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ITALIA – REGIONE ABRUZZO – PARCO DELLA MAIELLA: L’ANELLO DEL VALLONE – A.D.V.

 

 

QUOTA INIZIALE –  650  mt s.l.m. circa
QUOTA FINALE – 600  mt. s.l.m. circa
DISLIVELLO TOTALE –  440 mt
LUNGHEZZA PERCORSO – 7,400  km circa
TEMPO NECESSARIO A/R – circa 3,30 ore circa. 
DIFFICOLTÀ: Facile
DOVE SI TROVA. Il sentiero si trova in prossimità del Borgo di Caramanico Terme. Di seguito la mappa interattiva di GOOGLE MAPS che vi consentirà di raggiungere la vostra meta utilizzando il vostro dispositivo come un navigatore GPS ovunque vi troviate. Per calcolare il percorso cliccate sulla freccia blu sulla mappa. Ricordate che nell’angolo sinistro in basso è presente la versione “Earth” della mappa.

Di seguito troverete l’immagine del percorso dell’anello del vallone evidenziata il colore viola chiaro. E’ ottenuta dall’interfaccia tra le immagini satellitari di Google Earth ed un famoso programma che traccia il percorso utilizzando sia le coordinate satellitari che la connessione internet. La sua osservazione consente di comprendere che tipo di percorso bisogna effettuare.

PERIODO MIGLIORE PER VISITA. La stagione migliore per effettuare questa escursione è certamente quella estiva. Le giornate sono lunghe, con molte ore di luce. La temperatura esterna è elevata, per cui non soffrirete il freddo. Durate il mese di agosto può  fare veramente troppo caldo, per cui evitate se potete, di camminare durante  le ore centrali della giornata.  Per cui i mesi di luglio e settembre sono quelli ideali. A giugno potrebbe fare freddo, mentre nel mese di ottobre le giornate diventano più corte, e questo vi obbligherà ad effettuare l’escursione durante la mattinata o il primo pomeriggio.  Nel periodo autunnale si può  effettuare  la passeggiata per poter osservare il bosco cambiare colore, e le foglie cadere, prima dell’inverno.
L’AFFOLLAMENTO. Il percorso è molto conosciuto e facile. Inoltre si trova molto vicino a Caramanico Terme, per cui è uno tra i più frequentati. Per tale ragione se potete, evitate affrontarlo durante il fine settimana. Potreste trovare molte persone, e perdereste così la tranquillità e la bellezza di questo luogo.  Dal lunedì al venerdì e consigliato. Durante la stagione estiva, soprattutto nei mesi di luglio ed agosto, potreste comunque trovare molte persone anche durante i giorni “lavorativi” della settimana. Cercate quindi di andare presto la mattina, oppure nel tado pomeriggio. 
PERCORSO “NON” AD ANELLO. Nonostante il nome di questo sentiero faccia pensare ad un percorso ad anello, bisogna mettere in evidenza che le cose non stanno così. Infatti quello proposto, inizia all’interno della località turistica nel borgo di Caramanico terme, per uscire sulla strada statale che si trova in prossimità dello stesso borgo, a circa 3 km di distanza. Ovviamente potete percorrerlo anche al contrario, entrando da quella che normalmente viene considerata l’uscita del sentiero per poi giungere a Caramanico terme. Se siete poi particolarmente robusti e avete voglia di camminare allora potete pensare di entrare da una parte delle due del sentiero, e tornare sui vostri passi. Dovete comunque fare i conti con la distanza ed il tempo e la fatica. Ma ricordate che si tratta comunque di un percorso semplice adatto a tutti.
IL PARCHEGGIO. Per parcheggiare i vostri veicoli potete utilizzare gli appositi spazi che si trovano nel borgo di Caramanico Terme sia nella zona centrale che nelle zone più esterne. Ricordate però che buona parte di questi parcheggi sono a pagamento, per cui se non volte spendere vi dovrete allontanare un po’ dalla zona centrale e andare verso l’esterno. Fate molta attenzione perché i controlli sono frequenti e non pagare il parcheggio potrebbe costare una bella multa. Controllate bene i divieti.
IL CAMPER. Potete raggiungere questo posto anche con il camper. In realtà non ci son aree dedicate alla sosta dei camper. Potete trovare parcheggio nelle vicinanze alle porte del Borgo di Caramanico Terme, e poi raggiungere l’inizio del sentiero a piedi. Comunque è sempre bene controllare in rete o contattare la proloco del posto per avere sempre delle informazioni per le necessità legale all’uso di questo mezzo davvero comodo, ma un pò ingombrante. Per sostare con il vostro camper di notte, potere farlo presso un’area privata che si trova all’ingresso del borgo di Caramanico Terme. Dovete ovviamente informarvi direttamente presso il titolare. Verificare comunque sempre in rete la disponibilità.
 
DIFFICOLTA’ ESCURSIONE: FACILE. Il percorso rientra tra quelli “facili”. Il sentiero infatti non si trova in alta quota, e il dislivello tra la parte iniziale e quella finale e minimo. Iniziando da Caramanico Terme il cammino è in discesa, e risale solo nella parte finale, prima di raggiungere la strada statale. Il fondo del percorso e in terra battuta e sassi. Ricordate però che nella parte finale le scale sono ripide e faticose. 
 
IL DISLIVELLO. Il percorso non presenta un grande dislivello tra la parte iniziale e finale. Se partite da Caramanico Terme, il tragitto è quasi tutto in piano fino a giungere al punto in cui si trova un ponticello in legno, sotto il quale scorre il fiume Orfento. Poi dovete scendere di livello di pochi metri, per iniziare la seconda parte dell’anello, che vi porterà verso la parte finale del tragitto. Poi vi sarà una salita repentina nella parte vicino alla zona da cui si lascia il fiume, e si esce dal bosco.
 
Il SENTIERO NEL BOSCO. Il percorso si snoda prevalentemente nel bosco, il che lo rende molto suggestivo. Gli alberi sono quelli tipici della zona (olmi – ontani – betulle – conifere). Questa caratteristica lo rende certamente meno faticoso, soprattutto durante la bella stagione, quando il sole diventa molto forte, e l’ombra offerta dalle fronde è davvero utile. Nelle giornate più fredde o con il cielo coperto invece, la mancanza del sole potrebbe farsi sentire. 
SENTIERO IN “OMBRA“.  Se decidete di effettuare la vostra escursione di pomeriggio (soprattutto nel pomeriggio tardi), rammentate che il sentiero sarà quasi del tutto in ombra, dato che si trova in un vallone (da cui prende il nome). In estate sentirete certamente meno caldo, ma potreste perdere lo spettacolo offerto all’alternarsi della luce e delle ombre offerto dal sole in alto nel cielo, e dai riflessi dello stesso sul corso d’acqua.
IL SENTIERO ALL’ APERTO. Il percorso non ha molte parti allo scoperto, dato che, come sopra indicato, il sentiero si snoda per la maggior parte all’interno del bosco. Nelle zone aperte avrete la possibilità di osservare alcuni punti panoramici. Nulla di veramente particolare, ma comunque belli, soprattutto nelle giornate in cui il sole splende ed il cielo è azzurro 
LA TEMPERATURA ESTERNA. È ovviamente condizionata dal periodo dell’anno in cui effettuerete l’escursione e dalle condizioni atmosferiche della giornata. Si può dire però che, anche nell’ giornate più calde, grazie alla presenza del bosco, la temperatura dell’aria non sale molto. Per tale ragione anche nelle ore centrali della giornata, potrete stare relativamente freschi. Ma cercate comunque di evitare le ore centrali della giornata, dove la temperatura può salire molto. Se invece la giornata fosse fredda, allora la situazione si capovolge completamente, e dalle 11 alle 15, e l’orario migliore per camminare. 
IL FIUME. Il sentiero si snoda intorno ad una parte del fiume Orfento. Partendo da Caramanico Terme lo troverete alla sinistra del sentiero. Poi una volta attraversato il primo ponte lo troverete sempre alla vostra sinistra, dato il percorso ad anello. Nella prima parte però lo potrete solo sentire ed intravederlo in alcuni tratti attraverso il bosco. Nella seconda parte del percorso lo potrete osservare molto da vicino e “toccarlo con mano”. Il fiume tende ad ampliarsi nella parte finale ed si insinua all’interno di una gola percorribile sempre a piedi. L’acqua è molto trasparente e pulita, ma molto fredda.
L’UMIDITA’. il sentiero attraverso il bosco per buona parte della lunghezza, ragione per la quale il sole filtra attraverso le foglie degli alberi non riscalda moltissimo l’ambiente circostante. Pertanto l’aria può risultare umida per buona parte del percorso, soprattutto in prossimità del fiume Ofento. La zona dove si percepisce maggiormente è nella parte finale del percorso, in prossimità della scale e del sentiero che conducono alla strada statale. Il sentiero qui è incassato fra le rocce ed il fiume si ingrandisce e la ventilazione tende stagnare
LA VENTILAZIONE. Il vento e praticamente assente. Il sentiero infatti è all’interno di una gola e prevalentemente nel bosco, per cui in genere non è presente una forte ventilazione. Ovviamente le condizioni meteo possono fare si che anche qui il vento possa farsi sentire. 
LE SCARPE. Il sentiero è semplice ed il fondo è buono, composto in terra battuta e sassi. Per cui per camminare potete usare scarpe da trekking leggero o buone scarpe da ginnastica. Evitate però quelle con fondo liscio tipo tennis. Non vanno bene. Evitate scarponi troppo tecnici o pesanti. Non servono. Ogni tanto potrete incontrare dei punti con del fango superficiale dovuto a fuoriuscite di acqua. Per cui attenzione a non scivolare. Evitate accuratamente scarpe aperte e infradito. Potreste avere qualche brutta sorpresa, soprattutto a causa del fango e dell’acqua.
L’ABBIGLIAMENTO. La scelta di cosa indossare per la effettuazione dell’escursione, deve tener conto di una serie di fattori. Primo fra tutti è la stagione in cui affronterete il percorso, è il clima. In genere durante la bella stagione, soprattutto nel periodo estivo, in questo sentiero può fare molto caldo. Questo è dovuto inizialmente ha fatto che non si trova in alta quota, e la presenza degli alberi, per quasi tutto il percorso e l’assenza di ventilazione, possono far salire la  temperatura e l’ umidità.  Per questo motivo indossate abbigliamento leggero, portando con voi comunque sempre qualcosa con cui proteggere ti in caso di cambiamento repentino del tempo. Ricordate sempre che in montagna, in caso di pioggia, le temperature possono crollare anche decine di gradi in pochi minuti. Comunque evitate di appesantire troppo e non soffrire il caldo.
 
I PONTI. Durante il tragitto attraverserete tre ponti. Nulla di particolare dal punto di vista costruttivo o storico, ma molto utili per superare il fiume Orfento. Dovete usarli obbligatoriamente, se non volete attraversare a nuoto il corso d’acqua, non consigliato a causa della corrente e della basa temperatura. Non è dato sapere se esistono punti di passaggio per raggiungere la sponda opposta senza usare i ponti. 
LA GIACCA IMPERMEABILE. Ricordatevi di portare con voi sempre, all’interno nello zainetto, oppure legato intorno ai fianchi, una giacca impermeabile. Vi aiuterà nel caso in cui dovesse eventualmente piovere, oppure in caso di abbassamento repentino della temperatura. In montagna può piovere improvvisamente in maniera veramente incredibile. La temperatura può scendere anche di molti gradi in pochissimi minuti. Per cui proteggetemi bene in caso di necessità. Fidatevi di chi ha vissuto questa esperienza direttamente. 
IL CAPPELLO. In genere in montagna il cappello è consigliato per proteggersi dal sole e dal vento, soprattutto durante la bella stagione. In questo caso particolare il sentiero è quasi tutto in ombra, coperto dagli alberi, per cui non serve contro i raggi solari, ed il vento e quasi sempre assente.
I BASTONI DA TREKKING. Quando si affronta la montagna, per aiutarsi, è sempre bene portarsi un bastone di legno o altro, oppure i bastoni da nordic walking. Bisogna però precisare che questo sentiero, è praticamente quasi tutto orizzontale, senza salite o discese particolari se non in alcuni punti. Per cui potrebbero esservi anche di impaccio, se non siete abituati utilizzarli. Possono tornarvi comunque comodi soprattutto nella parte finale del percorso, quando dovrete uscire dal Vallone per raggiungere la strada statale, salendo per le scale in terra battuta che concludono il vostro sentiero. Potrebbe essere comodo portare con voi i bastoni telescopici, che in caso di inutilizzo, possono essere tranquillamente riposi all’interno di uno zaino in spalla. Sono in alluminio e molto leggeri
GLI OCCHIALI DA SOLE. Gli occhiali da sole sono compagni inseparabili di chi affronta la montagna. Per questo sentiero non sono effettivamente necessari. I passaggi sono quasi tutti nel bosco, coperti dagli alberi. Per cui la luce non è molto forte.  Inoltre il sentiero è ben pulito, per cui non ci sono rami o piante che possono urtare il volto e ferire gli occhi. 
LA CASCATA. Verso al fine  del sentiero troverete una piccola cascata.  Nulla di particolare, ma suggestiva. Potrete osservarla da vicino, in quanto la massa d’acqua della sua portata non è tantissima, e non rischierete di bagnarvi. 
PANTALONI.  Durante la stagione estiva potete indossare sia i pantaloni corti che lunghi. Il percorso infatti non vede la presenza di piante basse o che posso pungere, come segnalato in altri appunti di viaggio, dove il rischio invece è concreto. Quindi non si corre il rischio di graffiarsi o di tagliarsi, a meno che non decidiate di lasciare il sentiero battuto. Ovviamente prestate sempre la massima attenzione, il quanto il sentiero non è oggetto di regolare manutenzione, e gli spazi liberi sono creati solo dal continuo passaggio delle persone che lo frequentano.  
I CANALI DI SCARICO. Durante la camminata, nella parte finale, dove si trova la zona più bella dell’alveo del fiume, noterete la presenza di alcuni canali, opera dell’uomo. Raccolgono le acque in caso di pioggia forte, ed impediscono così che il sentiero si allaghi. 
LA CREMA SOLARE.  In genere quando si cammina in montagna, soprattutto durante la bella stagione, è necessario proteggersi dai raggi solari. Il sole infatti, nelle ore centrali della giornata, può essere fortissimo, e scottarsi, o peggio, ustionarsi, può essere molto facile. Per questo percorso però non è strettamente necessario usare la crema protettiva. In sentiero e prevalentemente al coperto, per cui le fronde degli alberi saranno il vostro “scudo” contro i raggi solari. Se volete comunque usarla, preferite una protezione leggera.  Quella pesante, oltre a non servirvi è anche più grassa, e tende a far sudare di più.
PERCORSO ADATTO PER I BAMBINI. Una delle preoccupazioni principali quando si decide di passeggiare in montagna, e si hanno con sé dei bambini, è quello lì capire e soprattutto di sapere se il percorso sia adatto anche ai più piccoli. In questo caso non ci sono particolari problemi. Il percorso è considerato tra quelli facili, sia per il tempo necessario per percorrerlo tutto, sia per le caratteristiche del sentiero stesso, per non presenta particolari difficoltà tecniche. Bisogna però tenere ben presente alcune cose. ricordate infatti che la prima parte del percorso corre lungo un sentiero stretto con un dislivello notevole se partite dal borgo di Caramanico terme. Se i bambini camminano lungo il sentiero non ci sono problemi, ma devono fare molta attenzione a tenersi sempre sulla strada, perché in caso di scivolata rischierebbero di fare un bel volo. Bisogna pure tenere in considerazione la parte finale del sentiero, in quanto sono presenti numerose scale, di cui si è scritto all’interno di questi appunti di viaggio, che poi non essendo tecnicamente difficili, sono numerose e ripide, e tendono a stancare facilmente anche le persone più robuste, soprattutto se considerate che si trovano al proprio nella parte finale del sentiero, quindi da affrontare dopo aver camminato per qualche ora. Ricordate anche la presenza del fiume intorno al quale si snoda questo percorso, soprattutto nella sua seconda parte, una volta attraversato il primo ponte che si trova su questo corso d’acqua. Nulla di preoccupante, ma comunque anche in estate c’è sempre acqua abbondante. Questo ovviamente comporterà un maggior controllo nei confronti dei bambini che attirati dalla trasparenza delle acque e dal rumore, potrebbero provare ad entrarci dentro. A parte queste raccomandazioni, potete stare tranquilli.
IL PASSEGGINO PER I BAMBINI. Il percorso non è complesso, ma la larghezza del sentiero, in scale nella parte finale dello stesso, sconsigliano di portare con voi passeggini per i bambini, anche quelli tecnici che molti genitori utilizzano per praticare attività sportive. Per cui attrezzatevi per trasportare i bambini in braccio, soprattutto se molto piccoli o se tendono facilmente a stancarsi.
GLI ANZIANI CON DIFFICOLTA’ DI DEAMBULAZIONE. L’escursione in sé non è complicata. Presenta pochi dislivelli, se non nella parte finale dove sono ci sono le scale che segnano la fine del sentiero. La lunghezza di circa 7 km non eccessiva, la presenza del bosco che offre protezione dai raggi del solari, consente anche alle persone con qualche difficoltà di deambulazione, di potersi godere questo percorso. Ovviamente bisogna valutare con attenzione quali siano le proprie condizioni di salute. La cosa migliore sarebbe quella di essere accompagnati da qualcuno. Si pone però l’accento nuovamente sulla parte finale del percorso stesso, perchè come già segnalato, la salita per uscire dal sentiero e arrivare sulla strada è impegnativa, a causa della pendenza. Per cui è il caso di “armarsi di pazienza” e fare più soste per riposarsi.
LE SCALE.Il sentiero nella sua parte finale, è caratterizzato dalla presenza di numerose scale. Sono quelle che vi consentono di risalire dal fondo del Vallone, dove lascerete il fiume Ofento per raggiungere la strada statale dove di fatto terminerà la vostra escursione. Non sono particolarmente ripide e nel complesso sono ben mantenute, ma alla fine la fatica si farà sentire, considerato che avrete “nelle gambe” già tutto il percorso precedente. Per questa ragione salite con tranquillità, facendo qualche pausa di tanto in tanto. 
GLI ANZIANI.  Per le persone anziane, il percorso può essere effettuato senza particolari problemi. Ovviamente bisogna fare i conti con le proprie Condizione di salute. Così come sopra rappresentato per i bambini, camminare per questo percorso potrebbe presentare qualche difficoltà soprattutto nella parte finale, Dove sono presenti numerose scale in terra battuta che vi portano dal fiume fino alla strada statale che corre sopra il ponte in cemento armato. Pertanto, non è la distanza in sé ho le caratteristiche del fondo nel sentiero a venderlo più o meno adatto alle persone anziane, ma le condizioni personali di salute. Comunque in questo sentiero viene regolarmente percorso da persone di tutte le età, e anche molto in là negli anni punto un vantaggio è rappresentato dal fatto che il sentiero si snoda prevalentemente all’ombra, nel bosco. Per cui anche nelle giornate più calde durante la bella stagione, si può godere del refrigerio offerto dalle fronde degli alberi.
I DIVERSAMENTE ABILI.Le persone diversamente abili possono percorrere questo sentiero senza particolari problemi, grazie alle sue caratteristiche, che lo rendono adatto a tutti. Ovviamente bisogna sempre fare i conti con le proprie condizioni di salute. Per maggiori informazioni in tal senso, potete comunque chiedere al centro visite del parco della Maiella che si trova alle porte di Caramanico Terme.
LA CARROZZINA PER I DIVERSAMENTE  ABILI Alcuni sentieri di questa zona sono parzialmente percorribili anche con l’ausilio della carrozzina per i diversamente abili. In questo caso evitate accuratamente di utilizzare in simile strumento di locomozione. Il sentiero è semplice, ma soprattutto nella parte iniziale, e stretto e con alcuni strapiombi sul lato. Ci sono anche i cartelli che avvisano che in alcuni punti c’è il rischio di caduta.
DOVE MANGIARE. Il percorso proposto, non vede la presenza di alcun rifugio, bar o ristorante sul suo percorso. Per questa ragione, dovete necessariamente portare con voi tutto il necessario per poter mangiare e bere. Potrete acquistare i prodotti necessari direttamente nel borgo di Caramanico terme, o se presente in un chiosco sul bordo della strada che si trova in prossimità nella parte finale del l’anello del Vallone. ricordate però che questi chioschi non sempre sono presenti durante tutta la settimana punto per cui se volete andare a colpo sicuro vi conviene recarvi come sopra detto a Caramanico terme e acquistare gli alimenti e le bevande nei supermercati negli alimentari presenti.
IL PANORAMA. Durante il cammino troverete alcuni punti del sentiero da cui è possibile osservare il panorama. Si tratta solo di alcuni tratti, poiché questo percorso e quasi tutto all’interno del bosco e inserito nel vallone in cui scorre il fiume. Le immagini che seguono vi daranno un idea degli scorci che potrete vedere. 
I CANI. Il percorso è adatto anche per gli amici a quattro zampe. Non ci sono particolari pericoli ho passaggi difficoltosi, il sentiero è prevalentemente in terra battuta è quasi tutto pianeggiante, tranne l’ultima parte dove bisogna fare attenzione alle scale, non tanto per la loro complessità nel essere affrontate, quanto per la fatica che si potrebbe far sentire anche degli animali. Bisogna però prestare attenzione al fiume, intorno al quale il percorso si snoda. È noto infatti che i cani sono generalmente attratti dall’acqua. Il rischio quindi è quello che, girando liberi, possono improvvisamente tuffarsi nell’acqua gelata, correndo il rischio di essere trascinati via dalla corrente. Per cui se i vostri animali tendono ad essere disubbidienti agli ordini, può essere opportuno il caso di portarli al guinzaglio. Anche in questo caso è sconsigliato portare con voi cani troppo giovani o troppo anziani, ho animali che non sono abituati a passeggiare.
L’ACQUA DA BERE PER I CANI. Ricordate di portare con voi l’acqua da bere anche per i vostri cani. Come rappresentato, in questo percorso non troverete nei bar nei ristoranti, ME tantomeno Fontanelle, per cui se volete far visitare i vostri animali dovete necessariamente attrezzarmi. Una soluzione può essere anche quella di farli bere l’acqua del fiume, apparentemente pulita e molto trasparente, nell’unico. Dov’è è facile raggiungere il fiume senza correre rischi. Ovviamente non è garantito che si tratti di acqua potabile, ma ricordate che siamo in un parco naturale in una zona di montagna, per cui cerca la bontà della stessa non dovrebbe esserci alcun problema.
LA MUSERUOLA PER I CANI. In genere nei sentieri di montagna, si tende a portare i cani liberi, senza guinzaglio e senza museruola, approfittando del contesto in cui si trovano. Gli animali sono liberi e possono divertirsi a scorrazzare. Per quanto riguarda questo sentiero, il problema può essere rappresentato dal fatto che soprattutto nella prima parte, ovvero quella che dal borgo di Caramanico terme porta al ponte sul fiume, che poi fai iniziare la parte di ritorno verso l’uscita, il sentiero è abbastanza stretto. In pratica ci può camminare solo in fila indiana. Per cui i cani, liberi di muoversi, potrebbero trovarsi a stretto contatto con le persone che camminano sul sentiero. Per questo motivo, Pesa garantire la sicurezza ma eventuali incidenti, potrebbe essere opportuno far indossare ai vostri cani la museruola, soprattutto se di grossa taglia. Anche gli animali più buoni, in alcuni casi, possono diventare aggressivi. Come sempre oltre a regola di buon senso, fate anche riferimento a quanto indicato nei cartelli e nelle ordinanze comunali, proprio in relazione a questo aspetto.
LE PARETI DI ROCCIA. Camminando troverete alcune pareti di roccia che costeggiano il sentiero. Sono abbastanza alte e interessanti. Fermatevi ad osservarle soprattutto per alcune piante che si sono “agganciate” sulla roccia nuda. Sono dei miracoli della natura e sembra impossibile che possono sopravvivere in questo modo
LE BICICLETTE.Alcuni sentieri della Maiella possono essere percorsi sia a piedi che in Mountain bike. Purtroppo non è il caso di questo sentiero. Si potrebbero usare le due ruote (con molta attenzione), ma la presenza costante di tante persone e le dimensioni del sentiero in larghezza non consentono la presenza di entrambi. Per cui se volete provare ad attraversarlo con questo mezzo, lo dovete fare o molto presto la mattina o molto tardi. In ogni caso verificate sempre le disposizioni sull’ uso della bicicletta. In alcuni sentieri è vietato andare in bicicletta con cartelli molto chiari. I controlli ci sono e le multe vengono fatte. Per cui attenzione. 
LE CASCATE DI SASSIPotrete osservare anche alcune “cascate” composte di rocce e sassi. Sono stabili e apparentemente non pericolose. Evitate però accuratamente di tentare di salirci sopra. Potrebbe essere estremamente pericolose. Il materiale dall’alto potrebbe franare. 
LE CARTE GEOGRAFICHE PER NON PERDERSI.Quando si affronta un qualsiasi percorso i  montagna, sarebbe  buona norma dotarsi di una carta geografica  della zona, con i sentieri indicati, per seguire la strada in sicurezza, ed evitare di perdersi. Possono essere acquistate presso il centro informazioni di con una spesa modesta. Comunque il sentiero è  facile da seguire e perdersi è  molto difficile. I cartelli e i segnali vi aiuteranno. Il discorso cambia se decidete di seguire altri percorsi che si diramano del quello qui proposto. Anche se i sentieri sono segnati, le distanze aumentano, e il rischio di perdersi cresce,  portate la carta con i sentieri con voi. 
IL CENTRO INFORMAZIONI  PER LE ESCURSIONI. In prossimità del borgo di Caramanico Terme, in pratica a poche centinaia di metri dal centro, è presente un importante centro informazioni. Si tratta di una bella struttura dedicata all’assistenza per i visitatori della valle dell’Orfento. Qui potrete essere aiutati nel decidere quali escursioni effettuare in base ai vostri interessi e capacità. Vengono anche organizzare visite guidate quotidiane, adatte ai principianti quanto ai più esperti. 
LE PIANTE.Durante il cammino fate attenzione alle numerose specie di piante e fiori. Alcune possono passare inosservate, ma meritano uno sguardo la loro bellezza. Alcune sono piccole, altre di grandi dimensioni, e si sono adattate alle condizioni ambientali, di bassa luminosità ed elevata umidità. In inverno sopravvivono alle temperature  molto basse e alla neve.
IL CELLULARE  E LA CONNESSIONE INTERNET Il sentiero si trova in prossimità del borgo antico di Caramanico Terme, per cui le antenne che consentono la ricezione telefonica ed internet sono abbastanza vicine. In genere quindi si può comunicare con il portatile facilmente e collegarsi alla rete.  Eventuali difficoltà possono dipendere sia dal vostro apparecchio, sia dall’operatore telefonico con cui avete sottoscritto il contratto. 
I CARTELLI. Durante il percorso troverete un cartello esplicativo che vi illustrerà il percorso. Strada facendo noterete la presenza dei consueti segnali su rocce ed alberi che vi consentiranno di seguire il sentiero senza problemi. In genere questi ultimi sono fondamentali per non perdersi, ma in questi caso il percorso è estremamente semplice da verificare, per cui non sono indispensabili.
LA NEVE.In questa zona, durante la stagione invernale, la neve può cadere abbondante. Per cui se decidete di fare il percorso con il freddo, assicuratevi bene delle condizioni meteorologiche, per evitare brutte sorprese. Appoggiatevi comunque a guide esperte che conoscono le zona. La neve purtroppo copre tutto. Anche ciò che di pericoloso può esserci sotto i vostri piedi. 
NESSUNA FONTANA.una raccomandazione importante è quella di portare con voi l’acqua da bere o altre bevande. Infatti durante il tragitto non troverete alcuna fonte di acqua potabile, almeno che non decidiate di bere quella del fiume (ipotesi da scartare!). 
LA PREPARAZIONE FISICA. Per percorrere questo sentiero non è necessaria una preparazione fisica particolare. Il sentiero non presenta passaggi particolarmente difficili. L’unica problema può essere rappresentata dalla presenza delle scale che si trovano nella parte finale del tragitto. Se non siete molto abituati a camminare però, affrontate la risalita con tranquillità. 
COSA VEDERE INTORNO. Alla fine, o all’inizio del percorso, potrete visitare il borgo antico di Caramanico Terme, molto bello, ed inserito tra i borghi più belli d’Italia. Il consiglio è quello di visitarlo prima di iniziare la passeggiata, in quanto la fine del sentiero si trova a circa 3 km dal borgo antico, per cui potrete essere stanchi per passeggiare ancora. 
GLI ANIMALI PERICOLOSI – IL LUPO E L’ORSO. In questa zona protetta vivono due animali simbolo: il lupo e l’orso. In genere non si spingono a quote così basse e il percorso è molto frequentato per cui in genere si tengono lontani dagli esseri umani. Come sempre però fare attenzione soprattutto se camminate da soli. Possono essere attirati anche dal cibo che portate con voi. Nel centro informazioni di Caramanico Terme, troverete opuscoli e cartelli esplicativi su questi animali e sui lor comportamenti. Leggete con attenzione.
RACCOGLIERE I RIFIUTI.Ricordate sempre di non gettare i rifiuti in genere nell’ambiente. Può sembrare un suggerimento superfluo, ma non è infrequente trovate carte o buste di plastica durante il tragitto. E poi è comunque vietato.
NON ACCENDERE FUOCHI. Evitate assolutamente di accendere fuochi. Questa zona è una riserva protetta, per cui e vietato. Ricordate inoltre che ci trovate in una zona prevalentemente boscosa, per cui accendere fiamme può essere estremamente pericoloso. Inoltre è vietato. 
NON RACCOGLIERE LA FAUNA SPONTANEA.Bisogna accuratamente evitare di raccogliere piante, fiori o altre specie vegetali, non solo perché il sentiero si trova in una zona protetta, ma perché se ognuno di noi lo facesse, in breve tempo non resterebbe più nulla. Per cui osservare senza toccare.
Ai prossimi appunti di viaggio.

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ITALIA -REGIONE ABRUZZO – LAGO DI SCANNO: IL SENTIERO DEL CUORE – A.D.V.

QUOTA INIZIALE – 900 mt s.l.m

 

QUOTA FINALE  –  1.110 mt. s.l.m

 

DISLIVELLO TOTALE  – 210 mt circa

 

LUNGHEZZA PERCORSO – 3.3 km circa

 

TEMPO NECESSARIO A/R – circa 2 ore. 

 

DIFFICOLTÀ – Facile

DOVE SI TROVA. Il lago si trova in prossimità del Borgo di Scanno. Di seguito la mappa interattiva di GOOGLE MAPS che vi consentirà di raggiungere la vostra meta utilizzando il vostro dispositivo come un navigatore GPS ovunque vi troviate. Per calcolare il percorso cliccate sulla freccia blu sulla mappa. Ricordate che nell’angolo sinistro in basso è presente la versione “Earth” della mappa.

INTERFACCIA GOOGLE EARTH – SENTIERO PER IL LAGO VIVO. Di seguito troverete l’immagine del percorso per raggiungere l’eremo di San Egidio,  evidenziata il colore viola chiaro. E’ ottenuta dall’interfaccia tra le immagini satellitari di google earth ed un famoso programma che traccia il percorso utilizzando sia le coordinate satellitari che la connessione internet. La sua osservazione consente di comprendere che tipo di percorso bisogna effettuare. Nella parte alta potete notare il Lago di Scanno. 

PERIODO MIGLIORE PER EFFETTUARE LA VISITA. Il periodo migliore per effettuare l’escursione e certamente quello estivo, da luglio a settembre. Ricordate però di camminare durante la mattina o nel pomeriggio dopo le 16.00. Infatti nelle ore centrali della giornata può fare davvero molto caldo e umido. Le cose peggiorano nel caso in cui ci sia poco vento. Il percorso infatti è quasi tutto al coperto e l’aria può diventare soffocante.  
In primavera potete fare anche delle belle passeggiate, ma ricordate che il lago si trova a oltre i 922 MT S.L.M. per cui può fare freddo ed incontrare la neve. Camminare potrebbe essere un problema.
In autunno invece le giornate di accorciano e la temperatura scende. Avrete però la possibilità di vedere i boschi che cambiano colore. Davvero un bello spettacolo. 
LE DIFFICOLTA’ TECNICHE. Il sentiero non presenta difficoltà particolari. Non ci sono passaggi pericolosi, ma fate attenzione mentre camminate. Il sentiero è in genere stretto (soprattutto nella parte iniziale), e se vi distraete, potreste scivolare sul pendio del sentiero che guarda verso il lago. 
PERCORSO ANDATA E RITORNO. Il percorso è del tipo “andata e ritorno”, per ritornare da dove siete partiti, dovrete ripercorrere il medesimo sentiero. 
RICEZIONE CELLULARE E INTERNET. La connessione alla rete internet e quella telefonica non presentano particolari problemi. Il sentiero si trova a ridosso del paese di Scanno, per cui non avrete difficoltà per i contatti.
IL PARCHEGGIO.   È possibile parcheggiare vicino al lago. Ne esiste anche uno comunale. Valutate bene che durante la bella stagione, e nei fini settimana, il lago è molto frequentato, per cui potreste trovare qualche difficoltà nel lasciare i vostri veicoli. Se decidete di parcheggiare lungo le strade del lago, verificate sempre con attenzione la presenza di eventuali divieti di sosta. 

 

BOX METEO .
LE PREVISIONI DEL TEMPO.  Di seguito troverete un box meteo con le previsioni del tempo riferite alla zona del borgo di Scanno, poco distante dal lago. Questo vi consentirà di organizzare la vostra escursione con il tempo migliore. Prendete bene in considerazione questo strumento, perché in montagna con il meteo non si scherza. In caso di pioggia evitate le escursioni.
BOX METEOMeteo Roma
DIFFICOLTA’ ESCURSIONE: FACILEL’escursione Roberta tra quelle “facili”. Non è molto lunga (3,3 km circa) e il tempi necessario tra andata e ritorno la rendono adatta anche per coloro che non sono molto abituati a camminare in montagna su lunghi percorsi. Non ci sono passaggi particolarmente pericolosi. Ovviamente la prudenza deve sempre accompagnare il camminatore
LE CARATTERISTICHE DEL PERCORSO. Si tratta di un percorso che non presenta particolari problemi nell’essere affrontato. Il fondo e buono e non ci sono dislivelli significativi, o passaggi repentini ed insidiosi.
IL DISLIVELLO Il dislivello tra il punto di inizio e quello finale è di circa 200 metri,  per cui nulla di particolarmente difficile. Data la quota di arrivo non avrete nessun problema nel respirare. 
IL SENTIERO SCOPERTO.La parte del sentiero “aperta” del sentiero, ovvero non coperta dal bosco è la parte minore di tutto il tragitto. Si trova prevalentemente nella parte finale del sentiero, in prossimità dell’Eremo di San Egidio, ed in alcuni passaggi del percorso tra l’inizio e la fine. 
ALTEZZA SUL LIVELLO DEL MARE. La quota in cui si trova il punto di arrivo di questo percorso è  di circa 1110 metri sul livello del mare. La misura stata misurata con un altimetro professionale. Il punto di partenza è invece a circa 900 mt s.l.m. 
DISTANZA DA PERCORRERE  Come indicato, il percorso suggerito è  breve. Sono circa  3,3km tra andata e ritorno, distanza adatta anche per coloro che non sono abituati a camminare.
IL PANORAMA. L’escursione in se è semplice, ma vale la pena di essere effettuata per poter osservare il bel lago di Scanno da una posizione unica, che consente di poter vedere un particolare effetto ottico che  lo fa apparire con con una particolare forma “a cuore”. Questo è il motivo per cui il sentiero è chiamato così. 
LE CARTE GEOGRAFICHEIn genere è importante dotarsi di carte geografiche dei luoghi che si visitano con la mappatura dei sentieri da percorrere, per scegliere la strada migliore ed evitare di perdersi. In questo caso non è strettamente necessario, dato che il sentiero è uno solo (per l’Eremo di San Biagio) e per vedere il lago con la caratteristica forma a cuore. Inoltre i cartelli sono molto chiari. Comunque per sicurezza portatela con voi.
IL DISLIVELLO. Non è  molto. Si tratta di circa 200 metri tra il punto di partenza e quello di arrivo, dove si trova l’eremo di San Egidio.
DOVE ALLOGGIARE E PERNOTTARE.  Potete trovare alloggio in zona. Il lago di Scanno ed il borgo sono luoghi di villeggiatura molto conosciuti. Potrete facilmente trovare l’alloggio che fai per voi cercando in rete. Ricordate però di prenotare per tempo soprattutto durante la stagione estiva. Eviterete cos’ brutte soprese. 
SENTIERO ADATTO PER I BAMBINI. Il percorso può essere tranquillamente percorso anche dai bambini. Non ci sono infatti pericoli particolari. Bisogna fare solo attenzione in alcuni passaggi del sentiero in cui potrebbero scivolare nel bosco che guarda verso il lago. Questo vale ovviamente anche per gli adulti. 
IL SENTIERO NEL BOSCO. Ilsentiero nel bosco, rappresenta  la parte prevalente dell’intero tragitto. Sarete avvolti dalla tipica vegetazione di queste zone, ma non troverete una vera e propria foresta “ secolare”. Ci sono piante belle, ma nella norma per queste parti. Avrete comunque  la possibilità  di vedere il lago che si intravede tra il fogliame. E’ il vero obiettivo di questa escursione. 
LE PERSONE DIVERSAMENTE ABILI.L’escursione è adatta anche per le persone diversamente abili. Ovviamente bisogna tenere bene in conto le proprie difficoltà di natura fisica. Il sentiero non è particolarmente complesso ne lungo, né presenta passaggi pericolosi. Valutate comunque bene lo stato di salute personale prima di camminare.
GLI ANZIANI E PERSONE CON DIFFICOLTA’ DI DEAMBULAZIONE.  Il percorso può essere affrontato anche da persone anziane, dato che non presenta particolari difficoltà. La salita fino all’Eremo di San Egidio  è repentina (non ci sono tratti pianeggianti) per cui è importante avere un buon stato di salute. Non si tratta comunque di una semplice passeggiata. Non essendoci passaggi difficili ed essendo il fondo del sentiero buono, può essere affrontato anche da persone anziane con leggeri problemi di deambulazione. Il proprio stato di salute va pero valutato con attenzione. Non bisogna  correre rischi inutili. 
LA CARROZINE PER I DIVERSAMENTE ABILI.  Per questi tipo di sentiero è assolutamente sconsigliato l’uso della carrozzina. Le dimensioni del sentiero (in larghezza) e la pendenza  non sono adatte per il loro utilizzo. 
I CANI.  Il sentiero può essere percorso tranquillamente anche dagli amici a quattro zampe. Va bene anche per quelli di piccola taglia abituati a camminare. Lasciate a casa i vostri amici “da salotto” e quelli troppo anziani o i cuccioli
PORTARE L’ACQUA  PER I CANI.  Durante la camminata trovare una fontana solo nella zona vicina all’Eremo di San Biagio. Bisogna però fare attenzione a non confonderla con quella in ghisa che si trova accanto alla chiesa. È danneggiata e dismessa da tempo. Il consiglio è quello di portare da bere per gli amici a quattro zampe. Anche raggiungendo la fontana dovete valutare che si trova in pratica alla fine del sentiero. 
CANI AL GUINZAGLIO. In genere nei sentieri di montagna è possibile portare i cani sciolti. In questo caso il sentiero è stretto, per cui potreste incontrate altre persone. Potrebbe essere opportuno legare il cane al guinzaglio per evitare spiacevoli incidenti. Ovviamente dipende dall’indole del vostro cane. 
RICEZIONE CELLULARE E INTERNET. La connessione alla rete internet e quella telefonica non presentano particolari problemi. Il sentiero si trova a ridosso del paese di Scanno, per cui non avrete difficoltà per i contatti.
AREA PICNIC. Non è presente alcuna area picnic attrezzata durante il percorso. Per mangiare qualcosa un punto idoneo può essere lo spiazzo antistante l’Eremo di San Giacomo. La zona è ventilata, ma nessuna protezione contro i raggi del sole.
LE SCARPE CONSIGLIATE. Si tratta di un percorso semplice che non richiede calzature particolari. Potete indossare buone scarpe da ginnastica o da trekking leggero. Evitare scarponi pesanti o particolarmente tecnici. Non vi serviranno. 
IL CAPPELLO. La camminata è quasi tutta al coperto, grazie alla presenza degli alberi. Per questa ragione non sarà necessario portare con voi un copricapo. Comunque potrebbe tornarvi utile una volta arrivati all’Eremo di San Giacomo. Li lo spazio è aperto, per cui, soprattutto nelle belle giornate di sole potrebbe essere forte. Inoltre potrebbe tornarvi utile se decideste di continuare il sentiero che parte dall’Eremo e vi conduce intorno al lago (non descritto in questi appunti di viaggio). 
GLI OCCHIALI DA SOLE. Portate con voi anche un paio di occhiali da sole. Il percorso è quasi tutto coperto dagli alberi, ma quando il sole è alto nel cielo la luminosità può essere intensa, e dare molto fastidio agli occhi.  
I BASTONI DA TREKKING. Se siete soliti utilizzarli, potete portare con voi un bastone o quelli da nordic walking. Vi aiuteranno soprattutto nella salita. Ricordate però che si tratta di un percorso semplice, per cui potrebbero non essere necessari. 
I PANTALONI. Potete indossare pantaloni corti o lunghi. Sul sentiero non ci sono rami bassi o piante con spine che possano ferire le gambe, nè insetti nocivi.  
LA GIACCA IMPERMEABILE. Il percorso è breve, per cui potete valutare, in base alle condizioni del tempo, se portare con voi un capo di abbigliamento impermeabile. Ricordate sempre però che in montagna il tempo può cambiare rapidamente, anche nel giro di pochi minuti. Per cui se avete spazio nello zaino, portatelo con voi. 
LA CREMA SOLARE.  Il sentiero si sviluppa quasi tutto all’interno del bosco. Per cui il sole è filtrato dalla presenza del fogliame sugli alberi. Solo la parte dove si trova l’eremo di San Egidio è allo scoperto. Portatela con voi se necessario. Però potrebbe non servirvi. Inoltre in genere nel bosco non soffia mai un forte vento, per cui non serve nemmeno per evitare la disidratazione della pelle. 
L’EREMO DI SAN EGIDIO. Durante la camminata, uscendo dal bosco, incontrerete l’Eremo di Sant’Egidio, indicato su appositi cartelli posizionati sul sentiero. Si tratta di una struttura di piccole dimensioni, costruita nel 1657, come testimoniato dalla data riportata sul portale d’ingresso. Non è accessibile al pubblico, per cui la potrete osservare solo dall’esterno. Di fatto per quanto è dato sapere, non è abitualmente utilizzata per le funzioni religiose.
COORDINATE GPS – EREMO DI SAN EGIDIO: Se volete raggiungere l’eremo con il vostro navigatore, potete anche inserire le seguenti coordinate GPS. Non necessitano di connessione alla rete internet, ma solo alla rete satellitare GPS.
41°54’ 58″N –  13°52’ 13″E 
LA TEMPERATURA ESTERNA. È  influenzata certamente  dalla stagione in cui effettuate l escursione e dalle condizioni climatiche della giornata. Durante la bella stagione soprattutto nelle ore centrali della giornata, può fare molto caldo, a causa della scarsa ventilazione all’interno del bosco. È  meglio passeggiare la mattina o il pomeriggio.  
I CARTELLI ESPLICATIVI. All’inizio del percorso troverete due cartelli indicanti sia il sentiero del cuore e dell’erede di San Giacomo. Durante il cammino ne troverete altri che vi aiuteranno a non perdervi. Oltre sugli alberi sono presenti indicazioni verniciate bianche e rosse, tipiche dei sentieri di montagna. 
ATTENZIONE AI CARTELLI .Rispettate sempre le indicazioni riportate sui cartelli che descrivono il posto. In genere sono indicati una serie di divieti che devono essere presi seriamente in considerazione. Infatti in alcuni casi sono stabilite regole in merito all’utilizzo delle biciclette, il divieto di accendere fuochi, fino a giungere anche al senso di marcia da osservare. In pratica si può essere obbligati a procedere solo in un senso. Possono essere stabilite prescrizioni anche su come condurre i cani. 
LA LUMINOSITA’ DEL SENTIEROL’escursione di svolge prevalentemente all’interno del bosco. Gli alberi filtrano il sole, e nonostante la presenza del fogliame, l’illuminazione è molto buona. Per cui non camminerete in un luogo “buio e tetro”, ma in un ambiente piacevole. La luce diventa molto forte invece non appena arriverete nella parte aperta del sentiero, ovvero la zona che si trova intorno l’Eremo di San Egidio. 
LA VENTILAZIONE. La ventilazione dipende ovviamente dalle condizioni climatiche della stagione e della giornata. Considerate però che non è mai molto forte, poiché il percorso è quasi tutto all’interno del bosco e su uno ei pendii che racchiudono il lago. Per questa ragione, nelle giornate assolate, soprattutto durante la bella stagione, potreste sentire molto caldo
L’UMIDITA’. È  una condizione  climatica che dipende  ovviamente  dal meteo del giorno in cui effettuate la visita.  Ricordate però che l escursione si svolge quasi tutta al coperto, nel bosco. Per cui il vento può  essere ostacolato dalla presenza della vegetazione.  Nelle ore centrali della giornata, soprattutto in estate il tasso  di umidità  potrebbe  essere alto. In questo caso potreste  avere qualche difficoltà  nel respirare e potreste sudare molto. Cercate quindi di effettuare l’escursione durante la mattinata  o nel pomeriggio,  quando il sole inizia a calare. 
LA NEVE.In questa zona durante l’inverno può nevicare molto. Per cui se intendete percorrere questo sentiero fate comunque molta attenzione. Verificare prima se sia accessibile oppure no. In caso positivo fare molta attenzione. La neve potrebbe coprire punti pericolosi del sentiero. Il rischio di scivolare verso il basso è concreto. Potrete chiedere comunque presso il borgo di Scanno se vengono effettuate visite guidate invernali. In genere si possono fare con guide esperte, che conoscono passo passo il sentiero e gli eventuali pericoli.
DOVE MANGIARE. Durante il percorso non incontrerete alcun rifugio, ristorante o bar. Per cui dovete portare da mangiare e bere “da casa”. In realtà non è strettamente necessario, in quanto il percorso non è molto lungo e potete quindi mangiare al vostro ritorno. Comunque potrete acquistare le vettovaglie direttamente nel borgo di Scanno o presso i bar e ristoranti presenti sul lago. Li potrete anche sedervi comodamente e mangiare con una bella “vista lago”. Ricordate però di portare da bere. La sete si potrebbe far sentire.
DOVE ALLOGGIARE E PERNOTTARE. Potete trovare alloggio in zona. Il lago di Scanno ed il borgo sono luoghi di villeggiatura molto conosciuti. Potrete facilmente trovare l’alloggio che fai per voi cercando in rete.
I SERVIZI IGIENICI. Durante la camminata non incontrerete alcuna struttura dotata di servizi igienici. Per cui è necessario provvedere per tempo. Potrete recarvi presso quelli di qualche bar presso il borgo di Scanno, oppure presso quello delle strutture che si trovano vicino al lago. Potete comunque utilizzate i “bagni pubblici” che si trovano in prossimità dell’inizio del sentiero del cuore, vicino all’edicola dei giornali. 
QUANDO UTILIZZARE I SERVI IGIENICI.  Durante il cammino non troverete servizi igienici, per cui è necessario provvedere prima. Fortunatamente quelli pubblici sono presenti in prossimità dell’inizio del sentiero, accanto all’edicola. 
RACCOGLIERE I RIFIUTI.Portate via con voi i vostri rifiuti e non li abbandonate nel bosco o altrove. Non ci sono punti di raccolta o cassonetti, per cui li dovrete mettere nello zaino o sacco. Farete un favore all’ambiente. 
NON ACCENDERE FUOCHI. In questa zona non è possibile  accendere fuochi. Per cui evitate accuratamente di farlo. Oltre a non essere consentito, il rischio d incendio è  elevato, data la presenza del sottobosco, secco in estate. 
NON RACCOGLIERE LA FAUNA SPONTANEA.  È importante rispettare la natura che ospita gli escursionisti. Per cui la flora si può osservare, ma evitate di raccogliere piante e fiori. Se tutti facessero così i danni all’ambiente potrebbero essere ingenti. Per cui guardare ma non toccare. 
GLI INSETTI. Nonostante la presenza del bosco e del lago, non si segnala la presenza di particolari insetti fastidiosi o pericolosi. In alcuni periodi dell’anno bisogna fare attenzione ai tafani, insetti “assetati di sangue”, molto aggressivi, che possono provocare punture molto dolorose, e gravi crisi allergiche. In genere sono presenti nei luoghi dove si trovano animali da pascolo, cavalli o bovini. 
IL BAGNO NEL LAGO. Nel lago potrete fare tranquillamente il bagno. L’acqua è trasparente e fresca, e molto pulita. 
LA SPIAGGIA DEL LAGO. Intorno al lago sono presenti alcune spiagge. La principale è quella che si trova in prossimità del punto da cui parte il sentiero del cuore. 
LA TEMPERATURA DELL’ACQUA DEL LAGO. La temperatura del lago è bassa anche in estate, ma la presenza tra i bagnanti di bambini ed anziani è certamente un buon segnale per coloro che intendono fare il bagno. Ovviamente le regole sui rischi di congestione che si utilizzano al mare, qui devono essere applicate con maggior rigore. 
LE CORRENTI NEL LAGO.Il laghi possono essere molto pericolosi, a causa della presenza di correnti e gorghi. Per quanto e dato sapere il lago di Scanno non ha questo tipo di problematiche. Infatti durante la bella stagione vengono disputate gare di nuoto
IL NOLEGGIO IMBARCAZIONI. Se intendete recarvi al lago, e non avete una imbarcazione vostra, potete noleggiare un pedalò. Avrete così la possibilità di fare il bagno in vari punti dello specchio d’acqua, oppure osservare le sponde. 
IL CAMPER. Potete raggiungere il lago di Scanno anche con il camper. In zona sono presenti aree di sosta attrezzate e camping. Verificare in rete la disponibilità. Ricordatevi di prenotare soprattutto durante la bella stagione. Il luogo è molto conosciuto, per cui potreste non trovare posto per il vostro mezzo. 
I SOUVENIR.Alla fine della vostra escursione, o dopo un buon bagno nel lago, potete comprare qualche souvenir, da portare a casa come ricordo della giornata.  Li troverete presso l‘edicola ubicata accanto ai bagni pubblici  sopra descritti. 
Ai prossimi appunti di viaggio. 
Di seguito i link per visionare altri appunti di viaggio.

ITALIA – PAGINA GENERALE

 

       ITALIA – REGIONE ABRUZZO – P.G.

Per visionare gli altri appunti di viaggio dedicati ad un determinato argomento cliccare sulle categorie che interessano presenti sulla pagina.
Per poterne visionare dai vostri smartphone, potete anche cliccare la “versione web” che si trova al termine del post. Vi apparirà come sul computer. 
Potete cercare gli argomenti che vi interessano nell’apposito  spazio “cerca”. Basta utilizzare una parola desiderata “chiave”. Se esiste si aprirà il post corrispondente. Ad esempio se digitate “rifugio”, o “orrido” o “chiesa” o “miniera” ecc., verranno visualizzati tutti i post che contengono questa parola. 
Nella parte finale di ogni post è presente la voce “TRADUTTORE”. Per scegliere la lingua desiderata (come nel caso vogliate mostrare il post ad una persone straniera che non parla la vostra), cliccate sul menù a tendina, dove la troverete. In pochi secondi il sistema provvederà alla traduzione. 
Conservate il link o la pagina di questo appunto di viaggio. Potrebbe tornarvi utile nel caso in cui decideste di visitare questo luogo. Potrete condividerlo anche con un amico.
Se siete interessati agli appunti di viaggio, inserite la vostra email nell’apposita finestra “iscriviti alla newsletter” che si trova nella pagina, e vi arriveranno le novità del blog ad ogni nuova pubblicazione. L’iscrizione è gratuita. 
Vi verrà solo richiesto di confermare il vostro indirizzo di posta, per essere sicuri che siate stati proprio voi ad iscrivervi. 
Nel caso in cui non doveste trovare l’email di conferma nella posta, controllate nella cartella spam. Se il link con fosse attivo, basta copiarlo nel barra di ricerca del vostro browser per e dare invio e apparirà un messaggio di conferma di avvenuta attivazione.

 

–.
EREMO ITALIA, ESCURSIONE IN MONTAGNA, EUROPA, LUOGO DI INTERESSE STORICO, PARCO DELLA MAIELLA, PARCO NATURALE, PARCO NATURALE CENTRO ITALIA, PARCO NATURALE ITALIA, REGIONE ABRUZZO, REGIONE CENTRO ITALIA, Senza categoria, TREKKING, TREKKING CENTRO ITALIA, TREKKING ITALIA

ITALIA – REGIONE ABRUZZO – PARCO DELLA MAIELLA: L’EREMO DI SAN BARTOLOMEO IN LEGIO.

QUOTA INIZIALE  – 800 mt s.l.m

QUOTA FINALE    800 mt. s.l.m

DISLIVELLO TOTALE 70 mt. s.l.m. nel vallone 

LUNGHEZZA PERCORSO: 9 km circa

TEMPO NECESSARIO A/R – circa 4 ore. 

DIFFICOLTÀ: Facile

COORDINATE GPS – EREMO DI SAN BARTOLOMEOSe volete raggiungere l’eremo con il vostro navigatore, potete anche inserire le seguenti coordinate GPS. Non necessitano di connessione alla rete internet, ma solo alla rete satellitare GPS. 

42°10’54″N  –   14°02’20,33″E

DOVE SI TROVA – GOOGLE MAPS – L’Eremo si trova in Abruzzo, nel Parco Nazionale della Majella, nella zona del comune di Roccamorice. Di seguito la mappa interattiva di GOOGLE MAPS che vi consentirà di raggiungere la vostra meta utilizzando il vostro dispositivo come un navigatore GPSovunque vi troviate. Per calcolare il percorso cliccate sulla freccia blu sulla mappa. Ricordate che nell’angolo sinistro in basso è presente la versione “Earth” della mappa. In questo caso le indicazioni di riferiscono alla frazione di Decontra, da cui inizia il sentiero che vi condurrà all’Eremo.

Di seguito l’immagine risultante tra la sovrapposizione della traccia gps del percorso e Google Earth, che vi daranno subito l’idea della zona in cui effettuerete l’escursione. 

Qui sotto troverete il link del percorso consultabile ed utilizzabile su “Mymaps” di Google e sulla relativa app. Cliccate e verrete indirizzati sulla pagina specifica. 

MY MAPS – MAPPA PERCORSO EREMO DI SAN BARTOLOMEO IN LEGIO 

IL PANORAMA. La vostra escursione ha inizio avendo la possibilità di osserva un panorama di tutto rispetto. Ricordatevi che camminerete ai piedi del massiccio della Maiella

 

 

LA DIFFICOLTA’ DELL’ESCURSIONE. Rientra tra quelle considerate facili. Non ci sono problemi particolari nel percorso proposto, in quanto si effettua prevalentemente su sentieri abbastanza larghi, con un fondo in pietra e terra. Le difficoltà invece sono presenti solo in una parte nel suddetto percorso, quando si arriva alla gola dove è presente l’eremo di San Bartolomeo. Qui c’è un tratto da percorrere in discesa all’andata e in salita al ritorno, poiché si tratta di un percorso ad anello, dov’è bisogna fare attenzione a non scivolare e cadere. Non ci sono quindi oltre questo passaggi particolari io horischi di sorta. Ovviamente come sempre la difficoltà di un percorso è calcolata anche sull’esperienza e sulle condizioni personali. In genere è facile vedere intere famiglie che lo effettuano, per cui evidentemente è adatto un po’ per tutti. 

LA DISTANZA DA PERCORRERE.  E’ di circa 9,100 km , calcolata tramite il navigatore gps. 

IL DISLIVELLO. l’escursione si svolge prevalentemente in una zona pianeggiante, a circa 800 mt sl.m., per cui non dovrete fare una grande fatica nel camminare. L’unica parte del percorso dove invece il dislivello è più  marcato, è quello che riguarda la discesa e la risalita (che vi porterà al’Eremo) nella grande frattura nella roccia. Qui passere dai circa 800 dell’inizio della discesa, ai 730  mt. s.l.m.del fondo del burrone. Nulla però di veramente impegnativo.  L’escursione infatti è adatta anche per i bambini.

 

 

 
 

LE PREVISIONI METEREOLOGICHE.  Di seguito troverete un box meteo con le previsioni del tempo riferite alla zona di Caramanico Terme  su base settimanale, con fasce orarie,  aggiornate in tempo reale.  Cliccando sul giorno della settimana in cui intendete effettuare l’escursione, potrete verificare con esattezza la situazione metereologica prevista nell’arco dell’intera giornata. Questo vi consentirà di organizzare la vostra escursione con il tempo migliore. Prendete bene in considerazione questo strumento, perché in montagna con il meteo non si scherza. In caso di pioggia evitate le escursioni. 

IL PERIODO MIGLIORE PER EFFETTUARE LA VISITA .  Per effettuare la visita all’Eremo, il periodo migliore è quello che va del mese di maggio a ottobre. Durante l’inverno in questa zone va molto freddo e può nevicare anche copiosamente. Durante i mesi più caldi dell’anno (luglio e agosto) può fare molto caldo soprattutto durante le ore centrali della giornata.  Nelle ore centrali la temperatura dell’aria può arrivare anche a 30 gradi e il sole è implacabile. Ricordare inoltre che la passeggiate è praticamente tutta su sentieri scoperti e pochissimo bosco.

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LA FRAZIONE DI DECONTRA

IL PARCHEGGIO DEI VEICOLI. Non avrete particolari problemi per parcheggiare i vostri mezzi a motore. Nella frazione di Decontra troverete numerosi spazi per le due e quattro ruote. Sono tutti gratuiti. Non si tratta di aree dedicate, ma dei bordi della strada o spiazzi allo scoperto. Nei periodo maggior affluenza
di turisti, potreste avere qualche difficoltà nel trovare parcheggio. 

IL CAMPER. Se vi spostate in camper, non ci sono problemi. Il sentiero proposto inizia dalla frazione di Decontra, che può essere facilmente raggiunta anche con questi mezzi grandi e qualche volta ingombranti. Qui infatti sono presenti vari spazi dove è possibile lasciarli. Non si tratta di veri e propri parcheggi, ma di aree libere dove poter fermarsi. Se vi spostate in tanti, tipo carovana, allora potresti avere qualche difficoltà per poter lasciare il vostro veicolo. Ricordatevi però che non ci sono a Decontra aree sosta o altro
attrezzate, per cui dovete fare tutto in autonomia se decidete di restare con il vostro camper. Qualora invece vogliate cercare un posto attrezzato, potete recarvi presso il vicino borgo di Caramanico Terme. 

LA RICEZIONE TELEFONICA ED INTERNET.  La zona in cui si trova l’Eremo e abbastanza
distante dai principali centri abitati, per cui la ricezione telefonica e internet potrebbe non essere ottimale. Dipende anche dal vostro operatore telefonico. Per questo motivo partite dal presupposto che potreste non potere usare il telefono per alcune ore, oppure in alcuni tratti del percorso.  

DOVE MANGIARE. Per mangiare, bere o altro,  dovete necessariamente organizzarvi
da soli
.
In questa zona infatti non sono presenti rifugi chioschi o altro dove poter acquistare generi alimenta ri caffè gelati e così via. Per questa ragione ricordatevi devo portare qualcosa con voi almeno di energetico, per poter affrontare la fatica. Potete eventualmente vedere se sulle vie principali che portano in questa zona sono presenti furgoncini che vendono questo tipo di prodotto. Ma una volta giunti a Decontra, ricordatevi che non poter acquistare nulla, se non prendere l’acqua alla grande fontana presente all’inizio di questa frazione.

DOVE ALLOGGIARE. Se volete soggiornare qualche notte in questa zona, un centro abitato ben organizzato, potete recarvi Caramanico Terme, uno dei borghi più belli d’Italia, dove sono presenti molte strutture alberghiere e bed & breakfast, con prezzi per tutte le tasche. Si trova praticamente a ridosso del centro visite del parco della Maiella. 

I SERVIZI IGIENICI. Ricordatevi che non incontrerete alcun servizio igienico durante il percorso, per cui in caso di necessità, dovrete affidarvi alla natura che vi circonda. Per questa ragione prima di partire provvedete alle vostre necessità fisiologiche. Particolare attenzione ai bambini, e agli anziani e a tutti coloro per ragione di salute devono recarsi al bagno di frequente. 

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IL SENTIERO SCOPERTO

IL SENTIERO ALL’APERTO. Il percorso è prevalentemente su un terreno scoperto. In pratica circa il 90% di tutta la strada che percorrerete non è protetta da vegetazione o alberi. Questa è una caratteristica della zona. Gli alberi si trovano in genere a quote superiori.

ATTENTI A NON PERDERVI . Il sentiero è ben segnalato, per cui per perdevi dovete metterci impegno. Essendo quasi tutto all’aperto, e su passaggi che sono in pratica della strade, non  perderete facilmente l’orientamento (come può invece avvenire all’interno di unbosco). Nella peggiore delle ipotesi potete anche chiedere informazioni ad altri escursionisti. Potreste anche caricare sul telefono delle mappe offline della zona. Usando il segnale gps dello smartphone raggiungere l’eremo non sarà complicato. 

LE CARTE GEOGRAFICHE. Una buona regola da seguire, è quello di dotarsi sempre e comunque di una carta geografica della zona, al cui interno devono essere segnalati tutti isentieri che vengono percorsi in quella determinata zona. In caso di difficoltà, la consultazione è una mappa del genere, mi consentirà facilmenteil poter utilizzare le indicazioni dei cartelli posti lungo il sentiero, potendo facilmente tracciare il percorso da seguire per raggiungere il nostro obiettivo o per tornare al punto in cui siete partiti. Questa mappe è in generepossono essere acquistare direttamente il principale centri abitati della zona, oppure presso il centro informazioni del Parco della Majella che si trova nel centro abitato di Caramanico Terme, un borgo molto antico nella zona della Maiella.

IL TEMPO NECESSARIO ESCURSIONE. Camminando tranquillamente e visitando con tutta
calma l’Eremo, avrete bisogno di circa 4 ore per completare il percorso proposto. Per cui se decidete di iniziare la passeggiata nel primo pomeriggio, calcolate bene l’orario del tramonto, per evitare di trovarvi per strada di notte. Non esiste alcuna illuminazione le tenebre possonofavorire l’incontro con animali quali lupo ed orso. Per cui attenzione.

LA PREPARAZIONE FISICA. Il sentiero è semplice da percorrere, per cui non richiede una particolare preparazione fisica. Ricordate comunque che si cammina per circa 9 km, è che nella bella stagione può fare anche molte caldo. Il sole poi non perdona. Per cui se siete “amanti del divano”, allora valutate bene se affrontare questa escursione o meno. Potreste trovarvi in difficoltà, soprattutto nella parte in cui si scende e si sale nella spaccatura porte poi all’Eremo stesso. 

LA CREMA SOLARE. Durante la vostra escursione, è molto importante che portiate con voi della buona crema solare. Infatti durante la bella stagione, il cielo è libero dalle nuvole,  e l’irraggiamento solare è notevole. Scottarsi anche in maniera seria può essere molto facile, soprattutto perché nelle giornate più fresche e ventilate, potreste non percepire immediatamente il calore sulla pelle. Questa raccomandazione importante degli adulti, e soprattutto indicata per la tutela della salute dei bambini. Sempre nel vostro zaino.

 
GLI OCCHIALI DA SOLE. Quando effettuare l’escursione, ricordare di portare con voi sempre un buon paio di occhiali da sole. La motivazione è semplice. Questo percorso si svolge prevalentemente su un sentiero scoperto. Nelle giornate di sole, il riverbero dei raggi può essere davvero forte e dannoso per gli occhi. Nelle giornate ventose, non essendoci praticamente protezione offerta dagli alberi, l’aria potrebbe asciugarmi rapidamente agli occhi. Tornano particolarmente utili nella parte del sentiero coperta, quella che si trova in prossimità della gola dove è presente l’eremo. Sono presenti molti arbusti e piante alte ed alberi. È facile che qualche ramo e foglia possono raggiungere gli occhi. Per cui se non amate portarli, almeno mettete all’interno dello zaino, o in tasca.
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IL SENTIERO AL COPERTO. 
 
IL SENTIERO NEL BOSCO. La parte del sentiero coperta della vegetazione è modesta. Si tratta di circa un 10% dell’intero percorso. Si trova nella zona iniziale della passeggiata, nella parte della spaccatura in cui è ubicato l’Eremo, e nella parte finale, in pratica in prossimità del punto di ritorno.
 

LE CARATTERISTICHE DEL FONDO DEL SENTIERO. Il fondo dei sentieri sono tutti in terra battuta, con la presenza di pietre e sassi. Camminarci sopra non presenza particolari problemi. L’unica parte a cui fare attenzione è quello della discesa e della risalita della spaccatura in cui si trova l’Eremo. Qui il sentiero può essere scivoloso a causa della presenza del ristagno di umidità dovuto alla presenza delle piante o di eventuali piogge. Per cui attenzione soprattutto quando affrontate la discesa e la risalita. Per il resto non incontrerete problemi. 

L’AFFOLLAMENTO. Il sentiero è molto conosciuto, ed è un classico della zona del parco della Maiella. Per questo motivo potreste incontrare durante il vostro cammino gruppi nutriti di persone, soprattutto nella zona dove si trova l’eremo di San Bartolomeo. Comunque in genere l’affollamento è anche condizionato da l‘orario in cui effettuate la vostra escursione e la stagione. In genere durante la mattina il sentiero è più battuto.

IL BASTONE. in genere per effettuare le escursioni in montagna, sarebbe buona norma portare con sé un bastone in legno o in metallo, nonché eventualmente anche i bastoncini utilizzati per il nordic walking. Questo tipo di escursione però non presenta particolari problemi. Per questa ragione se non siete propensi a portarli con voi, potreste anche lasciarli a casa. Eventualmente  potreste mettere nello zaino quelli telescopici o montabili, da tirare fuori all’occorrenza. Vi tornerebbero utili nel unico passaggio, abbastanza lungo, del sentiero che si insinua all’interno della gola che vi consente poi di raggiungere l’eremo di San Bartolomeo. Il sentiero è però molto stretto e circondato da piante. Utilizzare i bastoni in questo caso potrebbe non essere molto agevole. Incontrando anche altri escursionisti, potrete notare che praticamente quasi nessuno li utilizza. Ovviamente però dipende dalle vostre abitudini. Meno peso portate con voi e migliore sarà la vostra passeggiata.

IL CAPPELLO. Ricordate di portare sempre con voi un copricapo. Durante la stagione invernale il freddo è molto intenso, ed il vento si fa sentire. Durante quella estiva invece il sole è implacabile, e nelle ore centrali della giornata, è davvero fortissimo. Considerate che questo tipo di escursione si effettua quasi del tutto sul terreno scoperto, senza la protezione degli alberi se non in un breve tratto ti all’andata che al ritorno. Per cui portate con voi qualcosa per evitare colpi di calore. un buon consiglio è quello di portare anche un foulard da poter mettere sotto il cappello, per potervi il collo dai forti raggi solari. Ovviamente degli uomini privi di capelli, questo consiglio è praticamente obbligatorio. Le ustioni sono dietro l’angolo. 

IL FOULARD. Quando si cammina in montagna, è buona norma portare con sé sempre un fazzoletto o un foulard, per proteggersi il collo sia dal sole cocente che eventualmente dal freddo e dal vento. Il fazzoletto di cotone poi può essere anche utile per asciugare il sudore, durante le passeggiate impegnative, e nelle escursioni effettuate durante giornate particolarmente calde.

LA GIACCA A VENTO. Portate con voi nello zaino sempre questo capo di abbigliamento, oppure per una giacca a vento leggera. Nella stagione estiva, non vi serviranno certamente per proteggervi dal freddo, visto che questa escursione si svolge a quote relativamente basse. Ma nel caso in cui dovesse piove, è d’obbligo ricordare che il tempo può cambiare improvvisamente, e le piogge anche molto forti possono essere dietro l’angolo. In questo caso inoltre le temperature possono crollare anche di decine di gradi in pochi minuti. Per tale ragione portate sempre qualcosa che vi consenta di proteggere sia dalla pioggia, che dal freddo.

LE SCARPE. Per l’effettuazione dell’escursione, non sono necessarie calzature particolari. I sentieri da percorrere sono agevoli, per cui andranno bene scarpe da trekking leggere e, oppure un buon paio di scarpe da ginnastica, tipo running. Evitate scarponi da montagna, che in questo tipo di passeggiata mi sarebbero solamente d’intralcio, e francamente del tutto inutili. Se decidete però di utilizzare le scarpe da ginnastica, evitati accuratamente quelle che hanno il fondo liscio (come quelle da tennis). Il motivo è semplice. Nel sentiero proposto, è presente un passaggio abbastanza lungo, in discesa all’andata, e poi in salita al ritorno, tra le piante. Qui il terreno grazie all’ombra offerta dalla posizione e dalle
piante, tende a trattenere l’umidità, soprattutto dopo la pioggia, e il terreno può essere leggermente fangoso. Con le scarpe che hanno poca resistenza all’attrito sul terreno, potresti rischiare di scivolare e di cadere.

I PANTALONI. L’abbigliamento è legato certamente alla stagione nella quale effettuate questo l’escursione. Ricordatevi però che durante la stagione invernale in questi luoghi fa veramente freddo, ed inoltre è facile che sia presente la neve. In estate invece, o comunque durante la bella stagione, le temperature possono diventare veramente alte, per cui potreste optare per un pantalone corto, invece di quelli lunghi, che proteggono di più, ma sono certamente molto più caldi. Il sentiero però si snoda in alcuni punti tra le piante basse, per cui con le gambe nude e con le calze corte, è facile potersi graffiare. Per questa ragione, se decidete di utilizzare i pantaloni corti, potreste valutare anche l’idea di portarvi nello zaino un paio di pantaloni lunghi leggeri, nel caso in cui nel camminare trovaste problemi con le piante basse e spinose. Chi vi scrive in genere utilizza pantaloni lunghi, di tipo tecnico, proprio per evitare questo problema.

I CANI. La passeggiata è adatta anche agli amici a quattro zampe. ricordatevi però che si tratta sempre di coprire una distanza di circa 10 km, con un percorso praticamente tutto al sole durante la stagione estiva, e con un fondo in pietre e sassi, con la presenza in alcuni passaggi tra piante basse e spinose. Evitate di portare con voi animali molto giovani, troppo anziani, o comunque da salotto, cioè praticamente abituati a stare sul divano. Potrebbero incontrare problemi nel seguirvi.

PORTARE ACQUA PER I CANI. Ricordate di portare con voi l’acqua anche per il vostro amico a quattro zampe. Durante l’escursione non troverete fontane né per le persone né degli animali. In realtà durante il percorso proposto è presente un fontanile in pietra utilizzato per far bere i cavalli le pecore ed altri animali, ma l’acqua è piena di insetti, di girini, in qualche caso anche di piccoli serpenti. Per questo motivo è meglio che portiate con voi comunque l’acqua per il vostro animale. Avete anche la possibilità di poter riempire le bottiglie per il cane, anche con l’acqua fresca presente all’inizio di questo percorso che si trova nella frazione di Decontra, da cui partirete, e dove lascerete i vostri veicoli. Si tratta di acqua potabile anche per le persone.

I CANI AL GUINZAGLIODurante l’escursione potreste incontrare molte persone o gruppi, che come voi camminano per il sentiero. Per questo motivo controllate bene il vostro cane, per evitare che possa creare problemi ad altri escursionisti. Questa regola è fondamentale soprattutto una volta giunti all’Eremo, dove la presenza di altre persone può essere elevata. Qui usate il guinzaglio per il vostro animale, ed in particolare all’interno della struttura sacra. 

L’UMIDITA’. L’umidità ambientale è legata alle condizioni climatiche. In genere però la zona non è molto umida grazie alla presenza costante del vento dalla quasi totale assenza di vegetazioni o boschi durante il percorso. Non troverete quindi l’effetto “cappa” generato dalle presenza di acqua nell’aria. Non faticherete quindi a respirare.

 

LE PERSONE DIVERSAMENTE ABILI. Per quanto concerne le persone con diversa abilità, al fine di poter valutare se questa escursione sia adatta a un loro, bisogna considerare quali siano le effettive condizioni fisiche delle stesse. Il percorso si snoda per circa 9 km, allo scoperto, tranne una piccola parte. Nonostante sia prevalentemente pianeggiante, alcuni passaggi richiedono molta attenzione, e condizioni fisica normali. Per questa ragione prima gli affrontare un simile percorso, è necessario prendere in considerazione questi aspetti. Evitare accuratamente comunque di avventurarvi la soli, e fatevi accompagnare da chi eventualmente vi può prestare assistenza in caso di necessità.

GLI INSETTI PERICOLOSI – I TAFANI. Durante la passeggiata troverete come sempre qualche insetto fastidioso
che vi raggiungerà intorno. Veri e propri insetti pericolosi non ne incontrerete,
salvo qualche raro caso. Il problema vero e proprio è dato dalla presenza di molti tafani, molto aggressivi, che notoriamente succhiano il sangue da animali quali cavalli pecore capre e così via. Nelle zone aperte praticamente non si vedono, ma come attraverso rete qualche spazio nel bosco, o in mezzo comunque alle piante, si faranno vedere. Fate molta attenzione a queste “mosche giganti”, perché la loro puntura è davvero dolorosa e in alcuni casi può creare anche problemi di shock anafilattico. Se prendete un fazzoletto, un cappello, ho un altro panno qualsiasi, muovetelo intorno a voi in continuazione, così come fanno gli
animali qual i cavalli che hanno la coda, per scacciarli. Controllate sempre le gambe se indossate pantaloncini corti, perché lì che tendono a colpire maggiormente. Per le persone particolarmente sensibili che hanno problemi con le bolle provocate dalle zanzare, portate che voi qualche crema a base di cortisone la mettere su un eventuale puntura ricevuta. Potete provare anche a coprire le parti scoperte con repellenti antizanzare. Particolare attenzione ai bambini.

 

GLI INSETTI PERICOLOSI  – LE VESPE. Quando vi avvicinate le fonti d’acqua, soprattutto quelle artificiali, come quella che si trova all’inizio dell’abitato di Decontra, o il fontanile durante il cammino, fate molta attenzione alle vespe. Questi imenotteri sono soliti raggrupparsi in questi punti per potersi dissetare. Ricordare bene che sono insetti molto aggressivi, i quali però se non molestati, non vi daranno fastidio. Particolare attenzione quando dovessero essere presenti in gruppo. Non li provocate nella maniera più assoluta, poiché la loro reazione è fulminea e non si intimidiscono facilmente. Ovviamente l’attenzione deve salire in caso di presenza di bambini, i quali potrebbero non percepire immediatamente il pericolo.

IL REPELLENTE PROTETTIVO CONTRO GLI INSETTI. Durante l’escursione potreste incontrare qualche zanzara. Si possono trovare più facilmente nella parte coperta del sentiero, in particolare in quella parte che consente di attraversare la spaccatura che poi porta all’Eremo di San Bartolomeo. Per cui se siete particolarmente sensibili a questi insetti, il consiglio è quello di portare con voi un prodotto repellente per prevenire le punture. per i soggetti più sensibili, e forse il caso anche di portare un prodotto tipo crema, per lenire il dolore di eventuali punture.

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LE CAPANNE DI PIETRA

LE CAPANNE DI PIETRA. Durante la vostra escursione passerete in prossimità una serie di “capanne di pietra”, di cui è di fatto disseminata questa zona. Queste costruzioni, alcune delle quali molto antiche, sono la testimonianza dell’attività dei pastori in queste zone, e alla loro vita (spesso durissima) passata tra queste montagne. Sono il frutto dello “spostamento” con la sola forza delle braccia di centinaia di migliaia di pietre, per ripulire il terreno per consentire sia il pascolo degli animali che le attività agricole. Questo tipo di strutture sono chiamate a “tholos” e nella loro struttura originaria, ricordano molto i più famosi “trulli” presenti in Puglia. Ritornando al punto di partenza di questo percorso (Decontra), incontrerete “l’Ecomuseo”,(vedere le foto di seguito), un testimonianza a cielo aperto di come dovevano apparire in passato queste capanne di pietra. Si tratta di ricostruzioni di un passato oramai scomparso, utilissime a comprendere il contesto antropologico di questa zona.

LA VISITA GUIDATA. L’escursione può essere effettuata anche l’ausilio dei guide autorizzate. Può essere molto utile rivolgersi a questi professionisti, per una serie di motivi.
L’ottima conoscenza del territorio e dei sentieri da seguire. L’assistenza in caso di necessità. Divulgazione di aspetti storici e naturalistici dei luoghi che attraverserete. Queste visite però vengono effettuate in gruppi abbastanza numerosi. Per cui se amate la compagnia sarà una buona occasione per fare nuove conoscenze. Sono a pagamento

Interno di una capanna di pietra
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I CARTELLI E SEGNALI SU PIETRA

I CARTELLI E LA SEGNALETICA SUL PERCORSO. Incontrerete numerosi cartelli che vi indicheranno la strada da seguire. Sono molto importanti, perché oltre ad evitare di perdervi, indicheranno anche il tempo necessario per raggiungere il vostro obiettivo. Ricordate sempre che su questi cartelli non troverete mai i chilometri che vi separano dalla meta, ma solo il tempo necessario. il motivo sta nel fatto che la conformazione del terreno, le variazioni di quota, ed altri fattori, influiscono non poco sul tempo necessario per percorrere un certo tratto. Per questo motivo, anche pochi chilometri potrebbero essere percorsi in molto tempo o viceversa. Una raccomandazione fondamentale, è quello di tenere da conto solo le indicazioni ufficiali indicate sui cartelli stessi. Diffidate sempre di eventuali ulteriori sovrapposizioni scritte a amano, perché potrebbero essere fuorvianti e pericolose. Inoltre ricordate sempre bene il numero del sentiero che state percorrendo. Nel caso particolare l’eremo di San Bartolomeo è ben indicato per cui quando avrete nessun problema a raggiungerlo.

 

CARTELLO ESPILICATIVO ALL’EREMO. Una volta arrivati all’Eremo, troverete nella zona antistante alla costruzione, un cartello metallico, che vi illustrerà alcuni aspetti fondamentali nella storia dell’Eremo stesso.

 

 

 

LE BICICLETTE. Per quanto riguarda l’utilizzo delle biciclette, parte di questo sentiero può essere percorso anche con una buona bicicletta da mountain bike, evitando però l’utilizzo di biciclette da passeggio. Sarete però comunque obbligati ad un certo punto a lasciare il vostro mezzo, per raggiungere l’eremo di San Bartolomeo, in quanto una parte del sentiero, come già specificato, è molto stretto tra le piante con una discesa ed una salita molto ripide. Anche per coloro che sono più esperti nell’utilizzo delle due ruote, questo sentiero
diventerebbe impraticabile. Ci sono sempre molte persone, per cui il rischio è quello di provocare un incidente. Se siete disposti a lasciare la vostra bicicletta all’inizio della parte del sentiero che porta direttamente all’Eremo, allora potrete tranquillamente utilizzarla per percorrere il resto del tragitto.

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IL VALLONE CHE PORTA ALL’EREMO

NESSUN PASSAGGIO PERICOLOSO. In questo percorso non ci sono passaggi particolarmente impegnativi, tranne la discesa e la risalita nella profonda spaccatura in cui si trova l’Eremo di San Bartolomeo. Qui anche in caso di caduta dal sentiero non di rischia di “finire di sotto”, ma di potrete fare qualche bello scivolone su fondo umido tra le piante o scendendo o salendo su qualche gradino. Nulla di particolare, ma prestate sempre molta attenzione, soprattutto ai bambini.

IL VENTO. Il percorso è praticamente tutto allo scoperto, in una zona prevalentemente pianeggiate, chenon offre molti ripari. Il vento in queste zone può soffiare anche con violenza, e nei mesi invernali può essere molto freddo. Durante la bella
stagione
la sua presenza può essere una vera e propria benedizione, poiché le temperature possono diventare molto alte, superando anche i 30 gradi.In caso di assenza di ventilazione, il caldo può diventare insopportabile, ed in certi casi, anche pericoloso. Il
consiglio è quello di muovervi in estate nelle giornate ventilate, per evitare di sentirvi male. Ovviamente queste valutazioni devono essere effettuate anche in relazioni alle condizioni di salute personali. 

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L’EREMO DI SAN BARTOLOMEO 
NESSUNA DIFFICOLTA’ PER RAGGIUNGERE L’EREMO. Raggiungere l’Eremo non e’ difficile (nel percorso proposto). Come si vede nelle immagini si trova all’interno di una grande spaccatura naturale del terreno, circa a metà tra il fondo dove scorre l’acqua e la parte pianeggiante. Bisogna scendere attraverso un tratto coperto (non si tratta di un bosco pero’), per poi risalire attraverso un breve sentiero che porta poi alla scala in pietra che consente l’accesso all’Eremo. 

LE PERSONE CON DIFFICOLTA’ DI DEAMBULAZIONE. L’escursione è adatta anche alle persone con problemi di deambulazione. valutate bene le condizioni di salute personali. Il percorso infatti per buona parte si svolge su sentieri ampi e battuti, ma una parte di esso, quella necessaria a raggiungere l’eremo di San Bartolomeo, presenta problemi che potrebbero essere insormontabili per chi non può camminare agevolmente. Per questo motivo, è possibile percorrere una parte del tragitto fermandoci alla gola dove si trova l’eremo, e qui fermarsi per vedere l’eremo più da vicino, ma senza scendere all’interno della gola. Qualora decidiate comunque di fare questo tipo di percorso, e avete problemi di deambulazione particolari, fatevi accompagnare da persone esperteche vi possano assistere in caso di necessità.

I BAMBINI. L’escursione qui proposta, è adatta anche ai bambini Più grandicelli, almeno dai 10 anni in su . Il motivo sta nel fatto che l’anello del sentiero da percorrere è agevole, tranne per la parte relativa a raggiungimento dell’ Eremo di San Bartolomeo. Considerate valutate che, il percorso è quasi tutto all’aperto, senza protezione alcuna dai raggi solari durante la stagione estiva e dal vento. Inoltre una parte del sentiero su una strada stradina strettissima in mezzo a piante ed arbusti, che se non rappresentano un
problema per le persone adulte, possono diventarlo invece per i più piccoli. Calcolate che il percorso è di circa 10 kmper cui bisogna essere sicuri che i bambini siano in grado di poter sopportare questo tipo di fatica. Comunque viene normalmente percorso da famiglie numerose con bambini, per cui se i vostri figli sono abituati a questo tipo di attività, il divertimento è assicurato.

USO DEL PASSEGGINO PER I BAMBINI.  Se avete bambini piccoli, evitate ti portare con voi passeggini di ogni tipo. il fondo del percorso è pietroso, ed anche quelli più “tecnici” non sono adatti a questo si
percorso. Ci sono poi dei tratti dove sarebbero solo d’intralcio e pericolosi. La raccomandazione può sembrare superflua, ma in montagna di vede di tutto, anche persone che tentano di trasportare i propri figli su sentieri impraticabili per questi “mezzi”. Per cui se necessario li dovrete portare in braccio o sulle spalle

L’Eremo visto dal fondo del vallone

AMBIENTE NATURALE. L’eremo si trova completamente immerso in un ambiente naturale. Infatti nei secoli, lo scopo nello stesso era isolamento dal mondo, per dedicarsi in maniera completa alla preghiera. Come potrete osservare di persona, attualmente è abbastanza distante dai principali centri abitati. Potete quindi immaginare quanto fosse lontano nei paesi e nelle città nei secoli scorsi.

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IL CORSO D’ACQUA

IL CORSO D’ACQUA. Sul fondo della spaccatura in cui si trova un corso d’acqua d’acqua che in estate è in genere in secca. Durante l’inverno o anche durante la bella stagione, in caso di forte pioggia, l’acqua può scendere anche copiosamente, per cui fate molta attenzione ad attraversarlo, nel caso in cui dovesse piovere. 

 

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L’ACCESSO ALL’EREMO
LE SCALE  PER RAGGIUNGERE L’EREMO. Una volta scesi nella spaccatura che vi porterà poi all’Eremo di San Bartolomeo, per accedere allo stesso eremo, dovrete salire una scalinata, poiché la costruzione si trova all’interno di una spaccatura nella roccia. Non si tratta di moltiscalini, sono infatti nel complesso circa una ventina, ma sono molto ripidiè nella parte iniziale privi di corrimano. Per cui quando salite fate molta attenzione a non perdere l’equilibrio. Una caduta sarebbe veramente pericolosa. Stesso discorso vale poi quando lascerete l’eremo per ritornare sullo stesso sentiero e il quale siete arrivati. Qui troverete la stessa scalinata che si presenterà in tutta la sua ripidità. Anche qui fate molta attenzione nello scendere, soprattutto nelle evitare di scivolare sui gradini. Se del caso, aiutatevi con un bastone, oppure affrontati grandini con molta tranquillitàe senza correre. per quanto riguarda ibambini,massima attenzione durante la salita e la discesa. Anche per loro una caduta potrebbe essere veramente pericolosa. Se necessario, soprattutto per quelli più piccoli prendeteli per mano. Aiutate anche le persone che hanno difficoltà di deambulazione.

LE CARATTERISTICHE COSTRUTTIVE. L’Eremo non è di grandi dimensioni. Appena arrivati sul piano della ansa del costone di roccia che lo ospita, noterete la presenze di una porta d’ingresso e di un piccolo campanile. Si tratta dell’unico ingresso presente.
Una volta entrati, vi troverete l’ambiente principale, nel qual si trova un altare su cui è allocata la statua lignea di San Bartolomeo. Alla vostra sinistra vedrete poi l’ingresso di uno stretto corridoio, che vi porterà ad affacciarvi all’interno di una stanza più piccola con delle finestre che guardano nel vuoto. Alla fine di corridoio incontrerete uno spazio
aperto, che affaccia nel vuoto anch’esso. La caratteristica fondamentale è che uno dei lati della costruzione non è in muratura, ma vede la presenza della nuda roccia del costone. 

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L’EREMO – INTERNO
INGRESSO GRATUITO. Per accedere all’Eremo non dovrete pagare nulla. L’ingresso e totalmente gratuito e non viene richiesta alcuna offerta personale. Per cui in caso di istanze in questo senso, diffidate e prendere bene informazioni. Il mondo è pieno di furbi. 
EVITARE RUMORI MOLESTI. Una volta che sarete arrivati all’Eremo, ricordatevi che non si tratta di un luogo normale dove potersi scatenare facendo rumore di ogni tipo. Questo è un luogo sacro, tenuto in grande considerazione dalle persone di fede cattolica, ed ha anche unagrande importanza storica, proprio legata al personaggio di Pietro da Morrone, già Papa Celestino Quinto. Per cui quando sarete arrivati in questo posto, osservate la bellezza e la sobrietà dell’Eremo stesso, cercando di rispettare questi luoghi, e le persone che come voi ci sono arrivate fin qui per i più svariati motivi. Può sembrare una raccomandazione superflua, ma purtroppo, soprattutto i ragazzi e i bambiniscambiano questi ambienti spesso per un area giochi. Spetterà soprattutto ai genitori e agli adulti essere di esempio.
La statua lignea di San Bartolomeo

UNA PARTICOLARITA’ DA VEDERE. E’ la presenza di una fonte d’acqua che scorre
nell’ambiente principale
, dove si trova la statua lignea dedicata a San Bartolomeo. Individuarla e semplice. Basta metterci con le spalle rivolte alla porta ed il viso che guarda alla statua, e sulla sinistra troverete la presenza di un punto ove, infilando la mano, potere toccare dell’acqua. Non pensiate di trovare una vera e propria sorgente, ma comunque l’acqua si sente facilmente, anche perché fredda.

LE SCRITTE SUI MURI. Un comportamento assolutamente da evitare, è quello di incidere delle scritte sia all’interno della zona rocciosa che ospita l’eremo, sia all’interno dello stesso. Purtroppo molte persone reputano opportuno incidere nome cognome e date, nonché altre frasi,pensando di fare chissà quale cosa intelligente o importante. Nulla di tutto questo. Questo è un luogo storico di grande importanza anche religiosa, per cui evitiamo comportamenti idioti. Se qualcuno dovesse farlo in vostra presenza, impeditelo (un esempio di questa pessima usanza la potete osservare nella foto che precede nella parte alta della stanza) . 
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ECOMUSEO ALL’APERTO

IL MUSEO ALL’APERTO. Durante il cammino, durante il ritorno (o all’andata se preferite eseguire il percorso il senso contrario), vi imbatterete in museo all’aperto, che potrete visitare, oppure osservare dall’esterno. Si tratta di una ricostruzione degli insediamenti umani che insistevano in questa zona, e che sono stati oggetto di studi approfonditi per anni da parte gruppi di antropologi ed archeologi italiani e stranieri. 

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LE PIANTE

LA FLORA. Durante il vostro cammino incontrerete vari tipi di piante. Oltre a quelle ad alto fusto, fate attenzione anche  quello che si trova più in basso. Alcune di questo sono davvero particolari. In alcuni punti più umidi troverete anche delle bellissime felci di grandi dimensioni. 
NON RACCOGLIERE LA FAUNA SPONTANEA. Non raccogliete fiori o piante o altro. Osservate con attenzione le bellezze naturali, ma evitate di portare con voi qualche “ricordo”. Le cose devono essere lasciate dove si trovano. Ricordate comunque che vi trovate all’interno di un parco naturale protetto. Rammentate che se ognuno di noi raccogliesse un fiore durante l’escursione, vista la presenza di centinaia di persone durante ogni singola giornata, nel corso di poco tempo questi sentieri si trasformerebbero in deserti senza piante.
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GLI ANIMALI

I SERPENTI. In questi percorsi sono presenti degli fontanili dedicati appositamente all’abbeveramento degli animali. All’interno però si crea tutta una microfauna fatta di girini rane di insetti. Questo è il uno dei luoghi di caccia delle piccole bisce, un tipo di serpente acquatico,  tipiche di queste zone, che in pratica stazionano all’interno di questi fontanili in attesa di qualche buon pasto. Si tratta di animali di taglia ridotta ed assolutamente innocui. Se li volete vedere, osservate bene i bordi dei fontanili. In genere ne troverete semi arrotolate o distese proprio in questi punti. Non fate movimenti bruschise le individuate, altrimenti si nasconderannonegli anfratti del fontanile o tra le alghe che vivono nell’acqua.

L’ORSO. L’Abruzzo è una regione che vede una presenza significativa dell’orso. Si tratta di un vero simbolo di queste zone e dei parchi naturali che insistono sul suo territorio. Incontrarlo durante una escursione non è facile, ma nemmeno impossibile, per cui potreste anche imbattervi in questo plantigrado. Si tratta di un animale di grandi dimensioni che non si spaventa facilmente. Può essere attirato dall’odore del cibo. Evitate quindi zone lontane dai sentieri più battuti.

IL LUPO. Altro animale simbolo di queste zone è il lupo. Gira in branco e come per l’orso, non è molto facile incontrarli. La loro presenza anche a basse quote ed in zone frequentate dagli uomini è testimoniato dai loro escrementi, in chiamati “fatta di lupo”. Nella foto che segue ne potrete osservare una. Di certo non è un bello spettacolo, ma potrà esservi utile per capire se nella zona in cui camminate i lupi sono di casa oppure no. Evitate comunque di addentravi in zone troppo isolati e da soli. Meglio essere prudenti.  

LE PECORE E LE CAPRE. Durante il vostro cammino mi potrà capitare di incontrare delle pecorecon delle capre. Questa zona infatti dell’Abruzzo è nota per essere stata una delle sedi più importanti nell’attività di pastorizia in Italia. Nonostantestia lentamente sparendo, avrete la possibilità di vedere questa antica attività di allevamento effettuata dell’uomo. Nel caso in cui vi trovaste in prossimità di una strada dove sono presenti gli ovini, fermatevi, e lasciate che vi passino accanto. Non vi toccheranno nella maniera più assoluta e sarà un’esperienza divertente. Scattate delle fotografie o realizzate un bel video. In mezzo al branco noterete la presenza di cani pastori. In genere appartengono alla famosa razza di cane da pastore abruzzese, cani di grande mole e di colore bianco.

 

RACCOGLIERE I RIFIUTI. Non lasciate assolutamente alcun rifiuto durante la
vostra escursione. Siete in una zona protetta e parco naturale.  

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ITALIA – REGIONE LAZIO: IL PARCO NATURALE DELLE VALLE DEL TREJA

 

IL BORGO DI MAZZANO ROMANO VISTO DAL SENTIERO



LUNGHEZZA PERCORSO: 11 km
circa

QUOTA: 200 M.T. circa s.l.m.

 
TEMPO NECESSARIO A/R –
circa 5 ore. 
 
DIFFICOLTÀ: Facile 
DOVE SI TROVA. Il sentiero qui proposto inizia partendo del borgo di Mazzano Romano, della città metropolitana di Roma, nella Regione Lazio. Di seguito la mappa interattiva di GOOGLE MAPS che vi consentirà di raggiungere la meta utilizzando il vostro dispositivo come un navigatore GPS ovunque vi troviate. Per calcolare il percorso cliccate sulla freccia blu sulla mappa. Per visualizzare versione Google Earth della mappa, basterà cliccare sulla finestrella nell’angolo in basso a sinistra. 

IL PERCORSO Di seguito troverete l’immagine del percorso ad anello descritto in questi appunti di viaggio, evidenziata il colore viola chiaro. E’ ottenuta dall’interfaccia tra le immagini satellitari di google Earth ed un famoso programma che traccia il percorso utilizzando sia le coordinate satellitari che la connessione internet. La sua osservazione consente di comprendere che tipo di percorso bisogna effettuare. Potete notare che comprende anche il passaggio per il Borgo di Calcata Vecchia.
 
INIZIO DEL PERCORSO. L’inizio del percorso si trova in prossimità dell’abitato del paese di Mazzano Romano. Non è difficile trovarlo, ma potere utilizzare le seguenti coordinate gps per poterlo raggiungere con il vostro navigatore.  Non necessitano di connessione alla rete internet, ma solo alla rete satellitare GPS.
Subito dopo le coordinate gps troverete l’immagine di Google Earth con il segnaposto di colore giallo che corrisponde al punto relativo alle coordinate GPS. Questa immagine vi renderà più semplice anche orientarvi per capire dove inizia il sentiero.
 
42°12’12.56″N  – 12°24’6.72″E
 
 

LE PREVISIONI DEL TEMPO.  Di seguito troverete un box meteo con le previsioni del tempo riferite alla zona di Mazzano Romano su base settimanale, con fasce orarie,  aggiornate in tempo reale.  Cliccando sul giorno della settimana in cui intendete effettuare l’escursione, potrete verificare con esattezza la situazione metereologica prevista nell’arco dell’intera giornata. Questo vi consentirà di organizzare la vostra escursione con il tempo migliore.

(Fate attenzione al menu del meteo. Cliccando sul giorno successivo a quello in cui visualizzare gli appunti di viaggio vi apparirà il giorno completo con le fasce orarie. Invece per il giorno corrente avrete solo le previsioni successive all’orario in cui visualizzate il box meteo. Per cui parte dello schermo del dispositivo che state utilizzando risulterà vuoto)

 

IL PERIODO MIGLIORE.  L’escursione può essere effettuata tutto l’anno. Ricordate però che la stagione in cui decidete di farla può condizionare non poco la vostra escursione. In primo luogo durante la stagione invernale il buio arriva presto, e se non partire di buon ora, potreste trovarvi all’interno del bosco di notte e senza luce. Inoltre parte della vegetazione presente, durante l’inverno perde le foglie, per cui il bosco che attraverserete potrebbe risultare spoglio. Inoltre dovete fare i conti con il freddo e l’umidità. Durante l’estate in questa zona il caldo può essere intenso, soprattutto nelle ore centrali della giornata, e l’umidità diventare veramente soffocante. Per cui la stagione migliore è certamente la primavera inoltrata, quando in genere il caldo non è molto forte e l’umidità non troppo alta. 
IL PARCHEGGIO DEI VEICOLI. Per parcheggiare non ci sono particolari problemi. E’ infatti possibile lasciare il vostro veicolo nell’area urbana del paese di Mazzano Romano. Il parcheggio è gratuito. Verificate sempre la presenza di are di parcheggio a pagamento. Ricordate però che nel fine settimane questa località è visita dai  turisti, per cui potreste trovare qualche difficoltà nel parcheggiare nella zona centrale del paese. Per comodità la mappa interattiva di google Earth che si trova all’inizio degli appunti d viaggio segnala come punto di arrivo un grande parcheggio a pagamento presente nel borgo. Starà poi a voi decidere dove lasciare i vostri mezzi. 
IL PERCORSO AD ANELLO. Il percorso proposto è ad “anello”. Questo significa che avrete seguendo la strada indicata nella mappa, ritornerete nel punto da
cui siete partiti
, ma senza camminare sul tracciato già percorso. Ciò vi consentirà di vedere luoghi differenti durante il tragitto. Ovviamente nulla vi impedisce di arrivare in un punto del percorso e tornare indietro sui vostri passi. Il consiglio è quello di fare il giro completo

 

IL LAVATOIO. Una volta lasciato l’abitato, dopo aver percorso poche decine di
metri, incontrerete un 
lavatoio di grandi dimensioni. Si tratta di una costruzione in buon stato di manutenzione. Da qui inizia il sentiero vero e proprio, con una bella discesa. Come si vede nell’immagine che segue, potrete notare la presenza di un fontanile con tre cannelle da cui fuoriesce acqua potabile e bella fresca. Il consiglio è di bere o di fare rifornimento d’acqua. Lungo la strada non ne troverete più, salvo che durante il percorso non ci fermiate presso la cittadina di Civita Castellana, dove sono presenti bar e ristoranti.

 IL LAVATOIO CON LA FONTANA CON TRE CANNELLE
 LA VASCA PER EFFETTUARE IL LAVAGGIO DEI PANNI
IL LAVATOIO – SULLO SFONDO IL BORGO DI MAZZANO ROMANO
IL SENTIERO NEL BOSCO. Se iniziate il percorso a piedi passando per Nazzano Romano, dopo aver un tratto aperto ed incontrato il lavatoio, vi troverete subito nel parte coperta del sentiero. Fate attenzione perché è presente subito una ripida discesa un po’ sconnessa. Poi il fondo ritornerà ad essere quasi pianeggiante.
Come si nota dalle immagini che seguono parte di questo sentiero presente anche delle protezioni (corrimani in legno)  nei punti più pericolosi. Servono a proteggere da eventuali cadute accidentali. Fate però attenzione che non sono presenti ovunque, e che alcuni di questi sono in cattivo stato di manutenzione.
IL SENTIERO: LE CARATTERISTICHE. Il sentiero preso in considerazione non presenta particolari difficoltà. E’ prevalentemente pianeggiante, salvo alcuni passaggi particolari, con salite e discese richiedono attenzione. Questi punti vanno affrontati con calma ed eventualmente con l’aiuto di qualcuno. 
LA PREPARAZIONE FISICA. Per affrontare i circa 11 km e le 5 ore  dei questo percorso ad anello, non è richiesta una preparazione fisica particolare. E un’escursione adatta a tutti, ma bisogna essere comunque essere abituati a camminare a lungo. Se non siete in buona salute o se siete tipi da “divano” allora valute bene se fare o meno questo “passeggiata”. Potreste non essere in grado di arrivare fino in fondo, ed essere obbligati a tornare  sui vostri passi a breve. In questo caso il consiglio è quello di prendere la gita con molta calma senza fare il percorso a “tappe obbligate”. 
L’AFFOLLAMENTO.  Il sentiero non è molto frequentato, ma è facile incontrare qualche camminatore solitario o piccoli gruppi di escursionisti. Ovviamente le presenze aumentano durante il sabato e la domenica

L’ABBIGLIAMENTO CONSIGLIATO. L’escursione non richiede l’uso di un abbigliamento tecnico. Ovviamente la stagione in cui effettuate l’escursione condiziona il tipo di abiti che indossate, ma evitate di esagerare. Vestitevi a “cipolla”, in modo tale da poter alleggerire o appesantire l’abbigliamento. In estate qui può fare molto caldo e umido, per cui vestitevi leggeri. 

LA RICEZIONE CELLULARE ED INTERNET. Per l’utilizzo del cellulare e della connessione ad internet non ci sono particolari difficoltà. La zona in cui si effettua l’escursione si trova in prossimità degli abitati di Mazzano Romano  e di Calcata Vecchia, che consentono una buona copertura del segnale. Valutate comunque che in alcuni punti la ricezione potrebbe essere momentaneamente assente. 

LE CALZATURE CONSIGLIATE. L’escursione non richiede l’utilizzo di calzature particolari. Potrete utilizzare delle scarpe da trekking “leggero” o anche delle buone scarpe da ginnastica. Se optate per il secondo tipo, evitate quello con il fondo liscio del tipo “da tennis”, perché potreste non avere la giusta aderenza in qualche passaggio sconnesso o sul fondo di terra battuta. Evitate anche di indossare scarponi da montagna, perché vi sarebbero solo d’intralcio. 

IL CAPPELLO. Come sopra indicato, il sentiero ha una parte rilevante al coperto, ed un’altra allo scoperto. Nella stagione fredda quindi potete indossare un cappello per proteggervi dal freddo e dall’umidità, mentre in quella estiva (o primaverile), potere utilizzarlo per proteggervi dal sole. In entrambi i casi e bene comunque portarlo con voi. 

I BASTONI DA TREKKING. Per effettuare la passeggiata potrete utilizzare come ausilio anche i bastoni da trekking, considerato che passaggi non sono complessi e quindi potete anche camminare tenendo un buon passo. Nei passaggi più impegnativi (anche se non molti), vi potranno aiutare a sostenervi.
IL SENTIERO ALL’APERTO. La seconda parte dell’escursione si effettua camminando per una serie di sentieri “aperti”. Sono caratterizzati da una maggiore illuminazione e ventilazionerispetto alla parte precedente. Anche il fondo sui cui camminerete è composto (come si vede dalle immagini) da terra battuta e pietrisco. Nelle giornate più assolate il terreno è molto asciutto, e di conseguenza, polveroso.
DOVE MANGIARE. Per mangiare le soluzioni possono essere le seguenti. La prima e la più ovvia è quella di portavi tutto da casa, bevande comprese. La seconda è quello di acquistare panini o altro a Nazzano Romano, borgo da cui inizia la vostra escursione, oppure fermarvi durante la passeggiata a Calcata Vecchia, borgo antico dove è possibile anche fermarsi in quale trattoria tipica. Qui sono presenti anche bar dove acquistare vivande o altro, o fermarsi per un caffè. 
GLI INSETTI.  La presenza degli insetti è chiaramente condizionata dalla stagione in cui effettuate l’escursione. Più vi avvicinate alla stagione estiva e maggiori sono le possibilità che si presenti qualche zanzara intorno a voi. Ogni tanto potrete notare la presenza di qualche nugolo di moscerini e qualche mosca o vespa, ma nulla di preoccupante. Per coloro che amano gli aracnidi (ragni per intenderci), è possibile notare qualche bella ragnatela con al centro il “padrone di casa”. Comunque per precauzione contro le zanzare portate con voi qualche prodotto repellente
ICANI.  L’escursione è certamente adatta per gli amici a quattro zampe, anche se di taglia piccola. Deve sempre però trattarsi di animali in buona salute e non anziani ed abituati a camminare. Il percorso non è breve e sono abituati al “salotto”, potrebbero incontrare qualche difficoltà. Ovviamente è sconsigliato anche per i cuccioli troppo piccoli.Ricordate di portare con voi l’acqua da bere per il vostro cane. Durante il cammino non ci sono fontane e l’unico corso d’acqua presente è il fiume Treja.  
AREA PICNIC. Durante il cammino troverete anche un paio di aree attrezzate dove potersi sedere per mangiare. La prima e più grande si trova in prossimità del fiume Treja. Basta attraversare il piccolo ponte sospeso, e li troverete un paio di panche con dei tavoli all’ombra degli alberi.
IL FIUME. Il Treja ha le sue sorgenti sul Monte Lagusiello, ad una quota di circa 250 mt s.l.m. Ha una lunghezza di circa 36 km e si getta nel fiume Tevere, di cui è uno dei principali affluenti. 
FARE IL BAGNO. Il fiume Treja, per quanto è dato sapere è balneabile. Il corso d’acqua non ha una corrente molto forte. L’acqua in alcuni punti è molto pulita, in altri meno. Durante la stagione estiva è facile imbattersi in alcune persone che in costume da bagno, si immergono nell’acqua. Fate comunque molta attenzione, ed evitate di entrarvi da soli. Il fondo presenza rocce e sassi
GLI OCCHIALI DA SOLE. E’ consigliato l’uso degli occhiali da sole per la parte all’aperto del sentiero. Nelle belle giornate il sole può essere veramente forte, soprattutto una volta che vi siete abituati a camminare nella penombra creata dal bosco nella parte coperta del sentiero stesso. 
I PONTI.  Durante il tragitto proposto incontrerete due ponti più grandi che attraversano il fiume Treja. Il primo è in legno e cemento, mentre il secondo è il legno e corda. Quest’ultimo è divertente da attraversare poichéoscilla quando ci camminate sopra. Porta inoltre ad un’area attrezzata con tavoli e panche dove potrete fermarvi per riposare o altro. 
GLI ANZIANI  E LE PERSONE CON DIFFICOLTA’ DI DEAMBULAZIONE. Il sentiero presenta alcuni passaggi più complessi, con alcune discese e salite che possono presentare delle difficoltà per essere affrontate da chi ha problemi di deambulazione o per persone diversamente abili. Come si vede dalle immagini la maggior parte del percorso è composto da un camminamento “semplice”, ma non si tratta comunque del parco sotto casa. Inoltre i chilometri da percorrere non sono pochi (11), per cui per coloro che hanno difficoltà nel camminare, è consigliato farsi accompagnare e non affrontare assolutamente da soli la gita. 
LA BICICLETTA. Il sentiero può essere percorso tutto in mountain bike. Non si consiglia l’uso delle due ruote da passeggio, perché comunque alcuni passaggi richiedonomezzi adattie una certa competenza tecnicaPer tale ragione se non siete preparati fisicamente o non avete la bicicletta adatta, evitare di fare questo percorso. In alcuni punti potreste essere obbligati a scendere a portala a piedi, data la presenza di alcuni punti ripidi con la presenza di rocce. Fate molta attenzione al fondo del sentiero, soprattutto dopo abbondanti piogge, che potrebbero creare delle insidie non visibili. Per raggiungere invece la necropoliinvece dovete usare obbligatoriamente la scala, per cui la bici dovrete lasciarla all’inizio della stessa oppure portarla con voi. 
IL PONTE IN LEGNO E CEMENTO SUL TREJA
I PONTICELLI. Il percorso è disseminato di piccoli ponti, che consentono di superare agevolmente piccoli corsi d’acqua o fossati senza pericolo. Considerato che parte di questo non sono in buono stato di conservazione, fate attenzione a dove mettere i piedi. Potreste trovare qualche asse sconnessa, marcia o qualche buco.
DIVERSAMENTE ABILI: LA CARROZZINA. Il percorso per coloro che si devono spostare con la carrozzina non è consigliato, in quanto si tratta di un percorso con passaggi non adatti per tale mezzo. Se però chi la deve usare è debitamente assistito, allora la cosa è fattibile. Ma fate molta attenzione
IL SENTIERO: LE RADURE NEL PERCORSO. Durante il cammino troverete alcuna radure dove potervi riposare. Si tratta di punti nel quali sono presenti alcune panche e tavoli dove potrete sedervi. La migliore è quello che si trova in prossimità del ponte di corda che attraverso il fiume. Qui l’ombra è ottima e durante la stagione estiva, vi riparerà dai raggi del sole.   
LE SCALE. Durante questo percorso incontrerete una serie di passaggi con della scale. Il primo è quello di che si trova subito all’inizio del percorso, scendendo da Mazzano Romano. 
Il secondo è quello che vi porta verso Calcata Vecchia. In realtà non si si tratta di una vera scala ma di una lunga salita. 
LA SALITA CHE DAL SENTIERO PORTA A CALCATA VECCHIA
Il terzo   è quello necessario per raggiungere la necropoli. E’ abbastanza impegnativo ma breve (come si vede nella immagini dedicate alla necropoli) . 

Il quarto e quello che vi riporta da dove siete venuti, ovvero Nazzano Romano. Per coloro che hanno difficoltà di deambulazione possono essere rappresentare un problema. 

Vi sono poi una serie di punti del sentiero nel bosco dove ci sono deipassaggi con scale di vario tipo. Come si vede dalle immagini non sono in buono stato di manutenzione per cui attenzione a dove mettete i piedi. 
I BAMBINI. L’escursione è adatta ai bambini più grandied in grado di muoversi in maniera autonoma. Per loro sarà certamente molto divertente. I sentieri nel bosco sono certamente un ottima attrattiva per i più piccoli, che vivranno una simpatica avventura. Comunque teneteli sempre sotto controllo. Alcuni passaggi del sentiero non sono semplicissimi, ed inoltre il fiume, anche se non molto grande e profondo, può rappresentare un pericolo da cui guardarsi. 
USO DEL PASSEGGINO PER I BAMBINI. Se dovete portare con voi bambini piccoli che non possono camminare o che comunque non possono percorrere a piedi lunghi tragitti, allora potete valutare la possibilità di utilizzare un passeggino
tecnico del tipo a tre ruote grandi
.
Quelli normali non vanno assolutamente bene a causa del fondo irregolare. Ricordate bene però che ci sono alcuni passaggi nei quali sarete comunque obbligati prendere in bambini in braccio, perché il rischio può essere quello di fare rovinose cadute se tentate di utilizzarlo con il bimbo all’interno.  
I SERVIZI IGIENICI. Durante il percorso non incontrerete bar o altro. Per cui se avete bisogno di utilizzare i servizi igienici, dovete necessariamente raggiungere o Mazzano Romano  o Calcata Vecchia che si trovano sul questo percorso. Altrimenti dovete provvedere diversamente. 
L’ILLUMINAZIONE. L’escursione si svolge prevalentemente nel bosco. Per questa ragione anche nelle giornate di pieno sole, gli alberi (nella bella stagione) offrono una bella copertura, per cui potrete godere di una piacevole ombra offerta dalle fronde delle piante. Il discorso è diverso nel momento in cui uscite allo scoperto. La luce può essere molto intensa (tempo permettendo), ed il sole diventare accecante. 
La scalinata di ritorno a Mazzano Romano
I MASSI SUL SENTIERO. Nel passeggiare incontrerete dei punti con alcuni massi e rocce di grandi dimensioni. Nulla di spettacolare o impressionante, ma hanno sempre il loro fascino. 
I CARTELLI ILLUSTRATIVI.Durante la passeggiata incontrerete sul vostro cammino numerosi cartelli esplicativi. Soffermatevi a leggerne il contenuto. Sono ricchi di informazioni sul luogo che state attraversando. Vi racconteranno soprattutto dettagli sugli aspetti naturalistici del posto.
L’UMIDITA’. E’ certamente condizionata dalle condizioni metereologiche della stagione e della giornata in cui decidete di effettuare questo escursione. Bisogna però ricordare che comunque vi trovate in prossimità di un fiume e la presenza del bosco, in assenza di vento, può elevare di molto il tasso di umidità, rendendo più faticosa la passeggiata. Nella parte aperta del sentiero invece le cosa cambiano completamente, grazie ad un maggiore ricambio di aria alla presenza del sole (nelle belle giornate). 
LA NECROPOLI. Durante la camminata potete fare una piccola deviazione per andare a vistare la necropoli del Cavone di Monte Li Santi. Basta salire delle scale (abbastanza ripide) per trovarvela difronte. E’ in buono stato di manutenzione. Si ritiene che sia stata usata sino alla metà del VII secolo A.C. Era un luogo importante di sepoltura per gli abitanti della antica città di Narce, un insediamento di una popolazione preromana che si trovava a circa 5 chilometri dalla borgo di Civita Castellana.
LA SCALA CHE PORTA ALLA NECROPOLI

Troverete altri luoghi di sepoltura durante il cammino, come si vede nelle immagini che seguono. Non sono il un’area specifica, ma dislocati lungo in piccola parte de sentiero. 

GLI ALBERI. Come già indicato il percorso prevede una parte nel bosco ed una parte scoperta. La prima vede la presenza di varietà botaniche tipiche dei boschi del centro Italia (tra cui anche noccioli e noci). Nella seconda invece potrete notare ampie aree dedicate alla coltivazione dell’olivo (come si vede nella immagini).  
LE PIANTE: IL FARFUGIUM JAPONICUM GIGANTEUM. Durante il cammino nella parte boscosa del sentiero, incontrerete una grande esemplare di Farfugium
japonicum ‘Giganteum’
. Si tratta di una pianta di una pianta proveniente dal Giappone appartenente alla famiglia delle Asteraceae. È una pianta erbacea sempreverde che cresce bene in ambenti umidi non molto soleggiati o a mezz’ombra. Le sue dimensioni sono notevoli, in quanto la sua altezza da terra
varia dai 90 ai 150 cm. Per capire quanto sia grande basterà avvicinarsi.
LE PIANTE – LE FELCI. Camminando nella parte coperta del sentiero, noterete la presenza di alcuni esemplari di felci. Si tratta di piante tipiche di queste zone. In genere si trovano in prossimità di grandi alberi(che offrono molta ombra), o in prossimità dei corsi d’acqua (in questo caso il Fiume Treja o i piccoli corsi d’acqua che attraversano il parco), o comunque in presenza di terreni molto umidi.Sono
piante che hanno bisogno di queste condizioni ambientali, poiché non sono in grado di vivere in terreni asciutti. Se vi avvicinate ad osservale, noterete che le foglie dal centro della pianta, dove le foglie più giovani crescono con unaforma caratteristica a spirale, chiamata “pastorale”, poiché ricordano molto la tipica forma dei bastoni dei vescovi. Le foglie più esterne, di colore marrone / verde sono quelle più vecchie e tendono con il tempo seccare e cadere

 

LE PIANTE – I MUSCHI.  Nella parte coperta del sentiero osserverete la presenza costante di muschi, aggrappati agli alberi e alle rocce. Di fatto tappezzano ampie superfici e danno un tipico colore verde al sottobosco. Non si trovano mai in zone soleggiate o secche. In caso di siccità tendono vanno in stasi vegetativa. Gli esemplari più rigogliosi sono quelli che si trovano in prossimità dei corsi d’acqua.
DOVE ALLOGGIARE E DORMIRE. Se desiderate pernottare in questa zona, potrete farlo senza problemi. Il percorso proposto inizia da Mazzano Romano ed attraversa la Calcata Vecchia, per cui basterà verificare la disponibilità presso le varie strutture alberghiere, b&b e agriturismi presenti nella zona. Ricordate comunque di farlo per tempo. Questa zona è molto frequentata dai turisti, per cui se decidete di alloggiare all’ultimo momento, potreste avere qualche difficoltà, soprattutto se siete in tante persone.

COSA VEDERE INTORNO. Durante l’escursione potrete anche visitare il borgo di Calcata Vecchia. È conosciuto come il paese degli artisti. Ricavatevi almeno un’ora di tempo per camminare tra i vicoli e visitare le botteghe artigiane. Molto bello è il panorama che si può osservare dal borgo stesso, che si affaccia sul Parco della Valle del Treja. Questo luogo può essere anche ottimo per pranzare o fare uno spuntino presso i bar presenti e i ristorante caratteristici. 

IL BORGO DI CALCATA VECCHIA VISTA DAL SENTIERO
IL BOSCO VISTO DAL BORGO DI CALCATA VECCHIA – IL PANORAMA

 

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