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ITALIA – REGIONE ABRUZZO – PARCO DELLA MAIELLA: L’ANELLO DEL VALLONE – A.D.V.

 

 

QUOTA INIZIALE –  650  mt s.l.m. circa
QUOTA FINALE – 600  mt. s.l.m. circa
DISLIVELLO TOTALE –  440 mt
LUNGHEZZA PERCORSO – 7,400  km circa
TEMPO NECESSARIO A/R – circa 3,30 ore circa. 
DIFFICOLTÀ: Facile
DOVE SI TROVA. Il sentiero si trova in prossimità del Borgo di Caramanico Terme. Di seguito la mappa interattiva di GOOGLE MAPS che vi consentirà di raggiungere la vostra meta utilizzando il vostro dispositivo come un navigatore GPS ovunque vi troviate. Per calcolare il percorso cliccate sulla freccia blu sulla mappa. Ricordate che nell’angolo sinistro in basso è presente la versione “Earth” della mappa.

Di seguito troverete l’immagine del percorso dell’anello del vallone evidenziata il colore viola chiaro. E’ ottenuta dall’interfaccia tra le immagini satellitari di Google Earth ed un famoso programma che traccia il percorso utilizzando sia le coordinate satellitari che la connessione internet. La sua osservazione consente di comprendere che tipo di percorso bisogna effettuare.

PERIODO MIGLIORE PER VISITA. La stagione migliore per effettuare questa escursione è certamente quella estiva. Le giornate sono lunghe, con molte ore di luce. La temperatura esterna è elevata, per cui non soffrirete il freddo. Durate il mese di agosto può  fare veramente troppo caldo, per cui evitate se potete, di camminare durante  le ore centrali della giornata.  Per cui i mesi di luglio e settembre sono quelli ideali. A giugno potrebbe fare freddo, mentre nel mese di ottobre le giornate diventano più corte, e questo vi obbligherà ad effettuare l’escursione durante la mattinata o il primo pomeriggio.  Nel periodo autunnale si può  effettuare  la passeggiata per poter osservare il bosco cambiare colore, e le foglie cadere, prima dell’inverno.
L’AFFOLLAMENTO. Il percorso è molto conosciuto e facile. Inoltre si trova molto vicino a Caramanico Terme, per cui è uno tra i più frequentati. Per tale ragione se potete, evitate affrontarlo durante il fine settimana. Potreste trovare molte persone, e perdereste così la tranquillità e la bellezza di questo luogo.  Dal lunedì al venerdì e consigliato. Durante la stagione estiva, soprattutto nei mesi di luglio ed agosto, potreste comunque trovare molte persone anche durante i giorni “lavorativi” della settimana. Cercate quindi di andare presto la mattina, oppure nel tado pomeriggio. 
PERCORSO “NON” AD ANELLO. Nonostante il nome di questo sentiero faccia pensare ad un percorso ad anello, bisogna mettere in evidenza che le cose non stanno così. Infatti quello proposto, inizia all’interno della località turistica nel borgo di Caramanico terme, per uscire sulla strada statale che si trova in prossimità dello stesso borgo, a circa 3 km di distanza. Ovviamente potete percorrerlo anche al contrario, entrando da quella che normalmente viene considerata l’uscita del sentiero per poi giungere a Caramanico terme. Se siete poi particolarmente robusti e avete voglia di camminare allora potete pensare di entrare da una parte delle due del sentiero, e tornare sui vostri passi. Dovete comunque fare i conti con la distanza ed il tempo e la fatica. Ma ricordate che si tratta comunque di un percorso semplice adatto a tutti.
IL PARCHEGGIO. Per parcheggiare i vostri veicoli potete utilizzare gli appositi spazi che si trovano nel borgo di Caramanico Terme sia nella zona centrale che nelle zone più esterne. Ricordate però che buona parte di questi parcheggi sono a pagamento, per cui se non volte spendere vi dovrete allontanare un po’ dalla zona centrale e andare verso l’esterno. Fate molta attenzione perché i controlli sono frequenti e non pagare il parcheggio potrebbe costare una bella multa. Controllate bene i divieti.
IL CAMPER. Potete raggiungere questo posto anche con il camper. In realtà non ci son aree dedicate alla sosta dei camper. Potete trovare parcheggio nelle vicinanze alle porte del Borgo di Caramanico Terme, e poi raggiungere l’inizio del sentiero a piedi. Comunque è sempre bene controllare in rete o contattare la proloco del posto per avere sempre delle informazioni per le necessità legale all’uso di questo mezzo davvero comodo, ma un pò ingombrante. Per sostare con il vostro camper di notte, potere farlo presso un’area privata che si trova all’ingresso del borgo di Caramanico Terme. Dovete ovviamente informarvi direttamente presso il titolare. Verificare comunque sempre in rete la disponibilità.
 
DIFFICOLTA’ ESCURSIONE: FACILE. Il percorso rientra tra quelli “facili”. Il sentiero infatti non si trova in alta quota, e il dislivello tra la parte iniziale e quella finale e minimo. Iniziando da Caramanico Terme il cammino è in discesa, e risale solo nella parte finale, prima di raggiungere la strada statale. Il fondo del percorso e in terra battuta e sassi. Ricordate però che nella parte finale le scale sono ripide e faticose. 
 
IL DISLIVELLO. Il percorso non presenta un grande dislivello tra la parte iniziale e finale. Se partite da Caramanico Terme, il tragitto è quasi tutto in piano fino a giungere al punto in cui si trova un ponticello in legno, sotto il quale scorre il fiume Orfento. Poi dovete scendere di livello di pochi metri, per iniziare la seconda parte dell’anello, che vi porterà verso la parte finale del tragitto. Poi vi sarà una salita repentina nella parte vicino alla zona da cui si lascia il fiume, e si esce dal bosco.
 
Il SENTIERO NEL BOSCO. Il percorso si snoda prevalentemente nel bosco, il che lo rende molto suggestivo. Gli alberi sono quelli tipici della zona (olmi – ontani – betulle – conifere). Questa caratteristica lo rende certamente meno faticoso, soprattutto durante la bella stagione, quando il sole diventa molto forte, e l’ombra offerta dalle fronde è davvero utile. Nelle giornate più fredde o con il cielo coperto invece, la mancanza del sole potrebbe farsi sentire. 
SENTIERO IN “OMBRA“.  Se decidete di effettuare la vostra escursione di pomeriggio (soprattutto nel pomeriggio tardi), rammentate che il sentiero sarà quasi del tutto in ombra, dato che si trova in un vallone (da cui prende il nome). In estate sentirete certamente meno caldo, ma potreste perdere lo spettacolo offerto all’alternarsi della luce e delle ombre offerto dal sole in alto nel cielo, e dai riflessi dello stesso sul corso d’acqua.
IL SENTIERO ALL’ APERTO. Il percorso non ha molte parti allo scoperto, dato che, come sopra indicato, il sentiero si snoda per la maggior parte all’interno del bosco. Nelle zone aperte avrete la possibilità di osservare alcuni punti panoramici. Nulla di veramente particolare, ma comunque belli, soprattutto nelle giornate in cui il sole splende ed il cielo è azzurro 
LA TEMPERATURA ESTERNA. È ovviamente condizionata dal periodo dell’anno in cui effettuerete l’escursione e dalle condizioni atmosferiche della giornata. Si può dire però che, anche nell’ giornate più calde, grazie alla presenza del bosco, la temperatura dell’aria non sale molto. Per tale ragione anche nelle ore centrali della giornata, potrete stare relativamente freschi. Ma cercate comunque di evitare le ore centrali della giornata, dove la temperatura può salire molto. Se invece la giornata fosse fredda, allora la situazione si capovolge completamente, e dalle 11 alle 15, e l’orario migliore per camminare. 
IL FIUME. Il sentiero si snoda intorno ad una parte del fiume Orfento. Partendo da Caramanico Terme lo troverete alla sinistra del sentiero. Poi una volta attraversato il primo ponte lo troverete sempre alla vostra sinistra, dato il percorso ad anello. Nella prima parte però lo potrete solo sentire ed intravederlo in alcuni tratti attraverso il bosco. Nella seconda parte del percorso lo potrete osservare molto da vicino e “toccarlo con mano”. Il fiume tende ad ampliarsi nella parte finale ed si insinua all’interno di una gola percorribile sempre a piedi. L’acqua è molto trasparente e pulita, ma molto fredda.
L’UMIDITA’. il sentiero attraverso il bosco per buona parte della lunghezza, ragione per la quale il sole filtra attraverso le foglie degli alberi non riscalda moltissimo l’ambiente circostante. Pertanto l’aria può risultare umida per buona parte del percorso, soprattutto in prossimità del fiume Ofento. La zona dove si percepisce maggiormente è nella parte finale del percorso, in prossimità della scale e del sentiero che conducono alla strada statale. Il sentiero qui è incassato fra le rocce ed il fiume si ingrandisce e la ventilazione tende stagnare
LA VENTILAZIONE. Il vento e praticamente assente. Il sentiero infatti è all’interno di una gola e prevalentemente nel bosco, per cui in genere non è presente una forte ventilazione. Ovviamente le condizioni meteo possono fare si che anche qui il vento possa farsi sentire. 
LE SCARPE. Il sentiero è semplice ed il fondo è buono, composto in terra battuta e sassi. Per cui per camminare potete usare scarpe da trekking leggero o buone scarpe da ginnastica. Evitate però quelle con fondo liscio tipo tennis. Non vanno bene. Evitate scarponi troppo tecnici o pesanti. Non servono. Ogni tanto potrete incontrare dei punti con del fango superficiale dovuto a fuoriuscite di acqua. Per cui attenzione a non scivolare. Evitate accuratamente scarpe aperte e infradito. Potreste avere qualche brutta sorpresa, soprattutto a causa del fango e dell’acqua.
L’ABBIGLIAMENTO. La scelta di cosa indossare per la effettuazione dell’escursione, deve tener conto di una serie di fattori. Primo fra tutti è la stagione in cui affronterete il percorso, è il clima. In genere durante la bella stagione, soprattutto nel periodo estivo, in questo sentiero può fare molto caldo. Questo è dovuto inizialmente ha fatto che non si trova in alta quota, e la presenza degli alberi, per quasi tutto il percorso e l’assenza di ventilazione, possono far salire la  temperatura e l’ umidità.  Per questo motivo indossate abbigliamento leggero, portando con voi comunque sempre qualcosa con cui proteggere ti in caso di cambiamento repentino del tempo. Ricordate sempre che in montagna, in caso di pioggia, le temperature possono crollare anche decine di gradi in pochi minuti. Comunque evitate di appesantire troppo e non soffrire il caldo.
 
I PONTI. Durante il tragitto attraverserete tre ponti. Nulla di particolare dal punto di vista costruttivo o storico, ma molto utili per superare il fiume Orfento. Dovete usarli obbligatoriamente, se non volete attraversare a nuoto il corso d’acqua, non consigliato a causa della corrente e della basa temperatura. Non è dato sapere se esistono punti di passaggio per raggiungere la sponda opposta senza usare i ponti. 
LA GIACCA IMPERMEABILE. Ricordatevi di portare con voi sempre, all’interno nello zainetto, oppure legato intorno ai fianchi, una giacca impermeabile. Vi aiuterà nel caso in cui dovesse eventualmente piovere, oppure in caso di abbassamento repentino della temperatura. In montagna può piovere improvvisamente in maniera veramente incredibile. La temperatura può scendere anche di molti gradi in pochissimi minuti. Per cui proteggetemi bene in caso di necessità. Fidatevi di chi ha vissuto questa esperienza direttamente. 
IL CAPPELLO. In genere in montagna il cappello è consigliato per proteggersi dal sole e dal vento, soprattutto durante la bella stagione. In questo caso particolare il sentiero è quasi tutto in ombra, coperto dagli alberi, per cui non serve contro i raggi solari, ed il vento e quasi sempre assente.
I BASTONI DA TREKKING. Quando si affronta la montagna, per aiutarsi, è sempre bene portarsi un bastone di legno o altro, oppure i bastoni da nordic walking. Bisogna però precisare che questo sentiero, è praticamente quasi tutto orizzontale, senza salite o discese particolari se non in alcuni punti. Per cui potrebbero esservi anche di impaccio, se non siete abituati utilizzarli. Possono tornarvi comunque comodi soprattutto nella parte finale del percorso, quando dovrete uscire dal Vallone per raggiungere la strada statale, salendo per le scale in terra battuta che concludono il vostro sentiero. Potrebbe essere comodo portare con voi i bastoni telescopici, che in caso di inutilizzo, possono essere tranquillamente riposi all’interno di uno zaino in spalla. Sono in alluminio e molto leggeri
GLI OCCHIALI DA SOLE. Gli occhiali da sole sono compagni inseparabili di chi affronta la montagna. Per questo sentiero non sono effettivamente necessari. I passaggi sono quasi tutti nel bosco, coperti dagli alberi. Per cui la luce non è molto forte.  Inoltre il sentiero è ben pulito, per cui non ci sono rami o piante che possono urtare il volto e ferire gli occhi. 
LA CASCATA. Verso al fine  del sentiero troverete una piccola cascata.  Nulla di particolare, ma suggestiva. Potrete osservarla da vicino, in quanto la massa d’acqua della sua portata non è tantissima, e non rischierete di bagnarvi. 
PANTALONI.  Durante la stagione estiva potete indossare sia i pantaloni corti che lunghi. Il percorso infatti non vede la presenza di piante basse o che posso pungere, come segnalato in altri appunti di viaggio, dove il rischio invece è concreto. Quindi non si corre il rischio di graffiarsi o di tagliarsi, a meno che non decidiate di lasciare il sentiero battuto. Ovviamente prestate sempre la massima attenzione, il quanto il sentiero non è oggetto di regolare manutenzione, e gli spazi liberi sono creati solo dal continuo passaggio delle persone che lo frequentano.  
I CANALI DI SCARICO. Durante la camminata, nella parte finale, dove si trova la zona più bella dell’alveo del fiume, noterete la presenza di alcuni canali, opera dell’uomo. Raccolgono le acque in caso di pioggia forte, ed impediscono così che il sentiero si allaghi. 
LA CREMA SOLARE.  In genere quando si cammina in montagna, soprattutto durante la bella stagione, è necessario proteggersi dai raggi solari. Il sole infatti, nelle ore centrali della giornata, può essere fortissimo, e scottarsi, o peggio, ustionarsi, può essere molto facile. Per questo percorso però non è strettamente necessario usare la crema protettiva. In sentiero e prevalentemente al coperto, per cui le fronde degli alberi saranno il vostro “scudo” contro i raggi solari. Se volete comunque usarla, preferite una protezione leggera.  Quella pesante, oltre a non servirvi è anche più grassa, e tende a far sudare di più.
PERCORSO ADATTO PER I BAMBINI. Una delle preoccupazioni principali quando si decide di passeggiare in montagna, e si hanno con sé dei bambini, è quello lì capire e soprattutto di sapere se il percorso sia adatto anche ai più piccoli. In questo caso non ci sono particolari problemi. Il percorso è considerato tra quelli facili, sia per il tempo necessario per percorrerlo tutto, sia per le caratteristiche del sentiero stesso, per non presenta particolari difficoltà tecniche. Bisogna però tenere ben presente alcune cose. ricordate infatti che la prima parte del percorso corre lungo un sentiero stretto con un dislivello notevole se partite dal borgo di Caramanico terme. Se i bambini camminano lungo il sentiero non ci sono problemi, ma devono fare molta attenzione a tenersi sempre sulla strada, perché in caso di scivolata rischierebbero di fare un bel volo. Bisogna pure tenere in considerazione la parte finale del sentiero, in quanto sono presenti numerose scale, di cui si è scritto all’interno di questi appunti di viaggio, che poi non essendo tecnicamente difficili, sono numerose e ripide, e tendono a stancare facilmente anche le persone più robuste, soprattutto se considerate che si trovano al proprio nella parte finale del sentiero, quindi da affrontare dopo aver camminato per qualche ora. Ricordate anche la presenza del fiume intorno al quale si snoda questo percorso, soprattutto nella sua seconda parte, una volta attraversato il primo ponte che si trova su questo corso d’acqua. Nulla di preoccupante, ma comunque anche in estate c’è sempre acqua abbondante. Questo ovviamente comporterà un maggior controllo nei confronti dei bambini che attirati dalla trasparenza delle acque e dal rumore, potrebbero provare ad entrarci dentro. A parte queste raccomandazioni, potete stare tranquilli.
IL PASSEGGINO PER I BAMBINI. Il percorso non è complesso, ma la larghezza del sentiero, in scale nella parte finale dello stesso, sconsigliano di portare con voi passeggini per i bambini, anche quelli tecnici che molti genitori utilizzano per praticare attività sportive. Per cui attrezzatevi per trasportare i bambini in braccio, soprattutto se molto piccoli o se tendono facilmente a stancarsi.
GLI ANZIANI CON DIFFICOLTA’ DI DEAMBULAZIONE. L’escursione in sé non è complicata. Presenta pochi dislivelli, se non nella parte finale dove sono ci sono le scale che segnano la fine del sentiero. La lunghezza di circa 7 km non eccessiva, la presenza del bosco che offre protezione dai raggi del solari, consente anche alle persone con qualche difficoltà di deambulazione, di potersi godere questo percorso. Ovviamente bisogna valutare con attenzione quali siano le proprie condizioni di salute. La cosa migliore sarebbe quella di essere accompagnati da qualcuno. Si pone però l’accento nuovamente sulla parte finale del percorso stesso, perchè come già segnalato, la salita per uscire dal sentiero e arrivare sulla strada è impegnativa, a causa della pendenza. Per cui è il caso di “armarsi di pazienza” e fare più soste per riposarsi.
LE SCALE.Il sentiero nella sua parte finale, è caratterizzato dalla presenza di numerose scale. Sono quelle che vi consentono di risalire dal fondo del Vallone, dove lascerete il fiume Ofento per raggiungere la strada statale dove di fatto terminerà la vostra escursione. Non sono particolarmente ripide e nel complesso sono ben mantenute, ma alla fine la fatica si farà sentire, considerato che avrete “nelle gambe” già tutto il percorso precedente. Per questa ragione salite con tranquillità, facendo qualche pausa di tanto in tanto. 
GLI ANZIANI.  Per le persone anziane, il percorso può essere effettuato senza particolari problemi. Ovviamente bisogna fare i conti con le proprie Condizione di salute. Così come sopra rappresentato per i bambini, camminare per questo percorso potrebbe presentare qualche difficoltà soprattutto nella parte finale, Dove sono presenti numerose scale in terra battuta che vi portano dal fiume fino alla strada statale che corre sopra il ponte in cemento armato. Pertanto, non è la distanza in sé ho le caratteristiche del fondo nel sentiero a venderlo più o meno adatto alle persone anziane, ma le condizioni personali di salute. Comunque in questo sentiero viene regolarmente percorso da persone di tutte le età, e anche molto in là negli anni punto un vantaggio è rappresentato dal fatto che il sentiero si snoda prevalentemente all’ombra, nel bosco. Per cui anche nelle giornate più calde durante la bella stagione, si può godere del refrigerio offerto dalle fronde degli alberi.
I DIVERSAMENTE ABILI.Le persone diversamente abili possono percorrere questo sentiero senza particolari problemi, grazie alle sue caratteristiche, che lo rendono adatto a tutti. Ovviamente bisogna sempre fare i conti con le proprie condizioni di salute. Per maggiori informazioni in tal senso, potete comunque chiedere al centro visite del parco della Maiella che si trova alle porte di Caramanico Terme.
LA CARROZZINA PER I DIVERSAMENTE  ABILI Alcuni sentieri di questa zona sono parzialmente percorribili anche con l’ausilio della carrozzina per i diversamente abili. In questo caso evitate accuratamente di utilizzare in simile strumento di locomozione. Il sentiero è semplice, ma soprattutto nella parte iniziale, e stretto e con alcuni strapiombi sul lato. Ci sono anche i cartelli che avvisano che in alcuni punti c’è il rischio di caduta.
DOVE MANGIARE. Il percorso proposto, non vede la presenza di alcun rifugio, bar o ristorante sul suo percorso. Per questa ragione, dovete necessariamente portare con voi tutto il necessario per poter mangiare e bere. Potrete acquistare i prodotti necessari direttamente nel borgo di Caramanico terme, o se presente in un chiosco sul bordo della strada che si trova in prossimità nella parte finale del l’anello del Vallone. ricordate però che questi chioschi non sempre sono presenti durante tutta la settimana punto per cui se volete andare a colpo sicuro vi conviene recarvi come sopra detto a Caramanico terme e acquistare gli alimenti e le bevande nei supermercati negli alimentari presenti.
IL PANORAMA. Durante il cammino troverete alcuni punti del sentiero da cui è possibile osservare il panorama. Si tratta solo di alcuni tratti, poiché questo percorso e quasi tutto all’interno del bosco e inserito nel vallone in cui scorre il fiume. Le immagini che seguono vi daranno un idea degli scorci che potrete vedere. 
I CANI. Il percorso è adatto anche per gli amici a quattro zampe. Non ci sono particolari pericoli ho passaggi difficoltosi, il sentiero è prevalentemente in terra battuta è quasi tutto pianeggiante, tranne l’ultima parte dove bisogna fare attenzione alle scale, non tanto per la loro complessità nel essere affrontate, quanto per la fatica che si potrebbe far sentire anche degli animali. Bisogna però prestare attenzione al fiume, intorno al quale il percorso si snoda. È noto infatti che i cani sono generalmente attratti dall’acqua. Il rischio quindi è quello che, girando liberi, possono improvvisamente tuffarsi nell’acqua gelata, correndo il rischio di essere trascinati via dalla corrente. Per cui se i vostri animali tendono ad essere disubbidienti agli ordini, può essere opportuno il caso di portarli al guinzaglio. Anche in questo caso è sconsigliato portare con voi cani troppo giovani o troppo anziani, ho animali che non sono abituati a passeggiare.
L’ACQUA DA BERE PER I CANI. Ricordate di portare con voi l’acqua da bere anche per i vostri cani. Come rappresentato, in questo percorso non troverete nei bar nei ristoranti, ME tantomeno Fontanelle, per cui se volete far visitare i vostri animali dovete necessariamente attrezzarmi. Una soluzione può essere anche quella di farli bere l’acqua del fiume, apparentemente pulita e molto trasparente, nell’unico. Dov’è è facile raggiungere il fiume senza correre rischi. Ovviamente non è garantito che si tratti di acqua potabile, ma ricordate che siamo in un parco naturale in una zona di montagna, per cui cerca la bontà della stessa non dovrebbe esserci alcun problema.
LA MUSERUOLA PER I CANI. In genere nei sentieri di montagna, si tende a portare i cani liberi, senza guinzaglio e senza museruola, approfittando del contesto in cui si trovano. Gli animali sono liberi e possono divertirsi a scorrazzare. Per quanto riguarda questo sentiero, il problema può essere rappresentato dal fatto che soprattutto nella prima parte, ovvero quella che dal borgo di Caramanico terme porta al ponte sul fiume, che poi fai iniziare la parte di ritorno verso l’uscita, il sentiero è abbastanza stretto. In pratica ci può camminare solo in fila indiana. Per cui i cani, liberi di muoversi, potrebbero trovarsi a stretto contatto con le persone che camminano sul sentiero. Per questo motivo, Pesa garantire la sicurezza ma eventuali incidenti, potrebbe essere opportuno far indossare ai vostri cani la museruola, soprattutto se di grossa taglia. Anche gli animali più buoni, in alcuni casi, possono diventare aggressivi. Come sempre oltre a regola di buon senso, fate anche riferimento a quanto indicato nei cartelli e nelle ordinanze comunali, proprio in relazione a questo aspetto.
LE PARETI DI ROCCIA. Camminando troverete alcune pareti di roccia che costeggiano il sentiero. Sono abbastanza alte e interessanti. Fermatevi ad osservarle soprattutto per alcune piante che si sono “agganciate” sulla roccia nuda. Sono dei miracoli della natura e sembra impossibile che possono sopravvivere in questo modo
LE BICICLETTE.Alcuni sentieri della Maiella possono essere percorsi sia a piedi che in Mountain bike. Purtroppo non è il caso di questo sentiero. Si potrebbero usare le due ruote (con molta attenzione), ma la presenza costante di tante persone e le dimensioni del sentiero in larghezza non consentono la presenza di entrambi. Per cui se volete provare ad attraversarlo con questo mezzo, lo dovete fare o molto presto la mattina o molto tardi. In ogni caso verificate sempre le disposizioni sull’ uso della bicicletta. In alcuni sentieri è vietato andare in bicicletta con cartelli molto chiari. I controlli ci sono e le multe vengono fatte. Per cui attenzione. 
LE CASCATE DI SASSIPotrete osservare anche alcune “cascate” composte di rocce e sassi. Sono stabili e apparentemente non pericolose. Evitate però accuratamente di tentare di salirci sopra. Potrebbe essere estremamente pericolose. Il materiale dall’alto potrebbe franare. 
LE CARTE GEOGRAFICHE PER NON PERDERSI.Quando si affronta un qualsiasi percorso i  montagna, sarebbe  buona norma dotarsi di una carta geografica  della zona, con i sentieri indicati, per seguire la strada in sicurezza, ed evitare di perdersi. Possono essere acquistate presso il centro informazioni di con una spesa modesta. Comunque il sentiero è  facile da seguire e perdersi è  molto difficile. I cartelli e i segnali vi aiuteranno. Il discorso cambia se decidete di seguire altri percorsi che si diramano del quello qui proposto. Anche se i sentieri sono segnati, le distanze aumentano, e il rischio di perdersi cresce,  portate la carta con i sentieri con voi. 
IL CENTRO INFORMAZIONI  PER LE ESCURSIONI. In prossimità del borgo di Caramanico Terme, in pratica a poche centinaia di metri dal centro, è presente un importante centro informazioni. Si tratta di una bella struttura dedicata all’assistenza per i visitatori della valle dell’Orfento. Qui potrete essere aiutati nel decidere quali escursioni effettuare in base ai vostri interessi e capacità. Vengono anche organizzare visite guidate quotidiane, adatte ai principianti quanto ai più esperti. 
LE PIANTE.Durante il cammino fate attenzione alle numerose specie di piante e fiori. Alcune possono passare inosservate, ma meritano uno sguardo la loro bellezza. Alcune sono piccole, altre di grandi dimensioni, e si sono adattate alle condizioni ambientali, di bassa luminosità ed elevata umidità. In inverno sopravvivono alle temperature  molto basse e alla neve.
IL CELLULARE  E LA CONNESSIONE INTERNET Il sentiero si trova in prossimità del borgo antico di Caramanico Terme, per cui le antenne che consentono la ricezione telefonica ed internet sono abbastanza vicine. In genere quindi si può comunicare con il portatile facilmente e collegarsi alla rete.  Eventuali difficoltà possono dipendere sia dal vostro apparecchio, sia dall’operatore telefonico con cui avete sottoscritto il contratto. 
I CARTELLI. Durante il percorso troverete un cartello esplicativo che vi illustrerà il percorso. Strada facendo noterete la presenza dei consueti segnali su rocce ed alberi che vi consentiranno di seguire il sentiero senza problemi. In genere questi ultimi sono fondamentali per non perdersi, ma in questi caso il percorso è estremamente semplice da verificare, per cui non sono indispensabili.
LA NEVE.In questa zona, durante la stagione invernale, la neve può cadere abbondante. Per cui se decidete di fare il percorso con il freddo, assicuratevi bene delle condizioni meteorologiche, per evitare brutte sorprese. Appoggiatevi comunque a guide esperte che conoscono le zona. La neve purtroppo copre tutto. Anche ciò che di pericoloso può esserci sotto i vostri piedi. 
NESSUNA FONTANA.una raccomandazione importante è quella di portare con voi l’acqua da bere o altre bevande. Infatti durante il tragitto non troverete alcuna fonte di acqua potabile, almeno che non decidiate di bere quella del fiume (ipotesi da scartare!). 
LA PREPARAZIONE FISICA. Per percorrere questo sentiero non è necessaria una preparazione fisica particolare. Il sentiero non presenta passaggi particolarmente difficili. L’unica problema può essere rappresentata dalla presenza delle scale che si trovano nella parte finale del tragitto. Se non siete molto abituati a camminare però, affrontate la risalita con tranquillità. 
COSA VEDERE INTORNO. Alla fine, o all’inizio del percorso, potrete visitare il borgo antico di Caramanico Terme, molto bello, ed inserito tra i borghi più belli d’Italia. Il consiglio è quello di visitarlo prima di iniziare la passeggiata, in quanto la fine del sentiero si trova a circa 3 km dal borgo antico, per cui potrete essere stanchi per passeggiare ancora. 
GLI ANIMALI PERICOLOSI – IL LUPO E L’ORSO. In questa zona protetta vivono due animali simbolo: il lupo e l’orso. In genere non si spingono a quote così basse e il percorso è molto frequentato per cui in genere si tengono lontani dagli esseri umani. Come sempre però fare attenzione soprattutto se camminate da soli. Possono essere attirati anche dal cibo che portate con voi. Nel centro informazioni di Caramanico Terme, troverete opuscoli e cartelli esplicativi su questi animali e sui lor comportamenti. Leggete con attenzione.
RACCOGLIERE I RIFIUTI.Ricordate sempre di non gettare i rifiuti in genere nell’ambiente. Può sembrare un suggerimento superfluo, ma non è infrequente trovate carte o buste di plastica durante il tragitto. E poi è comunque vietato.
NON ACCENDERE FUOCHI. Evitate assolutamente di accendere fuochi. Questa zona è una riserva protetta, per cui e vietato. Ricordate inoltre che ci trovate in una zona prevalentemente boscosa, per cui accendere fiamme può essere estremamente pericoloso. Inoltre è vietato. 
NON RACCOGLIERE LA FAUNA SPONTANEA.Bisogna accuratamente evitare di raccogliere piante, fiori o altre specie vegetali, non solo perché il sentiero si trova in una zona protetta, ma perché se ognuno di noi lo facesse, in breve tempo non resterebbe più nulla. Per cui osservare senza toccare.
Ai prossimi appunti di viaggio.

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ITALIA -REGIONE ABRUZZO – LAGO DI SCANNO: IL SENTIERO DEL CUORE – A.D.V.

QUOTA INIZIALE – 900 mt s.l.m

 

QUOTA FINALE  –  1.110 mt. s.l.m

 

DISLIVELLO TOTALE  – 210 mt circa

 

LUNGHEZZA PERCORSO – 3.3 km circa

 

TEMPO NECESSARIO A/R – circa 2 ore. 

 

DIFFICOLTÀ – Facile

DOVE SI TROVA. Il lago si trova in prossimità del Borgo di Scanno. Di seguito la mappa interattiva di GOOGLE MAPS che vi consentirà di raggiungere la vostra meta utilizzando il vostro dispositivo come un navigatore GPS ovunque vi troviate. Per calcolare il percorso cliccate sulla freccia blu sulla mappa. Ricordate che nell’angolo sinistro in basso è presente la versione “Earth” della mappa.

INTERFACCIA GOOGLE EARTH – SENTIERO PER IL LAGO VIVO. Di seguito troverete l’immagine del percorso per raggiungere l’eremo di San Egidio,  evidenziata il colore viola chiaro. E’ ottenuta dall’interfaccia tra le immagini satellitari di google earth ed un famoso programma che traccia il percorso utilizzando sia le coordinate satellitari che la connessione internet. La sua osservazione consente di comprendere che tipo di percorso bisogna effettuare. Nella parte alta potete notare il Lago di Scanno. 

PERIODO MIGLIORE PER EFFETTUARE LA VISITA. Il periodo migliore per effettuare l’escursione e certamente quello estivo, da luglio a settembre. Ricordate però di camminare durante la mattina o nel pomeriggio dopo le 16.00. Infatti nelle ore centrali della giornata può fare davvero molto caldo e umido. Le cose peggiorano nel caso in cui ci sia poco vento. Il percorso infatti è quasi tutto al coperto e l’aria può diventare soffocante.  
In primavera potete fare anche delle belle passeggiate, ma ricordate che il lago si trova a oltre i 922 MT S.L.M. per cui può fare freddo ed incontrare la neve. Camminare potrebbe essere un problema.
In autunno invece le giornate di accorciano e la temperatura scende. Avrete però la possibilità di vedere i boschi che cambiano colore. Davvero un bello spettacolo. 
LE DIFFICOLTA’ TECNICHE. Il sentiero non presenta difficoltà particolari. Non ci sono passaggi pericolosi, ma fate attenzione mentre camminate. Il sentiero è in genere stretto (soprattutto nella parte iniziale), e se vi distraete, potreste scivolare sul pendio del sentiero che guarda verso il lago. 
PERCORSO ANDATA E RITORNO. Il percorso è del tipo “andata e ritorno”, per ritornare da dove siete partiti, dovrete ripercorrere il medesimo sentiero. 
RICEZIONE CELLULARE E INTERNET. La connessione alla rete internet e quella telefonica non presentano particolari problemi. Il sentiero si trova a ridosso del paese di Scanno, per cui non avrete difficoltà per i contatti.
IL PARCHEGGIO.   È possibile parcheggiare vicino al lago. Ne esiste anche uno comunale. Valutate bene che durante la bella stagione, e nei fini settimana, il lago è molto frequentato, per cui potreste trovare qualche difficoltà nel lasciare i vostri veicoli. Se decidete di parcheggiare lungo le strade del lago, verificate sempre con attenzione la presenza di eventuali divieti di sosta. 

 

BOX METEO .
LE PREVISIONI DEL TEMPO.  Di seguito troverete un box meteo con le previsioni del tempo riferite alla zona del borgo di Scanno, poco distante dal lago. Questo vi consentirà di organizzare la vostra escursione con il tempo migliore. Prendete bene in considerazione questo strumento, perché in montagna con il meteo non si scherza. In caso di pioggia evitate le escursioni.
BOX METEOMeteo Roma
DIFFICOLTA’ ESCURSIONE: FACILEL’escursione Roberta tra quelle “facili”. Non è molto lunga (3,3 km circa) e il tempi necessario tra andata e ritorno la rendono adatta anche per coloro che non sono molto abituati a camminare in montagna su lunghi percorsi. Non ci sono passaggi particolarmente pericolosi. Ovviamente la prudenza deve sempre accompagnare il camminatore
LE CARATTERISTICHE DEL PERCORSO. Si tratta di un percorso che non presenta particolari problemi nell’essere affrontato. Il fondo e buono e non ci sono dislivelli significativi, o passaggi repentini ed insidiosi.
IL DISLIVELLO Il dislivello tra il punto di inizio e quello finale è di circa 200 metri,  per cui nulla di particolarmente difficile. Data la quota di arrivo non avrete nessun problema nel respirare. 
IL SENTIERO SCOPERTO.La parte del sentiero “aperta” del sentiero, ovvero non coperta dal bosco è la parte minore di tutto il tragitto. Si trova prevalentemente nella parte finale del sentiero, in prossimità dell’Eremo di San Egidio, ed in alcuni passaggi del percorso tra l’inizio e la fine. 
ALTEZZA SUL LIVELLO DEL MARE. La quota in cui si trova il punto di arrivo di questo percorso è  di circa 1110 metri sul livello del mare. La misura stata misurata con un altimetro professionale. Il punto di partenza è invece a circa 900 mt s.l.m. 
DISTANZA DA PERCORRERE  Come indicato, il percorso suggerito è  breve. Sono circa  3,3km tra andata e ritorno, distanza adatta anche per coloro che non sono abituati a camminare.
IL PANORAMA. L’escursione in se è semplice, ma vale la pena di essere effettuata per poter osservare il bel lago di Scanno da una posizione unica, che consente di poter vedere un particolare effetto ottico che  lo fa apparire con con una particolare forma “a cuore”. Questo è il motivo per cui il sentiero è chiamato così. 
LE CARTE GEOGRAFICHEIn genere è importante dotarsi di carte geografiche dei luoghi che si visitano con la mappatura dei sentieri da percorrere, per scegliere la strada migliore ed evitare di perdersi. In questo caso non è strettamente necessario, dato che il sentiero è uno solo (per l’Eremo di San Biagio) e per vedere il lago con la caratteristica forma a cuore. Inoltre i cartelli sono molto chiari. Comunque per sicurezza portatela con voi.
IL DISLIVELLO. Non è  molto. Si tratta di circa 200 metri tra il punto di partenza e quello di arrivo, dove si trova l’eremo di San Egidio.
DOVE ALLOGGIARE E PERNOTTARE.  Potete trovare alloggio in zona. Il lago di Scanno ed il borgo sono luoghi di villeggiatura molto conosciuti. Potrete facilmente trovare l’alloggio che fai per voi cercando in rete. Ricordate però di prenotare per tempo soprattutto durante la stagione estiva. Eviterete cos’ brutte soprese. 
SENTIERO ADATTO PER I BAMBINI. Il percorso può essere tranquillamente percorso anche dai bambini. Non ci sono infatti pericoli particolari. Bisogna fare solo attenzione in alcuni passaggi del sentiero in cui potrebbero scivolare nel bosco che guarda verso il lago. Questo vale ovviamente anche per gli adulti. 
IL SENTIERO NEL BOSCO. Ilsentiero nel bosco, rappresenta  la parte prevalente dell’intero tragitto. Sarete avvolti dalla tipica vegetazione di queste zone, ma non troverete una vera e propria foresta “ secolare”. Ci sono piante belle, ma nella norma per queste parti. Avrete comunque  la possibilità  di vedere il lago che si intravede tra il fogliame. E’ il vero obiettivo di questa escursione. 
LE PERSONE DIVERSAMENTE ABILI.L’escursione è adatta anche per le persone diversamente abili. Ovviamente bisogna tenere bene in conto le proprie difficoltà di natura fisica. Il sentiero non è particolarmente complesso ne lungo, né presenta passaggi pericolosi. Valutate comunque bene lo stato di salute personale prima di camminare.
GLI ANZIANI E PERSONE CON DIFFICOLTA’ DI DEAMBULAZIONE.  Il percorso può essere affrontato anche da persone anziane, dato che non presenta particolari difficoltà. La salita fino all’Eremo di San Egidio  è repentina (non ci sono tratti pianeggianti) per cui è importante avere un buon stato di salute. Non si tratta comunque di una semplice passeggiata. Non essendoci passaggi difficili ed essendo il fondo del sentiero buono, può essere affrontato anche da persone anziane con leggeri problemi di deambulazione. Il proprio stato di salute va pero valutato con attenzione. Non bisogna  correre rischi inutili. 
LA CARROZINE PER I DIVERSAMENTE ABILI.  Per questi tipo di sentiero è assolutamente sconsigliato l’uso della carrozzina. Le dimensioni del sentiero (in larghezza) e la pendenza  non sono adatte per il loro utilizzo. 
I CANI.  Il sentiero può essere percorso tranquillamente anche dagli amici a quattro zampe. Va bene anche per quelli di piccola taglia abituati a camminare. Lasciate a casa i vostri amici “da salotto” e quelli troppo anziani o i cuccioli
PORTARE L’ACQUA  PER I CANI.  Durante la camminata trovare una fontana solo nella zona vicina all’Eremo di San Biagio. Bisogna però fare attenzione a non confonderla con quella in ghisa che si trova accanto alla chiesa. È danneggiata e dismessa da tempo. Il consiglio è quello di portare da bere per gli amici a quattro zampe. Anche raggiungendo la fontana dovete valutare che si trova in pratica alla fine del sentiero. 
CANI AL GUINZAGLIO. In genere nei sentieri di montagna è possibile portare i cani sciolti. In questo caso il sentiero è stretto, per cui potreste incontrate altre persone. Potrebbe essere opportuno legare il cane al guinzaglio per evitare spiacevoli incidenti. Ovviamente dipende dall’indole del vostro cane. 
RICEZIONE CELLULARE E INTERNET. La connessione alla rete internet e quella telefonica non presentano particolari problemi. Il sentiero si trova a ridosso del paese di Scanno, per cui non avrete difficoltà per i contatti.
AREA PICNIC. Non è presente alcuna area picnic attrezzata durante il percorso. Per mangiare qualcosa un punto idoneo può essere lo spiazzo antistante l’Eremo di San Giacomo. La zona è ventilata, ma nessuna protezione contro i raggi del sole.
LE SCARPE CONSIGLIATE. Si tratta di un percorso semplice che non richiede calzature particolari. Potete indossare buone scarpe da ginnastica o da trekking leggero. Evitare scarponi pesanti o particolarmente tecnici. Non vi serviranno. 
IL CAPPELLO. La camminata è quasi tutta al coperto, grazie alla presenza degli alberi. Per questa ragione non sarà necessario portare con voi un copricapo. Comunque potrebbe tornarvi utile una volta arrivati all’Eremo di San Giacomo. Li lo spazio è aperto, per cui, soprattutto nelle belle giornate di sole potrebbe essere forte. Inoltre potrebbe tornarvi utile se decideste di continuare il sentiero che parte dall’Eremo e vi conduce intorno al lago (non descritto in questi appunti di viaggio). 
GLI OCCHIALI DA SOLE. Portate con voi anche un paio di occhiali da sole. Il percorso è quasi tutto coperto dagli alberi, ma quando il sole è alto nel cielo la luminosità può essere intensa, e dare molto fastidio agli occhi.  
I BASTONI DA TREKKING. Se siete soliti utilizzarli, potete portare con voi un bastone o quelli da nordic walking. Vi aiuteranno soprattutto nella salita. Ricordate però che si tratta di un percorso semplice, per cui potrebbero non essere necessari. 
I PANTALONI. Potete indossare pantaloni corti o lunghi. Sul sentiero non ci sono rami bassi o piante con spine che possano ferire le gambe, nè insetti nocivi.  
LA GIACCA IMPERMEABILE. Il percorso è breve, per cui potete valutare, in base alle condizioni del tempo, se portare con voi un capo di abbigliamento impermeabile. Ricordate sempre però che in montagna il tempo può cambiare rapidamente, anche nel giro di pochi minuti. Per cui se avete spazio nello zaino, portatelo con voi. 
LA CREMA SOLARE.  Il sentiero si sviluppa quasi tutto all’interno del bosco. Per cui il sole è filtrato dalla presenza del fogliame sugli alberi. Solo la parte dove si trova l’eremo di San Egidio è allo scoperto. Portatela con voi se necessario. Però potrebbe non servirvi. Inoltre in genere nel bosco non soffia mai un forte vento, per cui non serve nemmeno per evitare la disidratazione della pelle. 
L’EREMO DI SAN EGIDIO. Durante la camminata, uscendo dal bosco, incontrerete l’Eremo di Sant’Egidio, indicato su appositi cartelli posizionati sul sentiero. Si tratta di una struttura di piccole dimensioni, costruita nel 1657, come testimoniato dalla data riportata sul portale d’ingresso. Non è accessibile al pubblico, per cui la potrete osservare solo dall’esterno. Di fatto per quanto è dato sapere, non è abitualmente utilizzata per le funzioni religiose.
COORDINATE GPS – EREMO DI SAN EGIDIO: Se volete raggiungere l’eremo con il vostro navigatore, potete anche inserire le seguenti coordinate GPS. Non necessitano di connessione alla rete internet, ma solo alla rete satellitare GPS.
41°54’ 58″N –  13°52’ 13″E 
LA TEMPERATURA ESTERNA. È  influenzata certamente  dalla stagione in cui effettuate l escursione e dalle condizioni climatiche della giornata. Durante la bella stagione soprattutto nelle ore centrali della giornata, può fare molto caldo, a causa della scarsa ventilazione all’interno del bosco. È  meglio passeggiare la mattina o il pomeriggio.  
I CARTELLI ESPLICATIVI. All’inizio del percorso troverete due cartelli indicanti sia il sentiero del cuore e dell’erede di San Giacomo. Durante il cammino ne troverete altri che vi aiuteranno a non perdervi. Oltre sugli alberi sono presenti indicazioni verniciate bianche e rosse, tipiche dei sentieri di montagna. 
ATTENZIONE AI CARTELLI .Rispettate sempre le indicazioni riportate sui cartelli che descrivono il posto. In genere sono indicati una serie di divieti che devono essere presi seriamente in considerazione. Infatti in alcuni casi sono stabilite regole in merito all’utilizzo delle biciclette, il divieto di accendere fuochi, fino a giungere anche al senso di marcia da osservare. In pratica si può essere obbligati a procedere solo in un senso. Possono essere stabilite prescrizioni anche su come condurre i cani. 
LA LUMINOSITA’ DEL SENTIEROL’escursione di svolge prevalentemente all’interno del bosco. Gli alberi filtrano il sole, e nonostante la presenza del fogliame, l’illuminazione è molto buona. Per cui non camminerete in un luogo “buio e tetro”, ma in un ambiente piacevole. La luce diventa molto forte invece non appena arriverete nella parte aperta del sentiero, ovvero la zona che si trova intorno l’Eremo di San Egidio. 
LA VENTILAZIONE. La ventilazione dipende ovviamente dalle condizioni climatiche della stagione e della giornata. Considerate però che non è mai molto forte, poiché il percorso è quasi tutto all’interno del bosco e su uno ei pendii che racchiudono il lago. Per questa ragione, nelle giornate assolate, soprattutto durante la bella stagione, potreste sentire molto caldo
L’UMIDITA’. È  una condizione  climatica che dipende  ovviamente  dal meteo del giorno in cui effettuate la visita.  Ricordate però che l escursione si svolge quasi tutta al coperto, nel bosco. Per cui il vento può  essere ostacolato dalla presenza della vegetazione.  Nelle ore centrali della giornata, soprattutto in estate il tasso  di umidità  potrebbe  essere alto. In questo caso potreste  avere qualche difficoltà  nel respirare e potreste sudare molto. Cercate quindi di effettuare l’escursione durante la mattinata  o nel pomeriggio,  quando il sole inizia a calare. 
LA NEVE.In questa zona durante l’inverno può nevicare molto. Per cui se intendete percorrere questo sentiero fate comunque molta attenzione. Verificare prima se sia accessibile oppure no. In caso positivo fare molta attenzione. La neve potrebbe coprire punti pericolosi del sentiero. Il rischio di scivolare verso il basso è concreto. Potrete chiedere comunque presso il borgo di Scanno se vengono effettuate visite guidate invernali. In genere si possono fare con guide esperte, che conoscono passo passo il sentiero e gli eventuali pericoli.
DOVE MANGIARE. Durante il percorso non incontrerete alcun rifugio, ristorante o bar. Per cui dovete portare da mangiare e bere “da casa”. In realtà non è strettamente necessario, in quanto il percorso non è molto lungo e potete quindi mangiare al vostro ritorno. Comunque potrete acquistare le vettovaglie direttamente nel borgo di Scanno o presso i bar e ristoranti presenti sul lago. Li potrete anche sedervi comodamente e mangiare con una bella “vista lago”. Ricordate però di portare da bere. La sete si potrebbe far sentire.
DOVE ALLOGGIARE E PERNOTTARE. Potete trovare alloggio in zona. Il lago di Scanno ed il borgo sono luoghi di villeggiatura molto conosciuti. Potrete facilmente trovare l’alloggio che fai per voi cercando in rete.
I SERVIZI IGIENICI. Durante la camminata non incontrerete alcuna struttura dotata di servizi igienici. Per cui è necessario provvedere per tempo. Potrete recarvi presso quelli di qualche bar presso il borgo di Scanno, oppure presso quello delle strutture che si trovano vicino al lago. Potete comunque utilizzate i “bagni pubblici” che si trovano in prossimità dell’inizio del sentiero del cuore, vicino all’edicola dei giornali. 
QUANDO UTILIZZARE I SERVI IGIENICI.  Durante il cammino non troverete servizi igienici, per cui è necessario provvedere prima. Fortunatamente quelli pubblici sono presenti in prossimità dell’inizio del sentiero, accanto all’edicola. 
RACCOGLIERE I RIFIUTI.Portate via con voi i vostri rifiuti e non li abbandonate nel bosco o altrove. Non ci sono punti di raccolta o cassonetti, per cui li dovrete mettere nello zaino o sacco. Farete un favore all’ambiente. 
NON ACCENDERE FUOCHI. In questa zona non è possibile  accendere fuochi. Per cui evitate accuratamente di farlo. Oltre a non essere consentito, il rischio d incendio è  elevato, data la presenza del sottobosco, secco in estate. 
NON RACCOGLIERE LA FAUNA SPONTANEA.  È importante rispettare la natura che ospita gli escursionisti. Per cui la flora si può osservare, ma evitate di raccogliere piante e fiori. Se tutti facessero così i danni all’ambiente potrebbero essere ingenti. Per cui guardare ma non toccare. 
GLI INSETTI. Nonostante la presenza del bosco e del lago, non si segnala la presenza di particolari insetti fastidiosi o pericolosi. In alcuni periodi dell’anno bisogna fare attenzione ai tafani, insetti “assetati di sangue”, molto aggressivi, che possono provocare punture molto dolorose, e gravi crisi allergiche. In genere sono presenti nei luoghi dove si trovano animali da pascolo, cavalli o bovini. 
IL BAGNO NEL LAGO. Nel lago potrete fare tranquillamente il bagno. L’acqua è trasparente e fresca, e molto pulita. 
LA SPIAGGIA DEL LAGO. Intorno al lago sono presenti alcune spiagge. La principale è quella che si trova in prossimità del punto da cui parte il sentiero del cuore. 
LA TEMPERATURA DELL’ACQUA DEL LAGO. La temperatura del lago è bassa anche in estate, ma la presenza tra i bagnanti di bambini ed anziani è certamente un buon segnale per coloro che intendono fare il bagno. Ovviamente le regole sui rischi di congestione che si utilizzano al mare, qui devono essere applicate con maggior rigore. 
LE CORRENTI NEL LAGO.Il laghi possono essere molto pericolosi, a causa della presenza di correnti e gorghi. Per quanto e dato sapere il lago di Scanno non ha questo tipo di problematiche. Infatti durante la bella stagione vengono disputate gare di nuoto
IL NOLEGGIO IMBARCAZIONI. Se intendete recarvi al lago, e non avete una imbarcazione vostra, potete noleggiare un pedalò. Avrete così la possibilità di fare il bagno in vari punti dello specchio d’acqua, oppure osservare le sponde. 
IL CAMPER. Potete raggiungere il lago di Scanno anche con il camper. In zona sono presenti aree di sosta attrezzate e camping. Verificare in rete la disponibilità. Ricordatevi di prenotare soprattutto durante la bella stagione. Il luogo è molto conosciuto, per cui potreste non trovare posto per il vostro mezzo. 
I SOUVENIR.Alla fine della vostra escursione, o dopo un buon bagno nel lago, potete comprare qualche souvenir, da portare a casa come ricordo della giornata.  Li troverete presso l‘edicola ubicata accanto ai bagni pubblici  sopra descritti. 
Ai prossimi appunti di viaggio. 
Di seguito i link per visionare altri appunti di viaggio.

ITALIA – PAGINA GENERALE

 

       ITALIA – REGIONE ABRUZZO – P.G.

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Potete cercare gli argomenti che vi interessano nell’apposito  spazio “cerca”. Basta utilizzare una parola desiderata “chiave”. Se esiste si aprirà il post corrispondente. Ad esempio se digitate “rifugio”, o “orrido” o “chiesa” o “miniera” ecc., verranno visualizzati tutti i post che contengono questa parola. 
Nella parte finale di ogni post è presente la voce “TRADUTTORE”. Per scegliere la lingua desiderata (come nel caso vogliate mostrare il post ad una persone straniera che non parla la vostra), cliccate sul menù a tendina, dove la troverete. In pochi secondi il sistema provvederà alla traduzione. 
Conservate il link o la pagina di questo appunto di viaggio. Potrebbe tornarvi utile nel caso in cui decideste di visitare questo luogo. Potrete condividerlo anche con un amico.
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Vi verrà solo richiesto di confermare il vostro indirizzo di posta, per essere sicuri che siate stati proprio voi ad iscrivervi. 
Nel caso in cui non doveste trovare l’email di conferma nella posta, controllate nella cartella spam. Se il link con fosse attivo, basta copiarlo nel barra di ricerca del vostro browser per e dare invio e apparirà un messaggio di conferma di avvenuta attivazione.

 

–.
ATTRAZIONE NATURALISTICA, ATTRAZIONE TURISTICA, EUROPA, FIUME CENTRO ITALIA, FIUME ITALIA, LAVATOIO, PARCO NATURALE CENTRO ITALIA, PARCO NATURALE ITALIA, REGIONE CENTRO ITALIA, REGIONE LAZIO, TREKKING, TREKKING CENTRO ITALIA, TREKKING ITALIA

ITALIA – REGIONE LAZIO: IL PARCO NATURALE DELLE VALLE DEL TREJA

 

IL BORGO DI MAZZANO ROMANO VISTO DAL SENTIERO



LUNGHEZZA PERCORSO: 11 km
circa

QUOTA: 200 M.T. circa s.l.m.

 
TEMPO NECESSARIO A/R –
circa 5 ore. 
 
DIFFICOLTÀ: Facile 
DOVE SI TROVA. Il sentiero qui proposto inizia partendo del borgo di Mazzano Romano, della città metropolitana di Roma, nella Regione Lazio. Di seguito la mappa interattiva di GOOGLE MAPS che vi consentirà di raggiungere la meta utilizzando il vostro dispositivo come un navigatore GPS ovunque vi troviate. Per calcolare il percorso cliccate sulla freccia blu sulla mappa. Per visualizzare versione Google Earth della mappa, basterà cliccare sulla finestrella nell’angolo in basso a sinistra. 

IL PERCORSO Di seguito troverete l’immagine del percorso ad anello descritto in questi appunti di viaggio, evidenziata il colore viola chiaro. E’ ottenuta dall’interfaccia tra le immagini satellitari di google Earth ed un famoso programma che traccia il percorso utilizzando sia le coordinate satellitari che la connessione internet. La sua osservazione consente di comprendere che tipo di percorso bisogna effettuare. Potete notare che comprende anche il passaggio per il Borgo di Calcata Vecchia.
 
INIZIO DEL PERCORSO. L’inizio del percorso si trova in prossimità dell’abitato del paese di Mazzano Romano. Non è difficile trovarlo, ma potere utilizzare le seguenti coordinate gps per poterlo raggiungere con il vostro navigatore.  Non necessitano di connessione alla rete internet, ma solo alla rete satellitare GPS.
Subito dopo le coordinate gps troverete l’immagine di Google Earth con il segnaposto di colore giallo che corrisponde al punto relativo alle coordinate GPS. Questa immagine vi renderà più semplice anche orientarvi per capire dove inizia il sentiero.
 
42°12’12.56″N  – 12°24’6.72″E
 
 

LE PREVISIONI DEL TEMPO.  Di seguito troverete un box meteo con le previsioni del tempo riferite alla zona di Mazzano Romano su base settimanale, con fasce orarie,  aggiornate in tempo reale.  Cliccando sul giorno della settimana in cui intendete effettuare l’escursione, potrete verificare con esattezza la situazione metereologica prevista nell’arco dell’intera giornata. Questo vi consentirà di organizzare la vostra escursione con il tempo migliore.

(Fate attenzione al menu del meteo. Cliccando sul giorno successivo a quello in cui visualizzare gli appunti di viaggio vi apparirà il giorno completo con le fasce orarie. Invece per il giorno corrente avrete solo le previsioni successive all’orario in cui visualizzate il box meteo. Per cui parte dello schermo del dispositivo che state utilizzando risulterà vuoto)

 

IL PERIODO MIGLIORE.  L’escursione può essere effettuata tutto l’anno. Ricordate però che la stagione in cui decidete di farla può condizionare non poco la vostra escursione. In primo luogo durante la stagione invernale il buio arriva presto, e se non partire di buon ora, potreste trovarvi all’interno del bosco di notte e senza luce. Inoltre parte della vegetazione presente, durante l’inverno perde le foglie, per cui il bosco che attraverserete potrebbe risultare spoglio. Inoltre dovete fare i conti con il freddo e l’umidità. Durante l’estate in questa zona il caldo può essere intenso, soprattutto nelle ore centrali della giornata, e l’umidità diventare veramente soffocante. Per cui la stagione migliore è certamente la primavera inoltrata, quando in genere il caldo non è molto forte e l’umidità non troppo alta. 
IL PARCHEGGIO DEI VEICOLI. Per parcheggiare non ci sono particolari problemi. E’ infatti possibile lasciare il vostro veicolo nell’area urbana del paese di Mazzano Romano. Il parcheggio è gratuito. Verificate sempre la presenza di are di parcheggio a pagamento. Ricordate però che nel fine settimane questa località è visita dai  turisti, per cui potreste trovare qualche difficoltà nel parcheggiare nella zona centrale del paese. Per comodità la mappa interattiva di google Earth che si trova all’inizio degli appunti d viaggio segnala come punto di arrivo un grande parcheggio a pagamento presente nel borgo. Starà poi a voi decidere dove lasciare i vostri mezzi. 
IL PERCORSO AD ANELLO. Il percorso proposto è ad “anello”. Questo significa che avrete seguendo la strada indicata nella mappa, ritornerete nel punto da
cui siete partiti
, ma senza camminare sul tracciato già percorso. Ciò vi consentirà di vedere luoghi differenti durante il tragitto. Ovviamente nulla vi impedisce di arrivare in un punto del percorso e tornare indietro sui vostri passi. Il consiglio è quello di fare il giro completo

 

IL LAVATOIO. Una volta lasciato l’abitato, dopo aver percorso poche decine di
metri, incontrerete un 
lavatoio di grandi dimensioni. Si tratta di una costruzione in buon stato di manutenzione. Da qui inizia il sentiero vero e proprio, con una bella discesa. Come si vede nell’immagine che segue, potrete notare la presenza di un fontanile con tre cannelle da cui fuoriesce acqua potabile e bella fresca. Il consiglio è di bere o di fare rifornimento d’acqua. Lungo la strada non ne troverete più, salvo che durante il percorso non ci fermiate presso la cittadina di Civita Castellana, dove sono presenti bar e ristoranti.

 IL LAVATOIO CON LA FONTANA CON TRE CANNELLE
 LA VASCA PER EFFETTUARE IL LAVAGGIO DEI PANNI
IL LAVATOIO – SULLO SFONDO IL BORGO DI MAZZANO ROMANO
IL SENTIERO NEL BOSCO. Se iniziate il percorso a piedi passando per Nazzano Romano, dopo aver un tratto aperto ed incontrato il lavatoio, vi troverete subito nel parte coperta del sentiero. Fate attenzione perché è presente subito una ripida discesa un po’ sconnessa. Poi il fondo ritornerà ad essere quasi pianeggiante.
Come si nota dalle immagini che seguono parte di questo sentiero presente anche delle protezioni (corrimani in legno)  nei punti più pericolosi. Servono a proteggere da eventuali cadute accidentali. Fate però attenzione che non sono presenti ovunque, e che alcuni di questi sono in cattivo stato di manutenzione.
IL SENTIERO: LE CARATTERISTICHE. Il sentiero preso in considerazione non presenta particolari difficoltà. E’ prevalentemente pianeggiante, salvo alcuni passaggi particolari, con salite e discese richiedono attenzione. Questi punti vanno affrontati con calma ed eventualmente con l’aiuto di qualcuno. 
LA PREPARAZIONE FISICA. Per affrontare i circa 11 km e le 5 ore  dei questo percorso ad anello, non è richiesta una preparazione fisica particolare. E un’escursione adatta a tutti, ma bisogna essere comunque essere abituati a camminare a lungo. Se non siete in buona salute o se siete tipi da “divano” allora valute bene se fare o meno questo “passeggiata”. Potreste non essere in grado di arrivare fino in fondo, ed essere obbligati a tornare  sui vostri passi a breve. In questo caso il consiglio è quello di prendere la gita con molta calma senza fare il percorso a “tappe obbligate”. 
L’AFFOLLAMENTO.  Il sentiero non è molto frequentato, ma è facile incontrare qualche camminatore solitario o piccoli gruppi di escursionisti. Ovviamente le presenze aumentano durante il sabato e la domenica

L’ABBIGLIAMENTO CONSIGLIATO. L’escursione non richiede l’uso di un abbigliamento tecnico. Ovviamente la stagione in cui effettuate l’escursione condiziona il tipo di abiti che indossate, ma evitate di esagerare. Vestitevi a “cipolla”, in modo tale da poter alleggerire o appesantire l’abbigliamento. In estate qui può fare molto caldo e umido, per cui vestitevi leggeri. 

LA RICEZIONE CELLULARE ED INTERNET. Per l’utilizzo del cellulare e della connessione ad internet non ci sono particolari difficoltà. La zona in cui si effettua l’escursione si trova in prossimità degli abitati di Mazzano Romano  e di Calcata Vecchia, che consentono una buona copertura del segnale. Valutate comunque che in alcuni punti la ricezione potrebbe essere momentaneamente assente. 

LE CALZATURE CONSIGLIATE. L’escursione non richiede l’utilizzo di calzature particolari. Potrete utilizzare delle scarpe da trekking “leggero” o anche delle buone scarpe da ginnastica. Se optate per il secondo tipo, evitate quello con il fondo liscio del tipo “da tennis”, perché potreste non avere la giusta aderenza in qualche passaggio sconnesso o sul fondo di terra battuta. Evitate anche di indossare scarponi da montagna, perché vi sarebbero solo d’intralcio. 

IL CAPPELLO. Come sopra indicato, il sentiero ha una parte rilevante al coperto, ed un’altra allo scoperto. Nella stagione fredda quindi potete indossare un cappello per proteggervi dal freddo e dall’umidità, mentre in quella estiva (o primaverile), potere utilizzarlo per proteggervi dal sole. In entrambi i casi e bene comunque portarlo con voi. 

I BASTONI DA TREKKING. Per effettuare la passeggiata potrete utilizzare come ausilio anche i bastoni da trekking, considerato che passaggi non sono complessi e quindi potete anche camminare tenendo un buon passo. Nei passaggi più impegnativi (anche se non molti), vi potranno aiutare a sostenervi.
IL SENTIERO ALL’APERTO. La seconda parte dell’escursione si effettua camminando per una serie di sentieri “aperti”. Sono caratterizzati da una maggiore illuminazione e ventilazionerispetto alla parte precedente. Anche il fondo sui cui camminerete è composto (come si vede dalle immagini) da terra battuta e pietrisco. Nelle giornate più assolate il terreno è molto asciutto, e di conseguenza, polveroso.
DOVE MANGIARE. Per mangiare le soluzioni possono essere le seguenti. La prima e la più ovvia è quella di portavi tutto da casa, bevande comprese. La seconda è quello di acquistare panini o altro a Nazzano Romano, borgo da cui inizia la vostra escursione, oppure fermarvi durante la passeggiata a Calcata Vecchia, borgo antico dove è possibile anche fermarsi in quale trattoria tipica. Qui sono presenti anche bar dove acquistare vivande o altro, o fermarsi per un caffè. 
GLI INSETTI.  La presenza degli insetti è chiaramente condizionata dalla stagione in cui effettuate l’escursione. Più vi avvicinate alla stagione estiva e maggiori sono le possibilità che si presenti qualche zanzara intorno a voi. Ogni tanto potrete notare la presenza di qualche nugolo di moscerini e qualche mosca o vespa, ma nulla di preoccupante. Per coloro che amano gli aracnidi (ragni per intenderci), è possibile notare qualche bella ragnatela con al centro il “padrone di casa”. Comunque per precauzione contro le zanzare portate con voi qualche prodotto repellente
ICANI.  L’escursione è certamente adatta per gli amici a quattro zampe, anche se di taglia piccola. Deve sempre però trattarsi di animali in buona salute e non anziani ed abituati a camminare. Il percorso non è breve e sono abituati al “salotto”, potrebbero incontrare qualche difficoltà. Ovviamente è sconsigliato anche per i cuccioli troppo piccoli.Ricordate di portare con voi l’acqua da bere per il vostro cane. Durante il cammino non ci sono fontane e l’unico corso d’acqua presente è il fiume Treja.  
AREA PICNIC. Durante il cammino troverete anche un paio di aree attrezzate dove potersi sedere per mangiare. La prima e più grande si trova in prossimità del fiume Treja. Basta attraversare il piccolo ponte sospeso, e li troverete un paio di panche con dei tavoli all’ombra degli alberi.
IL FIUME. Il Treja ha le sue sorgenti sul Monte Lagusiello, ad una quota di circa 250 mt s.l.m. Ha una lunghezza di circa 36 km e si getta nel fiume Tevere, di cui è uno dei principali affluenti. 
FARE IL BAGNO. Il fiume Treja, per quanto è dato sapere è balneabile. Il corso d’acqua non ha una corrente molto forte. L’acqua in alcuni punti è molto pulita, in altri meno. Durante la stagione estiva è facile imbattersi in alcune persone che in costume da bagno, si immergono nell’acqua. Fate comunque molta attenzione, ed evitate di entrarvi da soli. Il fondo presenza rocce e sassi
GLI OCCHIALI DA SOLE. E’ consigliato l’uso degli occhiali da sole per la parte all’aperto del sentiero. Nelle belle giornate il sole può essere veramente forte, soprattutto una volta che vi siete abituati a camminare nella penombra creata dal bosco nella parte coperta del sentiero stesso. 
I PONTI.  Durante il tragitto proposto incontrerete due ponti più grandi che attraversano il fiume Treja. Il primo è in legno e cemento, mentre il secondo è il legno e corda. Quest’ultimo è divertente da attraversare poichéoscilla quando ci camminate sopra. Porta inoltre ad un’area attrezzata con tavoli e panche dove potrete fermarvi per riposare o altro. 
GLI ANZIANI  E LE PERSONE CON DIFFICOLTA’ DI DEAMBULAZIONE. Il sentiero presenta alcuni passaggi più complessi, con alcune discese e salite che possono presentare delle difficoltà per essere affrontate da chi ha problemi di deambulazione o per persone diversamente abili. Come si vede dalle immagini la maggior parte del percorso è composto da un camminamento “semplice”, ma non si tratta comunque del parco sotto casa. Inoltre i chilometri da percorrere non sono pochi (11), per cui per coloro che hanno difficoltà nel camminare, è consigliato farsi accompagnare e non affrontare assolutamente da soli la gita. 
LA BICICLETTA. Il sentiero può essere percorso tutto in mountain bike. Non si consiglia l’uso delle due ruote da passeggio, perché comunque alcuni passaggi richiedonomezzi adattie una certa competenza tecnicaPer tale ragione se non siete preparati fisicamente o non avete la bicicletta adatta, evitare di fare questo percorso. In alcuni punti potreste essere obbligati a scendere a portala a piedi, data la presenza di alcuni punti ripidi con la presenza di rocce. Fate molta attenzione al fondo del sentiero, soprattutto dopo abbondanti piogge, che potrebbero creare delle insidie non visibili. Per raggiungere invece la necropoliinvece dovete usare obbligatoriamente la scala, per cui la bici dovrete lasciarla all’inizio della stessa oppure portarla con voi. 
IL PONTE IN LEGNO E CEMENTO SUL TREJA
I PONTICELLI. Il percorso è disseminato di piccoli ponti, che consentono di superare agevolmente piccoli corsi d’acqua o fossati senza pericolo. Considerato che parte di questo non sono in buono stato di conservazione, fate attenzione a dove mettere i piedi. Potreste trovare qualche asse sconnessa, marcia o qualche buco.
DIVERSAMENTE ABILI: LA CARROZZINA. Il percorso per coloro che si devono spostare con la carrozzina non è consigliato, in quanto si tratta di un percorso con passaggi non adatti per tale mezzo. Se però chi la deve usare è debitamente assistito, allora la cosa è fattibile. Ma fate molta attenzione
IL SENTIERO: LE RADURE NEL PERCORSO. Durante il cammino troverete alcuna radure dove potervi riposare. Si tratta di punti nel quali sono presenti alcune panche e tavoli dove potrete sedervi. La migliore è quello che si trova in prossimità del ponte di corda che attraverso il fiume. Qui l’ombra è ottima e durante la stagione estiva, vi riparerà dai raggi del sole.   
LE SCALE. Durante questo percorso incontrerete una serie di passaggi con della scale. Il primo è quello di che si trova subito all’inizio del percorso, scendendo da Mazzano Romano. 
Il secondo è quello che vi porta verso Calcata Vecchia. In realtà non si si tratta di una vera scala ma di una lunga salita. 
LA SALITA CHE DAL SENTIERO PORTA A CALCATA VECCHIA
Il terzo   è quello necessario per raggiungere la necropoli. E’ abbastanza impegnativo ma breve (come si vede nella immagini dedicate alla necropoli) . 

Il quarto e quello che vi riporta da dove siete venuti, ovvero Nazzano Romano. Per coloro che hanno difficoltà di deambulazione possono essere rappresentare un problema. 

Vi sono poi una serie di punti del sentiero nel bosco dove ci sono deipassaggi con scale di vario tipo. Come si vede dalle immagini non sono in buono stato di manutenzione per cui attenzione a dove mettete i piedi. 
I BAMBINI. L’escursione è adatta ai bambini più grandied in grado di muoversi in maniera autonoma. Per loro sarà certamente molto divertente. I sentieri nel bosco sono certamente un ottima attrattiva per i più piccoli, che vivranno una simpatica avventura. Comunque teneteli sempre sotto controllo. Alcuni passaggi del sentiero non sono semplicissimi, ed inoltre il fiume, anche se non molto grande e profondo, può rappresentare un pericolo da cui guardarsi. 
USO DEL PASSEGGINO PER I BAMBINI. Se dovete portare con voi bambini piccoli che non possono camminare o che comunque non possono percorrere a piedi lunghi tragitti, allora potete valutare la possibilità di utilizzare un passeggino
tecnico del tipo a tre ruote grandi
.
Quelli normali non vanno assolutamente bene a causa del fondo irregolare. Ricordate bene però che ci sono alcuni passaggi nei quali sarete comunque obbligati prendere in bambini in braccio, perché il rischio può essere quello di fare rovinose cadute se tentate di utilizzarlo con il bimbo all’interno.  
I SERVIZI IGIENICI. Durante il percorso non incontrerete bar o altro. Per cui se avete bisogno di utilizzare i servizi igienici, dovete necessariamente raggiungere o Mazzano Romano  o Calcata Vecchia che si trovano sul questo percorso. Altrimenti dovete provvedere diversamente. 
L’ILLUMINAZIONE. L’escursione si svolge prevalentemente nel bosco. Per questa ragione anche nelle giornate di pieno sole, gli alberi (nella bella stagione) offrono una bella copertura, per cui potrete godere di una piacevole ombra offerta dalle fronde delle piante. Il discorso è diverso nel momento in cui uscite allo scoperto. La luce può essere molto intensa (tempo permettendo), ed il sole diventare accecante. 
La scalinata di ritorno a Mazzano Romano
I MASSI SUL SENTIERO. Nel passeggiare incontrerete dei punti con alcuni massi e rocce di grandi dimensioni. Nulla di spettacolare o impressionante, ma hanno sempre il loro fascino. 
I CARTELLI ILLUSTRATIVI.Durante la passeggiata incontrerete sul vostro cammino numerosi cartelli esplicativi. Soffermatevi a leggerne il contenuto. Sono ricchi di informazioni sul luogo che state attraversando. Vi racconteranno soprattutto dettagli sugli aspetti naturalistici del posto.
L’UMIDITA’. E’ certamente condizionata dalle condizioni metereologiche della stagione e della giornata in cui decidete di effettuare questo escursione. Bisogna però ricordare che comunque vi trovate in prossimità di un fiume e la presenza del bosco, in assenza di vento, può elevare di molto il tasso di umidità, rendendo più faticosa la passeggiata. Nella parte aperta del sentiero invece le cosa cambiano completamente, grazie ad un maggiore ricambio di aria alla presenza del sole (nelle belle giornate). 
LA NECROPOLI. Durante la camminata potete fare una piccola deviazione per andare a vistare la necropoli del Cavone di Monte Li Santi. Basta salire delle scale (abbastanza ripide) per trovarvela difronte. E’ in buono stato di manutenzione. Si ritiene che sia stata usata sino alla metà del VII secolo A.C. Era un luogo importante di sepoltura per gli abitanti della antica città di Narce, un insediamento di una popolazione preromana che si trovava a circa 5 chilometri dalla borgo di Civita Castellana.
LA SCALA CHE PORTA ALLA NECROPOLI

Troverete altri luoghi di sepoltura durante il cammino, come si vede nelle immagini che seguono. Non sono il un’area specifica, ma dislocati lungo in piccola parte de sentiero. 

GLI ALBERI. Come già indicato il percorso prevede una parte nel bosco ed una parte scoperta. La prima vede la presenza di varietà botaniche tipiche dei boschi del centro Italia (tra cui anche noccioli e noci). Nella seconda invece potrete notare ampie aree dedicate alla coltivazione dell’olivo (come si vede nella immagini).  
LE PIANTE: IL FARFUGIUM JAPONICUM GIGANTEUM. Durante il cammino nella parte boscosa del sentiero, incontrerete una grande esemplare di Farfugium
japonicum ‘Giganteum’
. Si tratta di una pianta di una pianta proveniente dal Giappone appartenente alla famiglia delle Asteraceae. È una pianta erbacea sempreverde che cresce bene in ambenti umidi non molto soleggiati o a mezz’ombra. Le sue dimensioni sono notevoli, in quanto la sua altezza da terra
varia dai 90 ai 150 cm. Per capire quanto sia grande basterà avvicinarsi.
LE PIANTE – LE FELCI. Camminando nella parte coperta del sentiero, noterete la presenza di alcuni esemplari di felci. Si tratta di piante tipiche di queste zone. In genere si trovano in prossimità di grandi alberi(che offrono molta ombra), o in prossimità dei corsi d’acqua (in questo caso il Fiume Treja o i piccoli corsi d’acqua che attraversano il parco), o comunque in presenza di terreni molto umidi.Sono
piante che hanno bisogno di queste condizioni ambientali, poiché non sono in grado di vivere in terreni asciutti. Se vi avvicinate ad osservale, noterete che le foglie dal centro della pianta, dove le foglie più giovani crescono con unaforma caratteristica a spirale, chiamata “pastorale”, poiché ricordano molto la tipica forma dei bastoni dei vescovi. Le foglie più esterne, di colore marrone / verde sono quelle più vecchie e tendono con il tempo seccare e cadere

 

LE PIANTE – I MUSCHI.  Nella parte coperta del sentiero osserverete la presenza costante di muschi, aggrappati agli alberi e alle rocce. Di fatto tappezzano ampie superfici e danno un tipico colore verde al sottobosco. Non si trovano mai in zone soleggiate o secche. In caso di siccità tendono vanno in stasi vegetativa. Gli esemplari più rigogliosi sono quelli che si trovano in prossimità dei corsi d’acqua.
DOVE ALLOGGIARE E DORMIRE. Se desiderate pernottare in questa zona, potrete farlo senza problemi. Il percorso proposto inizia da Mazzano Romano ed attraversa la Calcata Vecchia, per cui basterà verificare la disponibilità presso le varie strutture alberghiere, b&b e agriturismi presenti nella zona. Ricordate comunque di farlo per tempo. Questa zona è molto frequentata dai turisti, per cui se decidete di alloggiare all’ultimo momento, potreste avere qualche difficoltà, soprattutto se siete in tante persone.

COSA VEDERE INTORNO. Durante l’escursione potrete anche visitare il borgo di Calcata Vecchia. È conosciuto come il paese degli artisti. Ricavatevi almeno un’ora di tempo per camminare tra i vicoli e visitare le botteghe artigiane. Molto bello è il panorama che si può osservare dal borgo stesso, che si affaccia sul Parco della Valle del Treja. Questo luogo può essere anche ottimo per pranzare o fare uno spuntino presso i bar presenti e i ristorante caratteristici. 

IL BORGO DI CALCATA VECCHIA VISTA DAL SENTIERO
IL BOSCO VISTO DAL BORGO DI CALCATA VECCHIA – IL PANORAMA

 

SE VOLETE VEDERE TUTTE LE IMMAGINI RELATIVE A QUESTA ESCURSIONE, POTETE CLICCARE SUL LINK CHE SEGUE, CHE VI INDIRIZZERA’ AL VIDEO PUBBLICATO SU YOU TUBE.

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ITALIA – PAGINA GENERALE

Ai prossimi appunti di viaggio. 

 

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ITALIA – REGIONE ABRUZZO – PARCO NAZIONALE D’ABRUZZO, LAZIO E MOLISE: IL LAGO VIVO

 
LA VALLATA DEL LAGO VIVO 

 

QUOTA INIZIALE: 1.142 mt s.l.m
QUOTA FINALE    1.486 mt. s.l.m
DISLIVELLO TOTALE: 344 mt.
LUNGHEZZA PERCORSO: 8 km circa – andata e ritorno.
TEMPO NECESSARIO A/R – circa 4 ore
DIFFICOLTÀ: Media.
DOVE SI TROVA – LA MAPPA DI GOOGLE MAPS.   L’inizio del sentiero che porta al Lago Vivo si trova in prossimità della cittadina di Barrea, famosa anche per la presenza del lago omonimo. Di  seguito la mappa interattiva di GOOGLE MAPS,  che vi consentirà di raggiungere la vostra meta utilizzando il vostro dispositivo come un navigatore GPS ovunque vi troviate. Per calcolare il percorso cliccate sulla
freccia blu sulla mappa. Nell’angolo destro in basso invece troverete la versione in formato mappa reale.

  

COORDINATE GPS – GOOGLE EARTH. Di seguito troverete indicate le coordinate GPS sia del punto d’ingresso dove potete lasciare i vostri veicoli (dove inizia la strada bianca), sia del punto in cui si trova il lago Vivo.

 
PARCHEGGIO – INIZIO STRADA BIANCA


 41°44’36.36″N –  13°59’10.89″E
 Incrocio strada statale e inizio sentiero per il lago vivo

 

LAGO VIVO
 41°43’35.31″N –  13°57’8.83″E
 Vista satellitare dell’altopiano del lago Vivo

SENTIERO PER IL LAGO VIVO. Di seguito troverete l’immagine del percorso per raggiungere il Lago vivo evidenziata il colore viola chiaro. E’ ottenuta dall’interfaccia tra le immagini satellitari di google earth ed un famoso programma che traccia il percorso utilizzando sia le coordinate satellitari che la connessione internet. La sua osservazione consente di comprendere che tipo di percorso bisogna effettuare. Nella parte alta potete notare il Lago di Barrea.

 

CARATTERISTICHE DEL PERCORSO.  Diversamente da molti altri percorsi del Parco Nazionale, questo non è molto semplice. Per raggiungere infatti il vostro obiettivo non potrete avvalersi di un vero e proprio sentiero o di una strada, ma dovrete salire attraversando un bosco abbastanza fitto, con un fondo composto da massi e sassi, dove non è semplicissimo comprendere quale strada seguire.  Per capire dove andare con sicurezza, potete seguire sia le indicazioni segnate sulle rocce, che i segni lasciati sul fondo dai bastoni con punta metallica da chi è già stato qui. Inoltre osservate anche le foglie  degli alberi cadute in terra. Quelle del sentiero sono “macinate” da coloro che ci passano sopra, mentre quelle “fuori dal sentiero” sono intatte. L’osservazione di questi segni vi consentirà di non sbagliare strada. 

 

PREVISIONI DEL TEMPO. Di seguito troverete un box meteo con le previsioni del tempo riferite alla zona di Pescasseroli su base settimanale, aggiornate in tempo reale. Questo vi consentirà di organizzare al meglio la vostro escursione con il tempo migliore.



 

SENTIERO APERTO. Il sentiero è caratterizzato dalla presenza di una parte scoperta e da una coperta. La prima, inizia dal parcheggio per una lunghezza di circa 800 metri, per lasciare il passo a quella coperta, la più lunga.

 

 

La parte scoperta ricomincia poi una volta giunti in cima, in prossimità del pianoro in cui si trova il lago vivo dove in pratica spariscono gli alberi e lasciano spazio ad ampio avvallamento dove si raccoglie l’acqua.

 

I CARTELLI. All’inizio del percorso troverete una serie di cartelli esplicativi che vi illustreranno le caratteristiche della zona. Importante è quello che vi indica il sentiero che vi porterà verso il Lago Vivo. Non potrete non vederlo in quanto si trova sulla parte iniziale del sentiero stesso, sulla strada bianca. 

 

 

ATTENTI A NON PERDERVI. La mancanza di molti punti di riferimento, può facilmente confondere l’escursionista. Il rischio è quello di entrare in un punto del bosco, e di uscire in un altro, anche molto lontano. Per cui se potete prendete bene alcuni punti di riferimento, o usate dispositivi GPS che memorizzato un punto di partenza. 

 

 

IL SENTIERO – SEMPRE IN DUE O PIÙ.  Il sentiero non vede la presenza di rifugi, bar ristoranti, ed è poco frequentato. Per questa ragione e meglio evitare di camminare da soli. Potreste non incontrare nessuno per molte ore. Ed in caso di emergenza potreste trovarvi da soli. Per questa ragione affrontantelo sempre in compagnia.

 

IL SENTIERO – SEGUIRE I SEGNALI. E’ molto importante fare attenzione ai segnali presenti sulle rocce e sugli alberi. Sono strumenti molto semplici per orientarsi,  ma davvero efficaci se non avete un buon senso dell’orientamento o non potete o non volete usare la tecnologià GPS. 

 

IL PARCHEGGIO. Per lasciare i vostri veicoli, non esiste un vero e proprio parcheggio come in altri luoghi organizzati del parco nazionale. In pratica, una volta lasciata la strada principale, troverete una strada bianca che potrete percorrere con il vostro veicolo, interrotta però da un cartello che vieta il transito. Potete lasciare sul bordo della strada stessa la vostra macchina o altro, Ma non essendo la stessa molto ampia, dovete trovare i posti più adatti. Non è assolutamente consigliata per camper o furgoni di grandi dimensioni, poiché non è molto larga. Inoltre una volta entrati, potresti avere qualche problema nel fare eventuali manovre per poter tornare indietro. Attenzione però a non lasciare vostro veicolo sul bordo o ciglio della strada asfaltata, che vi consente di mettervi su questa strada sterrata. Le macchine, per quanto è dato sapere, non possono essere lasciare lì.

 

CELLULARE – INTERNET.  Le connessioni internet e telefoniche non funzionano bene, sopratutto quando vi allontanate dalla zona di parcheggio e entrate nel bosco. Il segnale può arrivare, ma non fateci comunque affidamento, perché in caso di necessità, potreste restare delusi. Non sottovalutare questa situazione, sopratutto se decidete di affrontare l’escursione da soli. In caso di necessità potreste non riuscire a connettervi con il telefono o la rete. Ovviamente provate lo stesso.  

 

NESSUN BAR – NESSUN RISTORANTE. Per mangiare dovete acquistare tutto prima dell’inizio dell’escursione, in quanto non sono presenti ne  bar o ristoranti durante il cammino,  diversamente da quanto avviene in altri sentieri.  Inoltre non ci sono nemmeno all’inizio ne all’arrivo ne alla partenza. 

SENTIERO NEL BOSCO. La maggior parte del percorso si svolge nel bosco.
Infatti, come sopra ricordato, la prima parte del sentire è allo scoperto, e poi in modo repentino inizia il percorso tra gli alberi. Vi troverete all’inizio in un sentiero facilmente riconoscibile, ma dopo poco sassi e massi anche di grandi dimensione vi circonderanno. E per circa 1.30 di cammino sarete all’ombra degli alberi. Nel salire troverete un molti passaggi stretti e un po’ faticosi,
che metteranno alla prova le vostre ginocchia e le gambe, nonché l’equilibrio. Alla fine il bosco improvvisamente si apre, per poi lasciare spazio alla parte aperta del percorso che porta al lago vivo. 

 

 

NESSUNA FONTANA. Ricordate di portate con voi acqua da bere. Non ci sono fontane o abbeveratoi.  

 

L’ABBIGLIAMENTO.  Non è richiesto un abbigliamento particolare per affrontare questo tipo di sentiero.  Vanno bene anche i pantaloncini corti se la stagione lo consente. Ricordate sempre però di vestirvi “a cipolla” in modo  da poter variare il vostro abbigliamento in base ai cambiamenti climatici. In montagna il tempo può variare repentinamente, ed anche una breve pioggia, può far precipitare la temperatura di molti gradi, così come un sole imprivisto può alzarla di molto. 

 

LE SCARPE. È consigliato l’uso di buone scarpe da trekking, considerata  la presenza di molti sassi e rocce e delle foglie degli alberi che possono rendere scivoloso il fono del sentiero. Inoltre quando si torna indietro il sentiero può essere, in alcuni punti, molto inclinato e si può perdere facilmente l’aderenza. Non esagerate però con calzature troppo professionali. Evitare accuratamente scarpe aperte, ciabatte o altro. Potreste rischiare di farvi male. 
IL CAPPELLO. Il sentiero è quasi tutto al coperto, per cui il cappello e necessario solo per proteggersi dal freddo,  ma non dal sole, che vedretè solo all’inzio del percorso, e alla fine, quando raggiungerete il Lago Vivo.

  

L’IMPERMEABILE. È importante portare con voi un abbigliamento impermeabile che vi posso proteggere dalla pioggia. I fenomeni possono essere amche molto intensi, con una calo repentino delle temperature. Restare bagnati, sopratutto se dovete camminare per ore non va bene. Il rischio è quello di prendere un colpo di freddo e di ammalarsi. 
L’OMBRELLO.  In alcuni sentieri è possibile utilizzare l’ombrello in caso di pioggia. In questo caso evitate di portarlo con voi (per non appesantire lo zaino), poiché non potrete utilizzarlo. Come sopra anticipato il sentiero è stretto e poco agevole, con alberi vicini ai passaggi,  per vi sarebbe solo d’intralcio.
  
I BASTONI. Per camminare portare con voi un bastone di legno o i più tecnologici bastoni telescopici in alluminio o altro. Vi aiuteranno durante la salita e la discesa, soprautto nei passaggi più difficile, dove è facile scivolare e perdere l’equilibrio
I BAMBINI. Il sentiero ha delle caratteristiche che non lo rendono adatto ai bambini, soprattutto se piccoli.  L’assenza di un vero e proprio  sentiero, la presenza di molti sassi e massi, di molti passaggi particolari, l’inclinazione delle salita e della salita, rendono questa escursione per loro non consigliabile.  Il rischio è quello di doverli portare in braccio dopo poche centinaia di metri.  Inoltre è una escursione “stancante”. E rammentare che non ci sono punti di ristoro.  Non possono essere nemmeno usati passeggini tecnici, utili in altri tipi di sentiero.
ANZIANI E DIVERSAMENTE ABILI. Sia per le persone anziane che gli diversamente abili, bisogna valutare nella maniera più assoluta quali siano le condizioni di salute personale. Così come anticipato per i bambini, bisogna comunque partire dal presupposto che si tratta di un sentiero con caratteristiche particolari, che possono mettere a dura prova la resistenza fisica. Ovviamente non stiamo parlando una cosa impossibile, ma comunque si  tratta di un percorso con caratteristiche molto diverse da tanti altri più semplici, per cui prima di decidere di raggiungere il lago vivo, è necessario essere sicuri di poter affrontare le difficoltà riportate sopra, che troverete nella voce caratteristica del percorso. Le stesse non sono confacenti con lo stato di salute è l’età di chi deve effettuare questo percorso, evitate accuratamente di raggiungere per questo sentiero il lago vivo. Ricordate infatti che il percorso è comunque difficoltoso sia all’andata che al ritorno. Nel caso in cui comunque decidiate di fare lo stesso e questa escursione, allora evitate nella maniera più assoluta di farla da soli, ma partite sempre in compagnia. Così in caso di necessità avete qualcuno che potrà aiutarvi.
La fine del sentiero nel bosco e l’arrivo nella zona del lago vivo
I CANI. la passeggiata è adatta agli amici a quattro zampe.  Ricordate però di portare l’acqua anche per loro, perché lungo il percorso non esistono fonti d’acqua di alcun genere, ne è certo di trovare acqua nel lago vivo (che potrebbe essere in secca). Inoltre ricordate che per le sua caratteristiche, questa escursione non è adatta a per i “cani da salotto” o animali troppo anziani e troppo giovani (no per i cuccioli). 

 

ANIMALI PERICOLOSI. Il Parco Nazionale è la casa dell’orso, del lupo e della lince. Si tratta animali non facili da incontrare, sopratutto nei sentieri più battuti.  In questo caso il sentiero è poco frequentato,  e la possibilità di incrociarli non è poi così remota. Durante l’escursione chi vi scrive ha trovato sul sentiero un grosso cervo maschio morto, di cui parte del corpo era stato mangiato in parte. Al ritrono, dopo alcune ore, una altra parte era stata mangiata. Ciò dimostra che all’arrivo delle persone i predatori tendono ad allontanarsi per poi tornare quando gli escursionisti si allontanano. 

 

ANIMALI – I MOSCARDINI. Durante il cammino noterete la presenza di piccoli roditori con il pelo di colore rosso-marrone. Sono animali schivi che tendono a nascondersi, ma se avete pazienza e vi fermate li potrete vedere muoversi numerosi.  Non si incontrano facilmente in altri sentieri. Ciò è dovuto al fatto che questi boschi sono poco frequentati. Non ci sono immagini perchè sono molto piccoli e veloci.

GLI ALBERI. Gli alberi sono tantissimi, visto che camminerete per alcune ore quasi sempre nel bosco.  So tratta prevalentemente di faggi, piante in alcuni casi veramente grandi e vecchie. Alcuni di queste invece sono morte, e coperte di funghi del legno.  

 

 
ALBERI MORTI. Nel folto del bosco incotrerete anche alcuni alberi morti. Sono pochi, segno che le piante, anche vecchie godono di buona salute, e che l’ambiente in cui vivono è salubre anche per loro.

 

 

PIANTE IN GENERALE. In questo bosco il sole filtra poco, per cui non troverete altre piante che quelle che vivono nel sottobosco con poca luce. Una volta usciti dal bosco ed arrivati nella zona in cui si trova il lago Vivo, incontrereta alcuni esemplari come quelli delle foto che seguono.

I FUNGHI DEL LEGNO. La presenza di un bosco molto vasto e il fianco della montagna sul quale salirete, la presenza di poca luce, di una bassa ventilazione e di un elevato tasso di umidità favorisce la proliferazione dei funghi che crescono sul legno degli alberi morti. Sono certamente molto belli da vedersi, ma evitate di toccarli se non siete esperti in micologia. Potreste avere brutte soprese se velenosi.

 

IL CORSO D’ACQUA. Nella parte iniziale del percorso, poco distante dal cartello che indica il sentiero che porta al Lago Vivo, è presente il corso d’acqua che vedete nelle immagini che seguono. E’ solo un tratto di un percorso molto più lungo, e segue una strada diversa del quella del sentiero. Ragione per cui non lo vedrete durante il vostro cammino.

 

Di seguito troverete i link ad altre pagine interessanti per visionare altri appunti di viaggio.

ITALIA – PAGINA GENERALE

 

ITALIA – REGIONE ABRUZZO – PAGINA GENERALE

 

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ITALIA – REGIONE ABRUZZO: PARCO NAZIONALE D’ABRUZZO, LAZIO E MOLISE: IL MONTE TRANQUILLO E IL SANTUARIO DELLA MADONNA NERA

  

QUOTA INIZIALE: 1.160 mt s.l.

QUOTA FINALE:  1.600 mt. s.l.m

DISLIVELLO TOTALE: 440 mt

LUNGHEZZA PERCORSO: 17 km circa

TEMPO NECESSARIO A/R: circa 6 ore. 

DIFFICOLTÀ: Facile

DOVE SI TROVA. Il sentiero inizia in prossimità del paese di Pescasseroli, nel cuore del Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise. Di seguito la mappa interattiva di GOOGLE MAPS che vi consentirà di raggiungere la vostra meta utilizzando il vostro dispositivo come un navigatore GPS ovunque vi troviate. Per calcolare il percorso cliccate sulla freccia blu sulla mappa. Il riferimento è quello per raggiungere il MANEGGIO DI VALLECUPA, da cui unizia il la strada che poi porta al sentiero. 

COORDINATE GPS – IL MANEGGIO DI VALLECUPA: Se volete raggiungere il maneggio di Vallecupa con il vostro navigatore, potete anche inserire le seguenti coordinate GPS. Non necessitano di connessione alla rete internet, ma solo alla rete satellitare GPS.

41°47’50.14″N  –   13°47’2.89″E

COORDINATE GPS – IL SANTUARIO DELLA MADONNA NERA SUL MONTE TRANQUILLO: Se volete raggiungere il maneggio di Vallecupa con il vostro navigatore, potete anche inserire le seguenti coordinate GPS. Non necessitano di connessione alla rete internet, ma solo alla rete satellitare GPS.

41°45’52.55″N –  13°45’36.41″E

IL SENTIERO DA SEGUIRE. Di seguito la traccia del sentiero, segnata sul GOOGLE EARTH, ricavata dall’interfaccia tra un noto programma che calcola il percorso effettuato tramite GPS e RETE INTERNET



IL PARCHEGGIO. Il sentiero che porta al Monte Tranquillo inizia nelle vicinanze del maneggio di Vallecupa che si trova a ridosso di Pescasseroli.  Se alloggiate in paese potete raggiungerlo direttamente a piedi, altrimenti potete parcheggiare in prossimità del maneggio stesso. Potete anche prendere la strada sterrata che dal maneggio porta all’inizio delsentiero, dove l’accesso ai veicoli è consentito solo a quelli autorizzati. Così risparmierete circa 800 metri. Non superate il cartello di divieto di transito, se non siete autorizzati.

PREVISIONI DEL TEMPO. Di seguito troverete un box meteo con le previsioni del tempo riferite alla zona di Pescasseroli su base settimanale, aggiornate in tempo reale. Questo vi consentirà di organizzare al meglio la vostro escursione con il  tempo migliore.

BOX METEO PESCASSEROLI

IL PERCORSO ANDATA E RITORNO.  Il sentiero è del tipo ad “andata e ritorno” che comporta di dover fare lo stesso percorso dell’andata quando tornate indietro. Non ci sono alternative che vi consentano di seguire un tragitto ad anello. Inoltre è consigliato ripercorrere la stessa strada, considerata la sua lunghezza.
IL MANEGGIO DI VALLE CUPA
BAR – RISTORANTE: NESSUNO. Per mangiare qualcosa, ricordate di portare qualcosa con voi, perché durante il tragitto, molto lungo, non troverete nessun bar e nessun rifugio dove poter acquistare generi prima necessità, bevande l’altro.Il percorso e, come solo anticipato, inizia infattidalla cittadina di Pescasseroli, per cui non avrete alcuna difficoltà adacquistare qualcosa di utile. Inoltre nel maneggio che si trova all’inizio del percorso, è presente sia un bar che è un ristorante, ben fornito dove potete fare i vostri acquisti. Fate bene attenzione a questa raccomandazione, perché per quanto è dato sapere, non sono presenti neanche fonti d’acqua naturali potabili durante la vostra strada. Le ore di cammino sono molte sia all’andata che al ritorno.
CARTELLO VALLECUPA
I CARTELLI. All’inizio del percorso, in prossimità dell’abbeveratoio, troverete una serie di cartelli esplicativi del percorso. Il consiglio è quello di leggere quello dedicato ad ERMINIO SIPARI, colui il quale ha dato vita con il suo impegno alla nascita del PARCO NAZIONALE in cui vi trovate. Andando avanti incontrerete anche le indicazioni per raggiungere altre località, i cui sentieri iniziano da quello principale che porta la monte Tranquillo.
CARTELLO M. T.
Un cartello importante è quello che si trova nel bosco, sempre sul sentiero, dove sono indicate due direzioni. Una, a sinistra, vi conduce a Pescasseroli (da dove siete partiti), senza però arrivare a Santuario della Madonna Nera, l’altro, a destra, invece vi condurrà alla vostra meta.
CARTELLO BIVIO
L’ABBEVERATOIO. All’inizio del sentiero vero e proprio, ovvero una volta che avete superato la parte transitabile con i veicoli, incontrerete un grande abbeveratoio per gli animali. E tutt’ora in funzione e l’acqua è gelata. Non è però dato sapere se l’acqua sia potabile o meno.
IL SENTIERO SCOPERTO. La passeggiata verso il monte tranquillo, è caratterizzata, come spesso avviene in queste zone, da una parte il tratto del sentiero scoperta, ed un’altra nel bosco. In questo caso, si può tranquillamente dire che solo il 10% di tutta la camminata viene effettuata allo scoperto, mentre il restante 90% è tutta quanta nel bosco, per poi giungere la parte aperta dove si trova il santuario. Il sentiero scoperto parte praticamente da Pescasseroli, ed in particolare dal grande maneggio. Bisogna percorre a piedi circa 1 km, per poi giungere alla base del monte dove inizia la parte coperta dal bosco. E’ un percorso estremamente semplice, e quindi non presenza difficoltà tecniche di alcun tipo. Il problema e che questa parte del sentiero è consentito anche al transito delle autovetture, per cui potreste trovarvi improvvisamente coperti dalla polvere sollevata dalle ruote delle auto che vanno verso il parcheggio, dove bisogna necessariamente lasciare i propri
veicoli e proseguire a piedi.

 
INIZIO SENTIERO. Nella parte iniziale il sentiero ha due percorsi differenti. Il primo è quello che si percorre utilizzando la scala che si vede nelle immagini che seguono. La troverete sulla vostra sinistra e non potrete non vederla. La seconda invece e quello della strada sterrara. Entrambe vi poteranno comunque verso l’unico percorso che arriva al Santuario della Madonna Nera del Monte Tranquillo.  

IL RIFUGIO DEL CORPO FORESTALE DELLO STATO. Subito dopo la scala di cui sopra, trovere un’ampia radura con una costruzione del Corpo Forestale dello Stato. Lasciatelo sulla vostra sinitra e proseguite verso il sentiero. Vi porterà in breve verso la stada sterrata principale verso il Monte Tranquillo. 
 
 
 

IL CELLULARE – LA CONNESSIONE INTERNET.  Per quanto riguarda la connessione telefonica con il cellulare, non che quella ad internet, durante il cammino, non sono state osservate i particolari i problemi di ricezione. Ricordate comunque che siete sempre in montagna e non potete certo fare affidamento su un collegamento stabile.

LE CARATTERISTICHE DEL FONDO DEL SENTIERO.  Il fondo del sentiero sul quale camminerete è composto di terra battuta e sassi, molto compatto e ben assestato, senza asperità di rilievo. Non  presenta difficoltà alcuna o passaggi pericolosi.  E molto ampio, adatto anche al passaggio di veicoli di grandi dimensioni, come auto e piccoli camion, il transito deve essere però autorizzato.

I BAMBINI. Il percorso è certamente adatto ai bambini, dato che non presenta pericoli particolari. Bisogna però considerare la distanza da percorrere, che potrebbe essere eccessivo per i più piccoli. Per quelli che non camminano, potete usare in passeggini tecnici (usati per portare i piccoli durante il footing) ma non quelli classici. Altrimenti portateli con il trasporto in spalla. 

S3

DISABILI – ANZIANI.  La passeggiata è certamente adatta sia per gli anziani che per le persone disabili, dati che non presenta difficoltà particolari, considerate le caratteristiche del sentiero. Il problema però la distanza di circa 17 km tra andata e ritorno che di certo non è alla portata di tutti. Per cui bisogna valutare bene le proprie condizioni fisiche, prima di affrontare l’escursione.
IL SENTIERO NEL BOSCO. Come anticipato, circa il 90% del sentiero che conduce al Monte tranquillo si trova nel bosco. Questa caratteristica è utile, soprattutto nelle giornate molto calde e soleggiate, grazie alla offerta dalle fronde degli alberi. Inoltre il bosco è composto prevalentemente da faggi e da piante a foglia decidua, che nella bella stagione, offre uno spettacolo magnifico, grazie ai giochi di luci creati dalle foglie verdi illuminate dal sole. Inoltre il sentiero del bosco è molto ampio, ed ha le caratteristiche vere proprio di una strada che consente il transito dei veicoli autorizzati fino a raggiungere il santuario della Madonna Nera.
LA TEMPERATURA. La temperatura è chiaramente condizionata dal periodo dell’anno in cui decidete di effettuare questa escursione. Nella stagione più calda, tra luglio ed agosto, conviene partire presto, con il fresco. Verso l’una del pomeriggio infatti, può fare anche molto caldo, anche se il bosco offre comunque una bella protezione dai raggi solari.
SENTIERO 1
L’ABBIGLIAMENTO. Il sentiero è semplice, per cui non è necessario indossare un abbigliamento “tecnico”. Ricordatevi però di vestirvi a “cipolla”. Vi permetterà di variare il vestiario in base alle condizioni climatiche del momento. È necessario precisare che, essendo quasi tutto il percorso al coperto, in mezzo in un bellissimo bosco, anche nelle giornate più calde, i più sensibili potrebbero sentire freddo o essereinfastiditi dall’umidità. Ovviamente più ci si avvicina alla stagione invernale, più le temperature possono scendere. Per tale motivo in questo caso portare con voi qualcosa di caldo da poter indossare in caso di necessità. La mattina infatti, il pomeriggio, sono i momenti più freddi della giornata e, soprattutto se la giornata stessa non molto soleggiata. In particolare ricordatevi se la temperatura tende a scendere rapidamente con l’approssimarsi del tramonto.
 
 
GLI OCCHIALI DA SOLE. Considerato che il sentiero è quasi tutto al coperto, non c’è un particolare bisogno di proteggere gli occhi dai raggi del sole. Possono essere necessari solo nella parte iniziale del sentiero, quella scoperta, e nella parte finale, dove si trova il Santuario della Madonna Nera, dove non ci sono alberi.
IL CAPPELLO. Non è necessario l’utilizzo di un cappello per proteggersi dalla luce del sole, poiché come sopra anticipato, il percorso è quasi tutto all’interno de bosco,  a meno che non decidiate di effettuare la passeggiata nel periodo invernale e comunque quanto il bosco è spoglio. In questo caso vi proteggerà sia della luce che dal freddo. 
L’ABBIGLIAMENTO IMPERMEABILE.  In montagna le condizioni atmosferiche possono mutare improvvisamente. Il sole può cedere il passo rapidamente alla pioggia o alla grandine (e alla neve), anche in pochi minuti, con il “crollo” verticale delle temperature. Per cui portate con voi sempre un capo di abbigliamento impermeabile che possa proteggere dall’acqua. In questo percorso non ci sono posti dove potersi riparare, se non una volta arrivati al santuario della Madonna nera, e solo sotto gli archi dell’ingresso, in quanto è generalmente chiusa.
LE SCARPE.  Le caratteristiche del fondo del sentiero non richiedono l’uso di scarpe tecniche. Anche un buon paio da ginnastica possono andare bene. Evitate però scarpe aperte o scomode, visto i 17 km da percorrere.

  

L’ILLUMINAZIONE. Come sopra ricordato, il sentiero da percorrere è quasi tutto al coperto, per cui anche nel caso di belle giornate di sole, la luce viene filtra dalle foglie degli alberi. Ovviamente questo avviene nella bella stagione. Durante l’inverno invece il bosco si spoglia, per cui la copertura viene meno, ed i raggi del sole arrivano ovunque.

LA CREMA SOLARE. Nelle belle giornate di sole, in montagna, è sempre consigliato  proteggere la pelle con uno buona crema solare. Nel caso di specie però non è necessaria, proprio perché il percorso è quasi tutto al coperto, nel bosco.

 

ESCURSIONE A CAVALLO. E’ possibile percorrere l’intero sentiero a cavallo, arrivando fino al santuario.  Se lo possedete potete utilizzare il vostro, oppure rivolgersi al maneggio che si trova alle porte di Pescasseroli, e all’inizio del sentiero che porta al monte Tranquillo.   

LA BICICLETTA. Il sentiero può essere facilmente percorso in bicicletta, anche per quelle Mountain bike “meno tecniche” e professionali, grazie al fondo compatto e privo di ostacoli e pericoli. Meglio se si tratta di una con la pedalata assistita, visto che la salita è 8 km, con un dislivello di 450 mt circa. In discesa è tutto riposo. Considerata comunque la distanza, e l’assenza di rifugi durante il percorso, ed il fatto che si può camminare o pedalare per ore senza incontrare nessuno, il consiglio e quello di andare almeno in due. Così in caso di necessità per una ragione qualsiasi, non vi troverete soli. Purtroppo questa semplice regola di buon senso non sempre viene rispettata.
GLI ANIMALI. Durante il cammino potreste incontrare mucche e cavalli liberi al pascolo, senza recinto, anche sul sentiero. Sono animali mansueti ed abituati al contatto con l’uomo, ma evitate di avvicinarvi e di toccarli, soprattutto se con loro ci sono i piccoli. Possono diventare estremamente pericolosi.  
L’UMIDITA’. Come avviene per la temperatura, anche l’umidità è condizionata dalla stagione e dalla situazione metereologica nella quale effettuata la vostra escursione. In questo caso, essendo il tragitto quasi tutto al coperto, nel bosco, tale tasso di umidità potrebbe risultare elevato, soprattutto nel caso in cui durante la notte precedente sia piovuto. Il bosco infatti non si asciuga cosi rapidamente come avviene negli spazi aperti. Potreste quindi avvertire una certa “pesantezza” dell’aria durante la respirazione.
RADURE. Durante il percorso nel bosco, incontrerete alcune grandi radure. Si tratta di ampi spazi privi di alberi, con ampi prati. In una di queste e presente un
grande crocifisso.

I CROCIFISSI. Durante il tragitto noterete la presenza di alcuni crocifissi sul bordo del sentiero. Si tratta di una particolarità di questo percorso, dovuta proprio alla frequentazione di questi luoghi per raggiungere il Santuario della Madonna Nera. 

GLI ALBERI. I boschi che attraverserete sono composti principalmente composti di faggi molti vecchi. La presenza costante dell’ombra durante la stagione estiva, non consente però lo sviluppo di piante fiorite, se non nelle radure presenti sulla strada che seguirete. il consiglio comunque è quello di soffermarsi ad osservare alcuni magnifici esemplari gli alberi molto vecchi, ma in buona salute. alcuni di questi li troverete sui bordi del sentiero da percorrere, altri più nel folto del bosco.
LE ESCURSIONI ORGANIZZATE. Esiste anche la possibilità di partecipare anche organizzate da agenzie specializzate. Delle guide professionali vi accompagneranno alla scoperta di questo sentiero, e di altri nel parco. Dovete cercare in rete. A Pescasseroli è presente un centro specializzati. Per potere essere indirizzati facilmente, basta chiedere non uno dei tanti bar home negozi presenti nella zona centrale. Vi sapranno facilmente indirizzare. 
 
L’EDICOLA VOTIVA. Durante il traghitto, incotrerete anche un’edicola votiva, che si troverà alla vostra sinistra all’andata. E’ dedicata alla Madonna.
 
IL SANTUARIO DELLA MADONNA NERA. È considerato il “traguardo” di questa bella escursione tra i monti del Parco Nazionale d’Abruzzo. Ha una storia antica, in quanto le prime notizie sulla sua presenza, risalgono al XII secolo. Durante la secondaguerra mondiale fu gravemente danneggiato dai bombardamenti, e fu restaurata sul finire degli anni 50, grazie ai sacrifici personali ed economici della popolazione di Pescasseroli. L’immagine della Madonna Nera presente all’interno del Santuario è una copia del 1979, in quanto nello stesso anno, è stata trafugata, e non è mai stata ritrovata. Il Santuario è aperto solo durante i festeggiamenti in onore della Madonna. Per cui una volta arrivati, potrete osservarlo solo da fuori, e dentro, solo attraverso delle grate presenti sulla facciata dell’ingresso principale.
LA PROCESSIONE AL SANTUARIO. L’ultima domenica di luglio di ogni anno, viene organizzata una processione in onore della Madonna Nera. Si parte la mattina presto (alle 7.30) da Pescasseroli per giungere dopo molte ore di cammino, al Santuario. La statua della Madonna  portata a spalla. Durante il cammino i fedeli recitano preghiere ed il Rosario. Il ritorno e nel pomeriggio tardi. È ovviamente aperta a tutti coloro che vogliono partecipare.
IL PANORAMA – LA VISTA DAL SANTUARIO. Il santuario si trova in uno spazio aperto molto ampio. La posizione contente di poter godere di un bel panorama su alcuni boschi e montagne del Parco Nazionale d’Abruzzo.

LA NEVE. Nel Parco Nazionale d’Abruzzo la neve è un presenza costante, durante la stagione invernale. Questo sentiero, grazie alle sue caratteristiche, può essere percorso anche con la presenza della neve, con la giusta attrezzatura. E’ consigliato però affidarsi a guide esperte per evitare brutte soprese. Loro conoscono bene il territorio. La neve rendete certamente bello il paesaggio, ma nasconde anche eventuali insidie.

I CANI.IL percorso è adatto per gli amici a quattro zampe, ma non per quelli non
abituati a camminare poco, visti i 17 km da percorrere. Ricordate di portare con voi anche l’acqua per il vostro cane. Durante il percorso non sono visibili fontane o corsi d’acqua dove far bene il vostro animale. L’abbeveratoio che vedete nelle immagini, si trova all’inizio del sentiero, per cui i restanti altri 8 chilometri a piedi, prima di giungere al santuario, il rischio è quello che il vostro cane possa restare con la bocca asciutta.
ANIMALI PERICOLOSI. Nel Parco Nazionale d’Abruzzo sono presenti lupi, orsi e linci.  Non interagiscono con l’uomo e vederli non è molto facile.  È meglio però evitare di allontanarsi dal sentiero battuto. Eviterete brutti incontri. Ricordiamoci che questo è il loro ambiente e noi siamo gli ospiti.

I CERVI. Durante la camminata fate bene attenzione anche ai suoni che sentite. Se siete fortunati, e non fate rumore, potreste incontrate anche dei cervi o altri animali di questo tipo. L’immagine che segue, putroppo non molto nitida, si riferisce ad una femmina di cervo, con il suo piccolo, non ben visibile. 

LASCIATE DETTO DOVE ANDATE. Una buona regola da seguire , soprattutto quando si cammina in montagna, e quando si preferisce farlo da solo, e quello di lasciare detto dove si intende andare,  e a che ora presumibilmente si ritiene di tornare. Potete lasciarlo detto ad un amico, oppure direttamente alla reception degli alberghi o alle direzioni degli agriturismi. Potrebbe tornare utile in caso di necessità.
 

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AI PROSSIMI APPUNTI DI VIAGGIO.

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ITALIA – PAGINA GENERALE – CLICCARE QUI

ITALIA – SANTUARI – P.G. – CLICCARE QUI

REGIONE ABRUZZO – P.G. – CLICCARE QUI

 

ATTRAZIONE NATURALISTICA, ESCURSIONE IN MONTAGNA, ITALIA, REGIONE ABRUZZO, REGIONE DEL CENTRO ITALIA, Senza categoria, TREKKING, TREKKING ITALIA

ITALIA – ABRUZZO: PARCO NAZIONALE D’ABRUZZO: LA GROTTA DELLE FATE

CARTELLI 3

QUOTA PARTENZA. 900 metri circa
QUOTA ARRIVO. 1250 metri circa
DISLIVELLO. 350 metri circa
DIFFICOLTA’. Media.
SEGNAVIA. F2

TEMPO ESCURSIONE. Bisogna camminare, tra andata e ritorno circa 4,40 ore. La salita richiede un tempo maggiore, e meno per discesa.

DISTANZA TOTALE. La distanza totale da percorrere è di circa 13.00 km andata e ritorno (la sola andata è di circa 6,5 km). La precisazione sulla sola andata è dovuta al fatto che non si tratta di un percorso ad anello, ma perchè il sentiero di andata è lo stesso del ritorno). La distanza è stata calcolata di persona, con un noto progamma che calcola tempo è distanza percorsi tramite GPS.

DOVE SI TROVA. La grotta delle Fate si trova nellaVALFONDILLO, nel Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise, non molto distante dalla cittadina di PESCASSEROLI, nota stazione sciistica durante la stagione invernale. Di seguito la mappa interattiva per utilizzare il vostro dispositivo come navigatore GPS per raggiungere il punto in cui parte il sentiero ovunque voi siate. Basta cliccare sulla freccia blu a sinistra sulla mappa.

METEO.Di seguito il box interattivo per organizzare la vostra escursione con il tempo migliore. Consultatelo. In montagna scegliere al giornata migliore è molto importante. Evitate escursioni con il tempo incerto o brutto.

I CARTELLI. Le caratteristiche del sentiero (e dei sentieri che partono dallo stesso punto in cui inizia quello che porta alla grotta dellafate), sono ben rappresentate da una serie di cartelli e cartine affisse in apposite bacheche. Inoltre anche durante il cammino troverete altre indicazioni – cartelli in legno con il numero del sentiero – che vi consentiranno di non smarrire il sentiero. E’ molto importate fare attenzione a queste indicazioni, perché prendere il bivio sbagliato, vuole dire cambiare completamente direzioneed andare da un’altra parte. Per cui non vi distraete.

CARTELLI 1

CARTELLI 4

IL PANORAMA. Camminando nella parte iniziale del sentiero, ovvero in quella aperta non coperta del bosco, potrete godere di un bel panorama, offerto dalle bellecime delle montagne del Parco Nazionale.

PANORAMA 1

PANORAMA 2

CARATTERISTICHE DEL PERCORSO. Il sentiero non presenta particolari difficoltà, sia per il tipo di fondo che per la pendenza, che aumenta sensibilmente nell’ultima parte (circa nel 20 % del tragitto).

CARTELLO INIZIO SENTIERO F2

IL FONDO DEL SENTIERO. Il fondo del sentiero è caratterizzato dalla presenza di terra e piccoli sassi nella parte iniziale (circa il 30%), per diventare poi di sassi nella parte restante. Questo sentiero. Non ha uno sbocco in uno spazio aperto, ma si conclude all’interno del bosco stesso, diversamente da altri percorsi che terminano cima di una montagna o di uno spazio aperto. Ma qui potrete vedere la Grotta delle Fate da cui sgorga un’acqua trasparente e fresca.

IL CORSO D’ACQUA. La passeggiata è caratterizzata dalla presenza di un bel corso d’acqua che all’andata si troverà alla vostra sinistra, ed al ritorno a destra. E’ originato dalla Grotte delle Fate.

ANDATA E RITORNO. Il percorso da fare e del tipo andata e ritorno, ovvero dovete necessariamente percorrere la strada di andata per poter tornare al punto di partenza punto posso sembrare una progettazione inutile, ma nel Parco Nazionale d’Abruzzo sono numerosi i cosiddetti percorsi ad anello, ovvero quelli in cui la partenza anzi, il tragitto da fare all’andata non è lo stesso che deve essere percorso al ritorno. Ovviamente il percorso di ritorno è più semplice, perché è tutto in discesa, ma complice la fatica, è circa i 13 km da percorrere a piedi, potrebbe non risultare agevole quanto sembra. Comunque grazie al fondo del percorso semplice, non dovrete fare particolare fatica per frenare durante il vostro cammino.

TRATTO SCOPERTO. Il sentiero è caratterizzato da una parte scoperta senza alberi (40 % circa), dove, nella belle giornate, e durante la stagione estiva, il sole è molto forte.

RIFUGIO 1

RIFUGIO 2

 

 

 

 

TRATTO NEL BOSCO. IL 60% circa del tragitto è al coperto, nel bosco il sole non passa, ma illumina le foglie degli alberi che brillano di un bel verde chiaro.

 

 

 

 

L’ABBEVERATOIO. Lo troverete dopo circa40 minuti di cammino. Salendo è alla vostra destra. Non potrete non notarlo, sia per le dimensioni, si per il rumore prodotto dall’acqua che lo attraversa.

 

 

L’ORARIO MIGLIORE. La mattina e certamente il periodo migliore da scegliere per effettuare la passeggiata (se la fate durante la stagione estiva), poiché verso mezzogiorno inizia a fare molto caldo, anche in genere la temperatura non è altissima. Il bosco offre poi un bel riparo, è di alza anche un venticello fresco.

CAVALLI 1

LA VENTILAZIONE. Il tragitto èabbastanza ventilato, con un aumento dalle 12 alle 17 del pomeriggio. È un aiuto importate se effettuate la passeggiata in questo orario.

UMIDITA’. E’ certamente legata alle condizioni meteo della giornata in cui decidete di fare l’escursione, e tende ad aumentare quando vi addentrate nel bosco.

IL PARCHEGGIO DEI VEICOLI. lasciare i veicoli non è un problema. Troverete un ampio parcheggio per auto moto, camper e moto. Lo spazio e abbondante, ma non è gratuito e bisogna pagare un biglietto. L’importo è unico, e va dal mattino al tramonto. Il prezzo non è alto.

 

 

DOVE MANGIARE. Se non avete portato nulla con voi per il pranzo o per la merenda, potete acquistare generi alimentari presso i due bar presenti in prossimità del parcheggio. Qui viene effettuato anche un servizio ristorante. Ricordatevi che durante il percorso non incontrerete nessun punto di ristoro, per cui se dovete acquistare qualcosa fatelo alla partenza o al ritorno.

 

 

SERVIZI IGIENICI. Presso i bar presenti nel parcheggio, troverete anche i servizi igienici. Usateli perché durante il vostro cammino non troverete altro boschi.

BAMBINI. Il percorso è adatto anche ai più piccoli, ma la strada da percorrere a piedi è tanta.Evitate di portare con voi passeggini, poche il fondo è adatto alle ruote piccole. Se invece avete quello “tecnici” con ruote grandi potete usarli, ma non per raggiungere la grotta. troppo ripida e scoscesa e piene di radici degli alberi.

IL CELLULARE E LA RETE INTERNET. Una volta preso il sentiero, dopo alcune centinaia di metri, il vostro cellulare diventerà inutilizzabile. In alcuni rari casi avrete al connessione, ma no ci fate affidamento. Può sembrare una indicazione superflua, ma ci sono sentieri dove il cellulare prende benissimo anche in posti dove sembra impossibile (provato direttamente da chi vi scrive).

 

 

ANZIANI. Il Percorso può essere effettuato anche dalle persone anziane, ma con le dovute cautele, dato che la distanza non e breve e parte del percorso può risultare impegnativa. Devono essere persone abituate a camminare e fare questo tipo di escursioni, altrimenti potrebbe risultare dannoso per la salute.

DIVERSAMENTE ABILI. Per le persone con disabilità il percorso è accessibile, non presentando particolari difficoltà, se non nell’ultima decina di metri, dove si trova la Grotta delle Fate.

L’ABBIGLIAMENTO – CAPPELLO. Come anticipato, il percorso è in parte allo scoperto ed in parte nel bosco. Il tratto scoperto non è breve, e soprattutto nelle ore più calde della giornata e sole si fa sentire. Per cui ricordate di portare con voi sempre un cappello, in maniera tale che possiate proteggere la testa e gli occhi dal sole se non usate gli occhiali.

LE SCARPE. Il percorso non richiedere calzature “tecniche” dato che il fondo non è particolarmente sconnesso, per cui vanno bene anche delle buone scarpe da ginnastica, o scarpette da trekking leggere.

 

 

IMPERMEABILE. Portate sempre con voi un capo d’abbigliamento impermeabile. Ricordate sempre che in montagna il tempo può cambiare rapidamente, anche in brevissimo tempo, e la temperatura scendere repentinamente anche di molti gradi.

I BASTONI. La camminata non è breve, per cui sarebbe buona norma per aiutarsi, portare con voi i bastoni, del tipo telescopico, e potervi aiutare soprattutto nella parte finale dell’esplorazione, che è diciamo la più impervia. Nulla di particolare, ma effettivamente sono di grande aiuto, anche se non strettamente necessari.

PROTEZIONE SOLARE. Nelle ore più calde della giornata, il sole si fa sentire e non poco. Per cui portate con voi la crema solare e Protegge dai raggi del sole. Come sopra Però precisato, il tragitto è solo in parte allo scoperto, e la maggior parte di esso è invece al coperto nel bosco. Per cui se non soffrite il sole, o se siete già abbronzati, la crema solare potrebbe non essere necessaria. Potete optare anche per una protezione leggera, dato che il percorso come sopra già detto è solo in parte allo scoperto.

IL CREPUSCOLO ED IL BUIO. Evitate di tornare con il buio o di partire nel pomeriggio tardi. In montagna, quando il sole tramonta dietro qualche cima, le condizioni di luce possono cambiare repentinamente, e in un attimo potreste non vedere più nulla. Inoltre di sera gli animali tendono ad uscire, ed incontrare orsi e lupi (e ci sono!) potrebbe essere molto pericoloso.

LA GROTTA DELLE FATE

CARTELLI 2

La metà dell’esclusione è la GROTTA DELLE FATE, un cavità in una parete di roccia da cui sgorga un’acqua molto trasparente e molto fredda. Per trovarla bisogna lasciare il percorso principale e scendere per qualche decina di metri lungo una parete. La discesa e ripida, con la presenza di molte radici di alberi, che vi faranno da “scalini” durante la discesa e la risalita. Trovare questa discesa è semplice, dato che è ben segnalato da un cartello con una freccia.

GROTTA DELLE FATE

IL TRATTO FINALE. Si tratta degli ultime poche decine di metri, necessari per raggiungere la Grotta delle Fate. Bisogna camminare sulle radici degli alberi, ed il terreno è molto scosceso. Per cui attenzione a non scivolare, sia quando scendete che quando risalite.

CORSO D'ACQUA CON ALBERI

CORSO D'ACQUA

 

 

IL CORSO D’ACQUA. Durante la salita vedrete alla vostra salita un bel corso d’acqua. Corre accanto al sentiero per la prima parte, e poi si allontana, ma non vi abbandonerà, poiché potrete intravederlo attraverso gli alberi e sentire scorrere l’acqua. Nella parte iniziale potrete anche entrare nell’acqua per bagnarvi i piedi, o tentare di fare un bagno, ma questo dipende dalla quantità dell’acqua presente.

CORSO D'ACQUA

CAMMINARE IN GRUPPO. Una caratteristica delle escursioni in queste zone è quella di poter cambiare per ore senza incontrare nessuno. Da una parte questo può essere un vantaggio perché ci si può rilassare, Dall’altra pero In caso di necessita, potrebbe essere un problema. se decidete di camminare da soli o in coppia,lasciate detto a qualcuno quale sarà la vostra escursione è l’ora presumibile del ritorno.

 

 

LA FAUNA LOCALE. Nella zone boscose potrete incontrate anche dei piccoli roditori simili a topolini, con il pelo rosso – marrone. Si chiamano moscardini, e pur essendo molto timidi, in alcuni casi si lasciano osservare anche molto da vicino.

ANIMALI PERICOLOSI. Il Parco Nazionale d’Abruzzo è famoso per la presenza di due grandi predatori, quali l’orso e il lupo, oltre che la lince. In genere evitano il contatto con l’uomo, ma durante le escursioni più lunghe e lontano dai centri abitati potreste incontrarli. Può essere un’ottima occasione per poterli vedere nel loro ambiente naturale, ma restate sempre lontani, per non correre rischi.

IL BOSCO. La camminata è in parte allo scoperto ed in parte nel bosco, che vi proteggerà dal sole e dal caldo, se la effettuerete nella bella stagione. Si tratta principalmente di faggi e conifere.

CARTELLO ESPLICATIVO 1

CARTELLO ESPLICATIVO 2

GLI ANIMALI. Potrete incontrare mucche e cavalli, lasciati liberi al pascolo. Sono animali mansueti, ma comunque non vi avvicinate troppo, sopratutto se hanno i piccoli con loro.

LE PIANTE. Durante il tragitto, incontrerete fiori e piante tipiche di queste zone e altezze. Il consiglio è di soffermarsi a dare loro un sguardo. Se amate il verde, vi piaceranno. Molto belli sono alcuni alberi secolari che potete osservare sul ciglio del sentiero.

PIANTE 4

PIANTE 5

 

 

MOUNTAI BIKE. Il fondo di questo sentiero consente si essere percorso anche in mountain bike. Tecnicamente è semplice, e non prevede passaggi difficili o ostacoli particolari.

I CARTELLI ESPLICATIVI DEGLI ANIMALI PRESENTI. Se siete curiosi di conoscere la fauna e la flora che vive in questi boschi, troverete utili una serie di cartelli illustrativi degli animali e delle piante che vivono in queste zone. Sono ubicati all’inizio del sentiero, nella zona dell’area di parcheggio e del bar – ristorante.

 

 

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GROTTA DELLE FATE – VIDEO YOUTUBE

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