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ITALIA – REGIONE ABRUZZO – PARCO DELLA MAIELLA: L’ANELLO DEL VALLONE – A.D.V.

 

 

QUOTA INIZIALE –  650  mt s.l.m. circa
QUOTA FINALE – 600  mt. s.l.m. circa
DISLIVELLO TOTALE –  440 mt
LUNGHEZZA PERCORSO – 7,400  km circa
TEMPO NECESSARIO A/R – circa 3,30 ore circa. 
DIFFICOLTÀ: Facile
DOVE SI TROVA. Il sentiero si trova in prossimità del Borgo di Caramanico Terme. Di seguito la mappa interattiva di GOOGLE MAPS che vi consentirà di raggiungere la vostra meta utilizzando il vostro dispositivo come un navigatore GPS ovunque vi troviate. Per calcolare il percorso cliccate sulla freccia blu sulla mappa. Ricordate che nell’angolo sinistro in basso è presente la versione “Earth” della mappa.

Di seguito troverete l’immagine del percorso dell’anello del vallone evidenziata il colore viola chiaro. E’ ottenuta dall’interfaccia tra le immagini satellitari di Google Earth ed un famoso programma che traccia il percorso utilizzando sia le coordinate satellitari che la connessione internet. La sua osservazione consente di comprendere che tipo di percorso bisogna effettuare.

PERIODO MIGLIORE PER VISITA. La stagione migliore per effettuare questa escursione è certamente quella estiva. Le giornate sono lunghe, con molte ore di luce. La temperatura esterna è elevata, per cui non soffrirete il freddo. Durate il mese di agosto può  fare veramente troppo caldo, per cui evitate se potete, di camminare durante  le ore centrali della giornata.  Per cui i mesi di luglio e settembre sono quelli ideali. A giugno potrebbe fare freddo, mentre nel mese di ottobre le giornate diventano più corte, e questo vi obbligherà ad effettuare l’escursione durante la mattinata o il primo pomeriggio.  Nel periodo autunnale si può  effettuare  la passeggiata per poter osservare il bosco cambiare colore, e le foglie cadere, prima dell’inverno.
L’AFFOLLAMENTO. Il percorso è molto conosciuto e facile. Inoltre si trova molto vicino a Caramanico Terme, per cui è uno tra i più frequentati. Per tale ragione se potete, evitate affrontarlo durante il fine settimana. Potreste trovare molte persone, e perdereste così la tranquillità e la bellezza di questo luogo.  Dal lunedì al venerdì e consigliato. Durante la stagione estiva, soprattutto nei mesi di luglio ed agosto, potreste comunque trovare molte persone anche durante i giorni “lavorativi” della settimana. Cercate quindi di andare presto la mattina, oppure nel tado pomeriggio. 
PERCORSO “NON” AD ANELLO. Nonostante il nome di questo sentiero faccia pensare ad un percorso ad anello, bisogna mettere in evidenza che le cose non stanno così. Infatti quello proposto, inizia all’interno della località turistica nel borgo di Caramanico terme, per uscire sulla strada statale che si trova in prossimità dello stesso borgo, a circa 3 km di distanza. Ovviamente potete percorrerlo anche al contrario, entrando da quella che normalmente viene considerata l’uscita del sentiero per poi giungere a Caramanico terme. Se siete poi particolarmente robusti e avete voglia di camminare allora potete pensare di entrare da una parte delle due del sentiero, e tornare sui vostri passi. Dovete comunque fare i conti con la distanza ed il tempo e la fatica. Ma ricordate che si tratta comunque di un percorso semplice adatto a tutti.
IL PARCHEGGIO. Per parcheggiare i vostri veicoli potete utilizzare gli appositi spazi che si trovano nel borgo di Caramanico Terme sia nella zona centrale che nelle zone più esterne. Ricordate però che buona parte di questi parcheggi sono a pagamento, per cui se non volte spendere vi dovrete allontanare un po’ dalla zona centrale e andare verso l’esterno. Fate molta attenzione perché i controlli sono frequenti e non pagare il parcheggio potrebbe costare una bella multa. Controllate bene i divieti.
IL CAMPER. Potete raggiungere questo posto anche con il camper. In realtà non ci son aree dedicate alla sosta dei camper. Potete trovare parcheggio nelle vicinanze alle porte del Borgo di Caramanico Terme, e poi raggiungere l’inizio del sentiero a piedi. Comunque è sempre bene controllare in rete o contattare la proloco del posto per avere sempre delle informazioni per le necessità legale all’uso di questo mezzo davvero comodo, ma un pò ingombrante. Per sostare con il vostro camper di notte, potere farlo presso un’area privata che si trova all’ingresso del borgo di Caramanico Terme. Dovete ovviamente informarvi direttamente presso il titolare. Verificare comunque sempre in rete la disponibilità.
 
DIFFICOLTA’ ESCURSIONE: FACILE. Il percorso rientra tra quelli “facili”. Il sentiero infatti non si trova in alta quota, e il dislivello tra la parte iniziale e quella finale e minimo. Iniziando da Caramanico Terme il cammino è in discesa, e risale solo nella parte finale, prima di raggiungere la strada statale. Il fondo del percorso e in terra battuta e sassi. Ricordate però che nella parte finale le scale sono ripide e faticose. 
 
IL DISLIVELLO. Il percorso non presenta un grande dislivello tra la parte iniziale e finale. Se partite da Caramanico Terme, il tragitto è quasi tutto in piano fino a giungere al punto in cui si trova un ponticello in legno, sotto il quale scorre il fiume Orfento. Poi dovete scendere di livello di pochi metri, per iniziare la seconda parte dell’anello, che vi porterà verso la parte finale del tragitto. Poi vi sarà una salita repentina nella parte vicino alla zona da cui si lascia il fiume, e si esce dal bosco.
 
Il SENTIERO NEL BOSCO. Il percorso si snoda prevalentemente nel bosco, il che lo rende molto suggestivo. Gli alberi sono quelli tipici della zona (olmi – ontani – betulle – conifere). Questa caratteristica lo rende certamente meno faticoso, soprattutto durante la bella stagione, quando il sole diventa molto forte, e l’ombra offerta dalle fronde è davvero utile. Nelle giornate più fredde o con il cielo coperto invece, la mancanza del sole potrebbe farsi sentire. 
SENTIERO IN “OMBRA“.  Se decidete di effettuare la vostra escursione di pomeriggio (soprattutto nel pomeriggio tardi), rammentate che il sentiero sarà quasi del tutto in ombra, dato che si trova in un vallone (da cui prende il nome). In estate sentirete certamente meno caldo, ma potreste perdere lo spettacolo offerto all’alternarsi della luce e delle ombre offerto dal sole in alto nel cielo, e dai riflessi dello stesso sul corso d’acqua.
IL SENTIERO ALL’ APERTO. Il percorso non ha molte parti allo scoperto, dato che, come sopra indicato, il sentiero si snoda per la maggior parte all’interno del bosco. Nelle zone aperte avrete la possibilità di osservare alcuni punti panoramici. Nulla di veramente particolare, ma comunque belli, soprattutto nelle giornate in cui il sole splende ed il cielo è azzurro 
LA TEMPERATURA ESTERNA. È ovviamente condizionata dal periodo dell’anno in cui effettuerete l’escursione e dalle condizioni atmosferiche della giornata. Si può dire però che, anche nell’ giornate più calde, grazie alla presenza del bosco, la temperatura dell’aria non sale molto. Per tale ragione anche nelle ore centrali della giornata, potrete stare relativamente freschi. Ma cercate comunque di evitare le ore centrali della giornata, dove la temperatura può salire molto. Se invece la giornata fosse fredda, allora la situazione si capovolge completamente, e dalle 11 alle 15, e l’orario migliore per camminare. 
IL FIUME. Il sentiero si snoda intorno ad una parte del fiume Orfento. Partendo da Caramanico Terme lo troverete alla sinistra del sentiero. Poi una volta attraversato il primo ponte lo troverete sempre alla vostra sinistra, dato il percorso ad anello. Nella prima parte però lo potrete solo sentire ed intravederlo in alcuni tratti attraverso il bosco. Nella seconda parte del percorso lo potrete osservare molto da vicino e “toccarlo con mano”. Il fiume tende ad ampliarsi nella parte finale ed si insinua all’interno di una gola percorribile sempre a piedi. L’acqua è molto trasparente e pulita, ma molto fredda.
L’UMIDITA’. il sentiero attraverso il bosco per buona parte della lunghezza, ragione per la quale il sole filtra attraverso le foglie degli alberi non riscalda moltissimo l’ambiente circostante. Pertanto l’aria può risultare umida per buona parte del percorso, soprattutto in prossimità del fiume Ofento. La zona dove si percepisce maggiormente è nella parte finale del percorso, in prossimità della scale e del sentiero che conducono alla strada statale. Il sentiero qui è incassato fra le rocce ed il fiume si ingrandisce e la ventilazione tende stagnare
LA VENTILAZIONE. Il vento e praticamente assente. Il sentiero infatti è all’interno di una gola e prevalentemente nel bosco, per cui in genere non è presente una forte ventilazione. Ovviamente le condizioni meteo possono fare si che anche qui il vento possa farsi sentire. 
LE SCARPE. Il sentiero è semplice ed il fondo è buono, composto in terra battuta e sassi. Per cui per camminare potete usare scarpe da trekking leggero o buone scarpe da ginnastica. Evitate però quelle con fondo liscio tipo tennis. Non vanno bene. Evitate scarponi troppo tecnici o pesanti. Non servono. Ogni tanto potrete incontrare dei punti con del fango superficiale dovuto a fuoriuscite di acqua. Per cui attenzione a non scivolare. Evitate accuratamente scarpe aperte e infradito. Potreste avere qualche brutta sorpresa, soprattutto a causa del fango e dell’acqua.
L’ABBIGLIAMENTO. La scelta di cosa indossare per la effettuazione dell’escursione, deve tener conto di una serie di fattori. Primo fra tutti è la stagione in cui affronterete il percorso, è il clima. In genere durante la bella stagione, soprattutto nel periodo estivo, in questo sentiero può fare molto caldo. Questo è dovuto inizialmente ha fatto che non si trova in alta quota, e la presenza degli alberi, per quasi tutto il percorso e l’assenza di ventilazione, possono far salire la  temperatura e l’ umidità.  Per questo motivo indossate abbigliamento leggero, portando con voi comunque sempre qualcosa con cui proteggere ti in caso di cambiamento repentino del tempo. Ricordate sempre che in montagna, in caso di pioggia, le temperature possono crollare anche decine di gradi in pochi minuti. Comunque evitate di appesantire troppo e non soffrire il caldo.
 
I PONTI. Durante il tragitto attraverserete tre ponti. Nulla di particolare dal punto di vista costruttivo o storico, ma molto utili per superare il fiume Orfento. Dovete usarli obbligatoriamente, se non volete attraversare a nuoto il corso d’acqua, non consigliato a causa della corrente e della basa temperatura. Non è dato sapere se esistono punti di passaggio per raggiungere la sponda opposta senza usare i ponti. 
LA GIACCA IMPERMEABILE. Ricordatevi di portare con voi sempre, all’interno nello zainetto, oppure legato intorno ai fianchi, una giacca impermeabile. Vi aiuterà nel caso in cui dovesse eventualmente piovere, oppure in caso di abbassamento repentino della temperatura. In montagna può piovere improvvisamente in maniera veramente incredibile. La temperatura può scendere anche di molti gradi in pochissimi minuti. Per cui proteggetemi bene in caso di necessità. Fidatevi di chi ha vissuto questa esperienza direttamente. 
IL CAPPELLO. In genere in montagna il cappello è consigliato per proteggersi dal sole e dal vento, soprattutto durante la bella stagione. In questo caso particolare il sentiero è quasi tutto in ombra, coperto dagli alberi, per cui non serve contro i raggi solari, ed il vento e quasi sempre assente.
I BASTONI DA TREKKING. Quando si affronta la montagna, per aiutarsi, è sempre bene portarsi un bastone di legno o altro, oppure i bastoni da nordic walking. Bisogna però precisare che questo sentiero, è praticamente quasi tutto orizzontale, senza salite o discese particolari se non in alcuni punti. Per cui potrebbero esservi anche di impaccio, se non siete abituati utilizzarli. Possono tornarvi comunque comodi soprattutto nella parte finale del percorso, quando dovrete uscire dal Vallone per raggiungere la strada statale, salendo per le scale in terra battuta che concludono il vostro sentiero. Potrebbe essere comodo portare con voi i bastoni telescopici, che in caso di inutilizzo, possono essere tranquillamente riposi all’interno di uno zaino in spalla. Sono in alluminio e molto leggeri
GLI OCCHIALI DA SOLE. Gli occhiali da sole sono compagni inseparabili di chi affronta la montagna. Per questo sentiero non sono effettivamente necessari. I passaggi sono quasi tutti nel bosco, coperti dagli alberi. Per cui la luce non è molto forte.  Inoltre il sentiero è ben pulito, per cui non ci sono rami o piante che possono urtare il volto e ferire gli occhi. 
LA CASCATA. Verso al fine  del sentiero troverete una piccola cascata.  Nulla di particolare, ma suggestiva. Potrete osservarla da vicino, in quanto la massa d’acqua della sua portata non è tantissima, e non rischierete di bagnarvi. 
PANTALONI.  Durante la stagione estiva potete indossare sia i pantaloni corti che lunghi. Il percorso infatti non vede la presenza di piante basse o che posso pungere, come segnalato in altri appunti di viaggio, dove il rischio invece è concreto. Quindi non si corre il rischio di graffiarsi o di tagliarsi, a meno che non decidiate di lasciare il sentiero battuto. Ovviamente prestate sempre la massima attenzione, il quanto il sentiero non è oggetto di regolare manutenzione, e gli spazi liberi sono creati solo dal continuo passaggio delle persone che lo frequentano.  
I CANALI DI SCARICO. Durante la camminata, nella parte finale, dove si trova la zona più bella dell’alveo del fiume, noterete la presenza di alcuni canali, opera dell’uomo. Raccolgono le acque in caso di pioggia forte, ed impediscono così che il sentiero si allaghi. 
LA CREMA SOLARE.  In genere quando si cammina in montagna, soprattutto durante la bella stagione, è necessario proteggersi dai raggi solari. Il sole infatti, nelle ore centrali della giornata, può essere fortissimo, e scottarsi, o peggio, ustionarsi, può essere molto facile. Per questo percorso però non è strettamente necessario usare la crema protettiva. In sentiero e prevalentemente al coperto, per cui le fronde degli alberi saranno il vostro “scudo” contro i raggi solari. Se volete comunque usarla, preferite una protezione leggera.  Quella pesante, oltre a non servirvi è anche più grassa, e tende a far sudare di più.
PERCORSO ADATTO PER I BAMBINI. Una delle preoccupazioni principali quando si decide di passeggiare in montagna, e si hanno con sé dei bambini, è quello lì capire e soprattutto di sapere se il percorso sia adatto anche ai più piccoli. In questo caso non ci sono particolari problemi. Il percorso è considerato tra quelli facili, sia per il tempo necessario per percorrerlo tutto, sia per le caratteristiche del sentiero stesso, per non presenta particolari difficoltà tecniche. Bisogna però tenere ben presente alcune cose. ricordate infatti che la prima parte del percorso corre lungo un sentiero stretto con un dislivello notevole se partite dal borgo di Caramanico terme. Se i bambini camminano lungo il sentiero non ci sono problemi, ma devono fare molta attenzione a tenersi sempre sulla strada, perché in caso di scivolata rischierebbero di fare un bel volo. Bisogna pure tenere in considerazione la parte finale del sentiero, in quanto sono presenti numerose scale, di cui si è scritto all’interno di questi appunti di viaggio, che poi non essendo tecnicamente difficili, sono numerose e ripide, e tendono a stancare facilmente anche le persone più robuste, soprattutto se considerate che si trovano al proprio nella parte finale del sentiero, quindi da affrontare dopo aver camminato per qualche ora. Ricordate anche la presenza del fiume intorno al quale si snoda questo percorso, soprattutto nella sua seconda parte, una volta attraversato il primo ponte che si trova su questo corso d’acqua. Nulla di preoccupante, ma comunque anche in estate c’è sempre acqua abbondante. Questo ovviamente comporterà un maggior controllo nei confronti dei bambini che attirati dalla trasparenza delle acque e dal rumore, potrebbero provare ad entrarci dentro. A parte queste raccomandazioni, potete stare tranquilli.
IL PASSEGGINO PER I BAMBINI. Il percorso non è complesso, ma la larghezza del sentiero, in scale nella parte finale dello stesso, sconsigliano di portare con voi passeggini per i bambini, anche quelli tecnici che molti genitori utilizzano per praticare attività sportive. Per cui attrezzatevi per trasportare i bambini in braccio, soprattutto se molto piccoli o se tendono facilmente a stancarsi.
GLI ANZIANI CON DIFFICOLTA’ DI DEAMBULAZIONE. L’escursione in sé non è complicata. Presenta pochi dislivelli, se non nella parte finale dove sono ci sono le scale che segnano la fine del sentiero. La lunghezza di circa 7 km non eccessiva, la presenza del bosco che offre protezione dai raggi del solari, consente anche alle persone con qualche difficoltà di deambulazione, di potersi godere questo percorso. Ovviamente bisogna valutare con attenzione quali siano le proprie condizioni di salute. La cosa migliore sarebbe quella di essere accompagnati da qualcuno. Si pone però l’accento nuovamente sulla parte finale del percorso stesso, perchè come già segnalato, la salita per uscire dal sentiero e arrivare sulla strada è impegnativa, a causa della pendenza. Per cui è il caso di “armarsi di pazienza” e fare più soste per riposarsi.
LE SCALE.Il sentiero nella sua parte finale, è caratterizzato dalla presenza di numerose scale. Sono quelle che vi consentono di risalire dal fondo del Vallone, dove lascerete il fiume Ofento per raggiungere la strada statale dove di fatto terminerà la vostra escursione. Non sono particolarmente ripide e nel complesso sono ben mantenute, ma alla fine la fatica si farà sentire, considerato che avrete “nelle gambe” già tutto il percorso precedente. Per questa ragione salite con tranquillità, facendo qualche pausa di tanto in tanto. 
GLI ANZIANI.  Per le persone anziane, il percorso può essere effettuato senza particolari problemi. Ovviamente bisogna fare i conti con le proprie Condizione di salute. Così come sopra rappresentato per i bambini, camminare per questo percorso potrebbe presentare qualche difficoltà soprattutto nella parte finale, Dove sono presenti numerose scale in terra battuta che vi portano dal fiume fino alla strada statale che corre sopra il ponte in cemento armato. Pertanto, non è la distanza in sé ho le caratteristiche del fondo nel sentiero a venderlo più o meno adatto alle persone anziane, ma le condizioni personali di salute. Comunque in questo sentiero viene regolarmente percorso da persone di tutte le età, e anche molto in là negli anni punto un vantaggio è rappresentato dal fatto che il sentiero si snoda prevalentemente all’ombra, nel bosco. Per cui anche nelle giornate più calde durante la bella stagione, si può godere del refrigerio offerto dalle fronde degli alberi.
I DIVERSAMENTE ABILI.Le persone diversamente abili possono percorrere questo sentiero senza particolari problemi, grazie alle sue caratteristiche, che lo rendono adatto a tutti. Ovviamente bisogna sempre fare i conti con le proprie condizioni di salute. Per maggiori informazioni in tal senso, potete comunque chiedere al centro visite del parco della Maiella che si trova alle porte di Caramanico Terme.
LA CARROZZINA PER I DIVERSAMENTE  ABILI Alcuni sentieri di questa zona sono parzialmente percorribili anche con l’ausilio della carrozzina per i diversamente abili. In questo caso evitate accuratamente di utilizzare in simile strumento di locomozione. Il sentiero è semplice, ma soprattutto nella parte iniziale, e stretto e con alcuni strapiombi sul lato. Ci sono anche i cartelli che avvisano che in alcuni punti c’è il rischio di caduta.
DOVE MANGIARE. Il percorso proposto, non vede la presenza di alcun rifugio, bar o ristorante sul suo percorso. Per questa ragione, dovete necessariamente portare con voi tutto il necessario per poter mangiare e bere. Potrete acquistare i prodotti necessari direttamente nel borgo di Caramanico terme, o se presente in un chiosco sul bordo della strada che si trova in prossimità nella parte finale del l’anello del Vallone. ricordate però che questi chioschi non sempre sono presenti durante tutta la settimana punto per cui se volete andare a colpo sicuro vi conviene recarvi come sopra detto a Caramanico terme e acquistare gli alimenti e le bevande nei supermercati negli alimentari presenti.
IL PANORAMA. Durante il cammino troverete alcuni punti del sentiero da cui è possibile osservare il panorama. Si tratta solo di alcuni tratti, poiché questo percorso e quasi tutto all’interno del bosco e inserito nel vallone in cui scorre il fiume. Le immagini che seguono vi daranno un idea degli scorci che potrete vedere. 
I CANI. Il percorso è adatto anche per gli amici a quattro zampe. Non ci sono particolari pericoli ho passaggi difficoltosi, il sentiero è prevalentemente in terra battuta è quasi tutto pianeggiante, tranne l’ultima parte dove bisogna fare attenzione alle scale, non tanto per la loro complessità nel essere affrontate, quanto per la fatica che si potrebbe far sentire anche degli animali. Bisogna però prestare attenzione al fiume, intorno al quale il percorso si snoda. È noto infatti che i cani sono generalmente attratti dall’acqua. Il rischio quindi è quello che, girando liberi, possono improvvisamente tuffarsi nell’acqua gelata, correndo il rischio di essere trascinati via dalla corrente. Per cui se i vostri animali tendono ad essere disubbidienti agli ordini, può essere opportuno il caso di portarli al guinzaglio. Anche in questo caso è sconsigliato portare con voi cani troppo giovani o troppo anziani, ho animali che non sono abituati a passeggiare.
L’ACQUA DA BERE PER I CANI. Ricordate di portare con voi l’acqua da bere anche per i vostri cani. Come rappresentato, in questo percorso non troverete nei bar nei ristoranti, ME tantomeno Fontanelle, per cui se volete far visitare i vostri animali dovete necessariamente attrezzarmi. Una soluzione può essere anche quella di farli bere l’acqua del fiume, apparentemente pulita e molto trasparente, nell’unico. Dov’è è facile raggiungere il fiume senza correre rischi. Ovviamente non è garantito che si tratti di acqua potabile, ma ricordate che siamo in un parco naturale in una zona di montagna, per cui cerca la bontà della stessa non dovrebbe esserci alcun problema.
LA MUSERUOLA PER I CANI. In genere nei sentieri di montagna, si tende a portare i cani liberi, senza guinzaglio e senza museruola, approfittando del contesto in cui si trovano. Gli animali sono liberi e possono divertirsi a scorrazzare. Per quanto riguarda questo sentiero, il problema può essere rappresentato dal fatto che soprattutto nella prima parte, ovvero quella che dal borgo di Caramanico terme porta al ponte sul fiume, che poi fai iniziare la parte di ritorno verso l’uscita, il sentiero è abbastanza stretto. In pratica ci può camminare solo in fila indiana. Per cui i cani, liberi di muoversi, potrebbero trovarsi a stretto contatto con le persone che camminano sul sentiero. Per questo motivo, Pesa garantire la sicurezza ma eventuali incidenti, potrebbe essere opportuno far indossare ai vostri cani la museruola, soprattutto se di grossa taglia. Anche gli animali più buoni, in alcuni casi, possono diventare aggressivi. Come sempre oltre a regola di buon senso, fate anche riferimento a quanto indicato nei cartelli e nelle ordinanze comunali, proprio in relazione a questo aspetto.
LE PARETI DI ROCCIA. Camminando troverete alcune pareti di roccia che costeggiano il sentiero. Sono abbastanza alte e interessanti. Fermatevi ad osservarle soprattutto per alcune piante che si sono “agganciate” sulla roccia nuda. Sono dei miracoli della natura e sembra impossibile che possono sopravvivere in questo modo
LE BICICLETTE.Alcuni sentieri della Maiella possono essere percorsi sia a piedi che in Mountain bike. Purtroppo non è il caso di questo sentiero. Si potrebbero usare le due ruote (con molta attenzione), ma la presenza costante di tante persone e le dimensioni del sentiero in larghezza non consentono la presenza di entrambi. Per cui se volete provare ad attraversarlo con questo mezzo, lo dovete fare o molto presto la mattina o molto tardi. In ogni caso verificate sempre le disposizioni sull’ uso della bicicletta. In alcuni sentieri è vietato andare in bicicletta con cartelli molto chiari. I controlli ci sono e le multe vengono fatte. Per cui attenzione. 
LE CASCATE DI SASSIPotrete osservare anche alcune “cascate” composte di rocce e sassi. Sono stabili e apparentemente non pericolose. Evitate però accuratamente di tentare di salirci sopra. Potrebbe essere estremamente pericolose. Il materiale dall’alto potrebbe franare. 
LE CARTE GEOGRAFICHE PER NON PERDERSI.Quando si affronta un qualsiasi percorso i  montagna, sarebbe  buona norma dotarsi di una carta geografica  della zona, con i sentieri indicati, per seguire la strada in sicurezza, ed evitare di perdersi. Possono essere acquistate presso il centro informazioni di con una spesa modesta. Comunque il sentiero è  facile da seguire e perdersi è  molto difficile. I cartelli e i segnali vi aiuteranno. Il discorso cambia se decidete di seguire altri percorsi che si diramano del quello qui proposto. Anche se i sentieri sono segnati, le distanze aumentano, e il rischio di perdersi cresce,  portate la carta con i sentieri con voi. 
IL CENTRO INFORMAZIONI  PER LE ESCURSIONI. In prossimità del borgo di Caramanico Terme, in pratica a poche centinaia di metri dal centro, è presente un importante centro informazioni. Si tratta di una bella struttura dedicata all’assistenza per i visitatori della valle dell’Orfento. Qui potrete essere aiutati nel decidere quali escursioni effettuare in base ai vostri interessi e capacità. Vengono anche organizzare visite guidate quotidiane, adatte ai principianti quanto ai più esperti. 
LE PIANTE.Durante il cammino fate attenzione alle numerose specie di piante e fiori. Alcune possono passare inosservate, ma meritano uno sguardo la loro bellezza. Alcune sono piccole, altre di grandi dimensioni, e si sono adattate alle condizioni ambientali, di bassa luminosità ed elevata umidità. In inverno sopravvivono alle temperature  molto basse e alla neve.
IL CELLULARE  E LA CONNESSIONE INTERNET Il sentiero si trova in prossimità del borgo antico di Caramanico Terme, per cui le antenne che consentono la ricezione telefonica ed internet sono abbastanza vicine. In genere quindi si può comunicare con il portatile facilmente e collegarsi alla rete.  Eventuali difficoltà possono dipendere sia dal vostro apparecchio, sia dall’operatore telefonico con cui avete sottoscritto il contratto. 
I CARTELLI. Durante il percorso troverete un cartello esplicativo che vi illustrerà il percorso. Strada facendo noterete la presenza dei consueti segnali su rocce ed alberi che vi consentiranno di seguire il sentiero senza problemi. In genere questi ultimi sono fondamentali per non perdersi, ma in questi caso il percorso è estremamente semplice da verificare, per cui non sono indispensabili.
LA NEVE.In questa zona, durante la stagione invernale, la neve può cadere abbondante. Per cui se decidete di fare il percorso con il freddo, assicuratevi bene delle condizioni meteorologiche, per evitare brutte sorprese. Appoggiatevi comunque a guide esperte che conoscono le zona. La neve purtroppo copre tutto. Anche ciò che di pericoloso può esserci sotto i vostri piedi. 
NESSUNA FONTANA.una raccomandazione importante è quella di portare con voi l’acqua da bere o altre bevande. Infatti durante il tragitto non troverete alcuna fonte di acqua potabile, almeno che non decidiate di bere quella del fiume (ipotesi da scartare!). 
LA PREPARAZIONE FISICA. Per percorrere questo sentiero non è necessaria una preparazione fisica particolare. Il sentiero non presenta passaggi particolarmente difficili. L’unica problema può essere rappresentata dalla presenza delle scale che si trovano nella parte finale del tragitto. Se non siete molto abituati a camminare però, affrontate la risalita con tranquillità. 
COSA VEDERE INTORNO. Alla fine, o all’inizio del percorso, potrete visitare il borgo antico di Caramanico Terme, molto bello, ed inserito tra i borghi più belli d’Italia. Il consiglio è quello di visitarlo prima di iniziare la passeggiata, in quanto la fine del sentiero si trova a circa 3 km dal borgo antico, per cui potrete essere stanchi per passeggiare ancora. 
GLI ANIMALI PERICOLOSI – IL LUPO E L’ORSO. In questa zona protetta vivono due animali simbolo: il lupo e l’orso. In genere non si spingono a quote così basse e il percorso è molto frequentato per cui in genere si tengono lontani dagli esseri umani. Come sempre però fare attenzione soprattutto se camminate da soli. Possono essere attirati anche dal cibo che portate con voi. Nel centro informazioni di Caramanico Terme, troverete opuscoli e cartelli esplicativi su questi animali e sui lor comportamenti. Leggete con attenzione.
RACCOGLIERE I RIFIUTI.Ricordate sempre di non gettare i rifiuti in genere nell’ambiente. Può sembrare un suggerimento superfluo, ma non è infrequente trovate carte o buste di plastica durante il tragitto. E poi è comunque vietato.
NON ACCENDERE FUOCHI. Evitate assolutamente di accendere fuochi. Questa zona è una riserva protetta, per cui e vietato. Ricordate inoltre che ci trovate in una zona prevalentemente boscosa, per cui accendere fiamme può essere estremamente pericoloso. Inoltre è vietato. 
NON RACCOGLIERE LA FAUNA SPONTANEA.Bisogna accuratamente evitare di raccogliere piante, fiori o altre specie vegetali, non solo perché il sentiero si trova in una zona protetta, ma perché se ognuno di noi lo facesse, in breve tempo non resterebbe più nulla. Per cui osservare senza toccare.
Ai prossimi appunti di viaggio.

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ITALIA -REGIONE ABRUZZO – LAGO DI SCANNO: IL SENTIERO DEL CUORE – A.D.V.

QUOTA INIZIALE – 900 mt s.l.m

 

QUOTA FINALE  –  1.110 mt. s.l.m

 

DISLIVELLO TOTALE  – 210 mt circa

 

LUNGHEZZA PERCORSO – 3.3 km circa

 

TEMPO NECESSARIO A/R – circa 2 ore. 

 

DIFFICOLTÀ – Facile

DOVE SI TROVA. Il lago si trova in prossimità del Borgo di Scanno. Di seguito la mappa interattiva di GOOGLE MAPS che vi consentirà di raggiungere la vostra meta utilizzando il vostro dispositivo come un navigatore GPS ovunque vi troviate. Per calcolare il percorso cliccate sulla freccia blu sulla mappa. Ricordate che nell’angolo sinistro in basso è presente la versione “Earth” della mappa.

INTERFACCIA GOOGLE EARTH – SENTIERO PER IL LAGO VIVO. Di seguito troverete l’immagine del percorso per raggiungere l’eremo di San Egidio,  evidenziata il colore viola chiaro. E’ ottenuta dall’interfaccia tra le immagini satellitari di google earth ed un famoso programma che traccia il percorso utilizzando sia le coordinate satellitari che la connessione internet. La sua osservazione consente di comprendere che tipo di percorso bisogna effettuare. Nella parte alta potete notare il Lago di Scanno. 

PERIODO MIGLIORE PER EFFETTUARE LA VISITA. Il periodo migliore per effettuare l’escursione e certamente quello estivo, da luglio a settembre. Ricordate però di camminare durante la mattina o nel pomeriggio dopo le 16.00. Infatti nelle ore centrali della giornata può fare davvero molto caldo e umido. Le cose peggiorano nel caso in cui ci sia poco vento. Il percorso infatti è quasi tutto al coperto e l’aria può diventare soffocante.  
In primavera potete fare anche delle belle passeggiate, ma ricordate che il lago si trova a oltre i 922 MT S.L.M. per cui può fare freddo ed incontrare la neve. Camminare potrebbe essere un problema.
In autunno invece le giornate di accorciano e la temperatura scende. Avrete però la possibilità di vedere i boschi che cambiano colore. Davvero un bello spettacolo. 
LE DIFFICOLTA’ TECNICHE. Il sentiero non presenta difficoltà particolari. Non ci sono passaggi pericolosi, ma fate attenzione mentre camminate. Il sentiero è in genere stretto (soprattutto nella parte iniziale), e se vi distraete, potreste scivolare sul pendio del sentiero che guarda verso il lago. 
PERCORSO ANDATA E RITORNO. Il percorso è del tipo “andata e ritorno”, per ritornare da dove siete partiti, dovrete ripercorrere il medesimo sentiero. 
RICEZIONE CELLULARE E INTERNET. La connessione alla rete internet e quella telefonica non presentano particolari problemi. Il sentiero si trova a ridosso del paese di Scanno, per cui non avrete difficoltà per i contatti.
IL PARCHEGGIO.   È possibile parcheggiare vicino al lago. Ne esiste anche uno comunale. Valutate bene che durante la bella stagione, e nei fini settimana, il lago è molto frequentato, per cui potreste trovare qualche difficoltà nel lasciare i vostri veicoli. Se decidete di parcheggiare lungo le strade del lago, verificate sempre con attenzione la presenza di eventuali divieti di sosta. 

 

BOX METEO .
LE PREVISIONI DEL TEMPO.  Di seguito troverete un box meteo con le previsioni del tempo riferite alla zona del borgo di Scanno, poco distante dal lago. Questo vi consentirà di organizzare la vostra escursione con il tempo migliore. Prendete bene in considerazione questo strumento, perché in montagna con il meteo non si scherza. In caso di pioggia evitate le escursioni.
BOX METEOMeteo Roma
DIFFICOLTA’ ESCURSIONE: FACILEL’escursione Roberta tra quelle “facili”. Non è molto lunga (3,3 km circa) e il tempi necessario tra andata e ritorno la rendono adatta anche per coloro che non sono molto abituati a camminare in montagna su lunghi percorsi. Non ci sono passaggi particolarmente pericolosi. Ovviamente la prudenza deve sempre accompagnare il camminatore
LE CARATTERISTICHE DEL PERCORSO. Si tratta di un percorso che non presenta particolari problemi nell’essere affrontato. Il fondo e buono e non ci sono dislivelli significativi, o passaggi repentini ed insidiosi.
IL DISLIVELLO Il dislivello tra il punto di inizio e quello finale è di circa 200 metri,  per cui nulla di particolarmente difficile. Data la quota di arrivo non avrete nessun problema nel respirare. 
IL SENTIERO SCOPERTO.La parte del sentiero “aperta” del sentiero, ovvero non coperta dal bosco è la parte minore di tutto il tragitto. Si trova prevalentemente nella parte finale del sentiero, in prossimità dell’Eremo di San Egidio, ed in alcuni passaggi del percorso tra l’inizio e la fine. 
ALTEZZA SUL LIVELLO DEL MARE. La quota in cui si trova il punto di arrivo di questo percorso è  di circa 1110 metri sul livello del mare. La misura stata misurata con un altimetro professionale. Il punto di partenza è invece a circa 900 mt s.l.m. 
DISTANZA DA PERCORRERE  Come indicato, il percorso suggerito è  breve. Sono circa  3,3km tra andata e ritorno, distanza adatta anche per coloro che non sono abituati a camminare.
IL PANORAMA. L’escursione in se è semplice, ma vale la pena di essere effettuata per poter osservare il bel lago di Scanno da una posizione unica, che consente di poter vedere un particolare effetto ottico che  lo fa apparire con con una particolare forma “a cuore”. Questo è il motivo per cui il sentiero è chiamato così. 
LE CARTE GEOGRAFICHEIn genere è importante dotarsi di carte geografiche dei luoghi che si visitano con la mappatura dei sentieri da percorrere, per scegliere la strada migliore ed evitare di perdersi. In questo caso non è strettamente necessario, dato che il sentiero è uno solo (per l’Eremo di San Biagio) e per vedere il lago con la caratteristica forma a cuore. Inoltre i cartelli sono molto chiari. Comunque per sicurezza portatela con voi.
IL DISLIVELLO. Non è  molto. Si tratta di circa 200 metri tra il punto di partenza e quello di arrivo, dove si trova l’eremo di San Egidio.
DOVE ALLOGGIARE E PERNOTTARE.  Potete trovare alloggio in zona. Il lago di Scanno ed il borgo sono luoghi di villeggiatura molto conosciuti. Potrete facilmente trovare l’alloggio che fai per voi cercando in rete. Ricordate però di prenotare per tempo soprattutto durante la stagione estiva. Eviterete cos’ brutte soprese. 
SENTIERO ADATTO PER I BAMBINI. Il percorso può essere tranquillamente percorso anche dai bambini. Non ci sono infatti pericoli particolari. Bisogna fare solo attenzione in alcuni passaggi del sentiero in cui potrebbero scivolare nel bosco che guarda verso il lago. Questo vale ovviamente anche per gli adulti. 
IL SENTIERO NEL BOSCO. Ilsentiero nel bosco, rappresenta  la parte prevalente dell’intero tragitto. Sarete avvolti dalla tipica vegetazione di queste zone, ma non troverete una vera e propria foresta “ secolare”. Ci sono piante belle, ma nella norma per queste parti. Avrete comunque  la possibilità  di vedere il lago che si intravede tra il fogliame. E’ il vero obiettivo di questa escursione. 
LE PERSONE DIVERSAMENTE ABILI.L’escursione è adatta anche per le persone diversamente abili. Ovviamente bisogna tenere bene in conto le proprie difficoltà di natura fisica. Il sentiero non è particolarmente complesso ne lungo, né presenta passaggi pericolosi. Valutate comunque bene lo stato di salute personale prima di camminare.
GLI ANZIANI E PERSONE CON DIFFICOLTA’ DI DEAMBULAZIONE.  Il percorso può essere affrontato anche da persone anziane, dato che non presenta particolari difficoltà. La salita fino all’Eremo di San Egidio  è repentina (non ci sono tratti pianeggianti) per cui è importante avere un buon stato di salute. Non si tratta comunque di una semplice passeggiata. Non essendoci passaggi difficili ed essendo il fondo del sentiero buono, può essere affrontato anche da persone anziane con leggeri problemi di deambulazione. Il proprio stato di salute va pero valutato con attenzione. Non bisogna  correre rischi inutili. 
LA CARROZINE PER I DIVERSAMENTE ABILI.  Per questi tipo di sentiero è assolutamente sconsigliato l’uso della carrozzina. Le dimensioni del sentiero (in larghezza) e la pendenza  non sono adatte per il loro utilizzo. 
I CANI.  Il sentiero può essere percorso tranquillamente anche dagli amici a quattro zampe. Va bene anche per quelli di piccola taglia abituati a camminare. Lasciate a casa i vostri amici “da salotto” e quelli troppo anziani o i cuccioli
PORTARE L’ACQUA  PER I CANI.  Durante la camminata trovare una fontana solo nella zona vicina all’Eremo di San Biagio. Bisogna però fare attenzione a non confonderla con quella in ghisa che si trova accanto alla chiesa. È danneggiata e dismessa da tempo. Il consiglio è quello di portare da bere per gli amici a quattro zampe. Anche raggiungendo la fontana dovete valutare che si trova in pratica alla fine del sentiero. 
CANI AL GUINZAGLIO. In genere nei sentieri di montagna è possibile portare i cani sciolti. In questo caso il sentiero è stretto, per cui potreste incontrate altre persone. Potrebbe essere opportuno legare il cane al guinzaglio per evitare spiacevoli incidenti. Ovviamente dipende dall’indole del vostro cane. 
RICEZIONE CELLULARE E INTERNET. La connessione alla rete internet e quella telefonica non presentano particolari problemi. Il sentiero si trova a ridosso del paese di Scanno, per cui non avrete difficoltà per i contatti.
AREA PICNIC. Non è presente alcuna area picnic attrezzata durante il percorso. Per mangiare qualcosa un punto idoneo può essere lo spiazzo antistante l’Eremo di San Giacomo. La zona è ventilata, ma nessuna protezione contro i raggi del sole.
LE SCARPE CONSIGLIATE. Si tratta di un percorso semplice che non richiede calzature particolari. Potete indossare buone scarpe da ginnastica o da trekking leggero. Evitare scarponi pesanti o particolarmente tecnici. Non vi serviranno. 
IL CAPPELLO. La camminata è quasi tutta al coperto, grazie alla presenza degli alberi. Per questa ragione non sarà necessario portare con voi un copricapo. Comunque potrebbe tornarvi utile una volta arrivati all’Eremo di San Giacomo. Li lo spazio è aperto, per cui, soprattutto nelle belle giornate di sole potrebbe essere forte. Inoltre potrebbe tornarvi utile se decideste di continuare il sentiero che parte dall’Eremo e vi conduce intorno al lago (non descritto in questi appunti di viaggio). 
GLI OCCHIALI DA SOLE. Portate con voi anche un paio di occhiali da sole. Il percorso è quasi tutto coperto dagli alberi, ma quando il sole è alto nel cielo la luminosità può essere intensa, e dare molto fastidio agli occhi.  
I BASTONI DA TREKKING. Se siete soliti utilizzarli, potete portare con voi un bastone o quelli da nordic walking. Vi aiuteranno soprattutto nella salita. Ricordate però che si tratta di un percorso semplice, per cui potrebbero non essere necessari. 
I PANTALONI. Potete indossare pantaloni corti o lunghi. Sul sentiero non ci sono rami bassi o piante con spine che possano ferire le gambe, nè insetti nocivi.  
LA GIACCA IMPERMEABILE. Il percorso è breve, per cui potete valutare, in base alle condizioni del tempo, se portare con voi un capo di abbigliamento impermeabile. Ricordate sempre però che in montagna il tempo può cambiare rapidamente, anche nel giro di pochi minuti. Per cui se avete spazio nello zaino, portatelo con voi. 
LA CREMA SOLARE.  Il sentiero si sviluppa quasi tutto all’interno del bosco. Per cui il sole è filtrato dalla presenza del fogliame sugli alberi. Solo la parte dove si trova l’eremo di San Egidio è allo scoperto. Portatela con voi se necessario. Però potrebbe non servirvi. Inoltre in genere nel bosco non soffia mai un forte vento, per cui non serve nemmeno per evitare la disidratazione della pelle. 
L’EREMO DI SAN EGIDIO. Durante la camminata, uscendo dal bosco, incontrerete l’Eremo di Sant’Egidio, indicato su appositi cartelli posizionati sul sentiero. Si tratta di una struttura di piccole dimensioni, costruita nel 1657, come testimoniato dalla data riportata sul portale d’ingresso. Non è accessibile al pubblico, per cui la potrete osservare solo dall’esterno. Di fatto per quanto è dato sapere, non è abitualmente utilizzata per le funzioni religiose.
COORDINATE GPS – EREMO DI SAN EGIDIO: Se volete raggiungere l’eremo con il vostro navigatore, potete anche inserire le seguenti coordinate GPS. Non necessitano di connessione alla rete internet, ma solo alla rete satellitare GPS.
41°54’ 58″N –  13°52’ 13″E 
LA TEMPERATURA ESTERNA. È  influenzata certamente  dalla stagione in cui effettuate l escursione e dalle condizioni climatiche della giornata. Durante la bella stagione soprattutto nelle ore centrali della giornata, può fare molto caldo, a causa della scarsa ventilazione all’interno del bosco. È  meglio passeggiare la mattina o il pomeriggio.  
I CARTELLI ESPLICATIVI. All’inizio del percorso troverete due cartelli indicanti sia il sentiero del cuore e dell’erede di San Giacomo. Durante il cammino ne troverete altri che vi aiuteranno a non perdervi. Oltre sugli alberi sono presenti indicazioni verniciate bianche e rosse, tipiche dei sentieri di montagna. 
ATTENZIONE AI CARTELLI .Rispettate sempre le indicazioni riportate sui cartelli che descrivono il posto. In genere sono indicati una serie di divieti che devono essere presi seriamente in considerazione. Infatti in alcuni casi sono stabilite regole in merito all’utilizzo delle biciclette, il divieto di accendere fuochi, fino a giungere anche al senso di marcia da osservare. In pratica si può essere obbligati a procedere solo in un senso. Possono essere stabilite prescrizioni anche su come condurre i cani. 
LA LUMINOSITA’ DEL SENTIEROL’escursione di svolge prevalentemente all’interno del bosco. Gli alberi filtrano il sole, e nonostante la presenza del fogliame, l’illuminazione è molto buona. Per cui non camminerete in un luogo “buio e tetro”, ma in un ambiente piacevole. La luce diventa molto forte invece non appena arriverete nella parte aperta del sentiero, ovvero la zona che si trova intorno l’Eremo di San Egidio. 
LA VENTILAZIONE. La ventilazione dipende ovviamente dalle condizioni climatiche della stagione e della giornata. Considerate però che non è mai molto forte, poiché il percorso è quasi tutto all’interno del bosco e su uno ei pendii che racchiudono il lago. Per questa ragione, nelle giornate assolate, soprattutto durante la bella stagione, potreste sentire molto caldo
L’UMIDITA’. È  una condizione  climatica che dipende  ovviamente  dal meteo del giorno in cui effettuate la visita.  Ricordate però che l escursione si svolge quasi tutta al coperto, nel bosco. Per cui il vento può  essere ostacolato dalla presenza della vegetazione.  Nelle ore centrali della giornata, soprattutto in estate il tasso  di umidità  potrebbe  essere alto. In questo caso potreste  avere qualche difficoltà  nel respirare e potreste sudare molto. Cercate quindi di effettuare l’escursione durante la mattinata  o nel pomeriggio,  quando il sole inizia a calare. 
LA NEVE.In questa zona durante l’inverno può nevicare molto. Per cui se intendete percorrere questo sentiero fate comunque molta attenzione. Verificare prima se sia accessibile oppure no. In caso positivo fare molta attenzione. La neve potrebbe coprire punti pericolosi del sentiero. Il rischio di scivolare verso il basso è concreto. Potrete chiedere comunque presso il borgo di Scanno se vengono effettuate visite guidate invernali. In genere si possono fare con guide esperte, che conoscono passo passo il sentiero e gli eventuali pericoli.
DOVE MANGIARE. Durante il percorso non incontrerete alcun rifugio, ristorante o bar. Per cui dovete portare da mangiare e bere “da casa”. In realtà non è strettamente necessario, in quanto il percorso non è molto lungo e potete quindi mangiare al vostro ritorno. Comunque potrete acquistare le vettovaglie direttamente nel borgo di Scanno o presso i bar e ristoranti presenti sul lago. Li potrete anche sedervi comodamente e mangiare con una bella “vista lago”. Ricordate però di portare da bere. La sete si potrebbe far sentire.
DOVE ALLOGGIARE E PERNOTTARE. Potete trovare alloggio in zona. Il lago di Scanno ed il borgo sono luoghi di villeggiatura molto conosciuti. Potrete facilmente trovare l’alloggio che fai per voi cercando in rete.
I SERVIZI IGIENICI. Durante la camminata non incontrerete alcuna struttura dotata di servizi igienici. Per cui è necessario provvedere per tempo. Potrete recarvi presso quelli di qualche bar presso il borgo di Scanno, oppure presso quello delle strutture che si trovano vicino al lago. Potete comunque utilizzate i “bagni pubblici” che si trovano in prossimità dell’inizio del sentiero del cuore, vicino all’edicola dei giornali. 
QUANDO UTILIZZARE I SERVI IGIENICI.  Durante il cammino non troverete servizi igienici, per cui è necessario provvedere prima. Fortunatamente quelli pubblici sono presenti in prossimità dell’inizio del sentiero, accanto all’edicola. 
RACCOGLIERE I RIFIUTI.Portate via con voi i vostri rifiuti e non li abbandonate nel bosco o altrove. Non ci sono punti di raccolta o cassonetti, per cui li dovrete mettere nello zaino o sacco. Farete un favore all’ambiente. 
NON ACCENDERE FUOCHI. In questa zona non è possibile  accendere fuochi. Per cui evitate accuratamente di farlo. Oltre a non essere consentito, il rischio d incendio è  elevato, data la presenza del sottobosco, secco in estate. 
NON RACCOGLIERE LA FAUNA SPONTANEA.  È importante rispettare la natura che ospita gli escursionisti. Per cui la flora si può osservare, ma evitate di raccogliere piante e fiori. Se tutti facessero così i danni all’ambiente potrebbero essere ingenti. Per cui guardare ma non toccare. 
GLI INSETTI. Nonostante la presenza del bosco e del lago, non si segnala la presenza di particolari insetti fastidiosi o pericolosi. In alcuni periodi dell’anno bisogna fare attenzione ai tafani, insetti “assetati di sangue”, molto aggressivi, che possono provocare punture molto dolorose, e gravi crisi allergiche. In genere sono presenti nei luoghi dove si trovano animali da pascolo, cavalli o bovini. 
IL BAGNO NEL LAGO. Nel lago potrete fare tranquillamente il bagno. L’acqua è trasparente e fresca, e molto pulita. 
LA SPIAGGIA DEL LAGO. Intorno al lago sono presenti alcune spiagge. La principale è quella che si trova in prossimità del punto da cui parte il sentiero del cuore. 
LA TEMPERATURA DELL’ACQUA DEL LAGO. La temperatura del lago è bassa anche in estate, ma la presenza tra i bagnanti di bambini ed anziani è certamente un buon segnale per coloro che intendono fare il bagno. Ovviamente le regole sui rischi di congestione che si utilizzano al mare, qui devono essere applicate con maggior rigore. 
LE CORRENTI NEL LAGO.Il laghi possono essere molto pericolosi, a causa della presenza di correnti e gorghi. Per quanto e dato sapere il lago di Scanno non ha questo tipo di problematiche. Infatti durante la bella stagione vengono disputate gare di nuoto
IL NOLEGGIO IMBARCAZIONI. Se intendete recarvi al lago, e non avete una imbarcazione vostra, potete noleggiare un pedalò. Avrete così la possibilità di fare il bagno in vari punti dello specchio d’acqua, oppure osservare le sponde. 
IL CAMPER. Potete raggiungere il lago di Scanno anche con il camper. In zona sono presenti aree di sosta attrezzate e camping. Verificare in rete la disponibilità. Ricordatevi di prenotare soprattutto durante la bella stagione. Il luogo è molto conosciuto, per cui potreste non trovare posto per il vostro mezzo. 
I SOUVENIR.Alla fine della vostra escursione, o dopo un buon bagno nel lago, potete comprare qualche souvenir, da portare a casa come ricordo della giornata.  Li troverete presso l‘edicola ubicata accanto ai bagni pubblici  sopra descritti. 
Ai prossimi appunti di viaggio. 
Di seguito i link per visionare altri appunti di viaggio.

ITALIA – PAGINA GENERALE

 

       ITALIA – REGIONE ABRUZZO – P.G.

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ITALIA – REGIONE PUGLIA – SALENTO: SPIAGGIA DEL FRASCONE – A.D.V.

DOVE SI TROVA. La spiaggia si trova in prossimità della località balenare di Sant’Isidoro a circa 20 minuti (in auto) dal Porto Cesareo. Di seguito la mappa interattiva di GOOGLE MAPS che vi consentirà di raggiungere la vostra meta utilizzando il vostro dispositivo come un navigatore GPS ovunque vi troviate. Per calcolare il percorso cliccate sulla freccia blu sulla mappa. Ricordate che nell’angolo sinistro in basso è presente la versione “Earth” della mappa.

LE PREVISIONI DEL TEMPO. Di seguito troverete un box meteo con le previsioni del tempo riferite alla zona di Porto Cesareo su base settimanale, con fasce orarie, aggiornate in tempo reale. Cliccando sul giorno della settimana in cui intendete effettuare l’escursione, potrete verificare con esattezza la situazione metereologica prevista nell’arco dell’intera giornata. Questo vi consentirà di organizzare la vostra escursione con il tempo migliore. .

LA FORMA DELLA SPIAGGIA. La spiaggia è caratterizzata da una insenatura dove di trova la spiaggia vera e propria, composta da sabbia, sassi e rocce. Il resto sono scogli con andamento piatto.

 

IL PERIODOMIGLIORE. E’ indubbiamente quello che va da luglio a settembre. Valutate però che nei mesi centrali della stagione estiva la spiaggia è molto frequentata. Per cui se amate il mare senza tante persone in giro, allora il mese di settembre è quello consigliato. Potete provare anche a giugno, ma l’acqua potrebbe essere fredda. Di certo però troverete pochissimi bagnanti.  

COLORI DEL MARE. Il mare in Puglia è notoriamente bello. L’acqua è trasparente e i colori del mare sono davvero stupendi. Il blu è quello predominante essendo il fondale subito alto rispetto al livello della spiaggia di sabbia e della scogliera. Se amate l’acqua bassa e molto trasparente, allora dove recarvi altrove. In alcuni punti però potrete godere di trasparenze cristalline e acqua bassa, ma non è la caratteristica predominante.

L’AFFOLLAMENTO. La spiaggia è molto conosciuta e frequenta, grazie alla bellezza del posto e alla particolarità dovuta alla presenza dell’ isoletta di fronte alla all’arenile e della fonte dell’acqua dolce che sfocia nel mare. Per questa ragione nella stagione estiva potreste incontrare qualche difficoltà nel trovare posto sulla spiaggia sabbiosa e sugli scogli. La cosa si complica ulteriormente durante il fine settimana. Per questa ragione cercate di arrivare presto la mattina per “conquistare” i posti migliori.

EVITARE RUMORI. Questa spiaggia è molto tranquilla, anche quando è molto frequentata. Per cui se cercate spiagge “rumorose” con musica o altro dovete indirizzarvi altrove. 

LA SPIAGGIA LIBERA. La spiaggia è totalmente libera. Infatti non sono presenti stabilimenti balneari. Avrete così la possibilità di scegliere il posto che più vi piace per godervi la giornata. Se però siete abituati alle comodità, allora dovete recarvi da un’altra parte. 

DIVERSAMENTE ABILI. La spiaggia è adatta anche per le persone diversamente abili. L’arenile si raggiunge facilmente, grazie alla strada e al sentiero in terra battuta che porta verso il mare. Inoltre l’acqua vicino al bagnasciuga non è molto profonda, per cui fare il bagno non presenta particolari problemi. L’importante non è non allontanarsi troppo dalla riva. L’acqua diventa alta dopo poche decine di metri. 

LA CARROZZINA PER I DIVERSAMENTE ABILI. Per coloro che devono usare la carrozzina per spostarsi non ci sono problemi particolari per raggiungere la spiaggia. La strada sterrata che porta dal parcheggio all’arenile e compatta e priva di ostacoli. Anche i sentieri che si trovano vicino alla spiaggia sono facili da attraversare. Qualche difficoltà si può trovare per muoversi invece sulla spiaggia, data la presenza di sassi e rocce. Potrebbe essere necessario l’aiuto di qualcuno per raggiungere l’acqua. 

SPORT SULLA SPIAGGIA. La spiaggia non è andata per giocare a pallavolo, racchettoni l’altro. È di piccole dimensioni e oltre alla sabbia, ci sono rocce e sassi. Sugli scogli ovviamente non è possibile, salvo che vogliate rischiare di farvi male. 

I TUFFI DALLA SCOGLIERA. L’ampia scogliera offre numerosi posti dove poter fare qualche tuffo. Essendo bassa rispetto al livello del mare, non presenta però punti dove potersi “librare nel vuoto”. Dovrete quindi accontentarvi. Controllate bene però il punto dove entrerete in acqua, per evitare di impattare contro scogli sommersi o fondali bassi. 

GIOCHI IN MARE. Non troverete alcun servizio che offra “giochi da spiaggia” come l’essere trascinati da un barca a motore con il “banana boat” o con il paracadute.  Qui c’è solo la natura con le sue bellezze. Se cercate questo tipo di svago, allora dovete recarvi altrove. 

LE SPIAGGE VICINE DOVE ANDARE.  Se una volta arrivati sulla spiaggia del Frascone, non dovreste trovare il luogo di vostro gradimento, oppure in caso di eccessivo affollamento, o se cercate qualcosa di più comodo e meno selvaggio, allora potete spostarvi verso la vicina spiaggia di San Isidoro. Qui troverete i confort tipici di una spiaggia attrezzata, ma ovviamente anche tutti gli “svantaggi” legati ad una spiaggia “cittadina molto conosciuta e frequentata.

CAMMINARE SULLA SCOGLIERA.  Sulla scogliera è possibile camminare con relativa sicurezza. È completamente piatta per cui non dovrete arrampicarvi o attraversare punti pericolosi. Ricordate però di fare molta attenzione a dove mettete i piedi. Il fondo presenta asperità e buche più o meno grandi. Non vi distraete. È adatta anche ai bambini, ma sempre sotto stresso controllo. Non li fate correre.

ENTRARE IN MARE DALLA SCOGLIERA.  E’ possibile entrare in mare direttamente dalla scogliera, senza passare per la spiaggia. Ovviamente ciò non è consentito ovunque, per cui è necessario fare molta attenzione a scegliere il passaggio migliore, per evitare di farsi male e per poter eventualmente risalire dallo stesso punto in cui si è entrati. Infatti non sempre questo è possibile. Un punto semplice, accessibile a tutti, e che consente di entrare in acqua “dolcemente” è quello dove sgorga la fonte di acqua dolce fredda. Qui il fondo si vede bene, è basso e sabbioso. L’unico svantaggio è che l’acqua è molto fredda (per non dire gelata) proprio a causa della presenza dell’acqua dolce che esce dalle rocce.

MARE ADATTO A BAMBINI . La spiaggia è adatta per i bambini. Bisogna però tenere ben presente che l’arenile è molto ridotto, con poca sabbia e con sassi e rocce. Il mare diventa profondo dopo pochi metri dalla riva, per cui per i più piccoli è necessario fare attenzione che non si allontanino troppo dal bagnasciuga. In genere il mare è tranquillo, grazie all’insenatura in cui si trova la spiaggia. Camminando sugli scogli troverete anche dei punti in cui i bambini potranno scendere in acqua per fare il bagno. Un punto ottimo dove è possibile nuotare in sicurezza e quello in cui si trova la fonte di acqua dolce. Si tratta di una piccola insenatura dove l’acqua è molto bassa ed il fondo è sabbioso. L’unico problema è che l’acqua e più fredda, proprio a causa della mescolanza tra l’acqua del mare (più calda) e quella della fonte di acqua dolce (più fredda). La troverete a sinistra dell’insenatura della spiaggia, guardando il mare.
I PASSEGGINI PER I BAMBINI. Se avete bambini piccoli, potete portare con voi anche il passeggino. La spiaggia si raggiunge facilmente ed il fondo su cui far scorrere le ruote è abbastanza buono. Sarebbe comunque meglio utilizzare quelli speciali, che si usano per correre, con le ruote grandi. 

NESSUNA AREA GIOCHI PER I BAMBINI. Per i bambini non è presente alcuna area giochi attrezzata, né giochini di altro genere.
I CASTELLI DI SABBIA.  La spiaggia ha un arenile che non consente ai bambini di fare giochi con la sabbia (tipo i castelli). La presenza di sabbia grossa e sassi e di molte conchiglie, non sono adatti per questo tipo di divertimento. 
I CANI. La spiaggia è certamente adatta per gli amici a quattro zampe. Infatti è facile da raggiungere grazie alla strada in terra battuta e ai sentieri sterrati. La distanza dare scorrere dal parcheggio fino all’arenile non è molta. Questo consente anche di portare con sé animali giovane e anziani nonché anche cosiddetti “cani da salotto”. Bisogna fare solo attenzione agli scogli, in quanto in alcuni punti sono taglienti, i cani potrebbero ferirsi le zampe. Anche l’ingresso al mare è semplice, e l’acqua, nella parte iniziale, non è molto alta. Ciò consente anche ai cani non proprio capacissimi a nuotare, a fare il bagno in tutta sicurezza e a rinfrescarsi soprattutto nelle ore più calde della giornata. 
PORTARE L’ACQUA PER I CANI.  Il consiglio è quello di portare con voi anche l’acqua per i vostri animali. Sulla spiaggia infatti non ci sono fontane di alcun genere. In caso di necessità potrete compare comunque delle bottiglie di acqua naturale presso l’unico bar presente sulla spiaggia

I CANI AL GUINZAGLIO. Per quanto è dato sapere non ci sono obblighi specifici sul portare i vostri cani al guinzaglio. È sempre bene verificare la presenza di eventuali divieti specifici. Comunquericordate che durante la bella stagione questa spiaggia è sempre molto frequentata, per cui potreste esse comunque obbligati a legare il vostro amico a quattro zampe, per evitare spiacevoli discussioni o incidenti. 
LE CORRENTI MARINE. Le correnti sono ovviamente influenzate dalle condizioni del tempo e del mare. In genere però, grazie all’insenatura in cui si trova la spiaggia, la corrente è debole. Se ci allontana dalla costa la situazione cambia, ma con il mare calmo e poco vento, anche nuotare intorno all’isola che si trova di fronte alla all’arenile non presenta particolari problemi.  Comunque sempre molta attenzione.
LA PROFONDITÀ DEL MARE. L’acqua diventa alta dopo alcune decine di metri dalla riva della spiaggia di sabbia. Se volete trovare l’acqua più bassa, potete scendere nella zona degli scogli dove si trova la sorgente di acqua dolce. Il mare qui è più freddo del normale proprio a causa della presenza di questa sorgente, ma potrete fare il bagno in tutta tranquillità. 
LA TEMPERATURA DELL’ACQUA MARINA. L’acqua è calda, soprattutto nei mesi più caldi dell’anno (luglio e agosto), settembre compreso. Nelle ore centrali della giornata la temperatura può arrivare a 30 gradi, ottima per coloro che amano fare lunghi bagni.  la temperatura è stata rilevata con un orologio subacqueo professionale. Possono essere però presenti variazioni improvvise, causate dalla presenza di acqua dolce fredda che dalla costa si immette nel mare. Una sensazione davvero particolare.
LO SNORKELING. Il consiglio è quello di portare con voi maschera e pinne. Il mare è molto trasparente. Il fondale però non offre molto da vedere. Interessante è osservare la zona dell’isolotto che si trova a circa un centinaio di metri dalla costa. Potrete vedere banchi di pesci e alghe di varie specie. Potete anche nuotare vicino alla costa, nella zona della scogliera. 

NESSUNA ASSISTENZA AI BAGNANTI.La spiaggia è libera, per cui non è prevista alcuna assistenza ai bagnanti in caso di pericolo. Per cui prestate molta attenzione quando nuotate e vi allontanate dalla costa.  In Puglia è possibile trovare alcune spiagge dove è presente l’assistenza ai bagnanti diversamente abili. In questo caso però non è prevista, anche perché troverete nemmeno quella per le persone “normodotate”. Comunque è sempre bene informarsi, anche cercare in rete (nel tempo i servizi offerti sulle spiagge possono cambiare). 

L’OMBRELLONE . E’ un elemento necessario per il mare pugliese . Il sole durante la bella stagione è veramente forte, soprattutto nelle ore centrali della giornata. Piantarlo però può essere problematico, considerata la ridotta presenza di sabbia e la scogliera che la circonda.

 

I CUMULI PER PIANTARE GLI OMBRELLONI. La spiaggia è composta sia di sabbia, sassi e rocce. Per questo motivo non è semplice trovare un buon posto per piantare l’ombrellone. La soluzione può essere quella di creare un cumulo di sassi presi nei dintorni, oppure utilizzare i cumuli di sassi già pronti, lasciati da altri bagnanti. 

LA BASE IN PLASTICA . Piantare l’ombrellone su questa spiaggia può essere un problema, data la presenza di poca sabbia, e sassi e rocce. Per questo motivo, può essere utile portare con voi una base in plastica da riempire con acqua di mare, ove poter mettere il vostro parasole. Potrete anche utilizzarlo per “stendervi” sugli scogli.

LE SDRAIO E I LETTINI . Sulla spiaggia e la scogliera non sono presenti stabilimenti, per cui se non siete abituati ad utilizzare il telo da mare, o il materassino in gomma, allora dovrete portare con voi il lettino  o una sdraio. Ricordate l’arenile è composto da sabbia, sassi e rocce, per cui potrebbe tornarvi utile potere prendere il sole su qualcosa di morbido. 

NESSUN ORMEGGIO PER LE IMBARCAZIONI. Non è presente alcun ormeggio per le imbarcazioni. E possibile avvicinarsi alla costa, sempre nel rispetto delle distanze sull’utilizzo dei natanti a motore. Il fondale consente di avvicinarsi alla spiaggia, facendo però bene attenzione ad eventuali scogli affioranti. Un buon attacco può essere vicino all’isoletta che si trova di fronte alla spiaggia. E abbastanza distante per arrivarci con il motore acceso e l’acqua è alta. Ricordate però che saliere sull’isola è sconsigliato. Oltre ad essere piccola, presenta rocce estremamente appuntite e taglienti.
NESSUNO SCIVOLO PER LE IMBARCAZIONI. Non è presente alcuno scivolo per la imbarcazioni, anche perché non è possibile arrivare con mezzi a motore dalla zona del parcheggio. Per cui sarà possibile portare kajak, canoe, piccoli canotti gonfiabili esimili, ma nulla di più grande.
ISOLA DEL TESCHIO. Si trova di fronte alla spiaggia del frascone a circa un centinaio di metri dalla spiaggia. Si tratta in realtà di uno scoglio piatto di medie dimensioni, molto piatti. Salirci sopra non è consigliato in quanto le rocce sono appuntite e taglienti. La cosa migliore da fare è quella di nuotarci intorno per osservare il fondale con la maschera e tubo.
LA FONTE ACQUA DOLCE . Una caratteristica di questa spiaggia è la presenza di una fonte di acqua dolce che sgorga dalle rocce e si immette nel mare. È molto fredda, e si trova in uno dei punti più bella di questa zona. Le persone infatti tendono a sistemarsi con teli da mare e ombrelloni sulle rocce che la circondano. Fare il bagno qui è molto piacevole, soprattutto quando fa molto caldo. Entrare in acqua può essere difficoltoso, soprattutto per coloro che sono stati esposti molte ore al sole. Basta nuotare un po’ per acclimatarsi, ed allontanandosi, il freddo tende a scemare e l’acqua calda del mare prevale sul quella dolce.

LA SABBIA.La spiaggia non ha una spiaggia molto grande. La zona infatti è prevalentemente scogliosa. L’arenile presente però ha la particolarità di essere composto per la maggior parte di piccole conchiglie. Per poterle osservare basta prendere una manciata tra le mani oppure avvicinarsi con il viso. Nelle immagini si può vedere bene questa caratteristica. Lasciatele dove sono. Ricordate che siete in una riserva integrale e non si può toccare o portare via nulla.
I SENTIERI BATTUTI.  Alle spalle della spiaggia e della scogliera, troverete una serie di sentieri in terra (e sabbia) battuta. Il fondo è buono, e sono facilmente percorribili. Si snodano per e vi consentono di raggiungere altri posti e spiagge della costa, senza dover camminare sulla scogliera. Come già indicato, sono percorribili anche in bicicletta (meglio mountain bike). Da qui potete anche visitare la vicina “palude del capitano, che si trova poco distante dalla spiaggia del Frascone.
LE BICICLETTE. Laspiaggia è adatta anche per coloro che usano le due ruote. Infatti intorno alla stessa sono presenti una serie di sentieri in terra battuta che consentono di pedalare per chilometri, e di scoprire sia la zona delle dune basse, che di raggiungere anche altre spiaggia. Nonostante non siano percorsi tecnici (i sentire sono praticamente piatti), è sempre meglio utilizzare le mountain bike invece delle bici da passeggio.

IL VENTO .  La ventilazione dipende ovviamente dalle condizioni climatiche. In questa zona il vento è comunque quasi sempre presente, e può essere anche molto intenso, grazie anche all’assenza di ostacoli naturali che blocchino o riducano la circolazione dell’aria. La cosa è comunque positiva, poiché il sole durante la stagione estiva è veramente forte, e senza vento restare sulla spiaggia può essere davvero faticoso. 

LA TEMPERATURA ESTERNA. E’ certamente influenzata dalla stagione e dalle condizioni climatiche del periodo o giorno in cui vi recate sulla spiaggia. Ricordate però che durante l’estate, e comunque tra luglio e settembre, in Pugliapuò fare davvero molto caldo. Per cui se soffrite le “alte temperature” e non volete trascorrere tutto il tempo in acqua, allora è meglio scegliere unagiornata ventilata. Vi aiuterà a sopportate meglio la permanenza sulla spiaggia. Un consiglio è quello di trovare un buon posto sulla scogliera, lontano dalla insenatura dell’arenile. Qui la circolazione dell’aria è assicurata, soprattutto nelle ore centrali della giornata.
L’UMIDITA’ In genere in questa zona, l’umidità ambientale è abbastanza bassa, grazie alla ventilazione costante.
LE CALZATURE CONSIGLIATE.Per la spiaggia vanno bene le classiche ciabatte da mare o le infradito. Se invece volete camminare sulla scogliera, e muovervi agilmente senza pericoli, allora è meglio utilizzare le scarpe da scoglio che migliorano la presa sulle rocce. Eviterete di ferirvi i piedi.
IL CAPPELLO. Il sole in Puglia non perdona, soprattutto durante le ore centrali della giornata. Per questa ragione se non usate l’ombrellone o se amate passeggiare sugli scogli o sulla spiaggia, indossatelo. Eviterete il rischio di un’insolazione. Molto importante per i bambini. Può andare bene anche un foulard o la classica “bandana”.
GLI OCCHIALI DA SOLE. Può sembrare un consiglio superfluo, ma ricordate di indossare gli occhiali da sole. L’irraggiamento solare è davvero forte durante l’estate e nelle ore centrali della giornata. Bisogna anche fare i conti con il riflesso dei raggi solari sul mare, anche nelle ore del tramonto. Per cui portateli con voi.

LA CREMA SOLARE.  È molto importante portare con voi una crema solare con un coefficiente di protezione molto alto. Il sole in Puglia, durate la stagione estiva, è molto forte, e le ustioni, anche gravi sono dietro l’angolo. Inoltre deve essere molto resistente all’acqua, visto che il mare è invitante e i bagni sono molto frequenti. È molto importante per i  bambini. Non scendete sotto il coefficiente di protezione “50”. Il sole non perdona.
L’OMBRA NATURALE . Se non volete usare un ombrellone, o non lo avete, esiste un punto sulla spiaggia in cui e possibile trovare dell’ombra naturale, creata dagli alberi di tamerici. Si trovano nella parte sinistra dell’arenile, guardando il mare. È un tratto non molto lungo e stretto, è soprattutto nel pomeriggio, troverete riparo dal sole. Ovviamente dovete arrivare presto, altrimenti tutti i posti saranno occupati. Di seguito l’immagine del particolare che vi interessa.
IL TRAMONTO. Se avete tempo vi piace vedere il sole tramontare nel mare, questa spiaggia è adatta a voi. È rivolta ad ovest, per cui potrete osservare il nostro astro scendere verso il mare. 
LE PIANTE. Nella zona che circonda la spiaggia troverete la tipica macchia mediterranea. Si tratta prevalentemente di lentisco. Degne di nota sono gli alberi di Tamericio, ben visibili, e che si affacciano quasi sull’acqua. È presente anche qualche pianta di fico, addossata ad una struttura in muratura abbandonata.
NON RACCOGLIERE LA FLORA SPONTANEA. È buona regola osservare la flora del luogo, ma evitate di raccogliere piante e fiori. Ricordate che siete in una Riserva Integrale.
DOVE MANGIARE. Per mangiare avete due possibilità. Potete portare con voi qualcosa “da casa” oppure acquistare panini o altro presso il bar -, ristorante che si trova prima di arrivare sulla spiaggia. Bere un caffè o mangiare un gelato non sarà un problema. Qui vendono anche le bottiglie d’acqua ed altre bevande. E’ alla vostra destra guardando il mare, sul grande spiazzo che caratterizza la spiaggia del Frascone.
I CARTELLI.  La spiaggia si trova in una riserva integrale per cui devono essere rispettate una serie di regole di comportamento. Troverete un cartello con alcune indicazioni sui comportamenti vietati e quelli regolamentati. 
RACCOGLERE I RIFIUTI. Può sembrare una raccomandazione superflua, ma ricordate di non lasciare in giro i rifiuti. Sono presenti una serie di bidoni per la raccolta differenziata che vi torneranno utili.
I SERVIZI IGIENICI. Sulla spiaggia troverete anche i servizi igienici. Come si vede dalle immagini si tratta di impianti temporanei, che possono essere facilmente rimossi o trasportati. Li troverete alla vostra sinistra, una volta arrivati sulla spiaggia. Sono visibili ma lontani dall’arenile.
I SERVIZI IGIENICI PER PERSONE DIVERSAMENTE ABILI. Per quanto è dato sapere, sono presenti anche questo tipo di servizi igienici. Come sopra indicato si tratta di impianti temporanei, con strutture in platica, dedicate alle persone normodotate.
IL CAMPER .  Potete raggiungere la spiaggia anche con il camper ma vi dovrete necessariamente fermare nel parcheggio. Infatti i veicoli non possono raggiungere l’arenile, come avviene in altri punti della costa. 
IL PARCHEGGIO VEICOLI.  Potete  lasciare i vostri veicoli che nell’ampio parcheggio dal quale poi raggiungete la spiaggia. Nonostante le dimensioni, cercate di arrivare presto, soprattutto nei mesi centrali della stagione estiva (luglio e agosto), poiché la spiaggia è molto conosciuta e frequenta, e lo spazio si esaurisce presto. Verificate sempre se sia richiesto il pagamento di una tariffa oraria per la sosta, quanto in certi periodi (es. Settembre), il parcheggio è gratuito. E’ visibile nell’angolo dell’immagine che segue, nell’angolo in alto sinistra.
CONNESSIONE CELLULARE ED INTERNET. Non ci sono problemi per quanto riguarda la ricezione del cellulare e la connessione internet. Questa spiaggia si trova comunque vicina a zone abitate. Ovviamente la stabilità del segnale potrebbe dipendere solo dal vostro operatore telefonico, o dalla qualità del vostro apparecchio. .
Ai prossimi appunti di viaggio.
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ITALIA – REGIONE ABRUZZO – PARCO DELLA MAIELLA: L’EREMO DI SAN BARTOLOMEO IN LEGIO.

QUOTA INIZIALE  – 800 mt s.l.m

QUOTA FINALE    800 mt. s.l.m

DISLIVELLO TOTALE 70 mt. s.l.m. nel vallone 

LUNGHEZZA PERCORSO: 9 km circa

TEMPO NECESSARIO A/R – circa 4 ore. 

DIFFICOLTÀ: Facile

COORDINATE GPS – EREMO DI SAN BARTOLOMEOSe volete raggiungere l’eremo con il vostro navigatore, potete anche inserire le seguenti coordinate GPS. Non necessitano di connessione alla rete internet, ma solo alla rete satellitare GPS. 

42°10’54″N  –   14°02’20,33″E

DOVE SI TROVA – GOOGLE MAPS – L’Eremo si trova in Abruzzo, nel Parco Nazionale della Majella, nella zona del comune di Roccamorice. Di seguito la mappa interattiva di GOOGLE MAPS che vi consentirà di raggiungere la vostra meta utilizzando il vostro dispositivo come un navigatore GPSovunque vi troviate. Per calcolare il percorso cliccate sulla freccia blu sulla mappa. Ricordate che nell’angolo sinistro in basso è presente la versione “Earth” della mappa. In questo caso le indicazioni di riferiscono alla frazione di Decontra, da cui inizia il sentiero che vi condurrà all’Eremo.

Di seguito l’immagine risultante tra la sovrapposizione della traccia gps del percorso e Google Earth, che vi daranno subito l’idea della zona in cui effettuerete l’escursione. 

Qui sotto troverete il link del percorso consultabile ed utilizzabile su “Mymaps” di Google e sulla relativa app. Cliccate e verrete indirizzati sulla pagina specifica. 

MY MAPS – MAPPA PERCORSO EREMO DI SAN BARTOLOMEO IN LEGIO 

IL PANORAMA. La vostra escursione ha inizio avendo la possibilità di osserva un panorama di tutto rispetto. Ricordatevi che camminerete ai piedi del massiccio della Maiella

 

 

LA DIFFICOLTA’ DELL’ESCURSIONE. Rientra tra quelle considerate facili. Non ci sono problemi particolari nel percorso proposto, in quanto si effettua prevalentemente su sentieri abbastanza larghi, con un fondo in pietra e terra. Le difficoltà invece sono presenti solo in una parte nel suddetto percorso, quando si arriva alla gola dove è presente l’eremo di San Bartolomeo. Qui c’è un tratto da percorrere in discesa all’andata e in salita al ritorno, poiché si tratta di un percorso ad anello, dov’è bisogna fare attenzione a non scivolare e cadere. Non ci sono quindi oltre questo passaggi particolari io horischi di sorta. Ovviamente come sempre la difficoltà di un percorso è calcolata anche sull’esperienza e sulle condizioni personali. In genere è facile vedere intere famiglie che lo effettuano, per cui evidentemente è adatto un po’ per tutti. 

LA DISTANZA DA PERCORRERE.  E’ di circa 9,100 km , calcolata tramite il navigatore gps. 

IL DISLIVELLO. l’escursione si svolge prevalentemente in una zona pianeggiante, a circa 800 mt sl.m., per cui non dovrete fare una grande fatica nel camminare. L’unica parte del percorso dove invece il dislivello è più  marcato, è quello che riguarda la discesa e la risalita (che vi porterà al’Eremo) nella grande frattura nella roccia. Qui passere dai circa 800 dell’inizio della discesa, ai 730  mt. s.l.m.del fondo del burrone. Nulla però di veramente impegnativo.  L’escursione infatti è adatta anche per i bambini.

 

 

 
 

LE PREVISIONI METEREOLOGICHE.  Di seguito troverete un box meteo con le previsioni del tempo riferite alla zona di Caramanico Terme  su base settimanale, con fasce orarie,  aggiornate in tempo reale.  Cliccando sul giorno della settimana in cui intendete effettuare l’escursione, potrete verificare con esattezza la situazione metereologica prevista nell’arco dell’intera giornata. Questo vi consentirà di organizzare la vostra escursione con il tempo migliore. Prendete bene in considerazione questo strumento, perché in montagna con il meteo non si scherza. In caso di pioggia evitate le escursioni. 

IL PERIODO MIGLIORE PER EFFETTUARE LA VISITA .  Per effettuare la visita all’Eremo, il periodo migliore è quello che va del mese di maggio a ottobre. Durante l’inverno in questa zone va molto freddo e può nevicare anche copiosamente. Durante i mesi più caldi dell’anno (luglio e agosto) può fare molto caldo soprattutto durante le ore centrali della giornata.  Nelle ore centrali la temperatura dell’aria può arrivare anche a 30 gradi e il sole è implacabile. Ricordare inoltre che la passeggiate è praticamente tutta su sentieri scoperti e pochissimo bosco.

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LA FRAZIONE DI DECONTRA

IL PARCHEGGIO DEI VEICOLI. Non avrete particolari problemi per parcheggiare i vostri mezzi a motore. Nella frazione di Decontra troverete numerosi spazi per le due e quattro ruote. Sono tutti gratuiti. Non si tratta di aree dedicate, ma dei bordi della strada o spiazzi allo scoperto. Nei periodo maggior affluenza
di turisti, potreste avere qualche difficoltà nel trovare parcheggio. 

IL CAMPER. Se vi spostate in camper, non ci sono problemi. Il sentiero proposto inizia dalla frazione di Decontra, che può essere facilmente raggiunta anche con questi mezzi grandi e qualche volta ingombranti. Qui infatti sono presenti vari spazi dove è possibile lasciarli. Non si tratta di veri e propri parcheggi, ma di aree libere dove poter fermarsi. Se vi spostate in tanti, tipo carovana, allora potresti avere qualche difficoltà per poter lasciare il vostro veicolo. Ricordatevi però che non ci sono a Decontra aree sosta o altro
attrezzate, per cui dovete fare tutto in autonomia se decidete di restare con il vostro camper. Qualora invece vogliate cercare un posto attrezzato, potete recarvi presso il vicino borgo di Caramanico Terme. 

LA RICEZIONE TELEFONICA ED INTERNET.  La zona in cui si trova l’Eremo e abbastanza
distante dai principali centri abitati, per cui la ricezione telefonica e internet potrebbe non essere ottimale. Dipende anche dal vostro operatore telefonico. Per questo motivo partite dal presupposto che potreste non potere usare il telefono per alcune ore, oppure in alcuni tratti del percorso.  

DOVE MANGIARE. Per mangiare, bere o altro,  dovete necessariamente organizzarvi
da soli
.
In questa zona infatti non sono presenti rifugi chioschi o altro dove poter acquistare generi alimenta ri caffè gelati e così via. Per questa ragione ricordatevi devo portare qualcosa con voi almeno di energetico, per poter affrontare la fatica. Potete eventualmente vedere se sulle vie principali che portano in questa zona sono presenti furgoncini che vendono questo tipo di prodotto. Ma una volta giunti a Decontra, ricordatevi che non poter acquistare nulla, se non prendere l’acqua alla grande fontana presente all’inizio di questa frazione.

DOVE ALLOGGIARE. Se volete soggiornare qualche notte in questa zona, un centro abitato ben organizzato, potete recarvi Caramanico Terme, uno dei borghi più belli d’Italia, dove sono presenti molte strutture alberghiere e bed & breakfast, con prezzi per tutte le tasche. Si trova praticamente a ridosso del centro visite del parco della Maiella. 

I SERVIZI IGIENICI. Ricordatevi che non incontrerete alcun servizio igienico durante il percorso, per cui in caso di necessità, dovrete affidarvi alla natura che vi circonda. Per questa ragione prima di partire provvedete alle vostre necessità fisiologiche. Particolare attenzione ai bambini, e agli anziani e a tutti coloro per ragione di salute devono recarsi al bagno di frequente. 

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IL SENTIERO SCOPERTO

IL SENTIERO ALL’APERTO. Il percorso è prevalentemente su un terreno scoperto. In pratica circa il 90% di tutta la strada che percorrerete non è protetta da vegetazione o alberi. Questa è una caratteristica della zona. Gli alberi si trovano in genere a quote superiori.

ATTENTI A NON PERDERVI . Il sentiero è ben segnalato, per cui per perdevi dovete metterci impegno. Essendo quasi tutto all’aperto, e su passaggi che sono in pratica della strade, non  perderete facilmente l’orientamento (come può invece avvenire all’interno di unbosco). Nella peggiore delle ipotesi potete anche chiedere informazioni ad altri escursionisti. Potreste anche caricare sul telefono delle mappe offline della zona. Usando il segnale gps dello smartphone raggiungere l’eremo non sarà complicato. 

LE CARTE GEOGRAFICHE. Una buona regola da seguire, è quello di dotarsi sempre e comunque di una carta geografica della zona, al cui interno devono essere segnalati tutti isentieri che vengono percorsi in quella determinata zona. In caso di difficoltà, la consultazione è una mappa del genere, mi consentirà facilmenteil poter utilizzare le indicazioni dei cartelli posti lungo il sentiero, potendo facilmente tracciare il percorso da seguire per raggiungere il nostro obiettivo o per tornare al punto in cui siete partiti. Questa mappe è in generepossono essere acquistare direttamente il principale centri abitati della zona, oppure presso il centro informazioni del Parco della Majella che si trova nel centro abitato di Caramanico Terme, un borgo molto antico nella zona della Maiella.

IL TEMPO NECESSARIO ESCURSIONE. Camminando tranquillamente e visitando con tutta
calma l’Eremo, avrete bisogno di circa 4 ore per completare il percorso proposto. Per cui se decidete di iniziare la passeggiata nel primo pomeriggio, calcolate bene l’orario del tramonto, per evitare di trovarvi per strada di notte. Non esiste alcuna illuminazione le tenebre possonofavorire l’incontro con animali quali lupo ed orso. Per cui attenzione.

LA PREPARAZIONE FISICA. Il sentiero è semplice da percorrere, per cui non richiede una particolare preparazione fisica. Ricordate comunque che si cammina per circa 9 km, è che nella bella stagione può fare anche molte caldo. Il sole poi non perdona. Per cui se siete “amanti del divano”, allora valutate bene se affrontare questa escursione o meno. Potreste trovarvi in difficoltà, soprattutto nella parte in cui si scende e si sale nella spaccatura porte poi all’Eremo stesso. 

LA CREMA SOLARE. Durante la vostra escursione, è molto importante che portiate con voi della buona crema solare. Infatti durante la bella stagione, il cielo è libero dalle nuvole,  e l’irraggiamento solare è notevole. Scottarsi anche in maniera seria può essere molto facile, soprattutto perché nelle giornate più fresche e ventilate, potreste non percepire immediatamente il calore sulla pelle. Questa raccomandazione importante degli adulti, e soprattutto indicata per la tutela della salute dei bambini. Sempre nel vostro zaino.

 
GLI OCCHIALI DA SOLE. Quando effettuare l’escursione, ricordare di portare con voi sempre un buon paio di occhiali da sole. La motivazione è semplice. Questo percorso si svolge prevalentemente su un sentiero scoperto. Nelle giornate di sole, il riverbero dei raggi può essere davvero forte e dannoso per gli occhi. Nelle giornate ventose, non essendoci praticamente protezione offerta dagli alberi, l’aria potrebbe asciugarmi rapidamente agli occhi. Tornano particolarmente utili nella parte del sentiero coperta, quella che si trova in prossimità della gola dove è presente l’eremo. Sono presenti molti arbusti e piante alte ed alberi. È facile che qualche ramo e foglia possono raggiungere gli occhi. Per cui se non amate portarli, almeno mettete all’interno dello zaino, o in tasca.
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IL SENTIERO AL COPERTO. 
 
IL SENTIERO NEL BOSCO. La parte del sentiero coperta della vegetazione è modesta. Si tratta di circa un 10% dell’intero percorso. Si trova nella zona iniziale della passeggiata, nella parte della spaccatura in cui è ubicato l’Eremo, e nella parte finale, in pratica in prossimità del punto di ritorno.
 

LE CARATTERISTICHE DEL FONDO DEL SENTIERO. Il fondo dei sentieri sono tutti in terra battuta, con la presenza di pietre e sassi. Camminarci sopra non presenza particolari problemi. L’unica parte a cui fare attenzione è quello della discesa e della risalita della spaccatura in cui si trova l’Eremo. Qui il sentiero può essere scivoloso a causa della presenza del ristagno di umidità dovuto alla presenza delle piante o di eventuali piogge. Per cui attenzione soprattutto quando affrontate la discesa e la risalita. Per il resto non incontrerete problemi. 

L’AFFOLLAMENTO. Il sentiero è molto conosciuto, ed è un classico della zona del parco della Maiella. Per questo motivo potreste incontrare durante il vostro cammino gruppi nutriti di persone, soprattutto nella zona dove si trova l’eremo di San Bartolomeo. Comunque in genere l’affollamento è anche condizionato da l‘orario in cui effettuate la vostra escursione e la stagione. In genere durante la mattina il sentiero è più battuto.

IL BASTONE. in genere per effettuare le escursioni in montagna, sarebbe buona norma portare con sé un bastone in legno o in metallo, nonché eventualmente anche i bastoncini utilizzati per il nordic walking. Questo tipo di escursione però non presenta particolari problemi. Per questa ragione se non siete propensi a portarli con voi, potreste anche lasciarli a casa. Eventualmente  potreste mettere nello zaino quelli telescopici o montabili, da tirare fuori all’occorrenza. Vi tornerebbero utili nel unico passaggio, abbastanza lungo, del sentiero che si insinua all’interno della gola che vi consente poi di raggiungere l’eremo di San Bartolomeo. Il sentiero è però molto stretto e circondato da piante. Utilizzare i bastoni in questo caso potrebbe non essere molto agevole. Incontrando anche altri escursionisti, potrete notare che praticamente quasi nessuno li utilizza. Ovviamente però dipende dalle vostre abitudini. Meno peso portate con voi e migliore sarà la vostra passeggiata.

IL CAPPELLO. Ricordate di portare sempre con voi un copricapo. Durante la stagione invernale il freddo è molto intenso, ed il vento si fa sentire. Durante quella estiva invece il sole è implacabile, e nelle ore centrali della giornata, è davvero fortissimo. Considerate che questo tipo di escursione si effettua quasi del tutto sul terreno scoperto, senza la protezione degli alberi se non in un breve tratto ti all’andata che al ritorno. Per cui portate con voi qualcosa per evitare colpi di calore. un buon consiglio è quello di portare anche un foulard da poter mettere sotto il cappello, per potervi il collo dai forti raggi solari. Ovviamente degli uomini privi di capelli, questo consiglio è praticamente obbligatorio. Le ustioni sono dietro l’angolo. 

IL FOULARD. Quando si cammina in montagna, è buona norma portare con sé sempre un fazzoletto o un foulard, per proteggersi il collo sia dal sole cocente che eventualmente dal freddo e dal vento. Il fazzoletto di cotone poi può essere anche utile per asciugare il sudore, durante le passeggiate impegnative, e nelle escursioni effettuate durante giornate particolarmente calde.

LA GIACCA A VENTO. Portate con voi nello zaino sempre questo capo di abbigliamento, oppure per una giacca a vento leggera. Nella stagione estiva, non vi serviranno certamente per proteggervi dal freddo, visto che questa escursione si svolge a quote relativamente basse. Ma nel caso in cui dovesse piove, è d’obbligo ricordare che il tempo può cambiare improvvisamente, e le piogge anche molto forti possono essere dietro l’angolo. In questo caso inoltre le temperature possono crollare anche di decine di gradi in pochi minuti. Per tale ragione portate sempre qualcosa che vi consenta di proteggere sia dalla pioggia, che dal freddo.

LE SCARPE. Per l’effettuazione dell’escursione, non sono necessarie calzature particolari. I sentieri da percorrere sono agevoli, per cui andranno bene scarpe da trekking leggere e, oppure un buon paio di scarpe da ginnastica, tipo running. Evitate scarponi da montagna, che in questo tipo di passeggiata mi sarebbero solamente d’intralcio, e francamente del tutto inutili. Se decidete però di utilizzare le scarpe da ginnastica, evitati accuratamente quelle che hanno il fondo liscio (come quelle da tennis). Il motivo è semplice. Nel sentiero proposto, è presente un passaggio abbastanza lungo, in discesa all’andata, e poi in salita al ritorno, tra le piante. Qui il terreno grazie all’ombra offerta dalla posizione e dalle
piante, tende a trattenere l’umidità, soprattutto dopo la pioggia, e il terreno può essere leggermente fangoso. Con le scarpe che hanno poca resistenza all’attrito sul terreno, potresti rischiare di scivolare e di cadere.

I PANTALONI. L’abbigliamento è legato certamente alla stagione nella quale effettuate questo l’escursione. Ricordatevi però che durante la stagione invernale in questi luoghi fa veramente freddo, ed inoltre è facile che sia presente la neve. In estate invece, o comunque durante la bella stagione, le temperature possono diventare veramente alte, per cui potreste optare per un pantalone corto, invece di quelli lunghi, che proteggono di più, ma sono certamente molto più caldi. Il sentiero però si snoda in alcuni punti tra le piante basse, per cui con le gambe nude e con le calze corte, è facile potersi graffiare. Per questa ragione, se decidete di utilizzare i pantaloni corti, potreste valutare anche l’idea di portarvi nello zaino un paio di pantaloni lunghi leggeri, nel caso in cui nel camminare trovaste problemi con le piante basse e spinose. Chi vi scrive in genere utilizza pantaloni lunghi, di tipo tecnico, proprio per evitare questo problema.

I CANI. La passeggiata è adatta anche agli amici a quattro zampe. ricordatevi però che si tratta sempre di coprire una distanza di circa 10 km, con un percorso praticamente tutto al sole durante la stagione estiva, e con un fondo in pietre e sassi, con la presenza in alcuni passaggi tra piante basse e spinose. Evitate di portare con voi animali molto giovani, troppo anziani, o comunque da salotto, cioè praticamente abituati a stare sul divano. Potrebbero incontrare problemi nel seguirvi.

PORTARE ACQUA PER I CANI. Ricordate di portare con voi l’acqua anche per il vostro amico a quattro zampe. Durante l’escursione non troverete fontane né per le persone né degli animali. In realtà durante il percorso proposto è presente un fontanile in pietra utilizzato per far bere i cavalli le pecore ed altri animali, ma l’acqua è piena di insetti, di girini, in qualche caso anche di piccoli serpenti. Per questo motivo è meglio che portiate con voi comunque l’acqua per il vostro animale. Avete anche la possibilità di poter riempire le bottiglie per il cane, anche con l’acqua fresca presente all’inizio di questo percorso che si trova nella frazione di Decontra, da cui partirete, e dove lascerete i vostri veicoli. Si tratta di acqua potabile anche per le persone.

I CANI AL GUINZAGLIODurante l’escursione potreste incontrare molte persone o gruppi, che come voi camminano per il sentiero. Per questo motivo controllate bene il vostro cane, per evitare che possa creare problemi ad altri escursionisti. Questa regola è fondamentale soprattutto una volta giunti all’Eremo, dove la presenza di altre persone può essere elevata. Qui usate il guinzaglio per il vostro animale, ed in particolare all’interno della struttura sacra. 

L’UMIDITA’. L’umidità ambientale è legata alle condizioni climatiche. In genere però la zona non è molto umida grazie alla presenza costante del vento dalla quasi totale assenza di vegetazioni o boschi durante il percorso. Non troverete quindi l’effetto “cappa” generato dalle presenza di acqua nell’aria. Non faticherete quindi a respirare.

 

LE PERSONE DIVERSAMENTE ABILI. Per quanto concerne le persone con diversa abilità, al fine di poter valutare se questa escursione sia adatta a un loro, bisogna considerare quali siano le effettive condizioni fisiche delle stesse. Il percorso si snoda per circa 9 km, allo scoperto, tranne una piccola parte. Nonostante sia prevalentemente pianeggiante, alcuni passaggi richiedono molta attenzione, e condizioni fisica normali. Per questa ragione prima gli affrontare un simile percorso, è necessario prendere in considerazione questi aspetti. Evitare accuratamente comunque di avventurarvi la soli, e fatevi accompagnare da chi eventualmente vi può prestare assistenza in caso di necessità.

GLI INSETTI PERICOLOSI – I TAFANI. Durante la passeggiata troverete come sempre qualche insetto fastidioso
che vi raggiungerà intorno. Veri e propri insetti pericolosi non ne incontrerete,
salvo qualche raro caso. Il problema vero e proprio è dato dalla presenza di molti tafani, molto aggressivi, che notoriamente succhiano il sangue da animali quali cavalli pecore capre e così via. Nelle zone aperte praticamente non si vedono, ma come attraverso rete qualche spazio nel bosco, o in mezzo comunque alle piante, si faranno vedere. Fate molta attenzione a queste “mosche giganti”, perché la loro puntura è davvero dolorosa e in alcuni casi può creare anche problemi di shock anafilattico. Se prendete un fazzoletto, un cappello, ho un altro panno qualsiasi, muovetelo intorno a voi in continuazione, così come fanno gli
animali qual i cavalli che hanno la coda, per scacciarli. Controllate sempre le gambe se indossate pantaloncini corti, perché lì che tendono a colpire maggiormente. Per le persone particolarmente sensibili che hanno problemi con le bolle provocate dalle zanzare, portate che voi qualche crema a base di cortisone la mettere su un eventuale puntura ricevuta. Potete provare anche a coprire le parti scoperte con repellenti antizanzare. Particolare attenzione ai bambini.

 

GLI INSETTI PERICOLOSI  – LE VESPE. Quando vi avvicinate le fonti d’acqua, soprattutto quelle artificiali, come quella che si trova all’inizio dell’abitato di Decontra, o il fontanile durante il cammino, fate molta attenzione alle vespe. Questi imenotteri sono soliti raggrupparsi in questi punti per potersi dissetare. Ricordare bene che sono insetti molto aggressivi, i quali però se non molestati, non vi daranno fastidio. Particolare attenzione quando dovessero essere presenti in gruppo. Non li provocate nella maniera più assoluta, poiché la loro reazione è fulminea e non si intimidiscono facilmente. Ovviamente l’attenzione deve salire in caso di presenza di bambini, i quali potrebbero non percepire immediatamente il pericolo.

IL REPELLENTE PROTETTIVO CONTRO GLI INSETTI. Durante l’escursione potreste incontrare qualche zanzara. Si possono trovare più facilmente nella parte coperta del sentiero, in particolare in quella parte che consente di attraversare la spaccatura che poi porta all’Eremo di San Bartolomeo. Per cui se siete particolarmente sensibili a questi insetti, il consiglio è quello di portare con voi un prodotto repellente per prevenire le punture. per i soggetti più sensibili, e forse il caso anche di portare un prodotto tipo crema, per lenire il dolore di eventuali punture.

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LE CAPANNE DI PIETRA

LE CAPANNE DI PIETRA. Durante la vostra escursione passerete in prossimità una serie di “capanne di pietra”, di cui è di fatto disseminata questa zona. Queste costruzioni, alcune delle quali molto antiche, sono la testimonianza dell’attività dei pastori in queste zone, e alla loro vita (spesso durissima) passata tra queste montagne. Sono il frutto dello “spostamento” con la sola forza delle braccia di centinaia di migliaia di pietre, per ripulire il terreno per consentire sia il pascolo degli animali che le attività agricole. Questo tipo di strutture sono chiamate a “tholos” e nella loro struttura originaria, ricordano molto i più famosi “trulli” presenti in Puglia. Ritornando al punto di partenza di questo percorso (Decontra), incontrerete “l’Ecomuseo”,(vedere le foto di seguito), un testimonianza a cielo aperto di come dovevano apparire in passato queste capanne di pietra. Si tratta di ricostruzioni di un passato oramai scomparso, utilissime a comprendere il contesto antropologico di questa zona.

LA VISITA GUIDATA. L’escursione può essere effettuata anche l’ausilio dei guide autorizzate. Può essere molto utile rivolgersi a questi professionisti, per una serie di motivi.
L’ottima conoscenza del territorio e dei sentieri da seguire. L’assistenza in caso di necessità. Divulgazione di aspetti storici e naturalistici dei luoghi che attraverserete. Queste visite però vengono effettuate in gruppi abbastanza numerosi. Per cui se amate la compagnia sarà una buona occasione per fare nuove conoscenze. Sono a pagamento

Interno di una capanna di pietra
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I CARTELLI E SEGNALI SU PIETRA

I CARTELLI E LA SEGNALETICA SUL PERCORSO. Incontrerete numerosi cartelli che vi indicheranno la strada da seguire. Sono molto importanti, perché oltre ad evitare di perdervi, indicheranno anche il tempo necessario per raggiungere il vostro obiettivo. Ricordate sempre che su questi cartelli non troverete mai i chilometri che vi separano dalla meta, ma solo il tempo necessario. il motivo sta nel fatto che la conformazione del terreno, le variazioni di quota, ed altri fattori, influiscono non poco sul tempo necessario per percorrere un certo tratto. Per questo motivo, anche pochi chilometri potrebbero essere percorsi in molto tempo o viceversa. Una raccomandazione fondamentale, è quello di tenere da conto solo le indicazioni ufficiali indicate sui cartelli stessi. Diffidate sempre di eventuali ulteriori sovrapposizioni scritte a amano, perché potrebbero essere fuorvianti e pericolose. Inoltre ricordate sempre bene il numero del sentiero che state percorrendo. Nel caso particolare l’eremo di San Bartolomeo è ben indicato per cui quando avrete nessun problema a raggiungerlo.

 

CARTELLO ESPILICATIVO ALL’EREMO. Una volta arrivati all’Eremo, troverete nella zona antistante alla costruzione, un cartello metallico, che vi illustrerà alcuni aspetti fondamentali nella storia dell’Eremo stesso.

 

 

 

LE BICICLETTE. Per quanto riguarda l’utilizzo delle biciclette, parte di questo sentiero può essere percorso anche con una buona bicicletta da mountain bike, evitando però l’utilizzo di biciclette da passeggio. Sarete però comunque obbligati ad un certo punto a lasciare il vostro mezzo, per raggiungere l’eremo di San Bartolomeo, in quanto una parte del sentiero, come già specificato, è molto stretto tra le piante con una discesa ed una salita molto ripide. Anche per coloro che sono più esperti nell’utilizzo delle due ruote, questo sentiero
diventerebbe impraticabile. Ci sono sempre molte persone, per cui il rischio è quello di provocare un incidente. Se siete disposti a lasciare la vostra bicicletta all’inizio della parte del sentiero che porta direttamente all’Eremo, allora potrete tranquillamente utilizzarla per percorrere il resto del tragitto.

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IL VALLONE CHE PORTA ALL’EREMO

NESSUN PASSAGGIO PERICOLOSO. In questo percorso non ci sono passaggi particolarmente impegnativi, tranne la discesa e la risalita nella profonda spaccatura in cui si trova l’Eremo di San Bartolomeo. Qui anche in caso di caduta dal sentiero non di rischia di “finire di sotto”, ma di potrete fare qualche bello scivolone su fondo umido tra le piante o scendendo o salendo su qualche gradino. Nulla di particolare, ma prestate sempre molta attenzione, soprattutto ai bambini.

IL VENTO. Il percorso è praticamente tutto allo scoperto, in una zona prevalentemente pianeggiate, chenon offre molti ripari. Il vento in queste zone può soffiare anche con violenza, e nei mesi invernali può essere molto freddo. Durante la bella
stagione
la sua presenza può essere una vera e propria benedizione, poiché le temperature possono diventare molto alte, superando anche i 30 gradi.In caso di assenza di ventilazione, il caldo può diventare insopportabile, ed in certi casi, anche pericoloso. Il
consiglio è quello di muovervi in estate nelle giornate ventilate, per evitare di sentirvi male. Ovviamente queste valutazioni devono essere effettuate anche in relazioni alle condizioni di salute personali. 

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L’EREMO DI SAN BARTOLOMEO 
NESSUNA DIFFICOLTA’ PER RAGGIUNGERE L’EREMO. Raggiungere l’Eremo non e’ difficile (nel percorso proposto). Come si vede nelle immagini si trova all’interno di una grande spaccatura naturale del terreno, circa a metà tra il fondo dove scorre l’acqua e la parte pianeggiante. Bisogna scendere attraverso un tratto coperto (non si tratta di un bosco pero’), per poi risalire attraverso un breve sentiero che porta poi alla scala in pietra che consente l’accesso all’Eremo. 

LE PERSONE CON DIFFICOLTA’ DI DEAMBULAZIONE. L’escursione è adatta anche alle persone con problemi di deambulazione. valutate bene le condizioni di salute personali. Il percorso infatti per buona parte si svolge su sentieri ampi e battuti, ma una parte di esso, quella necessaria a raggiungere l’eremo di San Bartolomeo, presenta problemi che potrebbero essere insormontabili per chi non può camminare agevolmente. Per questo motivo, è possibile percorrere una parte del tragitto fermandoci alla gola dove si trova l’eremo, e qui fermarsi per vedere l’eremo più da vicino, ma senza scendere all’interno della gola. Qualora decidiate comunque di fare questo tipo di percorso, e avete problemi di deambulazione particolari, fatevi accompagnare da persone esperteche vi possano assistere in caso di necessità.

I BAMBINI. L’escursione qui proposta, è adatta anche ai bambini Più grandicelli, almeno dai 10 anni in su . Il motivo sta nel fatto che l’anello del sentiero da percorrere è agevole, tranne per la parte relativa a raggiungimento dell’ Eremo di San Bartolomeo. Considerate valutate che, il percorso è quasi tutto all’aperto, senza protezione alcuna dai raggi solari durante la stagione estiva e dal vento. Inoltre una parte del sentiero su una strada stradina strettissima in mezzo a piante ed arbusti, che se non rappresentano un
problema per le persone adulte, possono diventarlo invece per i più piccoli. Calcolate che il percorso è di circa 10 kmper cui bisogna essere sicuri che i bambini siano in grado di poter sopportare questo tipo di fatica. Comunque viene normalmente percorso da famiglie numerose con bambini, per cui se i vostri figli sono abituati a questo tipo di attività, il divertimento è assicurato.

USO DEL PASSEGGINO PER I BAMBINI.  Se avete bambini piccoli, evitate ti portare con voi passeggini di ogni tipo. il fondo del percorso è pietroso, ed anche quelli più “tecnici” non sono adatti a questo si
percorso. Ci sono poi dei tratti dove sarebbero solo d’intralcio e pericolosi. La raccomandazione può sembrare superflua, ma in montagna di vede di tutto, anche persone che tentano di trasportare i propri figli su sentieri impraticabili per questi “mezzi”. Per cui se necessario li dovrete portare in braccio o sulle spalle

L’Eremo visto dal fondo del vallone

AMBIENTE NATURALE. L’eremo si trova completamente immerso in un ambiente naturale. Infatti nei secoli, lo scopo nello stesso era isolamento dal mondo, per dedicarsi in maniera completa alla preghiera. Come potrete osservare di persona, attualmente è abbastanza distante dai principali centri abitati. Potete quindi immaginare quanto fosse lontano nei paesi e nelle città nei secoli scorsi.

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IL CORSO D’ACQUA

IL CORSO D’ACQUA. Sul fondo della spaccatura in cui si trova un corso d’acqua d’acqua che in estate è in genere in secca. Durante l’inverno o anche durante la bella stagione, in caso di forte pioggia, l’acqua può scendere anche copiosamente, per cui fate molta attenzione ad attraversarlo, nel caso in cui dovesse piovere. 

 

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L’ACCESSO ALL’EREMO
LE SCALE  PER RAGGIUNGERE L’EREMO. Una volta scesi nella spaccatura che vi porterà poi all’Eremo di San Bartolomeo, per accedere allo stesso eremo, dovrete salire una scalinata, poiché la costruzione si trova all’interno di una spaccatura nella roccia. Non si tratta di moltiscalini, sono infatti nel complesso circa una ventina, ma sono molto ripidiè nella parte iniziale privi di corrimano. Per cui quando salite fate molta attenzione a non perdere l’equilibrio. Una caduta sarebbe veramente pericolosa. Stesso discorso vale poi quando lascerete l’eremo per ritornare sullo stesso sentiero e il quale siete arrivati. Qui troverete la stessa scalinata che si presenterà in tutta la sua ripidità. Anche qui fate molta attenzione nello scendere, soprattutto nelle evitare di scivolare sui gradini. Se del caso, aiutatevi con un bastone, oppure affrontati grandini con molta tranquillitàe senza correre. per quanto riguarda ibambini,massima attenzione durante la salita e la discesa. Anche per loro una caduta potrebbe essere veramente pericolosa. Se necessario, soprattutto per quelli più piccoli prendeteli per mano. Aiutate anche le persone che hanno difficoltà di deambulazione.

LE CARATTERISTICHE COSTRUTTIVE. L’Eremo non è di grandi dimensioni. Appena arrivati sul piano della ansa del costone di roccia che lo ospita, noterete la presenze di una porta d’ingresso e di un piccolo campanile. Si tratta dell’unico ingresso presente.
Una volta entrati, vi troverete l’ambiente principale, nel qual si trova un altare su cui è allocata la statua lignea di San Bartolomeo. Alla vostra sinistra vedrete poi l’ingresso di uno stretto corridoio, che vi porterà ad affacciarvi all’interno di una stanza più piccola con delle finestre che guardano nel vuoto. Alla fine di corridoio incontrerete uno spazio
aperto, che affaccia nel vuoto anch’esso. La caratteristica fondamentale è che uno dei lati della costruzione non è in muratura, ma vede la presenza della nuda roccia del costone. 

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L’EREMO – INTERNO
INGRESSO GRATUITO. Per accedere all’Eremo non dovrete pagare nulla. L’ingresso e totalmente gratuito e non viene richiesta alcuna offerta personale. Per cui in caso di istanze in questo senso, diffidate e prendere bene informazioni. Il mondo è pieno di furbi. 
EVITARE RUMORI MOLESTI. Una volta che sarete arrivati all’Eremo, ricordatevi che non si tratta di un luogo normale dove potersi scatenare facendo rumore di ogni tipo. Questo è un luogo sacro, tenuto in grande considerazione dalle persone di fede cattolica, ed ha anche unagrande importanza storica, proprio legata al personaggio di Pietro da Morrone, già Papa Celestino Quinto. Per cui quando sarete arrivati in questo posto, osservate la bellezza e la sobrietà dell’Eremo stesso, cercando di rispettare questi luoghi, e le persone che come voi ci sono arrivate fin qui per i più svariati motivi. Può sembrare una raccomandazione superflua, ma purtroppo, soprattutto i ragazzi e i bambiniscambiano questi ambienti spesso per un area giochi. Spetterà soprattutto ai genitori e agli adulti essere di esempio.
La statua lignea di San Bartolomeo

UNA PARTICOLARITA’ DA VEDERE. E’ la presenza di una fonte d’acqua che scorre
nell’ambiente principale
, dove si trova la statua lignea dedicata a San Bartolomeo. Individuarla e semplice. Basta metterci con le spalle rivolte alla porta ed il viso che guarda alla statua, e sulla sinistra troverete la presenza di un punto ove, infilando la mano, potere toccare dell’acqua. Non pensiate di trovare una vera e propria sorgente, ma comunque l’acqua si sente facilmente, anche perché fredda.

LE SCRITTE SUI MURI. Un comportamento assolutamente da evitare, è quello di incidere delle scritte sia all’interno della zona rocciosa che ospita l’eremo, sia all’interno dello stesso. Purtroppo molte persone reputano opportuno incidere nome cognome e date, nonché altre frasi,pensando di fare chissà quale cosa intelligente o importante. Nulla di tutto questo. Questo è un luogo storico di grande importanza anche religiosa, per cui evitiamo comportamenti idioti. Se qualcuno dovesse farlo in vostra presenza, impeditelo (un esempio di questa pessima usanza la potete osservare nella foto che precede nella parte alta della stanza) . 
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ECOMUSEO ALL’APERTO

IL MUSEO ALL’APERTO. Durante il cammino, durante il ritorno (o all’andata se preferite eseguire il percorso il senso contrario), vi imbatterete in museo all’aperto, che potrete visitare, oppure osservare dall’esterno. Si tratta di una ricostruzione degli insediamenti umani che insistevano in questa zona, e che sono stati oggetto di studi approfonditi per anni da parte gruppi di antropologi ed archeologi italiani e stranieri. 

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LE PIANTE

LA FLORA. Durante il vostro cammino incontrerete vari tipi di piante. Oltre a quelle ad alto fusto, fate attenzione anche  quello che si trova più in basso. Alcune di questo sono davvero particolari. In alcuni punti più umidi troverete anche delle bellissime felci di grandi dimensioni. 
NON RACCOGLIERE LA FAUNA SPONTANEA. Non raccogliete fiori o piante o altro. Osservate con attenzione le bellezze naturali, ma evitate di portare con voi qualche “ricordo”. Le cose devono essere lasciate dove si trovano. Ricordate comunque che vi trovate all’interno di un parco naturale protetto. Rammentate che se ognuno di noi raccogliesse un fiore durante l’escursione, vista la presenza di centinaia di persone durante ogni singola giornata, nel corso di poco tempo questi sentieri si trasformerebbero in deserti senza piante.
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GLI ANIMALI

I SERPENTI. In questi percorsi sono presenti degli fontanili dedicati appositamente all’abbeveramento degli animali. All’interno però si crea tutta una microfauna fatta di girini rane di insetti. Questo è il uno dei luoghi di caccia delle piccole bisce, un tipo di serpente acquatico,  tipiche di queste zone, che in pratica stazionano all’interno di questi fontanili in attesa di qualche buon pasto. Si tratta di animali di taglia ridotta ed assolutamente innocui. Se li volete vedere, osservate bene i bordi dei fontanili. In genere ne troverete semi arrotolate o distese proprio in questi punti. Non fate movimenti bruschise le individuate, altrimenti si nasconderannonegli anfratti del fontanile o tra le alghe che vivono nell’acqua.

L’ORSO. L’Abruzzo è una regione che vede una presenza significativa dell’orso. Si tratta di un vero simbolo di queste zone e dei parchi naturali che insistono sul suo territorio. Incontrarlo durante una escursione non è facile, ma nemmeno impossibile, per cui potreste anche imbattervi in questo plantigrado. Si tratta di un animale di grandi dimensioni che non si spaventa facilmente. Può essere attirato dall’odore del cibo. Evitate quindi zone lontane dai sentieri più battuti.

IL LUPO. Altro animale simbolo di queste zone è il lupo. Gira in branco e come per l’orso, non è molto facile incontrarli. La loro presenza anche a basse quote ed in zone frequentate dagli uomini è testimoniato dai loro escrementi, in chiamati “fatta di lupo”. Nella foto che segue ne potrete osservare una. Di certo non è un bello spettacolo, ma potrà esservi utile per capire se nella zona in cui camminate i lupi sono di casa oppure no. Evitate comunque di addentravi in zone troppo isolati e da soli. Meglio essere prudenti.  

LE PECORE E LE CAPRE. Durante il vostro cammino mi potrà capitare di incontrare delle pecorecon delle capre. Questa zona infatti dell’Abruzzo è nota per essere stata una delle sedi più importanti nell’attività di pastorizia in Italia. Nonostantestia lentamente sparendo, avrete la possibilità di vedere questa antica attività di allevamento effettuata dell’uomo. Nel caso in cui vi trovaste in prossimità di una strada dove sono presenti gli ovini, fermatevi, e lasciate che vi passino accanto. Non vi toccheranno nella maniera più assoluta e sarà un’esperienza divertente. Scattate delle fotografie o realizzate un bel video. In mezzo al branco noterete la presenza di cani pastori. In genere appartengono alla famosa razza di cane da pastore abruzzese, cani di grande mole e di colore bianco.

 

RACCOGLIERE I RIFIUTI. Non lasciate assolutamente alcun rifiuto durante la
vostra escursione. Siete in una zona protetta e parco naturale.  

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ITALIA – REGIONE TOSCANA – ISOLA D’ELBA: LA SPIAGGIA DI SANT’ANDREA – A.D.V.

LA STAGIONE MIGLIORE PER VISITA. per potersi recare su questa spiaggia, come in genere sono tutte le altre del territorio italiano, il periodo migliore è quello che va da luglio a fine agosto. La motivazione è semplice. Il mare dell’Isola D’Elba non è molto caldo, ed in genere tra la fine di luglio, ed agostol’acqua tende a riscaldarsi, per cui fare il bagno è certamente molto piacevole. Bisogna però dire che anche settembre è diventato un mese molto richiesto, anche se non sempre il tempo è bello. Potete però godere di spiagge più libere e meno affollate. Prima però di scegliere il mese di settembre per recarvi su questa spiaggia, è sempre bene controllare le previsioni del tempo, che potrete anche trovare direttamente all’interno di questo post. In genere sono abbastanza affidabili anche sul lungo periodo. 

DOVE SI TROVA. La spiaggia si trova in prossimità del comune di Marciana. Di seguito la mappa interattiva di GOOGLE MAPS che vi consentirà di raggiungere la vostra meta utilizzando il vostro dispositivo come un navigatore GPS ovunque vi troviate. Per calcolare il percorso cliccate sulla freccia blu sulla mappa. Ricordate che nell’angolo sinistro in basso è presente la versione “Earth” della stessa mappa. 

LE PREVISIONI DEL TEMPO.  Di seguito troverete un box meteo con le previsioni del tempo riferite alla zona di Portoferraio su base settimanale, aggiornate in tempo reale.  Cliccando sul giorno della settimana in cui intendete effettuare l’escursione, potrete verificare con esattezza la situazione metereologica prevista nell’arco dell’intera giornata. Questo vi consentirà di organizzare la vostra escursione con il tempo migliore.

LE CARATTERISTICHE DELLA SPIAGGIA.  La spiaggia è caratterizzata dalla presenza di sabbia e scogli. Non si tratta di un mix fra questi due elementi, ma in realtà di due spiagge differenti, una collegata all’altra grazie ad una passerella in cemento e metallo. La parte sabbiosa è abbastanza protetta, quella in scogli invece è protesa nel mare, e maggiormente esposta agli elementi e alla corrente marina. 

SPIAGGIA MOLTO FREQUENTATA. La spiaggia è molto conosciuta e molto frequentata. Si trova inoltre in una zona residenziale, per cui la presenza delle persone è rilevante soprattutto durante la stagione estiva, luglio ed agosto per intendersi, e durante il fine settimana. Nei mesi di giugno e di settembre in genere ci sono meno persone, ma finché il tempo è bello e il sole è caldo, in questa spiaggia troverete sempre persone. Per stare un po’ più tranquilli è lontano dalla folla, il consiglio è quello di andare ad allungarsi sugli scogli. Ovviamente con tutti i problemi e disagi che questo comporta.

GLI STABILIMENTI BALNEARI. Sulla spiaggia, sono presenti una serie di stabilimenti balneari. Li potete trovare sia sulla parte sabbiosa della spiaggia stessa, oppure potete approfittare anche della piattaforma in cemento armato dove gli ombrelloni vengono nel regolarmente ubicati. 

I SERVIZI IGIENICI. Se dovete usufruire dei servizi igienici, potete stare tranquilli. Questa spiaggia si trova in una zona dove sono presenti stabilimenti balneari, bar e ristoranti, per cui in caso di necessità, recatevi presso una di queste strutture. Normalmente però questo tipo di servizio, è offerto ai clienti delle strutture, per cui potreste essere comunque obbligati a dover consumare qualcosa per poter utilizzare i servizi igienici. Verificate anche se gli stessi non siano eventualmente a pagamento, come avviene in alcune spiagge, dove ad esempio il servizio di doccia calda e fredda si può fare acquistando un apposito gettone direttamente alla cassa del bar.

SERVIZI IGIENICI PER LE PERSONE DIVERSAMENTE ABILI. La spiaggia è fornita di tutti o servizi, compresi anche o servizi igienici per le persone diversamente abili. Si trovano presso gli stabilimenti balneari e i bar e ristoranti.

 

DOVE MANGIARE. Per mangiare qualcosa, prendere un caffè o un gelato, non ci sono problemi. Nella zona vicino alla spiaggia ci sono bar, qualche minimarket e ristoranti

IL NOLEGGIO IMBARCAZIONI. La presenza di alcuni stabilimenti balneari, per cui potrete certamente noleggiare piccoli natanti per una visita alla costa. In genere si tratta di pedalò, kayak ed altro. Per il noleggio invece di gommoni o imbarcazioni più grandi, effettuate una verifica direttamente sul posto o in rete. Ricordatevi di prenotare, perché nei mesi più gettonati (luglio e agosto), potreste avere problemi nel trovare barche libere. 

 

IL PARCHEGGIO. Per lasciare i vostri veicoli non incontrerete particolari difficoltà. In zona ci sono una serie di parcheggi liberi e a pagamento.
Alcuni di quelli a pagamento sono al coperto. Così quando riprenderete la vettura non la troverete rovente come un forno. Ricordate però che la spiaggia è molto frequentata, per cui cercate di arrivare di buon ora (oppure nel tardo pomeriggio), altrimenti il rischio è quello di non trovare posto. Evitate però di parcheggiare nelle zone con il cartello di divieto di sosta. I controlli delle Forze dell’Ordine sono continui, ed il rischio di una contravvenzione è concreto. Nei casi più gravi, i mezzi possono essere rimossi con il camion – gru. Ma si tratta di casi particolari, che “puniscono” coloro che non rispettano il codice della strada. 

I COLORI DEL MARE. Il mare in questa zona è molto bello e colori altrettanto. La diversa profondità tra la zona sabbiosa e quella scogliosa, che tende a blu, è un vero piacere per gli occhi, così come il verde chiaro del fondo della spiaggia.

LA PROFONDITÀ DEL MARE. Il mare in questa zona diventa subito profondo, sia nella zona della spiaggia sabbiosa che in quella della scogliera. Per questa ragione è consigliata solo per coloro che sanno nuotare abbastanza bene. Bisogna fare particolare attenzione alla scogliera.
L’acqua è subito molto alta e una volta entrati in mare potreste avere qualche problema a risalire sugli scogli a causa della risacca. 

LA TEMPERATURA ACQUA. Il mare in questa zona non ha in genere una temperatura molto alta. Anzi si può dire che sia un po’ fredda. Di certo però è condizionata da fattori esterni come stagione, condizioni atmosferiche e vento. L’acqua è più fredda nella zona della scogliera, dove il mare è più aperto e più profondo, e la corrente è maggiore. Se fa caldo, troverete qui il refrigerio che cercate. Se invece cercate temperature elevate, questa non è la spiaggia adatta per voi.  

L’UMIDITÀ. La ventilazione continua, salvo giornate particolari, consente di non soffrire il caldo a causa dell’umidità, come spesso accade dove c’è poco vento. La zona migliore per godere del vento è la scogliera, che come si può vedere nelle immagini, si protende nel mare.

IL VENTO. Salvo casi particolari, il vento è una caratteristica costante dell’isola. Chiaramente le condizioni climatiche favoriscono una ventilazione maggiore o minore, ma in genere andare sulle spiagge dell’Isola d’Elba, e su quella di Sant’Andrea in particolare, è piacevole anche perché, nelle giornate molto calde, potrete sempre godere di un bel venticello. Fate però attenzione alle giornate particolarmente ventose, perché tendono a far aumentare le correnti marine, e di conseguenza rendono il mare più agitato il bagno più pericoloso, soprattutto nella zona degli scogli. Inoltre non fanno bene percepire la forza dell’irraggiamento solare, ed il rischio di scottarsi è in agguato.

I CANI. La spiaggia è adatta agli amici a quattro zampe. Verificate sempre comunque eventuali ordinanze che disciplinano l’accesso degli animali all’arenile. Se volete però accedere alla zona con gli scogli, pur non essendoci particolari difficoltà tecniche per i cani, ricordatevi bene che in ogni caso le rocce tendono a diventare incandescente durante il giorno, per cui i vostri animali potrebbero scottarsi facilmente le zampe. Rammentate inoltre che non è possibile mettere nessun tipo di ombrellone, per cui i vostri animali non potranno essere protetti dai raggi del sole. Inoltre qualora decidiate di fargli fare il bagno, ricordatevi che comunque nella zona degli scogli sommerso dall’acqua, potrebbero rischiare di ferirsi i polpastrelli, nel tentativo di risalire dall’acqua. Inoltre questa zona non è certamente adatta agli animali di piccola taglia, soprattutto se avete intenzione di fargli fare il bagno, a meno che non vi preoccupate di aiutarli sia nell’entrare nell’acqua, e soprattutto nell’uscire. Ovviamente poi il discorso varia da cane a cane e dall’esperienza che questo ha in ambienti nuovi. Certamente non è adatto per quelli da salotto, animali molto giovani, oppure anzianiPer fare bere i vostri animali non ci sono problemi. Come indicato la zona presenta bar, ristoranti e stabilimenti balneari. Per cui procurarvi l’acqua sarà 

LA CORRENTE MARINA. Bisogna ricordare sempre che l’Elba è un’isola. Per questa ragione in quasi tutte le spiagge, soprattutto nella zona dove sono presenti le scogliere, è facile incontrare correnti marine anche di forte intensità. La spiaggia di Sant’Andrea non fa eccezione, per cui ogni volta che entrate nell’acqua, ricordatevi di non allontanarvi troppo dalla costa. Nelle giornate particolarmente ventose, o con il mare anche leggermente mosso, potreste correre il rischio di entrare nell’acqua in un punto e di uscirne anche in un altro anche molto lontano. Potreste essere anche trascinati via all’acqua. Per cui una regola di condotta fondamentale è quella di restare sempre sotto costa.

IL SERVIZIO DI SALVATAGGIO. Per quanto riguarda il servizio di salvataggio, normalmente in tutte le spiagge dove sono presenti degli stabilimenti balneari questo tipo di servizio è obbligatorio. Ricordate sempre però che gli addetti osservano un orario, è che in genere il personale non è presente in alcune fasce orarie, compresa quella dell’ora di pranzo. Per cui se volete stare sicuri, o se comunque non siete degli ottimi nuotatori, chiedete sempre in che ora tale servizio è previsto. Così potrete evitare di fare il bagno quando il personale addetto a salvataggio dovesse essere assente.

LA PASSERELLA SULLA SCOGLIERA.  Per poter raggiungere la zona degli scogli, che si trova a sinistra nella spiaggia sabbiosa guardando il mare, dovete necessariamente utilizzare una passerella in cemento con corrimano in metallo, che collega queste due zone. Si tratta di una struttura ben costruita, abbastanza lunga con un andamento tortuoso, che costeggia una parete rocciosa,  che consente facilmente il passaggio delle persone, anche per coloro che hanno difficoltà di deambulazione, o che devono portare con sé lettini ombrelloni o altro. Potete camminare in tutta sicurezza, poiché è ben mantenuta e non presenta passaggi particolari di sorta i punti scoperti ovviamente quando arrivate nella zona degli scogli il discorso cambia completamente. Starà a voi prestare attenzione a dove mettete i piedi.

IL BAGNO CON IL MARE MOSSO. Una raccomandazione di carattere generale, è sempre quella di evitare per quanto possibile di fare il bagno con il mare mosso. La ragione al molto semplice. Il vento e le correnti marine, potrebbero esporvi a rischio di incolumità personale soprattutto nella zona degli scogli. Ricordatevi che è già abbastanza complicato entrare e uscire dall’acqua salendo sulle rocce nelle giornate normali, a causa della risacca marina. Nel caso in cui il mare fosse mosso, questa operazione potrebbe essere realmente impossibile, o comunque estremamente difficoltosa, anche i nuotatori più esperti. Se volete comunque fare il bagno, allora è meglio approfittare del riparo offerto dalla spiaggia sabbiosa, riparata sia dal vento che dal mare mosso. In caso di emergenza potrete contare sulla possibilità di rientrare abbastanza agevolmente sulla spiaggia, e sul servizio di salvataggio offerto ai bagnanti.

LE PERSONE ANZIANE E CON DIFFICOLTA’ DI DEAMBULAZIONE. La spiaggia è adatta anche per le persone anziane e con difficoltà di deambulazione, soprattutto nella parte sabbiosa, grazie anche alla presenza degli stabilimenti balneari e dei bar. Il discorso cambia per la zona della scogliera, dove non sono presenti questi confort, e dove il rischio di caduta è maggiore. Arrivarci grazie alla passerella in cemento non è un problema, ma sulle rocce è il caso di fare molta attenzione. Un buon posto dove trascorrere la giornata è anche la piattaforma in cemento armato, poco “naturale”, ma sicura per chi ha problemi nel camminare

I BAMBINI. La spiaggia sabbiosa per le sue caratteristiche, è adatta ai bambini, anche per quelli più piccoli. Il discorso cambia invece per la scogliera. Qui possono essere presenti alcuni pericoli, rappresentati dalle cadute sulle rocce e dal mare che diventa subito profondo. Inoltre non esiste riparo dal sole, e non e possibile posizionare alcun tipo di ombrellone, a meno che non portiate con voi apposite basi che si riempiono con l’acqua.

IL PASSEGGINO PER I BAMBINI.  Se avete bambini piccoli per i quali dove utilizzare il passeggino, allora è preferibile che vi rechiate sulla spiaggia
sabbiosa. Se avete invece un passeggino a ruote alte, tipo sportivo, potete provare anche andare sulla scogliera. La passerella in cemento infatti è larga
e non presente problemi particolari. Attenzione però a come vi spostate sulle rocce. Pur essendo abbastanza piatta e con un fondo liscio, il rischio di caduta è possibile, per cui cercate di fare molta attenzione ad usare il passeggino. Una soluzione può essere quelle di prendere i piccoli in braccio

LA SCOGLIERA. Una parte molto bella di questa spiaggia è la zona della scogliera. Si trova a sinistra della stessa, guardando il mare. Per raggiungerla dovete utilizzare una passerella in cemento con una balaustra metallica. E’ particolare e vi consente di affacciarvi sull’acqua. Una volta percorsa tutta, vi troverete sugli scogli in granito grigio. E’ caratterizzata da ampie superfici piatte, che digradano verso il mare.  

 

LE SCARPE. Per la spiaggia di sabbia potete usare tranquillamente le infradito o altro. Il discorso cambia completamente se vi recate sugli scogli. Qui le scarpe sono necessarie per evitare di farvi male, soprattutto quando gli scogli diventano incandescenti a causa del sole che ci batte sopra per molte ore del giorno. Usate scarpe da scoglio. Vi consentiranno di muovervi con sicurezza sulle rocce e di entrare ed uscire dall’acqua senza ferirvi i piedi. Avrete una presa migliore. Ovviamente siete liberi di andare anche a piedi nudi, ma ricordate gli avvertimenti.

 

IL SENTIERO SUGLI SCOGLI. Per spostarvi sugli scogli potete anche utilizzare il piccolo sentiero che corre accanto alla rete metallica che vedete nelle immagini che seguono. Vi consente anche una buona visuale panoramica. Prestate attenzione però a non scivolare

 

IL CAPPELLO. Una raccomandazione importante è quella di proteggervi con un cappello contro i forti raggi del sole. Il consiglio è soprattutto indirizzato ai bambini e le persone anziane, per evitare insolazioni. Nella zona degli scogli è quasi obbligatorio, poiché non è possibile posizionare alcun ombrellone sulle rocce, anche a causa del vento che soffia costante. Altrimenti ricordatevi di bagnare la testa costantemente.

LO SNORKELING. Portate con voi sempre maschera, tubo e pinne. Questa spiaggia, come molte altre nell’isola d’Elba è adatta per coloro che amano guardare al di sotto del pelo dell’acqua. Avrete la possibilità di esplorare la zona della spiaggia sabbiosa, più tranquilla ma meno interessante, e gli scogli di cui sopra. Qui l’acqua diventa subito profonda, e il fondale articolato, anche per la presenza di una ricca fauna marina. Quando notate però tenetevi comunque sempre sotto costa, per il problema legato alla corrente marina. Se vi allontanate un po’ alla zona principale degli scogli, troverete anche dei punti da visitare nuotando molto interessanti, caratterizzati dalla presenza di ampie spaccature nelle quali si insinua l’acqua e che offre certamente scorci subacquei molto interessanti. Fate però attenzione alla risacca marina, che  tende a spingervi contro gli scogli. 

LE PERSONE DIVERSAMENTE ABILI. la spiaggia è adatta alle persone diversamente abili. Bisogna però precisare che la sua fruibilità è possibile nella parte sabbiosa, e non nella parte dove sono presenti gli scogli. Nel primo caso la motivazione semplice. Sono presente gli stabilimenti balneari la spiaggia è facilmente raggiungibile dalla strada, e sono presenti tutta una serie di servizi molto utili per queste persone. La scogliera invece è raggiungibile soltanto sulla passerella in cemento che costeggia le rocce, per poi finire in un’ampia scogliera senza nulla, se non roccia nuda. Per le persone con disabilità percorrere la passerella non è un grosso problema, in quanto è comunque ben costruita è abbastanza comoda, ma i problemi iniziano nel momento in cui si arriva sugli scogli. Per questo motivo è meglio godere il mare della spiaggia sabbiosa, piuttosto che rischiare andando sugli scogli.

 

LE ATTIVITA’ SPORTIVE SULLA SPIAGGIA. Sulla spiaggia, grazie alla tipologia della sabbia, potrete giocare ai tipici giochi estivi, come i racchettoni, la pallavolo, e con la dovuta attenzione, anche a calcio. Fate comunque sempre attenzione alle ordinanze comunali che disciplinano questo tipo di attività sugli arenili. In genere vengono indicati dei divieti specifici, ma se fate attenzione, ed evitate di infastidire troppo gli altri bagnati, nessuno vi dirà nulla. Ovviamente però sta al vostro buon senso rispettare le disposizioni di legge, ed evitare incorrere in sanzioni.

I TUFFI. Per coloro che amano i tuffi, ci sono due possibilità. La prima è quella di utilizzare la piattaforma in cemento armato che si trova tra la spiaggia di sabbia e la scogliera, oppure direttamente la zona dove sono presenti gli scogli. Nel primo caso avrete la possibilità di fare tuffi da un’altezza di un paio di metri, senza correre particolari problemi. Nel secondo caso, ovvero sulla scogliera, dovete cercare il punto più adatto, poiché in realtà non ci sono vere e proprie zone alte dove potersi librare nell’aria e poi tuffarsi nell’acqua. Comunque in entrambi i casi, prestate sempre attenzione e prima di iniziare a tuffarvi, verificate le condizioni del fondale, per evitare che lanciando vi in acqua possiate urtare conto le rocce. Il rischio è molto alto e le conseguenze possono essere gravissime.

PRENOTARE LO STABILIMENTO BALNEARE. Se decidete di passare la giornata al mare presso uno stabilimento balneare, prenotate per tempo. Durante i mesi di maggior afflusso di persone (luglio e agosto), potreste non trovare posto. In questo modo invece potrete andare tranquilli. Nei mesi di giugno e settembre invece non ci sono particolari problemi, ma fate attenzione al sabato e alla domenica. La spiaggia si riempie rapidamente.

 

LA PIATTAFORMA DI CEMENTO. Si trova compresa tra l’arenile e la scogliera. È di grandi dimensioni. Di certo non si integra nell’ambiente circostante ed è effettivamente un “pugno in un occhio” per una zona naturale così bella. Viene utilizzata per due funzioni principali: la prima è quello di attracco per imbarcazioni da diporto e i gommoni. La seconda è invece quella di “spiaggia artificiale” per chi non vuole andare sulla sabbia o sulle rocce. Consente inoltre di entrare ed uscire agevolmente dall’acqua senza problemi, grazie alla presenza di una scaletta. E un luogo adatta per chi vuole prendere il sole ed ha qualche problema di deambulazione, anche grazie alla sua superficie piatta.  

 

LE SDRAIO E I LETTINI E IL TELO DA MARE. Se vi recate nella parte libera della spiaggia, soprattutto nella zona degli scogli, ricordati di portare con voi un telo da mare, possibilmente con un materassino, oppure un lettino. Il motivo è molto semplice come tutti sanno gli scogli sono molto duri, e inoltre la temperatura nelle roccepuò diventare anche molto elevatasoprattutto nelle ore più calde della giornata. Per cui se volete stare comodi, ed evitare scottature ricordate questi accessori indispensabili. Se invece vi recate nella spiaggia libera allora potete tranquillamente portarvi solo il telo da mare l’altro. L’unico rischio che potete correre qui è quello di sporcarvi con i granelli di sabbia.

 

LA CONNESSIONE INTERNET E TELEFONICA. Per quanto concerne la connessione internet il collegamento telefonico, nessun problema. Questa spiaggia si trova in una zona abitata, e ben servita da questo tipo di collegamenti. Per cui se dovete utilizzare la rete, o il telefono, potete farlo tranquillamente. In alcuni casi, potrete anche poi recarvi presso il bar e ristoranti presenti in zona, dove potrete se necessario anche utilizzare i collegamenti wifi gratuiti per i clienti, ma ovviamente dovete verificare di persona la presenza di questo tipo di servizio.

DOVE DORMIRE. La spiaggia si trova in una zona residenziale. Per tale ragione, se desiderate fermavi qui per trascorre qualche giorno di vacanza o anche l’intero soggiorno, non ci sono problemi. Potete scegliere tra B&B, Alberghi e altro. Prenotate per tempo soprattutto durante la bella stagione, ed in particolare tra luglio e agosto.

Ai prossimi appunti di viaggio. 

 

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ITALIA – PAGINA GENERALE

ITALIA – TOSCANA – P.G.

ITALIA – LE SPIAGGE – P.G.

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ITALIA – REGIONE ABRUZZO, LAZIO E MOLISE: IL PARCO NAZIONALE – LA CASCATA DELLE TRE CANNELLE E DELLE NINFEE.

 

Si trova nel Parco Nazionale d’Abruzzo, del Lazio e del Molise, nella RISERVA NATURALE DELLA CAMOSCIARA, che dista circa 13 km dalla famosa cittadina di Pescasseroli, nota meta turistica del centro italia, famosa per le sue stazioni invernali e per l’escursionismo estivo. 
GOOGLE MAPS. Di seguito trovere la mappa interattiva di google maps per raggiungere la Riserva della Camosciara, da cui parte il sentiero che conduce al questo sentiero. Potrete utilizzare i vostri dispositivi come navigatori GPS cliccando sulla freccia azzurra che si trova nell’angolo sinistro in alto a mappa stessa. Cliccando invece nell’angolo sinistro in basso, potrete vedere la mappa nella versione satellitare  “Google Earth”.

 

METEO  – PREVISIONI DEL TEMPO.  Di seguito troverete un box con le previsioni del tempo aggiornate su base quotidiana. Ciò vi consentirà di organizzare al meglio la vostra escursione e di evitate brutte soprese. 


LUNGHEZZA DEL PERCORSO. Circa 6,80 kilometri, misurati con un apposito programma di rilevazione delle distanze con sistema satellitare. la misura si intende andata e ritorno. Di seguito l’immagine con la traccia in coloro viola chiaro che evidenzia il sentiero da percorrere.

 

TEMPO NECESSARIO. La passeggiata per raggiungere le cascate non è molto lunga,  e tra andata e ritorno  ci vogliono circa due ore, sempre ché non vi fermiate per fare delle foto o ad osservare il paesaggio. Allora il tempo necessario sarà certamente maggiore.
 
QUOTA DI PARTENZA E ARRIVO.  La quota di partenza e di 902 metri s.l.m. e quella di arrivo e di 1020 metri s.l.m., nel punto in cui si trova la cascata delle Ninfee.
DISLIVELLO TOTALE. Circa 100 metri
PARCHEGGIO. Dovete lasciare i vostri veicoli nell’ apposito parcheggio. È però a pagamento,  ed il costo è per l’intera giornata. Si tratta di uno spazio veramente grande, che evidenzia una grande frequentazione di questa zona da parte degli escursionisti. Fate attenzione a non parcheggiare in luoghi non consentiti o in presenza di divieti. I controlli sono frequenti e le conseguenti
sanzioni.

 

 

PERCORSO ANDATA E RITORNO. Questo percorso, ed relativo sentiero nel bosco, per raggiungere le cascate, è del tipo andata e ritorno. Nel senso che il percorso che sarete all’andata, sarà lo stesso del ritorno. Ciò è dovuto al fatto che una volta arrivate alla seconda cascata, troverete il cartello indica la fine percorso, senza, per quanto è dato sapere invitare alternative. Per questo motivo
dovrebbe tornare indietro sui vostri passi. Può sembrare una precisazione inutile, ma in genere altri percorsi che prevedono una passeggiata di questo tipo, hanno spesso delle alternative e delle varianti che vi consentono di poter effettuare un percorso diverso per poter tornare da dove siete partiti. Si tratta spesso di percorsi con variazioni molto lunghe che richiedono molto tempo, ma nel caso di specie non avete altra scelta.

PERCORSO – CARATTERISTICHE. Il percorso presenza due parti. La prima è tutta asfaltata, ed è molto ampia, e praticamente tutta scoperta, nel senso gli alberi non uniscono le loro chiome e quindi non creano ombra con le foglie. La seconda parte invece è tutta di  bosco di faggi, completamente coperta dal fogliame degli alberi. Qui il sole diretto non entra mai. Alzando gli occhi resterete si sicuramente colpiti dal verde brillante delle foglie degli alberi. 

PERCORSO MOLTO FREQUENTATO. Una caratteristica di questo tipo di sentiero, è quella di vedere la presenza di molte persone di qualsiasi età che lo attraversano.  Infatti, diversamente da altri sentieri presenti nel Parco Nazionale d’Abruzzo Lazio e molise, molto meno frequentati, anche perché più difficili e lunghi da percorrere, questo è veramente adatto a tutti. Per questa ragione troverete a qualsiasi ora, e soprattutto nella stagione più bella un numero elevato di persone. Ovviamente non si tratta di una “folla da stadio”, ma di certo inconsueta punto bisogna Inoltre prendere in considerazione l’affollamento tende a crescere, soprattutto nella parte che si trova all’interno del bosco, dove sono presenti le cascate. Queste sono il vero obiettivo della passeggiata, per cui preparatevi a trovare anche molte persone che salgono e scendono per le scale ed i sentieri interni al bosco.
PERCORSO – DISLIVELLO. Come sopra riportato il dislivello tra l’inizio e la fine del percorso è di soli 100 metri. Di fatto quindi per raggingere la meta non dovete di certo arrampicarvi, ma solo camminare. Solo nella parte finale, quelle nel bosco, il dislivello è maggiore, ma nulla di veramento impegnativo.

DIFFICOLTÀ. Il percorso è molto semplice ed adatto per grandi e piccoli. È di facile. 
 
BAMBINI. L’escursione e molto adatta ai bambini, anche molto piccoli, in quanto una buona parte del tratto da percorrere è su un strada asfaltata.
Solo l’ulima parte, quella che entra nel bosco,  richiede un certo
sforzo con un percorso accidentito. Per cui preparate a prendere in
braccio quelli più piccoli. Nel tratto nel bosco è impossibile utilizzare il passeggino, anche molto tecnico. 
 
BICICLETTA. Come sopra descritto il percorso si divide in una parte asfaltata ed una nel bosco. La prima è ottima per andare in bicicletta, anche normali e non Mountain bike, menere la seconda non può essere percorsa se non a piedi, a causa delle caratteristiche del terreno, delle scale e delle radici degli alberi
 
ANZIANI. Il posto è adatto anche per le persone anziane che non abbiano però particolari difficoltà motorie. Infatti,  la parte finale del percorso richiede autonomia nel camminare.
 
DIVERSAMENTE ABILI. Il percorso è adatto anche per le persone disabili. Bisogna sempre però ricordare ci si può muovere bene nella prima parte del percoriso,  mentre la seconda necessita di una grande autonomia personale o di una buona assistenza

ABBIGLIAMENTO. L’escursione non richiede un vestiario particolare, ma e sempre meglio indossare abiti comodi. Ricordatevi comunque che si partenza circa 900 metri s.l.m. per cui le temperature possono cambiare rapidamente anche durante la bella stagione, o piovere improvvisamente. 

ABBIGLIAMENTO – LE SCARPE. Per la passeggiata non servono calzature particolari, dato che il percorso non è difficoltoso.  Per cui un paio di scarpe da ginnastica sono  sufficienti. Non esagerate quindi con scarpe troppo “tecniche”. Ricordate comunque, come si vede dalle immagini, che questa parte del sentiero presenta passaggi con scale e radici di alberi, per cui evitate scarpe aperte o con tacchi. Può sembrare una raccomandazione superflua, ma è facile vedere cose di questo genere. La montagna, anche quella più semplice, nasconde sempre
della insidie.

 

BAR RISTORANTE – DOVE MANGIARE.  Per mangiare, la soluzione più classica durante un’escursione, e quella di portare con sé qualcosa di preparato a casa o di acquistato prima. Nel caso in cui comunque non abbiate fatto nulla di tutto questo, per questo particolare sentiero non ci sono particolari problemi. Infatti all’arrivo nella zona del parcheggio, potrete notare sulla vostra sinistra, la presenza di alcuni bar che effettuano anche un servizio di ristorazione. Qui potrete comprare quello che vi serve, ed eventualmente pranzare. 
 
Esiste anche una seconda possibilità, che è quella di percorrere la prima parte del sentiero, quella asfaltata per intenderci, e raggiungere la parte finale dello stesso, prima che inizi il bosco dove ci sono le cascate. Qui in un  ampio spazio troverete sulla vostra destra, un bar, fornito di tutto quello che vi serve. Ovviamente per quanto è dato sapere, preparano panini ed altre cose, per il servizio di ristorazione dovete comunque chiedere direttamente Ai titolari che gestiscono questo locale. Qui ovviamente potete anche comprare delle bevande e l’acqua, per cui potrete anche affrontare la vostra escursione, senza dovere portare con voi necessariamente bottiglie o altro.

 

CARTELLI ESPLICATIVI. Durante la vostra passeggiata incontrerete sul percorso numerosi cartelli esplicativi. Si tratta in particolare di mappe o indicazioni di altro genere, che rendono sicuramente molto interessante il cammino. Da prendere in considerazione, se amate gli alberi, sono anche quelli che illustrano le singole specie di alberi presente nel parco, ed in particolare su questo percorso. Scoprirete così aspetti poco conosciuti di essenze vegetali li questi luoghi.

 

 

 

 

 

CASCATA DELLE TRE CANNELLE.  Si tratta di una cascata  piccola che si trova sulla vostra sinistra all’andata e sulla destra al ritorno. E’ cosi vicino al sentiero che quasi si può toccare, ma l’accesso è sbarrato dal una staccionata di legno che protegge i visitatori dalle cadute accidentali, ed impedisce di rovinare il sottobosco. 

 

 

 
CASCATA DI DELLE NINFEE. E’ la seconda cascata presente sul sentiero ed è anche quella in cui termina. Sul cartello indica inoltre che questa zona è una riserva integrale. Non è molto grande, ed è incastrata tra le rocce.  

 
TEMPERATURA ESTERNA. Dipendente ovviamente dalla stagione nella quale effettuate l’escursione. Anche in estate in genere la temperatura è adatta per camminare (intorno ai 24 / 26 gradi), ma basta qualche nuvola e la temperatura scende rapidamente.
 

UMIDITÀ. Il percorso è caratterizzato da una parte scoperta ed una nel bosco. Il tasso di umidità dipende ovviamente anche dalla stagione in cui effettuate la vostra escursione, ed anche dalle condizioni climatiche nella giornata in cui decidete di effettuarla. Però esiste una netta differenza di umidità proprio a causa delle caratteristiche del sentiero stesso. La prima parte infatti è aperta Riva ascoltata, una stessa non esistono alberi, per cui in genere è soleggiata ed asciutto. La seconda invece è molto più riparata, sulle pendici della montagna, è completamente coperta dal folto degli alberi. Inoltre qui è presente anche l’acqua che viene dalle 2 cascate. Per tale ragione, l’umidità qui è certamente molto più alta.

IL TRENINO. Per raggiungere le cascata potere anche utilizzare un trenino che parte dal piazzale del parcheggio dei veicoli e che raggiunge un altro piazzale, dove si trova un bar.  Qui dovete scendere per proseguire a piedi e raggiungere le due cascate, percorrendo un sentiero  nel bosco di faggi. Il trenino lo potete utilizzare sia per salire che per scendere, che anche per una sola delle tratte. Il costo è differente. Il costo è maggiore per la salita, è inferiore per la discesa. 

È consigliato utilizzarlo per tutti coloro che hanno problemi di deambulazione o altre patologie, e vogliono comunque vedere le cascate. È molto adatto per i bambini che così non si affaticheranno e al tempo stesso si divertiranno viaggiando sul trenino.


 

 

 

BICICLETTE. Potete raggiungere le cascate anche con la bicicletta. Non tutto il percorso, ma solo la parte asfaltata. Per la parte nel bosco invece, dovete lasciare le due ruote, è proseguire a piedi. Il sentiero infatti è quasi tutto a gradini e non sufficientemente largo per il transito a piedi e con la bicicletta. Inoltre e sempre molto frequetato, per cui, pur volendo, non riuscireste a muovervi con le due ruote.  
 
BICICLETTE- NOLEGGIO. Se non avete la vostra bicicletta, potete noleggiarne una o più nell’apposito noleggio presente nella zona del parcheggio.
 
I CAVALLI. Potete raggiungere  le cascate anche a cavallo, rivolgendovi per il noleggio presso il maneggio che si trova nella zona del parcheggio dei veicoli. Sono cavalli mansueti e molto adatti per i bambini.  Rammentare però che i cavalli posso arrivare solo a limitare bel bosco, dove inizia il sentiero che può essere solo percorso a piedi.  

 
CARROZZE.  Potete anche raggiungere le cascate in carrozza, con conducente. Per il noleggio dovete rivolgervi al maneggio dei cavalli, presente sul piazzale del parcheggio. Si tratta di una esperienza particolare, amata sopratutto dai più piccoli.

 

 




GLI ALBERI.  Nel Parco Nazionale sono presenti molte varietà di alberi, alcuni dei quali molto vecchi. Si va dalle conifere, come abeti, pini ecc. sempreverdi a quelli decidui. Nella parte iniziale sentiero troverete, sul bordo della stesso, alcuni di questi alberi, accompagnati da cartelli esplicativi che illustrano le caratteristiche delle piante

 

 

 

 

 

PIANTE.  Durante il cammino Incontrerete piante  tipiche di queste zone. Alcune di queste sono segnalate con cartelli esplicativi, che ne illustrano le caratteristiche botaniche. Altre invece non sono segnalate, è meritano comunque attenzione.


 


 

 

 



SENTIERO APERTO. la parte iniziale del sentiero è praticamente tutta all’aperto, grazie alla dimensione della strada, che non consente agli alberi di chiudere le chiome come della volte. Il fondo è ottimo e facile da percorrere.

 

 

SENTIERO NEL BOSCO.  La parte del sentiero nel bosco e la parte minore dell’intero percorso, ma certamente la più bella ed interessante.  Il passaggio tra questa è quella scoperta è repentina, ed inizia subito dopo il piazzale dove si trovail secondo bar. Attraversato un ponticello vi troverete subito nel “folto del bosco” con un camminamento tutto in salita. 

 

TEMPERATURA AMBIENTALE. È certamente condizionata dalla stagione nella quale effettuate lavostra escursione. Durante quella estiva noterete una grande differenzatra il tratto scoperto e quello nel bosco, dove può scendere rapidamente. 

LA CREMA SOLARE. Nelle giornate belle, quando il sole è forte, ricordate di utilizzare una crema protettiva. Come sopra ricordato il percorso è in parte allo
scoperto senza copertura delle piante

 

SENTIERO NEL BOSCO – LE RADICI ESPOSTE. Una raccomandazione importante, è quella di fare molta attenzione quando camminate nella parte del sentiero che si trova all’interno del bosco. Infatti per terra potrete notare una fitta ramificazione di radici degli alberi presenti. Come si vede dalle immagini, l’effetto ottico è molto bello, ma bisogna prestare estrema attenzione a dove si mettono i piedi, Inciampare, o prendere una storta può risultare estremamente semplice, soprattutto se non state attenti, o se indossate le scarpe sbagliate

 

IL SENTIERO NEL BOSCO – LE SCALE. Il sentiero, all’interno del bosco presenta oltre alle radici degli alberi, anche dei viali protetti da delle staccionate in legno, e delle scale. Sono ben mantenute, ma rappresentano Comunque come sempre Un pericolo. sia quando si sale che quando si scende dalle stesse, bisogna fare attenzione a dove si mettono i piedi, complice l’ombra creata dalle foglie degli alberi, e dal colore scuro del terreno, Il rischio è quello di mettere un piede in fallo. si tratta di piccole regole di prudenza che comunque sono importanti per godere al meglio la vostra escursione.

 

 

 

 


IL CORSO D’ACQUA.Salendo verso la parte alta del sentiero, incontrerete, non subito, un corso d’acqua che proviene dalla montanga. Durante la salita sarà alla vostra sinistra, e al ritorno a destra. Nulla di particolarmente imponente, sopratutto durante la stagione estiva, ma suggestivo, in quanto la copertura offerta dalle fornde degli alberi, crea dei bei giochi di luce.


 

 

 

ANIMALI PERICOLOSI. L’orso, il lupo e la Lince sono di casa in questo Parco Nazionale. Segno che hanno ancora spazi adatti per vivere e riprodursi. Sono animali non facili da vedere, ma la loro presenza è certa. Per questa ragione quando passeggiate non vi allontanate dai sentieri battuti ed evitare di camminare da soli.È molto facile spostarsi per ore e nonincontrare nessuno. Questo è il loro “regno” e noi siamo solo di passaggio.  Fate anche attenzione ai cinghiali, molto comuni e aggressivi. Questo sentiero comunque è uno di quelli che
vede la presenza di tante persone ogni giormo, è non si addentra molto
all’interno delle montagne, per cui e più sicuro. 

 

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ITALIA – REGIONE ABRUZZO: PARCO NAZIONALE D’ABRUZZO, LAZIO E MOLISE: IL MONTE TRANQUILLO E IL SANTUARIO DELLA MADONNA NERA

  

QUOTA INIZIALE: 1.160 mt s.l.

QUOTA FINALE:  1.600 mt. s.l.m

DISLIVELLO TOTALE: 440 mt

LUNGHEZZA PERCORSO: 17 km circa

TEMPO NECESSARIO A/R: circa 6 ore. 

DIFFICOLTÀ: Facile

DOVE SI TROVA. Il sentiero inizia in prossimità del paese di Pescasseroli, nel cuore del Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise. Di seguito la mappa interattiva di GOOGLE MAPS che vi consentirà di raggiungere la vostra meta utilizzando il vostro dispositivo come un navigatore GPS ovunque vi troviate. Per calcolare il percorso cliccate sulla freccia blu sulla mappa. Il riferimento è quello per raggiungere il MANEGGIO DI VALLECUPA, da cui unizia il la strada che poi porta al sentiero. 

COORDINATE GPS – IL MANEGGIO DI VALLECUPA: Se volete raggiungere il maneggio di Vallecupa con il vostro navigatore, potete anche inserire le seguenti coordinate GPS. Non necessitano di connessione alla rete internet, ma solo alla rete satellitare GPS.

41°47’50.14″N  –   13°47’2.89″E

COORDINATE GPS – IL SANTUARIO DELLA MADONNA NERA SUL MONTE TRANQUILLO: Se volete raggiungere il maneggio di Vallecupa con il vostro navigatore, potete anche inserire le seguenti coordinate GPS. Non necessitano di connessione alla rete internet, ma solo alla rete satellitare GPS.

41°45’52.55″N –  13°45’36.41″E

IL SENTIERO DA SEGUIRE. Di seguito la traccia del sentiero, segnata sul GOOGLE EARTH, ricavata dall’interfaccia tra un noto programma che calcola il percorso effettuato tramite GPS e RETE INTERNET



IL PARCHEGGIO. Il sentiero che porta al Monte Tranquillo inizia nelle vicinanze del maneggio di Vallecupa che si trova a ridosso di Pescasseroli.  Se alloggiate in paese potete raggiungerlo direttamente a piedi, altrimenti potete parcheggiare in prossimità del maneggio stesso. Potete anche prendere la strada sterrata che dal maneggio porta all’inizio delsentiero, dove l’accesso ai veicoli è consentito solo a quelli autorizzati. Così risparmierete circa 800 metri. Non superate il cartello di divieto di transito, se non siete autorizzati.

PREVISIONI DEL TEMPO. Di seguito troverete un box meteo con le previsioni del tempo riferite alla zona di Pescasseroli su base settimanale, aggiornate in tempo reale. Questo vi consentirà di organizzare al meglio la vostro escursione con il  tempo migliore.

BOX METEO PESCASSEROLI

IL PERCORSO ANDATA E RITORNO.  Il sentiero è del tipo ad “andata e ritorno” che comporta di dover fare lo stesso percorso dell’andata quando tornate indietro. Non ci sono alternative che vi consentano di seguire un tragitto ad anello. Inoltre è consigliato ripercorrere la stessa strada, considerata la sua lunghezza.
IL MANEGGIO DI VALLE CUPA
BAR – RISTORANTE: NESSUNO. Per mangiare qualcosa, ricordate di portare qualcosa con voi, perché durante il tragitto, molto lungo, non troverete nessun bar e nessun rifugio dove poter acquistare generi prima necessità, bevande l’altro.Il percorso e, come solo anticipato, inizia infattidalla cittadina di Pescasseroli, per cui non avrete alcuna difficoltà adacquistare qualcosa di utile. Inoltre nel maneggio che si trova all’inizio del percorso, è presente sia un bar che è un ristorante, ben fornito dove potete fare i vostri acquisti. Fate bene attenzione a questa raccomandazione, perché per quanto è dato sapere, non sono presenti neanche fonti d’acqua naturali potabili durante la vostra strada. Le ore di cammino sono molte sia all’andata che al ritorno.
CARTELLO VALLECUPA
I CARTELLI. All’inizio del percorso, in prossimità dell’abbeveratoio, troverete una serie di cartelli esplicativi del percorso. Il consiglio è quello di leggere quello dedicato ad ERMINIO SIPARI, colui il quale ha dato vita con il suo impegno alla nascita del PARCO NAZIONALE in cui vi trovate. Andando avanti incontrerete anche le indicazioni per raggiungere altre località, i cui sentieri iniziano da quello principale che porta la monte Tranquillo.
CARTELLO M. T.
Un cartello importante è quello che si trova nel bosco, sempre sul sentiero, dove sono indicate due direzioni. Una, a sinistra, vi conduce a Pescasseroli (da dove siete partiti), senza però arrivare a Santuario della Madonna Nera, l’altro, a destra, invece vi condurrà alla vostra meta.
CARTELLO BIVIO
L’ABBEVERATOIO. All’inizio del sentiero vero e proprio, ovvero una volta che avete superato la parte transitabile con i veicoli, incontrerete un grande abbeveratoio per gli animali. E tutt’ora in funzione e l’acqua è gelata. Non è però dato sapere se l’acqua sia potabile o meno.
IL SENTIERO SCOPERTO. La passeggiata verso il monte tranquillo, è caratterizzata, come spesso avviene in queste zone, da una parte il tratto del sentiero scoperta, ed un’altra nel bosco. In questo caso, si può tranquillamente dire che solo il 10% di tutta la camminata viene effettuata allo scoperto, mentre il restante 90% è tutta quanta nel bosco, per poi giungere la parte aperta dove si trova il santuario. Il sentiero scoperto parte praticamente da Pescasseroli, ed in particolare dal grande maneggio. Bisogna percorre a piedi circa 1 km, per poi giungere alla base del monte dove inizia la parte coperta dal bosco. E’ un percorso estremamente semplice, e quindi non presenza difficoltà tecniche di alcun tipo. Il problema e che questa parte del sentiero è consentito anche al transito delle autovetture, per cui potreste trovarvi improvvisamente coperti dalla polvere sollevata dalle ruote delle auto che vanno verso il parcheggio, dove bisogna necessariamente lasciare i propri
veicoli e proseguire a piedi.

 
INIZIO SENTIERO. Nella parte iniziale il sentiero ha due percorsi differenti. Il primo è quello che si percorre utilizzando la scala che si vede nelle immagini che seguono. La troverete sulla vostra sinistra e non potrete non vederla. La seconda invece e quello della strada sterrara. Entrambe vi poteranno comunque verso l’unico percorso che arriva al Santuario della Madonna Nera del Monte Tranquillo.  

IL RIFUGIO DEL CORPO FORESTALE DELLO STATO. Subito dopo la scala di cui sopra, trovere un’ampia radura con una costruzione del Corpo Forestale dello Stato. Lasciatelo sulla vostra sinitra e proseguite verso il sentiero. Vi porterà in breve verso la stada sterrata principale verso il Monte Tranquillo. 
 
 
 

IL CELLULARE – LA CONNESSIONE INTERNET.  Per quanto riguarda la connessione telefonica con il cellulare, non che quella ad internet, durante il cammino, non sono state osservate i particolari i problemi di ricezione. Ricordate comunque che siete sempre in montagna e non potete certo fare affidamento su un collegamento stabile.

LE CARATTERISTICHE DEL FONDO DEL SENTIERO.  Il fondo del sentiero sul quale camminerete è composto di terra battuta e sassi, molto compatto e ben assestato, senza asperità di rilievo. Non  presenta difficoltà alcuna o passaggi pericolosi.  E molto ampio, adatto anche al passaggio di veicoli di grandi dimensioni, come auto e piccoli camion, il transito deve essere però autorizzato.

I BAMBINI. Il percorso è certamente adatto ai bambini, dato che non presenta pericoli particolari. Bisogna però considerare la distanza da percorrere, che potrebbe essere eccessivo per i più piccoli. Per quelli che non camminano, potete usare in passeggini tecnici (usati per portare i piccoli durante il footing) ma non quelli classici. Altrimenti portateli con il trasporto in spalla. 

S3

DISABILI – ANZIANI.  La passeggiata è certamente adatta sia per gli anziani che per le persone disabili, dati che non presenta difficoltà particolari, considerate le caratteristiche del sentiero. Il problema però la distanza di circa 17 km tra andata e ritorno che di certo non è alla portata di tutti. Per cui bisogna valutare bene le proprie condizioni fisiche, prima di affrontare l’escursione.
IL SENTIERO NEL BOSCO. Come anticipato, circa il 90% del sentiero che conduce al Monte tranquillo si trova nel bosco. Questa caratteristica è utile, soprattutto nelle giornate molto calde e soleggiate, grazie alla offerta dalle fronde degli alberi. Inoltre il bosco è composto prevalentemente da faggi e da piante a foglia decidua, che nella bella stagione, offre uno spettacolo magnifico, grazie ai giochi di luci creati dalle foglie verdi illuminate dal sole. Inoltre il sentiero del bosco è molto ampio, ed ha le caratteristiche vere proprio di una strada che consente il transito dei veicoli autorizzati fino a raggiungere il santuario della Madonna Nera.
LA TEMPERATURA. La temperatura è chiaramente condizionata dal periodo dell’anno in cui decidete di effettuare questa escursione. Nella stagione più calda, tra luglio ed agosto, conviene partire presto, con il fresco. Verso l’una del pomeriggio infatti, può fare anche molto caldo, anche se il bosco offre comunque una bella protezione dai raggi solari.
SENTIERO 1
L’ABBIGLIAMENTO. Il sentiero è semplice, per cui non è necessario indossare un abbigliamento “tecnico”. Ricordatevi però di vestirvi a “cipolla”. Vi permetterà di variare il vestiario in base alle condizioni climatiche del momento. È necessario precisare che, essendo quasi tutto il percorso al coperto, in mezzo in un bellissimo bosco, anche nelle giornate più calde, i più sensibili potrebbero sentire freddo o essereinfastiditi dall’umidità. Ovviamente più ci si avvicina alla stagione invernale, più le temperature possono scendere. Per tale motivo in questo caso portare con voi qualcosa di caldo da poter indossare in caso di necessità. La mattina infatti, il pomeriggio, sono i momenti più freddi della giornata e, soprattutto se la giornata stessa non molto soleggiata. In particolare ricordatevi se la temperatura tende a scendere rapidamente con l’approssimarsi del tramonto.
 
 
GLI OCCHIALI DA SOLE. Considerato che il sentiero è quasi tutto al coperto, non c’è un particolare bisogno di proteggere gli occhi dai raggi del sole. Possono essere necessari solo nella parte iniziale del sentiero, quella scoperta, e nella parte finale, dove si trova il Santuario della Madonna Nera, dove non ci sono alberi.
IL CAPPELLO. Non è necessario l’utilizzo di un cappello per proteggersi dalla luce del sole, poiché come sopra anticipato, il percorso è quasi tutto all’interno de bosco,  a meno che non decidiate di effettuare la passeggiata nel periodo invernale e comunque quanto il bosco è spoglio. In questo caso vi proteggerà sia della luce che dal freddo. 
L’ABBIGLIAMENTO IMPERMEABILE.  In montagna le condizioni atmosferiche possono mutare improvvisamente. Il sole può cedere il passo rapidamente alla pioggia o alla grandine (e alla neve), anche in pochi minuti, con il “crollo” verticale delle temperature. Per cui portate con voi sempre un capo di abbigliamento impermeabile che possa proteggere dall’acqua. In questo percorso non ci sono posti dove potersi riparare, se non una volta arrivati al santuario della Madonna nera, e solo sotto gli archi dell’ingresso, in quanto è generalmente chiusa.
LE SCARPE.  Le caratteristiche del fondo del sentiero non richiedono l’uso di scarpe tecniche. Anche un buon paio da ginnastica possono andare bene. Evitate però scarpe aperte o scomode, visto i 17 km da percorrere.

  

L’ILLUMINAZIONE. Come sopra ricordato, il sentiero da percorrere è quasi tutto al coperto, per cui anche nel caso di belle giornate di sole, la luce viene filtra dalle foglie degli alberi. Ovviamente questo avviene nella bella stagione. Durante l’inverno invece il bosco si spoglia, per cui la copertura viene meno, ed i raggi del sole arrivano ovunque.

LA CREMA SOLARE. Nelle belle giornate di sole, in montagna, è sempre consigliato  proteggere la pelle con uno buona crema solare. Nel caso di specie però non è necessaria, proprio perché il percorso è quasi tutto al coperto, nel bosco.

 

ESCURSIONE A CAVALLO. E’ possibile percorrere l’intero sentiero a cavallo, arrivando fino al santuario.  Se lo possedete potete utilizzare il vostro, oppure rivolgersi al maneggio che si trova alle porte di Pescasseroli, e all’inizio del sentiero che porta al monte Tranquillo.   

LA BICICLETTA. Il sentiero può essere facilmente percorso in bicicletta, anche per quelle Mountain bike “meno tecniche” e professionali, grazie al fondo compatto e privo di ostacoli e pericoli. Meglio se si tratta di una con la pedalata assistita, visto che la salita è 8 km, con un dislivello di 450 mt circa. In discesa è tutto riposo. Considerata comunque la distanza, e l’assenza di rifugi durante il percorso, ed il fatto che si può camminare o pedalare per ore senza incontrare nessuno, il consiglio e quello di andare almeno in due. Così in caso di necessità per una ragione qualsiasi, non vi troverete soli. Purtroppo questa semplice regola di buon senso non sempre viene rispettata.
GLI ANIMALI. Durante il cammino potreste incontrare mucche e cavalli liberi al pascolo, senza recinto, anche sul sentiero. Sono animali mansueti ed abituati al contatto con l’uomo, ma evitate di avvicinarvi e di toccarli, soprattutto se con loro ci sono i piccoli. Possono diventare estremamente pericolosi.  
L’UMIDITA’. Come avviene per la temperatura, anche l’umidità è condizionata dalla stagione e dalla situazione metereologica nella quale effettuata la vostra escursione. In questo caso, essendo il tragitto quasi tutto al coperto, nel bosco, tale tasso di umidità potrebbe risultare elevato, soprattutto nel caso in cui durante la notte precedente sia piovuto. Il bosco infatti non si asciuga cosi rapidamente come avviene negli spazi aperti. Potreste quindi avvertire una certa “pesantezza” dell’aria durante la respirazione.
RADURE. Durante il percorso nel bosco, incontrerete alcune grandi radure. Si tratta di ampi spazi privi di alberi, con ampi prati. In una di queste e presente un
grande crocifisso.

I CROCIFISSI. Durante il tragitto noterete la presenza di alcuni crocifissi sul bordo del sentiero. Si tratta di una particolarità di questo percorso, dovuta proprio alla frequentazione di questi luoghi per raggiungere il Santuario della Madonna Nera. 

GLI ALBERI. I boschi che attraverserete sono composti principalmente composti di faggi molti vecchi. La presenza costante dell’ombra durante la stagione estiva, non consente però lo sviluppo di piante fiorite, se non nelle radure presenti sulla strada che seguirete. il consiglio comunque è quello di soffermarsi ad osservare alcuni magnifici esemplari gli alberi molto vecchi, ma in buona salute. alcuni di questi li troverete sui bordi del sentiero da percorrere, altri più nel folto del bosco.
LE ESCURSIONI ORGANIZZATE. Esiste anche la possibilità di partecipare anche organizzate da agenzie specializzate. Delle guide professionali vi accompagneranno alla scoperta di questo sentiero, e di altri nel parco. Dovete cercare in rete. A Pescasseroli è presente un centro specializzati. Per potere essere indirizzati facilmente, basta chiedere non uno dei tanti bar home negozi presenti nella zona centrale. Vi sapranno facilmente indirizzare. 
 
L’EDICOLA VOTIVA. Durante il traghitto, incotrerete anche un’edicola votiva, che si troverà alla vostra sinistra all’andata. E’ dedicata alla Madonna.
 
IL SANTUARIO DELLA MADONNA NERA. È considerato il “traguardo” di questa bella escursione tra i monti del Parco Nazionale d’Abruzzo. Ha una storia antica, in quanto le prime notizie sulla sua presenza, risalgono al XII secolo. Durante la secondaguerra mondiale fu gravemente danneggiato dai bombardamenti, e fu restaurata sul finire degli anni 50, grazie ai sacrifici personali ed economici della popolazione di Pescasseroli. L’immagine della Madonna Nera presente all’interno del Santuario è una copia del 1979, in quanto nello stesso anno, è stata trafugata, e non è mai stata ritrovata. Il Santuario è aperto solo durante i festeggiamenti in onore della Madonna. Per cui una volta arrivati, potrete osservarlo solo da fuori, e dentro, solo attraverso delle grate presenti sulla facciata dell’ingresso principale.
LA PROCESSIONE AL SANTUARIO. L’ultima domenica di luglio di ogni anno, viene organizzata una processione in onore della Madonna Nera. Si parte la mattina presto (alle 7.30) da Pescasseroli per giungere dopo molte ore di cammino, al Santuario. La statua della Madonna  portata a spalla. Durante il cammino i fedeli recitano preghiere ed il Rosario. Il ritorno e nel pomeriggio tardi. È ovviamente aperta a tutti coloro che vogliono partecipare.
IL PANORAMA – LA VISTA DAL SANTUARIO. Il santuario si trova in uno spazio aperto molto ampio. La posizione contente di poter godere di un bel panorama su alcuni boschi e montagne del Parco Nazionale d’Abruzzo.

LA NEVE. Nel Parco Nazionale d’Abruzzo la neve è un presenza costante, durante la stagione invernale. Questo sentiero, grazie alle sue caratteristiche, può essere percorso anche con la presenza della neve, con la giusta attrezzatura. E’ consigliato però affidarsi a guide esperte per evitare brutte soprese. Loro conoscono bene il territorio. La neve rendete certamente bello il paesaggio, ma nasconde anche eventuali insidie.

I CANI.IL percorso è adatto per gli amici a quattro zampe, ma non per quelli non
abituati a camminare poco, visti i 17 km da percorrere. Ricordate di portare con voi anche l’acqua per il vostro cane. Durante il percorso non sono visibili fontane o corsi d’acqua dove far bene il vostro animale. L’abbeveratoio che vedete nelle immagini, si trova all’inizio del sentiero, per cui i restanti altri 8 chilometri a piedi, prima di giungere al santuario, il rischio è quello che il vostro cane possa restare con la bocca asciutta.
ANIMALI PERICOLOSI. Nel Parco Nazionale d’Abruzzo sono presenti lupi, orsi e linci.  Non interagiscono con l’uomo e vederli non è molto facile.  È meglio però evitare di allontanarsi dal sentiero battuto. Eviterete brutti incontri. Ricordiamoci che questo è il loro ambiente e noi siamo gli ospiti.

I CERVI. Durante la camminata fate bene attenzione anche ai suoni che sentite. Se siete fortunati, e non fate rumore, potreste incontrate anche dei cervi o altri animali di questo tipo. L’immagine che segue, putroppo non molto nitida, si riferisce ad una femmina di cervo, con il suo piccolo, non ben visibile. 

LASCIATE DETTO DOVE ANDATE. Una buona regola da seguire , soprattutto quando si cammina in montagna, e quando si preferisce farlo da solo, e quello di lasciare detto dove si intende andare,  e a che ora presumibilmente si ritiene di tornare. Potete lasciarlo detto ad un amico, oppure direttamente alla reception degli alberghi o alle direzioni degli agriturismi. Potrebbe tornare utile in caso di necessità.
 

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EUROPA, ITALIA, REGIONE SUD ITALIA, Senza categoria

ITALIA – REGIONE CAMPANIA – CITTA’ DI NAPOLI: IL CIMITERO DELLE FONTANELLE

 
COME RAGGIUNGERE IL CIMITERO. Il cimitero si trova in una zona perifericadella città, per cui se vi trovate nella zona centrale di Napoli, o comunquenella parte di Piazza del Plebiscito o nella zona del lungomare, per arrivarealle fontanelle, bisogna fare un po’ di strada. Se amate camminare, avrete la possibilità di attraversare una parte della città di Napoli, potendone osservare le bellezze, accompagnati dalla simpatia dei napoletani, che vi aiuteranno a capire dove si trova il cimitero delle fontanelle. Comunque anche se andate a piedi, potete utilizzare il vostro dispositivo come navigatore gps, con la mappa interattiva che trovate qui di seguito di GOOGLE MAPS. Altra soluzione è quella di utilizzare il taxi, soluzione Non troppo costosa, è molto comoda. Se avete un veicolo privato per raggiungerla non ci saranno problemi. 
CARTELLO ORARI APERTURA
GOOGLE MAPS.  Di seguito la mappa interattiva di  GOOGLE MAPS. Cliccate sulla freccia azzurra per utilizzare in vostro dispositivo come un NAVIGATORE GPS per raggiungere il luogo ovunque voi siate.

 

IL PARCHEGGIO. Se avete la necessità di recarvi al cimitero utilizzando un veicolo, per parcheggiare non dovreste avere grandi difficoltà, visto che i mezzi stessi possono essere lasciati sul ciglio della strada. Non è presente però un parcheggio gratuito di grandi dimensioni, per cui se non volete lasciare i vostri mezzi in strada, potete comunque usufruire di uno dei tanti parcheggi a pagamento che si trovano proprio nella via in cui si trova il cimitero delle fontanelle. Si tratta di parcheggi che sono stati ricavati nelle grandi cave di tufo abbandonate. E quanto riguarda i prezzi e gli orari dei parcheggi, conviene chiedere direttamente ai gestori. Comunque la spesa non sarà alta, visto che la visita al cimitero delle Fontanelle non dovrebbe comportare più di un’ora di tempo necessario. Ovviamente dipenderà da voi decidere quanto soffermarmi, ma di certo meno di mezz’ora non è possibile a girare tutte le ampie sale per vedere qualcosa.
INGRESSO GRATUITO. Il cimitero delle Fontanelle è completamente gratuito, per cui per visitarlo non è necessario ne prenotarsi, né tantomeno pagare un biglietto: Ciò avviene in tutti i giorni dell’anno in cui è prevista l’apertura di questa interessante attrazione.
LA CAVA DI TUFO. Il cimitero delle fontanelle è ricavato all’interno di un’antica cava di tufo utilizzata nei secoli passati per la edificazione nella città di Napoli. In realtà bisogna specificare che questo grande complesso non è isolato, in quanto camminando per via delle fontanelle, che porta poi all’ingresso del cimitero potrete notare la presenza gli altri ingressi di vecchie cave, attualmente utilizzate per il rimessaggio delle autovetture e come negozi. 

 

 

 

Ciò che colpisce entrando  all’interno del cimitero sono le dimensioni. Infatti non si tratta nella maniera più assoluta di un luogo angusto, come spesso capita andando a visitare le catacombe, ma di ambienti con spazi veramente grandi. Bisogna pensare che l’intera superficie del cimitero si sviluppa su una superficie di circa 3000 metri quadrati. Le volte sono molto alte arrivano all’incirca a 20 metri di altezza. La cava e di cimitero sono caratterizzati dalla presenza di più ambienti, tutti collegati da grandi corridoi. Anzi si può dire che i corridoi siano in realtà le stesse sale dove sono custoditi i teschi e le ossa.

 

GLI ALTARI. Camminando per i corridoi, noterete una serie di “altari”. Si tratta di punti particolari del cimitero, dove le persone, nel corso degli anni, hanno creato dei punti in cui sostare per dedicare preghiere e pensieri ai defunti. Lo riconoscerete subito, come di vede dalle immagini che seguano.

 

 

 

La caratteristica fondamentale del cimitero delle fontanelle, e quella della presenza di una quantità impressionante di teschi e di ossa, nonché anche di alcuni corpi cioè scheletri completi, all’interno di alcune bare

 

 

 

LE OSSA SOTTO IL PAVIMENTO. Le ossa che vedete nei corridoi non sono le uniche presenti nel cimitero. In realtà sono di più, e sono sepolte sotto il piano calpestabile per un profondità stimata di circa 4 metri. Tale presenza è testimoniata da una lastra di vetro sul pavimento attraverso la quale è possibile vedere i resti umani. 

 

L’ADOZIONE DEI TESCHI. La caratteristica del cimitero delle Fontanelle è quella che negli anni passati i cittadini napoletani adottavano i defunti sconosciuti che riposano all’interno di questo luogo. Noterete la presenza di una serie di teche che in marmo o altri materiali più poveri, con all’interno dei teschi e delle ossa, con sopra delle date e dei nominativi. Le famiglie napoletane si occupavano del defunto come se fosse un loro congiunto, pur non potendo sapere si trattasse, dato che le ossa contenute all’interno del cimitero provengono da periodi lontani, ovvero come sopra ricordato, dalla tumulazione dei corpi della grande peste che colpì il Napoli nel 1600, nonché anche dalla epidemia di tifo che decimò la popolazione napoletana sul finire del 1800. In questo modo questi defunti, non restavano soli ed abbandonati. Ricordiamo che per il popolo napoletano il culto dei morti è molto importante.
IL TESCHIO CHE SUDA. Tra i vari teschi presenti, uno è particolarmente famoso e “venerato” dai napoletani.  Si tratta di quello di Donna Concetta. La sua particolarità è quello di non essere asciutto e ricoperto di polvere come tutti quelli presenti nel cimitero, ma di essere lucido a causa delle presenza di “trasudo” a cui vengono attribuite proprietà “miracolose”. E facile incontrare persone che passano fazzoletti sul teschi per raccogliere il liquido. Chi vi scrive ha assistito personalmente, ed in modo casuale, a questo rito. 
CLAUSTROFOBIA. Questo luogo non ha le caratteristiche di una catacomba, che come è noto, sono in genere luoghi stretti e bui, non adatti a coloro che soffrono di claustrofobia. Per coloro che non amano stare negli ambienti chiusi e stretti, non ci sono problemi. Proprio le grandi dimensioni di questi spazi, l’altezza delle gallerie, la circolazione dell’aria e la buona illuminazione, evitano di far avvertire quel senso di claustrofobia. 

 

LE BARE. Camminado, notereta la presenza di alcune bare, con dentro dei corpi.

 

 

 

 

LA TEMPERATURA. Il cimitero, come sopra già rappresentato, è caratterizzato da ampi spazi, per cui la temperatura negli ambienti e condizionata anche dalla stagione dell’anno in cui effettuate la visita. L’inverno potrebbe fare molto freddo, mentre nellabella stagione, soprattutto nelle giornate molto calde, potete godere delmriparo offerto da queste profonde cavità ed al fresco dell’ombra che esse generano.

 

L’UMIDITÀ. Così come avviene per la temperatura, umidità del posto dipende anche dal periodo dell’anno in cui è effettuata la visita. In genere però l’ambiente,nonostante la presenza di grandi caverne del tufo, non è particolarmente umido, cosa che consente Infatti l’ottima conservazione di tutte le ossa presenti, che,  in caso contrario, essendo di calcio, subirebbero certamente un facile decadimento e sfaldamento, qualora l’aria che le circonda fosse carica di umidità. La bassa umidità si avverte anche respirando in questi ambienti, dove si può tranquillamente camminare senza avvertire la pesantezza proprio del respiro, tipica degli ambienti umidi. 
AMBIENTE ARIEGGATO. Per quanto riguarda la ventilazione degli ambienti, è importante sottolineare che questi luoghi sono ben ventilati ed arieggiati, grazie sia all’altezza delle stesse cave che alla loro profondità, e alle grandi dimensioni anche dell’ingresso. Qui l’aria circola liberamente sia d’estate che d’inverno. Anzi si può dire che proprio questi grandi tunnel, favoriscono la circolazione dell’aria.
L’ILLUMINAZIONE.  Gli ambienti non sono illuminati artificialmente, è la luce proviene solo dall’ingresso principale è da alcuni punti di collegamento tra l’interno è l’esterno come si vede nelle immagini.

 

NESSUN CATTIVO ODORE. Una caratteristica di questo luogo, contrariamente a quanto si possa pensare, è quello di non presentare cattivi odori, nonostante la
presenza di ambienti scavati nel tufo, e le moltissime ossa. Questo è dovuto, sia alla ventilazione in questi ambienti che alla bassa umidità degli stessi. Ovviamente però la sensibilità agli odori è diversa da persona a persona, per cui qualcuno potrebbe avvertire qualcosa che gli altri non sentono. Comunque in generale non ci sono problemi in questo senso.

I CARTELLI E DIDASCALIE. All’interno delle gallerie il cimitero delle fontanelle, troverete una serie di cartelli esplicativi, che raccontano la storia di questo luogo. Sulle pareti, sono presenti alcune iscrizioni più antiche ed interessanti, c’è in modo semplice ed efficace raccontano alcuni passaggi della storia di questo posto.

 

 

 

CARTELLO SPIEGAZIONI 1
I BAMBINI. Come si può notare dalle immagini, il cimitero delle Fontanelle e certamente un luogo molto particolare, per cui potrebbe anche non essere adatto ai più piccoli, soprattutto se facilmente impressionabili. Comunque i bambini lo frequentano regolarmente, sempre accompagnati dagli adulti, per cui non dovrebbero esserci particolari problemi, ma ricordare comunque che si troveranno faccia a faccia, molto da vicino con ossa, teschi, bare, in ambienti poco illuminati. Valutate direttamente in base al carattere dei più piccoli.
DIVERASAMENTE ABILI E ANZIANI. Il cimitero delle Fontanelle può essere tranquillamente visitato anche da persone anziane con difficoltà di deambulazione, e da persone diversamente abili. Come vedete dalle immagini, gli ambienti sono
ampi, ed pavimento delle grotte non presenta alcun tipo di asperità o altro che possa rappresentare un pericolo di inciampo. L’unico problema che potrete  incontrare è dato dalla scala che vi consente di accedere alle gallerie. Salire e scendere da queste scale non è complesso, ma per persone con difficoltà motorie
potrebbe rappresentare un problema.
LE FOTOGRAFIE. Potete tranquillamente fotografare gli ambienti e tutto quello che contengono. Non ci sono infatti divieti in tal senso. Ricordiamoci comunque che siamo in un luogo particolare ed in presenza di resti umoni, per cui bisognerebbe evitare selfie imbarazzanti e grotteschi. Limitiamo ad immagini che rappresentino lo stato dei luoghi, ed evitiamo il cattivo gusto
I  CANI. Non ci sono divieti per l’ingresso ai cani. L’importante è ricordarsi che su tratta di un luogo dove riposano i resti mortali di persone, per cui bisogna evitare che abbaino, o che facciano i loro bisogni.
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NO SOUVENIR. Può sembrare superfluo precisarlo, ma in questo luogo non è  possibile acquistare alcun souvenir. Non è chiaramente un museo, ma un luogo dove riposano i resti di persone morte da tempo. Non li troverete nemmeno fuori. I napoletani hanno un grande rispetto di questo posto, ed è giusto che sia così. 
COSA VEDERE INTORNO. Ovviamente bisogna ricordarsi che ci si trova a Napoli,
una città che offre tantissimo da vedere e che si trova in un luogo veramente splendido, per cui c’è solo l’imbarazzo della scelta. Comunque senza allontanarsi troppo dal cimitero delle fontanelle, percorrendo proprio la via delle fontanelle, potete facilmente raggiungere uno dei quartieri più famosi di Napoli, la SANITA’, noto soprattutto per aver dato i natali al grande comico napoletano Totò, qui molto amato e stimato in tutto il mondo.
Di seguito il link al video, con la raccolta di tutte le foto pubblicate in questo articolo e non. La sua visione vi consentirà di avere una visuale più completa di questo luogo unico

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Ai prossimi appunti di viaggio.
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ATTRAZIONE NATURALISTICA, ESCURSIONE IN MONTAGNA, ITALIA, REGIONE ABRUZZO, REGIONE DEL CENTRO ITALIA, Senza categoria, TREKKING, TREKKING ITALIA

ITALIA – ABRUZZO: PARCO NAZIONALE D’ABRUZZO: LA GROTTA DELLE FATE

CARTELLI 3

QUOTA PARTENZA. 900 metri circa
QUOTA ARRIVO. 1250 metri circa
DISLIVELLO. 350 metri circa
DIFFICOLTA’. Media.
SEGNAVIA. F2

TEMPO ESCURSIONE. Bisogna camminare, tra andata e ritorno circa 4,40 ore. La salita richiede un tempo maggiore, e meno per discesa.

DISTANZA TOTALE. La distanza totale da percorrere è di circa 13.00 km andata e ritorno (la sola andata è di circa 6,5 km). La precisazione sulla sola andata è dovuta al fatto che non si tratta di un percorso ad anello, ma perchè il sentiero di andata è lo stesso del ritorno). La distanza è stata calcolata di persona, con un noto progamma che calcola tempo è distanza percorsi tramite GPS.

DOVE SI TROVA. La grotta delle Fate si trova nellaVALFONDILLO, nel Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise, non molto distante dalla cittadina di PESCASSEROLI, nota stazione sciistica durante la stagione invernale. Di seguito la mappa interattiva per utilizzare il vostro dispositivo come navigatore GPS per raggiungere il punto in cui parte il sentiero ovunque voi siate. Basta cliccare sulla freccia blu a sinistra sulla mappa.

METEO.Di seguito il box interattivo per organizzare la vostra escursione con il tempo migliore. Consultatelo. In montagna scegliere al giornata migliore è molto importante. Evitate escursioni con il tempo incerto o brutto.

I CARTELLI. Le caratteristiche del sentiero (e dei sentieri che partono dallo stesso punto in cui inizia quello che porta alla grotta dellafate), sono ben rappresentate da una serie di cartelli e cartine affisse in apposite bacheche. Inoltre anche durante il cammino troverete altre indicazioni – cartelli in legno con il numero del sentiero – che vi consentiranno di non smarrire il sentiero. E’ molto importate fare attenzione a queste indicazioni, perché prendere il bivio sbagliato, vuole dire cambiare completamente direzioneed andare da un’altra parte. Per cui non vi distraete.

CARTELLI 1

CARTELLI 4

IL PANORAMA. Camminando nella parte iniziale del sentiero, ovvero in quella aperta non coperta del bosco, potrete godere di un bel panorama, offerto dalle bellecime delle montagne del Parco Nazionale.

PANORAMA 1

PANORAMA 2

CARATTERISTICHE DEL PERCORSO. Il sentiero non presenta particolari difficoltà, sia per il tipo di fondo che per la pendenza, che aumenta sensibilmente nell’ultima parte (circa nel 20 % del tragitto).

CARTELLO INIZIO SENTIERO F2

IL FONDO DEL SENTIERO. Il fondo del sentiero è caratterizzato dalla presenza di terra e piccoli sassi nella parte iniziale (circa il 30%), per diventare poi di sassi nella parte restante. Questo sentiero. Non ha uno sbocco in uno spazio aperto, ma si conclude all’interno del bosco stesso, diversamente da altri percorsi che terminano cima di una montagna o di uno spazio aperto. Ma qui potrete vedere la Grotta delle Fate da cui sgorga un’acqua trasparente e fresca.

IL CORSO D’ACQUA. La passeggiata è caratterizzata dalla presenza di un bel corso d’acqua che all’andata si troverà alla vostra sinistra, ed al ritorno a destra. E’ originato dalla Grotte delle Fate.

ANDATA E RITORNO. Il percorso da fare e del tipo andata e ritorno, ovvero dovete necessariamente percorrere la strada di andata per poter tornare al punto di partenza punto posso sembrare una progettazione inutile, ma nel Parco Nazionale d’Abruzzo sono numerosi i cosiddetti percorsi ad anello, ovvero quelli in cui la partenza anzi, il tragitto da fare all’andata non è lo stesso che deve essere percorso al ritorno. Ovviamente il percorso di ritorno è più semplice, perché è tutto in discesa, ma complice la fatica, è circa i 13 km da percorrere a piedi, potrebbe non risultare agevole quanto sembra. Comunque grazie al fondo del percorso semplice, non dovrete fare particolare fatica per frenare durante il vostro cammino.

TRATTO SCOPERTO. Il sentiero è caratterizzato da una parte scoperta senza alberi (40 % circa), dove, nella belle giornate, e durante la stagione estiva, il sole è molto forte.

RIFUGIO 1

RIFUGIO 2

 

 

 

 

TRATTO NEL BOSCO. IL 60% circa del tragitto è al coperto, nel bosco il sole non passa, ma illumina le foglie degli alberi che brillano di un bel verde chiaro.

 

 

 

 

L’ABBEVERATOIO. Lo troverete dopo circa40 minuti di cammino. Salendo è alla vostra destra. Non potrete non notarlo, sia per le dimensioni, si per il rumore prodotto dall’acqua che lo attraversa.

 

 

L’ORARIO MIGLIORE. La mattina e certamente il periodo migliore da scegliere per effettuare la passeggiata (se la fate durante la stagione estiva), poiché verso mezzogiorno inizia a fare molto caldo, anche in genere la temperatura non è altissima. Il bosco offre poi un bel riparo, è di alza anche un venticello fresco.

CAVALLI 1

LA VENTILAZIONE. Il tragitto èabbastanza ventilato, con un aumento dalle 12 alle 17 del pomeriggio. È un aiuto importate se effettuate la passeggiata in questo orario.

UMIDITA’. E’ certamente legata alle condizioni meteo della giornata in cui decidete di fare l’escursione, e tende ad aumentare quando vi addentrate nel bosco.

IL PARCHEGGIO DEI VEICOLI. lasciare i veicoli non è un problema. Troverete un ampio parcheggio per auto moto, camper e moto. Lo spazio e abbondante, ma non è gratuito e bisogna pagare un biglietto. L’importo è unico, e va dal mattino al tramonto. Il prezzo non è alto.

 

 

DOVE MANGIARE. Se non avete portato nulla con voi per il pranzo o per la merenda, potete acquistare generi alimentari presso i due bar presenti in prossimità del parcheggio. Qui viene effettuato anche un servizio ristorante. Ricordatevi che durante il percorso non incontrerete nessun punto di ristoro, per cui se dovete acquistare qualcosa fatelo alla partenza o al ritorno.

 

 

SERVIZI IGIENICI. Presso i bar presenti nel parcheggio, troverete anche i servizi igienici. Usateli perché durante il vostro cammino non troverete altro boschi.

BAMBINI. Il percorso è adatto anche ai più piccoli, ma la strada da percorrere a piedi è tanta.Evitate di portare con voi passeggini, poche il fondo è adatto alle ruote piccole. Se invece avete quello “tecnici” con ruote grandi potete usarli, ma non per raggiungere la grotta. troppo ripida e scoscesa e piene di radici degli alberi.

IL CELLULARE E LA RETE INTERNET. Una volta preso il sentiero, dopo alcune centinaia di metri, il vostro cellulare diventerà inutilizzabile. In alcuni rari casi avrete al connessione, ma no ci fate affidamento. Può sembrare una indicazione superflua, ma ci sono sentieri dove il cellulare prende benissimo anche in posti dove sembra impossibile (provato direttamente da chi vi scrive).

 

 

ANZIANI. Il Percorso può essere effettuato anche dalle persone anziane, ma con le dovute cautele, dato che la distanza non e breve e parte del percorso può risultare impegnativa. Devono essere persone abituate a camminare e fare questo tipo di escursioni, altrimenti potrebbe risultare dannoso per la salute.

DIVERSAMENTE ABILI. Per le persone con disabilità il percorso è accessibile, non presentando particolari difficoltà, se non nell’ultima decina di metri, dove si trova la Grotta delle Fate.

L’ABBIGLIAMENTO – CAPPELLO. Come anticipato, il percorso è in parte allo scoperto ed in parte nel bosco. Il tratto scoperto non è breve, e soprattutto nelle ore più calde della giornata e sole si fa sentire. Per cui ricordate di portare con voi sempre un cappello, in maniera tale che possiate proteggere la testa e gli occhi dal sole se non usate gli occhiali.

LE SCARPE. Il percorso non richiedere calzature “tecniche” dato che il fondo non è particolarmente sconnesso, per cui vanno bene anche delle buone scarpe da ginnastica, o scarpette da trekking leggere.