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ITALIA – REGIONE LAZIO – CITTA’ DI ROMA: IL LAGHETTO DELL’EUR

DOVE SI TROVA. Il laghetto  si trova in prossimità del quartiere romano dell’Eur. Di seguito la mappa interattiva di GOOGLE MAPS che vi consentirà di raggiungere la vostra meta utilizzando il vostro dispositivo come un navigatore GPS ovunque vi troviate. Per calcolare il percorso cliccate sulla freccia blu sulla mappa. Ricordate che nell’angolo
sinistro in basso è presente la versione “Earth” della mappa. 

CARATTERISTICHE. Laghetto ha una forma rettangolare, con una serie di rientranze che ne evidenziano la struttura totalmente artificiale. Ha una superficie notevole di circa 160.000 metri quadrati. La lunghezza (del lato maggiore) è di circa un km.  Arrivando dal centro di Roma, si può notare alle spalle del laghetto una costruzione molto nota, ovvero il Palazzetto dello Sport” adesso denominato Palalottomatica, che lo sovrasta sopra una collina. È un opera terminata nel 1960, in occasione delle Olimpiadi di Roma (dello stesso) anno, ideata dal famoso architetto Nervi. E presente anche una grande piscina nella sue vicinanze denominata “delle Rose”.  Il progetto originale prevedeva la costruzione  del lago artificiale a partire dall’anno 1936, ma la sua realizzazione è stata sospesa, a causa dello scoppio della seconda guerra mondiale.  

LE PREVISIONI DEL TEMPO.  Di seguito troverete un box meteo con le previsioni del tempo riferite alla zona di Roma su base settimanale, Potrete verificare con esattezza la situazione metereologica prevista nell’arco dell’intera giornata. Questo vi consentirà di organizzare la vostra passeggiata con il tempo migliore

IL METEO

 

I SENTIERI.  IL laghetto e circondato da una serie di sentieri asfaltati (non sono presenti quelli in terra battuta). Si tratta di un materiale di colore rosso. Come si può osservare dalle immagini sono ampi e ben mantenuti. Il più grande è quello che circonda l’intero specchio d’acqua. Altri invece congiungono il laghetto alla strada.  

 

DOVE MANGIARE.  Se volete mangiare qualcosa, prendere un caffè o un gelato, troverete direttamente vicino al laghetto bar dove fare i vostri acquisti. Allontanandovi invece, in zona Eur anche dei ristoranti ed altri bar. 
 

 

LE CASCATE
 
 
LE CASCATE.  Una parte del laghetto da vedere e quella dedicata alle “cascate”, che si trovano ubicate nello spazio compreso tra lo specchio d’acqua e il palazzetto “Lottomatica”. Sono artificiali, e creano giochi d’acqua molto piacevoli. Per accedervi bisogna attraversare un cancello (uno in entrata ed uno in uscita). Vengono aperti e chiusi in orari definiti, come si vede nei cartelli nelle immagini.  In genere la sera sono chiuse, salvo aperture in occasioni particolari.  
I BAMBINI. Il luogo è molto adatto per i più piccoli. Le stradine sono ben tenute, i prati sono ampi con erba sempre tagliata. E’ presente anche un area gioco attrezzata. Possono usare tranquillamente le biciclette e i pattini a rotelle e gli overboard ed il monopattino, sempre con le dovute cautele. Anche se sono presenti le recinzioni, bisogna sempre fare attenzione che i bambini non si tuffino in acqua. 
APERTURA SERALE DEL LAGHETTO.  Gli spazi intorno al laghetto possono essere frequentati in tutti giorni dell’anno e anche di sera e di notte. Infatti non ci sono cancelli di accesso, come avviene invece per altri parchi e giardini della città di Roma 
 
LE SCALE.  Per raggiungere il lago dalla strada si possono utilizzare anche una serie di scale. Alcune di queste sono composte da ampi gradini, altre scale di grandi dimensioni, con molti gradini. Queste si possono trovare sia in prossimità del ponte, che alcuni punti del lago. Le più lunghe e ripide si trovano nella zona del lato vicino al palazzetto dello sport, oggi denominato Palalottomatica 
 
 
WEBCAM – CONTROLLO SITUAZIONE. Oltre alle previsioni meteo, per verificare l’effettive condizioni del tempo, potete sempre controllare in rete la presente di postazioni “webcam”, che in tempo reale, vi faranno capire se sia o meno il caso di recarsi a visitare il laghetto. Inoltre potrete capire  se ci siano troppe persone in un dato orario. Così eviterete di fare un viaggio a vuoto o di trovarvi intorno la “folla”
 

 

I PONTI
 
I PONTI. Il laghetto è attraversato da due ponti principali che consentono il passaggio delle autovetture e delle persone. Esiste un ponte pedonale che si trova sul lato opposto rispetto al grattacielo della ENI.
LA TEMPERATURA ESTERNA E’ chiaramente condizionata dalla stagione in cui decidete di vistare il laghetto.  Gli ampi spazi aperti e la presenza dell’acqua e della vegetazione sono però un vantaggio durante la stagione estiva, in quanto il caldo sembra essere più sopportabile. I Romani infatti in estate lo frequentano regolarmente proprio per queste sue caratteristiche. In inverno però può fare davvero freddo a causa delle sua posizione al di sotto del livello stradale e della presenza della collina dove si trova il Palazzetto dello Sport, che tendono a far ristagnare l’aria fredda (in caso di assenza di ventilazione).  

 

I PALAZZI
IL PARCHEGGIO. Per lasciare i vostri veicoli non troverete molte difficoltà. I posti sono i generi numerosi sia intorno al lago che tra le vie della zona abitata vicina allo stesso. Verificate bene la presenza di eventuali parcheggi a pagamento, in quanto l’amministrazione comunale può modificare queste zone. Pagate l’eventuale sosta, perché i controlli vengono effettuati con regolarità. Durante i fine settimana il lago e molto frequentato, soprattutto durante la bella stagione, per cui trovare posto potrebbe essere un problema  
LA VENTILAZIONE.  Come potete vedere dalle immagini, gli spazi che circondano il laghetto sono molto ampi e privi di ostacoli artificiali e naturali. Per questa ragione la zone è sempre ben ventilata. In estate questo può essere un vantaggio per ridurre la sofferenza dovuta al caldo. In inverno invece il freddo può essere pungente.  

 

I MOLI DI ATTRACCO
 
I MOLI PER LE IMBARCAZIONI. Camminando potrete notare la presenza di alcuni piccoli moli per l’attracco delle imbarcazioni. In genere non sono utilizzati, soprattutto nella parte che si trova sotto il grattacielo della ENI. 
 
LE ATTIVITA’ CULTURALI.  i grandi spazi offerti dai giardini del laghetto sono utilizzati, soprattutto in estate, per promuovere eventi culturali. Si va dal cinema al teatro all’aperto. I programmi sono facilmente rintracciabili in rete o sui principali quotidiani o riviste specializzate nel campo.
 
L’UMIDITA’ E LA NEBBIA. E’ noto che vicino agli specchi d’acqua di grandi dimensioni, naturali ed artificiali, si possa formare della nebbia, anche molto densa. Per quanto è dato sapere questo fenomeno non riguarda però questo laghetto, in quanto si trova in una zone in genere ben ventilata sia in estate che in inverno.  
 

 

LE IMBARCAZIONI
 
IL CANOTTAGGIO. Camminando intorno al lago, noterete la presenza, sullo specchio d’acqua, di canoe e kajak. Da quello che è dato sapere l’accesso non è consentito a tutti, ma è regolamentato rigidamente. Se così non fosse il lago sarebbe “invaso” da ogni sorta di natante. In alcune occasioni potrete anche vedere delle persone che, a bordo di queste canoe, giocano ad uno sport simile al calcio. 
NOLEGGIO BARCHE PER GITE SUL LAGO. Esiste la possibilità di poter noleggiare  imbarcazioni  a remi o pedalò per girare sul lago. Verificate di persona direttamente  sul posto, oppure controllate in rete per informazioni  
 

 

AREA GIOCHI
 
GLI UCCELLI. Camminando  intorno allo specchio  d’acqua potrete notare la presenza di numerosi  uccelli acquatici. Alcuni esemplari formano dei gruppi. Sono abituati alla presenza delle persone, per cui non fuggono, ma non dovete disturbarli. Piacciono soprattutto  ai bambini che ne sono attratti. 
 
LE PIANTE
 
LE PIANTE E LA FIORIUTURA DEI CILIEGI. Il laghetto è immerso nel verde. Troverete piante e prati curati in tutti i periodi dell’anno. Fermatevi ad osservare con attenzione le varie essenze presenti lungo il bordo del lago. Prestate particolare attenzione alle piante di ciliegio che si trovano sul lato dello specchio d’acqua vicino al alle cascate e alla collinetta su cui si affaccia il Palazzetto dello Sport. Nel mese di maggio potrete osservare la fioritura dei ciliegi. I cittadini romani e i turisti vengono appositamente ad osservare questo spettacolo. È stata anche dedicata una scultura per celebrare questo avvenimento annuale.  
  
I PRATI. Il laghetto è  circondato di prati ampi e ben curati. Si possono frequentare, prestando la dovuta attenzione a non danneggiarli. Verificate sempre la presenza di eventuali  divieti a poterci camminare sopra  o ad effettuare altri giochi. Il rischio è  quello di poter essere multati.
LE ATTIVITÀ SPORTIVE. I sentieri del laghetto sono utilizzati sia per fare delle belle passeggiate che per alcune attività sportive. Molti lo impiegano per fare jogging, per la camminata veloce, per il pattinaggio e la bicicletta. I sentieri curati e ampi e quasi tutti in pianura vanno bene per coloro che non vogliono faticare troppo e non amano camminare sui terreni polverosi. 
I PRATI
 
 
I CANI. Il posto nel suo complesso è adatto anche per gli amici a quattro zampe. Non ci sono pericoli di nessun tipo. Le aree verdi sono molte ed le stradine facilmente percorribili. Per tale ragione cani di tutte le taglie, compresi quelli piccoli ed anziani, potranno divertirsi in compagnia dei loro padroni e dei loro simili. Ricordatevi però che siete in città, per cui qui valgono le regole stabilite anche dalle ordinanze del comune di Roma. Potreste essere obbligati quindi se usare il guinzaglio o la museruola. Rammentate inoltre che ci sono molti bambini, per cui dare molta attenzione. La presenza dell’acqua potrebbe attirare i vostri animali, che potrebbero tentare di gettarsi nel laghetto, anche se la recinzione che circonda lo specchio d’acqua può essere superata solo da cani di taglia medio-grande.

 

LA STATUA
 
LA STATUA DEDICATA AI CILIEGI. Si tratta di una statua dedicata alle piante di ciliegio che si trovano intorno al laghetto. 
BAR – RISTORANTE
 

 

L’ACQUARIO
 

L’ACQUARIO.  Da molti anni le amministrazioni comunali che si sono succedute nel tempo hanno curato la realizzazione di un grande acquario (di cui Roma è sprovvista) che doveva già essere aperto proprio negli spazi del laghetto. Non è ancora dato sapere quando (e se) verrà inaugurato. Attualmente sono visibili solo l’ingresso e l’uscita della struttura, come si vede nelle immagini che seguono.  

 
GLI UCCELLI
 
GLI UCCELLI Camminando  intorno allo specchio  d’acqua potrete notare la presenza di numerosi  uccelli acquatici. Alcuni esemplari formano dei gruppi. Sono abituati alla presenza delle persone, per cui non fuggono, ma non dovete disturbarli. Piacciono soprattutto  ai bambini che ne sono attratti. 
LA METROPOLITANA
LA METROPOLITANA. Potere anche raggiungere il laghetto utilizzando la metropolitana di Roma, fermata “EUR”. E’ molto comoda perchè ben collegata anche dal centro di Roma (da cui effettivamente è distante). l’uscita affaccia direttamente sul laghetto stesso. 
SICUREZZA DI NOTTE.  Durante la sera tardi e la notte questa zona è poco frequentata, in quanto il quartiere dell’EUR durante questa fascia orario, vede la presenza di poche persone, in quanto prevalentemente adibito ad uffici. Pertanto, per motivi di sicurezza, evitare di camminare dsoli nelle ore tarde. Eviterete brutti incontri.  

NESSUN POSTO DI POLIZIA.Non ci sono posti di polizia di Stato o delle altre Forze dell’Ordine sul laghetto. Per cui se per ragioni di sicurezza dovete rivolgervi a loro, dovete utilizzare il telefono, oppure presto qualche ufficio aperto al pubblico i cui indirizzi potrete trovare anche in rete. Comunque questo posto è sempre controllato, per la sicurezza e la tranquillità di chi frequenta il laghetto. 

Ai prossimi appunti di viaggio.

 

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ITALIA -REGIONE ABRUZZO – LAGO DI SCANNO: IL SENTIERO DEL CUORE – A.D.V.

QUOTA INIZIALE – 900 mt s.l.m

 

QUOTA FINALE  –  1.110 mt. s.l.m

 

DISLIVELLO TOTALE  – 210 mt circa

 

LUNGHEZZA PERCORSO – 3.3 km circa

 

TEMPO NECESSARIO A/R – circa 2 ore. 

 

DIFFICOLTÀ – Facile

DOVE SI TROVA. Il lago si trova in prossimità del Borgo di Scanno. Di seguito la mappa interattiva di GOOGLE MAPS che vi consentirà di raggiungere la vostra meta utilizzando il vostro dispositivo come un navigatore GPS ovunque vi troviate. Per calcolare il percorso cliccate sulla freccia blu sulla mappa. Ricordate che nell’angolo sinistro in basso è presente la versione “Earth” della mappa.

INTERFACCIA GOOGLE EARTH – SENTIERO PER IL LAGO VIVO. Di seguito troverete l’immagine del percorso per raggiungere l’eremo di San Egidio,  evidenziata il colore viola chiaro. E’ ottenuta dall’interfaccia tra le immagini satellitari di google earth ed un famoso programma che traccia il percorso utilizzando sia le coordinate satellitari che la connessione internet. La sua osservazione consente di comprendere che tipo di percorso bisogna effettuare. Nella parte alta potete notare il Lago di Scanno. 

PERIODO MIGLIORE PER EFFETTUARE LA VISITA. Il periodo migliore per effettuare l’escursione e certamente quello estivo, da luglio a settembre. Ricordate però di camminare durante la mattina o nel pomeriggio dopo le 16.00. Infatti nelle ore centrali della giornata può fare davvero molto caldo e umido. Le cose peggiorano nel caso in cui ci sia poco vento. Il percorso infatti è quasi tutto al coperto e l’aria può diventare soffocante.  
In primavera potete fare anche delle belle passeggiate, ma ricordate che il lago si trova a oltre i 922 MT S.L.M. per cui può fare freddo ed incontrare la neve. Camminare potrebbe essere un problema.
In autunno invece le giornate di accorciano e la temperatura scende. Avrete però la possibilità di vedere i boschi che cambiano colore. Davvero un bello spettacolo. 
LE DIFFICOLTA’ TECNICHE. Il sentiero non presenta difficoltà particolari. Non ci sono passaggi pericolosi, ma fate attenzione mentre camminate. Il sentiero è in genere stretto (soprattutto nella parte iniziale), e se vi distraete, potreste scivolare sul pendio del sentiero che guarda verso il lago. 
PERCORSO ANDATA E RITORNO. Il percorso è del tipo “andata e ritorno”, per ritornare da dove siete partiti, dovrete ripercorrere il medesimo sentiero. 
RICEZIONE CELLULARE E INTERNET. La connessione alla rete internet e quella telefonica non presentano particolari problemi. Il sentiero si trova a ridosso del paese di Scanno, per cui non avrete difficoltà per i contatti.
IL PARCHEGGIO.   È possibile parcheggiare vicino al lago. Ne esiste anche uno comunale. Valutate bene che durante la bella stagione, e nei fini settimana, il lago è molto frequentato, per cui potreste trovare qualche difficoltà nel lasciare i vostri veicoli. Se decidete di parcheggiare lungo le strade del lago, verificate sempre con attenzione la presenza di eventuali divieti di sosta. 

 

BOX METEO .
LE PREVISIONI DEL TEMPO.  Di seguito troverete un box meteo con le previsioni del tempo riferite alla zona del borgo di Scanno, poco distante dal lago. Questo vi consentirà di organizzare la vostra escursione con il tempo migliore. Prendete bene in considerazione questo strumento, perché in montagna con il meteo non si scherza. In caso di pioggia evitate le escursioni.
BOX METEOMeteo Roma
DIFFICOLTA’ ESCURSIONE: FACILEL’escursione Roberta tra quelle “facili”. Non è molto lunga (3,3 km circa) e il tempi necessario tra andata e ritorno la rendono adatta anche per coloro che non sono molto abituati a camminare in montagna su lunghi percorsi. Non ci sono passaggi particolarmente pericolosi. Ovviamente la prudenza deve sempre accompagnare il camminatore
LE CARATTERISTICHE DEL PERCORSO. Si tratta di un percorso che non presenta particolari problemi nell’essere affrontato. Il fondo e buono e non ci sono dislivelli significativi, o passaggi repentini ed insidiosi.
IL DISLIVELLO Il dislivello tra il punto di inizio e quello finale è di circa 200 metri,  per cui nulla di particolarmente difficile. Data la quota di arrivo non avrete nessun problema nel respirare. 
IL SENTIERO SCOPERTO.La parte del sentiero “aperta” del sentiero, ovvero non coperta dal bosco è la parte minore di tutto il tragitto. Si trova prevalentemente nella parte finale del sentiero, in prossimità dell’Eremo di San Egidio, ed in alcuni passaggi del percorso tra l’inizio e la fine. 
ALTEZZA SUL LIVELLO DEL MARE. La quota in cui si trova il punto di arrivo di questo percorso è  di circa 1110 metri sul livello del mare. La misura stata misurata con un altimetro professionale. Il punto di partenza è invece a circa 900 mt s.l.m. 
DISTANZA DA PERCORRERE  Come indicato, il percorso suggerito è  breve. Sono circa  3,3km tra andata e ritorno, distanza adatta anche per coloro che non sono abituati a camminare.
IL PANORAMA. L’escursione in se è semplice, ma vale la pena di essere effettuata per poter osservare il bel lago di Scanno da una posizione unica, che consente di poter vedere un particolare effetto ottico che  lo fa apparire con con una particolare forma “a cuore”. Questo è il motivo per cui il sentiero è chiamato così. 
LE CARTE GEOGRAFICHEIn genere è importante dotarsi di carte geografiche dei luoghi che si visitano con la mappatura dei sentieri da percorrere, per scegliere la strada migliore ed evitare di perdersi. In questo caso non è strettamente necessario, dato che il sentiero è uno solo (per l’Eremo di San Biagio) e per vedere il lago con la caratteristica forma a cuore. Inoltre i cartelli sono molto chiari. Comunque per sicurezza portatela con voi.
IL DISLIVELLO. Non è  molto. Si tratta di circa 200 metri tra il punto di partenza e quello di arrivo, dove si trova l’eremo di San Egidio.
DOVE ALLOGGIARE E PERNOTTARE.  Potete trovare alloggio in zona. Il lago di Scanno ed il borgo sono luoghi di villeggiatura molto conosciuti. Potrete facilmente trovare l’alloggio che fai per voi cercando in rete. Ricordate però di prenotare per tempo soprattutto durante la stagione estiva. Eviterete cos’ brutte soprese. 
SENTIERO ADATTO PER I BAMBINI. Il percorso può essere tranquillamente percorso anche dai bambini. Non ci sono infatti pericoli particolari. Bisogna fare solo attenzione in alcuni passaggi del sentiero in cui potrebbero scivolare nel bosco che guarda verso il lago. Questo vale ovviamente anche per gli adulti. 
IL SENTIERO NEL BOSCO. Ilsentiero nel bosco, rappresenta  la parte prevalente dell’intero tragitto. Sarete avvolti dalla tipica vegetazione di queste zone, ma non troverete una vera e propria foresta “ secolare”. Ci sono piante belle, ma nella norma per queste parti. Avrete comunque  la possibilità  di vedere il lago che si intravede tra il fogliame. E’ il vero obiettivo di questa escursione. 
LE PERSONE DIVERSAMENTE ABILI.L’escursione è adatta anche per le persone diversamente abili. Ovviamente bisogna tenere bene in conto le proprie difficoltà di natura fisica. Il sentiero non è particolarmente complesso ne lungo, né presenta passaggi pericolosi. Valutate comunque bene lo stato di salute personale prima di camminare.
GLI ANZIANI E PERSONE CON DIFFICOLTA’ DI DEAMBULAZIONE.  Il percorso può essere affrontato anche da persone anziane, dato che non presenta particolari difficoltà. La salita fino all’Eremo di San Egidio  è repentina (non ci sono tratti pianeggianti) per cui è importante avere un buon stato di salute. Non si tratta comunque di una semplice passeggiata. Non essendoci passaggi difficili ed essendo il fondo del sentiero buono, può essere affrontato anche da persone anziane con leggeri problemi di deambulazione. Il proprio stato di salute va pero valutato con attenzione. Non bisogna  correre rischi inutili. 
LA CARROZINE PER I DIVERSAMENTE ABILI.  Per questi tipo di sentiero è assolutamente sconsigliato l’uso della carrozzina. Le dimensioni del sentiero (in larghezza) e la pendenza  non sono adatte per il loro utilizzo. 
I CANI.  Il sentiero può essere percorso tranquillamente anche dagli amici a quattro zampe. Va bene anche per quelli di piccola taglia abituati a camminare. Lasciate a casa i vostri amici “da salotto” e quelli troppo anziani o i cuccioli
PORTARE L’ACQUA  PER I CANI.  Durante la camminata trovare una fontana solo nella zona vicina all’Eremo di San Biagio. Bisogna però fare attenzione a non confonderla con quella in ghisa che si trova accanto alla chiesa. È danneggiata e dismessa da tempo. Il consiglio è quello di portare da bere per gli amici a quattro zampe. Anche raggiungendo la fontana dovete valutare che si trova in pratica alla fine del sentiero. 
CANI AL GUINZAGLIO. In genere nei sentieri di montagna è possibile portare i cani sciolti. In questo caso il sentiero è stretto, per cui potreste incontrate altre persone. Potrebbe essere opportuno legare il cane al guinzaglio per evitare spiacevoli incidenti. Ovviamente dipende dall’indole del vostro cane. 
RICEZIONE CELLULARE E INTERNET. La connessione alla rete internet e quella telefonica non presentano particolari problemi. Il sentiero si trova a ridosso del paese di Scanno, per cui non avrete difficoltà per i contatti.
AREA PICNIC. Non è presente alcuna area picnic attrezzata durante il percorso. Per mangiare qualcosa un punto idoneo può essere lo spiazzo antistante l’Eremo di San Giacomo. La zona è ventilata, ma nessuna protezione contro i raggi del sole.
LE SCARPE CONSIGLIATE. Si tratta di un percorso semplice che non richiede calzature particolari. Potete indossare buone scarpe da ginnastica o da trekking leggero. Evitare scarponi pesanti o particolarmente tecnici. Non vi serviranno. 
IL CAPPELLO. La camminata è quasi tutta al coperto, grazie alla presenza degli alberi. Per questa ragione non sarà necessario portare con voi un copricapo. Comunque potrebbe tornarvi utile una volta arrivati all’Eremo di San Giacomo. Li lo spazio è aperto, per cui, soprattutto nelle belle giornate di sole potrebbe essere forte. Inoltre potrebbe tornarvi utile se decideste di continuare il sentiero che parte dall’Eremo e vi conduce intorno al lago (non descritto in questi appunti di viaggio). 
GLI OCCHIALI DA SOLE. Portate con voi anche un paio di occhiali da sole. Il percorso è quasi tutto coperto dagli alberi, ma quando il sole è alto nel cielo la luminosità può essere intensa, e dare molto fastidio agli occhi.  
I BASTONI DA TREKKING. Se siete soliti utilizzarli, potete portare con voi un bastone o quelli da nordic walking. Vi aiuteranno soprattutto nella salita. Ricordate però che si tratta di un percorso semplice, per cui potrebbero non essere necessari. 
I PANTALONI. Potete indossare pantaloni corti o lunghi. Sul sentiero non ci sono rami bassi o piante con spine che possano ferire le gambe, nè insetti nocivi.  
LA GIACCA IMPERMEABILE. Il percorso è breve, per cui potete valutare, in base alle condizioni del tempo, se portare con voi un capo di abbigliamento impermeabile. Ricordate sempre però che in montagna il tempo può cambiare rapidamente, anche nel giro di pochi minuti. Per cui se avete spazio nello zaino, portatelo con voi. 
LA CREMA SOLARE.  Il sentiero si sviluppa quasi tutto all’interno del bosco. Per cui il sole è filtrato dalla presenza del fogliame sugli alberi. Solo la parte dove si trova l’eremo di San Egidio è allo scoperto. Portatela con voi se necessario. Però potrebbe non servirvi. Inoltre in genere nel bosco non soffia mai un forte vento, per cui non serve nemmeno per evitare la disidratazione della pelle. 
L’EREMO DI SAN EGIDIO. Durante la camminata, uscendo dal bosco, incontrerete l’Eremo di Sant’Egidio, indicato su appositi cartelli posizionati sul sentiero. Si tratta di una struttura di piccole dimensioni, costruita nel 1657, come testimoniato dalla data riportata sul portale d’ingresso. Non è accessibile al pubblico, per cui la potrete osservare solo dall’esterno. Di fatto per quanto è dato sapere, non è abitualmente utilizzata per le funzioni religiose.
COORDINATE GPS – EREMO DI SAN EGIDIO: Se volete raggiungere l’eremo con il vostro navigatore, potete anche inserire le seguenti coordinate GPS. Non necessitano di connessione alla rete internet, ma solo alla rete satellitare GPS.
41°54’ 58″N –  13°52’ 13″E 
LA TEMPERATURA ESTERNA. È  influenzata certamente  dalla stagione in cui effettuate l escursione e dalle condizioni climatiche della giornata. Durante la bella stagione soprattutto nelle ore centrali della giornata, può fare molto caldo, a causa della scarsa ventilazione all’interno del bosco. È  meglio passeggiare la mattina o il pomeriggio.  
I CARTELLI ESPLICATIVI. All’inizio del percorso troverete due cartelli indicanti sia il sentiero del cuore e dell’erede di San Giacomo. Durante il cammino ne troverete altri che vi aiuteranno a non perdervi. Oltre sugli alberi sono presenti indicazioni verniciate bianche e rosse, tipiche dei sentieri di montagna. 
ATTENZIONE AI CARTELLI .Rispettate sempre le indicazioni riportate sui cartelli che descrivono il posto. In genere sono indicati una serie di divieti che devono essere presi seriamente in considerazione. Infatti in alcuni casi sono stabilite regole in merito all’utilizzo delle biciclette, il divieto di accendere fuochi, fino a giungere anche al senso di marcia da osservare. In pratica si può essere obbligati a procedere solo in un senso. Possono essere stabilite prescrizioni anche su come condurre i cani. 
LA LUMINOSITA’ DEL SENTIEROL’escursione di svolge prevalentemente all’interno del bosco. Gli alberi filtrano il sole, e nonostante la presenza del fogliame, l’illuminazione è molto buona. Per cui non camminerete in un luogo “buio e tetro”, ma in un ambiente piacevole. La luce diventa molto forte invece non appena arriverete nella parte aperta del sentiero, ovvero la zona che si trova intorno l’Eremo di San Egidio. 
LA VENTILAZIONE. La ventilazione dipende ovviamente dalle condizioni climatiche della stagione e della giornata. Considerate però che non è mai molto forte, poiché il percorso è quasi tutto all’interno del bosco e su uno ei pendii che racchiudono il lago. Per questa ragione, nelle giornate assolate, soprattutto durante la bella stagione, potreste sentire molto caldo
L’UMIDITA’. È  una condizione  climatica che dipende  ovviamente  dal meteo del giorno in cui effettuate la visita.  Ricordate però che l escursione si svolge quasi tutta al coperto, nel bosco. Per cui il vento può  essere ostacolato dalla presenza della vegetazione.  Nelle ore centrali della giornata, soprattutto in estate il tasso  di umidità  potrebbe  essere alto. In questo caso potreste  avere qualche difficoltà  nel respirare e potreste sudare molto. Cercate quindi di effettuare l’escursione durante la mattinata  o nel pomeriggio,  quando il sole inizia a calare. 
LA NEVE.In questa zona durante l’inverno può nevicare molto. Per cui se intendete percorrere questo sentiero fate comunque molta attenzione. Verificare prima se sia accessibile oppure no. In caso positivo fare molta attenzione. La neve potrebbe coprire punti pericolosi del sentiero. Il rischio di scivolare verso il basso è concreto. Potrete chiedere comunque presso il borgo di Scanno se vengono effettuate visite guidate invernali. In genere si possono fare con guide esperte, che conoscono passo passo il sentiero e gli eventuali pericoli.
DOVE MANGIARE. Durante il percorso non incontrerete alcun rifugio, ristorante o bar. Per cui dovete portare da mangiare e bere “da casa”. In realtà non è strettamente necessario, in quanto il percorso non è molto lungo e potete quindi mangiare al vostro ritorno. Comunque potrete acquistare le vettovaglie direttamente nel borgo di Scanno o presso i bar e ristoranti presenti sul lago. Li potrete anche sedervi comodamente e mangiare con una bella “vista lago”. Ricordate però di portare da bere. La sete si potrebbe far sentire.
DOVE ALLOGGIARE E PERNOTTARE. Potete trovare alloggio in zona. Il lago di Scanno ed il borgo sono luoghi di villeggiatura molto conosciuti. Potrete facilmente trovare l’alloggio che fai per voi cercando in rete.
I SERVIZI IGIENICI. Durante la camminata non incontrerete alcuna struttura dotata di servizi igienici. Per cui è necessario provvedere per tempo. Potrete recarvi presso quelli di qualche bar presso il borgo di Scanno, oppure presso quello delle strutture che si trovano vicino al lago. Potete comunque utilizzate i “bagni pubblici” che si trovano in prossimità dell’inizio del sentiero del cuore, vicino all’edicola dei giornali. 
QUANDO UTILIZZARE I SERVI IGIENICI.  Durante il cammino non troverete servizi igienici, per cui è necessario provvedere prima. Fortunatamente quelli pubblici sono presenti in prossimità dell’inizio del sentiero, accanto all’edicola. 
RACCOGLIERE I RIFIUTI.Portate via con voi i vostri rifiuti e non li abbandonate nel bosco o altrove. Non ci sono punti di raccolta o cassonetti, per cui li dovrete mettere nello zaino o sacco. Farete un favore all’ambiente. 
NON ACCENDERE FUOCHI. In questa zona non è possibile  accendere fuochi. Per cui evitate accuratamente di farlo. Oltre a non essere consentito, il rischio d incendio è  elevato, data la presenza del sottobosco, secco in estate. 
NON RACCOGLIERE LA FAUNA SPONTANEA.  È importante rispettare la natura che ospita gli escursionisti. Per cui la flora si può osservare, ma evitate di raccogliere piante e fiori. Se tutti facessero così i danni all’ambiente potrebbero essere ingenti. Per cui guardare ma non toccare. 
GLI INSETTI. Nonostante la presenza del bosco e del lago, non si segnala la presenza di particolari insetti fastidiosi o pericolosi. In alcuni periodi dell’anno bisogna fare attenzione ai tafani, insetti “assetati di sangue”, molto aggressivi, che possono provocare punture molto dolorose, e gravi crisi allergiche. In genere sono presenti nei luoghi dove si trovano animali da pascolo, cavalli o bovini. 
IL BAGNO NEL LAGO. Nel lago potrete fare tranquillamente il bagno. L’acqua è trasparente e fresca, e molto pulita. 
LA SPIAGGIA DEL LAGO. Intorno al lago sono presenti alcune spiagge. La principale è quella che si trova in prossimità del punto da cui parte il sentiero del cuore. 
LA TEMPERATURA DELL’ACQUA DEL LAGO. La temperatura del lago è bassa anche in estate, ma la presenza tra i bagnanti di bambini ed anziani è certamente un buon segnale per coloro che intendono fare il bagno. Ovviamente le regole sui rischi di congestione che si utilizzano al mare, qui devono essere applicate con maggior rigore. 
LE CORRENTI NEL LAGO.Il laghi possono essere molto pericolosi, a causa della presenza di correnti e gorghi. Per quanto e dato sapere il lago di Scanno non ha questo tipo di problematiche. Infatti durante la bella stagione vengono disputate gare di nuoto
IL NOLEGGIO IMBARCAZIONI. Se intendete recarvi al lago, e non avete una imbarcazione vostra, potete noleggiare un pedalò. Avrete così la possibilità di fare il bagno in vari punti dello specchio d’acqua, oppure osservare le sponde. 
IL CAMPER. Potete raggiungere il lago di Scanno anche con il camper. In zona sono presenti aree di sosta attrezzate e camping. Verificare in rete la disponibilità. Ricordatevi di prenotare soprattutto durante la bella stagione. Il luogo è molto conosciuto, per cui potreste non trovare posto per il vostro mezzo. 
I SOUVENIR.Alla fine della vostra escursione, o dopo un buon bagno nel lago, potete comprare qualche souvenir, da portare a casa come ricordo della giornata.  Li troverete presso l‘edicola ubicata accanto ai bagni pubblici  sopra descritti. 
Ai prossimi appunti di viaggio. 
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ITALIA – PAGINA GENERALE

 

       ITALIA – REGIONE ABRUZZO – P.G.

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Nella parte finale di ogni post è presente la voce “TRADUTTORE”. Per scegliere la lingua desiderata (come nel caso vogliate mostrare il post ad una persone straniera che non parla la vostra), cliccate sul menù a tendina, dove la troverete. In pochi secondi il sistema provvederà alla traduzione. 
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–.
ATTRAZIONE NATURALISTICA, ATTRAZIONE TURISTICA, EUROPA, FIUME CENTRO ITALIA, FIUME ITALIA, LAVATOIO, PARCO NATURALE CENTRO ITALIA, PARCO NATURALE ITALIA, REGIONE CENTRO ITALIA, REGIONE LAZIO, TREKKING, TREKKING CENTRO ITALIA, TREKKING ITALIA

ITALIA – REGIONE LAZIO: IL PARCO NATURALE DELLE VALLE DEL TREJA

 

IL BORGO DI MAZZANO ROMANO VISTO DAL SENTIERO



LUNGHEZZA PERCORSO: 11 km
circa

QUOTA: 200 M.T. circa s.l.m.

 
TEMPO NECESSARIO A/R –
circa 5 ore. 
 
DIFFICOLTÀ: Facile 
DOVE SI TROVA. Il sentiero qui proposto inizia partendo del borgo di Mazzano Romano, della città metropolitana di Roma, nella Regione Lazio. Di seguito la mappa interattiva di GOOGLE MAPS che vi consentirà di raggiungere la meta utilizzando il vostro dispositivo come un navigatore GPS ovunque vi troviate. Per calcolare il percorso cliccate sulla freccia blu sulla mappa. Per visualizzare versione Google Earth della mappa, basterà cliccare sulla finestrella nell’angolo in basso a sinistra. 

IL PERCORSO Di seguito troverete l’immagine del percorso ad anello descritto in questi appunti di viaggio, evidenziata il colore viola chiaro. E’ ottenuta dall’interfaccia tra le immagini satellitari di google Earth ed un famoso programma che traccia il percorso utilizzando sia le coordinate satellitari che la connessione internet. La sua osservazione consente di comprendere che tipo di percorso bisogna effettuare. Potete notare che comprende anche il passaggio per il Borgo di Calcata Vecchia.
 
INIZIO DEL PERCORSO. L’inizio del percorso si trova in prossimità dell’abitato del paese di Mazzano Romano. Non è difficile trovarlo, ma potere utilizzare le seguenti coordinate gps per poterlo raggiungere con il vostro navigatore.  Non necessitano di connessione alla rete internet, ma solo alla rete satellitare GPS.
Subito dopo le coordinate gps troverete l’immagine di Google Earth con il segnaposto di colore giallo che corrisponde al punto relativo alle coordinate GPS. Questa immagine vi renderà più semplice anche orientarvi per capire dove inizia il sentiero.
 
42°12’12.56″N  – 12°24’6.72″E
 
 

LE PREVISIONI DEL TEMPO.  Di seguito troverete un box meteo con le previsioni del tempo riferite alla zona di Mazzano Romano su base settimanale, con fasce orarie,  aggiornate in tempo reale.  Cliccando sul giorno della settimana in cui intendete effettuare l’escursione, potrete verificare con esattezza la situazione metereologica prevista nell’arco dell’intera giornata. Questo vi consentirà di organizzare la vostra escursione con il tempo migliore.

(Fate attenzione al menu del meteo. Cliccando sul giorno successivo a quello in cui visualizzare gli appunti di viaggio vi apparirà il giorno completo con le fasce orarie. Invece per il giorno corrente avrete solo le previsioni successive all’orario in cui visualizzate il box meteo. Per cui parte dello schermo del dispositivo che state utilizzando risulterà vuoto)

 

IL PERIODO MIGLIORE.  L’escursione può essere effettuata tutto l’anno. Ricordate però che la stagione in cui decidete di farla può condizionare non poco la vostra escursione. In primo luogo durante la stagione invernale il buio arriva presto, e se non partire di buon ora, potreste trovarvi all’interno del bosco di notte e senza luce. Inoltre parte della vegetazione presente, durante l’inverno perde le foglie, per cui il bosco che attraverserete potrebbe risultare spoglio. Inoltre dovete fare i conti con il freddo e l’umidità. Durante l’estate in questa zona il caldo può essere intenso, soprattutto nelle ore centrali della giornata, e l’umidità diventare veramente soffocante. Per cui la stagione migliore è certamente la primavera inoltrata, quando in genere il caldo non è molto forte e l’umidità non troppo alta. 
IL PARCHEGGIO DEI VEICOLI. Per parcheggiare non ci sono particolari problemi. E’ infatti possibile lasciare il vostro veicolo nell’area urbana del paese di Mazzano Romano. Il parcheggio è gratuito. Verificate sempre la presenza di are di parcheggio a pagamento. Ricordate però che nel fine settimane questa località è visita dai  turisti, per cui potreste trovare qualche difficoltà nel parcheggiare nella zona centrale del paese. Per comodità la mappa interattiva di google Earth che si trova all’inizio degli appunti d viaggio segnala come punto di arrivo un grande parcheggio a pagamento presente nel borgo. Starà poi a voi decidere dove lasciare i vostri mezzi. 
IL PERCORSO AD ANELLO. Il percorso proposto è ad “anello”. Questo significa che avrete seguendo la strada indicata nella mappa, ritornerete nel punto da
cui siete partiti
, ma senza camminare sul tracciato già percorso. Ciò vi consentirà di vedere luoghi differenti durante il tragitto. Ovviamente nulla vi impedisce di arrivare in un punto del percorso e tornare indietro sui vostri passi. Il consiglio è quello di fare il giro completo

 

IL LAVATOIO. Una volta lasciato l’abitato, dopo aver percorso poche decine di
metri, incontrerete un 
lavatoio di grandi dimensioni. Si tratta di una costruzione in buon stato di manutenzione. Da qui inizia il sentiero vero e proprio, con una bella discesa. Come si vede nell’immagine che segue, potrete notare la presenza di un fontanile con tre cannelle da cui fuoriesce acqua potabile e bella fresca. Il consiglio è di bere o di fare rifornimento d’acqua. Lungo la strada non ne troverete più, salvo che durante il percorso non ci fermiate presso la cittadina di Civita Castellana, dove sono presenti bar e ristoranti.

 IL LAVATOIO CON LA FONTANA CON TRE CANNELLE
 LA VASCA PER EFFETTUARE IL LAVAGGIO DEI PANNI
IL LAVATOIO – SULLO SFONDO IL BORGO DI MAZZANO ROMANO
IL SENTIERO NEL BOSCO. Se iniziate il percorso a piedi passando per Nazzano Romano, dopo aver un tratto aperto ed incontrato il lavatoio, vi troverete subito nel parte coperta del sentiero. Fate attenzione perché è presente subito una ripida discesa un po’ sconnessa. Poi il fondo ritornerà ad essere quasi pianeggiante.
Come si nota dalle immagini che seguono parte di questo sentiero presente anche delle protezioni (corrimani in legno)  nei punti più pericolosi. Servono a proteggere da eventuali cadute accidentali. Fate però attenzione che non sono presenti ovunque, e che alcuni di questi sono in cattivo stato di manutenzione.
IL SENTIERO: LE CARATTERISTICHE. Il sentiero preso in considerazione non presenta particolari difficoltà. E’ prevalentemente pianeggiante, salvo alcuni passaggi particolari, con salite e discese richiedono attenzione. Questi punti vanno affrontati con calma ed eventualmente con l’aiuto di qualcuno. 
LA PREPARAZIONE FISICA. Per affrontare i circa 11 km e le 5 ore  dei questo percorso ad anello, non è richiesta una preparazione fisica particolare. E un’escursione adatta a tutti, ma bisogna essere comunque essere abituati a camminare a lungo. Se non siete in buona salute o se siete tipi da “divano” allora valute bene se fare o meno questo “passeggiata”. Potreste non essere in grado di arrivare fino in fondo, ed essere obbligati a tornare  sui vostri passi a breve. In questo caso il consiglio è quello di prendere la gita con molta calma senza fare il percorso a “tappe obbligate”. 
L’AFFOLLAMENTO.  Il sentiero non è molto frequentato, ma è facile incontrare qualche camminatore solitario o piccoli gruppi di escursionisti. Ovviamente le presenze aumentano durante il sabato e la domenica

L’ABBIGLIAMENTO CONSIGLIATO. L’escursione non richiede l’uso di un abbigliamento tecnico. Ovviamente la stagione in cui effettuate l’escursione condiziona il tipo di abiti che indossate, ma evitate di esagerare. Vestitevi a “cipolla”, in modo tale da poter alleggerire o appesantire l’abbigliamento. In estate qui può fare molto caldo e umido, per cui vestitevi leggeri. 

LA RICEZIONE CELLULARE ED INTERNET. Per l’utilizzo del cellulare e della connessione ad internet non ci sono particolari difficoltà. La zona in cui si effettua l’escursione si trova in prossimità degli abitati di Mazzano Romano  e di Calcata Vecchia, che consentono una buona copertura del segnale. Valutate comunque che in alcuni punti la ricezione potrebbe essere momentaneamente assente. 

LE CALZATURE CONSIGLIATE. L’escursione non richiede l’utilizzo di calzature particolari. Potrete utilizzare delle scarpe da trekking “leggero” o anche delle buone scarpe da ginnastica. Se optate per il secondo tipo, evitate quello con il fondo liscio del tipo “da tennis”, perché potreste non avere la giusta aderenza in qualche passaggio sconnesso o sul fondo di terra battuta. Evitate anche di indossare scarponi da montagna, perché vi sarebbero solo d’intralcio. 

IL CAPPELLO. Come sopra indicato, il sentiero ha una parte rilevante al coperto, ed un’altra allo scoperto. Nella stagione fredda quindi potete indossare un cappello per proteggervi dal freddo e dall’umidità, mentre in quella estiva (o primaverile), potere utilizzarlo per proteggervi dal sole. In entrambi i casi e bene comunque portarlo con voi. 

I BASTONI DA TREKKING. Per effettuare la passeggiata potrete utilizzare come ausilio anche i bastoni da trekking, considerato che passaggi non sono complessi e quindi potete anche camminare tenendo un buon passo. Nei passaggi più impegnativi (anche se non molti), vi potranno aiutare a sostenervi.
IL SENTIERO ALL’APERTO. La seconda parte dell’escursione si effettua camminando per una serie di sentieri “aperti”. Sono caratterizzati da una maggiore illuminazione e ventilazionerispetto alla parte precedente. Anche il fondo sui cui camminerete è composto (come si vede dalle immagini) da terra battuta e pietrisco. Nelle giornate più assolate il terreno è molto asciutto, e di conseguenza, polveroso.
DOVE MANGIARE. Per mangiare le soluzioni possono essere le seguenti. La prima e la più ovvia è quella di portavi tutto da casa, bevande comprese. La seconda è quello di acquistare panini o altro a Nazzano Romano, borgo da cui inizia la vostra escursione, oppure fermarvi durante la passeggiata a Calcata Vecchia, borgo antico dove è possibile anche fermarsi in quale trattoria tipica. Qui sono presenti anche bar dove acquistare vivande o altro, o fermarsi per un caffè. 
GLI INSETTI.  La presenza degli insetti è chiaramente condizionata dalla stagione in cui effettuate l’escursione. Più vi avvicinate alla stagione estiva e maggiori sono le possibilità che si presenti qualche zanzara intorno a voi. Ogni tanto potrete notare la presenza di qualche nugolo di moscerini e qualche mosca o vespa, ma nulla di preoccupante. Per coloro che amano gli aracnidi (ragni per intenderci), è possibile notare qualche bella ragnatela con al centro il “padrone di casa”. Comunque per precauzione contro le zanzare portate con voi qualche prodotto repellente
ICANI.  L’escursione è certamente adatta per gli amici a quattro zampe, anche se di taglia piccola. Deve sempre però trattarsi di animali in buona salute e non anziani ed abituati a camminare. Il percorso non è breve e sono abituati al “salotto”, potrebbero incontrare qualche difficoltà. Ovviamente è sconsigliato anche per i cuccioli troppo piccoli.Ricordate di portare con voi l’acqua da bere per il vostro cane. Durante il cammino non ci sono fontane e l’unico corso d’acqua presente è il fiume Treja.  
AREA PICNIC. Durante il cammino troverete anche un paio di aree attrezzate dove potersi sedere per mangiare. La prima e più grande si trova in prossimità del fiume Treja. Basta attraversare il piccolo ponte sospeso, e li troverete un paio di panche con dei tavoli all’ombra degli alberi.
IL FIUME. Il Treja ha le sue sorgenti sul Monte Lagusiello, ad una quota di circa 250 mt s.l.m. Ha una lunghezza di circa 36 km e si getta nel fiume Tevere, di cui è uno dei principali affluenti. 
FARE IL BAGNO. Il fiume Treja, per quanto è dato sapere è balneabile. Il corso d’acqua non ha una corrente molto forte. L’acqua in alcuni punti è molto pulita, in altri meno. Durante la stagione estiva è facile imbattersi in alcune persone che in costume da bagno, si immergono nell’acqua. Fate comunque molta attenzione, ed evitate di entrarvi da soli. Il fondo presenza rocce e sassi
GLI OCCHIALI DA SOLE. E’ consigliato l’uso degli occhiali da sole per la parte all’aperto del sentiero. Nelle belle giornate il sole può essere veramente forte, soprattutto una volta che vi siete abituati a camminare nella penombra creata dal bosco nella parte coperta del sentiero stesso. 
I PONTI.  Durante il tragitto proposto incontrerete due ponti più grandi che attraversano il fiume Treja. Il primo è in legno e cemento, mentre il secondo è il legno e corda. Quest’ultimo è divertente da attraversare poichéoscilla quando ci camminate sopra. Porta inoltre ad un’area attrezzata con tavoli e panche dove potrete fermarvi per riposare o altro. 
GLI ANZIANI  E LE PERSONE CON DIFFICOLTA’ DI DEAMBULAZIONE. Il sentiero presenta alcuni passaggi più complessi, con alcune discese e salite che possono presentare delle difficoltà per essere affrontate da chi ha problemi di deambulazione o per persone diversamente abili. Come si vede dalle immagini la maggior parte del percorso è composto da un camminamento “semplice”, ma non si tratta comunque del parco sotto casa. Inoltre i chilometri da percorrere non sono pochi (11), per cui per coloro che hanno difficoltà nel camminare, è consigliato farsi accompagnare e non affrontare assolutamente da soli la gita. 
LA BICICLETTA. Il sentiero può essere percorso tutto in mountain bike. Non si consiglia l’uso delle due ruote da passeggio, perché comunque alcuni passaggi richiedonomezzi adattie una certa competenza tecnicaPer tale ragione se non siete preparati fisicamente o non avete la bicicletta adatta, evitare di fare questo percorso. In alcuni punti potreste essere obbligati a scendere a portala a piedi, data la presenza di alcuni punti ripidi con la presenza di rocce. Fate molta attenzione al fondo del sentiero, soprattutto dopo abbondanti piogge, che potrebbero creare delle insidie non visibili. Per raggiungere invece la necropoliinvece dovete usare obbligatoriamente la scala, per cui la bici dovrete lasciarla all’inizio della stessa oppure portarla con voi. 
IL PONTE IN LEGNO E CEMENTO SUL TREJA
I PONTICELLI. Il percorso è disseminato di piccoli ponti, che consentono di superare agevolmente piccoli corsi d’acqua o fossati senza pericolo. Considerato che parte di questo non sono in buono stato di conservazione, fate attenzione a dove mettere i piedi. Potreste trovare qualche asse sconnessa, marcia o qualche buco.
DIVERSAMENTE ABILI: LA CARROZZINA. Il percorso per coloro che si devono spostare con la carrozzina non è consigliato, in quanto si tratta di un percorso con passaggi non adatti per tale mezzo. Se però chi la deve usare è debitamente assistito, allora la cosa è fattibile. Ma fate molta attenzione
IL SENTIERO: LE RADURE NEL PERCORSO. Durante il cammino troverete alcuna radure dove potervi riposare. Si tratta di punti nel quali sono presenti alcune panche e tavoli dove potrete sedervi. La migliore è quello che si trova in prossimità del ponte di corda che attraverso il fiume. Qui l’ombra è ottima e durante la stagione estiva, vi riparerà dai raggi del sole.   
LE SCALE. Durante questo percorso incontrerete una serie di passaggi con della scale. Il primo è quello di che si trova subito all’inizio del percorso, scendendo da Mazzano Romano. 
Il secondo è quello che vi porta verso Calcata Vecchia. In realtà non si si tratta di una vera scala ma di una lunga salita. 
LA SALITA CHE DAL SENTIERO PORTA A CALCATA VECCHIA
Il terzo   è quello necessario per raggiungere la necropoli. E’ abbastanza impegnativo ma breve (come si vede nella immagini dedicate alla necropoli) . 

Il quarto e quello che vi riporta da dove siete venuti, ovvero Nazzano Romano. Per coloro che hanno difficoltà di deambulazione possono essere rappresentare un problema. 

Vi sono poi una serie di punti del sentiero nel bosco dove ci sono deipassaggi con scale di vario tipo. Come si vede dalle immagini non sono in buono stato di manutenzione per cui attenzione a dove mettete i piedi. 
I BAMBINI. L’escursione è adatta ai bambini più grandied in grado di muoversi in maniera autonoma. Per loro sarà certamente molto divertente. I sentieri nel bosco sono certamente un ottima attrattiva per i più piccoli, che vivranno una simpatica avventura. Comunque teneteli sempre sotto controllo. Alcuni passaggi del sentiero non sono semplicissimi, ed inoltre il fiume, anche se non molto grande e profondo, può rappresentare un pericolo da cui guardarsi. 
USO DEL PASSEGGINO PER I BAMBINI. Se dovete portare con voi bambini piccoli che non possono camminare o che comunque non possono percorrere a piedi lunghi tragitti, allora potete valutare la possibilità di utilizzare un passeggino
tecnico del tipo a tre ruote grandi
.
Quelli normali non vanno assolutamente bene a causa del fondo irregolare. Ricordate bene però che ci sono alcuni passaggi nei quali sarete comunque obbligati prendere in bambini in braccio, perché il rischio può essere quello di fare rovinose cadute se tentate di utilizzarlo con il bimbo all’interno.  
I SERVIZI IGIENICI. Durante il percorso non incontrerete bar o altro. Per cui se avete bisogno di utilizzare i servizi igienici, dovete necessariamente raggiungere o Mazzano Romano  o Calcata Vecchia che si trovano sul questo percorso. Altrimenti dovete provvedere diversamente. 
L’ILLUMINAZIONE. L’escursione si svolge prevalentemente nel bosco. Per questa ragione anche nelle giornate di pieno sole, gli alberi (nella bella stagione) offrono una bella copertura, per cui potrete godere di una piacevole ombra offerta dalle fronde delle piante. Il discorso è diverso nel momento in cui uscite allo scoperto. La luce può essere molto intensa (tempo permettendo), ed il sole diventare accecante. 
La scalinata di ritorno a Mazzano Romano
I MASSI SUL SENTIERO. Nel passeggiare incontrerete dei punti con alcuni massi e rocce di grandi dimensioni. Nulla di spettacolare o impressionante, ma hanno sempre il loro fascino. 
I CARTELLI ILLUSTRATIVI.Durante la passeggiata incontrerete sul vostro cammino numerosi cartelli esplicativi. Soffermatevi a leggerne il contenuto. Sono ricchi di informazioni sul luogo che state attraversando. Vi racconteranno soprattutto dettagli sugli aspetti naturalistici del posto.
L’UMIDITA’. E’ certamente condizionata dalle condizioni metereologiche della stagione e della giornata in cui decidete di effettuare questo escursione. Bisogna però ricordare che comunque vi trovate in prossimità di un fiume e la presenza del bosco, in assenza di vento, può elevare di molto il tasso di umidità, rendendo più faticosa la passeggiata. Nella parte aperta del sentiero invece le cosa cambiano completamente, grazie ad un maggiore ricambio di aria alla presenza del sole (nelle belle giornate). 
LA NECROPOLI. Durante la camminata potete fare una piccola deviazione per andare a vistare la necropoli del Cavone di Monte Li Santi. Basta salire delle scale (abbastanza ripide) per trovarvela difronte. E’ in buono stato di manutenzione. Si ritiene che sia stata usata sino alla metà del VII secolo A.C. Era un luogo importante di sepoltura per gli abitanti della antica città di Narce, un insediamento di una popolazione preromana che si trovava a circa 5 chilometri dalla borgo di Civita Castellana.
LA SCALA CHE PORTA ALLA NECROPOLI

Troverete altri luoghi di sepoltura durante il cammino, come si vede nelle immagini che seguono. Non sono il un’area specifica, ma dislocati lungo in piccola parte de sentiero. 

GLI ALBERI. Come già indicato il percorso prevede una parte nel bosco ed una parte scoperta. La prima vede la presenza di varietà botaniche tipiche dei boschi del centro Italia (tra cui anche noccioli e noci). Nella seconda invece potrete notare ampie aree dedicate alla coltivazione dell’olivo (come si vede nella immagini).  
LE PIANTE: IL FARFUGIUM JAPONICUM GIGANTEUM. Durante il cammino nella parte boscosa del sentiero, incontrerete una grande esemplare di Farfugium
japonicum ‘Giganteum’
. Si tratta di una pianta di una pianta proveniente dal Giappone appartenente alla famiglia delle Asteraceae. È una pianta erbacea sempreverde che cresce bene in ambenti umidi non molto soleggiati o a mezz’ombra. Le sue dimensioni sono notevoli, in quanto la sua altezza da terra
varia dai 90 ai 150 cm. Per capire quanto sia grande basterà avvicinarsi.
LE PIANTE – LE FELCI. Camminando nella parte coperta del sentiero, noterete la presenza di alcuni esemplari di felci. Si tratta di piante tipiche di queste zone. In genere si trovano in prossimità di grandi alberi(che offrono molta ombra), o in prossimità dei corsi d’acqua (in questo caso il Fiume Treja o i piccoli corsi d’acqua che attraversano il parco), o comunque in presenza di terreni molto umidi.Sono
piante che hanno bisogno di queste condizioni ambientali, poiché non sono in grado di vivere in terreni asciutti. Se vi avvicinate ad osservale, noterete che le foglie dal centro della pianta, dove le foglie più giovani crescono con unaforma caratteristica a spirale, chiamata “pastorale”, poiché ricordano molto la tipica forma dei bastoni dei vescovi. Le foglie più esterne, di colore marrone / verde sono quelle più vecchie e tendono con il tempo seccare e cadere

 

LE PIANTE – I MUSCHI.  Nella parte coperta del sentiero osserverete la presenza costante di muschi, aggrappati agli alberi e alle rocce. Di fatto tappezzano ampie superfici e danno un tipico colore verde al sottobosco. Non si trovano mai in zone soleggiate o secche. In caso di siccità tendono vanno in stasi vegetativa. Gli esemplari più rigogliosi sono quelli che si trovano in prossimità dei corsi d’acqua.
DOVE ALLOGGIARE E DORMIRE. Se desiderate pernottare in questa zona, potrete farlo senza problemi. Il percorso proposto inizia da Mazzano Romano ed attraversa la Calcata Vecchia, per cui basterà verificare la disponibilità presso le varie strutture alberghiere, b&b e agriturismi presenti nella zona. Ricordate comunque di farlo per tempo. Questa zona è molto frequentata dai turisti, per cui se decidete di alloggiare all’ultimo momento, potreste avere qualche difficoltà, soprattutto se siete in tante persone.

COSA VEDERE INTORNO. Durante l’escursione potrete anche visitare il borgo di Calcata Vecchia. È conosciuto come il paese degli artisti. Ricavatevi almeno un’ora di tempo per camminare tra i vicoli e visitare le botteghe artigiane. Molto bello è il panorama che si può osservare dal borgo stesso, che si affaccia sul Parco della Valle del Treja. Questo luogo può essere anche ottimo per pranzare o fare uno spuntino presso i bar presenti e i ristorante caratteristici. 

IL BORGO DI CALCATA VECCHIA VISTA DAL SENTIERO
IL BOSCO VISTO DAL BORGO DI CALCATA VECCHIA – IL PANORAMA

 

SE VOLETE VEDERE TUTTE LE IMMAGINI RELATIVE A QUESTA ESCURSIONE, POTETE CLICCARE SUL LINK CHE SEGUE, CHE VI INDIRIZZERA’ AL VIDEO PUBBLICATO SU YOU TUBE.

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ITALIA – PAGINA GENERALE

Ai prossimi appunti di viaggio. 

 

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Per poterne visionare dai vostri smartphone, potete anche cliccare la “versione web” che si trova al termine
del post. Vi apparirà come sul computer.


Potete cercare gli argomenti che vi interessano nell’apposito spazio “cerca”.  Basta utilizzare una parola desiderata “chiave”. Se esiste si aprirà il post corrispondente. Ad esempio se digitate
“rifugio”, o “orrido” o “chiesa” o “miniera” ecc., verranno visualizzati tutti i post che contengono questa parola. 

Nella parte finale di ogni post è presente la voce “TRADUTTORE”. Per scegliere la lingua desiderata (come nel caso vogliate mostrare il post ad una persone straniera che non parla la vostra), cliccate sul menù a tendina, dove la troverete. In pochi secondi il sistema provvederà alla traduzione.

Conservate il link o la pagina di questo appunto di viaggio. Potrebbe tornarvi utile nel caso in cui decideste di visitare questo luogo. Potrete condividerlo anche con un amico.

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che si trova nella pagina, e vi arriveranno le novità del blog ad ogni nuova pubblicazione. L’iscrizione è gratuita. Vi verrà solo richiesto di confermare il vostro indirizzo di posta, per essere sicuri che siate stati proprio voi ad iscrivervi.

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ESCURSIONE IN MONTAGNA, ITALIA, LAGO ITALIA, MONTAGNA CENTRO ITALIA, PARCO NATURALE, PARCO NAZIONALE D'ABRUZZO, LAZIO E MOLISE, PARCO NAZIONALE ITALIA, REGIONE ABRUZZO, REGIONE DEL CENTRO ITALIA, REGIONE LAZIO, REGIONE MOLISE, TREKKING, TREKKING ITALIA

ITALIA – REGIONE ABRUZZO – PARCO NAZIONALE D’ABRUZZO, LAZIO E MOLISE: IL LAGO VIVO

 
LA VALLATA DEL LAGO VIVO 

 

QUOTA INIZIALE: 1.142 mt s.l.m
QUOTA FINALE    1.486 mt. s.l.m
DISLIVELLO TOTALE: 344 mt.
LUNGHEZZA PERCORSO: 8 km circa – andata e ritorno.
TEMPO NECESSARIO A/R – circa 4 ore
DIFFICOLTÀ: Media.
DOVE SI TROVA – LA MAPPA DI GOOGLE MAPS.   L’inizio del sentiero che porta al Lago Vivo si trova in prossimità della cittadina di Barrea, famosa anche per la presenza del lago omonimo. Di  seguito la mappa interattiva di GOOGLE MAPS,  che vi consentirà di raggiungere la vostra meta utilizzando il vostro dispositivo come un navigatore GPS ovunque vi troviate. Per calcolare il percorso cliccate sulla
freccia blu sulla mappa. Nell’angolo destro in basso invece troverete la versione in formato mappa reale.

  

COORDINATE GPS – GOOGLE EARTH. Di seguito troverete indicate le coordinate GPS sia del punto d’ingresso dove potete lasciare i vostri veicoli (dove inizia la strada bianca), sia del punto in cui si trova il lago Vivo.

 
PARCHEGGIO – INIZIO STRADA BIANCA


 41°44’36.36″N –  13°59’10.89″E
 Incrocio strada statale e inizio sentiero per il lago vivo

 

LAGO VIVO
 41°43’35.31″N –  13°57’8.83″E
 Vista satellitare dell’altopiano del lago Vivo

SENTIERO PER IL LAGO VIVO. Di seguito troverete l’immagine del percorso per raggiungere il Lago vivo evidenziata il colore viola chiaro. E’ ottenuta dall’interfaccia tra le immagini satellitari di google earth ed un famoso programma che traccia il percorso utilizzando sia le coordinate satellitari che la connessione internet. La sua osservazione consente di comprendere che tipo di percorso bisogna effettuare. Nella parte alta potete notare il Lago di Barrea.

 

CARATTERISTICHE DEL PERCORSO.  Diversamente da molti altri percorsi del Parco Nazionale, questo non è molto semplice. Per raggiungere infatti il vostro obiettivo non potrete avvalersi di un vero e proprio sentiero o di una strada, ma dovrete salire attraversando un bosco abbastanza fitto, con un fondo composto da massi e sassi, dove non è semplicissimo comprendere quale strada seguire.  Per capire dove andare con sicurezza, potete seguire sia le indicazioni segnate sulle rocce, che i segni lasciati sul fondo dai bastoni con punta metallica da chi è già stato qui. Inoltre osservate anche le foglie  degli alberi cadute in terra. Quelle del sentiero sono “macinate” da coloro che ci passano sopra, mentre quelle “fuori dal sentiero” sono intatte. L’osservazione di questi segni vi consentirà di non sbagliare strada. 

 

PREVISIONI DEL TEMPO. Di seguito troverete un box meteo con le previsioni del tempo riferite alla zona di Pescasseroli su base settimanale, aggiornate in tempo reale. Questo vi consentirà di organizzare al meglio la vostro escursione con il tempo migliore.



 

SENTIERO APERTO. Il sentiero è caratterizzato dalla presenza di una parte scoperta e da una coperta. La prima, inizia dal parcheggio per una lunghezza di circa 800 metri, per lasciare il passo a quella coperta, la più lunga.

 

 

La parte scoperta ricomincia poi una volta giunti in cima, in prossimità del pianoro in cui si trova il lago vivo dove in pratica spariscono gli alberi e lasciano spazio ad ampio avvallamento dove si raccoglie l’acqua.

 

I CARTELLI. All’inizio del percorso troverete una serie di cartelli esplicativi che vi illustreranno le caratteristiche della zona. Importante è quello che vi indica il sentiero che vi porterà verso il Lago Vivo. Non potrete non vederlo in quanto si trova sulla parte iniziale del sentiero stesso, sulla strada bianca. 

 

 

ATTENTI A NON PERDERVI. La mancanza di molti punti di riferimento, può facilmente confondere l’escursionista. Il rischio è quello di entrare in un punto del bosco, e di uscire in un altro, anche molto lontano. Per cui se potete prendete bene alcuni punti di riferimento, o usate dispositivi GPS che memorizzato un punto di partenza. 

 

 

IL SENTIERO – SEMPRE IN DUE O PIÙ.  Il sentiero non vede la presenza di rifugi, bar ristoranti, ed è poco frequentato. Per questa ragione e meglio evitare di camminare da soli. Potreste non incontrare nessuno per molte ore. Ed in caso di emergenza potreste trovarvi da soli. Per questa ragione affrontantelo sempre in compagnia.

 

IL SENTIERO – SEGUIRE I SEGNALI. E’ molto importante fare attenzione ai segnali presenti sulle rocce e sugli alberi. Sono strumenti molto semplici per orientarsi,  ma davvero efficaci se non avete un buon senso dell’orientamento o non potete o non volete usare la tecnologià GPS. 

 

IL PARCHEGGIO. Per lasciare i vostri veicoli, non esiste un vero e proprio parcheggio come in altri luoghi organizzati del parco nazionale. In pratica, una volta lasciata la strada principale, troverete una strada bianca che potrete percorrere con il vostro veicolo, interrotta però da un cartello che vieta il transito. Potete lasciare sul bordo della strada stessa la vostra macchina o altro, Ma non essendo la stessa molto ampia, dovete trovare i posti più adatti. Non è assolutamente consigliata per camper o furgoni di grandi dimensioni, poiché non è molto larga. Inoltre una volta entrati, potresti avere qualche problema nel fare eventuali manovre per poter tornare indietro. Attenzione però a non lasciare vostro veicolo sul bordo o ciglio della strada asfaltata, che vi consente di mettervi su questa strada sterrata. Le macchine, per quanto è dato sapere, non possono essere lasciare lì.

 

CELLULARE – INTERNET.  Le connessioni internet e telefoniche non funzionano bene, sopratutto quando vi allontanate dalla zona di parcheggio e entrate nel bosco. Il segnale può arrivare, ma non fateci comunque affidamento, perché in caso di necessità, potreste restare delusi. Non sottovalutare questa situazione, sopratutto se decidete di affrontare l’escursione da soli. In caso di necessità potreste non riuscire a connettervi con il telefono o la rete. Ovviamente provate lo stesso.  

 

NESSUN BAR – NESSUN RISTORANTE. Per mangiare dovete acquistare tutto prima dell’inizio dell’escursione, in quanto non sono presenti ne  bar o ristoranti durante il cammino,  diversamente da quanto avviene in altri sentieri.  Inoltre non ci sono nemmeno all’inizio ne all’arrivo ne alla partenza. 

SENTIERO NEL BOSCO. La maggior parte del percorso si svolge nel bosco.
Infatti, come sopra ricordato, la prima parte del sentire è allo scoperto, e poi in modo repentino inizia il percorso tra gli alberi. Vi troverete all’inizio in un sentiero facilmente riconoscibile, ma dopo poco sassi e massi anche di grandi dimensione vi circonderanno. E per circa 1.30 di cammino sarete all’ombra degli alberi. Nel salire troverete un molti passaggi stretti e un po’ faticosi,
che metteranno alla prova le vostre ginocchia e le gambe, nonché l’equilibrio. Alla fine il bosco improvvisamente si apre, per poi lasciare spazio alla parte aperta del percorso che porta al lago vivo. 

 

 

NESSUNA FONTANA. Ricordate di portate con voi acqua da bere. Non ci sono fontane o abbeveratoi.  

 

L’ABBIGLIAMENTO.  Non è richiesto un abbigliamento particolare per affrontare questo tipo di sentiero.  Vanno bene anche i pantaloncini corti se la stagione lo consente. Ricordate sempre però di vestirvi “a cipolla” in modo  da poter variare il vostro abbigliamento in base ai cambiamenti climatici. In montagna il tempo può variare repentinamente, ed anche una breve pioggia, può far precipitare la temperatura di molti gradi, così come un sole imprivisto può alzarla di molto. 

 

LE SCARPE. È consigliato l’uso di buone scarpe da trekking, considerata  la presenza di molti sassi e rocce e delle foglie degli alberi che possono rendere scivoloso il fono del sentiero. Inoltre quando si torna indietro il sentiero può essere, in alcuni punti, molto inclinato e si può perdere facilmente l’aderenza. Non esagerate però con calzature troppo professionali. Evitare accuratamente scarpe aperte, ciabatte o altro. Potreste rischiare di farvi male. 
IL CAPPELLO. Il sentiero è quasi tutto al coperto, per cui il cappello e necessario solo per proteggersi dal freddo,  ma non dal sole, che vedretè solo all’inzio del percorso, e alla fine, quando raggiungerete il Lago Vivo.

  

L’IMPERMEABILE. È importante portare con voi un abbigliamento impermeabile che vi posso proteggere dalla pioggia. I fenomeni possono essere amche molto intensi, con una calo repentino delle temperature. Restare bagnati, sopratutto se dovete camminare per ore non va bene. Il rischio è quello di prendere un colpo di freddo e di ammalarsi. 
L’OMBRELLO.  In alcuni sentieri è possibile utilizzare l’ombrello in caso di pioggia. In questo caso evitate di portarlo con voi (per non appesantire lo zaino), poiché non potrete utilizzarlo. Come sopra anticipato il sentiero è stretto e poco agevole, con alberi vicini ai passaggi,  per vi sarebbe solo d’intralcio.
  
I BASTONI. Per camminare portare con voi un bastone di legno o i più tecnologici bastoni telescopici in alluminio o altro. Vi aiuteranno durante la salita e la discesa, soprautto nei passaggi più difficile, dove è facile scivolare e perdere l’equilibrio
I BAMBINI. Il sentiero ha delle caratteristiche che non lo rendono adatto ai bambini, soprattutto se piccoli.  L’assenza di un vero e proprio  sentiero, la presenza di molti sassi e massi, di molti passaggi particolari, l’inclinazione delle salita e della salita, rendono questa escursione per loro non consigliabile.  Il rischio è quello di doverli portare in braccio dopo poche centinaia di metri.  Inoltre è una escursione “stancante”. E rammentare che non ci sono punti di ristoro.  Non possono essere nemmeno usati passeggini tecnici, utili in altri tipi di sentiero.
ANZIANI E DIVERSAMENTE ABILI. Sia per le persone anziane che gli diversamente abili, bisogna valutare nella maniera più assoluta quali siano le condizioni di salute personale. Così come anticipato per i bambini, bisogna comunque partire dal presupposto che si tratta di un sentiero con caratteristiche particolari, che possono mettere a dura prova la resistenza fisica. Ovviamente non stiamo parlando una cosa impossibile, ma comunque si  tratta di un percorso con caratteristiche molto diverse da tanti altri più semplici, per cui prima di decidere di raggiungere il lago vivo, è necessario essere sicuri di poter affrontare le difficoltà riportate sopra, che troverete nella voce caratteristica del percorso. Le stesse non sono confacenti con lo stato di salute è l’età di chi deve effettuare questo percorso, evitate accuratamente di raggiungere per questo sentiero il lago vivo. Ricordate infatti che il percorso è comunque difficoltoso sia all’andata che al ritorno. Nel caso in cui comunque decidiate di fare lo stesso e questa escursione, allora evitate nella maniera più assoluta di farla da soli, ma partite sempre in compagnia. Così in caso di necessità avete qualcuno che potrà aiutarvi.
La fine del sentiero nel bosco e l’arrivo nella zona del lago vivo
I CANI. la passeggiata è adatta agli amici a quattro zampe.  Ricordate però di portare l’acqua anche per loro, perché lungo il percorso non esistono fonti d’acqua di alcun genere, ne è certo di trovare acqua nel lago vivo (che potrebbe essere in secca). Inoltre ricordate che per le sua caratteristiche, questa escursione non è adatta a per i “cani da salotto” o animali troppo anziani e troppo giovani (no per i cuccioli). 

 

ANIMALI PERICOLOSI. Il Parco Nazionale è la casa dell’orso, del lupo e della lince. Si tratta animali non facili da incontrare, sopratutto nei sentieri più battuti.  In questo caso il sentiero è poco frequentato,  e la possibilità di incrociarli non è poi così remota. Durante l’escursione chi vi scrive ha trovato sul sentiero un grosso cervo maschio morto, di cui parte del corpo era stato mangiato in parte. Al ritrono, dopo alcune ore, una altra parte era stata mangiata. Ciò dimostra che all’arrivo delle persone i predatori tendono ad allontanarsi per poi tornare quando gli escursionisti si allontanano. 

 

ANIMALI – I MOSCARDINI. Durante il cammino noterete la presenza di piccoli roditori con il pelo di colore rosso-marrone. Sono animali schivi che tendono a nascondersi, ma se avete pazienza e vi fermate li potrete vedere muoversi numerosi.  Non si incontrano facilmente in altri sentieri. Ciò è dovuto al fatto che questi boschi sono poco frequentati. Non ci sono immagini perchè sono molto piccoli e veloci.

GLI ALBERI. Gli alberi sono tantissimi, visto che camminerete per alcune ore quasi sempre nel bosco.  So tratta prevalentemente di faggi, piante in alcuni casi veramente grandi e vecchie. Alcuni di queste invece sono morte, e coperte di funghi del legno.  

 

 
ALBERI MORTI. Nel folto del bosco incotrerete anche alcuni alberi morti. Sono pochi, segno che le piante, anche vecchie godono di buona salute, e che l’ambiente in cui vivono è salubre anche per loro.

 

 

PIANTE IN GENERALE. In questo bosco il sole filtra poco, per cui non troverete altre piante che quelle che vivono nel sottobosco con poca luce. Una volta usciti dal bosco ed arrivati nella zona in cui si trova il lago Vivo, incontrereta alcuni esemplari come quelli delle foto che seguono.

I FUNGHI DEL LEGNO. La presenza di un bosco molto vasto e il fianco della montagna sul quale salirete, la presenza di poca luce, di una bassa ventilazione e di un elevato tasso di umidità favorisce la proliferazione dei funghi che crescono sul legno degli alberi morti. Sono certamente molto belli da vedersi, ma evitate di toccarli se non siete esperti in micologia. Potreste avere brutte soprese se velenosi.

 

IL CORSO D’ACQUA. Nella parte iniziale del percorso, poco distante dal cartello che indica il sentiero che porta al Lago Vivo, è presente il corso d’acqua che vedete nelle immagini che seguono. E’ solo un tratto di un percorso molto più lungo, e segue una strada diversa del quella del sentiero. Ragione per cui non lo vedrete durante il vostro cammino.

 

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ITALIA – PAGINA GENERALE

 

ITALIA – REGIONE ABRUZZO – PAGINA GENERALE

 

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Ai prossimi appunti di viaggio.

 

 

 

 

 

 

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ITALIA – REGIONE LAZIO: IL BORGO DI GRECCIO E L’EREMO DI SAN FRANCESCO

IL SANTURIO DI GRECCIO SULLA PARETE DI ROCCIA

STORIA DEL SANTUARIO. Il Santuario di Greccio, o anche Eremo di Greccio, fa parte dei quattro santuari edificati da San Francesco, nella zona conosciuta come la Valle Santa. Si trova ad una quota di circa 600 mt s.l.m. Sulla sua costruzione la storia ufficiale racconta che il luogo sia stato scelto direttamente da San Francesco attraverso il lancio di un tizzone di brace sulla parete di roccia, nell’anno 1224, dove attualmente sorge lo stesso santuario. Proprio in quella punto venne costruita la struttura originaria. Quella zona all’epoca era di proprietà feudale, di un certo Giovanni Velita, il quale autorizzò la costruzione. Questo episodio, sulla nascita del santuario, è raccontato in maniera molto chiara nella manifestazione relativa al presepe vivente, di cui troverete scritto in seguito.

DOVE SI TROVA – GOOGLE MAPS. Per raggiungere il Santuario potete utilizzare la mappa interattiva di qui di seguito di google maps. I vostri dispositivi diventeranno navigatori gps. Per fare la rotta cliccate sulla freccia azzurra nell’angolo a sinistra in alto della mappa.

 
 
IL METEO. Di seguito troverete un box meteo con le previsioni del tempo riferito al Borgo si Greccio su base settimanale. Questo vi consentirà di organizzare al meglio la vostro escursione con il tempo migliore.
 
 
 
ESTERNO SANTUARIO. Arrivando dalla Valle santa, e quindi dalla pianura rispetto la posizione in cui si trova greccio, troverete il santuario sulla vostra destra. La struttura si presenta, come chiaramente si vede dall’immagine all’inizio degli appunti di viaggio, in pratica aggrappata alla montagna. Una volta parcheggiato, per raggiungerlo dovete salire una scalinata. Non si tratta di una grande salita, ma può presentare qualche problema per bambini anziani, ed in genere persone che hanno problemi di deambulazione.

LA SCALINATA CHE PORTA AL SANTUARIO

Fatte queste rampe di scale, vi troverete su un ampio piazzale, anche se non grandissimo, dove sarà possibile entrare all’interno del Santuario o della chiesa stessa, anche per visitare la mostra dei presepi di cui si descrive in seguito. Come facile immaginare trattandosi di una struttura antica, l’edificio è tutto in pietra. L’impressione comunque è veramente particolare e sembra quasi un miracolo che possa restare così agganciato alla roccia. Il santuario, può essere raggiunto  anche da una diversa posizione, in pratica dall’alto. Il percorso da seguire è molto semplice o con la macchina o a piedi, percorrendo qualche centinaio di metri, troverete sulla vostra destra andando verso Greccio, una strada. Percorrete qualche decina di metri, e ritroverete in una zona dove si può parcheggiare la macchina o altri veicoli. È importante però evidenziare che, proprio a causa dell’ampio afflusso di persone, trovare un posto libero non è facile. Potete però lasciare il vostro mezzo sul ciglio della strada, proseguirà a piedi, e poi scendere da questa, per raggiungere il santuario dall’alto.

 
 
 
INGRESSO NEGOZIO RICORDI

L’AFFRESCO NELLA CAPPELLA.

 

Una volta entrati all’interno del santuario, subito alla sinistra noterete una zona di preghiera con una bella “Cappella del Presepio”. Per coloro che conoscono la Basilica di Assisi, sarà facile riconoscere la scena che vi dipinse Giotto. Si può notare, sul lato sinistro dello stesso affresco, San Francesco in ginocchio in adorazione del bambino, con la Madonna, mentre sul lato destro un sacerdote mentre celebra la messa. Tornando sempre sul lato sinistro, alle spalle di San Francesco in ginocchio è possibile vedere una serie di personaggi che partecipano a questo evento il primo, ovvero l’uomo che indossa una tunica rossa e, secondo la tradizione è Giovanni Velita, il nobile, come riportato sopra sul cui terreno, o per meglio dire sul cui fianco della montagna di sua proprietà è stato edificato lo stesso santuario, e che strinse con lo stesso Santo una profonda amicizia. La donna invece che si vede alla sinistra nello stesso Giovanni Velita è sua moglie, e indietro, alcune presenze che simboleggiano il popolo di Greccio che assiste all’evento.

 

LUOGO DI PREGHIERA DEI MONACI. Percorrendo l’interno del monastero, nella parte finale, prima dell’uscita, vi troverete in due ambienti collegati tra loro, che sono luoghi di preghiera dei monaci. Noterete la presenza di scranni in legno di colore scuro, alcuni affreschi e un altare.

 

 

LA CHIESA DEL SANTUARIO. Una volta salita la scala che porta al Santuario, sarete su un ampio piazzale. Sul lato sinistro è presente l’ingresso della chiesa annessa al santuario. Si tratta di una costruzione più recente rispetto a del Santuario voluto da San Francesco. Una volta entrati vi troverete in una ampio spazio con l’altare alla vostra destra.

 
 
 

 

LE CELLE DEI MONACI. Il monastero aperto alla visita dei turisti, non è di grandi dimensioni. Il percorso si snoda attraverso una serie di corridoi e di sale per giungere poi nei luoghi di preghiera riservati ai monaci. Una particolarità di questo convento sono le celle dei monaci. Normalmente e molti altri monasteri, sono strutture in pietra con delle piccole porte di legno. In questo caso invece in un ampio corridoio noterete la presenza di strutture in legno con delle porte. In pratica ogni singola stanza dei monaci è ricavata proprio utilizzando questo modo di suddividere gli ambienti. Le foto che seguono chiariscono bene di cosa si tratti.

 

 

GLI AFFRESCHI. All’interno del Santuario, durante il percorso, troverete alcuni affreschi a carattere religioso.

 
DOVE AQUISTARE I RICORDI. Se volete compare qualche souvenir, potete farlo nel negozio di ricordi che si trova proprio nel Santuario stesso, nei locali sotto il porticato, accanto all’ingresso per vedere la mostra dei presepi. Qui troverete oggetti religiosi, accessori per i presepi ed altro.
 
 
L’ORARIO MIGLIORE PER LA VISITA. Per poter visualizzare il santuario di Greccio ed il paese, è meglio scegliere la mattina per il primo pomeriggio, soprattutto se intendete farlo durante la stagione invernale. In particolare, durante il mese di dicembre, in cui l’afflusso al paese è molto alto, a causa sia della presenza dei mercatini di Natale che della rappresentazione sulla nascita del presepe ad opera di San francesco, il sole tramonto dietro la montagna intorno alle 16:30. La posizione del santuario,  che è normalmente la prima tappa della visita a Greccio, è tale per cui nel giro di pochi minuti passa dall’essere illuminato dal forte sole nelle giornate più belle, ad un ombra piuttosto marcata. Per cui il consiglio è quello di non attardarsi nelle visitare il santuario, perché praticamente dovresti trovare una situazione tale da non farvi godere appieno della bellezza di un simile luogo.

IL PANORAMA. Il santuario si affaccia sulla CONCA REATINA, come si vede bene dalla foto che segue.
 
 

IL PRESEPE VIVENTE. Una delle principali attrazioni a Greccio è il famoso “Presepe Vivente”. Si tratta di una vera rappresentazione teatrale all’aperto, sulla nascita del presepe ad opera di San Francesco. Non troverete un presepe animato, come da altri parti, ma la storia molto chiara proprio sulla genesi di questa antica tradizione. La leggenda vuole che durante una rievocazione, se la nascita del presepe, il bambinello, l’unico personaggio nella rappresentazione non vivente, prese improvvisamente vita, per poi tornare ad essere una icona inanimata. Per entrare si paga un biglietto, dal costo basso. Allo stesso e associata una LOTTERIA, che mette in palio bei premi. La durata complessiva è di circa un’ora. Assistere allo spettacolo seduti su degli spalti metallici con panche in legno. Una RACCOMANAZIONE IMPORTANTE è di vestirsi pesanti con abiti caldi. Il motivo è molto semplice. Lo spettacolo è all’aperto e nel mese di dicembre e gennaio. L’altezza è poi all’incirca di 600 metri s.m.

CALENDARIO RAPPRESENTAZIONI. Lo spettacolo viene effettuato secondo un calendario preciso stabilito di anno in anno. Per informazioni precise fate riferimento sempre al sito ufficiale del comune di Greccio.

 
TEMPERATURA ED UMIDITÀ. Come è logico che sia, la temperatura è l’umidità di questi luoghi, è fortemente condizionata sia dalla stagione in cui effettuare la visita, sia dalle condizioni metereologiche della giornata scelta. Nel caso in cui decidiate di andare a Greccio nel periodo invernale, soprattutto nel mese di dicembre, ricordate che qui con il clima non si scherza. Come già ricordato, la quota in cui si trova il santuario di circa 600 metri. Questo significa che nelle giornate più fredda la temperatura può essere anche molto vicino allo zero, e puo anche nevicare.
 

LA MOSTRA DEI PRESEPI AL SANTUARIO. Per coloro che amano i presepi, o per chi è semplicemente curioso, nel Santuario è presente una mostra, con dei bellissimi presepi. Si va da quelli più classici a quelli moderni o etnici. Si tratta di lavori di ottima fattura realizzati con grande cura. L’ambientazione è suggestiva, con queste “opere” valorizzate da una bella illuminazione. Inoltre la visita consente di vedere la chiesa dall’alto, dal ballatoio.

 
 
DISTANZA TRA IL SANTUARIO E GRECCIO. Il Santuario e il borgo di Greccio distano circa 3 km. In genere si vista prima il Santuario e poi il borgo. Potere quindi parcheggiare negli spazi presenti sotto il santuario e poi fare un passeggiata sulla strada che li collega, per raggiungere il borgo. Ricordate però che la strada non è illuminata, ed inverno il buio arriva abbastanza presto. Non ci sono marciapiedi e la strada è frequentata da pullman e auto. Per cui fate molta attenzione.
 
IL PARCHEGGIO. Bisogna considerare che Greccio e il suo Santuario sono mete turistiche molto richieste dai turisti, soprattutto nel fine settima, e nel periodo natalizio, grazie alle manifestazioni del “Presepe vivente” e dei “Mercatini di Natale”. Per questo parcheggiare i propri veicoli può presentare qualche difficoltà, proprio in queste giornate. In prossimità del Santuario troverete una serie di piazzole per lasciare le auto, potete amiche utilizzare della aree che si trovano ai bordi della strada che porta al paese. Se invece vi recate a Greccio, troverete dei veri e propri parcheggi. Anche in questo caso però potreste dover aspettare prima di poter lasciare l’auto.
 
AREA CAMPER. Per coloro che viaggiano usando il camper, è presente in prossimità del santuario un’area di sosta attrezzata.
 
RAGGIUNGERE GRECCIO CON IL PULMAN – VISITE ORGANIZZATE.
Per raggiungere Greccio e il suo Santuario è possibile anche utilizzare pullman turistici che vi porteranno comodamente in questi luoghi senza avere anche il problema del parcheggio. Per questo servizio fate riferimento direttamente ad una ricerca su internet o presso le agenzie di viaggio.
 
DOVE MANGIARE. Per fare uno spuntino o se amate andare al ristorante, non ci sono particolari problemi. Nel primo caso, in prossimità del Santuario troverete un bar e dei chioschi dove acquistare panini e dolci, come torroni, mandorle ecc. Se invece volete volete pranzare o cenare in modo completo, dovete recarvi al Greccio, dove sono presenti alcuni ristoranti che affacciano sulla piazza principale. In questo caso però è sempre il caso di prenotare, soprattutto che andate il sabato e la domenica. Tre inoltre, sempre nel borgo di Greccio, potrete mangiare acquistando prodotti locali tipici direttamente in alcune tensostrutture dove viene effettuata la vendita al dettaglio.
 
IL MUSEO INTERNAZIONALE DEL PRESEPE DI GRECCIO. Una meta da non mancare per tutti coloro che amano i presepe in tutte le sue forme, è certamente il Museo del Presepe di Greccio. Si tratta di una mostra espositiva con tanti presepi provenienti da tutto il mondo, di pregevole fattura, alcuni dei quali veramente originali. La mostra si snoda tra corridoi e sale. Per entrare di paga un biglietto con imposto basso. Si trova a ridosso del borgo, a circa cento metri dal centro. Gli orari di apertura sono dalle ore 10.00 alle 13.00 e 15.00 alle 17.00. Per ulteriori informazioni potete fare riferimento alla pagina ufficiale del comune di Greccio http://www.comune.greccio.it oppure contattare il numero 0746-740028 oppure l’email info@comune.greccio.it o museopresepi@comune.greccio.it.
Di seguito, oltre ad alcune immagini relative alla esposizione dei presepi, troverete la mappa di google maps per raggiungere il museo.

 

I MERCATINI DI NATALE. Nel periodo natalizio, nella piazza principale del paese, vengono allestite una serie di strutture in legno dove vengono esposti e messi in vendita prodotti tipici delle feste natalizie e della zona, oltre a prodotti alimentari. I chioschi sono posizionati in modo circolare, seguendo la forma della piazza centrale. Per conoscere con esattezza il calendario di apertura e chiusura dei mercatini, potete fare riferimento agli indirizzi utili, nella parte finale degli appunti di viaggio.

 

LA CHIESA DI SAN MICHELE ARCANGELO. Una volta entrati nel Borgo di greccio, non potrete non notare, arrivando nella piazza centrale dove si svolgono i mercatini di Natale durante l’inverno, la chiesa di San Michele arcangelo, o meglio conosciuta anche come la Collegiata di San Michele Arcangelo. Come si capisce bene, Questa chiesa parrocchiale è dedicata proprio a San Michele, e risale al XVI secolo appunto la caratteristica propria di questa struttura e di essere praticamente è una cosa unica con il castello. La Torre dello stesso Infatti è anche il campanile della chiesa. Una volta entrati all’interno noterete che la stessa è veramente ben tenuta, ed è ad una navata unica, con delle absidi laterali punto questa chiesa così come si vede oggi è più recente rispetto alla sua originaria costruzione, in quanto nel corso dei secoli è stata più volte oggetto di ricostruzione a causa della sua distruzione. Le cappelle laterali, sono dedicate da una parte alla Madonna immacolata, e dall’altra a Sant’Antonio da Padova.

 

NUMERI ED INDIRIZZI UTILI . Per tutte le informazioni visitare il sito ufficiale del Comune di Greccio. http://www.comune.greccio.ri.it/

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ITALIA – PAGINA GENERALE

 

ITALIA – REGIONE LAZIO – PAGINA GENERALE

 

ITALIA – SANTUARI – PAGINA GENERALE

BORGO ANTICO ITALIA, ITALIA, REGIONE LAZIO

ITALIA – LAZIO: CIVITA DI BAGNOREGIO – A.D.V.

CIVITA DI BAGNOREGIO

DOVE SI TROVA. Il borgo si trova nel centro Italia, in provincia della città di Viterbo, ed è una frazione della cittadina di Bagnoregio

GOOGLE MAPS

UN PO’ DI STORIA. Il borgo ha una storia molto antiche che risale ad oltre 2.500 anni. È stata abitata sia dagli Etruschi che dai Romani, che sono intervenuti nel tempo nel tentativo di risolvere il problema dello sfaldamento della collina su cui si trova. Nel tempo poi ha subito un progressivo abbandono, in ragione del rischio del crollo. Inoltre è stato colpito nei secoli da vari terremoti, che ne hanno certamente minato la stabilità. Attualmente il borgo ha una vocazione prettamente turistica, e si studiano sistemi per mantenere integre le rocce sui cui è stata edificata.

Di seguito il meteo per programmare al meglio la vostra passeggiata, calcolata a sette giorni orari del giorno. 

 

IL PONTE.

Il paese è di fatto isolato dalla normale circolazione stradale. Per poterlo raggiungere è necessario percorrere un ponte in ferro e cemento, percorribile a piedi, con lo scooter e con speciali mezzi appositi. Si tratta di quod delle Forze dell’ordine, della croce rosse, o per il trasporto di merci o altro. Non è assolutamente possibile utilizzare la propria autovettura, che deve essere lasciata nella zona parcheggio. I veicoli che entrano all’interno di Civita hanno tutti una specifica autorizzazione.

INGRESSO AL BORGO.

INGRESSO CIVITA DI BAGNOREGGIO
L’ingresso principale al Borgo

IL PANORAMA.

Uno degli elementi principali che giustifica una visita al Borgo, non sono solo le sue costruzioni, ma il magnifico panorama che di cui si può godere. Anzi per essere più precisi di deve parlare di “panorami”. Il primo è quello del borgo in sé, chi può vedere in tutta la sua bellezza dalla “terrazza panoramica”. Il secondo è quello invece di quello che si può osservare una volta giunti dentro il borgo.

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La “terrazza panoramica” si trova subito dopo la spiazzo che da accesso alle scale che vi portano poi alla biglietteria e poi al ponte di collegamento. Si tratta di un passaggio obbligato, in quanto è il luogo da cui si può ammirare tutto il borgo nella sua bellezza e soprattutto per intero.

L’Altro panorama è invece quello a 360 gradi che si può osservare dalla mura che girano introno al borgo stesso. Alcuni vicoli infatti non hanno sbocco, e terminano come puniti di osservazione per vedere le bellezze intorno.

IL PARCHEGGIO. Non è possibile parcheggiare all’interno del borgo, per cui è necessario lasciare i vostri veicoli molto prima della vostra meta. Si può parcheggiare nel paese Bagnoregio di oppure in alcune aree che si trovano in prossimità della zona da cui poi si deve proseguire a piedi. I parcheggi sono tutti a pagamento, salvo che in alcuni posti distanti dall’inizio del ponte che porta a Civita di Bagnoregio. Il costo non è certamente a buon mercato, e per evitare di trovarsi “scoperti” con il pagamento, la formula migliore è quella dell’intera giornata. Infatti 5 ore di sosta costano come le 24 ore.

Il parcheggio antistante il belvedere si Civita di Bagnoregio

LE SCALE. Per passare dal belvedere che consente di osservare il borgo, e per raggiungere l’abitato, prima di attraversare il ponte, è necessario scendere una scalinata. Si tratta di una scale ben costruita.

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LA BIGLIETTERIA. Per accedere alla cittadina si deve pagare un biglietto. Di fatto pur essendo un comune a tutti gli effetti, siamo in presenza di un’attrazione turistica di primo piano.

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I RESIDENTI. Il borgo è molto frequentato di giorno da turisti e dai gestori e dal personale delle varie attività e solo da alcuni residenti stanziali tutto l’anno.

IL BORGO. È in ottime condizioni di manutenzione, nonostante i secoli che “porta sulle spalle” ed il costante pericolo di crollo delle rocce su cui è stato costruito. La passeggiata si snoda tra le stradine e vicoli e la piazza principale e la bella Chiesa di San Donato.

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Antico Palazzo del Comune

PALIO DELLA TONNA.

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Piazza centrale di Civita di Bagnoregio

Un appuntamento interessante è quello celebrato presso la piazza principale del borgo. Si tratta del “Palio della Tonna”, ovvero di una corsa di asini con fantino. La corsa ha origini antiche, e nasce dalla volontà di “celebrare” questi animali, principale mezzo di trasporto per persone e cose per raggiungere il centro abitato, prima della costruzione del ponte in ferro e cemento e dell’arrivo dei mezzi a motore. Questi animali erano capaci di salire tra i sentieri che portavano fino a Civita. Per questa ragione, come sopra ricordato, la piazza è in terra battuta, proprio per consentire questo tipo di gara. La gara in se vede l’obbligo di compiere tre giri della piazza stessa, girando in tondo, da cui deriva, dal dialetto locale il temine “tonna”. Gli asini come è noto sono animali testardi e non propri adatti a questo tipo di competizioni, per cui i fantini devono adoperarsi non poco per farli correre ed arrivare in fondo al traguardo. Come in tutte le gare, al vincitore viene assegnato un premio, che consiste in uno stendardo, il “Palio”, che con effige del Santo Patrono.

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Edificio che si trova i prossimità della piazza principale

I CALANCHI

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Affacciandovi dai punti panoramici del borgo, non potrete non notare un vero spettacolo della natura, che non si incontra tutti i giorni. Si tratta dei “Calanchi”, ovvero di rocce sedimentarie scavate, nel corso dei secoli, dalle piogge. Sono composti di argille sedentarie che formavano il fondale di antichi oceani milioni di anni fa. La peculiarità è quella di essere ben visibili grazie al loro colore quasi bianco, che diventa molto acceso, soprattutto nelle tarde ore del pomeriggio. Si può notare che in parte sono coperti da vegetazione tipica di questi luoghi, che contribuisce a ridurre e rallentare il fenomeno erosivo, ma non a bloccarlo.

I FIANCHI DEL BORGO.

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Civita di Bagnoregio è di fatto appoggiate su un grande sperone di roccia. Si vede benissimo da lontano, e si percepisce ancora meglio quando vi avvicinate all’ingresso del borgo. Le pareti di roccia sono quasi verticali con una evidente conformazione a strati, tipiche delle rocce sedimentarie.

FOTO DIVERTENTI CIVITA TRA DUE DITA. Civita di Bagnoregio, si presta Certamente alle fotografie. Non appena la vedrete, e ci passeggere te dentro, non potrete non effettuare tante fotografie, vista l’originalità del posto. Tra le foto che si possono fare, un classico, è quella di Civita di Bagnoregio chiusa tra due dita. Grazie al gioco di prospettiva che dovuto la distanza che intercorre tra la terrazza panoramica ed il borgo stesso, è possibile allargando indice e pollice stringere tra queste dita l’intero borgo. Ovviamente si tratta di una illusione ottica, Ma come avviene in tanti altri posti del mondo, Questa è una foto che certamente non potrà mancare al vostro album di ricordi.

IL GIARDINO DEL POETA.

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Un luogo da visitare all’interno del Borgo e certamente il giardino segreto. Si trova verso la fine del paese stesso, praticamente all’opposto della porta principale di ingresso. Si tratta di una area privata, che è in effetti una bellissima terrazza sulla valle dei calanchi. L’ingresso è libero, ed i proprietari molto simpatici, effettuano la vendita di prodotti tipici della zona e di manufatti. Nel giardino sono presenti molti fiori, e soprattutto all’ingresso un grande glicine, che nel periodo della fioritura è un vero spettacolo per gli occhi punto nel giardino avete la possibilità di fare una passeggiata, anche se l’aria non è molto grande, e salendo nella parte superiore, anche di fare delle foto molto suggestive con i Calanchi alle vostre spalle. Andando via, anche se non è obbligatorio, potrete fare un salto nel piccolo negozio messo a disposizione dei visitatori, per poter acquistare qualcosa come ricordo.

LA CHIESA DI SAN DONATO CIVITA .

Da non mancare è la visita alla chiesa di San Donato Civita. Non potete non vederla, in quanto si trova nella piazza principale, di fronte all’antico palazzo del comune del borgo.

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La Chiesa di San Donato Civita

L’aspetto e semplice, ma ben conservata. La pianta è a tre navate con una facciata di tipo rinascimentale. La torre campanaria ha invece una pianta a base quadrata. Anche l’interno è altrettanto semplice, ma molto interessante. Al suo interno coesistono più stili e sono presenti reliquie interessanti. Nella navata centrale e presente l’altare, mentre nella navata di destra è si trovano le spoglie di San Ildebrando, mentre in quella di sinistra quelle di Santa Agata.

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Per quanto riguarda il Santo, si racconta che alla sua morte ci furono due resurrezione di persone morte da poco. Di particolare pregio e il crocifisso che si trova sopra le spoglie del Santo.

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Il crocifisso ligneo con le spoglie di San Ildebrando

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È attribuito alla scuola di Donatello è in legno e ha due particolarità. La prima è quella di avere l’espressione del volto che cambia in base alla posizione dalla quale si osserva, come si vede dalle immagini che seguono. La seconda è quella di aver le braccia removibili, che ne consente più facilmente lo spostamento dalla chissà per essere portato in processione . Molto importante e l’affresco della Madonna con il bambino. La storia racconta che Civita di Bagnoregio nel 1700 circa, fu Colpita da un grave devastante terremoto.

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L’affresco della Madonna era stato nascosto precedentemente a seguito di una modifica dell’interno della Chiesa in stile barocco durante il terremoto la copertura che nascondeva l’affresco cadde e la Madonna Si scoprì completamente. Non appena l’immagine può nuovamente visibile il terremoto si fermò immediatamente e Civita di Bagnoregio venne risparmiata dalla distruzione. Da notare, e anche la fonte battesimale che si vede entrando sulla sinistra della chiesa, proprio accanto alla porta d’ingresso principale. Risale al cinquecento, ed è quindi molto antica ed è veramente un pezzo di pregio, soprattutto per gli intenditori.

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Organo a canne nella navata laterale destra

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Fonte battesimale del 500 all’ingresso della Chiesa – lato sinistro

LE MADONNE IN CERAMICA.

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Come sopra rappresentato, gli abitanti del borgo, fin dai tempi passati sono sempre stati molto devoti alla madonna, in quanto ritenuta colei che ha impedito nel 1700 circa, la distruzione di Civita di Bagnoregio. Per questa ragione molto probabilmente, è invalsa la tradizione, di mettere sparsa nei vari punti della cittadina, ed in particolare Accanto agli ingressi delle case, delle effige della Madonna in ceramica smaltata. Non si tratta di opere di particolare pregio, e dimensioni, ma sono comunque molto belle, e si notano subito, in quanto i colori sgargianti, risaltano sul fondo di color marrone delle costruzioni. Per questa ragione, qualora lo vogliate, alcuni negozi presente all’interno del Borgo ne vendono riprodotte da maestri ceramisti. Noterete inoltre che sono tutti manufatti recenti, in quanto quelle originali sono state tutte rubate quando il borgo era stato completamente abbandonato, prima del suo recupero.

DOVE MANGIARE. Per mangiare, avete le seguenti soluzioni. La prima, la più semplice ed agevole, è quella di portarsi qualcosa da casa, da consumare Ovviamente con molta discrezione, direttamente all’interno del borgo, Magari godendosi il magnifico panorama, e gettando tutti quanti i rifiuti dentro gli appositi contenitori. Un’altra soluzione, è quella di comprare qualcosa direttamente in alcuni bar o piccoli alimentari presenti all’interno dello stesso borgo. Si tratta di una soluzione economica, che non vi obbligherà ovviamente a portargli nulla dietro con voi. Altra soluzione, ovviamente più costosa, è quella di andare direttamente al ristorante. Se decidete per l’ultima soluzione, Ricordatevi sempre che Civita di Bagnoregio è molto apprezzata come metà turistica, soprattutto durante il fine settimana. Per cui nel caso in cui vogliate sedervi al ristorante, per gustare gli ottimi piatti della cucina locale, allora conviene comunque contattare direttamente le trattorie e ristoranti.

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ANZIANI E DIVERSAMENTE ABILI. Per quanto riguarda le persone diversamente abili, quelle anziane con difficoltà di deambulazione, e tutti coloro che hanno comunque problemi di salute, bisogna sempre Ricordarsi che per arrivare al Borgo è necessario percorrere un tratto di strada a piedi dal parcheggio fino al ponte, e poi dal ponte fino al Borgo stesso. Esiste comunque un servizio di trasporto che viene effettuato attraverso mezzi appositi, proprio in ausilio per coloro che hanno questo tipo di problemi. In questo caso comunque è necessario informarsi direttamente presso da inserire. Ricordatevi comunque che una volta giunti al borgo, nel cui interno non ci si può spostare a piedi, bisognerà comunque affrontare delle salite e delle discese. Nulla di particolarmente impegnativo, ma bisogna sempre valutare con attenzione le proprie condizioni fisiche Comunque il borgo non è molto grande, per cui, salvo casi particolari, non ci sono vere e proprie emergenze da dover affrontare.

CHIESA DELLA MODONNA IN CARCERE.

Dopo aver attraversato il paese, e raggiunto la zona dove si trova il “Giardino del Poeta”, basca continuare a scendere per pochi metri per trovarsi sotto uno dei fianchi del borgo. Qui si trova una chiesa molto particolare chiamata della “Madonna delle Carceri”. E’ veramente unica nel suo genere. Di fatto è una piccola caverna, chiusa con una grata al cui interno si trova un piccolo altare. Il luogo, prima di essere adibito alla sua funzione attuale, è stato quello di abitazione e stalla. Ha origini etrusche e doveva essere anticamente una tomba. Se guardate attraverso le sbarre di ferro, sulla sinistra, potrete vedere bene sul pavimento i resti di antiche sepolture scavate nella pietra.

BAMBINI. La passeggiata è adatta ai bambini. Il posto è bello, l’aria è pulita, e per loro e certamente un luogo molto divertente. L’aspetto antico, i veicoli dell’intero borgo, nonché anche la posizione particolare in cui si trova, costituisce Certamente Un attrattiva irresistibile. Non ci sono pericoli particolari cui possono andare incontro, ma comunque è bene controllare quelli più indisciplinati, quando si avvicinano ai muri perimetrali della cittadina.

CANI Se volete portare con voi i vostri amici a 4 zampe, Potete farlo tranquillamente. non esistono divieti specifiche al transito degli animali punto ovviamente come sempre, ricordatevi di rispettare tutte le norme igieniche atte ad evitare che gli stessi sporchino.

IL MONITORAGGIO DEGLI SPOSTAMENTI DEL BORGO. Come è stato rappresentato in precedenza, Civita di Bagnoregio è sottoposto ad un lento, ma inesorabile crollo. per verificare effettivamente le condizioni degli spostamenti del terreno, vengono utilizzati una serie di strumenti di misurazione, tra cui uno visibile è una parte dello stesso paese. Trovarlo non è difficile punto Si tratta di una sorta di sbarra graduata con un misuratore che consente di verificare lo sfaldamento del terreno. Come si vede chiaramente nella foto che segue.

RICORDI E REGALI. Civita di Bagnoregio è un borgo a vocazione prettamente turistica. Intorno alla piazza principale, troverete una serie di esercizi commerciali, dove potrete acquistare oggetti e manufatti attinenti a questo bel posto. Potrebbe anche acquistare generi alimentari, come se formaggi, particolarmente buoni. Potete anche fare acquisti nei negozi che vendono questo genere di articoli che si trova direttamente nella zona antistante la terrazza da cui si vede Civita di Bagnoregio nella sua interezza.

Negozi di ricordi e regali

Di seguito troverete, in formato “slides” altre fotografie oltre quelle inserite direttamente in questo appunto di viaggio. Ciò vi consentirà di conoscere questo luogo in modo più approfondito. Lo scorrimento è automatico, cliccando sulle due frecce laterali, sarete voi a cambiare le immagini. Potete anche mettere in pausa lo scorrimento delle fotografie. Buona visione .

RACCOLTA FOTO DEL BORGO

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RACCOLTA FOTO SUI “CALANCHI”

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RACCOLTA FOTO “CHIESA DI SAN DONATO CIVITA

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RACCOLTA FOTO “FIANCHI DEL BORGO”

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ITALIA – PAGINA GENERALE

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