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ITALIA – REGIONE UMBRIA: ROCCAPORENA – IL LUOGO NATALE DI SANTA RITA DA CASCIA

 

 

La frazione di Roccaporena dista circa 6 km dal comune di Cascia, in Umbria (provincia di Perugia).  Ha una storia antica, in quanto esisteva già nel medioevo. Fino al 1950 circa era una località molto isolata, ma a partire da quell’anno è stata inaugurata l’unica strada che attualmente conduce al Borgo, che di fatto a “rotto” questo secolare isolamento.

E’ una località ben conosciuta da molti secoli, poiché ha dato i natali a Santa Rita, nel cui nome, nell’anno 1939 è stata istituita l’Opera di Santa Rita, che ha contribuito a diffondere ulteriormente il rito della Santa, occupandosi al contempo ad opera di bene. Oltre ad essere un luogo di culto, è conosciuta anche per le escursioni che si possono fare nei suoi dintorni.

 

PREPARAZIONE FISICA. La visita è adatta a tutti, sia grandi che piccoli. Rocca Porena si trova a circa 700 metri s.l.m , ma il paesino e quasi del tutto pianeggiante, diversamente da altri borghi antichi, spesso aggrappati sulle rocce. Il solo problema è rappresentato dalla  salita verso lo SCOGLIO dove si recava Santa Rita per pregare. L’unico tragitto percorribile è quello del sentiero che si trova su un fianco della montagna. È tutto lastricato, con numerosi gradini. No ci sono però ascensori o altro per salire e non esiste alcuna strada per i veicoli. Per cui se non siete abituati a camminare, o se non siete in buone condizioni di salute, limitatevi a guardare lo scoglio dal basso, ma non vi arrampicate. Se non ne potete fare a meno, allora fate molte tappe e riposatevi all’ombra. 

DOVE SI TROVA. Di seguito la mappa interattiva di GOOGLE MAPS che vi consentirà di raggiungere la vostra meta utilizzando il vostro dispositivo come un navigatore GPS ovunque vi troviate. Per calcolare il percorso cliccate sulla freccia blu sulla mappa. Ricordate che nell’angolo sinistro in basso è presente la versione “Earth” della mappa.

LE PREVISIONI DEL TEMPO.  Di seguito troverete un box meteo con le previsioni del tempo riferite alla zona di CASCIA su base settimanale, aggiornate in tempo reale. Vi consentirà di organizzare la vostra escursione con il tempo migliore

LE PERSONE ANZIANE. la “scoperta” di Rocca Porena e certamente adatta alle persone anziane. Gli spostamenti all’interno dell’abitato e dei luoghi di Santa Rita sono facilmente raggiungibili. L’unico problema è la visita allo SCOGLIO. Come sopra indicato, la salita è molto ripida, ci sono molto gradini e nessun modo di raggiungere la vetta, se non a piedi. Per chi non ha particolari problemi, il consiglio e quello di prendersi tutto il tempo necessario, facendo molte soste per riprendere fiato. Evitate di fare “tutta una tirata”. Potrebbe essere pericoloso. 
 
LE PERSONE DIVERSAMENTE ABILI. Per queste persone vale quanto detto per le persone anziane, ma con ulteriori avvisi. Per coloro che non possono camminare, e che devono utilizzare la carrozzina, è possibile vedere quasi tutta Rocca Porena. Il Santuario, l’orto del miracolo posso essere raggiunti. Per la casa Natale di Rita e quella maritale stesso discorso. IL Lazzaretto si può osservare solo dall’esterno. Per lo SCOGLIO l’uso della carrozzina non è possibile. La salita è molto ripida, ci sono  tante scale, e non sono presenti vie alternative. Non si può arrivare con la macchina
 
DOVE MANGIARE. Per mangiare non ci sono problemi. Potete scegliere il ristorante o il bar dove acquistare panini o altro. Si possono anche trovare dei camioncini che offrono un servizio di ristorazione. Se optate per il ristorante, informatevi per tempo e prenotate. Nei fine settimana potreste non trovare posto. 
 
IL PARCHEGGIO. Per lasciare i vostri veicoli non ci sono particolari problemi. La piazza principale di Rocca Porena e grande ed è possibile parcheggiare nella parte più esterna. Troverete spazio anche nelle vie secondarie. Nei fine settimana potreste trovare qualche difficoltà nel trovare posto. 
 
L’ABBIGLIAMENTO.  Potete indossate quello che preferite per la visita. Ricordate però che in inverno in queste zone può fare molto freddo e nevicare , e in estate molto caldo. Alcuni dei posti che visiterete sono “sacri”, per cui adeguate il vestiario al rispetto che meritano. 
 
LE SCARPE.  Per visitare Roccaporena non avete bisogno di calzature particolari. Il consiglio però è quello di usarne di comode, come scarpe da ginnastica o trekking leggero. Il motivo sta soprattutto nella salita verso “lo scoglio” di Santa Rita, dove scarpe alte o eleganti potrebbe essere scomode. In estate quelle aperte possono andare bene. Per le donne e sconsigliato l’uso dei tacchi. 
 
LA CASA NATALE DI RITA.  E’ composta da più ambienti che si trovano su piani differenti. La manutenzione degli ambienti e evidente. Di particolare interesse sono la stanza da letto di Rita, ed io manto della Santa. In uno degli ambienti vi sono immagini e didascalie, è raccontata la storia di Roccaporena e la vita di Rita. Dedicate un po’ di tempo a leggere il contenuto e a guardare le immagini. Vi aiuteranno a capire meglio questo luogo e chi era la Santa. 
 
IL MANTO DI SANTA RITA.
UN POSTO ADATTO PER I BAMBINI.  La gita alla scoperta di Roccaporena è adatta ai più piccoli, soprattutto nella parte che riguarda i luoghi di interesse principale. I percorsi sono semplici e le distanze brevi farà un un punto e l’altro. Ci riferiamo ovviamente ai bambini che possono camminare da soli e che non fanno i capricci. Il discorso cambia completamente quando si tratta di salire sullo scoglio di Santa Rita. Come anticipato, la salita e molto ripida e con molti gradini. Non ci sono ascensori o mezzi di trasporto che vi possano giungere. Per cui potreste trovarvi nella necessità di prenderli in braccio. Per quelli più grandi sarà una vera avventura, e si divertiranno mentre salgono e poi scendono. 
IL PASSEGGINO. IL passeggino può essere utilizzato per visitare Rocca Porena e i luoghi della Santa. Nella casa natale però sarete comunque costretti a non utilizzarlo, in quando gli ambienti di snodano su più piani e con gradini tra una stanza e l’altra. Su può tranquillamente impiegarlo per visitare l’ORTO DEL MIRACOLO, dato che il sentiero e facilmente percorribile. Il discorso cambia completamente per la salita verso lo SCOGLIO. I tanti gradini e la forte pendenza sconsigliano di utilizzarlo. Per cui portate i bimbi in braccio. Ovviamente sarete voi ad effettuare la valutazione più opportuna, ma il fatto che non se ne vedono in giro, è un chiaro messaggio. 
LE FOTOGRAFIE DI ROCCA PORENA. All’interno della casa sono presenti degli spazi dove troverete una serie di pannelli sui cui sono presenti numerose fotografie che raccontano la storia si Rocca Porena e dei sui cittadini. Sono accompagnate da alcune didascalie che cattureranno la vostra attenzione. Passate qualche minute a leggerle e conoscerete meglio questi luoghi. 
 

 

Il “cartello” che vedete qui sopra si trova all’interno della casa natale di Santa Rita. Può sembrare incredibile, ma a causa dei comportamenti incivili di alcuni visitatori,  è stato necessario ammonire i turisti dall’evitare questo comportamento scellerato. Purtroppo è un brutto costume, che non risparmia nemmeno i luoghi sacri. 
 
 
L’ORTO DEL MIRACOLO. L’entrata è gratuita.  Raggiungerlo è molto semplice. Si trova all’interno del paese. Ci sono dei cartelli che vi ci porteranno facilmente. Bisogna percorrere un piccolo sentiero con l’entrata e l’uscita in due punti differenti, non molto distanti tra loro. In realtà non esiste un ingresso obbligatorio. Il consiglio però e quello di iniziare da quello che è considerato l’ingresso principale. Infatti il sentiero vede la presenza anche della via Crucis, che ha un ordine bel preciso. Se entrate dall’uscita, ovviamente le singole stazioni saranno nell’ordine inverso. 
Per seguire il verso giusto del sentiero dovrete lasciarvi la piazza principale del paese alle spalle e tenere il lato sinistro della strada, come se volesse andare via dal borgo. Ad un  certo punto vedrete il cartello che vi indica come arrivare al sentiero. Il cammino tende a salire, per arrivare al punto più alto, ovvero l’orto del miracolo. Poi scende per riportarvi verso la strada principale. 
Il sentiero che vi porta all’orto e composto da scale in pietra e tratti in terra battuta. Non è molto ripido, ma non è accessibile alle persone che abbiano difficoltà di deambulazione importanti o che usino la carrozzella. Non ci sono strade alternative per arrivare all’orto. 
E’ caratterizzato dalla presenza di una statua in bronzo che rappresenta Santa Rita malata che riceve una visita da una cugina. 
L’orto è ubicato a ridosso di una parete rocciosa. Da qui potrete inoltre vedere distintamente LO SCOGLIO

 

LA ROSA ED I FICHI. Rita era malata ed ormai alla fine dei suoi giorni. Una cugina era venuta nel monastero a Cascia per trovarla. La Santa (anche se all’epoca non lo era ancora) espresse il desiderio di poter mangiare dei fichi e di avere una rosa. Pur essendo pieno inverno, la parente si recò a Roccaporena per assecondarla, credendo c’è il desiderio fosse il frutto dei vaneggiamenti d una persona molto malata. Ma il suo desiderio si accerti. La cugina trovo infatti nell’orto del padre sia i fichi che la rosa, e lo porto a Rita. Questo avvenimento fu confermato molti secoli fa, durante il processo di beatificazione avvenuto nel 1626, da persone del luogo.
La statua che vedete nelle immagini è opera dello scultore romano Rodolfo Maleci,  realizzata nel 1949 in bronzo. Rappresenta il momento in cui Rita chiede alla cugina la Rosa ed i fichi. 
 

 

LA VIA CRUCIS. Durante la salita verso l’orto del miracolo potrete vedere le singole stazioni delle Via Crucis. Una parte si trovano sul percorso prima di arrivare nella zona dove si trova la stanza. Un’altra parte invece durante il cammino che porta verso l’uscita.
LA CASA MARITALE. Una volta entrati in questo edificio, non vi troverete in una casa vera e propria, ma in una cappella. Fu trasformata in un edificio di culto nel lontano 1629 per volere del del Cardinale Fausto Poli, che oltre a ciò, si prodigò per perorare la causa di beatificazione della Santa presso il Papa di allora URBANO VIII. L’ambiente non e molto grande. Ci sono alcune panche destinate alla preghiera per i fedeli un altare, ed un quadro che rappresenta la Santa nel momento in cui riceve la spina. La casa è uno tra i pochi edifici rimasti intatti dopo il terremoto che devastò Roccaporena nel 1599. Qui Santa Rita e vissuta dall’anno in cui si sposò, fino a quando non entrò in convento. Alle spalle della casa è presente un giardino ben curato, che si può vedere dalla strada. 
IL LAZZARETO.  La struttura risale al medioevo, e dei tre ambienti originali, ne sono rimasti solamente due. Era un luogo destinato ad ospitare i forestieri che si trovano in questa zona. Prende questo nome, in quanto venne utilizzato come luogo di ricovero per le persone che si ammalavano di peste (anticamente le epidemia erano frequenti), e Santa Rita vi si recava per prestare assistenza alle persone da assistere. 
 
LA GROTTA D’ORO. Si tratta di una spazio naturale di grandi dimensioni be visibile da quasi ogni punto di Roccaporena. Al suo interno è presente una grande croce. Può essere visitata utilizzando un apposito sentiero, ma alcuni luoghi, tra cui questo sono stati chiusi al pubblico, a causa del terremoto che ha colpito queste zone. Verificate  quindi di persona se possono essere visitate. 
 
 
LO SCOGLIO.  È uno dei luoghi simbolo di Roccaporena. La Santa si recava sulla sua sommità molto di frequente per pregare, sentendosi più vicino a Dio. Bisogna salire di circa 120 metri per raggiungere la suo sommità, ed arrivare agli 820 metri di altezza. Un tempo vi era un normale sentiero di montagna, sostituito poi da un percorso a gradini e lastricato molto agevole e sicuro

 

LA VIA CRUCIS. Troverete durante l’ascesa le varie stazioni della passione di Cristo. Le singole stazioni sono posizionate  nelle varie curve del cammino. Qui potete fermarvi a riflettere e riposarvi per riprendere fiato. 
GLI EX VOTO.  Una particolarità di questa salita sono gli ex voto posizionati sui muretti che delimitano la salita. Si tratta di lastre di pietra che fungono da “corrimano”. Iniziano dall’ingresso per arrivare alla sommità. Sono un chiaro segno della devozione dei fedeli che a migliaia ogni anno percorrono questa salita. 
 
LA STATUA DELLA SANTA. Una volta arrivati sulla sommità dello scoglio, vi troverete su uno spiazzo di medie dimensioni, dove si anche la statua di Santa Rita. È in bronzo, ed è circondata da una cancellata, che impedisce di toccarla. 

 

LA CHIESA SULLO SCOGLIO. Quella che vedete adesso è del è stata è una struttura che risale al 1979, costruita a seguito di un violento terremoto di quell’anno. La costruzione originale invece risale al 1919.
 

 

LA FONTE D’ACQUA. Una volta arrivati sulla sommità dello scoglio, troverete una fonte d’acqua. Si trova sul piazzale in cui sono presenti sia lo scoglio che la chiesa. La particolarità è che questa fonte di trova sul punto più alto di questa “grande roccia” e non in basso come in genere avviene in montagna. Per quanto è dato sapere questa acqua non si può bere. 
IL SANTUARIO DI SANTA RITA. 
 
E’ una delle strutture più recenti dell’antico borgo di Roccaporena. E stato aperto al culto dei fedeli nel 1948. La pianta e a tre navate. Nella parte esterna, davanti all’ingresso principale si trova una statua in bronzo che rappresenta la Santa in abiti da popolana
 
LA CHIESA DI SAN MONTANOE’ molto antica. Risale infatti medioevo ed è dedicata San Montano, un monaco proveniente dalla regione della Licia. Morì a Roccaporena. È il Santo protettore del borgo. La chiesa originariamente era ad un sola navata. Nel 300 fu poi aggiunta una ulteriore navata.
Per Santa Rita fu molto importante. Ricevette infatti qui la sua formazione religiosa e si sposò con Paolo di Ferdinando. 
 
IL PERCORSO DA SEGUIRE. La passeggiata alla scoperta di Roccaporena è rilassante e semplice. Conviene però lasciare la salita verso lo SCOGLIO per ultima, essendo faticosa. Così alla fine potrete riposarvi, visitando qualche negozio di souvenir o prendendo qualcosa al bar. Per gli altri luoghi non è previsto un ordine preciso per poterli vedere. 
 
I SOUVENIR. Prima di lasciare Roccaporena, potete visitare alcuni dei negozi di souvenir presenti nell’abitato. Sono ben forniti di oggetti sacri, dedicati soprattutto a Santa Rita. Potrete anche comprare una pianta di Rose vera (non di plastica), che ci ricorderà il miracolo. 
 
COSA VEDERE INTORNO.  Dopo aver visitato Roccaporena, una tappa “obbligata” è il Santuario dedicato a Santa Rita, a Cascia. Qui potrete vedere il corpo della Santa, esposto al Pubblico. Si trova a circa a 6 km da Roccaporena. Ricordatevi però che durante il settimana, Cascia è molto frequenta, per cui consiglio e quello di visitarlo dal lunedì al venerdì. 
 
 
IL CENTRO SPORTIVO. Una volta giunti sullo sommità dello scoglio di Santa Rita, potrete vedere dall’alto, oltre il bel panorama, anche un grande campo di calcio con annesso centro sportivo, presso il quale vengono effettuati i ritiri di importanti squadre di calcio. 
 
Ai prossimi appunti di viaggio. 
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ITALIA – REGIONE LAZIO: IL BORGO DI GRECCIO E L’EREMO DI SAN FRANCESCO

IL SANTURIO DI GRECCIO SULLA PARETE DI ROCCIA

STORIA DEL SANTUARIO. Il Santuario di Greccio, o anche Eremo di Greccio, fa parte dei quattro santuari edificati da San Francesco, nella zona conosciuta come la Valle Santa. Si trova ad una quota di circa 600 mt s.l.m. Sulla sua costruzione la storia ufficiale racconta che il luogo sia stato scelto direttamente da San Francesco attraverso il lancio di un tizzone di brace sulla parete di roccia, nell’anno 1224, dove attualmente sorge lo stesso santuario. Proprio in quella punto venne costruita la struttura originaria. Quella zona all’epoca era di proprietà feudale, di un certo Giovanni Velita, il quale autorizzò la costruzione. Questo episodio, sulla nascita del santuario, è raccontato in maniera molto chiara nella manifestazione relativa al presepe vivente, di cui troverete scritto in seguito.

DOVE SI TROVA – GOOGLE MAPS. Per raggiungere il Santuario potete utilizzare la mappa interattiva di qui di seguito di google maps. I vostri dispositivi diventeranno navigatori gps. Per fare la rotta cliccate sulla freccia azzurra nell’angolo a sinistra in alto della mappa.

 
 
IL METEO. Di seguito troverete un box meteo con le previsioni del tempo riferito al Borgo si Greccio su base settimanale. Questo vi consentirà di organizzare al meglio la vostro escursione con il tempo migliore.
 
 
 
ESTERNO SANTUARIO. Arrivando dalla Valle santa, e quindi dalla pianura rispetto la posizione in cui si trova greccio, troverete il santuario sulla vostra destra. La struttura si presenta, come chiaramente si vede dall’immagine all’inizio degli appunti di viaggio, in pratica aggrappata alla montagna. Una volta parcheggiato, per raggiungerlo dovete salire una scalinata. Non si tratta di una grande salita, ma può presentare qualche problema per bambini anziani, ed in genere persone che hanno problemi di deambulazione.

LA SCALINATA CHE PORTA AL SANTUARIO

Fatte queste rampe di scale, vi troverete su un ampio piazzale, anche se non grandissimo, dove sarà possibile entrare all’interno del Santuario o della chiesa stessa, anche per visitare la mostra dei presepi di cui si descrive in seguito. Come facile immaginare trattandosi di una struttura antica, l’edificio è tutto in pietra. L’impressione comunque è veramente particolare e sembra quasi un miracolo che possa restare così agganciato alla roccia. Il santuario, può essere raggiunto  anche da una diversa posizione, in pratica dall’alto. Il percorso da seguire è molto semplice o con la macchina o a piedi, percorrendo qualche centinaio di metri, troverete sulla vostra destra andando verso Greccio, una strada. Percorrete qualche decina di metri, e ritroverete in una zona dove si può parcheggiare la macchina o altri veicoli. È importante però evidenziare che, proprio a causa dell’ampio afflusso di persone, trovare un posto libero non è facile. Potete però lasciare il vostro mezzo sul ciglio della strada, proseguirà a piedi, e poi scendere da questa, per raggiungere il santuario dall’alto.

 
 
 
INGRESSO NEGOZIO RICORDI

L’AFFRESCO NELLA CAPPELLA.

 

Una volta entrati all’interno del santuario, subito alla sinistra noterete una zona di preghiera con una bella “Cappella del Presepio”. Per coloro che conoscono la Basilica di Assisi, sarà facile riconoscere la scena che vi dipinse Giotto. Si può notare, sul lato sinistro dello stesso affresco, San Francesco in ginocchio in adorazione del bambino, con la Madonna, mentre sul lato destro un sacerdote mentre celebra la messa. Tornando sempre sul lato sinistro, alle spalle di San Francesco in ginocchio è possibile vedere una serie di personaggi che partecipano a questo evento il primo, ovvero l’uomo che indossa una tunica rossa e, secondo la tradizione è Giovanni Velita, il nobile, come riportato sopra sul cui terreno, o per meglio dire sul cui fianco della montagna di sua proprietà è stato edificato lo stesso santuario, e che strinse con lo stesso Santo una profonda amicizia. La donna invece che si vede alla sinistra nello stesso Giovanni Velita è sua moglie, e indietro, alcune presenze che simboleggiano il popolo di Greccio che assiste all’evento.

 

LUOGO DI PREGHIERA DEI MONACI. Percorrendo l’interno del monastero, nella parte finale, prima dell’uscita, vi troverete in due ambienti collegati tra loro, che sono luoghi di preghiera dei monaci. Noterete la presenza di scranni in legno di colore scuro, alcuni affreschi e un altare.

 

 

LA CHIESA DEL SANTUARIO. Una volta salita la scala che porta al Santuario, sarete su un ampio piazzale. Sul lato sinistro è presente l’ingresso della chiesa annessa al santuario. Si tratta di una costruzione più recente rispetto a del Santuario voluto da San Francesco. Una volta entrati vi troverete in una ampio spazio con l’altare alla vostra destra.

 
 
 

 

LE CELLE DEI MONACI. Il monastero aperto alla visita dei turisti, non è di grandi dimensioni. Il percorso si snoda attraverso una serie di corridoi e di sale per giungere poi nei luoghi di preghiera riservati ai monaci. Una particolarità di questo convento sono le celle dei monaci. Normalmente e molti altri monasteri, sono strutture in pietra con delle piccole porte di legno. In questo caso invece in un ampio corridoio noterete la presenza di strutture in legno con delle porte. In pratica ogni singola stanza dei monaci è ricavata proprio utilizzando questo modo di suddividere gli ambienti. Le foto che seguono chiariscono bene di cosa si tratti.

 

 

GLI AFFRESCHI. All’interno del Santuario, durante il percorso, troverete alcuni affreschi a carattere religioso.

 
DOVE AQUISTARE I RICORDI. Se volete compare qualche souvenir, potete farlo nel negozio di ricordi che si trova proprio nel Santuario stesso, nei locali sotto il porticato, accanto all’ingresso per vedere la mostra dei presepi. Qui troverete oggetti religiosi, accessori per i presepi ed altro.
 
 
L’ORARIO MIGLIORE PER LA VISITA. Per poter visualizzare il santuario di Greccio ed il paese, è meglio scegliere la mattina per il primo pomeriggio, soprattutto se intendete farlo durante la stagione invernale. In particolare, durante il mese di dicembre, in cui l’afflusso al paese è molto alto, a causa sia della presenza dei mercatini di Natale che della rappresentazione sulla nascita del presepe ad opera di San francesco, il sole tramonto dietro la montagna intorno alle 16:30. La posizione del santuario,  che è normalmente la prima tappa della visita a Greccio, è tale per cui nel giro di pochi minuti passa dall’essere illuminato dal forte sole nelle giornate più belle, ad un ombra piuttosto marcata. Per cui il consiglio è quello di non attardarsi nelle visitare il santuario, perché praticamente dovresti trovare una situazione tale da non farvi godere appieno della bellezza di un simile luogo.

IL PANORAMA. Il santuario si affaccia sulla CONCA REATINA, come si vede bene dalla foto che segue.
 
 

IL PRESEPE VIVENTE. Una delle principali attrazioni a Greccio è il famoso “Presepe Vivente”. Si tratta di una vera rappresentazione teatrale all’aperto, sulla nascita del presepe ad opera di San Francesco. Non troverete un presepe animato, come da altri parti, ma la storia molto chiara proprio sulla genesi di questa antica tradizione. La leggenda vuole che durante una rievocazione, se la nascita del presepe, il bambinello, l’unico personaggio nella rappresentazione non vivente, prese improvvisamente vita, per poi tornare ad essere una icona inanimata. Per entrare si paga un biglietto, dal costo basso. Allo stesso e associata una LOTTERIA, che mette in palio bei premi. La durata complessiva è di circa un’ora. Assistere allo spettacolo seduti su degli spalti metallici con panche in legno. Una RACCOMANAZIONE IMPORTANTE è di vestirsi pesanti con abiti caldi. Il motivo è molto semplice. Lo spettacolo è all’aperto e nel mese di dicembre e gennaio. L’altezza è poi all’incirca di 600 metri s.m.

CALENDARIO RAPPRESENTAZIONI. Lo spettacolo viene effettuato secondo un calendario preciso stabilito di anno in anno. Per informazioni precise fate riferimento sempre al sito ufficiale del comune di Greccio.

 
TEMPERATURA ED UMIDITÀ. Come è logico che sia, la temperatura è l’umidità di questi luoghi, è fortemente condizionata sia dalla stagione in cui effettuare la visita, sia dalle condizioni metereologiche della giornata scelta. Nel caso in cui decidiate di andare a Greccio nel periodo invernale, soprattutto nel mese di dicembre, ricordate che qui con il clima non si scherza. Come già ricordato, la quota in cui si trova il santuario di circa 600 metri. Questo significa che nelle giornate più fredda la temperatura può essere anche molto vicino allo zero, e puo anche nevicare.
 

LA MOSTRA DEI PRESEPI AL SANTUARIO. Per coloro che amano i presepi, o per chi è semplicemente curioso, nel Santuario è presente una mostra, con dei bellissimi presepi. Si va da quelli più classici a quelli moderni o etnici. Si tratta di lavori di ottima fattura realizzati con grande cura. L’ambientazione è suggestiva, con queste “opere” valorizzate da una bella illuminazione. Inoltre la visita consente di vedere la chiesa dall’alto, dal ballatoio.

 
 
DISTANZA TRA IL SANTUARIO E GRECCIO. Il Santuario e il borgo di Greccio distano circa 3 km. In genere si vista prima il Santuario e poi il borgo. Potere quindi parcheggiare negli spazi presenti sotto il santuario e poi fare un passeggiata sulla strada che li collega, per raggiungere il borgo. Ricordate però che la strada non è illuminata, ed inverno il buio arriva abbastanza presto. Non ci sono marciapiedi e la strada è frequentata da pullman e auto. Per cui fate molta attenzione.
 
IL PARCHEGGIO. Bisogna considerare che Greccio e il suo Santuario sono mete turistiche molto richieste dai turisti, soprattutto nel fine settima, e nel periodo natalizio, grazie alle manifestazioni del “Presepe vivente” e dei “Mercatini di Natale”. Per questo parcheggiare i propri veicoli può presentare qualche difficoltà, proprio in queste giornate. In prossimità del Santuario troverete una serie di piazzole per lasciare le auto, potete amiche utilizzare della aree che si trovano ai bordi della strada che porta al paese. Se invece vi recate a Greccio, troverete dei veri e propri parcheggi. Anche in questo caso però potreste dover aspettare prima di poter lasciare l’auto.
 
AREA CAMPER. Per coloro che viaggiano usando il camper, è presente in prossimità del santuario un’area di sosta attrezzata.
 
RAGGIUNGERE GRECCIO CON IL PULMAN – VISITE ORGANIZZATE.
Per raggiungere Greccio e il suo Santuario è possibile anche utilizzare pullman turistici che vi porteranno comodamente in questi luoghi senza avere anche il problema del parcheggio. Per questo servizio fate riferimento direttamente ad una ricerca su internet o presso le agenzie di viaggio.
 
DOVE MANGIARE. Per fare uno spuntino o se amate andare al ristorante, non ci sono particolari problemi. Nel primo caso, in prossimità del Santuario troverete un bar e dei chioschi dove acquistare panini e dolci, come torroni, mandorle ecc. Se invece volete volete pranzare o cenare in modo completo, dovete recarvi al Greccio, dove sono presenti alcuni ristoranti che affacciano sulla piazza principale. In questo caso però è sempre il caso di prenotare, soprattutto che andate il sabato e la domenica. Tre inoltre, sempre nel borgo di Greccio, potrete mangiare acquistando prodotti locali tipici direttamente in alcune tensostrutture dove viene effettuata la vendita al dettaglio.
 
IL MUSEO INTERNAZIONALE DEL PRESEPE DI GRECCIO. Una meta da non mancare per tutti coloro che amano i presepe in tutte le sue forme, è certamente il Museo del Presepe di Greccio. Si tratta di una mostra espositiva con tanti presepi provenienti da tutto il mondo, di pregevole fattura, alcuni dei quali veramente originali. La mostra si snoda tra corridoi e sale. Per entrare di paga un biglietto con imposto basso. Si trova a ridosso del borgo, a circa cento metri dal centro. Gli orari di apertura sono dalle ore 10.00 alle 13.00 e 15.00 alle 17.00. Per ulteriori informazioni potete fare riferimento alla pagina ufficiale del comune di Greccio http://www.comune.greccio.it oppure contattare il numero 0746-740028 oppure l’email info@comune.greccio.it o museopresepi@comune.greccio.it.
Di seguito, oltre ad alcune immagini relative alla esposizione dei presepi, troverete la mappa di google maps per raggiungere il museo.

 

I MERCATINI DI NATALE. Nel periodo natalizio, nella piazza principale del paese, vengono allestite una serie di strutture in legno dove vengono esposti e messi in vendita prodotti tipici delle feste natalizie e della zona, oltre a prodotti alimentari. I chioschi sono posizionati in modo circolare, seguendo la forma della piazza centrale. Per conoscere con esattezza il calendario di apertura e chiusura dei mercatini, potete fare riferimento agli indirizzi utili, nella parte finale degli appunti di viaggio.

 

LA CHIESA DI SAN MICHELE ARCANGELO. Una volta entrati nel Borgo di greccio, non potrete non notare, arrivando nella piazza centrale dove si svolgono i mercatini di Natale durante l’inverno, la chiesa di San Michele arcangelo, o meglio conosciuta anche come la Collegiata di San Michele Arcangelo. Come si capisce bene, Questa chiesa parrocchiale è dedicata proprio a San Michele, e risale al XVI secolo appunto la caratteristica propria di questa struttura e di essere praticamente è una cosa unica con il castello. La Torre dello stesso Infatti è anche il campanile della chiesa. Una volta entrati all’interno noterete che la stessa è veramente ben tenuta, ed è ad una navata unica, con delle absidi laterali punto questa chiesa così come si vede oggi è più recente rispetto alla sua originaria costruzione, in quanto nel corso dei secoli è stata più volte oggetto di ricostruzione a causa della sua distruzione. Le cappelle laterali, sono dedicate da una parte alla Madonna immacolata, e dall’altra a Sant’Antonio da Padova.

 

NUMERI ED INDIRIZZI UTILI . Per tutte le informazioni visitare il sito ufficiale del Comune di Greccio. http://www.comune.greccio.ri.it/

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ITALIA – LAZIO – SANTUARIO DELLA MADONNA DELLA MENTORELLA

DOVE SI TROVA. Il Santuario si trova nell’Italia centrale, nella regione Lazio, in proprossimità dei pasi di Capranica Prenestina, Ciciciliano, Cerreto Laziale e Poli, e distamte circa 23 km da Tivoli e 53 km da Roma. E’ sulle pendici del monte Guadagnolo a circa 1.018 mt di altezza, e la sua parte a strapiombo, si affaccia sulla Valle del Giovenzano.

LA NATURA. Il santuario della Mentorella, oltre ad essere molto apprezzato in quanto importante luogo di preghiera e, come sopra anticipato tra più importanti santuari mariani, è anche un luogo molto conosciuto per la bellezza della natura che lo circonda. Come sopra detto, si trova arroccato sopra uno sperone di roccia, che affaccia su una profonda Vallata che guarda verso l’abruzzo, mentre per quanto riguarda l’arrivo, la strada da percorrere è circondata da tutta una serie di Prati e dei boschi.

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SCEGLIERE LA GIORNATA GIUSTA. È importante scegliere la giornata migliore dal punto di vista climatico, con il tempo bello, o almeno discreto. Infatti non si tratta solo di visitare il Santuario, ma un luogo dove la natura è protagonista. Di seguito troverete il box meteo con le previsioni del tempo a sette giorni con fasce orarie. Molto utili.

 

PRATI ED ALBERI. 

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LA NEVE. Durante la stagione invernale, complice l’altezza, che si ricorda essere a circa 1200 mt sul livello del mare, è facile che si possa incontrare la neve punto. In questa zona, può nevicare anche molto forte, e diventare molto alta. Per tale motivo, quando decidete di andare a visitare il Santuario, ricordatevi sempre di controllare bene le condizioni meteo, in quanto potreste trovare la brutta sorpresa di non poter passare a causa della neve. Comunque portate sempre con voi in macchina le catene. Se invece decidete di andare con un mezzo a due ruote, la raccomandazione diventa ancora più importante, in quanto il fondo stradale potrebbe essere reso molto scivoloso e di conseguenza pericoloso non solo dalla neve, ma anche da ghiaccio.

IL PANORAMA. Una delle caratteristiche del Santuario della Mentorella, è quella del panorama. La sua posizione particolare, che come anticipato si trova sopra uno sperone di roccia, offre una visuale unica. Una volta saliti sulla Scala Santa, per raggiungere la parte più alta del Santuario, vi troverete di fronte ad un vero spettacolo. Tanto per cominciare, il santuario, proprio per il fatto di trovarsi su uno sperone di roccia, ha ai propri piedi un grande strapiombo. Da qui è possibile vedere una immensa vallata, è di fronte a voi la catena degli Appennini.

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Il panorama che si vede dal Santuario

UN PO’ DI STORIAIl Santuario ha una storia molto antica. Non si conoscono bene le origini della sua nascita. Seconda la tradizione è stata edificato dove avrebbe avuto luogo la conversione di San Eustachio, un ufficiale dell’esercito romano di nome Placido, sotto l’Imperatore Traiano, al quale durante una caccia al cervo apparve Cristo, che gli chiese di abbracciare al fede cristiana. Il Santuario passo sotto i Benedettini, per poi venire lentamente dimenticato, per essere poi essere abbandonato per molto tempo. La rinascita del Santuario avviene grazie ai Gesuiti,  ed in particolare a padre Athanasius Kircher,  il quale molto devoto alla Madonna, non risparmio’ risorse per la ricostruzione  della chiesa e dell’annesso convento, oltre tutta una serie di interventi importanti. Il Santuario è attualmente amministrato dell’ordine dei Resurrezionistiche lo acquistarono dallo Stato Italiano nel 1883. 

LA CHIESA DEL SANTUARIO.

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La struttura è a tre navate, con quella centrale più grande e di maggior altezza.

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Ingresso al Santuario

 

 

IL SOFFITTO DELLA CHIESA. Il soffitto di tutte e tre le navate è in legno, sorretto da travi in sempre in legno a vista.

GLI AFFRESCHI.

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Si vedono bene gli parte degli affreschi originali che coprivano la navata centrale e quelle laterali, la cui realizzazione risale ad un periodo vicino a quello della ristrutturazione del 1700.

LA MADONNA CON IL BAMBINO.

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Il cuore del santuario, è certamente la statua della Madonna con il bambino,La Madonna della Grazie. Come si vede bene, e un opera realizzata in legno. Si ritenere che risalga al 13 secolo. Una caratteristica fondamentale è la posizione del bambino Gesù. Diversamente da altre, il fanciullo guarda verso il volto della madre, e porta il braccio sinistro verso il suo viso, invece di dispensare la benedizione, come avviene in altre opere con lo stesso soggetto. La statue e abbastanza grande, in quanto alta 130 cm. È stata oggetto di un restauro nel 1967, ed i tale occasione è stata “ripulita” da una serie di antiestetici rivestimenti che risaliamo alla fine del 1800. Sul capo indossa una grande corona e sul corpo sono presenti numerose pietre di colore blu e di perle, con una lavorazione tondeggiante chiamata “caboshon”. Anche il bambino Gesù indossa sul capo grande corona con delle pietre.


ALTARE DELLA CHIESA

LA VIA CRUCIS
Sui lati delle navate laterali della Chiesa, troverete le scene della passione di Cristo, lavorate in legno.


LE VETRATE COLORATE

LA GROTTA DI SAN BENEDETTO.

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L’INGRESSO DELLA GROTTA VISTA DALL’INTERNO

Un luogo molto interessante, all’interno del Santuario, e La Grotta di San Benedetto. Trovarla è molto semplice. Guardando l’entrata principale della chiesa, e camminando sul vostro lato sinistro, dirigendomi verso la scala santa, e quindi la parte più alta della santuario, troverete dopo poche decine di metri, un piccolo sentiero anch’esso molto breve, che vi condurrà alla grotta. Una volta arrivati, troverete nella parete di roccia una fessura molto stretta, nella quale passa a malapena una persona di corporatura media.

IL SENTIERO CHE PORTA ALLA GROTTA E I TESCHI ALL’INGRESSO DELLA GROTTA

All’ingresso sulla sinistra, incassata nella roccia, si nota suvito, protette da un vetro, numerosi resti di ossa umane, in particolare di crani. Una volta entrati all’interno della grotta, al sistema automatico di accensione illuminare l’interno per alcuni minuti comunque normalmente la sala è illuminata da numerose candele lasciate dai fedeli come segno di devozione. Si scende qualche gradino, per raggiungere il pavimento della grotta stessa e sulla sinistra, troverete un altare, dove In genere i fedeli lasciano anche dei piccoli ex voto delle fotografie per chiedere la grazia e l’intervento della Madonna. La grotta è molto asciutta, e non fa freddo, ma bisogna però sempre comunque conto della stagione in cui la si visita. La grotta prende questo nome, proprio perché, per un periodo di circa 2 anni,  San Benedetto dimorò al suo interno, utilizzandola come umile abitazione.

LA SCALA SANTA.

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Una volta finita la visita alla grotta di San Benedetto, tornate sui vostri passi, e raggiungete la parte più alta del santuario. Per fare ciò dovete necessariamente passare per la scala santa, che collega la parte più bassa della santuario, dove si trova la chiesa dedicata alla madonna, con quella più alta. La scala santa, è abbastanza ripida, ed è l’unico passaggio per raggiungere la parte sommitale del santuario. Fate molta attenzione durante, perché potrebbe esserci la neve o potrebbe essere coperta di ghiaccio. La scala santa concede Inoltre l’indulgenza plenaria a chi la percorre, a determinate condizioni.


IL PICCOLO CIMITERO.

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Una volta terminata la scala santa, vi troverete in un piccolo spiazzo che da su una magnifica vista sulla Vallata sottostante. Trattenetevi qui per fare foto e per osservare la magnificenza della visuale. Continuando a salire, incontrerete un ulteriore spiazzo, dove in basso a destra noterete la presenza di un piccolo cimitero punto in questa area non molto grande, sono sepolti i resti di tutti i priori che sono stati messi a capo del Santuario. Leggendo le date di nascita e di morte degli stessi, noterete che la maggior parte di loro ha avuto vita lunga.

LA PARTE PIÙ ALTA. Superato il cimitero, si entra immediatamente nella parte più alta di tutto quanto il santuario. Si tratta di un piccolo spazio circondata da muri, da cui si gode un magnifico panorama, si può vedere da una parte la vallata sottostante lo strapiombo su cui è costruito il santuario punto. Dall’altra parte invece è possibile vedere la zona da cui siete venuti, e che è occupata dalla chiesa e da altre aree del Santuario stesso. Su questa area, è presente anche il piccolo campanile, con due campane. Evitate di suonare, per rispettare questo luogo di preghiera.

 

CROCE DAVANTI AL SANTUARIO.

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Lasciando il Santuario, oppure ad inizio della visita stessa, potete salire alla piccola collina che si trova di fronte alla Chiesa di dedicata a Santa Maria della Grazie. Si tratta di fare poche decine di metri, ma la salita è impegnativa a causa del fondo in pietra molto dissestato.

LA SALITA CON FONDO IN PIETRA CHE PORTA ALLA CROCE

Color che hanno problemi di deambulazione devono fare particolare attenzione, cosi le donne che indossano scarpe con i tacchi. E’ molto facile cadere. Se non siete sicuri durante la salita e la discesa, chiedete aiuto a qualcuno. Cadere sarebbe una brutta esperienza. Sulla sommità della collina si trova una grande croce in ferro con un altare che guarda verso il Santuario.

PERSONE DIVERSAMENTE ABILI – ANZIANI. Il Santuario è su due livelli, come si vede bene dalle immagini, ma questa sua caratteristica può presentare qualche problema per coloro che hanno problemi di deambulazione. Per la Chiesa nessun problema, in quanto il percorso è molto agevole, la per raggiungere la parte più alta di deve necessariamente passare per la scala santa, e non sono presenti ascensori o altro. Anche la Grotta di San Benedetto presente alcuni problemi, il quanto il piccolo sentiero è stretto, e l’ingresso al suo interno complicato. 

IL PARCHEGGIO. Per parcheggiare i vostri veicoli, ricordate che all’interno del santuario, non è possibile. Nonostante la presenza di un ampio spazio, i posti auto sono riservati. Comunque non ci sono particolari problemi, in quanto, in prossimità dell’ingresso del santuario, ad una distanza di circa una cinquantina di metri, è presente un’ampia area per il parcheggio. Si tratta di una zona in terra battuta e brecciolino ricavata in una curva della strada che porta al santuario. Ovviamente i posti non sono infiniti, per cui ricordatevi che soprattutto nei giorni di festa e il sabato e la domenica, il parcheggio tende a riempirsi rapidamente, in quanto il santuario è una meta molto richiesta. Comunque, in questo caso, è possibile lasciare la macchina anche sui lati della strada che conduce al santuario.

PARCHEGGIO

DOVE MANGIARE. Per mangiare  ricordate che presso il Santuario non ci sono bar, ristoranti o punti di ristoro. per cui per cui o portate qualcosa con voi, oppure vi potete recare presso il piccolo paese di Guadagnolo, vicino al Santuario, dove sono presenti due ristoranti. Ricordatevi però di prenotare, perché il Santuario è una meta molto gettonata, per cui potreste rischiare di non trovare posto, soprattutto durante il sabato e la domenica. Se poi siete un folto gruppo, la prenotazione è d’obbligo. Dopo le foto, la mappa di GOOGLE MAPS per raggiungere il paese. Usate il vostro dispositivo come un navigatore GPS.

Il paese di Guadagnolo

 

LE MUCCHE.

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Andando e tornando ad al santuario della Mentorella, lungo la strada, incontrerete, quasi sicuramente, gruppi di mucche. questi animali, In pratica sono presenti tutto l’anno in queste zone, in quanto molte di queste aree, sono dedicate al pascolo. Sono animali mansueti, non pericolosi, ma una raccomandazione è di evitare di avvicinarci incautamente. Bisogna fare particolare attenzione nel caso in cui incontriate una mucca con il vitellino. tendono ad essere molto protettive, è per difendere il proprio piccolo, potrebbero diventare aggressive, e sono molto grandi. È facile anche incontrarle sul ciglio della strada mentre camminano o saltano per mangiare qualcosa punto se vi avvicinate con la macchina o con un altro veicolo per fare qualche fotografia, non ci sono problemi.

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IL TRAMONTO. Se avete tempo, tempo Cercate di restare fino all’ora del tramonto. dal monte guadagnolo, È possibile assistere allo spettacolo meraviglioso di un tramonto fuori dal comune.

Ai prossimi appunti di viaggio. 

 

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ITALIA – SANTUARI – P.G.

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ITALIA – SANTUARI – P.G.

Una pagina dedicata ai Santuari presenti sul territorio italiano. Di seguito i link per visionare gli appunti di viaggio.

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ITALIA – TOSCANA – SANTUARIO DELLA VERNA – A.D.V.

 

ITALIA – SICILIA – CITTA’ DI SIRACUSA:IL SANTUARIO DELLA MADONNA DELLE LACRIME – A.D.V

 

 ITALIA – LAZIO – SANTUARIO DELLA MADONNA DELLA MENTORELLA

 

ITALIA – REGIONE LAZIO: IL BORGO DI GRECCIO E L’EREMO DI SAN FRANCESCO

 

ITALIA – REGIONE ABRUZZO: PARCO NAZIONALE D’ABRUZZO, LAZIO E MOLISE: IL MONTE TRANQUILLO E IL SANTUARIO DELLA MADONNA NERA – A.D.V.

ITALIA – REGIONE UMBRIA: ROCCAPORENA – IL LUOGO NATALE DI SANTA RITA DA CASCIA – A.D.V.

 

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REGIONE SICILIA, SANTUARIO ITALIA, SANTUARIO MARIANO

ITALIA – SICILIA – CITTA’ DI SIRACUSA:IL SANTUARIO DELLA MADONNA DELLE LACRIME

DOVE SI TROVA IL SANTUARIO

ORARI DI APERTURA E CHIUSURA

Il Santuario, come tutti i luoghi di culto, ha un orario di apertura e di chiusura – vedere cartello.

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UN PO’ DI STORIA
Nella città di Siracusa, nell’anno 1953, vi fu un evento considerato miracoloso. Presso la casa dei coniugi Iannuso, un normale famiglia siracusana, in via degli Orti, una effige della Madonna, presente sul muro della loro camera da letto, iniziò inspiegabilmente a lacrimare. Tale evento, secondo le cronache, ebbe inizio il 29 agosto fino al 1 settembre dello stesso anno.

LE LACRIME
A termine dell’evento miracoloso, una apposita commissione medico – scientifica le analizzò, attestando che si trattava in effetti ci liquido lacrimale, e non di una contraffazione.

EFFIGE DELLA MADONNA DELLE LACRIME

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Si trova all’interno dello Santuario, in prossimità l’altare

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LA STRUTTURA ARCHITETTONICA

Il Santuario non passa certamente inosservato. Non solo per dimensioni, ma soprattutto per la forma ed il materiale usato. Per la prima, la forma è quella di una goccia, proprio a sottolineare la dedica del Santuario alla Madonna delle Lacrime. Per la seconda, il materiale, è stato realizzato tutto in cemento armato, molto lontano dalle modalità di realizzazione dei numerosi Santuari Cristiani presenti sul territorio Italiano e nel mondo. La combinazione fra questi due elementi, lo rende inconfondibile. Questa struttura molto originale, ha creato aspri dibatti e scontri nella popolazione, soprattutto se pensiamo alla città di Siracusa, molto antica, con importanti monumenti greci, che mal si conciliano con qualcosa di così particolare. L’opera è stata progettata da due architetti francesi, vincitori nel 1957 di un concorso internazionale.

 

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La statua della Madonna sulla cima della cupola

 

TEMPO DI COSTRUZIONE DEL SANTURIO
Il Santuario è stato realizzato in un periodo relativamente lungo, dal 1966 al 1994, ed inaugurata dal Papa GIOVANNI PAOLO II.

DATI TECNICI

Le misure sono di tutto rispetto. L’altezza arriva ai 103 metri e il diametro di 71 materi, per una capienza di 6000 posti a sedere e ben 11.000 in piedi.

LA CRIPTA

Nel Santuario è presente una cripta. Lo spazio è molto ampio e vede al suo interno alcune cappelle.

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IPOGEO PAGANO

Nella cripta sono presenti alcuni resti di età romana, ben conservati, emersi successivamente agli scavi per la realizzazione del Santuario.

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LA STRUTTURA INTERNA

Ciò che colpisce, non è soltanto il particolare aspetto esteriore della grande basilica, bensì anche quello interno. Come si vede dalle foto inserite, la parte interna della Basilica è completamente vuota, Nel senso che la struttura nella parte centrale non presenta nessun tipo di colonna, architrave, o altro.

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La parte interna da cui inizia la cupola

 

I fedeli sono sostanzialmente posizionati in uno spazio aperto molto ampio e l’altare, è inserito nello stesso. Questa assenza di qualsivoglia struttura all’interno del santuario, genera un senso di grande ariosità virgola soprattutto perché, alzando gli occhi, noterete anche la leggerezza, della struttura interna, nonostante la mole.

LA GRANDE CUPOLA

Una particolarità del Santuario è la sua grande cupola interna, un opera unica al mondo.

 

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Le prese di luce della cupola per illuminare la parte interna del Santuario

 

LA SALA DEGLI EX VOTO

Un altro luogo molto interessante all’interno del Santuario e certamente quello dedicato agli ex voto. Si tratta di uno spazio dove sono presenti tutta una serie di oggetti che testimoniano i miracoli attribuiti dalla popolazione all’intervento della Madonna delle lacrime.

 

Si va dagli apparecchi ortopedici di vario tipo, fino addirittura agli abiti da sposa, presenti in maniera molto numeroso all’interno di un’ampia Teca di vetro.

LA SALA DEL DOCUMENTARIO

Un altro spazio molto interessante, nella parte inferiore del santuario, è quello dedicato al documentario relativo al miracolo delle lacrime. Si tratta di un filmato originale dell’epoca, che viene trasmesso durante l’orario di apertura del Santuario stesso, e che racconta ai visitatori la storia della Madonna delle lacrime punto il consiglio è quello di soffermarsi ad ascoltarlo, in quanto chiarisce in maniera molto semplice ed in poco tempo gli aspetti del Miracolo delle lacrime.

 

SISTEMI PER IL CONTROLLO SISMICO

Al fine di garantire il controllo sulla stabilità della enorme cupola in cemento armato, tra le colonne e la stessa cupola, sono presenti dei supporti in gomma che consento alla stessa di assorbire le vibrazioni del terreno in caso di eventi sismici, così come avviene nelle moderne costruzioni anti sismiche. Inoltre noterete anche la presenza di sensori che misurano gli spostamenti della struttura.

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I GIARDINI

Il Santuario è circondato da ampi giardini, molto curati, dove sono presente delle belle aiuole a prato (sulle quale non si può salire) con alberi a medio fusto, alcuni di quali esotici. Sono presenti anche delle panchine dove portesi sedere ed osservare con attenzione il Santuario. Sono anche luogo d’incontro per i cittadini, anche per coloro che non si recano all’interno del santuario.

IL GRADE FICUS

Merita attenzione anche una bellissimo esemplare di FICUS presente negli stessi giardini. Non vederlo è impossibile, date le dimensioni. Guardando l’ingresso principale del Santuario, si trova alla vostra destra. Per coloro che amano le piante, e i grandi alberi in particolare, è un piacere per gli occhi.

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DOVE PARCHEGGIARE

Per parcheggiare non ci sono particolari problemi. Il Santuario è circondato da molte strade, e con un po’ di pazienza il posto per il vostro veicolo si trova. Ovviamente il discorso cambia nel caso della celebrazioni più importanti. In questo caso, il consiglio è quello di lasciare il vostro mezzo lontano dal Santuario, e di fare un po’ si strada a piedi, per evitare di girare inutilmente alla ricerca di uno spazio che non troverete.


USO DEL BUS ROSSO CHE GIRA LA CITTA’

Una ottima soluzione per visitare il Santuario ed il resto della città è quello di utilizzare un OPEN BUS. Si tratta di pullman a due piani, con la parte superiore aperta, che poter prendere con la formula sali e scendi. Ferma vicinissimo al Santuario, per cui potrete evitare si usare il vostro mezzo di trasporto privato. È molto comodo e non costa caro. Per le informazioni verifica direttamente in rete.

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