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ITALIA -REGIONE ABRUZZO – LAGO DI SCANNO: IL SENTIERO DEL CUORE – A.D.V.

QUOTA INIZIALE – 900 mt s.l.m

 

QUOTA FINALE  –  1.110 mt. s.l.m

 

DISLIVELLO TOTALE  – 210 mt circa

 

LUNGHEZZA PERCORSO – 3.3 km circa

 

TEMPO NECESSARIO A/R – circa 2 ore. 

 

DIFFICOLTÀ – Facile

DOVE SI TROVA. Il lago si trova in prossimità del Borgo di Scanno. Di seguito la mappa interattiva di GOOGLE MAPS che vi consentirà di raggiungere la vostra meta utilizzando il vostro dispositivo come un navigatore GPS ovunque vi troviate. Per calcolare il percorso cliccate sulla freccia blu sulla mappa. Ricordate che nell’angolo sinistro in basso è presente la versione “Earth” della mappa.

INTERFACCIA GOOGLE EARTH – SENTIERO PER IL LAGO VIVO. Di seguito troverete l’immagine del percorso per raggiungere l’eremo di San Egidio,  evidenziata il colore viola chiaro. E’ ottenuta dall’interfaccia tra le immagini satellitari di google earth ed un famoso programma che traccia il percorso utilizzando sia le coordinate satellitari che la connessione internet. La sua osservazione consente di comprendere che tipo di percorso bisogna effettuare. Nella parte alta potete notare il Lago di Scanno. 

PERIODO MIGLIORE PER EFFETTUARE LA VISITA. Il periodo migliore per effettuare l’escursione e certamente quello estivo, da luglio a settembre. Ricordate però di camminare durante la mattina o nel pomeriggio dopo le 16.00. Infatti nelle ore centrali della giornata può fare davvero molto caldo e umido. Le cose peggiorano nel caso in cui ci sia poco vento. Il percorso infatti è quasi tutto al coperto e l’aria può diventare soffocante.  
In primavera potete fare anche delle belle passeggiate, ma ricordate che il lago si trova a oltre i 922 MT S.L.M. per cui può fare freddo ed incontrare la neve. Camminare potrebbe essere un problema.
In autunno invece le giornate di accorciano e la temperatura scende. Avrete però la possibilità di vedere i boschi che cambiano colore. Davvero un bello spettacolo. 
LE DIFFICOLTA’ TECNICHE. Il sentiero non presenta difficoltà particolari. Non ci sono passaggi pericolosi, ma fate attenzione mentre camminate. Il sentiero è in genere stretto (soprattutto nella parte iniziale), e se vi distraete, potreste scivolare sul pendio del sentiero che guarda verso il lago. 
PERCORSO ANDATA E RITORNO. Il percorso è del tipo “andata e ritorno”, per ritornare da dove siete partiti, dovrete ripercorrere il medesimo sentiero. 
RICEZIONE CELLULARE E INTERNET. La connessione alla rete internet e quella telefonica non presentano particolari problemi. Il sentiero si trova a ridosso del paese di Scanno, per cui non avrete difficoltà per i contatti.
IL PARCHEGGIO.   È possibile parcheggiare vicino al lago. Ne esiste anche uno comunale. Valutate bene che durante la bella stagione, e nei fini settimana, il lago è molto frequentato, per cui potreste trovare qualche difficoltà nel lasciare i vostri veicoli. Se decidete di parcheggiare lungo le strade del lago, verificate sempre con attenzione la presenza di eventuali divieti di sosta. 

 

BOX METEO .
LE PREVISIONI DEL TEMPO.  Di seguito troverete un box meteo con le previsioni del tempo riferite alla zona del borgo di Scanno, poco distante dal lago. Questo vi consentirà di organizzare la vostra escursione con il tempo migliore. Prendete bene in considerazione questo strumento, perché in montagna con il meteo non si scherza. In caso di pioggia evitate le escursioni.
BOX METEOMeteo Roma
DIFFICOLTA’ ESCURSIONE: FACILEL’escursione Roberta tra quelle “facili”. Non è molto lunga (3,3 km circa) e il tempi necessario tra andata e ritorno la rendono adatta anche per coloro che non sono molto abituati a camminare in montagna su lunghi percorsi. Non ci sono passaggi particolarmente pericolosi. Ovviamente la prudenza deve sempre accompagnare il camminatore
LE CARATTERISTICHE DEL PERCORSO. Si tratta di un percorso che non presenta particolari problemi nell’essere affrontato. Il fondo e buono e non ci sono dislivelli significativi, o passaggi repentini ed insidiosi.
IL DISLIVELLO Il dislivello tra il punto di inizio e quello finale è di circa 200 metri,  per cui nulla di particolarmente difficile. Data la quota di arrivo non avrete nessun problema nel respirare. 
IL SENTIERO SCOPERTO.La parte del sentiero “aperta” del sentiero, ovvero non coperta dal bosco è la parte minore di tutto il tragitto. Si trova prevalentemente nella parte finale del sentiero, in prossimità dell’Eremo di San Egidio, ed in alcuni passaggi del percorso tra l’inizio e la fine. 
ALTEZZA SUL LIVELLO DEL MARE. La quota in cui si trova il punto di arrivo di questo percorso è  di circa 1110 metri sul livello del mare. La misura stata misurata con un altimetro professionale. Il punto di partenza è invece a circa 900 mt s.l.m. 
DISTANZA DA PERCORRERE  Come indicato, il percorso suggerito è  breve. Sono circa  3,3km tra andata e ritorno, distanza adatta anche per coloro che non sono abituati a camminare.
IL PANORAMA. L’escursione in se è semplice, ma vale la pena di essere effettuata per poter osservare il bel lago di Scanno da una posizione unica, che consente di poter vedere un particolare effetto ottico che  lo fa apparire con con una particolare forma “a cuore”. Questo è il motivo per cui il sentiero è chiamato così. 
LE CARTE GEOGRAFICHEIn genere è importante dotarsi di carte geografiche dei luoghi che si visitano con la mappatura dei sentieri da percorrere, per scegliere la strada migliore ed evitare di perdersi. In questo caso non è strettamente necessario, dato che il sentiero è uno solo (per l’Eremo di San Biagio) e per vedere il lago con la caratteristica forma a cuore. Inoltre i cartelli sono molto chiari. Comunque per sicurezza portatela con voi.
IL DISLIVELLO. Non è  molto. Si tratta di circa 200 metri tra il punto di partenza e quello di arrivo, dove si trova l’eremo di San Egidio.
DOVE ALLOGGIARE E PERNOTTARE.  Potete trovare alloggio in zona. Il lago di Scanno ed il borgo sono luoghi di villeggiatura molto conosciuti. Potrete facilmente trovare l’alloggio che fai per voi cercando in rete. Ricordate però di prenotare per tempo soprattutto durante la stagione estiva. Eviterete cos’ brutte soprese. 
SENTIERO ADATTO PER I BAMBINI. Il percorso può essere tranquillamente percorso anche dai bambini. Non ci sono infatti pericoli particolari. Bisogna fare solo attenzione in alcuni passaggi del sentiero in cui potrebbero scivolare nel bosco che guarda verso il lago. Questo vale ovviamente anche per gli adulti. 
IL SENTIERO NEL BOSCO. Ilsentiero nel bosco, rappresenta  la parte prevalente dell’intero tragitto. Sarete avvolti dalla tipica vegetazione di queste zone, ma non troverete una vera e propria foresta “ secolare”. Ci sono piante belle, ma nella norma per queste parti. Avrete comunque  la possibilità  di vedere il lago che si intravede tra il fogliame. E’ il vero obiettivo di questa escursione. 
LE PERSONE DIVERSAMENTE ABILI.L’escursione è adatta anche per le persone diversamente abili. Ovviamente bisogna tenere bene in conto le proprie difficoltà di natura fisica. Il sentiero non è particolarmente complesso ne lungo, né presenta passaggi pericolosi. Valutate comunque bene lo stato di salute personale prima di camminare.
GLI ANZIANI E PERSONE CON DIFFICOLTA’ DI DEAMBULAZIONE.  Il percorso può essere affrontato anche da persone anziane, dato che non presenta particolari difficoltà. La salita fino all’Eremo di San Egidio  è repentina (non ci sono tratti pianeggianti) per cui è importante avere un buon stato di salute. Non si tratta comunque di una semplice passeggiata. Non essendoci passaggi difficili ed essendo il fondo del sentiero buono, può essere affrontato anche da persone anziane con leggeri problemi di deambulazione. Il proprio stato di salute va pero valutato con attenzione. Non bisogna  correre rischi inutili. 
LA CARROZINE PER I DIVERSAMENTE ABILI.  Per questi tipo di sentiero è assolutamente sconsigliato l’uso della carrozzina. Le dimensioni del sentiero (in larghezza) e la pendenza  non sono adatte per il loro utilizzo. 
I CANI.  Il sentiero può essere percorso tranquillamente anche dagli amici a quattro zampe. Va bene anche per quelli di piccola taglia abituati a camminare. Lasciate a casa i vostri amici “da salotto” e quelli troppo anziani o i cuccioli
PORTARE L’ACQUA  PER I CANI.  Durante la camminata trovare una fontana solo nella zona vicina all’Eremo di San Biagio. Bisogna però fare attenzione a non confonderla con quella in ghisa che si trova accanto alla chiesa. È danneggiata e dismessa da tempo. Il consiglio è quello di portare da bere per gli amici a quattro zampe. Anche raggiungendo la fontana dovete valutare che si trova in pratica alla fine del sentiero. 
CANI AL GUINZAGLIO. In genere nei sentieri di montagna è possibile portare i cani sciolti. In questo caso il sentiero è stretto, per cui potreste incontrate altre persone. Potrebbe essere opportuno legare il cane al guinzaglio per evitare spiacevoli incidenti. Ovviamente dipende dall’indole del vostro cane. 
RICEZIONE CELLULARE E INTERNET. La connessione alla rete internet e quella telefonica non presentano particolari problemi. Il sentiero si trova a ridosso del paese di Scanno, per cui non avrete difficoltà per i contatti.
AREA PICNIC. Non è presente alcuna area picnic attrezzata durante il percorso. Per mangiare qualcosa un punto idoneo può essere lo spiazzo antistante l’Eremo di San Giacomo. La zona è ventilata, ma nessuna protezione contro i raggi del sole.
LE SCARPE CONSIGLIATE. Si tratta di un percorso semplice che non richiede calzature particolari. Potete indossare buone scarpe da ginnastica o da trekking leggero. Evitare scarponi pesanti o particolarmente tecnici. Non vi serviranno. 
IL CAPPELLO. La camminata è quasi tutta al coperto, grazie alla presenza degli alberi. Per questa ragione non sarà necessario portare con voi un copricapo. Comunque potrebbe tornarvi utile una volta arrivati all’Eremo di San Giacomo. Li lo spazio è aperto, per cui, soprattutto nelle belle giornate di sole potrebbe essere forte. Inoltre potrebbe tornarvi utile se decideste di continuare il sentiero che parte dall’Eremo e vi conduce intorno al lago (non descritto in questi appunti di viaggio). 
GLI OCCHIALI DA SOLE. Portate con voi anche un paio di occhiali da sole. Il percorso è quasi tutto coperto dagli alberi, ma quando il sole è alto nel cielo la luminosità può essere intensa, e dare molto fastidio agli occhi.  
I BASTONI DA TREKKING. Se siete soliti utilizzarli, potete portare con voi un bastone o quelli da nordic walking. Vi aiuteranno soprattutto nella salita. Ricordate però che si tratta di un percorso semplice, per cui potrebbero non essere necessari. 
I PANTALONI. Potete indossare pantaloni corti o lunghi. Sul sentiero non ci sono rami bassi o piante con spine che possano ferire le gambe, nè insetti nocivi.  
LA GIACCA IMPERMEABILE. Il percorso è breve, per cui potete valutare, in base alle condizioni del tempo, se portare con voi un capo di abbigliamento impermeabile. Ricordate sempre però che in montagna il tempo può cambiare rapidamente, anche nel giro di pochi minuti. Per cui se avete spazio nello zaino, portatelo con voi. 
LA CREMA SOLARE.  Il sentiero si sviluppa quasi tutto all’interno del bosco. Per cui il sole è filtrato dalla presenza del fogliame sugli alberi. Solo la parte dove si trova l’eremo di San Egidio è allo scoperto. Portatela con voi se necessario. Però potrebbe non servirvi. Inoltre in genere nel bosco non soffia mai un forte vento, per cui non serve nemmeno per evitare la disidratazione della pelle. 
L’EREMO DI SAN EGIDIO. Durante la camminata, uscendo dal bosco, incontrerete l’Eremo di Sant’Egidio, indicato su appositi cartelli posizionati sul sentiero. Si tratta di una struttura di piccole dimensioni, costruita nel 1657, come testimoniato dalla data riportata sul portale d’ingresso. Non è accessibile al pubblico, per cui la potrete osservare solo dall’esterno. Di fatto per quanto è dato sapere, non è abitualmente utilizzata per le funzioni religiose.
COORDINATE GPS – EREMO DI SAN EGIDIO: Se volete raggiungere l’eremo con il vostro navigatore, potete anche inserire le seguenti coordinate GPS. Non necessitano di connessione alla rete internet, ma solo alla rete satellitare GPS.
41°54’ 58″N –  13°52’ 13″E 
LA TEMPERATURA ESTERNA. È  influenzata certamente  dalla stagione in cui effettuate l escursione e dalle condizioni climatiche della giornata. Durante la bella stagione soprattutto nelle ore centrali della giornata, può fare molto caldo, a causa della scarsa ventilazione all’interno del bosco. È  meglio passeggiare la mattina o il pomeriggio.  
I CARTELLI ESPLICATIVI. All’inizio del percorso troverete due cartelli indicanti sia il sentiero del cuore e dell’erede di San Giacomo. Durante il cammino ne troverete altri che vi aiuteranno a non perdervi. Oltre sugli alberi sono presenti indicazioni verniciate bianche e rosse, tipiche dei sentieri di montagna. 
ATTENZIONE AI CARTELLI .Rispettate sempre le indicazioni riportate sui cartelli che descrivono il posto. In genere sono indicati una serie di divieti che devono essere presi seriamente in considerazione. Infatti in alcuni casi sono stabilite regole in merito all’utilizzo delle biciclette, il divieto di accendere fuochi, fino a giungere anche al senso di marcia da osservare. In pratica si può essere obbligati a procedere solo in un senso. Possono essere stabilite prescrizioni anche su come condurre i cani. 
LA LUMINOSITA’ DEL SENTIEROL’escursione di svolge prevalentemente all’interno del bosco. Gli alberi filtrano il sole, e nonostante la presenza del fogliame, l’illuminazione è molto buona. Per cui non camminerete in un luogo “buio e tetro”, ma in un ambiente piacevole. La luce diventa molto forte invece non appena arriverete nella parte aperta del sentiero, ovvero la zona che si trova intorno l’Eremo di San Egidio. 
LA VENTILAZIONE. La ventilazione dipende ovviamente dalle condizioni climatiche della stagione e della giornata. Considerate però che non è mai molto forte, poiché il percorso è quasi tutto all’interno del bosco e su uno ei pendii che racchiudono il lago. Per questa ragione, nelle giornate assolate, soprattutto durante la bella stagione, potreste sentire molto caldo
L’UMIDITA’. È  una condizione  climatica che dipende  ovviamente  dal meteo del giorno in cui effettuate la visita.  Ricordate però che l escursione si svolge quasi tutta al coperto, nel bosco. Per cui il vento può  essere ostacolato dalla presenza della vegetazione.  Nelle ore centrali della giornata, soprattutto in estate il tasso  di umidità  potrebbe  essere alto. In questo caso potreste  avere qualche difficoltà  nel respirare e potreste sudare molto. Cercate quindi di effettuare l’escursione durante la mattinata  o nel pomeriggio,  quando il sole inizia a calare. 
LA NEVE.In questa zona durante l’inverno può nevicare molto. Per cui se intendete percorrere questo sentiero fate comunque molta attenzione. Verificare prima se sia accessibile oppure no. In caso positivo fare molta attenzione. La neve potrebbe coprire punti pericolosi del sentiero. Il rischio di scivolare verso il basso è concreto. Potrete chiedere comunque presso il borgo di Scanno se vengono effettuate visite guidate invernali. In genere si possono fare con guide esperte, che conoscono passo passo il sentiero e gli eventuali pericoli.
DOVE MANGIARE. Durante il percorso non incontrerete alcun rifugio, ristorante o bar. Per cui dovete portare da mangiare e bere “da casa”. In realtà non è strettamente necessario, in quanto il percorso non è molto lungo e potete quindi mangiare al vostro ritorno. Comunque potrete acquistare le vettovaglie direttamente nel borgo di Scanno o presso i bar e ristoranti presenti sul lago. Li potrete anche sedervi comodamente e mangiare con una bella “vista lago”. Ricordate però di portare da bere. La sete si potrebbe far sentire.
DOVE ALLOGGIARE E PERNOTTARE. Potete trovare alloggio in zona. Il lago di Scanno ed il borgo sono luoghi di villeggiatura molto conosciuti. Potrete facilmente trovare l’alloggio che fai per voi cercando in rete.
I SERVIZI IGIENICI. Durante la camminata non incontrerete alcuna struttura dotata di servizi igienici. Per cui è necessario provvedere per tempo. Potrete recarvi presso quelli di qualche bar presso il borgo di Scanno, oppure presso quello delle strutture che si trovano vicino al lago. Potete comunque utilizzate i “bagni pubblici” che si trovano in prossimità dell’inizio del sentiero del cuore, vicino all’edicola dei giornali. 
QUANDO UTILIZZARE I SERVI IGIENICI.  Durante il cammino non troverete servizi igienici, per cui è necessario provvedere prima. Fortunatamente quelli pubblici sono presenti in prossimità dell’inizio del sentiero, accanto all’edicola. 
RACCOGLIERE I RIFIUTI.Portate via con voi i vostri rifiuti e non li abbandonate nel bosco o altrove. Non ci sono punti di raccolta o cassonetti, per cui li dovrete mettere nello zaino o sacco. Farete un favore all’ambiente. 
NON ACCENDERE FUOCHI. In questa zona non è possibile  accendere fuochi. Per cui evitate accuratamente di farlo. Oltre a non essere consentito, il rischio d incendio è  elevato, data la presenza del sottobosco, secco in estate. 
NON RACCOGLIERE LA FAUNA SPONTANEA.  È importante rispettare la natura che ospita gli escursionisti. Per cui la flora si può osservare, ma evitate di raccogliere piante e fiori. Se tutti facessero così i danni all’ambiente potrebbero essere ingenti. Per cui guardare ma non toccare. 
GLI INSETTI. Nonostante la presenza del bosco e del lago, non si segnala la presenza di particolari insetti fastidiosi o pericolosi. In alcuni periodi dell’anno bisogna fare attenzione ai tafani, insetti “assetati di sangue”, molto aggressivi, che possono provocare punture molto dolorose, e gravi crisi allergiche. In genere sono presenti nei luoghi dove si trovano animali da pascolo, cavalli o bovini. 
IL BAGNO NEL LAGO. Nel lago potrete fare tranquillamente il bagno. L’acqua è trasparente e fresca, e molto pulita. 
LA SPIAGGIA DEL LAGO. Intorno al lago sono presenti alcune spiagge. La principale è quella che si trova in prossimità del punto da cui parte il sentiero del cuore. 
LA TEMPERATURA DELL’ACQUA DEL LAGO. La temperatura del lago è bassa anche in estate, ma la presenza tra i bagnanti di bambini ed anziani è certamente un buon segnale per coloro che intendono fare il bagno. Ovviamente le regole sui rischi di congestione che si utilizzano al mare, qui devono essere applicate con maggior rigore. 
LE CORRENTI NEL LAGO.Il laghi possono essere molto pericolosi, a causa della presenza di correnti e gorghi. Per quanto e dato sapere il lago di Scanno non ha questo tipo di problematiche. Infatti durante la bella stagione vengono disputate gare di nuoto
IL NOLEGGIO IMBARCAZIONI. Se intendete recarvi al lago, e non avete una imbarcazione vostra, potete noleggiare un pedalò. Avrete così la possibilità di fare il bagno in vari punti dello specchio d’acqua, oppure osservare le sponde. 
IL CAMPER. Potete raggiungere il lago di Scanno anche con il camper. In zona sono presenti aree di sosta attrezzate e camping. Verificare in rete la disponibilità. Ricordatevi di prenotare soprattutto durante la bella stagione. Il luogo è molto conosciuto, per cui potreste non trovare posto per il vostro mezzo. 
I SOUVENIR.Alla fine della vostra escursione, o dopo un buon bagno nel lago, potete comprare qualche souvenir, da portare a casa come ricordo della giornata.  Li troverete presso l‘edicola ubicata accanto ai bagni pubblici  sopra descritti. 
Ai prossimi appunti di viaggio. 
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ITALIA – PAGINA GENERALE

 

       ITALIA – REGIONE ABRUZZO – P.G.

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–.
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ITALIA – REGIONE ABRUZZO – PARCO DELLA MAIELLA: L’EREMO DI SAN BARTOLOMEO IN LEGIO.

QUOTA INIZIALE  – 800 mt s.l.m

QUOTA FINALE    800 mt. s.l.m

DISLIVELLO TOTALE 70 mt. s.l.m. nel vallone 

LUNGHEZZA PERCORSO: 9 km circa

TEMPO NECESSARIO A/R – circa 4 ore. 

DIFFICOLTÀ: Facile

COORDINATE GPS – EREMO DI SAN BARTOLOMEOSe volete raggiungere l’eremo con il vostro navigatore, potete anche inserire le seguenti coordinate GPS. Non necessitano di connessione alla rete internet, ma solo alla rete satellitare GPS. 

42°10’54″N  –   14°02’20,33″E

DOVE SI TROVA – GOOGLE MAPS – L’Eremo si trova in Abruzzo, nel Parco Nazionale della Majella, nella zona del comune di Roccamorice. Di seguito la mappa interattiva di GOOGLE MAPS che vi consentirà di raggiungere la vostra meta utilizzando il vostro dispositivo come un navigatore GPSovunque vi troviate. Per calcolare il percorso cliccate sulla freccia blu sulla mappa. Ricordate che nell’angolo sinistro in basso è presente la versione “Earth” della mappa. In questo caso le indicazioni di riferiscono alla frazione di Decontra, da cui inizia il sentiero che vi condurrà all’Eremo.

Di seguito l’immagine risultante tra la sovrapposizione della traccia gps del percorso e Google Earth, che vi daranno subito l’idea della zona in cui effettuerete l’escursione. 

Qui sotto troverete il link del percorso consultabile ed utilizzabile su “Mymaps” di Google e sulla relativa app. Cliccate e verrete indirizzati sulla pagina specifica. 

MY MAPS – MAPPA PERCORSO EREMO DI SAN BARTOLOMEO IN LEGIO 

IL PANORAMA. La vostra escursione ha inizio avendo la possibilità di osserva un panorama di tutto rispetto. Ricordatevi che camminerete ai piedi del massiccio della Maiella

 

 

LA DIFFICOLTA’ DELL’ESCURSIONE. Rientra tra quelle considerate facili. Non ci sono problemi particolari nel percorso proposto, in quanto si effettua prevalentemente su sentieri abbastanza larghi, con un fondo in pietra e terra. Le difficoltà invece sono presenti solo in una parte nel suddetto percorso, quando si arriva alla gola dove è presente l’eremo di San Bartolomeo. Qui c’è un tratto da percorrere in discesa all’andata e in salita al ritorno, poiché si tratta di un percorso ad anello, dov’è bisogna fare attenzione a non scivolare e cadere. Non ci sono quindi oltre questo passaggi particolari io horischi di sorta. Ovviamente come sempre la difficoltà di un percorso è calcolata anche sull’esperienza e sulle condizioni personali. In genere è facile vedere intere famiglie che lo effettuano, per cui evidentemente è adatto un po’ per tutti. 

LA DISTANZA DA PERCORRERE.  E’ di circa 9,100 km , calcolata tramite il navigatore gps. 

IL DISLIVELLO. l’escursione si svolge prevalentemente in una zona pianeggiante, a circa 800 mt sl.m., per cui non dovrete fare una grande fatica nel camminare. L’unica parte del percorso dove invece il dislivello è più  marcato, è quello che riguarda la discesa e la risalita (che vi porterà al’Eremo) nella grande frattura nella roccia. Qui passere dai circa 800 dell’inizio della discesa, ai 730  mt. s.l.m.del fondo del burrone. Nulla però di veramente impegnativo.  L’escursione infatti è adatta anche per i bambini.

 

 

 
 

LE PREVISIONI METEREOLOGICHE.  Di seguito troverete un box meteo con le previsioni del tempo riferite alla zona di Caramanico Terme  su base settimanale, con fasce orarie,  aggiornate in tempo reale.  Cliccando sul giorno della settimana in cui intendete effettuare l’escursione, potrete verificare con esattezza la situazione metereologica prevista nell’arco dell’intera giornata. Questo vi consentirà di organizzare la vostra escursione con il tempo migliore. Prendete bene in considerazione questo strumento, perché in montagna con il meteo non si scherza. In caso di pioggia evitate le escursioni. 

IL PERIODO MIGLIORE PER EFFETTUARE LA VISITA .  Per effettuare la visita all’Eremo, il periodo migliore è quello che va del mese di maggio a ottobre. Durante l’inverno in questa zone va molto freddo e può nevicare anche copiosamente. Durante i mesi più caldi dell’anno (luglio e agosto) può fare molto caldo soprattutto durante le ore centrali della giornata.  Nelle ore centrali la temperatura dell’aria può arrivare anche a 30 gradi e il sole è implacabile. Ricordare inoltre che la passeggiate è praticamente tutta su sentieri scoperti e pochissimo bosco.

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LA FRAZIONE DI DECONTRA

IL PARCHEGGIO DEI VEICOLI. Non avrete particolari problemi per parcheggiare i vostri mezzi a motore. Nella frazione di Decontra troverete numerosi spazi per le due e quattro ruote. Sono tutti gratuiti. Non si tratta di aree dedicate, ma dei bordi della strada o spiazzi allo scoperto. Nei periodo maggior affluenza
di turisti, potreste avere qualche difficoltà nel trovare parcheggio. 

IL CAMPER. Se vi spostate in camper, non ci sono problemi. Il sentiero proposto inizia dalla frazione di Decontra, che può essere facilmente raggiunta anche con questi mezzi grandi e qualche volta ingombranti. Qui infatti sono presenti vari spazi dove è possibile lasciarli. Non si tratta di veri e propri parcheggi, ma di aree libere dove poter fermarsi. Se vi spostate in tanti, tipo carovana, allora potresti avere qualche difficoltà per poter lasciare il vostro veicolo. Ricordatevi però che non ci sono a Decontra aree sosta o altro
attrezzate, per cui dovete fare tutto in autonomia se decidete di restare con il vostro camper. Qualora invece vogliate cercare un posto attrezzato, potete recarvi presso il vicino borgo di Caramanico Terme. 

LA RICEZIONE TELEFONICA ED INTERNET.  La zona in cui si trova l’Eremo e abbastanza
distante dai principali centri abitati, per cui la ricezione telefonica e internet potrebbe non essere ottimale. Dipende anche dal vostro operatore telefonico. Per questo motivo partite dal presupposto che potreste non potere usare il telefono per alcune ore, oppure in alcuni tratti del percorso.  

DOVE MANGIARE. Per mangiare, bere o altro,  dovete necessariamente organizzarvi
da soli
.
In questa zona infatti non sono presenti rifugi chioschi o altro dove poter acquistare generi alimenta ri caffè gelati e così via. Per questa ragione ricordatevi devo portare qualcosa con voi almeno di energetico, per poter affrontare la fatica. Potete eventualmente vedere se sulle vie principali che portano in questa zona sono presenti furgoncini che vendono questo tipo di prodotto. Ma una volta giunti a Decontra, ricordatevi che non poter acquistare nulla, se non prendere l’acqua alla grande fontana presente all’inizio di questa frazione.

DOVE ALLOGGIARE. Se volete soggiornare qualche notte in questa zona, un centro abitato ben organizzato, potete recarvi Caramanico Terme, uno dei borghi più belli d’Italia, dove sono presenti molte strutture alberghiere e bed & breakfast, con prezzi per tutte le tasche. Si trova praticamente a ridosso del centro visite del parco della Maiella. 

I SERVIZI IGIENICI. Ricordatevi che non incontrerete alcun servizio igienico durante il percorso, per cui in caso di necessità, dovrete affidarvi alla natura che vi circonda. Per questa ragione prima di partire provvedete alle vostre necessità fisiologiche. Particolare attenzione ai bambini, e agli anziani e a tutti coloro per ragione di salute devono recarsi al bagno di frequente. 

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IL SENTIERO SCOPERTO

IL SENTIERO ALL’APERTO. Il percorso è prevalentemente su un terreno scoperto. In pratica circa il 90% di tutta la strada che percorrerete non è protetta da vegetazione o alberi. Questa è una caratteristica della zona. Gli alberi si trovano in genere a quote superiori.

ATTENTI A NON PERDERVI . Il sentiero è ben segnalato, per cui per perdevi dovete metterci impegno. Essendo quasi tutto all’aperto, e su passaggi che sono in pratica della strade, non  perderete facilmente l’orientamento (come può invece avvenire all’interno di unbosco). Nella peggiore delle ipotesi potete anche chiedere informazioni ad altri escursionisti. Potreste anche caricare sul telefono delle mappe offline della zona. Usando il segnale gps dello smartphone raggiungere l’eremo non sarà complicato. 

LE CARTE GEOGRAFICHE. Una buona regola da seguire, è quello di dotarsi sempre e comunque di una carta geografica della zona, al cui interno devono essere segnalati tutti isentieri che vengono percorsi in quella determinata zona. In caso di difficoltà, la consultazione è una mappa del genere, mi consentirà facilmenteil poter utilizzare le indicazioni dei cartelli posti lungo il sentiero, potendo facilmente tracciare il percorso da seguire per raggiungere il nostro obiettivo o per tornare al punto in cui siete partiti. Questa mappe è in generepossono essere acquistare direttamente il principale centri abitati della zona, oppure presso il centro informazioni del Parco della Majella che si trova nel centro abitato di Caramanico Terme, un borgo molto antico nella zona della Maiella.

IL TEMPO NECESSARIO ESCURSIONE. Camminando tranquillamente e visitando con tutta
calma l’Eremo, avrete bisogno di circa 4 ore per completare il percorso proposto. Per cui se decidete di iniziare la passeggiata nel primo pomeriggio, calcolate bene l’orario del tramonto, per evitare di trovarvi per strada di notte. Non esiste alcuna illuminazione le tenebre possonofavorire l’incontro con animali quali lupo ed orso. Per cui attenzione.

LA PREPARAZIONE FISICA. Il sentiero è semplice da percorrere, per cui non richiede una particolare preparazione fisica. Ricordate comunque che si cammina per circa 9 km, è che nella bella stagione può fare anche molte caldo. Il sole poi non perdona. Per cui se siete “amanti del divano”, allora valutate bene se affrontare questa escursione o meno. Potreste trovarvi in difficoltà, soprattutto nella parte in cui si scende e si sale nella spaccatura porte poi all’Eremo stesso. 

LA CREMA SOLARE. Durante la vostra escursione, è molto importante che portiate con voi della buona crema solare. Infatti durante la bella stagione, il cielo è libero dalle nuvole,  e l’irraggiamento solare è notevole. Scottarsi anche in maniera seria può essere molto facile, soprattutto perché nelle giornate più fresche e ventilate, potreste non percepire immediatamente il calore sulla pelle. Questa raccomandazione importante degli adulti, e soprattutto indicata per la tutela della salute dei bambini. Sempre nel vostro zaino.

 
GLI OCCHIALI DA SOLE. Quando effettuare l’escursione, ricordare di portare con voi sempre un buon paio di occhiali da sole. La motivazione è semplice. Questo percorso si svolge prevalentemente su un sentiero scoperto. Nelle giornate di sole, il riverbero dei raggi può essere davvero forte e dannoso per gli occhi. Nelle giornate ventose, non essendoci praticamente protezione offerta dagli alberi, l’aria potrebbe asciugarmi rapidamente agli occhi. Tornano particolarmente utili nella parte del sentiero coperta, quella che si trova in prossimità della gola dove è presente l’eremo. Sono presenti molti arbusti e piante alte ed alberi. È facile che qualche ramo e foglia possono raggiungere gli occhi. Per cui se non amate portarli, almeno mettete all’interno dello zaino, o in tasca.
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IL SENTIERO AL COPERTO. 
 
IL SENTIERO NEL BOSCO. La parte del sentiero coperta della vegetazione è modesta. Si tratta di circa un 10% dell’intero percorso. Si trova nella zona iniziale della passeggiata, nella parte della spaccatura in cui è ubicato l’Eremo, e nella parte finale, in pratica in prossimità del punto di ritorno.
 

LE CARATTERISTICHE DEL FONDO DEL SENTIERO. Il fondo dei sentieri sono tutti in terra battuta, con la presenza di pietre e sassi. Camminarci sopra non presenza particolari problemi. L’unica parte a cui fare attenzione è quello della discesa e della risalita della spaccatura in cui si trova l’Eremo. Qui il sentiero può essere scivoloso a causa della presenza del ristagno di umidità dovuto alla presenza delle piante o di eventuali piogge. Per cui attenzione soprattutto quando affrontate la discesa e la risalita. Per il resto non incontrerete problemi. 

L’AFFOLLAMENTO. Il sentiero è molto conosciuto, ed è un classico della zona del parco della Maiella. Per questo motivo potreste incontrare durante il vostro cammino gruppi nutriti di persone, soprattutto nella zona dove si trova l’eremo di San Bartolomeo. Comunque in genere l’affollamento è anche condizionato da l‘orario in cui effettuate la vostra escursione e la stagione. In genere durante la mattina il sentiero è più battuto.

IL BASTONE. in genere per effettuare le escursioni in montagna, sarebbe buona norma portare con sé un bastone in legno o in metallo, nonché eventualmente anche i bastoncini utilizzati per il nordic walking. Questo tipo di escursione però non presenta particolari problemi. Per questa ragione se non siete propensi a portarli con voi, potreste anche lasciarli a casa. Eventualmente  potreste mettere nello zaino quelli telescopici o montabili, da tirare fuori all’occorrenza. Vi tornerebbero utili nel unico passaggio, abbastanza lungo, del sentiero che si insinua all’interno della gola che vi consente poi di raggiungere l’eremo di San Bartolomeo. Il sentiero è però molto stretto e circondato da piante. Utilizzare i bastoni in questo caso potrebbe non essere molto agevole. Incontrando anche altri escursionisti, potrete notare che praticamente quasi nessuno li utilizza. Ovviamente però dipende dalle vostre abitudini. Meno peso portate con voi e migliore sarà la vostra passeggiata.

IL CAPPELLO. Ricordate di portare sempre con voi un copricapo. Durante la stagione invernale il freddo è molto intenso, ed il vento si fa sentire. Durante quella estiva invece il sole è implacabile, e nelle ore centrali della giornata, è davvero fortissimo. Considerate che questo tipo di escursione si effettua quasi del tutto sul terreno scoperto, senza la protezione degli alberi se non in un breve tratto ti all’andata che al ritorno. Per cui portate con voi qualcosa per evitare colpi di calore. un buon consiglio è quello di portare anche un foulard da poter mettere sotto il cappello, per potervi il collo dai forti raggi solari. Ovviamente degli uomini privi di capelli, questo consiglio è praticamente obbligatorio. Le ustioni sono dietro l’angolo. 

IL FOULARD. Quando si cammina in montagna, è buona norma portare con sé sempre un fazzoletto o un foulard, per proteggersi il collo sia dal sole cocente che eventualmente dal freddo e dal vento. Il fazzoletto di cotone poi può essere anche utile per asciugare il sudore, durante le passeggiate impegnative, e nelle escursioni effettuate durante giornate particolarmente calde.

LA GIACCA A VENTO. Portate con voi nello zaino sempre questo capo di abbigliamento, oppure per una giacca a vento leggera. Nella stagione estiva, non vi serviranno certamente per proteggervi dal freddo, visto che questa escursione si svolge a quote relativamente basse. Ma nel caso in cui dovesse piove, è d’obbligo ricordare che il tempo può cambiare improvvisamente, e le piogge anche molto forti possono essere dietro l’angolo. In questo caso inoltre le temperature possono crollare anche di decine di gradi in pochi minuti. Per tale ragione portate sempre qualcosa che vi consenta di proteggere sia dalla pioggia, che dal freddo.

LE SCARPE. Per l’effettuazione dell’escursione, non sono necessarie calzature particolari. I sentieri da percorrere sono agevoli, per cui andranno bene scarpe da trekking leggere e, oppure un buon paio di scarpe da ginnastica, tipo running. Evitate scarponi da montagna, che in questo tipo di passeggiata mi sarebbero solamente d’intralcio, e francamente del tutto inutili. Se decidete però di utilizzare le scarpe da ginnastica, evitati accuratamente quelle che hanno il fondo liscio (come quelle da tennis). Il motivo è semplice. Nel sentiero proposto, è presente un passaggio abbastanza lungo, in discesa all’andata, e poi in salita al ritorno, tra le piante. Qui il terreno grazie all’ombra offerta dalla posizione e dalle
piante, tende a trattenere l’umidità, soprattutto dopo la pioggia, e il terreno può essere leggermente fangoso. Con le scarpe che hanno poca resistenza all’attrito sul terreno, potresti rischiare di scivolare e di cadere.

I PANTALONI. L’abbigliamento è legato certamente alla stagione nella quale effettuate questo l’escursione. Ricordatevi però che durante la stagione invernale in questi luoghi fa veramente freddo, ed inoltre è facile che sia presente la neve. In estate invece, o comunque durante la bella stagione, le temperature possono diventare veramente alte, per cui potreste optare per un pantalone corto, invece di quelli lunghi, che proteggono di più, ma sono certamente molto più caldi. Il sentiero però si snoda in alcuni punti tra le piante basse, per cui con le gambe nude e con le calze corte, è facile potersi graffiare. Per questa ragione, se decidete di utilizzare i pantaloni corti, potreste valutare anche l’idea di portarvi nello zaino un paio di pantaloni lunghi leggeri, nel caso in cui nel camminare trovaste problemi con le piante basse e spinose. Chi vi scrive in genere utilizza pantaloni lunghi, di tipo tecnico, proprio per evitare questo problema.

I CANI. La passeggiata è adatta anche agli amici a quattro zampe. ricordatevi però che si tratta sempre di coprire una distanza di circa 10 km, con un percorso praticamente tutto al sole durante la stagione estiva, e con un fondo in pietre e sassi, con la presenza in alcuni passaggi tra piante basse e spinose. Evitate di portare con voi animali molto giovani, troppo anziani, o comunque da salotto, cioè praticamente abituati a stare sul divano. Potrebbero incontrare problemi nel seguirvi.

PORTARE ACQUA PER I CANI. Ricordate di portare con voi l’acqua anche per il vostro amico a quattro zampe. Durante l’escursione non troverete fontane né per le persone né degli animali. In realtà durante il percorso proposto è presente un fontanile in pietra utilizzato per far bere i cavalli le pecore ed altri animali, ma l’acqua è piena di insetti, di girini, in qualche caso anche di piccoli serpenti. Per questo motivo è meglio che portiate con voi comunque l’acqua per il vostro animale. Avete anche la possibilità di poter riempire le bottiglie per il cane, anche con l’acqua fresca presente all’inizio di questo percorso che si trova nella frazione di Decontra, da cui partirete, e dove lascerete i vostri veicoli. Si tratta di acqua potabile anche per le persone.

I CANI AL GUINZAGLIODurante l’escursione potreste incontrare molte persone o gruppi, che come voi camminano per il sentiero. Per questo motivo controllate bene il vostro cane, per evitare che possa creare problemi ad altri escursionisti. Questa regola è fondamentale soprattutto una volta giunti all’Eremo, dove la presenza di altre persone può essere elevata. Qui usate il guinzaglio per il vostro animale, ed in particolare all’interno della struttura sacra. 

L’UMIDITA’. L’umidità ambientale è legata alle condizioni climatiche. In genere però la zona non è molto umida grazie alla presenza costante del vento dalla quasi totale assenza di vegetazioni o boschi durante il percorso. Non troverete quindi l’effetto “cappa” generato dalle presenza di acqua nell’aria. Non faticherete quindi a respirare.

 

LE PERSONE DIVERSAMENTE ABILI. Per quanto concerne le persone con diversa abilità, al fine di poter valutare se questa escursione sia adatta a un loro, bisogna considerare quali siano le effettive condizioni fisiche delle stesse. Il percorso si snoda per circa 9 km, allo scoperto, tranne una piccola parte. Nonostante sia prevalentemente pianeggiante, alcuni passaggi richiedono molta attenzione, e condizioni fisica normali. Per questa ragione prima gli affrontare un simile percorso, è necessario prendere in considerazione questi aspetti. Evitare accuratamente comunque di avventurarvi la soli, e fatevi accompagnare da chi eventualmente vi può prestare assistenza in caso di necessità.

GLI INSETTI PERICOLOSI – I TAFANI. Durante la passeggiata troverete come sempre qualche insetto fastidioso
che vi raggiungerà intorno. Veri e propri insetti pericolosi non ne incontrerete,
salvo qualche raro caso. Il problema vero e proprio è dato dalla presenza di molti tafani, molto aggressivi, che notoriamente succhiano il sangue da animali quali cavalli pecore capre e così via. Nelle zone aperte praticamente non si vedono, ma come attraverso rete qualche spazio nel bosco, o in mezzo comunque alle piante, si faranno vedere. Fate molta attenzione a queste “mosche giganti”, perché la loro puntura è davvero dolorosa e in alcuni casi può creare anche problemi di shock anafilattico. Se prendete un fazzoletto, un cappello, ho un altro panno qualsiasi, muovetelo intorno a voi in continuazione, così come fanno gli
animali qual i cavalli che hanno la coda, per scacciarli. Controllate sempre le gambe se indossate pantaloncini corti, perché lì che tendono a colpire maggiormente. Per le persone particolarmente sensibili che hanno problemi con le bolle provocate dalle zanzare, portate che voi qualche crema a base di cortisone la mettere su un eventuale puntura ricevuta. Potete provare anche a coprire le parti scoperte con repellenti antizanzare. Particolare attenzione ai bambini.

 

GLI INSETTI PERICOLOSI  – LE VESPE. Quando vi avvicinate le fonti d’acqua, soprattutto quelle artificiali, come quella che si trova all’inizio dell’abitato di Decontra, o il fontanile durante il cammino, fate molta attenzione alle vespe. Questi imenotteri sono soliti raggrupparsi in questi punti per potersi dissetare. Ricordare bene che sono insetti molto aggressivi, i quali però se non molestati, non vi daranno fastidio. Particolare attenzione quando dovessero essere presenti in gruppo. Non li provocate nella maniera più assoluta, poiché la loro reazione è fulminea e non si intimidiscono facilmente. Ovviamente l’attenzione deve salire in caso di presenza di bambini, i quali potrebbero non percepire immediatamente il pericolo.

IL REPELLENTE PROTETTIVO CONTRO GLI INSETTI. Durante l’escursione potreste incontrare qualche zanzara. Si possono trovare più facilmente nella parte coperta del sentiero, in particolare in quella parte che consente di attraversare la spaccatura che poi porta all’Eremo di San Bartolomeo. Per cui se siete particolarmente sensibili a questi insetti, il consiglio è quello di portare con voi un prodotto repellente per prevenire le punture. per i soggetti più sensibili, e forse il caso anche di portare un prodotto tipo crema, per lenire il dolore di eventuali punture.

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LE CAPANNE DI PIETRA

LE CAPANNE DI PIETRA. Durante la vostra escursione passerete in prossimità una serie di “capanne di pietra”, di cui è di fatto disseminata questa zona. Queste costruzioni, alcune delle quali molto antiche, sono la testimonianza dell’attività dei pastori in queste zone, e alla loro vita (spesso durissima) passata tra queste montagne. Sono il frutto dello “spostamento” con la sola forza delle braccia di centinaia di migliaia di pietre, per ripulire il terreno per consentire sia il pascolo degli animali che le attività agricole. Questo tipo di strutture sono chiamate a “tholos” e nella loro struttura originaria, ricordano molto i più famosi “trulli” presenti in Puglia. Ritornando al punto di partenza di questo percorso (Decontra), incontrerete “l’Ecomuseo”,(vedere le foto di seguito), un testimonianza a cielo aperto di come dovevano apparire in passato queste capanne di pietra. Si tratta di ricostruzioni di un passato oramai scomparso, utilissime a comprendere il contesto antropologico di questa zona.

LA VISITA GUIDATA. L’escursione può essere effettuata anche l’ausilio dei guide autorizzate. Può essere molto utile rivolgersi a questi professionisti, per una serie di motivi.
L’ottima conoscenza del territorio e dei sentieri da seguire. L’assistenza in caso di necessità. Divulgazione di aspetti storici e naturalistici dei luoghi che attraverserete. Queste visite però vengono effettuate in gruppi abbastanza numerosi. Per cui se amate la compagnia sarà una buona occasione per fare nuove conoscenze. Sono a pagamento

Interno di una capanna di pietra
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I CARTELLI E SEGNALI SU PIETRA

I CARTELLI E LA SEGNALETICA SUL PERCORSO. Incontrerete numerosi cartelli che vi indicheranno la strada da seguire. Sono molto importanti, perché oltre ad evitare di perdervi, indicheranno anche il tempo necessario per raggiungere il vostro obiettivo. Ricordate sempre che su questi cartelli non troverete mai i chilometri che vi separano dalla meta, ma solo il tempo necessario. il motivo sta nel fatto che la conformazione del terreno, le variazioni di quota, ed altri fattori, influiscono non poco sul tempo necessario per percorrere un certo tratto. Per questo motivo, anche pochi chilometri potrebbero essere percorsi in molto tempo o viceversa. Una raccomandazione fondamentale, è quello di tenere da conto solo le indicazioni ufficiali indicate sui cartelli stessi. Diffidate sempre di eventuali ulteriori sovrapposizioni scritte a amano, perché potrebbero essere fuorvianti e pericolose. Inoltre ricordate sempre bene il numero del sentiero che state percorrendo. Nel caso particolare l’eremo di San Bartolomeo è ben indicato per cui quando avrete nessun problema a raggiungerlo.

 

CARTELLO ESPILICATIVO ALL’EREMO. Una volta arrivati all’Eremo, troverete nella zona antistante alla costruzione, un cartello metallico, che vi illustrerà alcuni aspetti fondamentali nella storia dell’Eremo stesso.

 

 

 

LE BICICLETTE. Per quanto riguarda l’utilizzo delle biciclette, parte di questo sentiero può essere percorso anche con una buona bicicletta da mountain bike, evitando però l’utilizzo di biciclette da passeggio. Sarete però comunque obbligati ad un certo punto a lasciare il vostro mezzo, per raggiungere l’eremo di San Bartolomeo, in quanto una parte del sentiero, come già specificato, è molto stretto tra le piante con una discesa ed una salita molto ripide. Anche per coloro che sono più esperti nell’utilizzo delle due ruote, questo sentiero
diventerebbe impraticabile. Ci sono sempre molte persone, per cui il rischio è quello di provocare un incidente. Se siete disposti a lasciare la vostra bicicletta all’inizio della parte del sentiero che porta direttamente all’Eremo, allora potrete tranquillamente utilizzarla per percorrere il resto del tragitto.

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IL VALLONE CHE PORTA ALL’EREMO

NESSUN PASSAGGIO PERICOLOSO. In questo percorso non ci sono passaggi particolarmente impegnativi, tranne la discesa e la risalita nella profonda spaccatura in cui si trova l’Eremo di San Bartolomeo. Qui anche in caso di caduta dal sentiero non di rischia di “finire di sotto”, ma di potrete fare qualche bello scivolone su fondo umido tra le piante o scendendo o salendo su qualche gradino. Nulla di particolare, ma prestate sempre molta attenzione, soprattutto ai bambini.

IL VENTO. Il percorso è praticamente tutto allo scoperto, in una zona prevalentemente pianeggiate, chenon offre molti ripari. Il vento in queste zone può soffiare anche con violenza, e nei mesi invernali può essere molto freddo. Durante la bella
stagione
la sua presenza può essere una vera e propria benedizione, poiché le temperature possono diventare molto alte, superando anche i 30 gradi.In caso di assenza di ventilazione, il caldo può diventare insopportabile, ed in certi casi, anche pericoloso. Il
consiglio è quello di muovervi in estate nelle giornate ventilate, per evitare di sentirvi male. Ovviamente queste valutazioni devono essere effettuate anche in relazioni alle condizioni di salute personali. 

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L’EREMO DI SAN BARTOLOMEO 
NESSUNA DIFFICOLTA’ PER RAGGIUNGERE L’EREMO. Raggiungere l’Eremo non e’ difficile (nel percorso proposto). Come si vede nelle immagini si trova all’interno di una grande spaccatura naturale del terreno, circa a metà tra il fondo dove scorre l’acqua e la parte pianeggiante. Bisogna scendere attraverso un tratto coperto (non si tratta di un bosco pero’), per poi risalire attraverso un breve sentiero che porta poi alla scala in pietra che consente l’accesso all’Eremo. 

LE PERSONE CON DIFFICOLTA’ DI DEAMBULAZIONE. L’escursione è adatta anche alle persone con problemi di deambulazione. valutate bene le condizioni di salute personali. Il percorso infatti per buona parte si svolge su sentieri ampi e battuti, ma una parte di esso, quella necessaria a raggiungere l’eremo di San Bartolomeo, presenta problemi che potrebbero essere insormontabili per chi non può camminare agevolmente. Per questo motivo, è possibile percorrere una parte del tragitto fermandoci alla gola dove si trova l’eremo, e qui fermarsi per vedere l’eremo più da vicino, ma senza scendere all’interno della gola. Qualora decidiate comunque di fare questo tipo di percorso, e avete problemi di deambulazione particolari, fatevi accompagnare da persone esperteche vi possano assistere in caso di necessità.

I BAMBINI. L’escursione qui proposta, è adatta anche ai bambini Più grandicelli, almeno dai 10 anni in su . Il motivo sta nel fatto che l’anello del sentiero da percorrere è agevole, tranne per la parte relativa a raggiungimento dell’ Eremo di San Bartolomeo. Considerate valutate che, il percorso è quasi tutto all’aperto, senza protezione alcuna dai raggi solari durante la stagione estiva e dal vento. Inoltre una parte del sentiero su una strada stradina strettissima in mezzo a piante ed arbusti, che se non rappresentano un
problema per le persone adulte, possono diventarlo invece per i più piccoli. Calcolate che il percorso è di circa 10 kmper cui bisogna essere sicuri che i bambini siano in grado di poter sopportare questo tipo di fatica. Comunque viene normalmente percorso da famiglie numerose con bambini, per cui se i vostri figli sono abituati a questo tipo di attività, il divertimento è assicurato.

USO DEL PASSEGGINO PER I BAMBINI.  Se avete bambini piccoli, evitate ti portare con voi passeggini di ogni tipo. il fondo del percorso è pietroso, ed anche quelli più “tecnici” non sono adatti a questo si
percorso. Ci sono poi dei tratti dove sarebbero solo d’intralcio e pericolosi. La raccomandazione può sembrare superflua, ma in montagna di vede di tutto, anche persone che tentano di trasportare i propri figli su sentieri impraticabili per questi “mezzi”. Per cui se necessario li dovrete portare in braccio o sulle spalle

L’Eremo visto dal fondo del vallone

AMBIENTE NATURALE. L’eremo si trova completamente immerso in un ambiente naturale. Infatti nei secoli, lo scopo nello stesso era isolamento dal mondo, per dedicarsi in maniera completa alla preghiera. Come potrete osservare di persona, attualmente è abbastanza distante dai principali centri abitati. Potete quindi immaginare quanto fosse lontano nei paesi e nelle città nei secoli scorsi.

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IL CORSO D’ACQUA

IL CORSO D’ACQUA. Sul fondo della spaccatura in cui si trova un corso d’acqua d’acqua che in estate è in genere in secca. Durante l’inverno o anche durante la bella stagione, in caso di forte pioggia, l’acqua può scendere anche copiosamente, per cui fate molta attenzione ad attraversarlo, nel caso in cui dovesse piovere. 

 

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L’ACCESSO ALL’EREMO
LE SCALE  PER RAGGIUNGERE L’EREMO. Una volta scesi nella spaccatura che vi porterà poi all’Eremo di San Bartolomeo, per accedere allo stesso eremo, dovrete salire una scalinata, poiché la costruzione si trova all’interno di una spaccatura nella roccia. Non si tratta di moltiscalini, sono infatti nel complesso circa una ventina, ma sono molto ripidiè nella parte iniziale privi di corrimano. Per cui quando salite fate molta attenzione a non perdere l’equilibrio. Una caduta sarebbe veramente pericolosa. Stesso discorso vale poi quando lascerete l’eremo per ritornare sullo stesso sentiero e il quale siete arrivati. Qui troverete la stessa scalinata che si presenterà in tutta la sua ripidità. Anche qui fate molta attenzione nello scendere, soprattutto nelle evitare di scivolare sui gradini. Se del caso, aiutatevi con un bastone, oppure affrontati grandini con molta tranquillitàe senza correre. per quanto riguarda ibambini,massima attenzione durante la salita e la discesa. Anche per loro una caduta potrebbe essere veramente pericolosa. Se necessario, soprattutto per quelli più piccoli prendeteli per mano. Aiutate anche le persone che hanno difficoltà di deambulazione.

LE CARATTERISTICHE COSTRUTTIVE. L’Eremo non è di grandi dimensioni. Appena arrivati sul piano della ansa del costone di roccia che lo ospita, noterete la presenze di una porta d’ingresso e di un piccolo campanile. Si tratta dell’unico ingresso presente.
Una volta entrati, vi troverete l’ambiente principale, nel qual si trova un altare su cui è allocata la statua lignea di San Bartolomeo. Alla vostra sinistra vedrete poi l’ingresso di uno stretto corridoio, che vi porterà ad affacciarvi all’interno di una stanza più piccola con delle finestre che guardano nel vuoto. Alla fine di corridoio incontrerete uno spazio
aperto, che affaccia nel vuoto anch’esso. La caratteristica fondamentale è che uno dei lati della costruzione non è in muratura, ma vede la presenza della nuda roccia del costone. 

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L’EREMO – INTERNO
INGRESSO GRATUITO. Per accedere all’Eremo non dovrete pagare nulla. L’ingresso e totalmente gratuito e non viene richiesta alcuna offerta personale. Per cui in caso di istanze in questo senso, diffidate e prendere bene informazioni. Il mondo è pieno di furbi. 
EVITARE RUMORI MOLESTI. Una volta che sarete arrivati all’Eremo, ricordatevi che non si tratta di un luogo normale dove potersi scatenare facendo rumore di ogni tipo. Questo è un luogo sacro, tenuto in grande considerazione dalle persone di fede cattolica, ed ha anche unagrande importanza storica, proprio legata al personaggio di Pietro da Morrone, già Papa Celestino Quinto. Per cui quando sarete arrivati in questo posto, osservate la bellezza e la sobrietà dell’Eremo stesso, cercando di rispettare questi luoghi, e le persone che come voi ci sono arrivate fin qui per i più svariati motivi. Può sembrare una raccomandazione superflua, ma purtroppo, soprattutto i ragazzi e i bambiniscambiano questi ambienti spesso per un area giochi. Spetterà soprattutto ai genitori e agli adulti essere di esempio.
La statua lignea di San Bartolomeo

UNA PARTICOLARITA’ DA VEDERE. E’ la presenza di una fonte d’acqua che scorre
nell’ambiente principale
, dove si trova la statua lignea dedicata a San Bartolomeo. Individuarla e semplice. Basta metterci con le spalle rivolte alla porta ed il viso che guarda alla statua, e sulla sinistra troverete la presenza di un punto ove, infilando la mano, potere toccare dell’acqua. Non pensiate di trovare una vera e propria sorgente, ma comunque l’acqua si sente facilmente, anche perché fredda.

LE SCRITTE SUI MURI. Un comportamento assolutamente da evitare, è quello di incidere delle scritte sia all’interno della zona rocciosa che ospita l’eremo, sia all’interno dello stesso. Purtroppo molte persone reputano opportuno incidere nome cognome e date, nonché altre frasi,pensando di fare chissà quale cosa intelligente o importante. Nulla di tutto questo. Questo è un luogo storico di grande importanza anche religiosa, per cui evitiamo comportamenti idioti. Se qualcuno dovesse farlo in vostra presenza, impeditelo (un esempio di questa pessima usanza la potete osservare nella foto che precede nella parte alta della stanza) . 
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ECOMUSEO ALL’APERTO

IL MUSEO ALL’APERTO. Durante il cammino, durante il ritorno (o all’andata se preferite eseguire il percorso il senso contrario), vi imbatterete in museo all’aperto, che potrete visitare, oppure osservare dall’esterno. Si tratta di una ricostruzione degli insediamenti umani che insistevano in questa zona, e che sono stati oggetto di studi approfonditi per anni da parte gruppi di antropologi ed archeologi italiani e stranieri. 

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LE PIANTE

LA FLORA. Durante il vostro cammino incontrerete vari tipi di piante. Oltre a quelle ad alto fusto, fate attenzione anche  quello che si trova più in basso. Alcune di questo sono davvero particolari. In alcuni punti più umidi troverete anche delle bellissime felci di grandi dimensioni. 
NON RACCOGLIERE LA FAUNA SPONTANEA. Non raccogliete fiori o piante o altro. Osservate con attenzione le bellezze naturali, ma evitate di portare con voi qualche “ricordo”. Le cose devono essere lasciate dove si trovano. Ricordate comunque che vi trovate all’interno di un parco naturale protetto. Rammentate che se ognuno di noi raccogliesse un fiore durante l’escursione, vista la presenza di centinaia di persone durante ogni singola giornata, nel corso di poco tempo questi sentieri si trasformerebbero in deserti senza piante.
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GLI ANIMALI

I SERPENTI. In questi percorsi sono presenti degli fontanili dedicati appositamente all’abbeveramento degli animali. All’interno però si crea tutta una microfauna fatta di girini rane di insetti. Questo è il uno dei luoghi di caccia delle piccole bisce, un tipo di serpente acquatico,  tipiche di queste zone, che in pratica stazionano all’interno di questi fontanili in attesa di qualche buon pasto. Si tratta di animali di taglia ridotta ed assolutamente innocui. Se li volete vedere, osservate bene i bordi dei fontanili. In genere ne troverete semi arrotolate o distese proprio in questi punti. Non fate movimenti bruschise le individuate, altrimenti si nasconderannonegli anfratti del fontanile o tra le alghe che vivono nell’acqua.

L’ORSO. L’Abruzzo è una regione che vede una presenza significativa dell’orso. Si tratta di un vero simbolo di queste zone e dei parchi naturali che insistono sul suo territorio. Incontrarlo durante una escursione non è facile, ma nemmeno impossibile, per cui potreste anche imbattervi in questo plantigrado. Si tratta di un animale di grandi dimensioni che non si spaventa facilmente. Può essere attirato dall’odore del cibo. Evitate quindi zone lontane dai sentieri più battuti.

IL LUPO. Altro animale simbolo di queste zone è il lupo. Gira in branco e come per l’orso, non è molto facile incontrarli. La loro presenza anche a basse quote ed in zone frequentate dagli uomini è testimoniato dai loro escrementi, in chiamati “fatta di lupo”. Nella foto che segue ne potrete osservare una. Di certo non è un bello spettacolo, ma potrà esservi utile per capire se nella zona in cui camminate i lupi sono di casa oppure no. Evitate comunque di addentravi in zone troppo isolati e da soli. Meglio essere prudenti.  

LE PECORE E LE CAPRE. Durante il vostro cammino mi potrà capitare di incontrare delle pecorecon delle capre. Questa zona infatti dell’Abruzzo è nota per essere stata una delle sedi più importanti nell’attività di pastorizia in Italia. Nonostantestia lentamente sparendo, avrete la possibilità di vedere questa antica attività di allevamento effettuata dell’uomo. Nel caso in cui vi trovaste in prossimità di una strada dove sono presenti gli ovini, fermatevi, e lasciate che vi passino accanto. Non vi toccheranno nella maniera più assoluta e sarà un’esperienza divertente. Scattate delle fotografie o realizzate un bel video. In mezzo al branco noterete la presenza di cani pastori. In genere appartengono alla famosa razza di cane da pastore abruzzese, cani di grande mole e di colore bianco.

 

RACCOGLIERE I RIFIUTI. Non lasciate assolutamente alcun rifiuto durante la
vostra escursione. Siete in una zona protetta e parco naturale.  

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ITALIA – REGIONE LAZIO: IL PARCO NATURALE DELLE VALLE DEL TREJA

 

IL BORGO DI MAZZANO ROMANO VISTO DAL SENTIERO



LUNGHEZZA PERCORSO: 11 km
circa

QUOTA: 200 M.T. circa s.l.m.

 
TEMPO NECESSARIO A/R –
circa 5 ore. 
 
DIFFICOLTÀ: Facile 
DOVE SI TROVA. Il sentiero qui proposto inizia partendo del borgo di Mazzano Romano, della città metropolitana di Roma, nella Regione Lazio. Di seguito la mappa interattiva di GOOGLE MAPS che vi consentirà di raggiungere la meta utilizzando il vostro dispositivo come un navigatore GPS ovunque vi troviate. Per calcolare il percorso cliccate sulla freccia blu sulla mappa. Per visualizzare versione Google Earth della mappa, basterà cliccare sulla finestrella nell’angolo in basso a sinistra. 

IL PERCORSO Di seguito troverete l’immagine del percorso ad anello descritto in questi appunti di viaggio, evidenziata il colore viola chiaro. E’ ottenuta dall’interfaccia tra le immagini satellitari di google Earth ed un famoso programma che traccia il percorso utilizzando sia le coordinate satellitari che la connessione internet. La sua osservazione consente di comprendere che tipo di percorso bisogna effettuare. Potete notare che comprende anche il passaggio per il Borgo di Calcata Vecchia.
 
INIZIO DEL PERCORSO. L’inizio del percorso si trova in prossimità dell’abitato del paese di Mazzano Romano. Non è difficile trovarlo, ma potere utilizzare le seguenti coordinate gps per poterlo raggiungere con il vostro navigatore.  Non necessitano di connessione alla rete internet, ma solo alla rete satellitare GPS.
Subito dopo le coordinate gps troverete l’immagine di Google Earth con il segnaposto di colore giallo che corrisponde al punto relativo alle coordinate GPS. Questa immagine vi renderà più semplice anche orientarvi per capire dove inizia il sentiero.
 
42°12’12.56″N  – 12°24’6.72″E
 
 

LE PREVISIONI DEL TEMPO.  Di seguito troverete un box meteo con le previsioni del tempo riferite alla zona di Mazzano Romano su base settimanale, con fasce orarie,  aggiornate in tempo reale.  Cliccando sul giorno della settimana in cui intendete effettuare l’escursione, potrete verificare con esattezza la situazione metereologica prevista nell’arco dell’intera giornata. Questo vi consentirà di organizzare la vostra escursione con il tempo migliore.

(Fate attenzione al menu del meteo. Cliccando sul giorno successivo a quello in cui visualizzare gli appunti di viaggio vi apparirà il giorno completo con le fasce orarie. Invece per il giorno corrente avrete solo le previsioni successive all’orario in cui visualizzate il box meteo. Per cui parte dello schermo del dispositivo che state utilizzando risulterà vuoto)

 

IL PERIODO MIGLIORE.  L’escursione può essere effettuata tutto l’anno. Ricordate però che la stagione in cui decidete di farla può condizionare non poco la vostra escursione. In primo luogo durante la stagione invernale il buio arriva presto, e se non partire di buon ora, potreste trovarvi all’interno del bosco di notte e senza luce. Inoltre parte della vegetazione presente, durante l’inverno perde le foglie, per cui il bosco che attraverserete potrebbe risultare spoglio. Inoltre dovete fare i conti con il freddo e l’umidità. Durante l’estate in questa zona il caldo può essere intenso, soprattutto nelle ore centrali della giornata, e l’umidità diventare veramente soffocante. Per cui la stagione migliore è certamente la primavera inoltrata, quando in genere il caldo non è molto forte e l’umidità non troppo alta. 
IL PARCHEGGIO DEI VEICOLI. Per parcheggiare non ci sono particolari problemi. E’ infatti possibile lasciare il vostro veicolo nell’area urbana del paese di Mazzano Romano. Il parcheggio è gratuito. Verificate sempre la presenza di are di parcheggio a pagamento. Ricordate però che nel fine settimane questa località è visita dai  turisti, per cui potreste trovare qualche difficoltà nel parcheggiare nella zona centrale del paese. Per comodità la mappa interattiva di google Earth che si trova all’inizio degli appunti d viaggio segnala come punto di arrivo un grande parcheggio a pagamento presente nel borgo. Starà poi a voi decidere dove lasciare i vostri mezzi. 
IL PERCORSO AD ANELLO. Il percorso proposto è ad “anello”. Questo significa che avrete seguendo la strada indicata nella mappa, ritornerete nel punto da
cui siete partiti
, ma senza camminare sul tracciato già percorso. Ciò vi consentirà di vedere luoghi differenti durante il tragitto. Ovviamente nulla vi impedisce di arrivare in un punto del percorso e tornare indietro sui vostri passi. Il consiglio è quello di fare il giro completo

 

IL LAVATOIO. Una volta lasciato l’abitato, dopo aver percorso poche decine di
metri, incontrerete un 
lavatoio di grandi dimensioni. Si tratta di una costruzione in buon stato di manutenzione. Da qui inizia il sentiero vero e proprio, con una bella discesa. Come si vede nell’immagine che segue, potrete notare la presenza di un fontanile con tre cannelle da cui fuoriesce acqua potabile e bella fresca. Il consiglio è di bere o di fare rifornimento d’acqua. Lungo la strada non ne troverete più, salvo che durante il percorso non ci fermiate presso la cittadina di Civita Castellana, dove sono presenti bar e ristoranti.

 IL LAVATOIO CON LA FONTANA CON TRE CANNELLE
 LA VASCA PER EFFETTUARE IL LAVAGGIO DEI PANNI
IL LAVATOIO – SULLO SFONDO IL BORGO DI MAZZANO ROMANO
IL SENTIERO NEL BOSCO. Se iniziate il percorso a piedi passando per Nazzano Romano, dopo aver un tratto aperto ed incontrato il lavatoio, vi troverete subito nel parte coperta del sentiero. Fate attenzione perché è presente subito una ripida discesa un po’ sconnessa. Poi il fondo ritornerà ad essere quasi pianeggiante.
Come si nota dalle immagini che seguono parte di questo sentiero presente anche delle protezioni (corrimani in legno)  nei punti più pericolosi. Servono a proteggere da eventuali cadute accidentali. Fate però attenzione che non sono presenti ovunque, e che alcuni di questi sono in cattivo stato di manutenzione.
IL SENTIERO: LE CARATTERISTICHE. Il sentiero preso in considerazione non presenta particolari difficoltà. E’ prevalentemente pianeggiante, salvo alcuni passaggi particolari, con salite e discese richiedono attenzione. Questi punti vanno affrontati con calma ed eventualmente con l’aiuto di qualcuno. 
LA PREPARAZIONE FISICA. Per affrontare i circa 11 km e le 5 ore  dei questo percorso ad anello, non è richiesta una preparazione fisica particolare. E un’escursione adatta a tutti, ma bisogna essere comunque essere abituati a camminare a lungo. Se non siete in buona salute o se siete tipi da “divano” allora valute bene se fare o meno questo “passeggiata”. Potreste non essere in grado di arrivare fino in fondo, ed essere obbligati a tornare  sui vostri passi a breve. In questo caso il consiglio è quello di prendere la gita con molta calma senza fare il percorso a “tappe obbligate”. 
L’AFFOLLAMENTO.  Il sentiero non è molto frequentato, ma è facile incontrare qualche camminatore solitario o piccoli gruppi di escursionisti. Ovviamente le presenze aumentano durante il sabato e la domenica

L’ABBIGLIAMENTO CONSIGLIATO. L’escursione non richiede l’uso di un abbigliamento tecnico. Ovviamente la stagione in cui effettuate l’escursione condiziona il tipo di abiti che indossate, ma evitate di esagerare. Vestitevi a “cipolla”, in modo tale da poter alleggerire o appesantire l’abbigliamento. In estate qui può fare molto caldo e umido, per cui vestitevi leggeri. 

LA RICEZIONE CELLULARE ED INTERNET. Per l’utilizzo del cellulare e della connessione ad internet non ci sono particolari difficoltà. La zona in cui si effettua l’escursione si trova in prossimità degli abitati di Mazzano Romano  e di Calcata Vecchia, che consentono una buona copertura del segnale. Valutate comunque che in alcuni punti la ricezione potrebbe essere momentaneamente assente. 

LE CALZATURE CONSIGLIATE. L’escursione non richiede l’utilizzo di calzature particolari. Potrete utilizzare delle scarpe da trekking “leggero” o anche delle buone scarpe da ginnastica. Se optate per il secondo tipo, evitate quello con il fondo liscio del tipo “da tennis”, perché potreste non avere la giusta aderenza in qualche passaggio sconnesso o sul fondo di terra battuta. Evitate anche di indossare scarponi da montagna, perché vi sarebbero solo d’intralcio. 

IL CAPPELLO. Come sopra indicato, il sentiero ha una parte rilevante al coperto, ed un’altra allo scoperto. Nella stagione fredda quindi potete indossare un cappello per proteggervi dal freddo e dall’umidità, mentre in quella estiva (o primaverile), potere utilizzarlo per proteggervi dal sole. In entrambi i casi e bene comunque portarlo con voi. 

I BASTONI DA TREKKING. Per effettuare la passeggiata potrete utilizzare come ausilio anche i bastoni da trekking, considerato che passaggi non sono complessi e quindi potete anche camminare tenendo un buon passo. Nei passaggi più impegnativi (anche se non molti), vi potranno aiutare a sostenervi.
IL SENTIERO ALL’APERTO. La seconda parte dell’escursione si effettua camminando per una serie di sentieri “aperti”. Sono caratterizzati da una maggiore illuminazione e ventilazionerispetto alla parte precedente. Anche il fondo sui cui camminerete è composto (come si vede dalle immagini) da terra battuta e pietrisco. Nelle giornate più assolate il terreno è molto asciutto, e di conseguenza, polveroso.
DOVE MANGIARE. Per mangiare le soluzioni possono essere le seguenti. La prima e la più ovvia è quella di portavi tutto da casa, bevande comprese. La seconda è quello di acquistare panini o altro a Nazzano Romano, borgo da cui inizia la vostra escursione, oppure fermarvi durante la passeggiata a Calcata Vecchia, borgo antico dove è possibile anche fermarsi in quale trattoria tipica. Qui sono presenti anche bar dove acquistare vivande o altro, o fermarsi per un caffè. 
GLI INSETTI.  La presenza degli insetti è chiaramente condizionata dalla stagione in cui effettuate l’escursione. Più vi avvicinate alla stagione estiva e maggiori sono le possibilità che si presenti qualche zanzara intorno a voi. Ogni tanto potrete notare la presenza di qualche nugolo di moscerini e qualche mosca o vespa, ma nulla di preoccupante. Per coloro che amano gli aracnidi (ragni per intenderci), è possibile notare qualche bella ragnatela con al centro il “padrone di casa”. Comunque per precauzione contro le zanzare portate con voi qualche prodotto repellente
ICANI.  L’escursione è certamente adatta per gli amici a quattro zampe, anche se di taglia piccola. Deve sempre però trattarsi di animali in buona salute e non anziani ed abituati a camminare. Il percorso non è breve e sono abituati al “salotto”, potrebbero incontrare qualche difficoltà. Ovviamente è sconsigliato anche per i cuccioli troppo piccoli.Ricordate di portare con voi l’acqua da bere per il vostro cane. Durante il cammino non ci sono fontane e l’unico corso d’acqua presente è il fiume Treja.  
AREA PICNIC. Durante il cammino troverete anche un paio di aree attrezzate dove potersi sedere per mangiare. La prima e più grande si trova in prossimità del fiume Treja. Basta attraversare il piccolo ponte sospeso, e li troverete un paio di panche con dei tavoli all’ombra degli alberi.
IL FIUME. Il Treja ha le sue sorgenti sul Monte Lagusiello, ad una quota di circa 250 mt s.l.m. Ha una lunghezza di circa 36 km e si getta nel fiume Tevere, di cui è uno dei principali affluenti. 
FARE IL BAGNO. Il fiume Treja, per quanto è dato sapere è balneabile. Il corso d’acqua non ha una corrente molto forte. L’acqua in alcuni punti è molto pulita, in altri meno. Durante la stagione estiva è facile imbattersi in alcune persone che in costume da bagno, si immergono nell’acqua. Fate comunque molta attenzione, ed evitate di entrarvi da soli. Il fondo presenza rocce e sassi
GLI OCCHIALI DA SOLE. E’ consigliato l’uso degli occhiali da sole per la parte all’aperto del sentiero. Nelle belle giornate il sole può essere veramente forte, soprattutto una volta che vi siete abituati a camminare nella penombra creata dal bosco nella parte coperta del sentiero stesso. 
I PONTI.  Durante il tragitto proposto incontrerete due ponti più grandi che attraversano il fiume Treja. Il primo è in legno e cemento, mentre il secondo è il legno e corda. Quest’ultimo è divertente da attraversare poichéoscilla quando ci camminate sopra. Porta inoltre ad un’area attrezzata con tavoli e panche dove potrete fermarvi per riposare o altro. 
GLI ANZIANI  E LE PERSONE CON DIFFICOLTA’ DI DEAMBULAZIONE. Il sentiero presenta alcuni passaggi più complessi, con alcune discese e salite che possono presentare delle difficoltà per essere affrontate da chi ha problemi di deambulazione o per persone diversamente abili. Come si vede dalle immagini la maggior parte del percorso è composto da un camminamento “semplice”, ma non si tratta comunque del parco sotto casa. Inoltre i chilometri da percorrere non sono pochi (11), per cui per coloro che hanno difficoltà nel camminare, è consigliato farsi accompagnare e non affrontare assolutamente da soli la gita. 
LA BICICLETTA. Il sentiero può essere percorso tutto in mountain bike. Non si consiglia l’uso delle due ruote da passeggio, perché comunque alcuni passaggi richiedonomezzi adattie una certa competenza tecnicaPer tale ragione se non siete preparati fisicamente o non avete la bicicletta adatta, evitare di fare questo percorso. In alcuni punti potreste essere obbligati a scendere a portala a piedi, data la presenza di alcuni punti ripidi con la presenza di rocce. Fate molta attenzione al fondo del sentiero, soprattutto dopo abbondanti piogge, che potrebbero creare delle insidie non visibili. Per raggiungere invece la necropoliinvece dovete usare obbligatoriamente la scala, per cui la bici dovrete lasciarla all’inizio della stessa oppure portarla con voi. 
IL PONTE IN LEGNO E CEMENTO SUL TREJA
I PONTICELLI. Il percorso è disseminato di piccoli ponti, che consentono di superare agevolmente piccoli corsi d’acqua o fossati senza pericolo. Considerato che parte di questo non sono in buono stato di conservazione, fate attenzione a dove mettere i piedi. Potreste trovare qualche asse sconnessa, marcia o qualche buco.
DIVERSAMENTE ABILI: LA CARROZZINA. Il percorso per coloro che si devono spostare con la carrozzina non è consigliato, in quanto si tratta di un percorso con passaggi non adatti per tale mezzo. Se però chi la deve usare è debitamente assistito, allora la cosa è fattibile. Ma fate molta attenzione
IL SENTIERO: LE RADURE NEL PERCORSO. Durante il cammino troverete alcuna radure dove potervi riposare. Si tratta di punti nel quali sono presenti alcune panche e tavoli dove potrete sedervi. La migliore è quello che si trova in prossimità del ponte di corda che attraverso il fiume. Qui l’ombra è ottima e durante la stagione estiva, vi riparerà dai raggi del sole.   
LE SCALE. Durante questo percorso incontrerete una serie di passaggi con della scale. Il primo è quello di che si trova subito all’inizio del percorso, scendendo da Mazzano Romano. 
Il secondo è quello che vi porta verso Calcata Vecchia. In realtà non si si tratta di una vera scala ma di una lunga salita. 
LA SALITA CHE DAL SENTIERO PORTA A CALCATA VECCHIA
Il terzo   è quello necessario per raggiungere la necropoli. E’ abbastanza impegnativo ma breve (come si vede nella immagini dedicate alla necropoli) . 

Il quarto e quello che vi riporta da dove siete venuti, ovvero Nazzano Romano. Per coloro che hanno difficoltà di deambulazione possono essere rappresentare un problema. 

Vi sono poi una serie di punti del sentiero nel bosco dove ci sono deipassaggi con scale di vario tipo. Come si vede dalle immagini non sono in buono stato di manutenzione per cui attenzione a dove mettete i piedi. 
I BAMBINI. L’escursione è adatta ai bambini più grandied in grado di muoversi in maniera autonoma. Per loro sarà certamente molto divertente. I sentieri nel bosco sono certamente un ottima attrattiva per i più piccoli, che vivranno una simpatica avventura. Comunque teneteli sempre sotto controllo. Alcuni passaggi del sentiero non sono semplicissimi, ed inoltre il fiume, anche se non molto grande e profondo, può rappresentare un pericolo da cui guardarsi. 
USO DEL PASSEGGINO PER I BAMBINI. Se dovete portare con voi bambini piccoli che non possono camminare o che comunque non possono percorrere a piedi lunghi tragitti, allora potete valutare la possibilità di utilizzare un passeggino
tecnico del tipo a tre ruote grandi
.
Quelli normali non vanno assolutamente bene a causa del fondo irregolare. Ricordate bene però che ci sono alcuni passaggi nei quali sarete comunque obbligati prendere in bambini in braccio, perché il rischio può essere quello di fare rovinose cadute se tentate di utilizzarlo con il bimbo all’interno.  
I SERVIZI IGIENICI. Durante il percorso non incontrerete bar o altro. Per cui se avete bisogno di utilizzare i servizi igienici, dovete necessariamente raggiungere o Mazzano Romano  o Calcata Vecchia che si trovano sul questo percorso. Altrimenti dovete provvedere diversamente. 
L’ILLUMINAZIONE. L’escursione si svolge prevalentemente nel bosco. Per questa ragione anche nelle giornate di pieno sole, gli alberi (nella bella stagione) offrono una bella copertura, per cui potrete godere di una piacevole ombra offerta dalle fronde delle piante. Il discorso è diverso nel momento in cui uscite allo scoperto. La luce può essere molto intensa (tempo permettendo), ed il sole diventare accecante. 
La scalinata di ritorno a Mazzano Romano
I MASSI SUL SENTIERO. Nel passeggiare incontrerete dei punti con alcuni massi e rocce di grandi dimensioni. Nulla di spettacolare o impressionante, ma hanno sempre il loro fascino. 
I CARTELLI ILLUSTRATIVI.Durante la passeggiata incontrerete sul vostro cammino numerosi cartelli esplicativi. Soffermatevi a leggerne il contenuto. Sono ricchi di informazioni sul luogo che state attraversando. Vi racconteranno soprattutto dettagli sugli aspetti naturalistici del posto.
L’UMIDITA’. E’ certamente condizionata dalle condizioni metereologiche della stagione e della giornata in cui decidete di effettuare questo escursione. Bisogna però ricordare che comunque vi trovate in prossimità di un fiume e la presenza del bosco, in assenza di vento, può elevare di molto il tasso di umidità, rendendo più faticosa la passeggiata. Nella parte aperta del sentiero invece le cosa cambiano completamente, grazie ad un maggiore ricambio di aria alla presenza del sole (nelle belle giornate). 
LA NECROPOLI. Durante la camminata potete fare una piccola deviazione per andare a vistare la necropoli del Cavone di Monte Li Santi. Basta salire delle scale (abbastanza ripide) per trovarvela difronte. E’ in buono stato di manutenzione. Si ritiene che sia stata usata sino alla metà del VII secolo A.C. Era un luogo importante di sepoltura per gli abitanti della antica città di Narce, un insediamento di una popolazione preromana che si trovava a circa 5 chilometri dalla borgo di Civita Castellana.
LA SCALA CHE PORTA ALLA NECROPOLI

Troverete altri luoghi di sepoltura durante il cammino, come si vede nelle immagini che seguono. Non sono il un’area specifica, ma dislocati lungo in piccola parte de sentiero. 

GLI ALBERI. Come già indicato il percorso prevede una parte nel bosco ed una parte scoperta. La prima vede la presenza di varietà botaniche tipiche dei boschi del centro Italia (tra cui anche noccioli e noci). Nella seconda invece potrete notare ampie aree dedicate alla coltivazione dell’olivo (come si vede nella immagini).  
LE PIANTE: IL FARFUGIUM JAPONICUM GIGANTEUM. Durante il cammino nella parte boscosa del sentiero, incontrerete una grande esemplare di Farfugium
japonicum ‘Giganteum’
. Si tratta di una pianta di una pianta proveniente dal Giappone appartenente alla famiglia delle Asteraceae. È una pianta erbacea sempreverde che cresce bene in ambenti umidi non molto soleggiati o a mezz’ombra. Le sue dimensioni sono notevoli, in quanto la sua altezza da terra
varia dai 90 ai 150 cm. Per capire quanto sia grande basterà avvicinarsi.
LE PIANTE – LE FELCI. Camminando nella parte coperta del sentiero, noterete la presenza di alcuni esemplari di felci. Si tratta di piante tipiche di queste zone. In genere si trovano in prossimità di grandi alberi(che offrono molta ombra), o in prossimità dei corsi d’acqua (in questo caso il Fiume Treja o i piccoli corsi d’acqua che attraversano il parco), o comunque in presenza di terreni molto umidi.Sono
piante che hanno bisogno di queste condizioni ambientali, poiché non sono in grado di vivere in terreni asciutti. Se vi avvicinate ad osservale, noterete che le foglie dal centro della pianta, dove le foglie più giovani crescono con unaforma caratteristica a spirale, chiamata “pastorale”, poiché ricordano molto la tipica forma dei bastoni dei vescovi. Le foglie più esterne, di colore marrone / verde sono quelle più vecchie e tendono con il tempo seccare e cadere

 

LE PIANTE – I MUSCHI.  Nella parte coperta del sentiero osserverete la presenza costante di muschi, aggrappati agli alberi e alle rocce. Di fatto tappezzano ampie superfici e danno un tipico colore verde al sottobosco. Non si trovano mai in zone soleggiate o secche. In caso di siccità tendono vanno in stasi vegetativa. Gli esemplari più rigogliosi sono quelli che si trovano in prossimità dei corsi d’acqua.
DOVE ALLOGGIARE E DORMIRE. Se desiderate pernottare in questa zona, potrete farlo senza problemi. Il percorso proposto inizia da Mazzano Romano ed attraversa la Calcata Vecchia, per cui basterà verificare la disponibilità presso le varie strutture alberghiere, b&b e agriturismi presenti nella zona. Ricordate comunque di farlo per tempo. Questa zona è molto frequentata dai turisti, per cui se decidete di alloggiare all’ultimo momento, potreste avere qualche difficoltà, soprattutto se siete in tante persone.

COSA VEDERE INTORNO. Durante l’escursione potrete anche visitare il borgo di Calcata Vecchia. È conosciuto come il paese degli artisti. Ricavatevi almeno un’ora di tempo per camminare tra i vicoli e visitare le botteghe artigiane. Molto bello è il panorama che si può osservare dal borgo stesso, che si affaccia sul Parco della Valle del Treja. Questo luogo può essere anche ottimo per pranzare o fare uno spuntino presso i bar presenti e i ristorante caratteristici. 

IL BORGO DI CALCATA VECCHIA VISTA DAL SENTIERO
IL BOSCO VISTO DAL BORGO DI CALCATA VECCHIA – IL PANORAMA

 

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ITALIA – PAGINA GENERALE

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ITALIA – REGIONE ABRUZZO – PARCO NAZIONALE D’ABRUZZO, LAZIO E MOLISE: IL LAGO VIVO

 
LA VALLATA DEL LAGO VIVO 

 

QUOTA INIZIALE: 1.142 mt s.l.m
QUOTA FINALE    1.486 mt. s.l.m
DISLIVELLO TOTALE: 344 mt.
LUNGHEZZA PERCORSO: 8 km circa – andata e ritorno.
TEMPO NECESSARIO A/R – circa 4 ore
DIFFICOLTÀ: Media.
DOVE SI TROVA – LA MAPPA DI GOOGLE MAPS.   L’inizio del sentiero che porta al Lago Vivo si trova in prossimità della cittadina di Barrea, famosa anche per la presenza del lago omonimo. Di  seguito la mappa interattiva di GOOGLE MAPS,  che vi consentirà di raggiungere la vostra meta utilizzando il vostro dispositivo come un navigatore GPS ovunque vi troviate. Per calcolare il percorso cliccate sulla
freccia blu sulla mappa. Nell’angolo destro in basso invece troverete la versione in formato mappa reale.

  

COORDINATE GPS – GOOGLE EARTH. Di seguito troverete indicate le coordinate GPS sia del punto d’ingresso dove potete lasciare i vostri veicoli (dove inizia la strada bianca), sia del punto in cui si trova il lago Vivo.

 
PARCHEGGIO – INIZIO STRADA BIANCA


 41°44’36.36″N –  13°59’10.89″E
 Incrocio strada statale e inizio sentiero per il lago vivo

 

LAGO VIVO
 41°43’35.31″N –  13°57’8.83″E
 Vista satellitare dell’altopiano del lago Vivo

SENTIERO PER IL LAGO VIVO. Di seguito troverete l’immagine del percorso per raggiungere il Lago vivo evidenziata il colore viola chiaro. E’ ottenuta dall’interfaccia tra le immagini satellitari di google earth ed un famoso programma che traccia il percorso utilizzando sia le coordinate satellitari che la connessione internet. La sua osservazione consente di comprendere che tipo di percorso bisogna effettuare. Nella parte alta potete notare il Lago di Barrea.

 

CARATTERISTICHE DEL PERCORSO.  Diversamente da molti altri percorsi del Parco Nazionale, questo non è molto semplice. Per raggiungere infatti il vostro obiettivo non potrete avvalersi di un vero e proprio sentiero o di una strada, ma dovrete salire attraversando un bosco abbastanza fitto, con un fondo composto da massi e sassi, dove non è semplicissimo comprendere quale strada seguire.  Per capire dove andare con sicurezza, potete seguire sia le indicazioni segnate sulle rocce, che i segni lasciati sul fondo dai bastoni con punta metallica da chi è già stato qui. Inoltre osservate anche le foglie  degli alberi cadute in terra. Quelle del sentiero sono “macinate” da coloro che ci passano sopra, mentre quelle “fuori dal sentiero” sono intatte. L’osservazione di questi segni vi consentirà di non sbagliare strada. 

 

PREVISIONI DEL TEMPO. Di seguito troverete un box meteo con le previsioni del tempo riferite alla zona di Pescasseroli su base settimanale, aggiornate in tempo reale. Questo vi consentirà di organizzare al meglio la vostro escursione con il tempo migliore.



 

SENTIERO APERTO. Il sentiero è caratterizzato dalla presenza di una parte scoperta e da una coperta. La prima, inizia dal parcheggio per una lunghezza di circa 800 metri, per lasciare il passo a quella coperta, la più lunga.

 

 

La parte scoperta ricomincia poi una volta giunti in cima, in prossimità del pianoro in cui si trova il lago vivo dove in pratica spariscono gli alberi e lasciano spazio ad ampio avvallamento dove si raccoglie l’acqua.

 

I CARTELLI. All’inizio del percorso troverete una serie di cartelli esplicativi che vi illustreranno le caratteristiche della zona. Importante è quello che vi indica il sentiero che vi porterà verso il Lago Vivo. Non potrete non vederlo in quanto si trova sulla parte iniziale del sentiero stesso, sulla strada bianca. 

 

 

ATTENTI A NON PERDERVI. La mancanza di molti punti di riferimento, può facilmente confondere l’escursionista. Il rischio è quello di entrare in un punto del bosco, e di uscire in un altro, anche molto lontano. Per cui se potete prendete bene alcuni punti di riferimento, o usate dispositivi GPS che memorizzato un punto di partenza. 

 

 

IL SENTIERO – SEMPRE IN DUE O PIÙ.  Il sentiero non vede la presenza di rifugi, bar ristoranti, ed è poco frequentato. Per questa ragione e meglio evitare di camminare da soli. Potreste non incontrare nessuno per molte ore. Ed in caso di emergenza potreste trovarvi da soli. Per questa ragione affrontantelo sempre in compagnia.

 

IL SENTIERO – SEGUIRE I SEGNALI. E’ molto importante fare attenzione ai segnali presenti sulle rocce e sugli alberi. Sono strumenti molto semplici per orientarsi,  ma davvero efficaci se non avete un buon senso dell’orientamento o non potete o non volete usare la tecnologià GPS. 

 

IL PARCHEGGIO. Per lasciare i vostri veicoli, non esiste un vero e proprio parcheggio come in altri luoghi organizzati del parco nazionale. In pratica, una volta lasciata la strada principale, troverete una strada bianca che potrete percorrere con il vostro veicolo, interrotta però da un cartello che vieta il transito. Potete lasciare sul bordo della strada stessa la vostra macchina o altro, Ma non essendo la stessa molto ampia, dovete trovare i posti più adatti. Non è assolutamente consigliata per camper o furgoni di grandi dimensioni, poiché non è molto larga. Inoltre una volta entrati, potresti avere qualche problema nel fare eventuali manovre per poter tornare indietro. Attenzione però a non lasciare vostro veicolo sul bordo o ciglio della strada asfaltata, che vi consente di mettervi su questa strada sterrata. Le macchine, per quanto è dato sapere, non possono essere lasciare lì.

 

CELLULARE – INTERNET.  Le connessioni internet e telefoniche non funzionano bene, sopratutto quando vi allontanate dalla zona di parcheggio e entrate nel bosco. Il segnale può arrivare, ma non fateci comunque affidamento, perché in caso di necessità, potreste restare delusi. Non sottovalutare questa situazione, sopratutto se decidete di affrontare l’escursione da soli. In caso di necessità potreste non riuscire a connettervi con il telefono o la rete. Ovviamente provate lo stesso.  

 

NESSUN BAR – NESSUN RISTORANTE. Per mangiare dovete acquistare tutto prima dell’inizio dell’escursione, in quanto non sono presenti ne  bar o ristoranti durante il cammino,  diversamente da quanto avviene in altri sentieri.  Inoltre non ci sono nemmeno all’inizio ne all’arrivo ne alla partenza. 

SENTIERO NEL BOSCO. La maggior parte del percorso si svolge nel bosco.
Infatti, come sopra ricordato, la prima parte del sentire è allo scoperto, e poi in modo repentino inizia il percorso tra gli alberi. Vi troverete all’inizio in un sentiero facilmente riconoscibile, ma dopo poco sassi e massi anche di grandi dimensione vi circonderanno. E per circa 1.30 di cammino sarete all’ombra degli alberi. Nel salire troverete un molti passaggi stretti e un po’ faticosi,
che metteranno alla prova le vostre ginocchia e le gambe, nonché l’equilibrio. Alla fine il bosco improvvisamente si apre, per poi lasciare spazio alla parte aperta del percorso che porta al lago vivo. 

 

 

NESSUNA FONTANA. Ricordate di portate con voi acqua da bere. Non ci sono fontane o abbeveratoi.  

 

L’ABBIGLIAMENTO.  Non è richiesto un abbigliamento particolare per affrontare questo tipo di sentiero.  Vanno bene anche i pantaloncini corti se la stagione lo consente. Ricordate sempre però di vestirvi “a cipolla” in modo  da poter variare il vostro abbigliamento in base ai cambiamenti climatici. In montagna il tempo può variare repentinamente, ed anche una breve pioggia, può far precipitare la temperatura di molti gradi, così come un sole imprivisto può alzarla di molto. 

 

LE SCARPE. È consigliato l’uso di buone scarpe da trekking, considerata  la presenza di molti sassi e rocce e delle foglie degli alberi che possono rendere scivoloso il fono del sentiero. Inoltre quando si torna indietro il sentiero può essere, in alcuni punti, molto inclinato e si può perdere facilmente l’aderenza. Non esagerate però con calzature troppo professionali. Evitare accuratamente scarpe aperte, ciabatte o altro. Potreste rischiare di farvi male. 
IL CAPPELLO. Il sentiero è quasi tutto al coperto, per cui il cappello e necessario solo per proteggersi dal freddo,  ma non dal sole, che vedretè solo all’inzio del percorso, e alla fine, quando raggiungerete il Lago Vivo.

  

L’IMPERMEABILE. È importante portare con voi un abbigliamento impermeabile che vi posso proteggere dalla pioggia. I fenomeni possono essere amche molto intensi, con una calo repentino delle temperature. Restare bagnati, sopratutto se dovete camminare per ore non va bene. Il rischio è quello di prendere un colpo di freddo e di ammalarsi. 
L’OMBRELLO.  In alcuni sentieri è possibile utilizzare l’ombrello in caso di pioggia. In questo caso evitate di portarlo con voi (per non appesantire lo zaino), poiché non potrete utilizzarlo. Come sopra anticipato il sentiero è stretto e poco agevole, con alberi vicini ai passaggi,  per vi sarebbe solo d’intralcio.
  
I BASTONI. Per camminare portare con voi un bastone di legno o i più tecnologici bastoni telescopici in alluminio o altro. Vi aiuteranno durante la salita e la discesa, soprautto nei passaggi più difficile, dove è facile scivolare e perdere l’equilibrio
I BAMBINI. Il sentiero ha delle caratteristiche che non lo rendono adatto ai bambini, soprattutto se piccoli.  L’assenza di un vero e proprio  sentiero, la presenza di molti sassi e massi, di molti passaggi particolari, l’inclinazione delle salita e della salita, rendono questa escursione per loro non consigliabile.  Il rischio è quello di doverli portare in braccio dopo poche centinaia di metri.  Inoltre è una escursione “stancante”. E rammentare che non ci sono punti di ristoro.  Non possono essere nemmeno usati passeggini tecnici, utili in altri tipi di sentiero.
ANZIANI E DIVERSAMENTE ABILI. Sia per le persone anziane che gli diversamente abili, bisogna valutare nella maniera più assoluta quali siano le condizioni di salute personale. Così come anticipato per i bambini, bisogna comunque partire dal presupposto che si tratta di un sentiero con caratteristiche particolari, che possono mettere a dura prova la resistenza fisica. Ovviamente non stiamo parlando una cosa impossibile, ma comunque si  tratta di un percorso con caratteristiche molto diverse da tanti altri più semplici, per cui prima di decidere di raggiungere il lago vivo, è necessario essere sicuri di poter affrontare le difficoltà riportate sopra, che troverete nella voce caratteristica del percorso. Le stesse non sono confacenti con lo stato di salute è l’età di chi deve effettuare questo percorso, evitate accuratamente di raggiungere per questo sentiero il lago vivo. Ricordate infatti che il percorso è comunque difficoltoso sia all’andata che al ritorno. Nel caso in cui comunque decidiate di fare lo stesso e questa escursione, allora evitate nella maniera più assoluta di farla da soli, ma partite sempre in compagnia. Così in caso di necessità avete qualcuno che potrà aiutarvi.
La fine del sentiero nel bosco e l’arrivo nella zona del lago vivo
I CANI. la passeggiata è adatta agli amici a quattro zampe.  Ricordate però di portare l’acqua anche per loro, perché lungo il percorso non esistono fonti d’acqua di alcun genere, ne è certo di trovare acqua nel lago vivo (che potrebbe essere in secca). Inoltre ricordate che per le sua caratteristiche, questa escursione non è adatta a per i “cani da salotto” o animali troppo anziani e troppo giovani (no per i cuccioli). 

 

ANIMALI PERICOLOSI. Il Parco Nazionale è la casa dell’orso, del lupo e della lince. Si tratta animali non facili da incontrare, sopratutto nei sentieri più battuti.  In questo caso il sentiero è poco frequentato,  e la possibilità di incrociarli non è poi così remota. Durante l’escursione chi vi scrive ha trovato sul sentiero un grosso cervo maschio morto, di cui parte del corpo era stato mangiato in parte. Al ritrono, dopo alcune ore, una altra parte era stata mangiata. Ciò dimostra che all’arrivo delle persone i predatori tendono ad allontanarsi per poi tornare quando gli escursionisti si allontanano. 

 

ANIMALI – I MOSCARDINI. Durante il cammino noterete la presenza di piccoli roditori con il pelo di colore rosso-marrone. Sono animali schivi che tendono a nascondersi, ma se avete pazienza e vi fermate li potrete vedere muoversi numerosi.  Non si incontrano facilmente in altri sentieri. Ciò è dovuto al fatto che questi boschi sono poco frequentati. Non ci sono immagini perchè sono molto piccoli e veloci.

GLI ALBERI. Gli alberi sono tantissimi, visto che camminerete per alcune ore quasi sempre nel bosco.  So tratta prevalentemente di faggi, piante in alcuni casi veramente grandi e vecchie. Alcuni di queste invece sono morte, e coperte di funghi del legno.  

 

 
ALBERI MORTI. Nel folto del bosco incotrerete anche alcuni alberi morti. Sono pochi, segno che le piante, anche vecchie godono di buona salute, e che l’ambiente in cui vivono è salubre anche per loro.

 

 

PIANTE IN GENERALE. In questo bosco il sole filtra poco, per cui non troverete altre piante che quelle che vivono nel sottobosco con poca luce. Una volta usciti dal bosco ed arrivati nella zona in cui si trova il lago Vivo, incontrereta alcuni esemplari come quelli delle foto che seguono.

I FUNGHI DEL LEGNO. La presenza di un bosco molto vasto e il fianco della montagna sul quale salirete, la presenza di poca luce, di una bassa ventilazione e di un elevato tasso di umidità favorisce la proliferazione dei funghi che crescono sul legno degli alberi morti. Sono certamente molto belli da vedersi, ma evitate di toccarli se non siete esperti in micologia. Potreste avere brutte soprese se velenosi.

 

IL CORSO D’ACQUA. Nella parte iniziale del percorso, poco distante dal cartello che indica il sentiero che porta al Lago Vivo, è presente il corso d’acqua che vedete nelle immagini che seguono. E’ solo un tratto di un percorso molto più lungo, e segue una strada diversa del quella del sentiero. Ragione per cui non lo vedrete durante il vostro cammino.

 

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ITALIA – PAGINA GENERALE

 

ITALIA – REGIONE ABRUZZO – PAGINA GENERALE

 

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ITALIA – REGIONE ABRUZZO, LAZIO E MOLISE: IL PARCO NAZIONALE – LA CASCATA DELLE TRE CANNELLE E DELLE NINFEE.

 

Si trova nel Parco Nazionale d’Abruzzo, del Lazio e del Molise, nella RISERVA NATURALE DELLA CAMOSCIARA, che dista circa 13 km dalla famosa cittadina di Pescasseroli, nota meta turistica del centro italia, famosa per le sue stazioni invernali e per l’escursionismo estivo. 
GOOGLE MAPS. Di seguito trovere la mappa interattiva di google maps per raggiungere la Riserva della Camosciara, da cui parte il sentiero che conduce al questo sentiero. Potrete utilizzare i vostri dispositivi come navigatori GPS cliccando sulla freccia azzurra che si trova nell’angolo sinistro in alto a mappa stessa. Cliccando invece nell’angolo sinistro in basso, potrete vedere la mappa nella versione satellitare  “Google Earth”.

 

METEO  – PREVISIONI DEL TEMPO.  Di seguito troverete un box con le previsioni del tempo aggiornate su base quotidiana. Ciò vi consentirà di organizzare al meglio la vostra escursione e di evitate brutte soprese. 


LUNGHEZZA DEL PERCORSO. Circa 6,80 kilometri, misurati con un apposito programma di rilevazione delle distanze con sistema satellitare. la misura si intende andata e ritorno. Di seguito l’immagine con la traccia in coloro viola chiaro che evidenzia il sentiero da percorrere.

 

TEMPO NECESSARIO. La passeggiata per raggiungere le cascate non è molto lunga,  e tra andata e ritorno  ci vogliono circa due ore, sempre ché non vi fermiate per fare delle foto o ad osservare il paesaggio. Allora il tempo necessario sarà certamente maggiore.
 
QUOTA DI PARTENZA E ARRIVO.  La quota di partenza e di 902 metri s.l.m. e quella di arrivo e di 1020 metri s.l.m., nel punto in cui si trova la cascata delle Ninfee.
DISLIVELLO TOTALE. Circa 100 metri
PARCHEGGIO. Dovete lasciare i vostri veicoli nell’ apposito parcheggio. È però a pagamento,  ed il costo è per l’intera giornata. Si tratta di uno spazio veramente grande, che evidenzia una grande frequentazione di questa zona da parte degli escursionisti. Fate attenzione a non parcheggiare in luoghi non consentiti o in presenza di divieti. I controlli sono frequenti e le conseguenti
sanzioni.

 

 

PERCORSO ANDATA E RITORNO. Questo percorso, ed relativo sentiero nel bosco, per raggiungere le cascate, è del tipo andata e ritorno. Nel senso che il percorso che sarete all’andata, sarà lo stesso del ritorno. Ciò è dovuto al fatto che una volta arrivate alla seconda cascata, troverete il cartello indica la fine percorso, senza, per quanto è dato sapere invitare alternative. Per questo motivo
dovrebbe tornare indietro sui vostri passi. Può sembrare una precisazione inutile, ma in genere altri percorsi che prevedono una passeggiata di questo tipo, hanno spesso delle alternative e delle varianti che vi consentono di poter effettuare un percorso diverso per poter tornare da dove siete partiti. Si tratta spesso di percorsi con variazioni molto lunghe che richiedono molto tempo, ma nel caso di specie non avete altra scelta.

PERCORSO – CARATTERISTICHE. Il percorso presenza due parti. La prima è tutta asfaltata, ed è molto ampia, e praticamente tutta scoperta, nel senso gli alberi non uniscono le loro chiome e quindi non creano ombra con le foglie. La seconda parte invece è tutta di  bosco di faggi, completamente coperta dal fogliame degli alberi. Qui il sole diretto non entra mai. Alzando gli occhi resterete si sicuramente colpiti dal verde brillante delle foglie degli alberi. 

PERCORSO MOLTO FREQUENTATO. Una caratteristica di questo tipo di sentiero, è quella di vedere la presenza di molte persone di qualsiasi età che lo attraversano.  Infatti, diversamente da altri sentieri presenti nel Parco Nazionale d’Abruzzo Lazio e molise, molto meno frequentati, anche perché più difficili e lunghi da percorrere, questo è veramente adatto a tutti. Per questa ragione troverete a qualsiasi ora, e soprattutto nella stagione più bella un numero elevato di persone. Ovviamente non si tratta di una “folla da stadio”, ma di certo inconsueta punto bisogna Inoltre prendere in considerazione l’affollamento tende a crescere, soprattutto nella parte che si trova all’interno del bosco, dove sono presenti le cascate. Queste sono il vero obiettivo della passeggiata, per cui preparatevi a trovare anche molte persone che salgono e scendono per le scale ed i sentieri interni al bosco.
PERCORSO – DISLIVELLO. Come sopra riportato il dislivello tra l’inizio e la fine del percorso è di soli 100 metri. Di fatto quindi per raggingere la meta non dovete di certo arrampicarvi, ma solo camminare. Solo nella parte finale, quelle nel bosco, il dislivello è maggiore, ma nulla di veramento impegnativo.

DIFFICOLTÀ. Il percorso è molto semplice ed adatto per grandi e piccoli. È di facile. 
 
BAMBINI. L’escursione e molto adatta ai bambini, anche molto piccoli, in quanto una buona parte del tratto da percorrere è su un strada asfaltata.
Solo l’ulima parte, quella che entra nel bosco,  richiede un certo
sforzo con un percorso accidentito. Per cui preparate a prendere in
braccio quelli più piccoli. Nel tratto nel bosco è impossibile utilizzare il passeggino, anche molto tecnico. 
 
BICICLETTA. Come sopra descritto il percorso si divide in una parte asfaltata ed una nel bosco. La prima è ottima per andare in bicicletta, anche normali e non Mountain bike, menere la seconda non può essere percorsa se non a piedi, a causa delle caratteristiche del terreno, delle scale e delle radici degli alberi
 
ANZIANI. Il posto è adatto anche per le persone anziane che non abbiano però particolari difficoltà motorie. Infatti,  la parte finale del percorso richiede autonomia nel camminare.
 
DIVERSAMENTE ABILI. Il percorso è adatto anche per le persone disabili. Bisogna sempre però ricordare ci si può muovere bene nella prima parte del percoriso,  mentre la seconda necessita di una grande autonomia personale o di una buona assistenza

ABBIGLIAMENTO. L’escursione non richiede un vestiario particolare, ma e sempre meglio indossare abiti comodi. Ricordatevi comunque che si partenza circa 900 metri s.l.m. per cui le temperature possono cambiare rapidamente anche durante la bella stagione, o piovere improvvisamente. 

ABBIGLIAMENTO – LE SCARPE. Per la passeggiata non servono calzature particolari, dato che il percorso non è difficoltoso.  Per cui un paio di scarpe da ginnastica sono  sufficienti. Non esagerate quindi con scarpe troppo “tecniche”. Ricordate comunque, come si vede dalle immagini, che questa parte del sentiero presenta passaggi con scale e radici di alberi, per cui evitate scarpe aperte o con tacchi. Può sembrare una raccomandazione superflua, ma è facile vedere cose di questo genere. La montagna, anche quella più semplice, nasconde sempre
della insidie.

 

BAR RISTORANTE – DOVE MANGIARE.  Per mangiare, la soluzione più classica durante un’escursione, e quella di portare con sé qualcosa di preparato a casa o di acquistato prima. Nel caso in cui comunque non abbiate fatto nulla di tutto questo, per questo particolare sentiero non ci sono particolari problemi. Infatti all’arrivo nella zona del parcheggio, potrete notare sulla vostra sinistra, la presenza di alcuni bar che effettuano anche un servizio di ristorazione. Qui potrete comprare quello che vi serve, ed eventualmente pranzare. 
 
Esiste anche una seconda possibilità, che è quella di percorrere la prima parte del sentiero, quella asfaltata per intenderci, e raggiungere la parte finale dello stesso, prima che inizi il bosco dove ci sono le cascate. Qui in un  ampio spazio troverete sulla vostra destra, un bar, fornito di tutto quello che vi serve. Ovviamente per quanto è dato sapere, preparano panini ed altre cose, per il servizio di ristorazione dovete comunque chiedere direttamente Ai titolari che gestiscono questo locale. Qui ovviamente potete anche comprare delle bevande e l’acqua, per cui potrete anche affrontare la vostra escursione, senza dovere portare con voi necessariamente bottiglie o altro.

 

CARTELLI ESPLICATIVI. Durante la vostra passeggiata incontrerete sul percorso numerosi cartelli esplicativi. Si tratta in particolare di mappe o indicazioni di altro genere, che rendono sicuramente molto interessante il cammino. Da prendere in considerazione, se amate gli alberi, sono anche quelli che illustrano le singole specie di alberi presente nel parco, ed in particolare su questo percorso. Scoprirete così aspetti poco conosciuti di essenze vegetali li questi luoghi.

 

 

 

 

 

CASCATA DELLE TRE CANNELLE.  Si tratta di una cascata  piccola che si trova sulla vostra sinistra all’andata e sulla destra al ritorno. E’ cosi vicino al sentiero che quasi si può toccare, ma l’accesso è sbarrato dal una staccionata di legno che protegge i visitatori dalle cadute accidentali, ed impedisce di rovinare il sottobosco. 

 

 

 
CASCATA DI DELLE NINFEE. E’ la seconda cascata presente sul sentiero ed è anche quella in cui termina. Sul cartello indica inoltre che questa zona è una riserva integrale. Non è molto grande, ed è incastrata tra le rocce.  

 
TEMPERATURA ESTERNA. Dipendente ovviamente dalla stagione nella quale effettuate l’escursione. Anche in estate in genere la temperatura è adatta per camminare (intorno ai 24 / 26 gradi), ma basta qualche nuvola e la temperatura scende rapidamente.
 

UMIDITÀ. Il percorso è caratterizzato da una parte scoperta ed una nel bosco. Il tasso di umidità dipende ovviamente anche dalla stagione in cui effettuate la vostra escursione, ed anche dalle condizioni climatiche nella giornata in cui decidete di effettuarla. Però esiste una netta differenza di umidità proprio a causa delle caratteristiche del sentiero stesso. La prima parte infatti è aperta Riva ascoltata, una stessa non esistono alberi, per cui in genere è soleggiata ed asciutto. La seconda invece è molto più riparata, sulle pendici della montagna, è completamente coperta dal folto degli alberi. Inoltre qui è presente anche l’acqua che viene dalle 2 cascate. Per tale ragione, l’umidità qui è certamente molto più alta.

IL TRENINO. Per raggiungere le cascata potere anche utilizzare un trenino che parte dal piazzale del parcheggio dei veicoli e che raggiunge un altro piazzale, dove si trova un bar.  Qui dovete scendere per proseguire a piedi e raggiungere le due cascate, percorrendo un sentiero  nel bosco di faggi. Il trenino lo potete utilizzare sia per salire che per scendere, che anche per una sola delle tratte. Il costo è differente. Il costo è maggiore per la salita, è inferiore per la discesa. 

È consigliato utilizzarlo per tutti coloro che hanno problemi di deambulazione o altre patologie, e vogliono comunque vedere le cascate. È molto adatto per i bambini che così non si affaticheranno e al tempo stesso si divertiranno viaggiando sul trenino.


 

 

 

BICICLETTE. Potete raggiungere le cascate anche con la bicicletta. Non tutto il percorso, ma solo la parte asfaltata. Per la parte nel bosco invece, dovete lasciare le due ruote, è proseguire a piedi. Il sentiero infatti è quasi tutto a gradini e non sufficientemente largo per il transito a piedi e con la bicicletta. Inoltre e sempre molto frequetato, per cui, pur volendo, non riuscireste a muovervi con le due ruote.  
 
BICICLETTE- NOLEGGIO. Se non avete la vostra bicicletta, potete noleggiarne una o più nell’apposito noleggio presente nella zona del parcheggio.
 
I CAVALLI. Potete raggiungere  le cascate anche a cavallo, rivolgendovi per il noleggio presso il maneggio che si trova nella zona del parcheggio dei veicoli. Sono cavalli mansueti e molto adatti per i bambini.  Rammentare però che i cavalli posso arrivare solo a limitare bel bosco, dove inizia il sentiero che può essere solo percorso a piedi.  

 
CARROZZE.  Potete anche raggiungere le cascate in carrozza, con conducente. Per il noleggio dovete rivolgervi al maneggio dei cavalli, presente sul piazzale del parcheggio. Si tratta di una esperienza particolare, amata sopratutto dai più piccoli.

 

 




GLI ALBERI.  Nel Parco Nazionale sono presenti molte varietà di alberi, alcuni dei quali molto vecchi. Si va dalle conifere, come abeti, pini ecc. sempreverdi a quelli decidui. Nella parte iniziale sentiero troverete, sul bordo della stesso, alcuni di questi alberi, accompagnati da cartelli esplicativi che illustrano le caratteristiche delle piante

 

 

 

 

 

PIANTE.  Durante il cammino Incontrerete piante  tipiche di queste zone. Alcune di queste sono segnalate con cartelli esplicativi, che ne illustrano le caratteristiche botaniche. Altre invece non sono segnalate, è meritano comunque attenzione.


 


 

 

 



SENTIERO APERTO. la parte iniziale del sentiero è praticamente tutta all’aperto, grazie alla dimensione della strada, che non consente agli alberi di chiudere le chiome come della volte. Il fondo è ottimo e facile da percorrere.

 

 

SENTIERO NEL BOSCO.  La parte del sentiero nel bosco e la parte minore dell’intero percorso, ma certamente la più bella ed interessante.  Il passaggio tra questa è quella scoperta è repentina, ed inizia subito dopo il piazzale dove si trovail secondo bar. Attraversato un ponticello vi troverete subito nel “folto del bosco” con un camminamento tutto in salita. 

 

TEMPERATURA AMBIENTALE. È certamente condizionata dalla stagione nella quale effettuate lavostra escursione. Durante quella estiva noterete una grande differenzatra il tratto scoperto e quello nel bosco, dove può scendere rapidamente. 

LA CREMA SOLARE. Nelle giornate belle, quando il sole è forte, ricordate di utilizzare una crema protettiva. Come sopra ricordato il percorso è in parte allo
scoperto senza copertura delle piante

 

SENTIERO NEL BOSCO – LE RADICI ESPOSTE. Una raccomandazione importante, è quella di fare molta attenzione quando camminate nella parte del sentiero che si trova all’interno del bosco. Infatti per terra potrete notare una fitta ramificazione di radici degli alberi presenti. Come si vede dalle immagini, l’effetto ottico è molto bello, ma bisogna prestare estrema attenzione a dove si mettono i piedi, Inciampare, o prendere una storta può risultare estremamente semplice, soprattutto se non state attenti, o se indossate le scarpe sbagliate

 

IL SENTIERO NEL BOSCO – LE SCALE. Il sentiero, all’interno del bosco presenta oltre alle radici degli alberi, anche dei viali protetti da delle staccionate in legno, e delle scale. Sono ben mantenute, ma rappresentano Comunque come sempre Un pericolo. sia quando si sale che quando si scende dalle stesse, bisogna fare attenzione a dove si mettono i piedi, complice l’ombra creata dalle foglie degli alberi, e dal colore scuro del terreno, Il rischio è quello di mettere un piede in fallo. si tratta di piccole regole di prudenza che comunque sono importanti per godere al meglio la vostra escursione.

 

 

 

 


IL CORSO D’ACQUA.Salendo verso la parte alta del sentiero, incontrerete, non subito, un corso d’acqua che proviene dalla montanga. Durante la salita sarà alla vostra sinistra, e al ritorno a destra. Nulla di particolarmente imponente, sopratutto durante la stagione estiva, ma suggestivo, in quanto la copertura offerta dalle fornde degli alberi, crea dei bei giochi di luce.


 

 

 

ANIMALI PERICOLOSI. L’orso, il lupo e la Lince sono di casa in questo Parco Nazionale. Segno che hanno ancora spazi adatti per vivere e riprodursi. Sono animali non facili da vedere, ma la loro presenza è certa. Per questa ragione quando passeggiate non vi allontanate dai sentieri battuti ed evitare di camminare da soli.È molto facile spostarsi per ore e nonincontrare nessuno. Questo è il loro “regno” e noi siamo solo di passaggio.  Fate anche attenzione ai cinghiali, molto comuni e aggressivi. Questo sentiero comunque è uno di quelli che
vede la presenza di tante persone ogni giormo, è non si addentra molto
all’interno delle montagne, per cui e più sicuro. 

 

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ITALIA – REGIONE ABRUZZO: PARCO NAZIONALE D’ABRUZZO, LAZIO E MOLISE: IL MONTE TRANQUILLO E IL SANTUARIO DELLA MADONNA NERA

  

QUOTA INIZIALE: 1.160 mt s.l.

QUOTA FINALE:  1.600 mt. s.l.m

DISLIVELLO TOTALE: 440 mt

LUNGHEZZA PERCORSO: 17 km circa

TEMPO NECESSARIO A/R: circa 6 ore. 

DIFFICOLTÀ: Facile

DOVE SI TROVA. Il sentiero inizia in prossimità del paese di Pescasseroli, nel cuore del Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise. Di seguito la mappa interattiva di GOOGLE MAPS che vi consentirà di raggiungere la vostra meta utilizzando il vostro dispositivo come un navigatore GPS ovunque vi troviate. Per calcolare il percorso cliccate sulla freccia blu sulla mappa. Il riferimento è quello per raggiungere il MANEGGIO DI VALLECUPA, da cui unizia il la strada che poi porta al sentiero. 

COORDINATE GPS – IL MANEGGIO DI VALLECUPA: Se volete raggiungere il maneggio di Vallecupa con il vostro navigatore, potete anche inserire le seguenti coordinate GPS. Non necessitano di connessione alla rete internet, ma solo alla rete satellitare GPS.

41°47’50.14″N  –   13°47’2.89″E

COORDINATE GPS – IL SANTUARIO DELLA MADONNA NERA SUL MONTE TRANQUILLO: Se volete raggiungere il maneggio di Vallecupa con il vostro navigatore, potete anche inserire le seguenti coordinate GPS. Non necessitano di connessione alla rete internet, ma solo alla rete satellitare GPS.

41°45’52.55″N –  13°45’36.41″E

IL SENTIERO DA SEGUIRE. Di seguito la traccia del sentiero, segnata sul GOOGLE EARTH, ricavata dall’interfaccia tra un noto programma che calcola il percorso effettuato tramite GPS e RETE INTERNET



IL PARCHEGGIO. Il sentiero che porta al Monte Tranquillo inizia nelle vicinanze del maneggio di Vallecupa che si trova a ridosso di Pescasseroli.  Se alloggiate in paese potete raggiungerlo direttamente a piedi, altrimenti potete parcheggiare in prossimità del maneggio stesso. Potete anche prendere la strada sterrata che dal maneggio porta all’inizio delsentiero, dove l’accesso ai veicoli è consentito solo a quelli autorizzati. Così risparmierete circa 800 metri. Non superate il cartello di divieto di transito, se non siete autorizzati.

PREVISIONI DEL TEMPO. Di seguito troverete un box meteo con le previsioni del tempo riferite alla zona di Pescasseroli su base settimanale, aggiornate in tempo reale. Questo vi consentirà di organizzare al meglio la vostro escursione con il  tempo migliore.

BOX METEO PESCASSEROLI

IL PERCORSO ANDATA E RITORNO.  Il sentiero è del tipo ad “andata e ritorno” che comporta di dover fare lo stesso percorso dell’andata quando tornate indietro. Non ci sono alternative che vi consentano di seguire un tragitto ad anello. Inoltre è consigliato ripercorrere la stessa strada, considerata la sua lunghezza.
IL MANEGGIO DI VALLE CUPA
BAR – RISTORANTE: NESSUNO. Per mangiare qualcosa, ricordate di portare qualcosa con voi, perché durante il tragitto, molto lungo, non troverete nessun bar e nessun rifugio dove poter acquistare generi prima necessità, bevande l’altro.Il percorso e, come solo anticipato, inizia infattidalla cittadina di Pescasseroli, per cui non avrete alcuna difficoltà adacquistare qualcosa di utile. Inoltre nel maneggio che si trova all’inizio del percorso, è presente sia un bar che è un ristorante, ben fornito dove potete fare i vostri acquisti. Fate bene attenzione a questa raccomandazione, perché per quanto è dato sapere, non sono presenti neanche fonti d’acqua naturali potabili durante la vostra strada. Le ore di cammino sono molte sia all’andata che al ritorno.
CARTELLO VALLECUPA
I CARTELLI. All’inizio del percorso, in prossimità dell’abbeveratoio, troverete una serie di cartelli esplicativi del percorso. Il consiglio è quello di leggere quello dedicato ad ERMINIO SIPARI, colui il quale ha dato vita con il suo impegno alla nascita del PARCO NAZIONALE in cui vi trovate. Andando avanti incontrerete anche le indicazioni per raggiungere altre località, i cui sentieri iniziano da quello principale che porta la monte Tranquillo.
CARTELLO M. T.
Un cartello importante è quello che si trova nel bosco, sempre sul sentiero, dove sono indicate due direzioni. Una, a sinistra, vi conduce a Pescasseroli (da dove siete partiti), senza però arrivare a Santuario della Madonna Nera, l’altro, a destra, invece vi condurrà alla vostra meta.
CARTELLO BIVIO
L’ABBEVERATOIO. All’inizio del sentiero vero e proprio, ovvero una volta che avete superato la parte transitabile con i veicoli, incontrerete un grande abbeveratoio per gli animali. E tutt’ora in funzione e l’acqua è gelata. Non è però dato sapere se l’acqua sia potabile o meno.
IL SENTIERO SCOPERTO. La passeggiata verso il monte tranquillo, è caratterizzata, come spesso avviene in queste zone, da una parte il tratto del sentiero scoperta, ed un’altra nel bosco. In questo caso, si può tranquillamente dire che solo il 10% di tutta la camminata viene effettuata allo scoperto, mentre il restante 90% è tutta quanta nel bosco, per poi giungere la parte aperta dove si trova il santuario. Il sentiero scoperto parte praticamente da Pescasseroli, ed in particolare dal grande maneggio. Bisogna percorre a piedi circa 1 km, per poi giungere alla base del monte dove inizia la parte coperta dal bosco. E’ un percorso estremamente semplice, e quindi non presenza difficoltà tecniche di alcun tipo. Il problema e che questa parte del sentiero è consentito anche al transito delle autovetture, per cui potreste trovarvi improvvisamente coperti dalla polvere sollevata dalle ruote delle auto che vanno verso il parcheggio, dove bisogna necessariamente lasciare i propri
veicoli e proseguire a piedi.

 
INIZIO SENTIERO. Nella parte iniziale il sentiero ha due percorsi differenti. Il primo è quello che si percorre utilizzando la scala che si vede nelle immagini che seguono. La troverete sulla vostra sinistra e non potrete non vederla. La seconda invece e quello della strada sterrara. Entrambe vi poteranno comunque verso l’unico percorso che arriva al Santuario della Madonna Nera del Monte Tranquillo.  

IL RIFUGIO DEL CORPO FORESTALE DELLO STATO. Subito dopo la scala di cui sopra, trovere un’ampia radura con una costruzione del Corpo Forestale dello Stato. Lasciatelo sulla vostra sinitra e proseguite verso il sentiero. Vi porterà in breve verso la stada sterrata principale verso il Monte Tranquillo. 
 
 
 

IL CELLULARE – LA CONNESSIONE INTERNET.  Per quanto riguarda la connessione telefonica con il cellulare, non che quella ad internet, durante il cammino, non sono state osservate i particolari i problemi di ricezione. Ricordate comunque che siete sempre in montagna e non potete certo fare affidamento su un collegamento stabile.

LE CARATTERISTICHE DEL FONDO DEL SENTIERO.  Il fondo del sentiero sul quale camminerete è composto di terra battuta e sassi, molto compatto e ben assestato, senza asperità di rilievo. Non  presenta difficoltà alcuna o passaggi pericolosi.  E molto ampio, adatto anche al passaggio di veicoli di grandi dimensioni, come auto e piccoli camion, il transito deve essere però autorizzato.

I BAMBINI. Il percorso è certamente adatto ai bambini, dato che non presenta pericoli particolari. Bisogna però considerare la distanza da percorrere, che potrebbe essere eccessivo per i più piccoli. Per quelli che non camminano, potete usare in passeggini tecnici (usati per portare i piccoli durante il footing) ma non quelli classici. Altrimenti portateli con il trasporto in spalla. 

S3

DISABILI – ANZIANI.  La passeggiata è certamente adatta sia per gli anziani che per le persone disabili, dati che non presenta difficoltà particolari, considerate le caratteristiche del sentiero. Il problema però la distanza di circa 17 km tra andata e ritorno che di certo non è alla portata di tutti. Per cui bisogna valutare bene le proprie condizioni fisiche, prima di affrontare l’escursione.
IL SENTIERO NEL BOSCO. Come anticipato, circa il 90% del sentiero che conduce al Monte tranquillo si trova nel bosco. Questa caratteristica è utile, soprattutto nelle giornate molto calde e soleggiate, grazie alla offerta dalle fronde degli alberi. Inoltre il bosco è composto prevalentemente da faggi e da piante a foglia decidua, che nella bella stagione, offre uno spettacolo magnifico, grazie ai giochi di luci creati dalle foglie verdi illuminate dal sole. Inoltre il sentiero del bosco è molto ampio, ed ha le caratteristiche vere proprio di una strada che consente il transito dei veicoli autorizzati fino a raggiungere il santuario della Madonna Nera.
LA TEMPERATURA. La temperatura è chiaramente condizionata dal periodo dell’anno in cui decidete di effettuare questa escursione. Nella stagione più calda, tra luglio ed agosto, conviene partire presto, con il fresco. Verso l’una del pomeriggio infatti, può fare anche molto caldo, anche se il bosco offre comunque una bella protezione dai raggi solari.
SENTIERO 1
L’ABBIGLIAMENTO. Il sentiero è semplice, per cui non è necessario indossare un abbigliamento “tecnico”. Ricordatevi però di vestirvi a “cipolla”. Vi permetterà di variare il vestiario in base alle condizioni climatiche del momento. È necessario precisare che, essendo quasi tutto il percorso al coperto, in mezzo in un bellissimo bosco, anche nelle giornate più calde, i più sensibili potrebbero sentire freddo o essereinfastiditi dall’umidità. Ovviamente più ci si avvicina alla stagione invernale, più le temperature possono scendere. Per tale motivo in questo caso portare con voi qualcosa di caldo da poter indossare in caso di necessità. La mattina infatti, il pomeriggio, sono i momenti più freddi della giornata e, soprattutto se la giornata stessa non molto soleggiata. In particolare ricordatevi se la temperatura tende a scendere rapidamente con l’approssimarsi del tramonto.
 
 
GLI OCCHIALI DA SOLE. Considerato che il sentiero è quasi tutto al coperto, non c’è un particolare bisogno di proteggere gli occhi dai raggi del sole. Possono essere necessari solo nella parte iniziale del sentiero, quella scoperta, e nella parte finale, dove si trova il Santuario della Madonna Nera, dove non ci sono alberi.
IL CAPPELLO. Non è necessario l’utilizzo di un cappello per proteggersi dalla luce del sole, poiché come sopra anticipato, il percorso è quasi tutto all’interno de bosco,  a meno che non decidiate di effettuare la passeggiata nel periodo invernale e comunque quanto il bosco è spoglio. In questo caso vi proteggerà sia della luce che dal freddo. 
L’ABBIGLIAMENTO IMPERMEABILE.  In montagna le condizioni atmosferiche possono mutare improvvisamente. Il sole può cedere il passo rapidamente alla pioggia o alla grandine (e alla neve), anche in pochi minuti, con il “crollo” verticale delle temperature. Per cui portate con voi sempre un capo di abbigliamento impermeabile che possa proteggere dall’acqua. In questo percorso non ci sono posti dove potersi riparare, se non una volta arrivati al santuario della Madonna nera, e solo sotto gli archi dell’ingresso, in quanto è generalmente chiusa.
LE SCARPE.  Le caratteristiche del fondo del sentiero non richiedono l’uso di scarpe tecniche. Anche un buon paio da ginnastica possono andare bene. Evitate però scarpe aperte o scomode, visto i 17 km da percorrere.

  

L’ILLUMINAZIONE. Come sopra ricordato, il sentiero da percorrere è quasi tutto al coperto, per cui anche nel caso di belle giornate di sole, la luce viene filtra dalle foglie degli alberi. Ovviamente questo avviene nella bella stagione. Durante l’inverno invece il bosco si spoglia, per cui la copertura viene meno, ed i raggi del sole arrivano ovunque.

LA CREMA SOLARE. Nelle belle giornate di sole, in montagna, è sempre consigliato  proteggere la pelle con uno buona crema solare. Nel caso di specie però non è necessaria, proprio perché il percorso è quasi tutto al coperto, nel bosco.

 

ESCURSIONE A CAVALLO. E’ possibile percorrere l’intero sentiero a cavallo, arrivando fino al santuario.  Se lo possedete potete utilizzare il vostro, oppure rivolgersi al maneggio che si trova alle porte di Pescasseroli, e all’inizio del sentiero che porta al monte Tranquillo.   

LA BICICLETTA. Il sentiero può essere facilmente percorso in bicicletta, anche per quelle Mountain bike “meno tecniche” e professionali, grazie al fondo compatto e privo di ostacoli e pericoli. Meglio se si tratta di una con la pedalata assistita, visto che la salita è 8 km, con un dislivello di 450 mt circa. In discesa è tutto riposo. Considerata comunque la distanza, e l’assenza di rifugi durante il percorso, ed il fatto che si può camminare o pedalare per ore senza incontrare nessuno, il consiglio e quello di andare almeno in due. Così in caso di necessità per una ragione qualsiasi, non vi troverete soli. Purtroppo questa semplice regola di buon senso non sempre viene rispettata.
GLI ANIMALI. Durante il cammino potreste incontrare mucche e cavalli liberi al pascolo, senza recinto, anche sul sentiero. Sono animali mansueti ed abituati al contatto con l’uomo, ma evitate di avvicinarvi e di toccarli, soprattutto se con loro ci sono i piccoli. Possono diventare estremamente pericolosi.  
L’UMIDITA’. Come avviene per la temperatura, anche l’umidità è condizionata dalla stagione e dalla situazione metereologica nella quale effettuata la vostra escursione. In questo caso, essendo il tragitto quasi tutto al coperto, nel bosco, tale tasso di umidità potrebbe risultare elevato, soprattutto nel caso in cui durante la notte precedente sia piovuto. Il bosco infatti non si asciuga cosi rapidamente come avviene negli spazi aperti. Potreste quindi avvertire una certa “pesantezza” dell’aria durante la respirazione.
RADURE. Durante il percorso nel bosco, incontrerete alcune grandi radure. Si tratta di ampi spazi privi di alberi, con ampi prati. In una di queste e presente un
grande crocifisso.

I CROCIFISSI. Durante il tragitto noterete la presenza di alcuni crocifissi sul bordo del sentiero. Si tratta di una particolarità di questo percorso, dovuta proprio alla frequentazione di questi luoghi per raggiungere il Santuario della Madonna Nera. 

GLI ALBERI. I boschi che attraverserete sono composti principalmente composti di faggi molti vecchi. La presenza costante dell’ombra durante la stagione estiva, non consente però lo sviluppo di piante fiorite, se non nelle radure presenti sulla strada che seguirete. il consiglio comunque è quello di soffermarsi ad osservare alcuni magnifici esemplari gli alberi molto vecchi, ma in buona salute. alcuni di questi li troverete sui bordi del sentiero da percorrere, altri più nel folto del bosco.
LE ESCURSIONI ORGANIZZATE. Esiste anche la possibilità di partecipare anche organizzate da agenzie specializzate. Delle guide professionali vi accompagneranno alla scoperta di questo sentiero, e di altri nel parco. Dovete cercare in rete. A Pescasseroli è presente un centro specializzati. Per potere essere indirizzati facilmente, basta chiedere non uno dei tanti bar home negozi presenti nella zona centrale. Vi sapranno facilmente indirizzare. 
 
L’EDICOLA VOTIVA. Durante il traghitto, incotrerete anche un’edicola votiva, che si troverà alla vostra sinistra all’andata. E’ dedicata alla Madonna.
 
IL SANTUARIO DELLA MADONNA NERA. È considerato il “traguardo” di questa bella escursione tra i monti del Parco Nazionale d’Abruzzo. Ha una storia antica, in quanto le prime notizie sulla sua presenza, risalgono al XII secolo. Durante la secondaguerra mondiale fu gravemente danneggiato dai bombardamenti, e fu restaurata sul finire degli anni 50, grazie ai sacrifici personali ed economici della popolazione di Pescasseroli. L’immagine della Madonna Nera presente all’interno del Santuario è una copia del 1979, in quanto nello stesso anno, è stata trafugata, e non è mai stata ritrovata. Il Santuario è aperto solo durante i festeggiamenti in onore della Madonna. Per cui una volta arrivati, potrete osservarlo solo da fuori, e dentro, solo attraverso delle grate presenti sulla facciata dell’ingresso principale.
LA PROCESSIONE AL SANTUARIO. L’ultima domenica di luglio di ogni anno, viene organizzata una processione in onore della Madonna Nera. Si parte la mattina presto (alle 7.30) da Pescasseroli per giungere dopo molte ore di cammino, al Santuario. La statua della Madonna  portata a spalla. Durante il cammino i fedeli recitano preghiere ed il Rosario. Il ritorno e nel pomeriggio tardi. È ovviamente aperta a tutti coloro che vogliono partecipare.
IL PANORAMA – LA VISTA DAL SANTUARIO. Il santuario si trova in uno spazio aperto molto ampio. La posizione contente di poter godere di un bel panorama su alcuni boschi e montagne del Parco Nazionale d’Abruzzo.

LA NEVE. Nel Parco Nazionale d’Abruzzo la neve è un presenza costante, durante la stagione invernale. Questo sentiero, grazie alle sue caratteristiche, può essere percorso anche con la presenza della neve, con la giusta attrezzatura. E’ consigliato però affidarsi a guide esperte per evitare brutte soprese. Loro conoscono bene il territorio. La neve rendete certamente bello il paesaggio, ma nasconde anche eventuali insidie.

I CANI.IL percorso è adatto per gli amici a quattro zampe, ma non per quelli non
abituati a camminare poco, visti i 17 km da percorrere. Ricordate di portare con voi anche l’acqua per il vostro cane. Durante il percorso non sono visibili fontane o corsi d’acqua dove far bene il vostro animale. L’abbeveratoio che vedete nelle immagini, si trova all’inizio del sentiero, per cui i restanti altri 8 chilometri a piedi, prima di giungere al santuario, il rischio è quello che il vostro cane possa restare con la bocca asciutta.
ANIMALI PERICOLOSI. Nel Parco Nazionale d’Abruzzo sono presenti lupi, orsi e linci.  Non interagiscono con l’uomo e vederli non è molto facile.  È meglio però evitare di allontanarsi dal sentiero battuto. Eviterete brutti incontri. Ricordiamoci che questo è il loro ambiente e noi siamo gli ospiti.

I CERVI. Durante la camminata fate bene attenzione anche ai suoni che sentite. Se siete fortunati, e non fate rumore, potreste incontrate anche dei cervi o altri animali di questo tipo. L’immagine che segue, putroppo non molto nitida, si riferisce ad una femmina di cervo, con il suo piccolo, non ben visibile. 

LASCIATE DETTO DOVE ANDATE. Una buona regola da seguire , soprattutto quando si cammina in montagna, e quando si preferisce farlo da solo, e quello di lasciare detto dove si intende andare,  e a che ora presumibilmente si ritiene di tornare. Potete lasciarlo detto ad un amico, oppure direttamente alla reception degli alberghi o alle direzioni degli agriturismi. Potrebbe tornare utile in caso di necessità.
 

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AI PROSSIMI APPUNTI DI VIAGGIO.

Di seguito i link delle pagine per visionare altri appunti di viaggio.

ITALIA – PAGINA GENERALE – CLICCARE QUI

ITALIA – SANTUARI – P.G. – CLICCARE QUI

REGIONE ABRUZZO – P.G. – CLICCARE QUI

 

ATTRAZIONE NATURALISTICA, ESCURSIONE IN MONTAGNA, ITALIA, REGIONE ABRUZZO, REGIONE DEL CENTRO ITALIA, Senza categoria, TREKKING, TREKKING ITALIA

ITALIA – ABRUZZO: PARCO NAZIONALE D’ABRUZZO: LA GROTTA DELLE FATE

CARTELLI 3

QUOTA PARTENZA. 900 metri circa
QUOTA ARRIVO. 1250 metri circa
DISLIVELLO. 350 metri circa
DIFFICOLTA’. Media.
SEGNAVIA. F2

TEMPO ESCURSIONE. Bisogna camminare, tra andata e ritorno circa 4,40 ore. La salita richiede un tempo maggiore, e meno per discesa.

DISTANZA TOTALE. La distanza totale da percorrere è di circa 13.00 km andata e ritorno (la sola andata è di circa 6,5 km). La precisazione sulla sola andata è dovuta al fatto che non si tratta di un percorso ad anello, ma perchè il sentiero di andata è lo stesso del ritorno). La distanza è stata calcolata di persona, con un noto progamma che calcola tempo è distanza percorsi tramite GPS.

DOVE SI TROVA. La grotta delle Fate si trova nellaVALFONDILLO, nel Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise, non molto distante dalla cittadina di PESCASSEROLI, nota stazione sciistica durante la stagione invernale. Di seguito la mappa interattiva per utilizzare il vostro dispositivo come navigatore GPS per raggiungere il punto in cui parte il sentiero ovunque voi siate. Basta cliccare sulla freccia blu a sinistra sulla mappa.

METEO.Di seguito il box interattivo per organizzare la vostra escursione con il tempo migliore. Consultatelo. In montagna scegliere al giornata migliore è molto importante. Evitate escursioni con il tempo incerto o brutto.

I CARTELLI. Le caratteristiche del sentiero (e dei sentieri che partono dallo stesso punto in cui inizia quello che porta alla grotta dellafate), sono ben rappresentate da una serie di cartelli e cartine affisse in apposite bacheche. Inoltre anche durante il cammino troverete altre indicazioni – cartelli in legno con il numero del sentiero – che vi consentiranno di non smarrire il sentiero. E’ molto importate fare attenzione a queste indicazioni, perché prendere il bivio sbagliato, vuole dire cambiare completamente direzioneed andare da un’altra parte. Per cui non vi distraete.

CARTELLI 1

CARTELLI 4

IL PANORAMA. Camminando nella parte iniziale del sentiero, ovvero in quella aperta non coperta del bosco, potrete godere di un bel panorama, offerto dalle bellecime delle montagne del Parco Nazionale.

PANORAMA 1

PANORAMA 2

CARATTERISTICHE DEL PERCORSO. Il sentiero non presenta particolari difficoltà, sia per il tipo di fondo che per la pendenza, che aumenta sensibilmente nell’ultima parte (circa nel 20 % del tragitto).

CARTELLO INIZIO SENTIERO F2

IL FONDO DEL SENTIERO. Il fondo del sentiero è caratterizzato dalla presenza di terra e piccoli sassi nella parte iniziale (circa il 30%), per diventare poi di sassi nella parte restante. Questo sentiero. Non ha uno sbocco in uno spazio aperto, ma si conclude all’interno del bosco stesso, diversamente da altri percorsi che terminano cima di una montagna o di uno spazio aperto. Ma qui potrete vedere la Grotta delle Fate da cui sgorga un’acqua trasparente e fresca.

IL CORSO D’ACQUA. La passeggiata è caratterizzata dalla presenza di un bel corso d’acqua che all’andata si troverà alla vostra sinistra, ed al ritorno a destra. E’ originato dalla Grotte delle Fate.

ANDATA E RITORNO. Il percorso da fare e del tipo andata e ritorno, ovvero dovete necessariamente percorrere la strada di andata per poter tornare al punto di partenza punto posso sembrare una progettazione inutile, ma nel Parco Nazionale d’Abruzzo sono numerosi i cosiddetti percorsi ad anello, ovvero quelli in cui la partenza anzi, il tragitto da fare all’andata non è lo stesso che deve essere percorso al ritorno. Ovviamente il percorso di ritorno è più semplice, perché è tutto in discesa, ma complice la fatica, è circa i 13 km da percorrere a piedi, potrebbe non risultare agevole quanto sembra. Comunque grazie al fondo del percorso semplice, non dovrete fare particolare fatica per frenare durante il vostro cammino.

TRATTO SCOPERTO. Il sentiero è caratterizzato da una parte scoperta senza alberi (40 % circa), dove, nella belle giornate, e durante la stagione estiva, il sole è molto forte.

RIFUGIO 1

RIFUGIO 2

 

 

 

 

TRATTO NEL BOSCO. IL 60% circa del tragitto è al coperto, nel bosco il sole non passa, ma illumina le foglie degli alberi che brillano di un bel verde chiaro.

 

 

 

 

L’ABBEVERATOIO. Lo troverete dopo circa40 minuti di cammino. Salendo è alla vostra destra. Non potrete non notarlo, sia per le dimensioni, si per il rumore prodotto dall’acqua che lo attraversa.

 

 

L’ORARIO MIGLIORE. La mattina e certamente il periodo migliore da scegliere per effettuare la passeggiata (se la fate durante la stagione estiva), poiché verso mezzogiorno inizia a fare molto caldo, anche in genere la temperatura non è altissima. Il bosco offre poi un bel riparo, è di alza anche un venticello fresco.

CAVALLI 1

LA VENTILAZIONE. Il tragitto èabbastanza ventilato, con un aumento dalle 12 alle 17 del pomeriggio. È un aiuto importate se effettuate la passeggiata in questo orario.

UMIDITA’. E’ certamente legata alle condizioni meteo della giornata in cui decidete di fare l’escursione, e tende ad aumentare quando vi addentrate nel bosco.

IL PARCHEGGIO DEI VEICOLI. lasciare i veicoli non è un problema. Troverete un ampio parcheggio per auto moto, camper e moto. Lo spazio e abbondante, ma non è gratuito e bisogna pagare un biglietto. L’importo è unico, e va dal mattino al tramonto. Il prezzo non è alto.

 

 

DOVE MANGIARE. Se non avete portato nulla con voi per il pranzo o per la merenda, potete acquistare generi alimentari presso i due bar presenti in prossimità del parcheggio. Qui viene effettuato anche un servizio ristorante. Ricordatevi che durante il percorso non incontrerete nessun punto di ristoro, per cui se dovete acquistare qualcosa fatelo alla partenza o al ritorno.

 

 

SERVIZI IGIENICI. Presso i bar presenti nel parcheggio, troverete anche i servizi igienici. Usateli perché durante il vostro cammino non troverete altro boschi.

BAMBINI. Il percorso è adatto anche ai più piccoli, ma la strada da percorrere a piedi è tanta.Evitate di portare con voi passeggini, poche il fondo è adatto alle ruote piccole. Se invece avete quello “tecnici” con ruote grandi potete usarli, ma non per raggiungere la grotta. troppo ripida e scoscesa e piene di radici degli alberi.

IL CELLULARE E LA RETE INTERNET. Una volta preso il sentiero, dopo alcune centinaia di metri, il vostro cellulare diventerà inutilizzabile. In alcuni rari casi avrete al connessione, ma no ci fate affidamento. Può sembrare una indicazione superflua, ma ci sono sentieri dove il cellulare prende benissimo anche in posti dove sembra impossibile (provato direttamente da chi vi scrive).

 

 

ANZIANI. Il Percorso può essere effettuato anche dalle persone anziane, ma con le dovute cautele, dato che la distanza non e breve e parte del percorso può risultare impegnativa. Devono essere persone abituate a camminare e fare questo tipo di escursioni, altrimenti potrebbe risultare dannoso per la salute.

DIVERSAMENTE ABILI. Per le persone con disabilità il percorso è accessibile, non presentando particolari difficoltà, se non nell’ultima decina di metri, dove si trova la Grotta delle Fate.

L’ABBIGLIAMENTO – CAPPELLO. Come anticipato, il percorso è in parte allo scoperto ed in parte nel bosco. Il tratto scoperto non è breve, e soprattutto nelle ore più calde della giornata e sole si fa sentire. Per cui ricordate di portare con voi sempre un cappello, in maniera tale che possiate proteggere la testa e gli occhi dal sole se non usate gli occhiali.

LE SCARPE. Il percorso non richiedere calzature “tecniche” dato che il fondo non è particolarmente sconnesso, per cui vanno bene anche delle buone scarpe da ginnastica, o scarpette da trekking leggere.

 

 

IMPERMEABILE. Portate sempre con voi un capo d’abbigliamento impermeabile. Ricordate sempre che in montagna il tempo può cambiare rapidamente, anche in brevissimo tempo, e la temperatura scendere repentinamente anche di molti gradi.

I BASTONI. La camminata non è breve, per cui sarebbe buona norma per aiutarsi, portare con voi i bastoni, del tipo telescopico, e potervi aiutare soprattutto nella parte finale dell’esplorazione, che è diciamo la più impervia. Nulla di particolare, ma effettivamente sono di grande aiuto, anche se non strettamente necessari.

PROTEZIONE SOLARE. Nelle ore più calde della giornata, il sole si fa sentire e non poco. Per cui portate con voi la crema solare e Protegge dai raggi del sole. Come sopra Però precisato, il tragitto è solo in parte allo scoperto, e la maggior parte di esso è invece al coperto nel bosco. Per cui se non soffrite il sole, o se siete già abbronzati, la crema solare potrebbe non essere necessaria. Potete optare anche per una protezione leggera, dato che il percorso come sopra già detto è solo in parte allo scoperto.

IL CREPUSCOLO ED IL BUIO. Evitate di tornare con il buio o di partire nel pomeriggio tardi. In montagna, quando il sole tramonta dietro qualche cima, le condizioni di luce possono cambiare repentinamente, e in un attimo potreste non vedere più nulla. Inoltre di sera gli animali tendono ad uscire, ed incontrare orsi e lupi (e ci sono!) potrebbe essere molto pericoloso.

LA GROTTA DELLE FATE

CARTELLI 2

La metà dell’esclusione è la GROTTA DELLE FATE, un cavità in una parete di roccia da cui sgorga un’acqua molto trasparente e molto fredda. Per trovarla bisogna lasciare il percorso principale e scendere per qualche decina di metri lungo una parete. La discesa e ripida, con la presenza di molte radici di alberi, che vi faranno da “scalini” durante la discesa e la risalita. Trovare questa discesa è semplice, dato che è ben segnalato da un cartello con una freccia.

GROTTA DELLE FATE

IL TRATTO FINALE. Si tratta degli ultime poche decine di metri, necessari per raggiungere la Grotta delle Fate. Bisogna camminare sulle radici degli alberi, ed il terreno è molto scosceso. Per cui attenzione a non scivolare, sia quando scendete che quando risalite.

CORSO D'ACQUA CON ALBERI

CORSO D'ACQUA

 

 

IL CORSO D’ACQUA. Durante la salita vedrete alla vostra salita un bel corso d’acqua. Corre accanto al sentiero per la prima parte, e poi si allontana, ma non vi abbandonerà, poiché potrete intravederlo attraverso gli alberi e sentire scorrere l’acqua. Nella parte iniziale potrete anche entrare nell’acqua per bagnarvi i piedi, o tentare di fare un bagno, ma questo dipende dalla quantità dell’acqua presente.

CORSO D'ACQUA

CAMMINARE IN GRUPPO. Una caratteristica delle escursioni in queste zone è quella di poter cambiare per ore senza incontrare nessuno. Da una parte questo può essere un vantaggio perché ci si può rilassare, Dall’altra pero In caso di necessita, potrebbe essere un problema. se decidete di camminare da soli o in coppia,lasciate detto a qualcuno quale sarà la vostra escursione è l’ora presumibile del ritorno.

 

 

LA FAUNA LOCALE. Nella zone boscose potrete incontrate anche dei piccoli roditori simili a topolini, con il pelo rosso – marrone. Si chiamano moscardini, e pur essendo molto timidi, in alcuni casi si lasciano osservare anche molto da vicino.

ANIMALI PERICOLOSI. Il Parco Nazionale d’Abruzzo è famoso per la presenza di due grandi predatori, quali l’orso e il lupo, oltre che la lince. In genere evitano il contatto con l’uomo, ma durante le escursioni più lunghe e lontano dai centri abitati potreste incontrarli. Può essere un’ottima occasione per poterli vedere nel loro ambiente naturale, ma restate sempre lontani, per non correre rischi.

IL BOSCO. La camminata è in parte allo scoperto ed in parte nel bosco, che vi proteggerà dal sole e dal caldo, se la effettuerete nella bella stagione. Si tratta principalmente di faggi e conifere.

CARTELLO ESPLICATIVO 1

CARTELLO ESPLICATIVO 2

GLI ANIMALI. Potrete incontrare mucche e cavalli, lasciati liberi al pascolo. Sono animali mansueti, ma comunque non vi avvicinate troppo, sopratutto se hanno i piccoli con loro.

LE PIANTE. Durante il tragitto, incontrerete fiori e piante tipiche di queste zone e altezze. Il consiglio è di soffermarsi a dare loro un sguardo. Se amate il verde, vi piaceranno. Molto belli sono alcuni alberi secolari che potete osservare sul ciglio del sentiero.

PIANTE 4

PIANTE 5

 

 

MOUNTAI BIKE. Il fondo di questo sentiero consente si essere percorso anche in mountain bike. Tecnicamente è semplice, e non prevede passaggi difficili o ostacoli particolari.

I CARTELLI ESPLICATIVI DEGLI ANIMALI PRESENTI. Se siete curiosi di conoscere la fauna e la flora che vive in questi boschi, troverete utili una serie di cartelli illustrativi degli animali e delle piante che vivono in queste zone. Sono ubicati all’inizio del sentiero, nella zona dell’area di parcheggio e del bar – ristorante.

 

 

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GROTTA DELLE FATE – VIDEO YOUTUBE

ITALIA – PAGINA GENERALE – CLICCARE QUI

Ai prossimi appaunti di viaggio.

CASCATE FRANCIA, FRANCIA, OCCITANIA, PARCO DEI PIRENEI, PARCO NATURALE, PIRENEI

FRANCIA – OCCITANIA – PIRENEI: LE CIRQUE DU GAVERNIE – A.D.V.

DOVE SI TROVA.   Il Cirque du Gavernie è ubicato in Francia, nella regione dell’Occitania, negli Alti Pirenei, al confina con la Spagna. Dista circa 50 km dalla nota città di Lourdes. 

 

 

 

 
 
 
 
 
GOOGLE MAPS -NAVIGATORE. Di seguito la mappa interattiva di GOOGLE MAPS che vi consentirà di
raggiungere la vostra meta utilizzando
il vostro dispositivo come un navigatore GPS ovunque vi troviate. 

 

CARATTERISTICHE DEL CIRQUE DE GAVERNIE.  
Si tratta di uno dei più famosi cerchi pirenaici di natura calcarea, ed è anche per dimensioni il più grande. Attualmente è Patrimonio mondiale dell’umanità.

Come si vede bene dalle immagini che seguono, ha una forma cosiddetta a “muraglia” con un altezza di circa 1700 m ed una circonferenza approssimativa di circa 14 km. La caratteristica fondamentale è però, la grande cascata che si trova a sinistra dello stesso circo, guardando la montagna di fronte a voi punto la sua altezza arriva quasi ai 500 m, ed è considerata la più alta cascata d’Europa del tipo a caduta libera.

La sua particolare struttura, è il risultato dell’azione di un ampio ghiacciaio che si è formato durante l’ultima glaciazione, per un periodo molto lungo su tutto il continente europeo fino a circa 9000 anni fa. Quest’azione, ha di fatto scavato lentamente la roccia che è stata proprio consumata dall’ azione meccanica del ghiaccio sulla stessa. Quello che ne è risultato è questa profonda ferita nella montagna che ha dato proprio vita al circo. Per poter comprendere ciò basta far riferimento proprio i frammenti di roccia di natura orenica, su cui camminerete una volta arrivati, che sono proprio da testimonianza dell’azione continua ed incessante del ghiaccio sulla roccia calcarea.


IL METEO .   Di seguito troverete le previsioni del tempo su base settimanale, con partenza dal giorno in cui visitate il post. Così potrete organizzare al meglio la vostra escursione. 




IL PANORAMA. Come spesso avviene in montagna ciò che colpisce subito la fantasia dei visitatori, è il panorama in questo caso particolare più che in altre occasioni, il panorama del suo complesso lascia veramente a bocca aperta. Fin dall’inizio del sentiero, o per meglio dire della strada almeno per la prima parte dello stesso, il circo È ben visibile fin dalla distanza, comprese anche le montagne tutto intorno. Mano a mano che si cammina diventa sempre più evidente la sua bellezza e la sua grandezza, oltre che l’unicità.




 

 

 

 

IL SENTIERO. Per raggiungere l’anfiteatro del circo, bisogna percorrere un sentiero abbastanza lungo, su una distanza approssimativa di circa 7 km e mezzo all’andata e 7 km e mezzo al ritorno, dato che la strada da percorrere è la medesima, e non ci sono percorsi alternativi. 
Considerate quindi che il percorso totale tra andata e ritorno è facilmente calcolabile in  circa 15 km a piedi dalla distanza, è stata calcolata con l’ausilio di un noto programma che consente di misurare tale distanza. Il sentiero è Comunque piuttosto semplice da percorrere, e non presenta particolari difficoltà dal un punto di vista tecnico. 
Possiamo però dire che può essere diviso in tre parti. 

Una prima parte è quella che costeggia il corso d’acqua che proviene direttamente dal circo. È una strada sterrata senza e presenza un fondo abbastanza semplice da percorrere. Di seguito alcune immagini.

IL SENTIERO – STRADA CHE CORRE ACCANTO AL FIUME

 

Una seconda parte invece anche sa facile da percorrere, presenta però il fondo più accidentato e in alcuni tratti passa attraverso il bosco.

ALCUNI PASSAGGI DEL SENTIERO NEL BOSCO 

ALCUNI PASSAGGI DEL SENTIERO 

 

La terza ed ultima parte invece quella un po’ più complessa è quella che va dal rifugio fino alla grande cascata di benito. Si tratta di un tratto più impegnativo, in quanto con un fondo piuttosto scommesso e con la presenza sia di rocce che pietre e in alcuni punti di neve. Nonostante dal rifugio alla Cascata sembrano esserci poche centinaia di metri in realtà parliamo di circa 2 km a piedi.


LA PARTE ALTA DEL SENTIERO VICINO ALLA GRANDE CASCATA



 

 

 

 

 

 

L’ABBIGLIAMENTO. La passeggiata per raggiungere l’anfiteatro, come sopra anticipato non è molto complessa, E per tale motivo non richiede un abbigliamento tecnico. Come sempre però bisogna prendere in considerazione sia la stagione in cui si effettua l’escursione sia il tempo atmosferico. Bisogna comunque sempre ricordarsi che siete in montagna, è che tra il punto di partenza ed il rifugio bisogna percorrere parecchi chilometri a piedi. Per tale motivo, vestitevi sempre con il sistema cipolla, che vi consentirà A secondo della temperatura esterna di poter appesantire o alleggerire il vostro abbigliamento. Inoltre portate con voi sempre un keeway che vi proteggere efficacemente nel caso in cui dovesse piovere ho alzarsi un vento freddo.

 

LE SCARPE. Come anticipato, la passeggiata per raggiungere l’anfiteatro, non presenta particolari difficoltà. Per questa ragione anche la scelta delle calzature da indossare per percorrere il sentiero, può essere abbastanza libera. in particolare potranno essere utilizzate delle buone scarpe da ginnastica, ed in alternativa anche delle scarpe da trekking di tipo leggero. Si consiglia, Soprattutto durante la stagione estiva, e evitare di indossare scarponi particolarmente pesanti. E anche sconsigliato utilizzare scarpe aperte, in quanto il fondo del sentiero oltre ad essere sconnesso in alcuni punti è in terra battuta, e quindi polveroso e presenta pietre di varie dimensioni. In particolare scarpe aperte o comunque non del tipo sopra detto, non vanno assolutamente bene per affrontare l’ultima parte del sentiero, Ovvero quella che si trova tra Il rifugio, è la zona dell’Anfiteatro Dove si trovano le cascate. Qui il terreno è particolarmente sconnesso, è pieno di piccole pietre e rocce. Le scarpe aperte potrebbero farvi perdere facilmente aderenza, e nei casi più gravi, ferirvi i piedi. nonostante ciò qualcuno comunque coraggioso, decide di procedere in ogni caso anche indossando con delle calzature che tuttalpiù potrebbero essere usate al mare. 

 

 

IL SENTIERO ALTO CHE PORTA AL RIFUGIO

 

 
PERSONE CON DIFFICOLTÀ MOTORIE. Per quanto riguarda le persone con difficoltà motoria, come sopra anticipato bisogna prendere in considerazione che il sentiero per raggiungere l’anfiteatro è abbastanza agevole, tranne l’ultima parte per andare a visitare la grande cascata, più complesso da percorrere. Bisogna però ricordare bene che la distanza da percorrere a piedi, come Sopra già indicato, è considerevole, per cui per coloro che hanno difficoltà motorie andare a visitare questa meraviglia della natura potrebbe risultare complicato. Bisogna Quindi sempre assicurarsi come regola generale di essere in buona salute, ma soprattutto di poter affrontare una camminata abbastanza lunga. In questo caso però, qualora ci siano persone con problemi di deambulazione o con altre patologie, come già sopra specificato, vi è la possibilità di poter noleggiare dei cavalli o dei muri. Questo vi permetterà di poter arrivare fino al rifugio in tutta comodità, sempre che ovviamente Sappiate cavalcare. Ricordate però che comunque per l’ultima parte del Sentiero Esiste un divieto espresso all’utilizzo degli animali di cui di sopra per cui, se non potrete camminare, potete comunque tranquillamente sedervi presso il rifugio, e sorseggiando un aperitivo, ammirare la bellezza delle cascate e di tutto l’anfiteatro.

 

L’AMPIO PASSAGGIO NELLA PARTE CENTRALE DEL SENTIERO
IL RIFUGIO.
IL SENTIERO CHE PASSA ACCANTO AL RIFUGIO
Nella parte alta il sentiero, ovvero in prossimità dell’ anfiteatro creato dalla montagna, proprio di fronte alla grande cascata, o per meglio dire alle grandi cascate, è presente un bel rifugio di montagna. Si tratta di una struttura con una tipica forma di queste zone, con antistante un ampio piazzale dove poter eventualmente sostare per riposarsi. Nel rifugio, se lo desiderate, potrei riacquistare anche generi di conforto. Ricordatevi comunque che come anticipato si trova solo nella parte terminale del sentiero che dovete percorrere per raggiungere l’anfiteatro, il cui dovrete fare a piedi Almeno circa 5 km prima trovarlo.
 

 

IL RIFUGIO VISTO DALLA GRANDE CASCATA (ALLE SPALLE

DOVE MANGIARE. Per mangiare, avete alcune soluzioni. La prima, quella più economica, è quella di portarti qualcosa da casa. Ricordatevi però che la passeggiata è molto lunga, per cui portare con sè da mangiare e da bere rappresenta avere certamente un peso in più nello zaino. Un’altra soluzione è quella di poter acquistare qualcosa direttamente al rifugio di fronte all’anfiteatro. Questa soluzione, pur essendo certamente molto pratica, e anche però la più costosa. Normalmente in questi rifugi di montagna il prezzo dei viveri, non è certamente a buon mercato. Una famiglia composto almeno da 4 persone, potrebbe spendere molto per poter pranzare. Comunque normalmente la cucina è semplice e gustosa.

IL SENTIERO CHE DAL RIFUGIO PORTA ALLE CASCATE

 

SERVIZI IGIENICI. Se avete necessità di dover usufruire dei servizi igienici, l’unica possibilità che avete è quella di farlo prima di affrontare il sentiero, oppure di utilizzare quelli che si trovano presso il rifugio in prossimità dell’ anfiteatro. Ricordatevi però che dal vostro punto di partenza e il rifugio La distanza è considerevole, oltre 5 km. Per cui non tralasciate assolutamente di fare è andare al bagno prima di fare questa strada. In caso contrario, ed in caso di necessità comunque avrete a disposizione ampi spazi verdi e boschi.

 

INTERNO DEL RIFUGIO – RISTORANTE E BAR

 

 

LA GRANDE CASCATA. Come anticipato, una caratteristica fondamentale di questo circo, nonché una delle attrazioni principali, è la grande cascata che si trova sul lato sinistro del circo, lasciandovi il rifugio alle vostre spalle. Questa cascata oltre ad avere una incomparabile bellezza, e anche la più alta cascata d’Europa senza interruzioni, ovvero del tipo a caduta libera. si tratta In pratica di un’immensa colonna d’acqua che cade perpendicolarmente dalla sua metà della montagna. Una volta raggiunta, copritevi bene, in quanto l’acqua colpendo violentemente le rocce sottostanti, crea una nuvola continua di acqua, tipo aerosol. In breve tempo, vi troverete bagnati dalla testa ai piedi, è il vento freddo generato dallo spostamento dell’aria della cascata, potrebbe farvi venire anche dei brividi, anche nella stagione estiva. Comunque tenetevi sempre distanti dalla zona di caduta diretto dell’acqua, e non tentate mai di infilarmi sotto la cascata. rischiereste di essere travolti da una massa d’acqua notevole, nonché anche molto fredda. Può sembrare una raccomandazione superflua, ma purtroppo molte persone si avventurano anche in situazioni pericolose.

 

LE ALTRE CASCATEDurante il percorso, o per meglio dire durante la vostra camminata per il sentiero che vi condurrà al circo, troverete anche alcune cascate Certamente meno interessanti e di minor dimensioni rispetto a quelle che precipitano dal circo. Nonostante ciò alcune di queste sono comunque belle. Non si tratta di quelle del tipo a caduta verticale, che caratterizzano proprio il circo.   

 

LA NEVE.  Una piacevole sorpresa e certamente rappresentata dalla presenza di ampi spazi ricoperti dalla neve. il circo, ed i Pirenei in generale, soprattutto nelle parti più alte, durante l’inverno sono ricoperti da abbondante nevicate. Anche nel periodo estivo, tipico per effettuare questo tipo di escursione, La neve tende a conservarsi in parte. Come si vede dalle immagini, Ampi spazi sono quindi ricoperti dalla stessa.

 

Ovviamente si tratta di neve molto compatta, e certamente non proprio candida, proprio perché ricoperta Dalla polvere che tende a trasformarle il colore. Potete Anche camminarci sopra, ma fate molta attenzione, poiché il fatto di diventare così compatta la rende anche particolarmente insidiosa. Infatti è facile scivolare e cadere. altra raccomandazione, è quella di fare molta attenzione alla neve Sotto la quale scorre liberamente l’acqua. In alcuni casi, Come si vede anche dalle foto, si creano dei veri e propri punti naturali dovuti all’erosione e l’acqua fa Sotto i cumuli di neve. Se decidete quindi di attraversarla Cercate di evitare passaggi Dov’è la stessa neve sia troppo sottile. Il rischio potrebbe essere quello di un improvviso crollo di questi archi composti da neve, con relativa caduta.Tra le rocce o nei corsi d’acqua. una cosa divertente non pericolosa, e certamente quella di mettersi all’uscita di questi passaggi. Verrete investiti dal vento freddo generato dall’area che entra in contatto con la neve. soprattutto quando fa molto caldo. La cosa è veramente rinfrescante.

 

 

IL CORSO D’ACQUA – IL FIUME. Una piacevole compagnia durante la vostra camminata per raggiungere benito, è quella rappresentata dalla presenza costante di un corso d’acqua, che si snoda dal parcheggio da cui partire, per giungere direttamente sotto le cascate della montagna. Si tratta di’ una cosa abbastanza comune in queste zone, ma certamente molto piacevole. Il corso d’acqua, si trova all’andata alla vostra destra, mentre al ritorno si troverà alla vostra sinistra, considerato che il percorso per andare tornare è sostanzialmente obbligatorio. Il corso d’acqua, Nella parte iniziale assomiglia molto di più ha un vero e proprio piccolo fiume, con acqua molto trasparente e fredda. Mano a mano che si sale, grazie alla presenza di vari salti di roccia, assume un andamento molto più tumultuoso. Inoltre nella parte iniziale potrete facilmente arrivare sulle sue sponde per toccare l’acqua senza alcun pericolo. È la parte più alta, invece dovrete fare comunque molta attenzione, perché il corso d’acqua viene imbrigliato all’interno di alcune gola, non facilmente raggiungibili. La cosa migliore e osservare questo magnifico spettacolo della natura senza cercare per forza di dover raggiungere l’acqua. Nella parte più alta il corso d’acqua è caratterizzato dalla presenza di più affluenti, dovuti alla presenza delle varie cascate che scendono verticalmente dai bordi molto alti del Circo. Qui potrete nuovamente toccare l’acqua se lo gradite, senza correre particolari pericoli.

 

 

 




 

 

 

I CAVALLI. Come anticipato, per raggiungere il circo, bisogna percorrere un sentiero abbastanza lungo questo ovviamente può mettere alla prova i piedi e la resistenza di tutti quanti coloro che non sono abituati normalmente a percorrere lunghi tratti di strada, soprattutto in montagna. Il caso specifico è quello dei bambini, soprattutto di quelli più piccoli. Per questa ragione, all’inizio del sentiero, o per meglio dire all’interno del paese di Gavernie, sarà possibile noleggiare animali da soma per percorrere il sentiero e raggiungere il circo. Bisogna però precisare che gli animali non possono percorrere l’intero sentiero, ma sono obbligati ad arrestarsi nell’area antistante il rifugio. Infatti l’ultima parte del sentiero, quella proprio della zona di montagna e della grande area sotto le cascate, è interdetta, con un cartello molto chiaro, a questi simpatici animali. Bisogna però dire che si tratta In pratica dell’ultima parte del percorso, per cui utilizzando cavalli e somari, potete percorrere almeno i due terzi dell’intera passeggiata comodamente seduti in sella. Questo purtroppo a creato un problema facilmente immaginabili. Come sapete infatti gli equini contrariamente ad altri animali, hanno l’abitudine di lasciare i loro escrementi dove capita durante il cammino. Questo significa che sarà facile trovare proprio sul sentiero questi simpatici ricordini lasciati dagli animali. Inoltre, soprattutto nelle giornate più calde, è in assenza di vento, si potrà percepire il forte odore lasciato da questo tipo di deiezioni. Comunque nulla di grave. Chiunque affronti la montagna lo deve fare sempre con grande spirito di avventura, per cui questo fa parte del gioco.

 

 

LE PIANTE.

LA STAZIONE SCIISTICA DI GAVERNIE – GEDRE. L’escursione al circo è un’attività che viene svolta generalmente nei periodi nell’anno e in cui non è presente la neve e fa meno freddo, Quindi nella tarda primavera e all’inizio dell’estate fino alla fine del mese di settembre. In questa zona dei Pirenei durante l’inverno nevica e anche parecchio. Ciò è testimoniato anche dalla presenza di una importante stazione sciistica. Qui proprio durante il periodo invernale sono presenti numerose piste da sci, nonché è possibile fare anche del fondo.

 

LA STAZIONE DI PARTENZA PER GLI IMPIANTI DI RISALITA
IL PAESEUna volta lasciato il parcheggio, salvo autorizzazioni particolari, si procede a piedi per entrare nella zona dove si trova la stazione sciistica. Qui incontrerete numerosi bar e piccoli ristoranti, nonché negozi di souvenir. Nel camminare, in lontananza, potrete intravedere le Cirque du Gavermie, meta della vostra escursione.

 

I PONTI. Sul corso d’acqua accanto al sentiero, che porta poi fino alla zona dell’Anfiteatro di benito, sono presenti alcuni punti. Il primo, in pietra, si trova nella parte iniziale del sentiero, e consente quindi l’attraversamento del fiume. Si tratta di una struttura in pietra a campata unica, Molto suggestivo. Un altro ponte particolare invece si trova nella parte più alta del sentiero, ed esattamente nella zona finale dello stesso, Dove si trova il grande anfiteatro di roccia. Si tratta di un ponte moderno in legno e cavi d’acciaio, che consente di attraversare il corso d’acqua formato dalle singole cascate. Camminarci sopra è divertente, in quanto il ponte ha una struttura mobile. Quando lo attraverserete, Vi accorgerete subito che oscilla al vostro passaggio.

 

 

 

 

 

 

 

UN PICCOLO BAR NELLA PARTE INIZIALE DEL SENTIERO
CARTELLI E DIDASCALIE. Durante il vostro cammino incontrerete alcuni cartelli esplicativi, che vi illustreranno le caratteristiche del circo. 

 

I CANI. Per quanto è dato sapere, anche per gli amici a quattro zampe La visita è consentita. Questa specificazione, può sembrare superflua, Ma in alcune parti del Parco dei Pirenei  l’ingresso Ma i cani non è consentito, come nel caso del ponte di spagna. Ovviamente gli animali anche se accettati, non sono liberi di circolare senza guinzaglio. Per cui per evitare problemi, Se volete portare con voi il vostro animale, Ricordatevi sempre di utilizzare il guinzaglio. Inoltre sempre con voi Il sacchetto per raggiungere gli escrementi.

 

LE BICICLETTE. Per le biciclette esiste un divieto espresso per il loro utilizzo. E possibile infatti percorre solo una parte del sentiero. Ad un certo punto infatti troverete un cartello con un divieto di transito. Infatti ne noterete l’assenza, nonostante il luogo si presti molto al loro utilizzo. 

 

 
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