descritta. E’ infatti facile incontrare durante la passeggiata persone adulte, che affrontano il sentiero e la salita e poi la discesa con grande disinvoltura. Il discorso ovviamente cambia nel momento in cui ci fosse qualche problema nella deambulazione. Il sentiero, come già sopra ricordato, è molto stretto, con parecchi passaggi che vedono la presenza di rocce, e nella parte superiore uno stretto sentiero in terra battuta. Per coloro e non sono in grado di camminare agevolmente, si sconsiglia di raggiungere questo rifugio.

PERSONE DIVERSAMENTE ABILI

Per loro, le difficoltà per raggiungere il rifugio Bonatti, sono legate esclusivamente ha impedimenti di natura personale, legati problemi con la deambulazione o altre situazioni sanitarie, che non consentono di poter salire lungo questo tipo di sentiero. Pertanto, quando si decide di intraprendere questo tipo di passeggiata, valutate sempre con attenzione le eventuali problematiche legate al tipo di sentiero. Le fotografie di aiuteranno certamente a comprendere quali possano essere le difficoltà a cui andare incontro.

IL PANORAMA

Come sempre avviene nella Valle D’Aosta, il panorama è veramente impareggiabile. Le foto parlano da sole.

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IL FIUME DOREA BALTEA

Al vostro ritorno, sempre che non siate troppo stanchi, potrete fare anche una passeggiata, lungo la strada che costeggia il fiume Dora Baltea punto ovviamente si tratta di percorrere solo un breve tratto, visto che questo fiume è molto lungo, ma affacciandomi dalle sue sponde, nei vari punti accessibili, potrete godere di uno spettacolo magnifico. Le immagini parlano da sole.

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La Dorea Baltea
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Una trota nel fiume

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Di seguito altri appunti di viaggio. Cliccate sui link per visionarli

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 ITALIA – VALLE D’AOSTA – PRE’ SAINT DIDIER: LE TERME – A.D.V.

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ITALIA – REGIONE VALLE D’AOSTA: IL CASTELLO DI SARRE – A.D.V.

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ALPI NORD-OCCIDENTALI, ITALIA, REGIONE NORD ITALIA, REGIONE VALLE D'AOSTA

ITALIA – VALLE D’AOSTA – IL MONTE BIANCO – A.D.V.

COME RAGGIUNGERE LA VETTA – PUNTA HELBRONNER – LO SKYWAY

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Particolare esterno della stazione di arrivo dello skyway

Per salire sul Monte Bianco, o per meglio dire per raggiungere la cima Helbronner avete tre possibilità: a piedi, con la funivia o l’elicottero. La più pratica, comoda ed economica, è certamente quella di utilizzare lo SKYWAY, la moderna funicolare, inaugurata nel 2015. E’ strutturate a tre stazioni. La prima, che si trova a Pontal d’Entreves, nelle vicinanze della cittadina di Courmayer, ad una quota di circa 1.300 di quota, è il punto di partenza, dove si trova la biglietteria (e la zona parcheggio – vedere mappa e spiegazioni successive). La Seconda stazione è quello di Pavillon du Mont Frety, – quota circa 2200 mt – dove è presente un bel Orto Botanico (descritto in seguito). La terza ed ultima stazione è quella di arrivo, sulla Cima Helbornner – quota circa 3.500 mt – dove sono presenti servizi per i visitatori (descrizione in seguito) e la grande terrazza panoramica.

LE CABINE.  La particolarità di questa funivia sono le cabine. Molto capienti e quasi del tutto trasparenti, ruotano di 360° durante il percorso. Ciò consente di poter godere del magnifico panorama. Per salire sono necessari circa 10 minuti (semprechè non vi fermiate alla stazione intermedia di Pavillon.)

PARCHEGGIO VEICOLI – AUTO – CAMPER – MOTO

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La zona di partenza – parcheggio vista da una cabina della teleferica

Se volete raggingere la base del Monte Bianco da dove parte la funivia – skyway – con un veicolo, per parcheggiare non ci sono problemi. Sono presenti ampie aree per lasciare le vostre autovetture, moto e camper. Questi parcheggi sono sia a pagamento che gratuiti. Per i secondi, quelli gratuiti, trovare un posto per la macchina può diventare un problema, essendo quelli più frequentati. Quelli a pagamento invece lo sono meno. I prezzi non sono alti, anche per tutta la giornata. Il sistema è quello molto utilizzato dei “totem” dove inserendo l’importo in base al tempo che si vuole lascire l’autovvettura, viene emesso un biglietto da esporre sul cruscotto del mezzo.

(cliccate sulla mappa di Google Maps per attivare il navigatore GPS del vostro Smartphone per raggiungere il parcheggio davanti allo Skyway – premere sulla mappa la scritta in azzurro “visualizza la mappa più grande” per attivare la funzione di navigazione).


Meteo Monte Bianco

 

(Per sceglier la giornate giusta per la passeggiata sul Monte Bianco potete fare riferimento alle previsioni sopra riportare sul periodo di sette giorni a partire dalla data odierna)

BIGLIETTO D’INGRESSO. Per accedere alla funivia skyway bisogna pagare un biglietto, ed il costo non è molto basso. Esiste però la possibilità di acquistarne un tipo particolare che he consente sia di accedere alla funivia che alle Terme di Prè Saint Didier, con un consistente risparmio sull’acquisto dei biglietti comprati separatamente.

BIGLIETTERIA

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Si trova all’ingresso degli accessi alla funivia skyway. E’ struttura moderna con più casse dove potrete pagare i biglietto sia in contanti che con carte di credito o bancomat. Visto il grande afflusso di visitatori, bisogna mettersi il fila e aspettare con calma il proprio turno. La file è scorrevole e non ci vuole molto per raggiungere le casse. 

VERTIGINI. la salita per messo della funivia non presente alcun tipo di difficoltà, ma se si soffre di vertigini  dovute all’altezza, allora per i più sensibili potrebbe sorgere qualche problema. Le singole cabine dello skyway hanno le pareti tutte trasparenti e durante il loro tragitto ruotano su se stesse di 360 gradi (come indicato sopra). Inoltre oscillano leggermente, per la sensazione di vuoto sotto i piedi è reale. Un suggerimento è quello di sedersi sui sedili centrali interni, cosi da stare il più lontano possibile dalle pareti. Purtroppo questa scelta ha un prezzo: non vedrete il magnifico panorama introno a voi offerto dalle montagne, in quanto le cabine sono affollate e chi vi sta accanto coprirà la visuale.

TEMPO NECESSARIO PER LA VISITA. La gita sul Monte Bianco merita certamente almeno una mezza giornata. Considerate che al tempo necessario per salire con lo skyway sino alla cima Helbronner, dovete aggiungere la permanenza sulla terrazza panoramica per godere del magnifico panorama, il pranzo, e poi la visita all’orto botanico Sussure alla stazione intermedia della funicolare, che merita anche essere il suo tempo. Se poi volete passeggiare anche sui sentieri intorno, e fermarvi a prendere il sole (tempo permettendo), allora avrete bisogno di più tempo.

TEMPERATURA ESTERNA  La stagione in cui effettuate la visita influenza fortemente la temperatura dell’ambiente. Nel caso del monte bianco, ed in genere delle montagne di queste dimensioni, è quella di avere temperature completamente differenti tra la base e la cima. La differenza maggiore si avverte durante la stagione estiva, quanto ai piedi della montagna si possono raggiungere temperature alte, mentre in cime possono essere bassissime e prossime o sotto lo zero.

VENTO – CARATTERISTICHE. Una certezza quando si sale in montagna, e la presenza costante del vento (tranne in rare eccezioni). Quanto poi si decide di raggiungere quote importanti, come nel caso della cima Helbronner, allora la sua presenza è assicurata. Non appena uscite fuori  dalla terrazza, venite investititi  da un vento forte e freddo. Per cui, come indicato in seguito, l’abbigliamento deve essere adeguato alla situazione.

PERIODO MIGLIORE PER LA VISITA. La stagione migliore per visitare è certamente quella della primavera – estate. Le giornate sono più lunghe che in altri periodi dell’anno e le temperature consentono di permanere sulla terrazza panoramica e sul ghiacciaio senza soffrire troppo il freddo. Durante quella invernale le temperature possono essere invece molto basse e le ore di luce poche. Ma se il tempo è bello e senza nuvole, non importa che giorno dell’anno sia. Salite per godervi questo magnifico spettacolo della natura.

ABBIGLIAMENTO CONSIGLIATO. Salire sul Monte Bianco significa superare i 3.000 metri. La scelta dell’abbigliamento è fondamentale, e deve essere adatto a queste quote. Nella stagione invernale, anche nelle belle giornate, le temperature possono essere molto al di sotto dello zero. Durante quella estiva è invece necessario adattare i vestiti al repentino cambio di quota. In estate bisogna considerate che alla base del monte la temperatura può superare tranquillamente i 25 gradi, soprattutto nelle ore più calde, mentre sulla cima può essere molto vicino allo zero (ed anche inferiore). Bisogna quindi coprirsi con la tecnica della “cipolla” ovvero con indumenti che possiate indossare e togliere all’occorrenza. Si consiglia pertanto di portare con voi anche una buona giacca a vento che proteggervi non solo da freddo ma anche dal vento. Non indossate pantaloncini corti o gonne, in quanto non adatte ad una simile altezza. Raccomando anche un cappello che copra le orecchie (o un cappuccio di una giacca), in quanto il vento freddo è un nemico implacabile.

LE SCARPE.   Per questo tipo di visita non sono richieste calzature particolari. Infatti la salita avviene con la funicolare e la terrazza dove vedere il panorama è facilmente fruibile con le scale. Bisogna sempre ricordarsi quanto indicato sulle temperature. Il freddo intenso in quota, anche in estate, sconsiglia scarpe aperte o molto leggere. Per cui indossate buone scarpe da ginnastica o da trekking. Calzature protette sono obbligatorie se decidete di scendere sulla ghiacciaio. La neve è soffice e si sprofonda.

LA CREMA SOLARE. La crema solare è un “accessorio” che non deve mai mancare quando decidete di andare in montagna. La ragione di ciò è molto semplice. A queste quote, troverete due “nemici” implacabili: il sole ed il vento. Nelle giornate particolarmente ventose, l’insolazione può essere particolarmente forte, e sul lungo periodo, provocare anche seri problemi alla pelle. Anche il vento non è certamente da meno. Tende Infatti a disidratare rapidamente l’epidermide. Per cui, quando salite, spalmatevi preventivamente di una buona crema con un alto grado di protezione sul viso e sulle parti esposte al sole. E’ molto importante se poi decidete di restare sulla terrazza a godervi qualche ora di sole. Mi raccomando seguite attentamente questi consigli. Non ve ne pentirete.

GLI OCCHIALI DA SOLE. Un elemento del vostro abbigliamento che non dovete dimenticare di portare, sono proprio gli occhiali da sole. Il motivo della loro necessità sta nella presenza di due elementi della natura contro cui dovrete combattere, sopra ricordati: Il vento ed il sole. Il primo, soprattutto in alta quota, come nel caso del Monte Bianco, è praticamente sempre presente, ed è anche molto forte. Restare con gli occhi scoperti, vi potrebbe esporre a un fenomeno di disidratazione, o altro, soprattutto per le persone più sensibili. Inoltre nel caso in cui dovesse nevicare, e questo può succedere anche in piena estate, vi proteggeranno dai fiocchi di neve. Il sole, è il vostro secondo nemico. Nelle belle giornate, soprattutto durante l’estate, l’irradiazione dei raggi solari può essere veramente forte. Restare all’aperto, magari ad abbronzarsi, a mangiare qualcosa, o semplicemente a riposarvi, senza proteggere la vista, potrebbe esporvi a problemi di salute, anche gravi. Pertanto, ricordate di portarli sempre in tasca con voi. Questo vale ovviamente tanto per gli adulti quanto per i più piccoli.

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La terrazza panoramica sulla punta Helbronner

ACCESSIBILITA’ . La gita sul Monte Bianco è accessibile a tutti, grandi e piccoli. Per le persone anziane e per coloro che hanno difficoltà motorie, non ci sono problemi. Le stazioni dello Skyway sono tutte dotate di ascensori, per cui i vari ambienti, compresa la grade terrazza panoramica, sono facilmente raggiungibili.

I BAMBINI. La gita sul Monte Bianco è certamente molto adatta per i bambini. Per giungere in cima, come sopra riportato si utilizza la teleferica, per cui per loro praticamente nessuna fatica. Le cabine sono molto ampie e considerando il fatto che sono quasi completamente trasparenti, pur essendo ovviamente più bassi degli adulti potranno facilmente osservare uno spettacolo bellissimo. Una volta giunge giunti alla sommità, anche loro potranno godere del magnifico panorama offerto dalla natura. L’unico avvertimento importante è quello di fare attenzione quando salgono sulla terrazza panoramica. Se la giornata è bella nessun problema. Ma se fosse brutta, ventosa, o facesse particolarmente freddo, ci potrebbe essere il rischio di neve o di ghiaccio, e di scivolarsi sopra. Per cui prendeteli per mano in questo caso e teneteli con voi. L’esperienza sarà comunque divertente.

I CANI.  Per gli amici a quattro zampe non ci sono problemi e non ci sono divieti particolari. Si paga un biglietto (per gli importi aggiornati contattare la biglietteria). Il cane però deve essere sempre al guinzaglio e deve portare la museruola, per motivi di sicurezza.

FOTOGRAFIE. Ricordatevi di portare con voi anche la macchina fotografica. Questo suggerimento può sembrare superfluo se si considera che praticamente tutti hanno uno smartphone che consente di fare ottime foto. Ma se non la possedete, fatevi prestare una macchina vera e propria per immortalare le immagini di luoghi unici al mondo. La qualità del dispositivo che utilizzate farà la differenza tra foto normali e foto uniche.

MANGIARE – RISTORANTE – BISTROT – BAR. Per mangiare e per il bar non ci sono problemi. Nella stazione di arrivo della funicolare, sotto la grande terrazza panoramica, è presente un BAR – BISTROT. E’ una struttura moderna dove è garantito un servizio di ristorazione self- service di tutto rispetto. Potrete gustare ottimi piatti della cucina valdostana seduti al tavolo, godendo anche della vista del panorama, grazie alle ampie vetrate. Se invece volete sono un caffè o una bevanda calda o fredda o un panino, è offerto anche un servizio bar di tutto rispetto.
Se invece preferite fare da soli, potete mangiare negli spazi comuni della stazione di arrivo, anche se non sono presenti vere e propria aree dedicate.

PANORAMA. Il Monte Bianco offre un panorama unico nel suo genere, senza eguali in nessuna parte del mondo. Per godere di questo “dono della natura” in tutta la sua bellezza, bisogna salire sulla terrazza panoramica in metallo che si trova sopra la funicolare. Una volta giunti avrete solo l’imbarazzo della scelta di dove guardare. Per sapere dove guardare e quali siano le cime che osservate, fate riferimento all’ampio cartello esplicativo. Sotto di voi invece vedrete l’ampio ghiacciaio perenne.

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IL PANORAMA – SCEGLIERE LA GIORNATA ADATTA. Quando si decide di salire sul Monte Bianco, bisogna scegliere la giornata giusta. Ricordatevi che la cima si trova ad un’altezza considerevole, per cui le condizioni climatiche che trovate a valle possono essere molto differenti una volta in alto. E’ necessario individuare le giornate in cui il cielo è il più azzurro possibile, e soprattutto con l’assenza di nuvole. Per cui una volta arrivati in Valle d’Aosta, se avete tempo, non vi affrettate a salire sul Monte Bianco in un giorno qualsiasi. Consultate sempre e con attenzione le previsioni del tempo, disponibili su questa pagina del blog nell’apposito box, osservando bene anche il cielo, e se sono buone, partite alla volta della montagna. Se non seguite questo consiglio, correte il rischio di arrivare in cima, e dopo aver speso i soldi del biglietto, di trovarvi immersi tra le nuvole, senza poter vedere nulla, ed anche con un grande freddo. Potete anche recandovi verso la biglietteria, e chiedete quali siano le condizioni climatiche. Se sceglierete la giornata adatta, potrete veramente godere di uno spettacolo magnifico ed unico, che resterà sicuramente con voi per tutta la vita.

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Il ghiacciaio visto dalla terrazza panoramica dello skyway

IL GHIACCIAIO MONTE BIANCO – PASSEGGIATA. Come già anticipato, una volta arrivati sulla terrazza panoramica della funicolare vedrete lo spettacolo magnifico. Dell’ enorme ghiacciaio del Monte bianco. Il desiderio di tutti quelli che salgono in cima è di poter camminare su questa immensa distesa di neve. In linea teorica ciò non sarebbe consentito, e quindi ci si dovrebbe accontentare di poter guardare la neve senza poterci andare sopra. In realtà esiste un passaggio che si trova sotto la terrazza principale consente di poter raggiungere il ghiacciaio stesso. Dovete camminare su una pensilina metallica che vi porterà verso la discesa al ghiacciaio. Il problema è però che questa discesa è chiusa da un piccolo cancello non custodito.

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Quasi tutti scavalcano questo cancelletto e scendono da una rampa metallica che gli Consente di raggiungere il ghiacciaio. Se non siete però sicuri evitate di fare una simile discesa in quanto risalire non è così semplice come scendere. Ovviamente se dovesse nevicare questo freddo o esserci il vento molto forte evitate assolutamente di fare una cosa del genere. Potrebbe essere molto pericoloso. Assicuratevi inoltre di non essere soli perché potresti avere grosse difficoltà a poter risalire dal ghiacciaio e tornare indietro. Massima attenzione.

CAMMINARE SUL GHIACCIAIO – LE CIASPOLE DA NEVESe decidete di scendere sul ghiacciaio, ricordatevi sempre che camminare sulla neve non è come spostarsi su altre superfici. Non appena poserete il piede sul manto bianco, i vostri piedi sprofonderanno subito, per cui camminare potrebbe risultare poco agevole. Se intendete quindi fare una bella e lunga passeggiate, e non spostarvi solo di qualche metro, allora la soluzione è portare con voi delle belle CIASPOLE da agganciare alle vostre calzature. In commercio ne troverete di tutti i prezzi. In questo modo potrete spostarvi liberamente. In caso contrario i movimenti potrebbero risultare estremamente faticosi. Vi assicuro che senza questo valido ausilio, potrete fare solo poche decine di metri.

LA FAUNA. A queste quote, dove è presente sempre la neve ed il ghiaccio, ed il freddo intenso, è difficile trovare animali o insetti. Nonostante ciò sulla terrazza e sul ghiacciaio volteggiano uccelli di colore nero di grandi dimensione, evidentemente attratti dalla presenze delle numerose persone.

IL MUSEO DEI CRISTALLI

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Nella stazione di arrivo dello Skyway è presente anche un piccolo ed interessante museo. Si tratta di una mostra permanente – gratuita – caratterizzata dalla presenza di grandi teche di vetro nelle quali sono custoditi numerosi esemplari di minerali originari del Monte Bianco. Sulla montagna è infatti presente una miniera di galena argentifera, abbandonata di tempo, ubica nel ghiacciaio del Miage, alla considerevole altezza di circa 3.400 mt. Lo sfruttamento della miniera presentava grandi problemi legati alla presenza costante del ghiaccio e del freddo intenso, e per la difficoltà legate al poter raggiungere simili altezze con le attrezzature del tempo, e ne comportò l’abbandono sul finire del 1900.

ORTO BOTANICO – “SUSSURREA”

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Stazione intermedia “Pavillon” dello Skyway

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Una volta effettuata la vostra passeggiata sulla punta Helbronner e sul ghiacciaio, consiglio poi di effettuare un’altra visita da non mancare: quella all’orto botanico che si trova in prossimità alla stazione interemedia  dello skyway denominata “Pavillon”. Potete decidere di visitarla al momento della salita, o al ritorno punta Helbronner. Si tratta di un orto botanico di medie dimensioni, molto particolare. Una volta entrati – l ingresso compreso nel biglietto  – potrete passeggiare tra i sentieri di un’area disseminata di aiuole dove sono presenti varietà botaniche autoctone delle montagne italiane, ed esemplari provenienti da altri paesi. Soffermatevi ad osservare bene piante che difficilmente potrete vedere a quote inferiori, e che si trovano anche in paesi molto lontani. Vi è anche la possibilità di poter acquistare piante coltivate, come ad esempio la stella alpina, un tempo molto rara e protetta, adesso venduta per poche decine di euro.
Ricordatevi però che quando ho acquistato una pianta del genere dovette poi pensare a non portarla in climi troppo caldi. Una volta effettuata questa passeggiata, potete anche camminare sui vari sentieri che si trovano all’esterno dello stesso orto botanico e che fiancheggiano l’area. Un consiglio, se avete tempo, e anche quello di fermarvi a prendere il sole, se ovviamente la giornata lo consente. Se poi volete mangiare qualcosa ed non avete portato nulla con voi, nell’ampia area antistante l’orto botanico, e vicino all’arrivo o partenza della stazione parlo, è presente un ristorante bar.

DOVE ALLOGGIARE – DORMIRE Se non avete già deciso dove poter alloggiare per effettuare l’escursione sul Monte Bianco, allora un suggerimento può essere quello di alloggiare presso una struttura ricettizia della Cormuyer o di Pre Saint Didier.
La prima è nota per essere, durante l’inverno, una rinomata stazione sciistica. Durante quella estiva invece, è un ottimo punto di partenza per poter visitare le meraviglie della Val Veny e della Val Ferret.
La seconda invece, poco distante da stessa Courmayer e molto conosciuta per una famosa, quanto antica, stazione termale (dove suggerisco di andare).

Di seguito il video con le immagini degli appunti di viaggio sul Monte Bianco.

Altre idee per una passeggiata cliccando sul link sottostante

ITALIA – PAGINA GENERALE

 

ITALIA – VALLE D’AOSTA – PAGINA GENERALE

Ai prossimi appunti di viaggio.