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ITALIA – CAMPANIA – NAPOLI: LA NAPOLI SOTTERRANEA

“Napoli sotterranea” è tra le visite da fare necessariamente. La città infatti non offre solo le sue bellezze in superficie, ma anche nel sottosuolo. I punti di accesso in città sono più di uno, ed ora ci occupiamo di quello che si trova sotto la BASILICA DI SAN LORENZO MAGGIORE 

DOVE SI TROVA: cliccate sul link sottostante e il con il vostro smartphone potrete facilmente raggiungere il sito archeologico

STATO DI CONSERVAZIONE

Il sito archeologico è veramente ben conservato, come la maggior parte della città, segno evidente della passione che i Napoletani hanno per la loro storia. Durante la vostra visita noterete che nulla è lasciato al caso, e che “passeggiare” per questo luogo particolare è veramente piacevole. 

TEMPO NECESSARIO PER LA VISITA: per effettuare la visita è necessaria circa un’ora.

PARCHEGGIO VEICOLI: In questo caso dimenticate macchina moto o altro. Vi trovate in Via dei Tribunali, una della strade principali di Napoli, che deve essere necessariamente visitata a piedi, per godere a pieno dell’atmosfera unica che vi si respira. Inoltre, anche volendo, parcheggi vicini non ve ne sono, salvo allontanarsi un po’ dalla vostra meta, per cercare di trovare (faticosamente) un parcheggio.

TAXI

Per spostarvi per la città e per raggiungere questo sito archeologico, potete anche optare per l’uso del taxi. Gli autisti sono veloci e i prezzi onesti. Molto spesso gli alberghi (soprattutto quelli lontani dal centro storico) hanno della convenzioni con le compagnie dei taxi, per cui potere pagare a prezzo fisso la tratta da percorrere, a prescindere dal tempo che impiegate per raggiungere il vostro obiettivo. 

BIGLIETTI D’INGRESSO

La visita è pagamento, il costo non è alto, considerato il fatto che è compresa anche la visita guidata curata da un archeologo esperto. I biglietti di acquistano direttamente presso l’apposita biglietteria che si trova accanto alla chiesa (guardando l’ingresso principale alla vostra destro, entrando in un grande portone).

ABBIGLIAMENTO CONSIGLIATO

Pur trattandosi di una visito sotto il livello stradale, gli ambienti che attraverserete non sono né freddi ne umidi. Per cui potete accedere tranquillamente con gli abiti che avete indosso per la giornata, adeguati alla stagione. 

CALZATURE 

Per la visita non sono necessarie scarpe particolare. Per le signore l’unica accortezza è quello di evitare i tacchi alti che potrebbero non rendere agevole la camminata. Scarpe da ginnastica o trekking vanno bene, soprattutto se avete intenzione di visitare al città al termine del percorso. 


BAMBINI ED ANZIANI

La visita è adatta sia agli anziani che ai bambini. Bisogna però tenere conto della particolarità del luogo. Sono presenti delle scale e i passaggi da un ambiente ad un altro non sono sempre agevoli. 

VISITA GUIDATA

La visita guidata è obbligatoria. La particolarità di questo luoghi ed il loro alto valore storico-culturale necessita della presenza di un “mecenate” con esperienza che spieghi la storia di questi luoghi. Inoltre camminare tra i luoghi della antica città senza spiegazioni renderebbe praticamente impossibile capire l’importanza di queste testimonianza giunte fino ai giorni nostri. A spiegazione finita vedrete gli ambienti con occhi diversi. 

CLAUSTROFOBIA

Quando si pensa al sottosuolo, si pensa subito a luoghi buoi stretti  e claustrofobici. Nulla di tutto questo. Gli spazi non sono di certo larghissimi, ma in compenso l’altezza degli ambienti e la ottima illuminazione quasi non fanno avvertire di trovarsi sotto il livello stradale. 


FOTOGRAFARE

Per gli amanti della fotografia non ci sono problemi. Bisogna però ricordarsi che tutta le visita è effettuata sotto il livello stradale e che l’illuminazione è artificiale. Per cui per ottenere belle immagini bisogna avere la mano ferma ed una buona macchina fotografica o un buon smartphone. Altrimenti si rischia di portarsi a casa “ricordi sfocati”. 

USO PRECEDENTE DELLA STRUTTURA 

La nostra guida ci spiega che questi spazi, o per meglio dire, parte di essi in passato erano stati adibiti ad altri usi, tipo cantine. Nei secolo scorsi infatti il turismo come lo intendiamo adesso non esisteva, per cui ciò che oggi conserviamo gelosamente e visitiamo, un tempo erano spazi vuoti da utilizzare come magazzini per le derrate alimentari



LE TINTORIE

La nostra guida  ci conduce lungo una antica strada  della città, spiegandoci che gli ambienti che si affacciavano sulla stessa erano antiche botteghe e negozi. In particolare ci fa notare la presenza di tintorie, indicando alcuni particolari strutturali che ne facilitano il riconoscimento. Ci viene indicato che al tempo la pipì veniva usata come prodotto per lavorare la stoffa, grazie alla presenza dell’ammoniaca,  per cui chiunque si trovasse a passare davanti al negozio, poteva contribuire alla lavorazione, urinando gratuitamente in apposti contenitori di raccolta. Il senso del pudore per gli antichi era differente dal nostro, per cui quello che noi sarebbe inconcepibile (oltre che non consentito dalle moderne leggi sull’igiene) per loro era normale.  Proprio in ragione di questo utilizzo commerciale delle pipì, la guida chi spiega che l’Imperatore Romano Vespasiano (famoso per aver introdotto i bagni pubblici) introdusse una tassa a carico dei tintori perché pagassero una risorsa che fino al quel momento aveva avuto gratuitamente ed in abbondanza. Il figlio dell’imperatore Tito. criticò fortemente questa scelta “tributaria” dicendo che non era onorevole tassare una cosa del genere, ma il padre, che aveva capito bene il denaro che questa imposizione fiscale avrebbe portato nella casse dello Stato, pronunciò la famosa frase latina “pecunia non olet” – ovvero   “IL DENARO NON PUZZA”

LEGGENDE : I MUNACELLI

 Nel corso della visita la nostra guida ci ha intrattenuto non solo con con fatti di natura storica, ma anche con la simpatica “leggenda” dei Muniacelli. A Napoli, nel passato, molte abitazioni attingevano acqua da grandi cisterne presenti nel sottosuolo. La pulizia di questo grandi ambienti era assicurata da persone di corporatura esile si calavano nei pozzi per ripulirli. A volte, dice la tradizione popolare, risalivano da abitazioni diverse da quelle da cui erano entrati, e dove trovano le proprietarie sole che attendevano i mariti di ritorno dal lavoro, a cui concedevano i loro favori. Capitava poi che i mariti tornassero a casa prima che il “Munaciello” andasse via per la cisterna, e che quest’ultimo, facendo finta di essere un fantasma, picchiasse il malcapitato consorte, facendo finta di essere un fantasma. Da questi episodi è nato il detto “cornuto e mazziato”, dato ai malcapitati mariti. 

LA SCHOLA 

Nella parte finale incontriamo un “impluvium”, una tipica struttura utilizzata per la raccolta dell’acqua piovana. Era molto diffusa delle case romane di un certo livello, e nei palazzi pubblici. 
In questo caso era all’interno di una “schola” dedicata alla lavorazioni della terracotta. Nulla a che vedere con le scuole moderne. Poteva essere intesa come una scuola professionale attuale. 
Come tutto il sito archeologico si trova sotto il livello stradale e al chiuso, ma un tempo era all’aperto.  

REGALI E SOUVENIR

Al termine della visita ci troverete all’interno di una ampia sala dove è possibile acquistare ricordi della visita, oltre che volumi di archeologia del sito. Molto fornito. 

BAR E PUNTI DI RISTORO

Qualora abbiate fame, non ci sono problemi. Il sito è in una zona centralissima di Napoli, per cui prima di entrare o una volta usciti, avete solo l’imbarazzo della scelta. 

DOVE MANGIARE
Alla fine della visita, se volete mangiare qualcosa, non avrete problemi a trovare il posto che fa per voi. Vi ricordo che siete nel cuore di Napoli, per cui la scelta spetta solo a voi.

                          LA CITTA’ DI NAPOLI – PAGINA GENERALE – CLICCARE QUI    
                                  (Link per vedere gli altri appunti di viaggio sulla città)

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